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Cronaca

Le indagini sulla morte del neonato al Pertini proseguono

Le indagini sulla tragedia del neonato morto al Pertini nel letto della madre, nella notte tra il 7 e l’8 gennaio, proseguono. La procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, attualmente a carico di ignoti, ed ha già disposto l’autopsia per accertare le cause della morte. Si cercherà di capire se il piccolo sia morto soffocato restando schiacciato dal corpo della madre, che si è addormentata mentre lo stava allattando. Determinante chiarire la posizione in cui fosse: sotto il corpo della madre o di lato. A scoprire la tragedia un’infermiera entrata nella stanza della donna intorno alla mezzanotte.

Primi accertamenti delle indagini

Secondo i primi accertamenti, il neonato sarebbe stato portato nella stanza della madre nel pomeriggio. Nessuno sarebbe poi tornato per riportarlo nella culla, così come stabilito dal protocollo sottoscritto proprio per prevenire tragedie date dal co-sleeping. Questa è la condivisione del letto con il neonato, un fattore ormai universalmente riconosciuto ad alto rischio, almeno fino ai quattro mesi d’età. La mamma del piccolo è attualmente ritenuta parte offesa, perché vittima di un comportamento scorretto dal punto di vista professionale.

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Cronaca

Controlli antidroga nella Capitale con 7 arresti

Controlli antidroga nella Capitale con l’arresto di 7 persone dei Carabinieri del Gruppo di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma. Tutte gravemente indiziate del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Arresto in flagranza a San Basilio

In particolare, nel quartiere di San Basilio, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato in flagranza un cittadino egiziano di 19 anni, già con precedenti, mentre nascondeva all’interno di un palo sul marciapiede, un involucro contenente 5 dosi di cocaina. Le successive perquisizioni sull’indagato e presso il suo domicilio, ha consentito ai militari di rinvenire la somma di 270 euro in contanti, ritenuta provento di pregressa attività di spaccio, e ulteriori 20 dosi della stessa sostanza. Sempre a San Basilio, gli stessi militari hanno arrestato un 28enne romano nei pressi della nota piazza di spaccio di via Corinaldo. I militari hanno fermato l’uomo dopo che aveva ceduto ad un’acquirente, identificato e segnalato al Prefetto, una dose di cocaina. Nella disponibilità dell’indagato, i militari hanno rinvenuto altre due dosi della stessa sostanza e denaro contante.

Controlli in zona Val Melaina

In zona Val Melaina, i Carabinieri della Stazione Roma Nuovo Salario, hanno arrestato un 43enne di origini foggiane, poiché a seguito di un controllo in piazza Vinci, è stato trovato in possesso di 5 dosi di cocaina, 1 dose di hashish e la somma di 910 euro in contanti. All’Esquilino, in via Giovanni Amendola, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Piazza Dante hanno arrestato un cittadino tunisino di 20 anni, già con precedenti, sorpreso mentre cedeva una dose hashish dietro il corrispettivo di euro 10 ad un assuntore, successivamente identificato e segnalato al Prefetto. La successiva perquisizione sul 20emme ha permesso ai militari di sequestrare altri 10 g. della stessa sostanza e la somma in contanti di 50 euro.

Due arresti a Testaccio

A Testaccio, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato due romani di 23 e 24 anni. I due indagati, mentre viaggiavano a bordo di una Smart, sono stati fermati dai militari per un controllo e, al termine della perquisizione sul posto sono stati trovati in possesso di circa 650 g. di hashish e circa 2.100 euro in contanti. Le successive perquisizioni domiciliari hanno consentito ai Carabinieri di rinvenire, presso l’abitazione del 24enne, ulteriori 11 g della stessa sostanza.

Cessione di cocaina a Monte Sacro

Infine, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Monte Sacro hanno arrestato un 52enne romano. I militari, nel corso di controlli alla circolazione stradale, hanno fermato l’uomo a bordo di un’autovettura, in via Nomentana, mentre cedeva ad un soggetto, una dose di cocaina. La successiva perquisizione personale e veicolare ha consentito ai militari di rinvenire ulteriori 46 dosi della medesima sostanza e denaro contante.

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Cronaca

Esposto di Fimmg di Roma contro i pazienti No Vax

Presentato un esposto alla Procura della Repubblica da parte dei Segretari Fimmg di Roma, Pier Luigi Bartoletti e del Lazio Gianni Cirilli, contro la marea montante di coercizioni e intimidazioni da parte di pazienti no vax nei confronti dei medici di famiglia della Regione.

Atti intimidatori, compresi incursioni negli studi medici

All’origine dello scontro, sempre più sopra le righe, che spesso finisce in atti intimidatori, la richiesta al medico di prescrivere il vaccino (cosa per altro impossibile) o certificare l’esenzione su patologie fuori dalle linee ministeriali o di assumersi la responsabilità diretta e personale per quanto riguarda eventuali effetti avversi, percorsi impossibili e fuori legge, con richieste che vengono avanzate in modo intimidatorio anche attraverso atti di avvocati, mail perentorie, messaggi ripetuti e incalzanti di sms e whatsapp, telefonate ripetute e, non ultime, incursioni negli studi con parole grosse e insulti. Un mix che sta creando tensioni negli studi dei medici ormai provati da due anni di pressione pandemica.

Situazione insostenibile che può determinare l’interruzione di un pubblico servizio

«Una situazione insostenibile che arriva fino a determinare l’interruzione di un pubblico servizio – ha dichiarato Giovanni Cirilli Segretario della Fimmg Lazio – con pazienti in attesa di cure nei nostri studi che restano coinvolti in episodi che spesso rasentano la rissa». Duro commento di Pier Luigi Bartoletti, segretario provinciale della Fimmg Roma: «Il nostro esposto in procura denuncia una situazione che negli ultimi giorni è cresciuta a dismisura e non più accettabile.

Intervento delle Istituzioni a tutela dei medici

Occorre uno stop deciso e chiediamo un l’intervento delle istituzioni, a tutela non solo dei medici, molto provati in questo periodo, ma di quei cittadini che necessitano veramente di cure e che trovano medici distratti da tali atteggiamenti. E non parliamo solo dei medici di famiglia, ma di tutti i medici che operano in strutture ambulatoriali ospedali e pronto soccorso». Tante le richieste di aiuto che in questi giorni sono arrivate all’indirizzo della Federazione laziale da medici che chiedono di lavorare in scienza e coscienza e per farlo chiedono una serenità oramai smarrita. «Solo la serenità clinica dei medici potrà garantire un adeguata protezione sanitaria per i pazienti», dichiara l’Avv. Olindo Cazzolla di Roma che ha curato per conto della Fimmg Lazio l’esposto in procura.