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Cronaca

Basse Valle del Tevere a secco

«È un quadro allarmante, quello che emerge dal report settimanale del nostro Osservatorio sulle Risorse Idriche». Lo afferma Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). «A fronte di tale quadro, il cui futuro è affidato alla magnanimità del fato meteorologico, è fondamentale che il recente inserimento della tutela ambientale fra gli obbiettivi della Costituzione, non sia solo una mera affermazione di principio. Deve essere l’avvio di un nuovo, quanto urgente paradigma operativo per il Paese». Importanti cali di portata si registrano nei fiumi del Lazio, dove sono gli alvei del bacino del Liri-Garigliano a mostrare i segnali di maggiore sofferenza essendo tutti ai minimi dal 2017. Nella Bassa Valle del Tevere, la portata del “fiume di Roma” è in linea con le annate più siccitose. Al rilevamento di Monte Molino, a monte del lago di Corbara, con un’altezza idrometrica di m. 0,58, si ha il valore più basso del decennio. Il livello è inferiore di oltre 2 metri e mezzo rispetto ad un anno fa. Le colture soffrono anche per questo motivo.

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NEWS

ANBI: Risorse idriche dimezzate nel Sacco e Liri-Garigliano

Le prime indicazioni idrologiche di stagione indicano un inverno particolarmente arido nelle regioni del Nord, mentre al Centro e soprattutto al Sud le piogge hanno riequilibrato un bilancio idrico, deficitario dopo l’autunno. A renderlo noto è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. I grandi laghi settentrionali sono in sofferenza tranne il Garda, che si mantiene saldamente al di sopra delle medie storiche. Pur confermandosi largamente sopra la media mensile, è in calo la Dora Baltea in Valle d’Aosta, mentre restano sostanzialmente stabili le portate dei fiumi piemontesi, generalmente dimezzate, però, rispetto ad un anno fa. Il fiume Po, pur risultando in crescita nelle stazioni a monte, man mano che si avvicina alla foce registra un crescente deficit di portata, che lo pone in linea con gli anni più critici. Tutti con portate largamente inferiori allo scorso anno, i fiumi veneti si assestano su valori simili alle annate peggiori con il Brenta, che segna l’altezza idrometrica minima dal 2018. Condizionati dagli andamenti climatici localizzati, i fiumi emiliani si mantengono stabili sotto media con l’eccezione di Trebbia e Savio, che comunque crescono, mentre Secchia e Nure, quasi per contrappasso, precipitano al di sotto dei minimi storici mensili. Anche l’Adda, in Lombardia, registra la portata più bassa dal 2017. Nell’Italia centrale le cose vanno meglio con i fiumi toscani in netta ripresa, idem per i fiumi delle Marche, che registrano andamenti superiori agli anni più recenti. In Dicembre, pur inferiore al 2020, è tornata ad essere buona la quantità di precipitazioni sull’Umbria. In Abruzzo, Dicembre è stato piuttosto secco in alcune località, mentre in Marsica e nell’Aquilano si è registrato un surplus di piogge: in provincia di Pescara, l’invaso di Penne è ai massimi livelli dal 2016. Diversa è la situazione nel Lazio, dove le portate dei fiumi Liri-Garigliano e Sacco sono praticamente dimezzate rispetto allo scorso anno. Rimanendo sul versante tirrenico, in Campania i livelli idrometrici dei fiumi Volturno, Sarno e Sele risultano in aumento, a causa del ritorno delle precipitazioni, mentre è in lieve calo il Garigliano, così come i bacini del Cilento ed il lago di Conza. Crescono di circa 13 milioni di metri cubi i volumi d’acqua, trattenuti negli invasi della Basilicata, raggiungendo un surplus di oltre 51 milioni sull’anno scorso. I bacini pugliesi, invece, segnano quasi 7 milioni di metri cubi in più nell’arco di una settimana, rimanendo leggermente superiori alle disponibilità del 2021. Ottima la performance dei bacini calabresi, ai livelli massimi dal 2016. Infine, è una stagione da incorniciare anche per la Sardegna, che con oltre 592 milioni di metri cubi d’acqua dispone di quasi l’89% della capacità complessiva degli invasi. Un anno fa, tale percentuale era di poco superiore al 73%. «I dati evidenziano che stanno cambiando le condizioni climatiche, ma altrettanto palesemente sottolineano la fondamentale funzione dei bacini, capaci di trattenere le acque, quando arrivano. In questo campo si sta aprendo una questione settentrionale», ha affermato Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.