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Droga a Roma, chiesti 250 anni totali per 19 imputati

L’organizzazione pare gestisse quattro piazze di spaccio al Laurentino 38, rifornendo tutta la Capitale con hashish, marijuana e cocaina. In base alle intercettazione avvenute, sembra che la banda controllasse tutta Roma da Centocelle fino ad Ostia.

Per gli imputati, 19 persone in tutto, sono stati chiesti con rito abbreviato, ieri, a piazzale Clodio, dal pm Carlo Villani che ha fatto le richieste di condanna, 250 anni di carcere in totale.
I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata all’acquisto, trasporto, consegna, detenzione, vendita, cessione e distribuzione illecita di sostanze stupefacenti.

A far scattare le manette l’operazione – denominata Pontibus –
coordinata dalla direzione distrettuale antimafia della Capitale che, a gennaio scorso, aveva arrestato 31 persone accusate di essere appartenenti o in affari con la Ndrangheta.

Decisive le intercettazioni che hanno permesso di ricostruire minuziosamente il sistema con cui la droga sarebbe stata trasportata, stoccata e poi rivenduta, sebbene per trattare delle sostanze stupefacenti si utilizzavano locuzioni o metafore: “pizza coi funghi” per riferirsi dell’hashish o “pizza coi broccoletti” per la marijuana.

Il gruppo, secondo l’accusa, era anche organizzato per rifornirsi in grande quantità con corrieri, che avrebbero utilizzato dei taxi e sistemi di staffette per eludere i controlli della polizia. Fondamentali le segnalazioni dei residenti, che avrebbero anche provato ad allontanare i presunti pusher con scarsi risultati o addirittura ottenendo risposte violente.

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Rapinatore seriale fermato dai Carabinieri

I Carabinieri della Stazione Roma Città Giardino, unitamente ai colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Montesacro e della Compagnia Roma Parioli, hanno sottoposto a fermo di P.G. un 26enne romano, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto gravemente indiziato del reato di rapina aggravata.

Serie di rapine consumate in poche ore il 15 gennaio

Ad esito delle immediate indagini dei Carabinieri, infatti, il 26enne è accusato di essere l’autore di una serie di rapine, consumate in poche ore il 15 gennaio scorso, ai danni di giovani vittime. Nel primo pomeriggio, uno studente romano, di 15 anni, che percorreva via Conca d’Oro, è stato minacciato con un coltello, gli è stato portato via il portafogli contenente 15 euro e documenti da parte di una persona che è poi fuggita per le vie limitrofe. Sempre nello stesso pomeriggio, in piazza Sempione, un 20enne romano è stato avvicinato alle spalle, gli è stato puntato il coltello alla gola, gli è stato intimato di consegnare il portafogli. Al rifiuto la vittima è stata colpita con un pugno in testa. Stessa scena si è ripetuta poco dopo in via Nomentana all’altezza di ponte Tazio dove un 26enne e una 23enne, entrambi studenti, sotto la minaccia di un coltello, gli è stato chiesto di consegnare portafogli e smartphone. Anche in questo caso le vittime si sono opposte e il ragazzo è stato colpito con un pugno alla testa. Infine, nel tardo pomeriggio, intorno alle 19, due studenti, entrambi di 15 anni, nell’area antistante la fermata della stazione metropolitana “Conca d’Oro”, sempre sotto minaccia di un coltello hanno dovuto consegnare un I-Phone e un paio di auricolari AirPods e sono stati colpiti con un pugno al volto.

Dettagli vittime hanno permesso di individuare il rapinatore

I Carabinieri, intervenuti sui singoli episodi, hanno acquisito le informazioni dalle vittime che hanno fornito numerosi dettagli che hanno permesso di individuare il 26enne gravemente indiziato di essere l’autore delle rapine seriali. I Carabinieri lo hanno rintracciato, qualche ora dopo, a casa di un 43enne romano, con precedenti, che lo aveva ospitato per eludere le ricerche. Il 43enne è stato denunciato a piede libero per favoreggiamento mentre l’arrestato è stato portato in caserma e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e in attesa della convalida è stato portato in carcere.

Fermo convalidato e arrestato in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria

Il fermo è stato successivamente convalidato e l’arrestato si trova tutt’ora in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sono in corso ulteriori accertamenti al fine di verificare se l’arrestato, nei giorni precedenti al fermo, abbia perpetrato altre rapine.