Categorie
Spettacolo

If/Invasioni dal Futuro_Dark Ages*2023 al Teatro India

If/Invasioni dal Futuro_Dark Ages*2023 al Teatro India, da mercoledì 30 agosto propone un programma di serate spettacolari aperte al pubblico. Si comincia con la prima parte del progetto biennale (foto Bellucci) L’ombra dello Scorpione, il 30 agosto, tratto dal classico di Stephen King ambientato in un futuro oggi più che mai prossimo, in cui il novanta per cento dell’umanità è stata decimata da un virus di laboratorio. L’opera riscrive in due episodi la formidabile narrazione di King, quasi si trattasse di due stagioni di una serie, per reinterpretare in chiave teatrale un formato a puntate prettamente televisivo.

If/Invasioni: le sequenze narrative parallele di Stephen King

La natura della creazione si compone in sequenze narrative parallele, alternate e intrecciate in flash back e flash forward per restituire l’andamento cinematografico e corale del romanzo. L’ombra dello Scorpione è un progetto di Collettivo Fontana, immaginato, adattato e diretto da Caterina Dazzi e Flavio Murialdi assieme al musicista Andrea Veneri e un gruppo di sei giovanissimi attori (Luigi Fedele, Diego Giangrasso, Paolo Leccisotto, Flavio Murialdi, Mersila Sokoli, Aurora Spreafico). Lo spettacolo si inscrive nel piano di sviluppo biennale di If_Dark Ages dedicato agli artisti emergenti con un sostegno, artistico, economico e strutturale.

Consigli per sopravvivere in natura

Segue in prima nazionale consigli per sopravvivere in natura, il 31 agosto e il 1° settembre, spettacolo multimediale musicale in forma di melologo sci-fi, un “racconto di racconti” intorno al degenerare della conoscenza umana, alla violenza verso l’Altro, sia esso un animale o un intero pianeta, agli incontri interspecie, alla rigenerazione di organismi e sistemi. Quattro grandi madri della fantascienza, scrittrici e attiviste dal profilo ibrido sono le autrici di queste distopie estreme che sfiorano un orrore tutto umano.

Selezione di racconti introvabili

If/Invasioni Dark_Ages le riunisce in una serata particolarissima, con una selezione di racconti introvabili. Lo psicologo che non voleva far male ai topini di Alice Bradley Sheldon incentrato sugli ambigui processi di conoscenza degli esseri umani, sull’intensità dei desideri e sull’opportunità di distruggere organismi vivi per studiarli. Figlio di sangue di Octavia Butler, racconto di formazione, è la storia di un uomo che resta incinto di un’aliena come patto e atto di amore, e che si chiede: cosa abbiamo noi umani da offrire in cambio di uno spazio vitale in un mondo che non è il nostro? Più vasto degli imperi e più lento di Ursula Le Guin, ragiona invece sulla reciprocità della recettività bio-empatica in un mondo alieno senza vita animale, il cui sistema vegetale interconnesso reagisce all’arrivo degli esseri umani imitando la loro stessa paura.

Palla di pelo di Margaret Atwood

Palla di pelo di Margaret Atwood è infine la storia disturbante di un’ossessione misteriosa che sfocia in una sorta di anatomo-patologia dei rapporti umani. Lo spazio scenico di consigli per sopravvivere in natura è diviso da cinque schermi semitrasparenti, particolarissime membrane sui cui si iscrivono ambientazioni visive fatte di dettagli e macroscopie. Sulla scena emergono, quasi fossero residui, frammenti di oggetti ispirati ai temi dei racconti e a certa arte visiva contemporanea: il non-umano, le affinità fra specie, il rapporto tra organico e inorganico. Il concept musicale alterna invece lo spezzettamento in micro frammenti di brani dei Tangerine Dream, padri della musica elettronica, a composizioni originali per sottolineare una sorta di canto tra esseri che s’incontrano in uno spazio non più umano.

