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Salute

Ondata di calore nel Lazio da mercoledì 12 luglio

Ondata di calore nel Lazio da mercoledì 12 luglio. Lo comunica l’Agenzia regionale di Protezione civile della Regione Lazio: si verificherà un’ulteriore ondata di calore, con un incremento delle temperature. Queste ultime risulteranno molto elevate nelle ore diurne ed elevate nelle ore notturne. Le temperature potranno arrivare a una decina di gradi sopra la media stagionale, con un incremento significativo durante le ore notturne, a causa di aria molto calda anche a quote di montagna.

Ondata di 7-10 giorni di durata

Tale situazione potrà durare per almeno 7-10 giorni dal prossimo mercoledì. Sul fronte della salute pubblica c’è un evidente rischio per la popolazione più fragile, qualora esposta a temperature così elevate, soprattutto in conseguenza del fatto che anche le ore notturne non porteranno particolare refrigerio. La Regione Lazio ha invitato le amministrazioni locali a regolare le proprie funzioni di protezione civile e socioassistenziali rispetto a questo specifico rischio per la popolazione fragile e più esposta.

Strutture sanitarie allertate

Allertate anche le strutture sanitarie che potranno essere chiamate a fronteggiare un incremento di patologie o emergenze legate agli effetti delle alte temperature. Per quanto riguarda gli incendi, sotto il profilo formale, sarà l’Agenzia regionale di Protezione civile della Regione Lazio a emanare il bollettino quotidiano di pericolosità e a segnalare l’elevato rischio conseguente al quadro meteorologico. L’Agenzia invierà una nota a tutti i Comuni, affinché assicurino un’attività di prevenzione sul territorio in relazione ai fattori di innesco (erbe alte o siti a rischio) e un’opportuna attività di comunicazione che sensibilizzi amministrazioni e cittadini verso i rispettivi comportamenti preventivi.

Azioni preventive

Sotto il profilo operativo l’Agenzia attuerà tutte le azioni preventive e di emergenza che la situazione impone, attraverso attività di monitoraggio sul territorio e uno schieramento dei mezzi adeguato all’emergenza. È poi online il monitoraggio dei livelli di caldo nelle principali città della Regione Lazio realizzato dal dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio – ASL Roma 1.

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Ambiente

La nuova ondata di caldo compromette i raccolti di 332mila imprese

La nuova ondata di caldo rovente interessa territori già duramente provati dalla siccità, compromettendo i raccolti di quasi la metà (46%) degli agricoltori italiani, per un totale di 332mila imprese.

Nuova ondata con temperature fino a 40 gradi sull’intera Penisola

È l’allarme lanciato dalla Coldiretti per l’arrivo della nuova ondata di calore con temperature fino a 40 gradi che interessa l’intera Penisola a partire dalla Pianura Padana dove per la mancanza di acqua è minacciato oltre il 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana. Il livello del fiume Po ai minimi da decenni è rappresentativo della situazione di carenza idrica che riguarda anche i grandi laghi del Nord con il Maggiore che ha appena il 10% di riempimento dell’invaso e quello di Garda è pieno poco meno di 1/3 (30%).

Campagne italiane allo stremo

Le campagne italiane sono allo stremo con cali produttivi del 45% per il mais e i foraggi che servono all’alimentazione degli animali, del 20% per il latte nelle stalle, del 30% per il frumento duro per la pasta di oltre 1/5 delle produzione di frumento tenero, del 30% del riso, meno 15% frutta ustionata da temperature di 40 gradi, meno 20% cozze e vongole uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po, dove si allargano le zone di “acqua morta”, assalti di insetti e cavallette con decine di migliaia di ettari devastati.

Preoccupa la vendemmia

Preoccupa anche la vendemmia appena iniziata in Italia con una prospettiva di un calo del 10% delle uve, mentre è allarme negli uliveti con il caldo che rischia di far crollare le rese produttive. Siamo di fronte a un impatto devastante sulle produzioni nazionali, con danni che superano i 6 miliardi di euro, pari al 10% della produzione nazionale.

Italia dipendente dall’estero per molte materie prime

Con l’Italia che è dipendente dall’estero in molte materie prime e produce appena il 36% del grano tenero che serve per pane, biscotti, dolci, il 53% del mais per l’alimentazione delle stalle, il 56% del grano duro per la pasta e il 73% dell’orzo, si sta verificando un aumento delle importazioni dall’estero con un ulteriore aggravio di costi soprattutto per gli allevamenti, che dipendono dai cerali e dai foraggi per l’alimentazione degli animali. «Occorre intervenire nell’immediato con misure di emergenza per salvare i raccolti e il futuro di aziende e stalle in grave difficoltà», ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.