Studenti ed organizzazioni studentesche continuano a chiedere la fine del commissariamento dell’ente per il diritto allo studio LazioDisco e la denuncia relativa alle condizioni di degrado delle residenze universitarie di Valle Aurelia e Valco San Paolo non fa che acuirne la rabbia già protagonista della manifestazione avvenuta lo scorso 18 marzo a causa degli estremi ritardi nella dichiarazione degli idonei al Bando diritto allo studio 2023/2024 e nella successiva erogazione dei pagamenti delle borse di studio.
Infestazioni di blatte, spazi comuni inadeguati, aule studio inagibili sono i maggiori elementi evidenziati dai sopralluoghi compiuti dai rappresentanti dei collettivi della Sapienza Udu (Unione degli universitari), Primavera degli studenti e Minerva, i quali hanno subito provveduto a documentare la situazione e chiedere un incontro urgente con LazioDisco, che dovrebbe avvenire lunedì 8 aprile. Intanto, la polemica non accenna a diminuire, piuttosto si infiamma in seguito alle dichiarazioni del commissario Giorgio Ciardi rilasciate in commissione regionale Istruzione e Diritto allo studio circa il legame tra le condizioni degli studentati e la presenza di ragazzi provenienti da paesi stranieri: “Gli studenti ospiti delle residenze universitarie, provengono anche da un paio di Paesi che purtroppo non hanno educazione sanitaria. È una cosa che mi hanno spiegato durante la mia visita alle residenze e la riporto, senza alcun tipo di discriminazione o distinzioni tra Paesi”, ha affermato Ciardi, attirandosi le ire dei collettivi e dell’opposizione.
“Come al solito – si legge in un post instagram firmato da Udu, Minerva e Primavera studentesca – quando la destra deve assumersi la propria responsabilità fugge e scarica le colpe sugli studenti. Invece di adoperarsi per risolvere i problemi” e continuano dichiarando “inaccettabile che per fuggire dalle responsabilità di Disco Lazio e della Giunta Rocca scarichi le responsabilità su una presunta maleducazione degli studenti. Se Ciardi avesse ascoltato le segnalazioni e-mail inviate mesi fa forse si sarebbe reso conto prima di queste problematiche e avrebbe potuto risolverle tempo fa”.
Dopo lo scoppio del caso, le segnalazioni aumentano costantemente. Anche per le residenze di via Valleranello e Viterbo si registrano situazioni critiche che non possono essere ignorate: di fatto, gli alloggi presenterebbero servizi igienici rotti, infiltrazioni, acqua sporca, pannelli che rischiano di cadere dal soffitto e gli immancabili insetti.
Per i ragazzi il diritto allo studio è lontano dall’essere garantito, soli e lontani da casa si trovano a dover fronteggiare emergenze surreali, a doversi interfacciare con istituzioni il più delle volte assenti. La speranza è di poter definitivamente intraprendere un percorso di riqualificazione delle residenze che non solo garantisca igiene e decoro, ma lasci la possibilità ai ragazzi di vivere in ambienti consoni alle esigenze di ogni studente.
Veronica Brunetti