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Al Teatro Arcobaleno Vincenzo Zingaro con Èpos

Al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico) di Roma, dal 28 aprile al 7 maggio, dopo lo straordinario successo ottenuto nelle precedenti edizioni, Vincenzo Zingaro ritorna in scena con un suo cavallo di battaglia, Èpos, che fa parte dell’avvincente ciclo di spettacoli-concerto sui grandi classici della letteratura, che porta avanti da anni. Coadiuvato da un ensemble di attori e musicisti, egli condurrà il pubblico in un viaggio nell’appassionante mondo dell’Epica, la più antica e affascinante forma di narrazione della storia dell’uomo. L’Europa, nel cercare le proprie radici culturali, non può esimersi dal riconoscere il patrimonio tramandato dall’eredità classica.

Poemi epici a teatro

I poemi epici rappresentano dei capisaldi a cui attingere valori assoluti, sia per forma che per contenuti. Fra Iliade, Odissea ed Eneide, lo spettatore, come in un film, sarà condotto in un cammino attraverso le gesta immaginarie di celebri eroi che hanno animato da sempre la fantasia di tutti: Ettore, Achille, Ulisse, Enea, uomini in bilico fra ideale e reale, fra sentimento e ragione, fra bene e male, che incarnano aspetti universali delle nostre esistenze, passioni e tormenti che ognuno di noi non può che riconoscere come propri.

Spettacolo immersivo

Uno spettacolo immersivo, di straordinario impatto emotivo, in cui la parola e la musica si fondono senza soluzione di continuità, dando vita ad un grande viaggio dell’anima. L’evento è inserito nelle celebrazioni nazionali dedicate alla poetessa Giovanna Bemporad (grande traduttrice dell’Odissea e dell’Eneide), per il centenario della sua nascita, inaugurate a Roma, il 23 aprile presso la Galleria Nazionale D’Arte Moderna, con le letture di alcuni passi dell’Odissea nella traduzione della celebre poetessa, letti da Vincenzo Zingaro, in un simbolico passaggio di testimone.

Pierpaolo Pascali

Dichiara l’organizzatore delle celebrazioni, Pierpaolo Pascali: «L’Odissea e l’Eneide: da Giovanna Bemporad a Vincenzo Zingaro. Come la Bemporad, con la sua celebre traduzione in versi dell’Odissea e dell’Eneide (a cui dedicò gran parte della sua vita), è riuscita a rendere contemporanei Omero e Virgilio, così Vincenzo Zingaro (premiato recentemente dalla Camera dei Deputati come “eccellenza nazionale”, per il suo significativo impegno nel Teatro classico), ha conservato la memoria del Teatro classico, riportando in vita autori altrimenti dimenticati. Entrambi, la Bemporad nelle Lettere e Zingaro nel Teatro, hanno sentito il bisogno di riallacciarsi alla grande tradizione del passato, con un atto di coraggio in un’epoca in cui conta solo il presente e si inseguono le mode».

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Marco Simeoli al Teatro Arcobaleno con Epidicus

Marco Simeoli, storico allievo del maestro Gigi Proietti con il quale ha stretto, negli anni, un’intensa e proficua collaborazione, è il coinvolgente protagonista, dal 14 al 23 aprile al Teatro Arcobaleno, di Epidicus, una delle ultime commedie scritte da Plauto, che racchiude tutti gli ingredienti del suo Teatro.

Marco Simeoli è Epidico

Protagonista è Epidico, appunto, servus callidus, abile e astuto servitore, che ordisce trame continue per favorire gli incontri amorosi del suo giovane padrone. Questo susseguirsi d’inganni e situazioni paradossali, è il meccanismo che svela la trama, fatta, come è solito nella commedia, di innamoramenti e ripensamenti, di raggiri a danno del padrone e spiritose invenzioni a beneficio del servo. Il pretesto è un doppio innamoramento: Stratippocle, giovane padrone, ama una fanciulla e con l’aiuto di Epidico inganna il vecchio padre affinché la riscatti; peccato che, partito per la guerra, Stratippocle torna innamorato di un’altra fanciulla.