Categorie
Spettacolo

Il Teatro India ospita dal 28 agosto al 3 settembre If/Invasioni

Il Teatro India ospita dal 28 agosto al 3 settembre If/Invasioni (dal) Futuro_Dark Ages, progetto multidisciplinare che lacasadargilla dedica alle scritture e ai temi sempre più contemporanei della fantascienza. In questa nuova edizione, If_Dark Ages opera un cambiamento di rotta spostandosi dall’orizzonte della fantascienza classica verso narrazioni miste e atipiche, di matrice antropologica, scientifica o storica, mondi alieni e alterati con qualcosa di inquietantemente prossimo al reale. Questioni a lungo rimosse nel discorso pubblico e che, nel XXI secolo, escono dagli argini della letteratura di genere per fare alleanza con la filosofia politica di ultima generazione: gli elementi generativi e degenerativi nell’incontro con l’Altro, le rivoluzioni e le invasioni ‘culturali’, le mutazioni genetiche e ambientali.

Al Teatro India una settimana di If_Dark Ages con un ricco programma

If_Dark Ages abita quest’anno il Teatro India per una settimana con un ricco programma, che alterna nei diversi orari della giornata: spettacoli multimediali e melologhi sci-fi, workshop, laboratori, un’istallazione/performance musicale, una video istallazione multimediale, una conferenza di filosofia, una biblioteca condivisa e un palinsesto radiofonico quotidiano. Il festival apre le porte lunedì 28 agosto con la messa in onda della prima puntata di Radio If_Dark Ages (sulla piattaforma Spreaker), a cura di Silvio Impegnoso con la collaborazione di Francesco Bianchi e dell’ensemble di If_Dark Ages, e l’inaugurazione di Biblioteca_451 dove ogni giorno al calar della sera sono consultabili libri irreperibili di e sulla fantascienza.

Tra laboratori di alta formazione

Il programma prosegue con l’apertura di tre laboratori di alta formazione per partecipanti selezionati tramite call: dal 29 agosto al 2 settembre Piccola Bottega 2324, guidata da Roberto Scarpetti, per autori teatrali e drammaturghi; dal 29 agosto al 1 settembre Echoes, laboratorio di sound design teatrale condotto Pasquale Citera; dal 30 agosto al 3 settembre, Vietato Entrare a cura di Fabio Condemi, per attori, performer, musicisti e artisti visivi, ispirato alla scrittura di Shirley Jackson.

Categorie
Spettacolo

CIRCOinfest nella Capitale dal 24 giugno al 23 luglio

CIRCOinfest, l’inedito Festival dedicato al Nuovo Circo contemporaneo, dal 24 giugno al 23 luglio, per la prima volta nella programmazione di un Teatro Nazionale, con un ricco palinsesto di spettacoli in uno scambio multidisciplinare di tecniche, poetiche e pubblici. Una rassegna che offre alla città e agli spettatori un doppio spazio di incontro e convivialità animando, con due diverse modalità di allestimento, l’area esterna di India con il suggestivo Chapiteau del Circo El Grito e il parco di Villa Torlonia con un palcoscenico all’esterno del contesto museale (presso il Campo dei tornei) tra clownerie, acrobazie, virtuosismi di giocoleria.

Due ambienti per CIRCOinfest

Due ambienti cittadini da abitare e attraversare, innescando una nuova relazione tra teatro, museo, natura e quartiere, in cui far coesistere tradizione e innovazione, per un’esperienza culturale intergenerazionale da condividere con un pubblico ampio e plurale. Spazi di libertà artistica accessibili e alla portata di tutti che, attraverso l’ibridazione dei linguaggi della scena, diffondono una profusione di opere d’arte all’aperto in un incrocio performativo intessuto di musica, danza, teatro di movimento. Inoltre, Circoinfest accoglie anche bambini e famiglie che aderiscono al primo progetto di welfare culturale Sciroppo di Teatro, una vera e propria “prescrizione medica” degli spettacoli del Festival rivolta ai ragazzi e genitori della città di Roma da parte dei pediatri, per incoraggiare la partecipazione e l’accessibilità di un pubblico svantaggiato all’offerta teatrale (con tariffe agevolate a 3€).

Il via al Teatro Tenda

L’atmosfera magica del circo prende il via dal 24 giugno al 9 luglio al Teatro India con la compagnia visionaria del Circo El Grito che, dopo 10 anni, torna a Roma con lo Chapiteau, per accogliere grandi e piccini con tre spettacolari creazioni sotto un tendone di destrezza, poesia e fantasia. Nato a Bruxelles nel 2007 dall’incontro tra l’acrobata aerea uruguaiana Fabiana Ruiz Diaz e l’artista multidisciplinare italiano Giacomo Costantini, con più di mille repliche in Europa, El Grito porterà in scena il circo contemporaneo nella più avanzata sperimentazione tra danza, teatro, musica e letteratura. Si inizia con un viaggio che conduce agli albori dell’arte circense incontrando il potere della musica con Johann Sebastian Circus (24 e 25 giugno), dove Bach torna per adeguarsi alle nuove sonorità, obbligando a numeri strambi una spericolata acrobata aerea, un clown equilibrista e un musicista multistrumentista.

