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L’incubo nelle scuole, tra dad e quarantene

Sono passate solamente due settimane dal rientro degli studenti romani nelle scuole, ma la situazione sta già degenerando. Tra i numeri di contagi e le quarantene, così come delle classi in dad, continuano le proteste di genitori, insegnanti e sindacati, che chiedono interventi rapidi e immediati.

Già dal 10 gennaio scorso, giorno di ripresa delle lezioni, erano arrivati dissensi di famiglie e regioni, che chiedevano eventuali modifiche alle regole stabilite per il ritorno a scuola. Oggi, a fronte dei nuovi numeri e della decisione di non modificare la gestioni, le istituzioni scolastiche romane si trovano ormai allo stremo.

La situazione nelle scuole romane e il parere dei sindacati

Delle 24mila classi della capitale, circa 9.600 hanno a che fare con le lezioni online. Vale a dire che su circa 520mila studenti romani ben 208mila sono in didattica a distanza.

Commento Alberto Civica, segretario generale della Uil Lazio: «Stanno emergendo fortissime criticità e numeri in costante aumento, siamo circa al 40% delle classi in quarantena o in dad. Numeri che non ci fanno certo dormire sonni tranquilli».

Un parere, quello del portavoce del sindacato, confermato anche dal segretario della Uil scuola, Saverio Pantuso. «La situazione cambia rapidamente. Ci troviamo costantemente di fronte a situazioni difficili da gestire poiché spesso accade che l’autosorveglianza divenga dad dopo cinque giorni, perché alcuni ragazzi risultati negativi al primo tampone, si rivelano poi positivi al secondo. E quindi bisogna velocemente riorganizzare il tutto. A scuola in primis, ma anche in famiglia visto che soprattutto i più piccoli non sono in grado di gestire connessioni e lezioni online». 

Genitori preoccupati

All’appello delle associazioni di categoria si aggiunge, infatti, anche quello dei genitori. Soprattutto, di quelli con figli piccoli, che si ritrovano a dover chiedere permessi dal lavoro all’ultimo minuto per poter restare in casa e aiutarli nella gestione dell’online.

A questo proposito, da un sondaggio della Uil, emerge, ad esempio, che all’istituto comprensivo Mameli nella scuola dell’infanzia sono in quarantena 3 classi su 9. Nella scuola elementare, invece, in dad 13 classi su 25.

Numeri che preoccupano, tanto le famiglie quanto i presidi. Era intervenuta pochi giorni fa, proprio ai microfoni di Radio Roma Capitale, Cristina Costarelli, dirigente scolastica del Liceo Newton di Roma e presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma, che aveva delineato un quadro chiaro e coinciso dell’andamento della situazione.

Una situazione che sta diventando di certo allarmante, tanto per le scuole, quanto per gli stessi studenti e le loro famiglie.