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Sistema di salvaguardia idrogeologica a forte rischio nel Lazio

Sistema di salvaguardia idrogeologica a forte rischio nel Lazio. «È una situazione d’emergenza di guerra. Il nostro settore, assieme all’agroalimentare, sta pagando un prezzo altissimo per le conseguenze dell’elevato costo dell’energia. Al proposito, siamo in contatto con la Regione Lazio, che sta dimostrando sensibilità ed auspichiamo possa concorrere a dare una risposta». Così Sonia Ricci, Presidente di ANBI Lazio.

Sistema a rischio senza interventi a sostegno dei bilanci dei Consorzi di bonifica e irrigazione

«Senza adeguati interventi a sostegno dei bilanci dei Consorzi di bonifica ed irrigazione – aggiunge il Direttore di ANBI Lazio, Andrea Renna – tali aumenti mettono a rischio la tenuta stessa delle strutture. Le risposte per quanto sta accadendo servono subito. Gli importi relativi al costo dell’energia sono più che triplicati!». La causa è anche l’eccezionale andamento climatico, caratterizzato da siccità ed alte temperature, che stanno comportando un +30% tra oneri gestionali e consumi energetici, quantificabili nel Lazio in oltre 51 milioni di kilowattora, per una spesa che supera i 20 milioni con un incremento di oltre 9 milioni di euro fino alla fine dell’anno.

Occorrono interventi immediati perché non ci siano ricadute su imprese agricole e famiglie

«Se da un lato – prosegue Gargano – occorrono interventi immediati per evitare che i Consorzi di bonifica, obbligati per legge al pareggio di bilancio, riversino gli aumenti sulle già risicate economie di famiglie ed aziende agricole, dall’altro torniamo a chiedere l’autorizzazione al cosiddetto scambio sul posto, cioè la possibilità di utilizzare completamente l’energia rinnovabile, autoprodotta dai nostri enti consortili per l’esercizio degli impianti, senza doverla cedere ad un gestore elettrico e poi riacquistarla a prezzo maggiorato: è una posizione dominante, non più tollerabile». Ora l’attenzione si deve rivolgere comunque anche a ciò, che si potrà fare a livello sistemico per migliorare, in modo resiliente, un contesto sottoposto periodicamente a stress idrici, ormai troppo frequenti da sostenere senza nuovi ed ulteriori investimenti mirati.

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L’energia elettrica per i Consorzi di bonifica al Macfrut

L’energia elettrica per i Consorzi di bonifica, tema affrontato durante la rassegna del Macfrut, che si è tenuta presso la Fiera di Rimini. Il direttore di Anbi Lazio, Andrea Renna, in qualità di rappresentante del Consorzio CEA, ha portato alla ribalta, nel corso di un focus dedicato, le problematiche energetiche e la grave situazione che sta interessando tutti i Consorzi di Bonifica laziali così come quelli delle altre regioni italiane.

L’energia elettrica per i Consorzi di bonifica e il CEA

“L’energia elettrica per i Consorzi di bonifica”, ha permesso di ricordare cosa rappresenta il CEA. Un Consorzio, governato da amministratori e dirigenti di Consorzi di bonifica, costituito nel 2001 per volontà dei n. 5 Consorzi di Bonifica operanti sui territori delle provincie di Ferrara e Rovigo, per accedere al mercato libero dell’energia elettrica e ottenere quindi condizioni più favorevoli rispetto al mercato vincolato che fra l’altro, con la liberalizzazione, non prevedeva più tariffe agevolate per i consorzi di bonifica. Nel rispetto delle norme che regolano gli Appalti Pubblici, il CEA opera quale Centrale di Committenza in favore degli Enti Consorziati e, consultando quotidianamente una piattaforma di trading, dà mandato al fornitore aggiudicatario del Bando di acquistare lotti di energia elettrica; attività che ha permesso di ottenere ingenti risparmi rispetto la fornitura a PUN.

Attività peculiare del CEA

Il CEA svolge inoltre un’attività peculiare di consulenza e di controllo della fatturazione, mettendo a disposizione dei consorziati la rendicontazione dei consumi e del fatturato. Tutti i 6 Consorzi di Bonifica del Lazio si sono associati al CEA, entrando a far parte di una compagine consortile che annovera 52 Consorzi di Bonifica operanti in 11 diverse regioni. Il mercato, che ha visto raddoppiare negli ultimi mesi i costi di approvvigionamento dell’energia elettrica, sarà calmierato nel 2022 per oltre il 20% grazie all’impegno e concertazione del CEA. Il Lazio, grazie alla sinergia portata avanti dal Presidente Sonia Ricci presso la Regione, ha rimarcato le progettualità legate ai Por che hanno visto concretizzare un contributo pari a 5 milioni di euro per 36 progetti riguardanti l’efficientamento di altrettanti impianti, tramite un apposito bando regionale.

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ANBI: “Consorzi di bonifica laziali a rischio”

«L’aumento dei costi dell’energia elettrica avrà un impatto davvero troppo considerevole anche per i consorzi di bonifica laziali. Senza un intervento straordinario da parte delle Istituzioni, i contributi da richiedere per la salvaguardia idrogeologica e per l’irrigazione subiranno un aumento esponenziale che, in una crisi economica acuita dalla pandemia Covid-19, è insostenibile per le famiglie consorziate del Lazio. Gli imprenditori agricoli non possono permettersi di vedere ulteriormente ridotto il loro margine di profitto annuo e accrescere in modo considerevole le già troppe spese».

Nota inviata dalla Presidente di ANBI Lazio alla Regione

Così il Presidente di Anbi Lazio, Sonia Ricci, commenta la nota inviata, nei giorni scorsi, presso la Regione Lazio, per chiedere un tavolo tecnico utile a determinare un percorso idoneo a individuare eventuali risposte. Attualmente i 6 Consorzi di Bonifica del Lazio, in linea con quanto previsto dal Codice degli appalti pubblici, aderiscono al C.E.A. – Consorzio Energia Acque, che garantisce l’accesso al mercato libero dell’energia elettrica, operando in qualità di Centrale di Committenza in favore di 47 Consorzi di Bonifica ubicati in 11 regioni italiane e che, a seguito degli aumenti annunciati, ha preventivato una crescita della spesa consolidata al 36% che si traduce in aumento di oltre 6,4 milioni di Euro, rispetto agli 8 milioni del 2020.

Costi non sostenibili

«Oltre 14,4 milioni di Euro per l’energia elettrica nonostante i lavori di efficientamento e ammodernamento energetico dei nostri impianti di bonifica e di sollevamento delle acque per fini irrigui, non sono per nulla sostenibili e mettono in crisi una struttura, quella dei consorzi di bonifica, sostenuta esclusivamente dai contributi consortili – ha aggiunto la Presidente Ricci – perché i consorzi non possono fare economia sul funzionamento degli impianti. Da questi infatti dipende la sicurezza idraulica del territorio nonché, laddove prevista, l’irrigazione delle eccellenze agricole laziali». L’ANBI è in attesa di risposte.