Come tutte le ragazze libere dal 15 al 19 febbraio al Teatro India, che continua ad attingere storie ed esperienze dalla cronaca più attuale, per poter provocare piccole rivoluzioni culturali e sensibilizzare su alcuni temi sociali già dal palcoscenico, come nello spettacolo diretto da Paola Rota, tra monologhi e scene corali per riscrivere i concetti di famiglia e patriarcato.
Come tutte le ragazze libere scritto dalla drammaturga bosniaca Šljivar
Scritto nel 2017 dalla drammaturga bosniaca Tanja Šljivar, il testo (foto Circa) racconta la storia di sette tredicenni rimaste incinte durante una gita scolastica: un fatto ispirato dalla cronaca, che nasce in un paese dei Balcani per diventare una storia universale attraverso la regia di Paola Rota, che costruisce per ciascuna delle protagoniste uno spazio di racconto, un mosaico dai destini incrociati per sfidare la norma sociale e continuare a riscriverne le regole. Sette ragazze di tredici anni, sette scene e sette monologhi fanno da cornice tematica a un dramma in cui l’unica costante è l’inaffidabilità delle giovani quando si tratta di ricordi e dichiarazioni.
Necessità di andare via
«Come tutte le ragazze libere è una commedia sulla necessità di andarsene via per poter realizzare pienamente la propria sessualità, per essere in grado di prendere decisioni sul proprio corpo e sulla propria vita. C’è la cultura pop americana, Skype, Instagram. Ci sono le nonne, la teoria critica e l’ambiente patriarcale di una piccola città. Attraverso i loro mezzi, le sette ragazze vogliono raccontarci tutto, tranne come sono rimaste incinte durante una gita scolastica».
Mistero che aleggia sull’opera
Il mistero aleggia denso su quest’opera teatrale che, con la sua necessità sfida le convenzioni della società, rendendo artefici di questa piccola rivoluzione culturale un gruppo di teenager. Nato da una residenza creativa al Teatro Torlonia, e dopo aver circuitato nei Teatri in Comune, lo spettacolo chiude al Teatro India la collaborazione con Fabulamundi Playwriting Europe (Pav), un esempio di progettualità e cooperazione artistica con cui il Teatro di Roma opera in rete insieme al sistema culturale nazionale ed europeo.