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“1936 #cercomiofiglio #sichiamaFederico, grido su Roma” all’OFF/OFF Theatre

“1936 #cercomiofiglio #sichiamaFederico, grido su Roma”, in scena dal 12 al 16 aprile 2023 all’OFF/OFF Theatre di Roma. Sul palco di Via Giulia, la protagonista Caterina Vertova e Marco Carniti, co-interprete e regista, ricostruiscono attraverso materiali poetici, teatrali e di cronaca, la storia dell’assassinio di un artista unico come Federico Garcia Lorca. “Cerco mio figlio, un figlio importante, un grande poeta.

Assassinio del 18 agosto 1936

Si chiama Federico”: sono le parole di Vicenta Lorca Gonzalez, la madre di Federico Garcia Lorca, assassinato a Viznar il 18 agosto 1936. Caterina Vertova evoca in scena la figura della madre che compie un viaggio nel tempo attraverso le sole parole del poeta cercando, l’anima e anche il corpo del figlio. Federico Garcia Lorca, teatrale nelle poesie e poeta nel teatro, ha saputo racchiudere nel suo piccolo pianeta agreste, un intero universo poetico dando una nuova visione del mondo e del femminile, in una Spagna alla soglia della guerra civile che dopo averlo ucciso ne fece sparire il corpo, mai ritrovato.

Il più grande poeta del 900 spagnolo

Federico Garcia Lorca è stato il più grande poeta del 900 spagnolo che racconta a colpi di frusta un mondo di conflitti relazionali e brame di potere e lancia un Grido su Roma che riapre una discussione sulle colpe della Chiesa Cattolica.

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Ernesto Bassignano “Siamo il nostro tempo recital”

Ernesto Bassignano “Siamo il nostro tempo recital”. Un evento speciale che celebra i 50 anni di carriera di uno dei decani della canzone d’autore italiana in scena all’OFF/OFF Theatre lunedì 27 marzo. Uno spettacolo inedito, montato per una speciale occasione, e nel quale si ascolterà integrale anche il suo undicesimo e recente album. Un album in cui scorre tutta la vita dell’artista. Una vita fatta di storie, avventure, politica, musica ed arte. Ricordi sul filo dell’onda e poesia della strada.

Ernesto Bassignano

«Sarà una bella e importante serata intanto perché bello è il teatro. Teatro in cui Dacia Maraini e Lucia Poli hanno ricordato mia sorella tre anni orsono. Teatro dove mia cugina Martina ha letto le lettere da Gusen di mio prozio Aldo Carpi accompagnata dalla musica del suo celebre papà Fiorenzo Carpi. Sarà dunque bello per queste coincidenze emotive e sentimentali. Altresì bello perché sarò accompagnato da Francesco De Rubeis, Giovanna Famulari ed Edoardo Petretti: tre rinomati maestri amici e complici da anni.

Sarà bello

Sarà bello ancora perché, oltre a me stesso, omaggerò Umberto Bindi con il quale ho lavorato dieci anni; Duilio Delprete che mi insegnò i primi accordi di chitarra circa mezzo secolo fa e infine Luigi Tenco cui devo un po’ tutta la mia ispirazione e l’inesausta voglia di esprimere musica d’autore e poesia civile. Sarà bellissimo perché avrò come ospite il vecchio amico Sergio Cammariere, raffinatissimo e generoso collega che ringrazio anticipatamente per la sua benevolenza. Ad maiora amici miei tutti che spero verrete alla festa di un diversamente giovane cantautore giunto con gioia e coraggio al suo intensissimo undicesimo album…».

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“400 euro, 2 ore di nudo” all’OFF/OFF Theatre

“400 euro, 2 ore di nudo” da mercoledì 15 a domenica 19 marzo all’OFF/OFF Theatre. Spettacolo (foto Manuela Giusto) tratto dal romanzo “Apocalisse di un Cybernauta” di Tommaso Agnese che ha adattato il testo per lo spettacolo da lui diretto, con protagonisti gli attori Edoardo Purgatori, Manuela Zero e Ginevra Ambrosini. Scene di Fabrizio Bellacci e costumi di Silvana Turchi.

