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Cronaca

Estorsione in concorso aggravata da metodo mafioso: 43enne in manette

Estorsione in concorso aggravata da metodo mafioso: 43enne arrestata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma. Questi, coadiuvati dai militari della Compagnia Roma Trastevere, a conclusione di attività investigativa, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma nei confronti di I. V., classe 1980, gravemente indiziata di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione, con l’aggravante di aver cagionato la morte della vittima.

Complessa attività d’indagine

Il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria scaturisce dalle risultanze della complessa attività d’indagine, che ha già portato all’arresto di D. F., classe 1985, e del compagno della donna, S. P., classe 1975, a seguito del decesso di F. V., il quale, il 22 febbraio 2023, dopo essere stato segregato e torturato all’interno di un appartamento di Roma, Via Pescaglia n. 40, allo scopo di ottenere dai familiari la somma di 500.000 Euro quale pagamento per la sua liberazione, precipitava al suolo dal quinto piano del palazzo, perdendo la vita. In particolare, nel corso delle indagini è emerso come la donna, nelle fasi esecutive della condotta criminosa, abbia partecipato direttamente al sequestro a scopo di estorsione, rendendosi, nei giorni successivi al sequestro, irreperibile, tentando la fuga e continuando a ricercare negli ambienti criminali il denaro promesso per il delitto eseguito.

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Estorsione con metodo mafioso: scattano le manette a Cinecittà

Estorsione con metodo mafioso: scattano le manette a Cinecittà. I Carabinieri della Stazione locale, unitamente a quelli del Nucleo Operativo della Compagnia di Frascati, hanno svolto, in sinergia con la Procura della Repubblica di Roma, Direzione Distrettuale Antimafia, un articolato servizio conclusosi con l’arresto di un 36enne, con precedenti, appartenente ad una nota famiglia criminale della Capitale, gravemente indiziato del reato di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

Vittima dell’estorsione

La vittima, un romano, ex responsabile di una società immobiliare, ha denunciato che da diversi mesi era costretto a pagare l’indagato arrivando a corrispondergli più di 10.000 euro, tra contanti e bonifici bancari, per una questione economica legata a delle problematiche sorte, tra la società ed alcuni suoi parenti, nell’ambito di una trattativa per l’acquisto di un immobile, secondo l’indagato, non andata a buon fine.

La trappola scatta il 9 marzo

Nella giornata del 9 marzo, la vittima e l’indagato si sono incontrati all’esterno di un bar in zona Cinecittà dove di solito avvenivano la consegna delle tranche da 500 euro. Questa volta però erano presenti anche i Carabinieri che stavano eseguendo un mirato servizio di osservazione e che, a scambio avvenuto, sono immediatamente intervenuti e bloccato il 36enne. I militari hanno condotto l’uomo in carcere dove il Gip del Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto e disposto per lui la custodia cautelare in carcere.