Categorie
Spettacolo

Dominio Pubblico dal 27 giugno al 2 luglio al Teatro India

Dominio Pubblico torna dal 27 giugno al 2 luglio al Teatro India di Roma per portare in scena una nuova esperienza di Città, tutta immaginata dai giovani: una settimana di arte e creatività rigorosamente U25, spaziando tra teatro, musica, performance, arti visive, cinema, food… e tutto ciò che la creatività della giovane direzione artistica del Festival ha intercettato durante l’ultmo anno. Dal Metaverso all’Oltreverso, Dominio Pubblico richiama artisti e artiste che hanno attraversato il festival o che lo rinforzeranno attraverso interventi creativi.

Festa apertura Dominio Pubblico

La grande festa di apertura, inclusiva e partecipata, sarà il 27 giugno alle ore 18.30 negli spazi del Teatro India: tra gli ospiti, insieme alla Direzione artistica U25 che presenterà il nuovo programma della decima edizione intitolata Oltreverso, anche Irene Volpe, chef e content creator, già protagonista in passato di Dominio Pubblico, poi diventata nota al grande pubblico come finalista di Masterchef 10 grazie al suo estro creativo in cucina. Sarà lei a dare vita alla speciale torta di compleanno di Dominio Pubblico, per un b-day party in piena regola.

Puntata speciale di Protagoniste

Tra gli ingredienti speciali di questo opening party anche una puntata speciale di “Protagoniste”, il primo audiobook club di Storytel Italia, ideato e condotto da Giulia Paganelli grazie alla speciale collaborazione con ZALIB: audiolibro del mese “Le signore in nero” di Medeline St John verrà presentato dalla curatrice Sofia Fabiani @cucinarestanca. A seguire i Treetops, ensemblé fusion jazz che musicherà la pellicola storica di Fritz Lang “Metropolis” e aprirà le porte dell’oltreverso, tema di questa decima edizione del festival scelto dalla direzione U25 che anche quest’anno ha selezionato un ricchissimo programma: oltre 100 artisti per oltre 30 eventi.

Edizione speciale del festival 2023

Quella del 2023 sarà, infatti, un’edizione speciale del festival multidisciplinare per le nuove generazioni che in 10 anni ha lanciato, intercettato e ospitato esperienze di creatività in ogni forma, avviando un ricambio generazionale necessario e urgente: una storia che parte da lontano, e che racconta l’evoluzione di uno scenario artistico in continuo movimento, a volte sommerso, ma soprattutto che ha visto dal 2013 a oggi cambi epocali nella fruizione, nel tessuto cittadino, nei linguaggi, nei contesti sociali, e anche nelle lotte e nei dissensi. Dopo la festa d’apertura, Dominio Pubblico procederà con la programmazione e le nuove visioni U25 con grandi ospiti e nomi di profilo, insieme a nuove proposte e nuove tendenze.

Categorie
Spettacolo

Allezenfants! dal 5 al 7 giugno al Teatro India

Allezenfants! dal 5 al 7 giugno al Teatro India, un microfestival dedicato ai laboratori teatrali delle scuole superiori del territorio di Roma Capitale, ideato dallo spazio indipendente Carrozzerie | n.o.t e dal collettivo artistico Isola Teatro, e sostenuto dal Teatro di Roma, e che quest’anno si avvale anche della collaborazione del centro di produzione 369 gradi. Come nelle edizioni precedenti la pandemia, quando fino a 220 adolescenti invasero India, dando prova di curiosità e grandi capacità di ascolto, il progetto di questa sesta edizione non solo conferma ma amplia il numero di istituti coinvolti.