Serie di tranelli e imbrogli

E serve un altro inganno, e un altro ancora, e ancora, in un susseguirsi di tranelli e imbrogli. Per tutto lo sviluppo della vicenda, Epidico si trova nella condizione di essere giudicato colpevole per le sue malefatte e conseguentemente punito. La commedia plautina si ingarbuglia, in un susseguirsi di situazioni comiche, in una carrellata di personaggi tipici (il soldato, la suonatrice, il vecchio, ecc.) resa attraverso la rotazione di attori per più personaggi, attorno a un “perno” di personaggi fissi, tra cui lo stesso Epidico. Una giostra esilarante, paradigma del mondo plautino in cui alla vivacità dei personaggi si somma il paradosso delle situazioni. Con una conclusione, anche questa, tipica in Plauto e non solo, in cui il servo riuscirà a farla franca, a conquistare la libertà con annesso banchetto.

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Al Teatro Arcobaleno “Le Nuvole” dal 17 marzo

Al Teatro Arcobaleno, in occasione del 30° anniversario della sua nascita, la Compagnia Castalia, fondata e diretta da Vincenzo Zingaro, riconosciuta come una delle Compagnie Teatrali più prestigiose nell’allestimento di commedie classiche a livello nazionale, riporta in scena la sua storica edizione del celebre capolavoro “Le Nuvole” dal 17 marzo al 2 aprile. Opera considerata da insigni studiosi come una delle più significative rappresentazioni del testo di Aristofane e inserita dall’Università di Roma “La Sapienza” nel progetto internazionale “Il Teatro classico oggi”.

Teatro Classico

Lo spettacolo inaugurò, nel 1992, l’inizio dell’importante percorso di rivisitazione del Teatro Classico che Vincenzo Zingaro, alla guida della Compagnia Castalia, porta avanti da 30 anni, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica, al Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico), sede della Compagnia (riconosciuto dal Ministero della Cultura) e in prestigiosi Festival, dando vita ad un progetto culturale unico in Italia, che ha coinvolto oltre 500.000 studenti.

Straordinario valore culturale

Centinaia di recensioni da parte della critica nazionale e saggi di importanti studiosi attestano lo straordinario valore culturale del lavoro drammaturgico e registico svolto da Vincenzo Zingaro sulla commedia classica antica, che da anni è oggetto di studio e Tesi universitarie presso prestigiose Università italiane ed europee. Questo allestimento de “Le Nuvole”, con la regia di Vincenzo Zingaro, rappresenta un’occasione speciale per immergersi nel meraviglioso mondo della Commedia attica antica, la prima forma di commedia del teatro occidentale, di cui il regista ha recuperato lo spirito più autentico, avvalendosi delle splendide maschere, create per lo spettacolo da Rino Carboni, maestro del trucco e degli effetti speciali nel cinema a livello mondiale (ricordiamo il suo magnifico sodalizio con Federico Fellini).

Spettacolo di grande impatto

Lo spettacolo, di grande impatto, divertente e suggestivo, avvolge gli spettatori proiettandoli nell’animato fermento culturale dell’Atene del V secolo a. C., tra satira graffiante e giocosa fantasia, offrendo motivi di riflessione su importanti temi sociali, ancora oggi fortemente attuali.

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Il canto dell’usignolo al Teatro Arcobaleno

Il canto dell’usignolo al Teatro Arcobaleno, da venerdì 10 a domenica 12, portato in scena da Glauco Mauri e Roberto Sturno. Le poesie e il teatro di William Shakespeare, il loro omaggio al grande poeta inglese, genio della cultura europea che da oltre quattrocento anni ci parla dell’essere umano nella sua essenza.

Il canto dell’usignolo favola di Gotthold Ephraim Lessing

Il canto dell’usignolo è una breve favola di Gotthold Ephraim Lessing. Un pastore, in una triste sera di primavera dice a un usignolo: «Caro usignolo, perché non canti più?». «Ahimè – rispose l’usignolo – ma non senti come gracidano forte le rane? Fanno tanto tanto chiasso e io ho perso la voglia di cantare. Ma tu le senti?» «Certo che le sento – rispose il pastore – ma è il tuo silenzio che mi condanna a sentirle». Chi ha il dono di “cantare” quindi canti, per non condannarci a sentire il tanto gracidare della banalità e della volgarità che ci circonda. C’è tanto chiasso intorno a noi che abbiamo bisogno che si alzi un canto di poesia e di umanità.

