La SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia) sostiene l’iniziativa per la raccolta di strumenti chirurgici e kit medici da destinare all’ospedale ucraino di Khmelmitskyi. Un’iniziativa lanciata dall’ortopedico e socio SIOT Francesco Allegra assieme alla Onlus Il Caleidoscopio di Roma, in collaborazione con il collega Andrea Grasso e con il prof. Giuseppe Milano.
Appello rivolto a tutti i medici
«È un appello che rivolgiamo a tutti i medici e tutte le strutture sanitarie italiane per ampliare la catena di solidarietà in favore della popolazione ucraina attiva già dai primi giorni di inizio del conflitto, con la rete di accoglienza e assistenza medica per i profughi in fuga. Tutti, soprattutto noi medici, abbiamo il dovere di fare qualcosa e lo possiamo fare concretamente anche raccogliendo gli strumenti personali che non usiamo più e favorendo la raccolta di quelli dismessi dalle strutture, in modo tale da consentire ai colleghi ucraini di prestare cure adeguate alle centinaia di feriti di guerra», sottolinea Tranquilli Leali.
Raccolta in particolare di materiale per il trattamento delle ferite da armi da fuoco
«Serve soprattutto materiale per la fissazione di fratture e per il trattamento delle ferite da armi da fuoco, esplosione o travolgimento, da destinare a una struttura sanitaria di seconda linea che si trova nella zona Est del Paese», spiega Francesco Allegra, consulente interno presso la Uoc di Ortopedia universitaria del Polo Pontino dell’Università La Sapienza di Roma, diretto dal prof. Stefano Gumina. Assieme al collega dott. Andrea Grasso, ortopedico di Roma, Allegra ha già consegnato due carichi di materiale chirurgico al centro umanitario che si trova al confine con la Polonia.
Rifornita zona di Khmelmitskyi
Racconta Allegra: «Il materiale è stato affidato al personale medico che poi è ripartito in direzione Est, per rifornire un ospedale della zona di Khmelmitskyi». Nei viaggi di ritorno, il gruppo ha accompagnato un gruppo di profughi nella Repubblica Ceca, a Cracovia, in Austria e in Italia. Rifugiati affidati alla rete della Caritas e ai centri del Comune di Roma e di altre amministrazioni comunali.