Allezenfants! dal centro alla periferia

Dal centro alla periferia, le scuole che hanno aderito al progetto sono: il Liceo Classico e Linguistico Statale Aristofane, il Liceo Ginnasio Statale Anco Marzio, il Centro di Formazione Professionale Lella e Aldo Fabrizi, il Liceo Classico Statale Giulio Cesare, il Liceo Scientifico G.B. Morgagni, l’Istituto di Istruzione Superiore Statale Cine-tv Roberto Rossellini, il Liceo Ginnasio Statale Francesco Vivona, il Liceo Ginnasio Statale Virgilio, scuole presso le quali si sono svolti durante l’anno i laboratori scolastici condotti da artisti e formatori della scena romana – Bartolini/Baronio, Carrozzerie | n.o.t, Dynamis, Marta Gilmore, Gabriele Linari, Monica Mariotti e Daniele Nuccetelli.

Percorso di workshop

Durante la tre giorni gli allievi di questi laboratori teatrali scolastici seguiranno un percorso di workshop con danzatori, registi, musicisti e performer, incontri con operatori e artisti fino alla messa in scena dei propri percorsi laboratoriali. Ragazzi e ragazze dei diversi istituti hanno partecipato durante l’anno a un percorso di visione degli spettacoli programmati dal Teatro di Roma, incontrandosi tra loro a teatro insieme ai loro conduttori, per diventare spettatori e spettatrici sempre più competenti. Dalle prime ore del mattino fino a pranzo studenti e studentesse dei diversi laboratori teatrali saranno organizzati in gruppi di lavoro che animeranno le sale del Teatro India, partecipando a diversi workshop con artisti, chiamati ad aprire uno sguardo e un differente punto di vista sul lavoro scenico.

Relazionarsi sul palco

Lo scopo è quello di fare incontrare i gruppi scolastici attraverso un modo diverso di relazionarsi sul palco, condividendo le diverse esperienze maturate durante l’anno per dimostrare che non esiste “un solo modo per fare le cose”. Inoltre, nell’edizione di quest’anno si aggiunge un’ulteriore novità, che rafforza la dimensione dell’incontro tra pari e l’orizzontalità e circolarità del progetto: l’ultima delle tre mattine di workshop verrà condotta da allievi e allieve del primo anno dell’Accademia Nazionale Silvio D’Amico, che si misureranno in un ruolo di tutor nei confronti della nostra comunità di adolescenti, i quali avranno a loro volta modo di incontrare giovani poco più grandi di loro che sono passati dalla passione adolescenziale per il teatro al teatro come scelta di vita.

Allez Hop

Sempre per valorizzare la dimensione del confronto creativo e la circolarità di saperi e idee, nel pomeriggio delle tre giornate di Allezenfants! Lucia Medri coordinerà insieme a ragazze e ragazzi un percorso ludico didattico autogestito dal titolo ALLEZ,HOP!, un break time pomeridiano in cui affrontare tematiche e domande che saranno i ragazzi stessi a mettere a fuoco insieme alla conduttrice che si porrà come figura di facilitazione delle loro proposte, anche attraverso l’invito rivolto a professionisti delle arti sceniche.

Categorie
Spettacolo

Darwin Inconsolabile al Teatro India dal 23 al 28 maggio

Darwin Inconsolabile con Lucia Calamaro al Teatro India, dal 23 al 28 maggio. Una coproduzione del Teatro di Roma assieme a Sardegna Teatro e CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, con cui la drammaturga e regista, dalla scrittura intensa ed energica, continua a scandagliare nelle nostre esistenze, tra affetti, nevrosi e anche l’esperienza del lutto, per disegnare con la consueta profondità ironica la storia di tre figli e un’anziana madre che, per ritrovare la loro attenzione, decide di fingersi morta.

Darwin Inconsolabile

Una storia in cui riconoscere le nostre conflittualità, i nostri stili di vita frenetici e disumanizzanti, raccontata con fulminante sarcasmo, grande empatia e senza moralismi, attraverso l’interpretazione di Maria Grazia Sughi, in scena nel ruolo di una madre artista che inventa la propria morte per ottenere la considerazione dei figli, a loro volta interpretati da Riccardo Goretti, Gioia Salvatori e Simona Senzacqua, distratti e troppo presi da sé stessi, tre diverse personalità che lasceranno emergere verità mai dette prima. Maria Grazia pratica la “tanatosi”, molto diffusa tra certe specie che, per scampare all’aggressione del predatore, “fanno il morto”. La figlia ostetrica, Simona, è schiacciata dalla preoccupazione per le nuove generazioni, un’ambientalista imbranata.