Voce a Shakspeare

Glauco Mauri e Roberto Sturno, accompagnati dalle musiche composte da Giovanni Zappalorto, eseguite in scena dallo stesso Zappalorto al pianoforte, e alle percussioni da Rodolfo De Montis, con gli elementi scenografici di Marta Crisolini Malatesta, danno voce alle immortali opere di Shakespeare, “l’usignolo” che con il suo canto ci parla della vita di tutti noi. Un caleidoscopio che attinge alle pagine più belle dei capolavori del Bardo di Avon, dall’amore esternato nei Sonetti, sentimento universale al di là dei generi, a Enrico V, da Come vi piace a Macbeth, da Riccardo II a Timone d’Atene, da Giulio Cesare a Re Lear e alla magia di Prospero de La tempesta.

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Le Baccanti di Euripide al Teatro Arcobaleno

Le Baccanti di Euripide al Teatro Arcobaleno, dal 24 febbraio al 5 marzo: adattamento e regia di Giuseppe Argirò, con Micol Pambieri, Silvia Siravo e Luigi Mezzanotte, Giuseppe Argirò, Maurizio Palladino, Elisabetta Arosio, Melania Fiore, Vinicio Argirò.

Le Baccanti, tragedia controversa

Una delle tragedie più controverse di Euripide. Il testo euripideo rivela infatti forti e stimolanti ambiguità. Protagonista è il dio stesso del teatro, Dioniso. E il punto centrale della tragedia è il contrasto tra il Dio Dioniso e il Re Penteo. Da una parte il Dio che rappresenta l’inconscio, con cui l’uomo è chiamato a relazionarsi, il Dio che rende l’aspetto irrazionale il punto principale del suo culto; dall’altra il sovrano presuntuoso, che rifiuta di accettare l’esistenza dell’irrazionale, non riconoscendo la “deità” di Dioniso.

Racconto di una società in declino

La tragedia euripidea è il racconto di una società in declino che non ha più difese culturali per fargli distinguere le tentazioni seducenti di un’irresponsabilità sociale da un vivere assennato. Il culto della personalità, incarnato dalla figura di Dioniso, rappresenta il corto circuito epocale che attraversa ogni tempo e declina ogni despotismo. Un allestimento attualissimo dove la scena diviene “stanza della tortura” e il Dio del massacro agisce indisturbato.

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Euripide al Teatro Arcobaleno dal 24 febbraio

Euripide, con la straordinaria interprete Francesca Benedetti, accanto a Micol Pambieri e Silvia Siravo, ritorna al Teatro Arcobaleno, dal 24 febbraio al 5 marzo. Il testo euripideo rivela infatti forti e stimolanti ambiguità. Protagonista è il dio stesso del teatro, Dioniso. E il punto centrale della tragedia, è il contrasto tra il Dio Dioniso e il Re Penteo: da una parte il Dio che rappresenta l’inconscio, con cui l’uomo è chiamato a relazionarsi, il Dio che rende l’aspetto irrazionale il punto principale del suo culto; dall’altra il sovrano presuntuoso, che rifiuta di accettare l’esistenza dell’irrazionale, non riconoscendo la “deità” di Dioniso.

La tragedia di Euripide

La tragedia euripidea è il racconto di una società in declino che non ha più difese culturali per fargli distinguere le tentazioni seducenti di un’irresponsabilità sociale da un vivere assennato. Il culto della personalità, incarnato dalla figura di Dioniso, rappresenta il corto circuito epocale che attraversa ogni tempo e declina ogni despotismo. Un allestimento attualissimo dove la scena diviene “stanza della tortura” e il Dio del massacro agisce indisturbato.

