La mise en éspace “A Roma nu je frega”, in occasione delle celebrazioni del Natale di Roma, venerdì 21 aprile (ore 17.30) al Teatro India. Una raccolta di opere in versi di uno dei gruppi più rappresentativi della poesia contemporanea romana, I Poeti der Trullo. Una realtà ormai conosciuta, non solo a Roma, per la loro street poetry che, unita al loro anonimato, è riuscita a creare un vero e proprio movimento poetico che parte dalla periferia e si espande attraverso la rete.
Le anime della mise en éspace
Er Bestia, Er Quercia, Marta der Terzo Lotto, Sara G., Er Farco e Inumi Laconico sono le anime del progetto I Poeti der Trullo, che in questa occasione affidano all’interpretazione di un quartetto di attori, Francesco Giordano, Lorenzo Parrotto, Riccardo Parravicini e Roberta Azzarone, una mise en éspace delle poesie e dei racconti più significativi della raccolta Metroromantici. Dopo la realizzazione del radiofilm Mi casa es tu casa – Metroromantici, questa mise en éspace rappresenta un’altra occasione per condividere, esplorare e far risuonare la poesia dei Poeti attraverso uno dei luoghi più importanti di Roma, il suo teatro.
Il commento di Inumi Laconico
«In epoche come questa unire sei diverse menti e lasciare che coltivino poesia in un giardino condiviso è cosa impossibile, se non si desse al colore che abbiamo dentro l’occasione di esplodere – commenta Inumi Laconico, poeta metroromantico e fondatore nel 2010 del progetto Poeti der trullo – Il Trullo è un luogo della mente. Tutti possono affacciarsi su questo giardino periferico dopo essersi allontanati dal centro. Il centro delle decisioni, il centro della politica, il centro sotto chiave, protetto da vetri opachi, inaccessibile. Il Trullo è un luogo della mente e tutta la periferia esistente può essere seme e frutto di poesia. Noi esistiamo per dimostrarlo. Noi esistiamo per sporcare i passanti e i vicini del colore che ci è esploso dentro. Abbiamo deciso di lasciarlo fluire e di non arginarlo. Siamo un coro che vuole cantare l’amore e la rabbia, l’esperienza e la meraviglia, la provenienza e il viaggio. Le vertigini di un sentimento sul cornicione dell’ultimo piano. Lo scorrere, per le strade romane, di un fiume di versi diretto verso il Tevere, il mare, l’oceano. Un coro che soffia e diffonde, da un piccolo pezzo di mondo chiamato Trullo, il vento poetico del Metroromanticismo».