Riccardo maestro elementare

Riccardo è un maestro elementare, buonissimo, che ha per le mani il futuro e si imbatte in un fumoso testo inedito de L’Origine della specie, citato da Borges in un’intervista a Bioy Casares. Infine c’è Gioia, una figlia in simbiosi con la madre, performer-artista plastica, che indaga il prospettivismo amazzonico e le teorie dell’interspecie, sentendosi più vicina al mondo vegetale che all’animale.

Lucia Calamaro

«Una madre anziana, che si finge morta per ricevere un po’ di attenzione da questi figli, cosi occupati, cosi distratti, cosi disamorati, aggressivi in quanto assenti. Simula la morte. La tanatosi. Una pratica molto diffusa tra gli animali che per scampare l’aggressione del predatore, “fanno il morto.” Potrebbe esser un monito, un richiamo, un avvertimento, una metafora. metafora – spiega Lucia Calamaro – Una madre che simboleggia il pianeta? Forse. Dei figli che simboleggiano noi? Può essere. Ma nessuno, di certo la bontà. Né la colpa. O il destino. Nessuno è vittima. Tutti sono creatura e natura, e hanno le loro strategie di sopravvivenza predatorie come ce le ha un’ape, un radicchio, un riccio di mare, perché “Tutto è gente”. “Tutto è persona” “Tutto vuole vivere e niente sa più morire».

Categorie
Spettacolo

Tre Sorelle sul palco del Teatro India dal 9 al 14 maggio

Tre Sorelle sul palco del Teatro India. L’incessante lavoro di ricerca sul tempo di Claudia Sorace e Riccardo Fazi dei Muta Imago, che si confrontano per la prima volta con un classico della drammaturgia teatrale di Anton Cechov, approda in prima nazionale dal 9 al 14 maggio. Una riscrittura firmata nella regia da Claudia Sorace, nella drammaturgia e nel suono da Riccardo Fazi, e che vede sulla scena tre grandi interpreti, tre voci di uno stesso corpo in evoluzione e involuzione su una immaginaria e fluttuante linea temporale: la giovane Federica Dordei, la pluripremiata Monica Piseddu e infine la versatile Arianna Pozzoli in un momento di svolta della sua carriera.

La lotta delle tre sorelle

Tra le pareti di un edificio sospeso nello spazio-tempo, ultimo rifugio nel cuore di un buco nero, fermo in un eterno presente, bloccato tra un passato da ricordare con nostalgia e un futuro che si fa fatica a immaginare, tre donne lottano disperatamente per cercare un senso, per scavalcare l’orizzonte degli eventi e rientrare nel mondo, per rispondere a una semplice domanda, che non a caso apre il dramma di Cechov: “Perché́ ricordare?” Come delle maghe o delle medium le sorelle mettono in campo strategie di sopravvivenza, vengono attraversate dalle voci e dai corpi dei protagonisti maschili, rivisitano momenti, luoghi e situazioni del racconto. Utilizzano la materia prima della ripetizione, della metamorfosi, dell’ambiguità̀ e della frammentazione, per tornare all’infinito a dare vita a figure che appartengono ormai alla loro vita, al loro passato come al loro futuro, in un esercizio continuo di possessione e di esorcismo allo stesso tempo.

Lavoro di ricerca di Muta Imago

Tre sorelle si inserisce nel solco di un lavoro di ricerca che Muta Imago sta portando avanti sulla vita, sul tempo e sulla paura della morte; ricerca che ha preso forme diverse a seconda dei progetti attraversati: iniziata con l’installazione/concerto Sonora Desert del 2021; proseguita con lo spettacolo Ashes vincitore dei premi Ubu 2022 per miglior attore (Marco Cavalcoli) e miglior progetto sonoro; e che oggi, in un primo significativo incontro con Cechov, cerca insenature di senso e sguardi diversi nelle domande che il grande autore russo continua a porci da più di cento anni di distanza.

Musiche dal vivo

La performance delle attrici è accompagnata dalle evocative musiche originali realizzate dal vivo da Lorenzo Tomio. Si avvale del disegno scene del premio Ubu Paola Villani, della direzione tecnica e luci di Maria Elena Fusacchia e del costume design di Fiamma Bevignati. Tre Sorelle è una coproduzione di Index Muta Imago, Teatro Di Roma – Teatro Nazionale, TPE/Teato Piemonte Europa; in collaborazione anche con Amat & Teatri di Pesaro per Pesaro 2024. Capitale italiana di Cultura.

