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Guasto elettrico, treni cancellati e ritardi fino a tre ore

Un guasto alla linea elettrica dei treni ad alta velocità Roma-Napoli ieri mattina intorno alle 8:30 all’altezza di Anagni manda in crisi i trasporti ferroviari.
Cancellazione di treni, ritardi fino a 3 ore che hanno provocato delle lunghissime code a Roma Termini.

La frustrazione deriva dal fatto che le compagnie difficilmente rimborseranno il costo dei biglietti anche parzialmente “Fanno sempre i furbi, non restituiscono nulla” dicono i viaggiatori.

Nella tarda serata la circolazione dei treni è ripresa, se pure lentamente. Ma le criticità non finiscono qui in previsione dello sciopero del gruppo Fs, Trenitalia e Trenitalia Tper per le giornate del 19 e 20 giugno.

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Bilancio di Roma Capitale “spendi e spandi” secondo la Lega

«Si può mentire alla città, si possono raccontare le favole giuste ai romani, ma i numeri del bilancio non sono un’opinione. Un bilancio di previsione figlio di una cultura spendi e spandi tipica della sinistra.

Slittamento dovuto e errori sollevati dall’OREF

Un bilancio di previsione targato Gualtieri e Pd che doveva essere approvato a dicembre, ma che è slittato per errori, incompetenze, emendamenti di giunta e sub emendamenti di consiglio che sono andati a mettere le toppe ai gravi problemi sollevati nero su bianco dall’Organo di Revisione Economico-Finanziario». Lo dichiara in una nota il consigliere della Lega e segretario d’Aula Fabrizio Santori, a margine dell’approvazione in Assemblea Capitolina del bilancio di previsione 2022-2025. «All’Oref non è stata data ancora una risposta sui necessari obiettivi di servizio e di gestione delle aziende partecipate, sul patrimonio immobiliare della città e sulla pianificazione della spesa per il personale. Le linee programmatiche della giunta Gualtieri hanno disegnato all’inizio del mandato una Roma dei sogni che poi concretamente non si evince nel bilancio di previsione.

Bilancio senza visione di lungo respiro

Numeri alla mano non c’è una visione di lungo respiro, e la Capitale d’Italia viene relegata nelle retrovie europee in perfetta sintonia con l’amministrazione precedente. Tre mesi potevano essere necessari per dare una prima svolta soprattutto in vista delle grandi sfide che attendono la città, oltre al Pnnr, il Giubileo 2025 e l’Expo 2030, che temo saranno le ennesime occasioni perse», conclude Santori.