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Carabinieri arrestano 54enne per maltrattamenti contro familiari

Carabinieri arrestano 54enne romano, già noto alle forze dell’ordine, gravemente indiziato dei reati maltrattamenti contro familiari e lesioni personali. L’altro ieri mattina, a seguito di una chiamata giunta al 112, l’intervento dei Carabinieri presso l’abitazione, in via Tripolitania, dove l’uomo vive con un fratello e l’anziana madre disabile. Poco prima, il 54enne avrebbe chiesto insistentemente del denaro al fratello e, al suo rifiuto, lo avrebbe colpito, in presenza della madre, con un violento calcio alla caviglia, fratturandogliela.

I Carabinieri hanno ascoltato la vittima prima di procedere all’arresto

I Carabinieri hanno ascoltato la vittima e la donna che hanno anche riferito di pregressi analoghi episodi di violenza che il 54enne avrebbe commesso nei loro confronti. Il fratello è stato poi trasportato all’ospedale “Umberto I”. Riscontrata alla vittima la frattura della caviglia sinistra con prognosi di 30 giorni. I militari hanno condotto l’uomo in carcere. Arresto convalidato . In attesa del processo, il 54enne è tornato in libertà, ma sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con braccialetto elettronico.

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Misure cautelari per maltrattamenti in famiglia a Guidonia e Fonte Nuova

Due misure cautelari per maltrattamenti in famiglia poste in atto dal Commissariato di Tivoli. Nella giornata del 1 aprile 2022, gli agenti del pool specializzato nella violenza di genere e minori del Commissariato Distaccato di Tivoli, coordinati dal “Gruppo uno” della Procura Tiburtina, hanno notificato al cittadino italiano G.S. di anni 44, residente a Guidonia Montecelio, la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare con prescrizione aggiuntiva del divieto di avvicinamento alla moglie e applicazione del dispositivo elettronico di controllo.

Misure cautelari necessarie secondo il GIP del Tribunale di Tivoli

Tale provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Tivoli su richiesta di quella Procura della Repubblica, si è reso necessario poiché l’uomo è gravemente indiziato del delitto di maltrattamenti nei confronti della consorte, condotte poste in essere anche alla presenza del figlio minore. Le indagini hanno permesso di appurare che, negli anni di convivenza, l’uomo aveva instaurato in casa un sistema di vita familiare doloroso e avvilente, caratterizzato dai violenti maltrattamenti. Caso analogo si è concluso nella giornata del 9 aprile, quando gli stessi agenti del Commissariato tiburtino, coordinati dalla Procura della Repubblica di Tivoli, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale nei confronti del cittadino italiano A.U. di anni 38, residente nel comune di Fonte Nuova.

Gravemente indiziato anche 38enne di Fonte Nuova

Anche lui gravemente indiziato di gravissimi maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni nei confronti della sua ex convivente, fatti avvenuti anche in presenza della figlia minore dell’indagato. I cruenti fatti delittuosi di cui è gravemente indiziato l’uomo, sono stati ritenuti di tale gravità da essere descritti, nel provvedimento restrittivo, “come evidente manifestazione di una indole malvagia che trovava appagamento nella sottomissione e nell’umiliazione della compagna”. Gli stessi poliziotti del Settore specializzato del Commissariato tiburtino che hanno raccolto le dichiarazioni della vittima, insieme ad una psicologa designata dalla Procura, sono rimasti particolarmente colpiti dal racconto della donna che ha fotografato una non comune serie di violenze. poste in atto dal Commissariato di Tivoli.

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Arrestato ad Anzio per maltrattamenti in famiglia

Arrestato ad Anzio dalla Polizia di Stato un 42enne italiano gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e resistenza a Pubblico Ufficiale. Il 42enne, scarcerato solo tre giorni prima per reati inerenti gli stupefacenti, è stato arrestato nuovamente, perché gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Fatto accaduto il 12 marzo scorso

Il fatto è accaduto il 12 marzo scorso quando, nonostante la presenza dei figli minori, l’uomo, si è reso responsabile di maltrattamenti nei confronti della sua compagna, sottoponendola ad atti di violenza fisica e psicologica, colpendola con pugni al volto e calci nello stomaco. Ricevuta la segnalazione, i poliziotti, giunti all’esterno dell’abitazione, hanno notato le due auto danneggiate appartenenti a due persone intervenute in difesa della donna e, una volta entrati all’interno della casa, hanno cercato di calmare l’uomo ma questi, ha opposto loro resistenza gettandosi in terra per evitare l’arresto.