400 euro, 2 ore di nudo, il racconto

Prostituzione digitale, avventure clandestine e la continua ricerca di impulsi ed emozioni che possano riempire di umanità i vuoti esistenziali. Riccardo Rea, trentatreenne artista milanese, si trova in un momento complesso della propria vita. Costretto a chiudere la sua piccola Galleria d’arte e a vendere l’appartamento di famiglia per ripagare i debiti, Riccardo è emotivamente paralizzato. Il suo mondo sta crollando. È immobile davanti al distruggersi della sua vita lavorativa e privata. La chiusura verso il mondo esterno lo porta a navigare nel web tra chat erotiche e siti pornografici, distraendosi in una realtà virtuale autoerotica.

Nuova avventura a Roma

Per uscire da tutto questo, Riccardo decide di lasciare la propria città e cercare avventura a Roma, nella capitale. Qui, inizia a lavorare come assistente nella galleria di un’amica che lo paga con un misero compenso, Stefania. La nuova città è però luogo di false speranze e brevi avventure, come quelle con Nia e Gemma, ma la situazione non sembra cambiare, anzi peggiora. Riccardo non riesce a riempire quella sensazione di vuoto che lo attanaglia e per non pensare decide di gettarsi a capofitto nell’uso dei social network e negli incontri tra sconosciuti a sfondo sessuale.

Prostituzione digitale

Fotomodelle di nudo, prostituzione digitale. È qui che conosce Bambi, una modella di Met Art, giovane e provocante che lo porta sulla strada della perdizione. Scopre una seconda vita fatta di trasgressione ed esibizionismo. E quello che per lui è forse un gioco diventa ben presto la sua nuova realtà, Riccardo si trasforma in un modello di servizi fotografici e video erotici. Nel suo viaggio infernale il protagonista arriva a mettere in dubbio la propria identità sessuale, la propria identità sociale e la propria esistenza. Ma la realtà oggigiorno quanto è influenzata dalla virtualità? Quanto l’immagine sessuale, l’erotismo virtuale incide nella cultura e nella società contemporanea? Lo scoprirà a sue spese Riccardo Rea nel disperato tentativo di dare un senso alla propria vita.

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Lo spettacolo “Non esistono piccole donne” all’OFF/OFF Theatre

Lo spettacolo “Non esistono piccole donne” da mercoledì 21 a domenica 26 febbraio all’OFF/OFF Theatre. Una produzione di LVF e Teatro Manini, tratta dal testo di Johannes Bückler (People Editore), che vede interprete in scena l’attrice Camilla Filippi, con la voce fuori campo di Francesco Montanari, per la regia di Susy Laude.

Lo spettacolo

«Quante donne non hanno visto riconosciuto il proprio lavoro, o peggio, sono state dimenticate?», da questa domanda muove Non esistono piccole donne, seconda raccolta delle ormai celeberrime storie di Johannes Bückler che, uscita per i tipi di People nel novembre 2020, è stata uno dei grandi successi del Natale appena trascorso. Una Spoon River, fatta di storie originali di donne che hanno segnato il proprio tempo, a volte da eroine, altre da vittime, quasi sempre accantonate nella memoria comune per lasciar posto agli uomini.

Storie di donne

Storie dedicate al protagonismo delle donne, narrate come sempre in prima persona, quasi che Bückler assumesse la loro identità, raccontando. Dopo il fortunato passaggio dall’immaterialità di Twitter alla carta stampata, è giunto il momento di portarle sui palcoscenici teatrali. Da Franca Viola a Mary Ann Bevan, dal diavolo in gonnella Alfonsa Morini Strada a Savina Ruper. A dar loro nuova vita sarà uno dei volti più noti della Tv e del cinema italiano, Camilla Filippi, che insieme alla regista Susy Laude ha scelto sei tra queste donne. Un monologo che ci restituisce l’autentico valore del testo, in sei storie. Al termine di questo viaggio nel protagonismo femminile, il pubblico sarà commosso, divertito, ispirato, portando a casa una nuova consapevolezza di come anche le “piccole” storie possano avere un enorme significato.

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Tipi all’OFF/OFF Theatre dal 3 al 5 maggio

“Tipi” è l’one-man-show in scena all’OFF/OFF Theatre da martedì 3 a giovedì 5 maggio, scritto, diretto e interpretato da Roberto Ciufoli, prodotto da Danton Q. Lo spettacolo è una sequenza screziata di tipologie umane, che sfilano su un’esilarante passerella di monologhi, poesie, sketch, balli e canzoni. L’autore, scavando i comportamenti con umorismo delicato, permette agli spettatori di autoidentificarsi e di ridere di fronte alle debolezze di un’umanità così spaesata e tentennante.

