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Primo trapianto di organi a cuore fermo al Policlinico Umberto I

Primo trapianto di organi a cuore fermo portato a compimento al Policlinico Umberto I. Grazie alla profonda generosità della signora G.T.E. di 51 anni, ricoverata in gravissime condizioni presso la Rianimazione Centrale, è stato possibile portare a compimento presso il Policlinico Umberto I la donazione. In vita, la paziente aveva manifestato la volontà di donare gli organi e di non essere soggetta a nessun trattamento terapeutico forzato in caso si fosse trovata in condizioni gravissime con lesioni cerebrali irreversibili.

Primo trapianto di cornee, fegato e reni in cinque pazienti tra Roma e Palermo

Accogliendo la sua volontà, ed anche le richieste dei familiari della donna, è stato possibile eseguire la donazione degli organi a cuore fermo consentendo il trapianto di cornee, fegato e reni in cinque pazienti tra Roma e Palermo. «La sanità romana si pone all’avanguardia, questo straordinario intervento arriva ad una settimana dal triplo trapianto di fegato eseguito dall’azienda San Camillo di Roma e desidero ringraziare l’equipe medica multidisciplinare del Policlinico Umberto I e la Rete regionale trapianti per questo risultato straordinario raggiunto», ha commentato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Di norma si effettua dopo la morte cerebrale del donatore

Di norma la donazione degli organi si effettua da donatore di cui è stata accertata la morte cerebrale. In questo caso il cuore del donatore aveva smesso di funzionare per arresto cardiaco. La donazione a cuore fermo è una modalità lecita che non richiede riferimenti legislativi o etici differenti rispetto alle leggi esistenti che regolano l’accertamento di decesso del paziente con criteri neurologici. Il caso della signora ha rappresentato una situazione di particolare difficoltà che ha richiesto una procedura clinico chirurgica di alta complessità con un elevatissimo livello di collaborazione tra strutture di discipline diverse.

Lavoro di squadra per il trapianto

Un processo di lavoro “in squadra” che ha coinvolto l’intero DEA Dipartimento Emergenza, a partire dall’Accoglienza dove gli operatori supportano ed informano i famigliari, i medici e gli infermieri del Pronto Soccorso, la Rianimazione DEA e quella Centrale con ECMO team, i tecnici perfusionisti, il personale di sala operatoria, il Team della perfusione degli Organi, l’equipe chirurgiche coinvolte e il personale sanitario del coordinamento locale donazione organi e tessuti. Fondamentale è stato il supporto istituzionale e operativo garantito dal Centro Regionale Trapianti del Lazio diretto dal Dott. Mariano Feccia, e quello del Centro Nazionale Trapianti guidato dal Dott. Massimo Cardillo.