Categorie
Spettacolo

La mise en éspace “A Roma nu je frega” al Teatro India

La mise en éspace “A Roma nu je frega”, in occasione delle celebrazioni del Natale di Roma, venerdì 21 aprile (ore 17.30) al Teatro India. Una raccolta di opere in versi di uno dei gruppi più rappresentativi della poesia contemporanea romana, I Poeti der Trullo. Una realtà ormai conosciuta, non solo a Roma, per la loro street poetry che, unita al loro anonimato, è riuscita a creare un vero e proprio movimento poetico che parte dalla periferia e si espande attraverso la rete.

Le anime della mise en éspace

Er Bestia, Er Quercia, Marta der Terzo Lotto, Sara G., Er Farco e Inumi Laconico sono le anime del progetto I Poeti der Trullo, che in questa occasione affidano all’interpretazione di un quartetto di attori, Francesco Giordano, Lorenzo Parrotto, Riccardo Parravicini e Roberta Azzarone, una mise en éspace delle poesie e dei racconti più significativi della raccolta Metroromantici. Dopo la realizzazione del radiofilm Mi casa es tu casa – Metroromantici, questa mise en éspace rappresenta un’altra occasione per condividere, esplorare e far risuonare la poesia dei Poeti attraverso uno dei luoghi più importanti di Roma, il suo teatro.

Il commento di Inumi Laconico

«In epoche come questa unire sei diverse menti e lasciare che coltivino poesia in un giardino condiviso è cosa impossibile, se non si desse al colore che abbiamo dentro l’occasione di esplodere – commenta Inumi Laconico, poeta metroromantico e fondatore nel 2010 del progetto Poeti der trullo – Il Trullo è un luogo della mente. Tutti possono affacciarsi su questo giardino periferico dopo essersi allontanati dal centro. Il centro delle decisioni, il centro della politica, il centro sotto chiave, protetto da vetri opachi, inaccessibile. Il Trullo è un luogo della mente e tutta la periferia esistente può essere seme e frutto di poesia. Noi esistiamo per dimostrarlo. Noi esistiamo per sporcare i passanti e i vicini del colore che ci è esploso dentro. Abbiamo deciso di lasciarlo fluire e di non arginarlo. Siamo un coro che vuole cantare l’amore e la rabbia, l’esperienza e la meraviglia, la provenienza e il viaggio. Le vertigini di un sentimento sul cornicione dell’ultimo piano. Lo scorrere, per le strade romane, di un fiume di versi diretto verso il Tevere, il mare, l’oceano. Un coro che soffia e diffonde, da un piccolo pezzo di mondo chiamato Trullo, il vento poetico del Metroromanticismo».

Categorie
Spettacolo

Uno spettacolo di fantascienza al Teatro India

Uno spettacolo di fantascienza. Quante ne sanno i trichechi, in scena dal 18 al 23 aprile al Teatro India. In bilico tra realtà e illusione, Liv Ferracchiati, giovane drammaturgo e talento registico tra i più apprezzati della sua generazione, conduce il pubblico sul terreno delle forme identitarie e degli schemi che ingabbiano nella norma sesso-genere.

Pièce di ispirazione cechoviana

Una pièce di ispirazione cechoviana ambientata su una nave diretta al Polo Sud nel tentativo di salvare la Terra da un cataclisma imminente attraverso tre protagonisti, interpretati da Andrea Cosentino, Petra Valentini e Ferracchiati, che vivono lo sgretolarsi di un altro mondo, quello delle convenzioni del linguaggio e delle regole del patriarcato. Nonostante la catastrofe imminente, l’attenzione dei tre personaggi (un uomo, una donna e un’altra dall’identità indefinita), si concentra su quanto stia svanendo: oltre al pack antartico causato dai cambiamenti climatici, sono soprattutto i principi e i valori dell’identità a collassare, emblematici di un universo che li costringerà a ridefinire il loro modo di essere e le loro convinzioni.