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Serata unica al Teatro Arcobaleno, per capodanno, con RAP-SODIA

Serata unica, al Teatro Arcobaleno, sabato 31 dicembre, un eccezionale ritorno del celebre duo comico-musicale Dosto & Yevski, che ha riscosso successi nei Teatri di tutto il mondo, per trascorrere in grande allegria la notte di Capodanno! RAP-SODIA è uno spettacolo travolgente, in cui musica e comicità si rincorrono grazie ad un uso virtuosistico, folle e funambolico dell’imprevedibile pianoforte di Dosto e del multiforme contrabbasso di Yevski, accanto ai numeri di straordinaria comicità del mezzosoprano Donna Olimpia! Incidenti, gag e burle, basate esclusivamente su suoni e gesti, senza l’ombra di un testo, costituiscono la cifra stilistica di questi originali artisti, che farà divertire gli spettatori, fra i suoni e le atmosfere più diverse, in un lungo viaggio fra i generi più vari, dove si mescolano l’opera e il tango, il sinfonico con i ritmi africani, passando attraverso sambe, operette, jazz, canzoni e molto altro!

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Ifigenia in Aulide di Euripide al Teatro Arcobaleno

Ifigenia in Aulide di Euripide, nella versione italiana di Fabrizio Sinisi, con la regia di Alessandro Machìa, in scena al Teatro Arcobaleno dal 9 al 18 dicembre. Protagonisti: Andrea Tidona, Alessandra Fallucchi (Clitemnestra), Paolo Lorimer (Menelao), Roberto Turchetta (Achille), Carolina Vecchia (Ifigenia). Coro: Lorenza Molina, Elisa Galasso, Carlotta De Cesaris, Chiara Sciá.

Ifigenia, ultima delle tragedie euripidee

Ultima delle tragedie euripidee, rappresentata postuma nel 399 a.C. in un periodo di profonda crisi del modello della pòlis greca, di lì a poco ci sarebbe stata la disfatta di Atene contro Sparta e la fine di un modello politico e democratico, Ifigenia in Aulide è una tragedia ambigua in cui, come nell’Alcesti, si mette in scena un sacrificio e una morte che poi si riveleranno apparenti. Gli dèi di fatto non ci sono più, il tragico sembra franare: gli eroi in Euripide sono solo uomini lacerati, deboli, mutevoli che agiscono in base ai loro desideri e alle loro paure, lontani anni luce sia dal modello omerico che da quello eschileo.

La ragione strumentale

A dominare è la ragione strumentale e il discorso del potere. Emblematico, in questo senso, è il trattamento che Euripide fa di Achille, eroe demitizzato, quasi un personaggio comico, incapace di corrispondere al suo stesso mito originario; che non agisce, evita lo scontro con i soldati facendosi paladino, alla maniera dei sofisti, della persuasione e del dialogo, pur ripetendo, quasi volesse rincorrere quell’Achille omerico che Euripide non gli permette di essere, che lui salverà Ifigenia. Come quando dice a Clitemnestra: «Ti sono apparso come un dio e non lo ero. Ma lo diventerò».

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Spettacolo

Il Teatro Arcobaleno presenta Agamennone

Il Teatro Arcobaleno, presenta dall’11 al 27 novembre, Massimo Venturiello, grande interprete del Teatro italiano, che dirige ed interpreta un nuovo allestimento della tragedia Agamennone, nella potente versione di Ghiannis Ritsos, considerato uno dei più grandi poeti greci del ventesimo secolo, in uno spettacolo di grande impatto emotivo. In scena con Venturiello, Carlotta Procino, Carolina Sisto, Carmine Cacciola, Davide Montalbano, Francesco Nuzzi, Giacomo Rasetti.

Agamennone in teatro con un nuovo allestimento di Ghiannis Ritsos

Dopo i dieci anni della guerra di Troia, Agamennone torna a Micene dove trova sua moglie Clitennestra che intanto ha intessuto una relazione con Egisto e maturato un odio profondo nei suoi confronti per aver sacrificato sua figlia Ifigenia, tanto da predisporne l’assassinio. Partendo da questi fatti mitologici narrati da Eschilo, Ghiannis Ritsos, straordinario drammaturgo e poeta neoellenico del secolo scorso, torturato e perseguitato per le sue idee progressiste e rivoluzionarie, compie un lavoro di modernizzazione e umanizzazione, mettendo in evidenza nuove prospettive nelle azioni dei protagonisti, portando alla luce elementi sconosciuti dei loro caratteri e disvelando la loro natura universale che non può prescindere da un discorso di protesta politica. Agamennone, nostro contemporaneo, la cui nota arroganza ha ora ceduto il passo a una dolente umanità, riflette sulle conseguenze della guerra, sull’ineluttabilità del destino, sul senso della Storia.

