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Attese troppo lunghe per il NUE

Attese troppo lunghe per il NUE. La segnalazione arriva dal presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi. «Sono a favore del Numero unico europeo per le emergenze – afferma Magi – perché quando il cittadino compone il 112 sa bene che può richiedere urgentemente e gratuitamente un intervento delle Forze di polizia, dei Vigili del fuoco, dell’assistenza sanitaria e dell’assistenza in mare. Il NUE, però, deve essere più immediato e accompagnato dai servizi. È fondamentale, soprattutto quando si parla di questioni di salute.

Problema: le attese dai 4 ai 20 minuti

Il vero problema – precisa – è legato al fatto che, purtroppo, dietro a questi numeri non vi sono i servizi richiesti e il cittadino è spesso costretto a rimanere al telefono anche per molto tempo, ‘per non perdere la priorità acquisita’, con attese che variano dai 4 ai 20 minuti. E quando arriva il momento della risposta alla richiesta, non sempre si è nelle condizioni di intervenire prontamente».

Servizi non sufficienti

Il perché è presto detto. «Non ci sono sufficienti servizi. Nel nostro settore c’è una mancanza di personale, ci sono problemi con le ambulanze spesso bloccate negli ospedali, ci sono strutture che hanno difficoltà di accoglienza». La carenza di operatori è un tema comune, denunciato anche da altre realtà come le Forze dell’ordine, i Vigili del fuoco o la Protezione civile. «Ci sono quindi difficoltà – aggiunge Magi – a rispondere alle esigenze dei cittadini, che invece dovrebbero potere fare pieno affidamento su interventi immediati e sull’operatività nel nostro caso delle strutture mediche territoriali e ospedaliere».

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Salute

Le canne “tagliate” possono uccidere

Le canne “tagliate” possono uccidere. Lo spiega il vicepresidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma, Stefano De Lillo, coordinatore del Gruppo di lavoro dell’Omceo della Capitale sugli effetti della cannabis.

De Lillo: “Non più semplici canne”

«La chiave di lettura di episodi di cronaca nera, efferati quanto inspiegabili, come quello avvenuto a Primavalle, risiede nell’utilizzo di sostanze cannabinoidi che non sono più le ‘semplici canne’ che usavano gli hippies negli Anni 60 per sballarsi. Si tratta spesso, invece, di composti dall’effetto psicotropo devastante quando sono edulcorati con prodotti di sintesi, forme sintetiche realizzate in laboratorio, ovvero le ‘spice drugs’, usate come sostanze per ‘tagliare’ l’erba. Composti che fanno perdere la percezione della realtà e che, quindi, fanno commettere omicidi». La conferma e spiegazione arriva anche dalle parole di Alessandro Vento, psichiatra e responsabile dell’Osservatorio sulle dipendenze.

Spice drugs all’interno devastante

«Se un ragazzo fuma una canna su cui è stato versato un liquido contenente ‘spice drugs’ fuma una cosa che ha una potenza farmacologica che non è più quella del Thc, il tetraidrocannabinolo, principio attivo della cannabis naturale». Prima di uccidere la diciassettenne Michelle Causo, il suo giovane coetaneo ha dichiarato di essere sotto l’effetto di hashish. «L’etimologia della parola ‘hashish’- afferma nuovamente De Lillo – è un termine che deriva dall’arabo e che significa ‘assassino’. I sicari, infatti, fumavano prima di compiere un omicidio per annebbiare la propria capacità di controllo e per eliminare il rimorso di aver compiuto crimini così gravi. Probabilmente il giovane che ha commesso l’omicidio a Roma ha tristemente fatto la stessa cosa. Ovviamente non tutti i consumatori di cannabis commettono omicidi.

Chiave di lettura per incidenti stradali

Il consumo di hashish e cannabinoidi costituisce anche la chiave di lettura di moltissimi e dolorosissimi incidenti stradali, come, ad esempio, quello di Casal Palocco. Incidenti stradali in cui il guidatore perde il controllo della realtà e, quindi, del proprio veicolo». Secondo Stefano De Lillo: «dobbiamo dunque far comprendere all’opinione pubblica il dato scientifico e che non si tratta di droghe ‘leggere’, la cui definizione, ci tengo a ribadirlo, non esiste. Si tratta, invece, di sostanze fortemente psicotrope che, oltre a far perdere la percezione della realtà, possono avere anche risultati devastanti se assunte continuativamente, portando il 15-20% dei casi, secondo la bibliografia scientifica, a schizofrenia e psicosi».