Tipi fondati sul linguaggio del corpo

I vari “tipi” sono fondati sul linguaggio del corpo, che non mente. Strizzando l’occhio all’antropologia e con l’arte dell’ironia, Ciufoli scruta gli atteggiamenti fisici, associandoli a specifiche caratteristiche psicologiche dei suoi personaggi. Ed ecco che il pubblico fa la conoscenza del timido, che in farmacia arrossisce al solo pronunciare la parola “preservativi”, e della sua controparte, il “coatto”, che invece fa sfoggio di sé nel comprarli; segue “l’Amleto”, l’indeciso per antonomasia e, in un crescendo di ritmo e risate, si affacciano sulla scena lo sportivo, il pigro, l’ubriaco, l’eroe, il danzatore, l’ansioso.

A chiudere la fila è l’innamorato

Al culmine di questa carrellata comica di identità, Ciufoli inverte la rotta e addolcisce i toni. A fare da chiudi fila è l’innamorato, ritratto con estrema umanità, innamorato dell’amore e dell’essere umano, sicuro che la diversità di corpi e pensieri muova l’Universo intero perché da soli e innamorati di sé stessi non c’è futuro. “Uno, nessuno, centomila”, Ciufoli. Dopo anni di successi con il famoso gruppo comico Premiata Ditta, nei panni di attore e regista, con i suoi variegati personaggi e le diverse forme espressive coinvolte, offre alla platea un vero e proprio multi-one-man-show.

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Penis project per umani migliori all’OFF OFF Theatre

Penis project per umani migliori (foto Piero Tauro) debutta il 10 maggio al teatro OFF OFF Theatre di Roma. È la seconda tappa del progetto centrato sul tema della violenza di genere, avviato con lo spettacolo “Il Laboratorio della Vagina”, sulla spinta dell’urgenza sociale e del consenso di pubblico e critica dal Fringe Festival 2017 all’OFF OFF Theatre 2018.

Teatro come strumento di consapevolezza e rivoluzione

L’intento è di dare ascolto e voce a una comunità come utopia di trasformazione della società ed ‘utilizzare’ il Teatro come strumento di consapevolezza e rivoluzione, in quanto sguardo, visione, voce, istanza critica, specchio della società. Nella nuova opera della Schiavo, l’organo sessuale maschile è solo il pretesto pulp, l’origine, il punto di partenza. Emblema di vulnerabilità quando ironicamente emergono le debolezze, e si toccano, allo scopo di sfatarli, gli inevitabili stereotipi: le dimensioni, l’ansia da prestazione; ma anche virilità, potere generativo, quando si tratta di ritrovare fiducia e coraggio attraverso i rituali, sulle orme delle antiche tradizioni.

Anche il maschio talvolta vittima di violenza

Ma anche strumento di conflitto, prevaricazione, violenza, talora inflitta, talora subita, perché anche il maschio è vittima di violenza, non certamente come e quanto la donna, ma l’abuso tribale per essere ammesso dalla parte dei “forti” continua ad essere perpetrato, non solo a sud del mondo. Omofobia e pedofilia continuano a mietere vittime al di là del genere. Un gruppo di uomini, prototipi selezionati per rappresentare diverse tipologie maschili, entrano a far parte di un programma che potremo definire di “terapia sociale”, che step by step, seguiti da telecamere a circuito chiuso, come in un “reality show”, li porterà alla liberazione dagli stereotipi, dalle inibizioni, dall’ansia da prestazione, dalla cultura patriarcale.

Confessioni e confronti durante Penis project per umani migliori

Durante la registrazione di un programma televisivo dal titolo “Penis project per umani migliori”, una conduttrice-sessuologa guiderà, tra domande scomode, voci off e azioni psicomagiche gli ospiti-attori in un percorso che li porterà a confessarsi, confrontarsi, mettere in discussione la dottrina fallocentrica e di conseguenza la nostra cultura, ancora troppo maschilista e sessista. Viviamo ancora in una società sessista. L’uomo ha potere sulla sua compagna-moglie-amante, possesso per meglio dire. Le società ancora giustificano, in parte o completamente, questo potere, e finché vi sarà giustificazione le donne verranno uccise, inesorabilmente. Perciò si tratta di un altro modo di dire no alla violenza. Un altro modo per metterci in discussione, confrontarci al di là dei generi, per vincere l’indifferenza.

