Al Teatro Arcobaleno, in occasione del 30° anniversario della sua nascita, la Compagnia Castalia, fondata e diretta da Vincenzo Zingaro, riconosciuta come una delle Compagnie Teatrali più prestigiose nell’allestimento di commedie classiche a livello nazionale, riporta in scena la sua storica edizione del celebre capolavoro “Le Nuvole” dal 17 marzo al 2 aprile. Opera considerata da insigni studiosi come una delle più significative rappresentazioni del testo di Aristofane e inserita dall’Università di Roma “La Sapienza” nel progetto internazionale “Il Teatro classico oggi”.
Teatro Classico
Lo spettacolo inaugurò, nel 1992, l’inizio dell’importante percorso di rivisitazione del Teatro Classico che Vincenzo Zingaro, alla guida della Compagnia Castalia, porta avanti da 30 anni, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico), sede della Compagnia (riconosciuto dal Ministero della Cultura) e in prestigiosi Festival, dando vita ad un progetto culturale unico in Italia, che ha coinvolto oltre 500.000 studenti.
Straordinario valore culturale
Centinaia di recensioni da parte della critica nazionale e saggi di importanti studiosi attestano lo straordinario valore culturale del lavoro drammaturgico e registico svolto da Vincenzo Zingaro sulla commedia classica antica, che da anni è oggetto di studio e Tesi universitarie presso prestigiose Università italiane ed europee. Questo allestimento de “Le Nuvole”, con la regia di Vincenzo Zingaro, rappresenta un’occasione speciale per immergersi nel meraviglioso mondo della Commedia attica antica, la prima forma di commedia del teatro occidentale, di cui il regista ha recuperato lo spirito più autentico, avvalendosi delle splendide maschere, create per lo spettacolo da Rino Carboni, maestro del trucco e degli effetti speciali nel cinema a livello mondiale (ricordiamo il suo magnifico sodalizio con Federico Fellini).
Spettacolo di grande impatto
Lo spettacolo, di grande impatto, divertente e suggestivo, avvolge gli spettatori proiettandoli nell’animato fermento culturale dell’Atene del V secolo a. C., tra satira graffiante e giocosa fantasia, offrendo motivi di riflessione su importanti temi sociali, ancora oggi fortemente attuali.