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Salute

Nelle scuole medie il 4% degli studenti fa uso di cannabis

Nelle scuole medie d’Italia il 4% degli studenti fa uso di cannabis. È l’allarme lanciato da Stefano De Lillo di OMCEO Roma che oggi coordina il corso ‘Prevenzione, diagnosi e trattamento dei disturbi correlati all’uso di cannabis’ dalle 18 alle 22, presso il Centro di Formazione Polo Didattico, in piazza Oderico da Pordenone 3. «Questo corso nasce dall’esperienza di un gruppo di lavoro, un gruppo di studio, dell’Omceo di Roma, voluto e coordinato dal professor Antonio Bolognese. Lo scopo di questo gruppo è quello di dare informazioni scientificamente valide ai medici, all’opinione pubblica e ai giovani sul tema della pericolosità, dal punto di vista medico e clinico, dell’utilizzo della cannabis e di droghe erroneamente e colpevolmente ritenute ‘leggere’», spiega Stefano De Lillo.

Iniziative non solo nelle scuole

«Questo gruppo di lavoro dell’Ordine dei medici di Roma – prosegue De Lillo – svolge numerose iniziative. Tra queste, proprio la realizzazione di un vademecum sui cosiddetti falsi miti. Uno su tutti, quello che la cannabis sia una droga ‘leggera’, quando invece dal dato scientifico emerge che il 20% degli utilizzatori diventi psicotico, ovvero schizofrenico. Altra iniziativa è quella di condurre dei corsi tra i giovani studenti e atleti circoli e società sportive nell’ambito della ‘Peer Education’, o educazione tra pari, con testimonial giovani che abbiano presa sui giovani stessi e facciano capire loro la pericolosità dell’utilizzo di sostanze molto diffuse».

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Salute

Al lavoro la Commissione della Medicina dello Sport

Al lavoro la Commissione della Medicina dello Sport dell’Ordine dei Medici-chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma. A coordinarne i lavori è Ivo Pulcini, specialista in medicina dello sport e cardiologia. «Vogliamo mettere all’attenzione, anche della politica, la figura del medico dello sport – spiega – che non è solamente un medico certificatore, ma è colui che può e deve anche prescrivere una terapia, perché lo sport è terapia. Si tratta di una Commissione formata da persone molto qualificate. Tra l’altro, l’Omceo Roma può annoverare nelle proprie fila due medici dello sport, specialisti in Medicina dello sport e in cardiologia, ovvero il vicepresidente Stefano De Lillo e il sottoscritto.

Al lavoro per la tutela della salute

Da sempre siamo occupati e preoccupati di tutelare la salute, non solo come Ordine dei Medici ma anche come medici dello sport: è sparita la figura del medico scolastico, non c’è più il medico militare che era prezioso per prevenire, scoprire e diagnosticare precocemente qualsiasi patologia, soprattutto cardiaca di tipo congenito. Oggi invece è al medico sportivo che è affidato questo importante compito, di elevato valore sociale e sanitario. Vogliamo rivalutare questa figura professionale messa un po’ in disparte e, attraverso convegni e incontri scientifici, dare valore e supporto non solo con la ‘evidence based medicine’ (la medicina basata sull’evidenza), ma anche con le esperienze scientifiche.

Studio sul Covid

Tra l’altro noi medici della serie A di calcio abbiamo fatto uno studio sul Covid e le sue conseguenze a distanza sulle prestazioni atletiche e sui traumi muscolari e articolari determinati proprio da questo tipo di infezione. La ricerca è stata pubblicata recentemente e ha avuto un grande successo. Abbiamo intenzione di fare lo stesso proprio come Commissione della Medicina dello Sport dell’Omceo Roma.

Convegno presso la sede dell’Ordine

È inoltre già programmato un convegno, che si terrà il 19 e il 20 maggio presso la sede dell’Ordine, e in quei due giorni di lavoro parleremo di prevenzione e riabilitazione dello sportivo, soffermandoci in particolare sul valore delle manipolazioni, della terapia medica manuale, un supporto naturale molto efficace e nello stesso tempo innocuo, poiché non prevede né terapia medica né invasiva, ma soltanto una forma di manipolazione fatta da esperti. Esperti che hanno il compito di correggere la postura e i conflitti meccanici articolari che si creano a seguito di micro o macro incidenti».