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Al Teatro Biblioteca Quarticciolo B-Or Der e Songs &Borders

Al Teatro Biblioteca Quarticciolo per Diafanie. Materia e Luce, la stagione danza 2023 realizzata dal Centro Nazionale di Produzione della Danza ORBITA | Spellbound, arrivano Masoumeh Jalalieh, performer e artista multidisciplinare iraniana residente in Europa, che presenta in Prima Romana lo spettacolo B-Or Der; e il coreografo israeliano Michael Getman, che torna a Orbita dopo il successo dello scorso anno, con un nuovo lavoro in Prima Nazionale, Songs &Borders.

Il programma della due giorni al Teatro Biblioteca Quarticciolo

Un programma doppio per due giorni che esemplificano bene una delle linee guida della stagione, ovvero suggerire al pubblico “una serie di approfondimenti che non siano soltanto di natura tecnico-estetica ma in grado di aprirsi a discorsi sociali e culturali più ampi, dando spazio, ad esempio, a proposte provenienti dal bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente”, come afferma la direttrice Valentina Marini. “Il canto di un uccello è piacevole all’orecchio umano ma, allo stesso tempo, è segno della prigionia dell’uccello”: da queste parole della celebre scrittrice Maya Angelou, fra le più importanti esponenti della cultura afroamericana e attivista per i diritti civili, nasce B-Or Der, la nuova performance della coreografa, danzatrice e artista nata a Teheran Masoumeh Jalalieh.

Le domande dello spettacolo

Uno spettacolo che prova a rispondere a una serie di domande – Cosa sono esattamente i confini? In che modo stanno modellando i nostri corpi e le nostre menti? – per mettere a fuoco un concetto preciso: gran parte dei significati attribuiti ai confini dipende dalla posizione e dal punto di vista di chi li significa. In Songs &Borders, lavoro frutto di una collaborazione internazionale fra diversi artisti e intellettuali di diversa estrazione culturale e religiosa provenienti da Israele, Siria, Libano, Germania e Norvegia, l’israeliano Michael Getman porta invece in scena sei donne per dare voce alle loro storie di confini religiosi, culturali e storici. «Essendo figlio di immigrati, sto ancora cercando di capire cosa significhi essere israeliano.

Identità la centro del 20° secolo

La questione dell’identità è stata al centro del ventesimo secolo. Israele è un piccolo paese. Tuttavia, ci vuole più di una vita per comprenderne la complessa narrativa e le diverse anime che lo abitano. I confini tracciati sulla mappa attorno a una tavola rotonda europea divennero presto confini mentali tra comunità, famiglie e individui. In Songs and Borders, il mio interesse principale sono le persone e la loro specifica identità personale e genealogica», racconta il coreografo di Tel Aviv che durante la sua carriera ha collaborato a teatro con artisti del calibro di Ohad Naharin e William Forsythe.

Song and Borders

Songs and Borders è uno spazio condiviso denso di storie, rituali, tensioni, ferite e speranze, una creazione interdisciplinare che combina composizione musicale, coreografia, narrazione, documentazione audio-video con la ricerca etnografica ed etno-musicologica per leggere il corpo umano come stratificazione di narrazioni e di identità storiche e politiche.

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La programmazione di “Diafanie. Materia e Luce” al Teatro Palladium

La programmazione di “Diafanie. Materia e Luce”, la stagione danza 2023 realizzata dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita | Spellbound, prosegue. Il 7 e l’8 marzo al Teatro Palladium di Roma presenta un nuovo focus autoriale, questa volta dedicato al collettivo di coreografi, danzatori e attori franco-argentini Poyo Rojo, dopo quelli sulla compagnia Balletto Civile, sul coreografo libanese Bassam Abou Diab e sul maestro Virgilio Sieni.

Programmazione di Poyo Rojo il 7 marzo

Il programma del focus si apre il 7 marzo con il ritorno di Un Poyo Rojo, lo spettacolo “fenomeno” che ha entusiasmato il mondo intero, andando in scena senza interruzioni e superando le 1400 repliche in oltre 30 paesi, con una media di 120 rappresentazioni all’anno: fra teatro, danza e performance acrobatica, un testa a testa tra corpi che abbatte il muro delle convenzioni sociali attraverso la chiave dell’umorismo e della libertà estetica.

Indagare l’identità omosessuale

Nato nella periferia di Buenos Aires in un momento in cui la società argentina si divideva in modo radicale rispetto alla proposta di legge sui matrimoni omosessuali, Un Poyo Rojo indaga l’identità omosessuale mettendo in scena due uomini che, nello spogliatoio di una palestra, si affrontano come due galli da combattimento impegnati in un duetto sensuale e malizioso che mette in discussione la natura primitiva dei propri desideri attraverso una danza che dalla classica va alla contemporanea, passando per la breakdance, l’hip hop, il teatro fisico e l’acrobatica.

Focus prosegue l’8 marzo con Dystopia

Il focus prosegue il giorno seguente, mercoledì 8 marzo sempre al Teatro Palladium con la prima romana di Dystopia, nuova creazione di Poyo Rojo che ci trascinerà in un mondo dolciastro e ansiogeno alla Truman Show.