L’organizzazione pare gestisse quattro piazze di spaccio al Laurentino 38, rifornendo tutta la Capitale con hashish, marijuana e cocaina. In base alle intercettazione avvenute, sembra che la banda controllasse tutta Roma da Centocelle fino ad Ostia.
Per gli imputati, 19 persone in tutto, sono stati chiesti con rito abbreviato, ieri, a piazzale Clodio, dal pm Carlo Villani che ha fatto le richieste di condanna, 250 anni di carcere in totale.
I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata all’acquisto, trasporto, consegna, detenzione, vendita, cessione e distribuzione illecita di sostanze stupefacenti.
A far scattare le manette l’operazione – denominata Pontibus –
coordinata dalla direzione distrettuale antimafia della Capitale che, a gennaio scorso, aveva arrestato 31 persone accusate di essere appartenenti o in affari con la Ndrangheta.
Decisive le intercettazioni che hanno permesso di ricostruire minuziosamente il sistema con cui la droga sarebbe stata trasportata, stoccata e poi rivenduta, sebbene per trattare delle sostanze stupefacenti si utilizzavano locuzioni o metafore: “pizza coi funghi” per riferirsi dell’hashish o “pizza coi broccoletti” per la marijuana.
Il gruppo, secondo l’accusa, era anche organizzato per rifornirsi in grande quantità con corrieri, che avrebbero utilizzato dei taxi e sistemi di staffette per eludere i controlli della polizia. Fondamentali le segnalazioni dei residenti, che avrebbero anche provato ad allontanare i presunti pusher con scarsi risultati o addirittura ottenendo risposte violente.