Uno spettacolo di fantascienza: l’idea

L’idea del testo di Uno spettacolo di fantascienza, pur avendo avuto diverse riscritture, nasce dal progetto École des Maîtres, nell’edizione speciale 2020 e 2021 dedicata ai drammaturghi europei, condotto da Davide Carnevali, in cui Liv Ferracchiati è stato selezionato a partecipare come autore. Così commenta: «Ho iniziato a scrivere questo testo in occasione dell’École des Maîtres, ovvero per un’occasione di studio. Capita raramente di potersi dedicare alla sperimentazione, alla ricerca, senza l’ansia di ottenere un risultato. Per questo ho azzardato un tema complesso: la rappresentazione identitaria.

Appunto rubato a Čechov

La prima immagine viene da un appunto di tanti anni fa rubato a Čechov: in una lettera scriveva di voler dar vita a un dramma ambientato su una nave diretta al polo Nord. A bordo ci sarebbero stati due uomini, rispettivamente marito e amante della stessa donna, che sarebbe morta durante la traversata – continua Liv Ferracchiati, autore e regista dello spettacolo – lo spettacolo poggia le sue fondamenta su una suggestione di Čechov, purtroppo mai venuta alla luce. La fine del mondo che ho tentato di raccontare è data da uno spostamento di punto di vista e, sicuramente, nasce dai miei approfondimenti sulla costruzione e scomposizione dell’identità di genere, ma si amplia a più livelli. Per comunicare scegliamo, più o meno coscientemente, delle rappresentazioni di noi.

La scelta delle convenzioni

Detto in altro modo, ci scegliamo delle forme, quindi delle convenzioni. Queste convenzioni a volte determinano il nostro modo di apparire, altre, ad esempio, quello di concepire il sistema spazio-tempo. Credo che questo spettacolo provi a riportare la sensazione di sgomento di quando ho intuito che niente di quanto pensavo potesse rappresentarmi era “autentico”. Io, come l’uomo in completo di fronte a me ora in treno, abbiamo pensato che fosse naturale indossare una giacca e dei pantaloni, ma solo ora, all’altezza di Terontola, ci accorgiamo che quella giacca è un segno che qualcun altro ha scelto per noi, prima di noi. Possiamo ridere della ripetizione e convenzione del gesto, della sua prevedibilità».

Categorie
Spettacolo

Come tutte le ragazze libere al Teatro India

Come tutte le ragazze libere dal 15 al 19 febbraio al Teatro India, che continua ad attingere storie ed esperienze dalla cronaca più attuale, per poter provocare piccole rivoluzioni culturali e sensibilizzare su alcuni temi sociali già dal palcoscenico, come nello spettacolo diretto da Paola Rota, tra monologhi e scene corali per riscrivere i concetti di famiglia e patriarcato.

Come tutte le ragazze libere scritto dalla drammaturga bosniaca Šljivar

Scritto nel 2017 dalla drammaturga bosniaca Tanja Šljivar, il testo (foto Circa) racconta la storia di sette tredicenni rimaste incinte durante una gita scolastica: un fatto ispirato dalla cronaca, che nasce in un paese dei Balcani per diventare una storia universale attraverso la regia di Paola Rota, che costruisce per ciascuna delle protagoniste uno spazio di racconto, un mosaico dai destini incrociati per sfidare la norma sociale e continuare a riscriverne le regole. Sette ragazze di tredici anni, sette scene e sette monologhi fanno da cornice tematica a un dramma in cui l’unica costante è l’inaff­idabilità delle giovani quando si tratta di ricordi e dichiarazioni.

Necessità di andare via

«Come tutte le ragazze libere è una commedia sulla necessità di andarsene via per poter realizzare pienamente la propria sessualità, per essere in grado di prendere decisioni sul proprio corpo e sulla propria vita. C’è la cultura pop americana, Skype, Instagram. Ci sono le nonne, la teoria critica e l’ambiente patriarcale di una piccola città. Attraverso i loro mezzi, le sette ragazze vogliono raccontarci tutto, tranne come sono rimaste incinte durante una gita scolastica».

Mistero che aleggia sull’opera

Il mistero aleggia denso su quest’opera teatrale che, con la sua necessità sfida le convenzioni della società, rendendo artefici di questa piccola rivoluzione culturale un gruppo di teenager. Nato da una residenza creativa al Teatro Torlonia, e dopo aver circuitato nei Teatri in Comune, lo spettacolo chiude al Teatro India la collaborazione con Fabulamundi Playwriting Europe (Pav), un esempio di progettualità e cooperazione artistica con cui il Teatro di Roma opera in rete insieme al sistema culturale nazionale ed europeo.