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Il “No Filter” tour arriva a Roma

Il “No Filter” tour arriva a Roma. L’evento, ideato e prodotto da ScuolaZoo (la più grande community di studenti in Italia) è dedicato alle scuole secondarie di secondo grado. Appuntamento il 26 maggio alle 10:30 nella splendida cornice del Teatro Argentina insieme ad esperti sul tema e con la partecipazione straordinaria di Rosa Chemical.

L’obiettivo di No Filter tour

Obiettivo dell’evento è aiutare i ragazzi a usare i social media con maggiore consapevolezza minimizzando i rischi per la propria salute fisica e mentale. La continua esposizione a modelli di perfezione estetica, così come la possibilità offerta dalle piattaforme di usare filtri bellezza sempre più realistici, può incidere negativamente sulla salute mentale degli adolescenti, inducendoli a inseguire ideali di perfezione che possono intaccare l’auto-accettazione e, nei casi più gravi, portare a disturbi del comportamento alimentare, depressione e isolamento sociale. Il programma prevede una mattinata di speech, interviste e performance.

Sul palco del Teatro Argentina

Sul palco saliranno Rosa Chemical ed Elena Mozzo, vicepresidente dell’Associazione C.A.S.A. (Costruire, Accogliere, Sostenere, Accompagnare) e autrice di Uppa, autorevole rivista dedicata alla salute e all’educazione di bambini e adolescenti, nonché partner scientifico del No Filter. «Prima di tutto voglio ringraziare il consigliere e delegato alle Politiche Giovanili Lorenzo Marinone, il Comune di Roma e il Teatro di Roma – Teatro Nazionale per aver creduto in questo progetto. Il dibattito sui modelli di perfezione estetica va avanti da decenni, ma il digitale, e le piattaforme social in particolare, – spiega Valerio Mammone, Direttore Editoriale di ScuolaZoo – hanno aggiunto complessità rispetto al passato.

Esposizione costante

Oggi l’esposizione è costante e gli utenti possono ritoccare la propria immagine con filtri sempre più realistici. L’obiettivo del No Filter ovviamente non è quello di demonizzare i social ma fare informazione, educare con lo stile ScuolaZoo e con il contributo di esperti come Elena Mozzo e il supporto di una realtà autorevole come Uppa».

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Il divieto d’uso del cellulare a scuola divide insegnanti e studenti

Il divieto assoluto d’uso del telefono cellulare a scuola divide gli insegnanti e i loro studenti: lo dice l’ultimo sondaggio della Tecnica della Scuola, condotto in collaborazione con la redazione di ScuolaZoo, al quale hanno risposto oltre 4mila lettori, di cui oltre la metà maestri e professori.

Divieto sì per l’81,8% dei docenti

Da una parte, l’81,8% dei docenti (e il 79,5% della categoria Altro, comprendente Ata, dirigenti scolastici, ecc.) che apprezzano la decisione delle Scuole emiliane Malpighi di vietare totalmente l’uso del cellulare a scuola. Una percentuale che sale addirittura all’86,1% nel caso dei genitori, segno che gli adulti vedono nello smartphone più minacce che benefici. Dall’altra, tra i quasi mille studenti che hanno detto la loro sul tema, praticamente tre su quattro (il 72,9%) esprimono il loro dissenso verso l’astensione totale del cellulare a scuola. Ciò che contestano è soprattutto il fatto che se il dispositivo per comunicare viene di fatto “sequestrato” non saranno mai in grado di gestirlo in modo corretto.

Le argomentazioni

Quali argomentazioni sono giunte sul tema del telefono cellulare in classe dal mondo della scuola? Si va da chi sostiene “Non lo farei proprio entrare a scuola” a chi al divieto preferisce un “uso adeguato e responsabile del cellulare”. La posizione più ricorrente è quella di chi rivendica la necessità di un divieto ma flessibile, da sospendere nei casi in cui il cellulare possa essere utilizzato per la didattica. In particolare una fetta di insegnanti segnala le tecniche byod (bring your own device) di particolare utilità in classe, come quando, ad esempio, si intenda testare al volo la comprensione degli alunni su un argomento con un quiz veloce sul cellulare.

Divieto assoluto senza senso

E sul tema qualcuno infatti commenta: “Che senso ha la parola assoluto? Io sarei spacciato, i miei lo usano in continuazione per accedere a Moodle…. BYOD”. Seppure in quantità minoritaria, c’è anche chi oppone un secco no al divieto, perché “il cellulare va gestito, non proibito”. Estremamente interessanti anche i commenti degli studenti. Uno di loro riporta l’argomentazione usata dalla rettrice delle Scuole Malpighi, Elena Ugolini, relativa al fatto che i docenti devono, dal canto loro, riuscire a catturare l’attenzione dei loro studenti se davvero vogliono che il cellulare non sia un elemento di distrazione.