If/Invasioni dal Futuro_Dark Ages*2023 al Teatro India, da mercoledì 30 agosto propone un programma di serate spettacolari aperte al pubblico. Si comincia con la prima parte del progetto biennale (foto Bellucci) L’ombra dello Scorpione, il 30 agosto, tratto dal classico di Stephen King ambientato in un futuro oggi più che mai prossimo, in cui il novanta per cento dell’umanità è stata decimata da un virus di laboratorio. L’opera riscrive in due episodi la formidabile narrazione di King, quasi si trattasse di due stagioni di una serie, per reinterpretare in chiave teatrale un formato a puntate prettamente televisivo.
If/Invasioni: le sequenze narrative parallele di Stephen King
La natura della creazione si compone in sequenze narrative parallele, alternate e intrecciate in flash back e flash forward per restituire l’andamento cinematografico e corale del romanzo. L’ombra dello Scorpione è un progetto di Collettivo Fontana, immaginato, adattato e diretto da Caterina Dazzi e Flavio Murialdi assieme al musicista Andrea Veneri e un gruppo di sei giovanissimi attori (Luigi Fedele, Diego Giangrasso, Paolo Leccisotto, Flavio Murialdi, Mersila Sokoli, Aurora Spreafico). Lo spettacolo si inscrive nel piano di sviluppo biennale di If_Dark Ages dedicato agli artisti emergenti con un sostegno, artistico, economico e strutturale.
Consigli per sopravvivere in natura
Segue in prima nazionale consigli per sopravvivere in natura, il 31 agosto e il 1° settembre, spettacolo multimediale musicale in forma di melologo sci-fi, un “racconto di racconti” intorno al degenerare della conoscenza umana, alla violenza verso l’Altro, sia esso un animale o un intero pianeta, agli incontri interspecie, alla rigenerazione di organismi e sistemi. Quattro grandi madri della fantascienza, scrittrici e attiviste dal profilo ibrido sono le autrici di queste distopie estreme che sfiorano un orrore tutto umano.
Selezione di racconti introvabili
If/Invasioni Dark_Ages le riunisce in una serata particolarissima, con una selezione di racconti introvabili. Lo psicologo che non voleva far male ai topini di Alice Bradley Sheldon incentrato sugli ambigui processi di conoscenza degli esseri umani, sull’intensità dei desideri e sull’opportunità di distruggere organismi vivi per studiarli. Figlio di sangue di Octavia Butler, racconto di formazione, è la storia di un uomo che resta incinto di un’aliena come patto e atto di amore, e che si chiede: cosa abbiamo noi umani da offrire in cambio di uno spazio vitale in un mondo che non è il nostro? Più vasto degli imperi e più lento di Ursula Le Guin, ragiona invece sulla reciprocità della recettività bio-empatica in un mondo alieno senza vita animale, il cui sistema vegetale interconnesso reagisce all’arrivo degli esseri umani imitando la loro stessa paura.
Palla di pelo di Margaret Atwood
Palla di pelo di Margaret Atwood è infine la storia disturbante di un’ossessione misteriosa che sfocia in una sorta di anatomo-patologia dei rapporti umani. Lo spazio scenico di consigli per sopravvivere in natura è diviso da cinque schermi semitrasparenti, particolarissime membrane sui cui si iscrivono ambientazioni visive fatte di dettagli e macroscopie. Sulla scena emergono, quasi fossero residui, frammenti di oggetti ispirati ai temi dei racconti e a certa arte visiva contemporanea: il non-umano, le affinità fra specie, il rapporto tra organico e inorganico. Il concept musicale alterna invece lo spezzettamento in micro frammenti di brani dei Tangerine Dream, padri della musica elettronica, a composizioni originali per sottolineare una sorta di canto tra esseri che s’incontrano in uno spazio non più umano.