Il nostro contemporaneo

«Agamennone è nostro contemporaneo – spiega Massimo Venturiello – la sua nota arroganza ha ceduto il passo a una dolente umanità, riflette sulle conseguenze della guerra, sull’ineluttabilità del destino. Dalla sua nascita, avvenuta nel 2015, il Laboratorio di Alta Formazione ’Officina Pasolini’ della Regione Lazio ha sempre avuto tra i molteplici obiettivi che lo caratterizzano quello di consentire un primo concreto accesso ai giovani allievi che lo frequentano. Non è un caso quindi se in questo spettacolo, come in altri precedenti, i miei compagni di viaggio siano proprio alcuni attori scelti all’interno della Sezione Teatro da me diretta».

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Cultura

Teatro Arcobaleno e Compagnia Castalia festeggiano 30 candeline

Il Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico), riconosciuto dal Ministero della Cultura e la Compagnia Castalia, considerata una delle Compagnie Teatrali più prestigiose nell’allestimento di opere classiche, insieme al loro Direttore Artistico, Vincenzo Zingaro, festeggiano 30 anni di attività! Un progetto unico, dedicato ai classici, che si è fortemente distinto in campo nazionale, ottenendo importanti riconoscimenti e riuscendo a coinvolgere centinaia di migliaia di giovani. Un progetto animato da una “meravigliosa visione”, che ha sempre creduto nel Teatro come un luogo magico, di consapevolezza e di rigenerazione, fondamentale per la società.

Teatro luogo speciale

Un luogo speciale, dove ciascuno ha l’opportunità di affrancarsi dall’omologazione, di ritrovare la propria identità e, al tempo stesso, di sperimentare nuovi orizzonti. Ripartire dalle nostre radici, dall’eredità del mondo classico è stato illuminante. In quell’eredità abbiamo cercato stimoli e risposte per immaginare un mondo “nuovo”, liberi da mode e pregiudizi. La Stagione 2022/2023 del Teatro Arcobaleno, che partirà dal 21 ottobre e si concluderà il 7 maggio, si apre quindi con la consapevolezza che proprio in un momento storico difficile come questo, sia più che mai necessario continuare a seguire la nostra “visione”, attraverso una linea artistica consolidata in 30 anni di attività.

Stagione partirà domani, 21 ottobre

Gli spettacoli programmati affronteranno, come sempre, pagine straordinarie del Teatro e della Letteratura, portate in scena da grandi interpreti e da giovani artisti di comprovata qualità, in un’alternanza che, nella sua molteplicità di linguaggi e nella sua diversa sensibilità generazionale, offre una visione nuova ed originale dei classici, attraverso chiavi espressive particolarmente coinvolgenti ed emozionanti anche per i più giovani.

Centomila, uno, nessuno

Ad aprire la Stagione, dal 21 al 30 ottobre, spettacoli solo il venerdi, sabato e domenica, Centomila, uno, nessuno (la curiosa storia di Luigi Pirandello), scritto e diretto da Giuseppe Argirò, con Giuseppe Pambieri, straordinario attore, depositario di una prestigiosa tradizione teatrale, in un viaggio ironico e appassionato nel multiforme universo di Luigi Pirandello. Un ritratto inedito del grande scrittore, disegnato attraverso le figure più significative della sua vita, le sue opere, il suo pensiero. Una riflessione umoristica sull’uomo del Novecento, a cui solo la scena può dare voce.

A teatro gli aspetti meno conosciuti di Pirandello

Lo spettacolo racconta gli aspetti meno visitati dell’esistenza di Pirandello: dai tumultuosi anni giovanili e dal rapporto conflittuale con il padre, al soggiorno tedesco e agli amori, specchio di una personalità complessa e tormentata. Una drammaturgia che rivela l’uomo Pirandello attraverso le parole dei suoi personaggi, facendoceli rivivere più attuali che mai: da Il fu Mattia Pascal ai Sei personaggi in cerca d’autore, dall’Enrico IV a Non si sa Come, fino a L’uomo dal fiore in bocca.