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Grande chiusura per I Concerti nel Parco con Dancefloor

Grande chiusura per I Concerti nel Parco, all’insegna del ritmo e della festa, domenica 6 agosto con “Dancefloor” il mondo in pista, con l’Orchestra di Piazza Vittorio (foto Monica Ramaccioni), uno show dedicato al ballo, al ritmo e alla musica che supera i generi, gli stili e le nazioni, per raccontare la storia di un’utopia diventata realtà, quella dell’Orchestra di Piazza Vittorio, l’ensemble multietnico unico nel panorama mondiale, fondato nel 2002, con l’idea di creare un’orchestra stabile di musicisti provenienti da diversi paesi e culture. Un progetto che ha ridefinito il concetto stesso di World Music, ispirando decine di esperienze analoghe in Italia e nel mondo, e facendo dell’orchestra il segno tangibile di una scommessa possibile: tenere insieme continenti diversi, con le loro culture, i loro suoni e la loro storia.

Grande chiusura con Dancefloor

“Dancefloor” passerà in rassegna questo entusiasmante percorso, partendo dalla musica tradizionale, mischiandola e intingendola con rock, pop, reggae, e classica, e toccando generi e sonorità per lo più sconosciute al grande pubblico che OPV ha portato in giro per il mondo. Il nuovo show sarà un ritorno alle origini dell’Orchestra in cui la musica, il ritmo e il ballo saranno di nuovo gli unici protagonisti. Dai paesaggi sonori dell’album “Isola di legno”, ibrido che accosta il folk al jazz, le tablas agli archi, i tamburi ai fiati, alle composizioni originali in primissima esecuzione, che faranno parte del nuovo disco in prossima uscita, come da tradizione dell’OPV, la scaletta della serata sarà un viaggio tra Paesi, culture e linguaggi.

Atmosfere sensuali

Ci saranno le atmosfere sensuali della cumbia boliviana, con le donne che ballano alzando e muovendo a tempo i lembi della gonna; le danze berbere con i foulard dalle frange corte e coloratissime, la sacralità e ripetitività del gesto nel canto Sufi, i passi cadenzati e ritmici della musica delle Ande. Ma si ascolteranno anche certe atmosfere caratteristiche degli anni Sessanta Italiani, l’impegno politico dell’Afro Beat e la scanzonata allegria del reggae arabo, in realtà inesistente come genere a sé.

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“Malvarosa”, una nuova produzione de I Concerti nel Parco

“Malvarosa” con il gruppo Flamenco Tango Neapolis e la Vat Ballet Company. Domani, martedì 1 agosto, una nuova produzione de I Concerti nel Parco in Prima Assoluta. Il gruppo Flamenco Tango Neapolis unisce l’Italia, la Spagna e l’Argentina attraverso la musica, la danza ed il teatro, facendo incontrare la Canzone Napoletana, culla di storia, cultura e tradizioni con il Flamenco ed il Tango argentino, in un’originale contaminazione di stili che riconoscono Napoli come “l’Anima” che li accoglie, li fonde e li sublima.

Malvarosa pianta perenne

La malvarosa, a cui si ispira questo nuovo spettacolo, il quarto dopo “Encanto”, “Viento” e “Arrassusìa” è una pianta perenne e molto resistente, spirito libero, vistosa, presenta una fioritura spettacolare e, soprattutto, ama il sole: rappresenta l’energia e le emozioni dei “Sud del mondo” (Napoli, l’Andalusia e l’Argentina) che sono raccontati, attraverso la musica e la danza, in questo nuovo spettacolo scritto e diretto da Salvo Russo. L’incontro delle tre culture è raccontato anche dalla danza attraverso la passione del flamenco, l’eleganza del tango argentino e la libertà espressiva della danza contemporanea, con la Compagnia VAT Ballet Company.

Composizioni originali di Salvo Russo

Le musiche, composizioni originali e arrangiamenti di Salvo Russo, rappresentano l’essenza di una contaminazione che sfoglia pagine antiche e le veste di nuovo, dando vita a sonorità originali ma sempre nel rispetto della tradizione. È così che “Scalinatella” diventa la Musa che ispira la pasiòn flamenca, che “Cerasella” ricrea l’atmosfera delle milonghe argentine e che “Rumba marenara” racconta la vivacità e la bellezza dei vicoli partenopei. I colori di Napoli, dunque, mescolati con quelli dell’Andalusia e del Sud America esplodono musicalmente in scena creando atmosfere intense, arricchite dalla magia della danza in uno spettacolo tutto da vivere.

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I Concerti nel Parco, Autunno 2022, al Teatro de’ Servi

I Concerti nel Parco, Autunno 2022, al Teatro de’ Servi apre domenica 2 ottobre alle ore 17.30 con “Tango Speen Orquesta plays Piazzolla”, che celebra il trentennale dalla scomparsa del celebre compositore argentino. Astor Piazzolla è stato un rivoluzionario. Una figura fondamentale nell’evoluzione della musica del ventesimo secolo, in particolare nel tango, tipica forma musicale argentina. Il primo ad andare oltre il tango tradizionale, dando vita al nuevo tango. Un genere che incorpora e miscela elementi presi dalla musica jazz, classica, etnica, sulla scia di quanto già sperimentato da altri compositori classici, quali Villa Lobos De Falla o Bartók avevano già sperimentato.

Obiettivo di Piazzolla raggiunto

L’obiettivo principale di Piazzolla, raggiunto pienamente nel tempo, fu quello di elevare il tango a genere musicale da ascoltare nelle sale da concerto, e non più solo nei locali o nelle sale da ballo. Dopo il successo dei primi tentativi di sperimentazione, Astor introdusse addirittura nel tango l’organo Hammond, la marimba, il basso elettrico ed altri strumenti, ma utilizzati in precedenza.