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Il Canto d’Ulisse all’Off Off Theatre

Dopo il debutto al Festival di Todi 2019, arriva a Roma per la prima volta Il canto di Ulisse, reading-concerto dai testi di Primo Levi L’ultimo Natale di guerra e Se questo è un uomo, che vede protagonista Roberto Herlitzka, accompagnato da Stefano Santospago e dai musicisti Alessandro Di Carlo al clarinetto e Alberto Caponi al violino

Spettacolo prodotto dalla Compagnia Diritto e Rovescio

Lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia Diritto e Rovescio con la curatela registica di Teresa Pedroni, era stato concepito in occasione del Centenario della nascita di Primo Levi, nel 2020, ma rimandato a causa della pandemia. In una data unica, il 21 febbraio 2022, sarà finalmente presentato al pubblico all’interno dell’Off Off Theatre di via Giulia: un sentito omaggio alla memoria interpretato da uno dei nostri più grandi attori.

I racconti di Primo Levi

L’ultimo Natale di guerra è una raccolta di vari racconti “dispersi”, scritti da Primo Levi tra il 1977 e il 1987 per diversi giornali-riviste, editi postumi; Il canto di Ulisse è invece, all’interno di “Se questo è un uomo”, l’episodio in cui più intensamente e consapevolmente vediamo i personaggi elevarsi al di sopra dell’atmosfera del lager con versi, quelli di Dante, che hanno il potere di evocare un mondo di spazi aperti, orizzonti sterminati, mari e montagne familiari, oltre il confine dei lager. Ulisse è l’uomo che esprime una delle sue aspirazioni più alte, il desiderio di conoscenza: (“Considerate la vostra semenza: / Fatti non foste a viver come bruti, / Ma per seguir virtute e conoscenza”) e la regia de Il canto di Ulisse ha immaginato un viaggio dove il protagonista Primo Levi racconta momenti del suo vissuto tragico nel lager con una grande limpidezza, animato da un grande sentimento di pietas per tutti i suoi compagni, i cosiddetti sommersi.

Frammenti di ricordi vissuta nel lager

«Sono frammenti di ricordi di vita del lager vissuta con quel 174517 marchiato sull’avambraccio sinistro – sottolinea Teresa Pedroni – vita di cui Primo Levi si è reso testimone con la sua opera letteraria per salvare la memoria di tutta l’umanità dal “Male”. Ricordare per noi non dev’essere solo uno strumento culturale, ma un dovere morale: in questo momento storico più che mai».

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“Un passato senza veli” all’Off Off Theatre

Giulia Di Quilio, attrice di cinema e teatro, è anche, con il nome del suo alter ego Vesper Julie, una delle più importanti e riconosciute performer di Burlesque italiane. Attraverso la forma del One Woman Show, ha deciso di affrontare in modo nuovo la “sua” arte, mescolando prosa e strip-tease, musica e story telling, per raccontarne le origini: segreti, storie, miti che hanno creato non solo uno stile e un immaginario riconoscibili, ma un vero e proprio mondo.

Omaggio al Burlesque del primo Novecento

Un mondo legato a doppio filo al nostro ieri, eppure sorprendentemente connesso all’oggi e alla realtà che viviamo: l’emancipazione femminile, la body positivity, la fluidità di genere, l’erotismo consapevole, la sfida ai pregiudizi sessuali, sono infatti tutti germi che si ritrovano, in modo più o meno esplicito, nell’esistenze, pubbliche e private, delle Dive che hanno “inventato” il Burlesque nei primi decenni del Novecento: le ineffabili protagoniste della sua irripetibile Golden Age, da Gipsy Rose Lee a Dixie Evans, da Sally Rand a Lily Sant Cyr. In Un passato senza veli le regine dello strip che fu, vengono evocate senza nostalgia polverosamente vintage ma con partecipazione e vicinanza emotiva: donne in grado di compiere scelte difficili, capaci di lottare per affermarsi, combattendo contro cliché e luoghi comuni che sembrano resistere al tempo.

Mettersi in gioco in prima persona

Per restituircele senza filtri e mostrarcene la straordinaria attualità, Giulia Di Quilio si mette in gioco in prima persona, prendendo le mosse dalla propria esperienza diretta: quella di chi, nel 2021, si sente ripetere in continuazione: “Ma cosa dice tuo marito che ti spogli?”. Accompagnata da una Band Live di 4 elementi, Giulia/Vesper mette in scena una “danza seduttiva” in cui l’ora e l’allora si parlano senza difficoltà: tra momenti di commozione, incursioni satiriche, performance coinvolgenti e interazioni dirette con la platea.