Vittima in ospedale, arrestato in carcere

Gli agenti hanno portato la vittima in ospedale, curata con 7 giorni di prognosi. L’arrestato, dopo la convalida è stato sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere.

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Papà geloso della figlia arrestato dai Carabinieri

I Carabinieri della Stazione di Ladispoli, al termine di un’approfondita attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia hanno dato esecuzione ad una misura cautelare personale nei confronti di un uomo 35enne, originario di Cagliari, già con precedenti, ritenuto gravemente indiziato del reato di maltrattamenti in famiglia.

Denuncia al Comando di Ladispoli

L’attività di indagine ha avuto origine dalla denuncia della convivente dell’indagato che ha trovato il coraggio di presentarsi presso gli uffici del comando Stazione Carabinieri di Ladispoli ed ha raccontato ai militari che la sera precedente era stata vittima di maltrattamenti e violenze fisiche, da parte del proprio convivente, mostrando i segni che le erano rimasti sul corpo. La donna inoltre, ha raccontato che l’uomo avrebbe dato in escandescenze subito dopo aver visto alcune fotografie che ritraevano una delle loro figlie, intenta ad abbracciare e a baciare il proprio fidanzatino, custodite all’interno del suo cellulare. Relazione della quale, la donna lo aveva tenuto all’oscuro temendone proprio la reazione violenta. La donna ha raccontato che la furia dell’uomo sarebbe stata tale da spingerla a meditare il suicidio, senza però trovare il coraggio di gettarsi nel vuoto proprio in ragione delle bambine.

Uomo già autore di atti di violenza

L’uomo, pugile e praticante di arti marziali miste, era già assurto agli onori della cronaca per la propria violenza nell’estate dell’anno 2020 quando, unitamente al fratello e al cognato, aveva aggredito fisicamente un ex componente del loro gruppo di amicizie, reo a loro dire, di aver messo in guardia alcune ragazze dal frequentarli, malmenandolo selvaggiamente e causandogli la perdita di un occhio. Condannato per questo motivo in via definitiva a 3 anni di reclusione.

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Figlio violento arrestato dai Carabinieri di Sermoneta

La Stazione Carabinieri di Sermoneta, nell’ambito di un’aderente strategia di monitoraggio e ascolto attivo per l’emersione ed il contrasto sui reati di violenza di genere, con particolare attenzione per quelli che possono integrare “maltrattamenti contro familiari e conviventi”, così come pianificata dal Comandante Provinciale Col. Lorenzo D’Aloia ed il Comandante del Reparto Territoriale Ten. Col. Paolo Guida hanno sottolineato particolare attenzione per l’incolumità e la sicurezza delle vittime, oggetto di reati particolarmente insidiosi poiché sviluppati nell’ambito di un contesto solitamente sicuro come quello della famiglia, a seguito di indagini svolte sotto la direzione coordinati dalla locale Procura della Repubblica, ha tratto in arresto un cittadino italiano, quarantatreenne, residente a Sermoneta.

Reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi

A carico dell’uomo sono stati riconosciuti sussistenti gravi indizi di colpevolezza per il reato di “maltrattamenti contro familiari e conviventi” nei confronti dell’anziana madre. In tale contesto dunque, l’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina, concordando pienamente con le risultanze investigative documentate dalla Stazione Carabinieri di Sermoneta, così come collazionato nella richiesta di misura cautelare formulata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina, emetteva l’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere a carico dell’uomo. In particolare, le indagini permettevano di documentare come in più occasioni erano state riscontrate lesioni sull’anziana ottantenne, costretta su una sedia a rotelle in ragione di diverse patologie, attribuibili solo per ipotesi a delle percosse, nella considerazione che l’anziana donna ha sempre negato di essere maltrattata dal figlio quarantatreenne convivente.

La donna non ha avuto il coraggio di denunciare il figlio

Pur seguita dai servizi sociali del comune di Sermoneta non ha mai trovato il coraggio di denunciare il figlio, sebbene la P.G. l’avesse più volte percossa. L’attività di monitoraggio ha consentito di documentare la gravità delle vessazioni, costanti, abituali e mortificanti, fatte di ingiurie, minacce, umiliazioni, percosse.