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Spettacolo

Ifigenia in Aulide di Euripide al Teatro Arcobaleno

Ifigenia in Aulide di Euripide, nella versione italiana di Fabrizio Sinisi, con la regia di Alessandro Machìa, in scena al Teatro Arcobaleno dal 9 al 18 dicembre. Protagonisti: Andrea Tidona, Alessandra Fallucchi (Clitemnestra), Paolo Lorimer (Menelao), Roberto Turchetta (Achille), Carolina Vecchia (Ifigenia). Coro: Lorenza Molina, Elisa Galasso, Carlotta De Cesaris, Chiara Sciá.

Ifigenia, ultima delle tragedie euripidee

Ultima delle tragedie euripidee, rappresentata postuma nel 399 a.C. in un periodo di profonda crisi del modello della pòlis greca, di lì a poco ci sarebbe stata la disfatta di Atene contro Sparta e la fine di un modello politico e democratico, Ifigenia in Aulide è una tragedia ambigua in cui, come nell’Alcesti, si mette in scena un sacrificio e una morte che poi si riveleranno apparenti. Gli dèi di fatto non ci sono più, il tragico sembra franare: gli eroi in Euripide sono solo uomini lacerati, deboli, mutevoli che agiscono in base ai loro desideri e alle loro paure, lontani anni luce sia dal modello omerico che da quello eschileo.

La ragione strumentale

A dominare è la ragione strumentale e il discorso del potere. Emblematico, in questo senso, è il trattamento che Euripide fa di Achille, eroe demitizzato, quasi un personaggio comico, incapace di corrispondere al suo stesso mito originario; che non agisce, evita lo scontro con i soldati facendosi paladino, alla maniera dei sofisti, della persuasione e del dialogo, pur ripetendo, quasi volesse rincorrere quell’Achille omerico che Euripide non gli permette di essere, che lui salverà Ifigenia. Come quando dice a Clitemnestra: «Ti sono apparso come un dio e non lo ero. Ma lo diventerò».