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Assessore Pratelli: “Governo intervenga su disposizioni anti covid-19 nelle scuole”

«Chiediamo urgentemente un chiarimento e un intervento al Governo in merito alle disposizioni per l’emergenza Covid nelle scuole. Ci uniamo quindi al grido lanciato dalle Regione nei giorni scorsi perché vi sia una semplificazione delle disposizioni». A scriverlo è Claudia Pratelli, assessora alla Scuola Formazione Lavoro di Roma Capitale rivolgendosi al Ministro dell’Istruzione Bianchi e a tutto l’esecutivo.

Evidente difficoltà interpretativa

«È evidente – ha aggiunto – che c’è una difficoltà interpretativa che sta generando confusione e moltissimi disagi alle scuole e alle famiglie, riguardo le misure introdotte con il decreto del 7 gennaio con le quali si dispone la sospensione della didattica e la quarantena per il gruppo classe, apparentemente in modo indiscriminato per tutti gli studenti. Tutti condividiamo l’esigenza di garantire la massima sicurezza e quindi la disposizione di quarantena in caso di contatto stretto con un caso positivo per i soggetti che non hanno completato il ciclo vaccinale primario così come del resto previsto dal decreto del 30 Dicembre.

Misure ingiustificate per chi non ha avuto contatti stretti con positivo

Questo tipo di misura però appare ingiustificata per coloro che non hanno avuto un contatto stretto con il soggetto risultato positivo nelle 48 ore precedenti e appare altresì in contraddizione proprio con il decreto del 30 dicembre scorso, il quale dispone che la misura della quarantena precauzionale non si applichi a coloro che, nei 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario o dalla guarigione o successivamente alla somministrazione della dose di richiamo, abbiano avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al Covid-19. Quello che sta accadendo diffusamente è che la sospensione delle attività in presenza e/o la didattica a distanza sono estese a tutti, negando l’accesso alle lezioni in presenza a studenti e studentesse che non sono in situazioni di rischio.

Situazione di confusione anche normativa

Dopo due anni di pandemia e didattica a singhiozzo abbiamo già avuto contezza delle conseguenze sul piano dell’apprendimento e su quello psicosociale dei ragazzi e delle ragazze, perciò non possiamo permetterci questa situazione di confusione anche normativa che sta ricadendo tutta sulle spalle del personale scolastico e delle famiglie. Abbiamo il dovere di intervenire per garantire chiarezza e il più possibile, stanti le necessarie condizioni di sicurezza, l’esercizio del diritto alla scuola in presenza».