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Cronaca

Fermata la gang dei tassisti che truffava i turisti

Sono tutti autisti tra i 30 e i 50 anni quelli al centro dello scandalo. Sono stati denunciati in sei per il loro comportamento scorretto nei confronti dei clienti e non solo, minacce e botte ai colleghi che si opponevano al loro sistema. Le indagine sono durate un anno e si è arrivati ora all’identificazione del gruppo organizzato, una vera e propria gang di tassisti che oltre truffare i turisti minacciava di morte i colleghi che tentavano di opporsi.

L’indagine condotta della squadra giudiziaria della Polaria, non è stata semplice per il clima teso a Fiumicino, sono state di sussidio le immagini della telecamere e le dichiarazioni della vittime, che hanno comprovato i dubbi sorti ormai da due anni.

Oltre che scegliere i clienti più remunerativi per chilometri e distanza, assoggettando a loro vantaggio la scelta delle corse, venivano preferiti i turisti americani, a quali sono stati richiesti cifre fino a 400 euro per raggiungere il centro, con un utilizzo inesistente del tachimetro.

E’ stata smantellata una vera e propria gang che era ormai diventata una vera e propria sciagura per i malcapitati turisti in arrivo a Fiumicino.

Alessia Torcasio

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NEWS

Roma: truffava vittime prospettando terapie innovative per autismo, arrestato finto medico

Truffava vittime prospettando terapie innovative per i figli affetti da gravi forme di autismo. La Polizia di Stato di Roma, a seguito di indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un sessantatreenne argentino indagato per esercizio abusivo della professione medica sul territorio italiano (considerata l’inesistente iscrizione all’Albo nazionale e l’assenza del provvedimento della Regione Lazio per l’esercizio dell’attività di medico straniero in Italia) e di truffa aggravata ai danni di persone offese, approfittando della loro vulnerabilità psicologica, perché in forte apprensione per le sorti del figlio minore affetto da grave forma di autismo.

Le indagini condotte dal locale Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, hanno avuto origine dalla denuncia presentata dai genitori di un quindicenne con disturbi neurologici, i quali si erano rivolti al professionista argentino in quanto ritenuto ‘luminare’ per quel tipo di patologia, sulla base di informazioni acquisite online, da cui risultava un curriculum ben strutturato sulla pratica di terapie altamente innovative. Lo stesso sedicente medico infatti millantava di essere stato il costante riferimento sanitario di Papa Giovanni Paolo II, nonché quello di 54 cardinali in carica, circostanze poi smentite in sede di accurati accertamenti investigativi. Il sedicente medico prescriveva dunque al bambino un percorso di terapia descritto come innovativo e sperimentale, attraverso l’utilizzo del trapianto di cellule staminali che, nel tempo, insieme a una riduzione dei costi delle cure, avrebbe comportato un notevole miglioramento sotto diversi aspetti: da quello comportamentale a quello del linguaggio.

Il percorso terapeutico, durato 2 anni, per il quale sono stati versati dalla famiglia circa 30mila euro in contanti, conseguiti dal sedicente medico con ‘abilità collaudata e glaciale scaltrezza’, ha comportato continue somministrazioni di sostanze vietate (prodotti olezzanti, con data di scadenza superata e certamente guasti). Durante le indagini la Polizia Postale, su delega della Procura della Repubblica di Roma, ha eseguito un’accurata perquisizione in casa del sedicente professionista, dove sono state trovate circa 400 schede personali di pazienti, ancora da identificare compiutamente, di cui alcuni affetti da gravi forme di autismo, nonché numerose provette di laboratorio contenenti esami di urina, sangue e numerose confezioni sigillate di medicinali scaduti da anni. Il materiale, successivamente analizzato dall’Istituto Superiore della Sanità, ha confermato l’assoluto divieto di somministrazione delle sostanze, non essendo classificabili come farmaci autorizzati né come integratori alimentari, peraltro soggette a specifiche procedure di smaltimento. Oltre alla applicazione della misura personale, il gip di Roma ha disposto il sequestro preventivo dei siti internet, utilizzati dall’indagato per vendere integratori e pubblicizzare la propria attività, con l’oscuramento delle pagine web e la conseguente disabilitazione dei relativi domini da notificare a tutti gli Isp presenti sul territorio.

(Sil/Adnkronos)

ISSN 2465 – 1222
05-Jun-2025 09:01

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Cronaca

Vendita di moto con truffa: sventata dalla Polizia

Vendita di moto con truffa: sventata dalla Polizia. La vicenda ha inizio lo scorso febbraio, quando un uomo, interessato ad un annuncio di vendita di una moto “Ducati 966”, ha contattato il sedicente venditore, iniziando così la trattativa di acquisto del mezzo per un importo di 4.000 euro.

Vendita senza consegna del mezzo

Dopo aver riscosso i primi pagamenti e formalizzato il passaggio di proprietà, il venditore però si è reso irreperibile senza provvedere alla consegna del mezzo. Gli uomini del X Distretto Lido di Roma, a seguito di approfondite indagini, sono riusciti a risalire all’autore dei fatti, titolare di un’officina di vendita e riparazioni di moto in località Acilia. Durante un controllo all’interno dell’esercizio, uno degli agenti, appassionato di Ducati, ha riconosciuto alcuni ricambi tipici della moto ricercata. Il titolare dell’officina, ormai vistosi scoperto, ha indicato ai poliziotti un garage ubicato nelle vicinanze dell’officina dove custodiva la moto. Al termine delle attività, il 40enne è stato denunciato per truffa e appropriazione indebita. Il mezzo è stato così consegnato al legittimo proprietario.

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Cronaca

Vendita fantasma di una Smart, concessionario indagato

Vendita fantasma di una Smart, con titolare di una concessionaria indagato dalla Polizia che, per truffa, ha eseguito la misura cautelare dell’obbligo di dimora con divieto di allontanamento dalla propria abitazione oltre al sequestro preventivo pari alla somma sottratta alla vittima del raggiro. L’indagato, rappresentante di un Autoconcessionario romano, aveva promesso ad una cliente la consegna di una Smart Fourfour ad un prezzo di favore pari a 8.490 euro, giustificando il costo inferiore a quello di mercato con il fatto che si trattasse di un veicolo di importazione dalla Germania.

Vendita fantasma e poi anche minacce di querela

Successivamente, il venditore subordinava la consegna di una nuova auto, in sostituzione della prima, al pagamento dell’intera somma. La vittima, dopo il pagamento, non riceveva l’auto e addirittura era allontanata dalla concessionaria e minacciata di querele. La Polizia rende noto che il procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari e che vige la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

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Cronaca

I Carabinieri di Anzio sorprendono due truffatori

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati e quelli della Compagnia di Anzio hanno arrestato due persone, gravemente indiziate di aver truffato una donna di 82 anni di Anzio.

Vittima della truffa di Lavinio

Un individuo ha contattato telefonicamente la vittima, di Lavinio, preavvisandola che un corriere si sarebbe recato a casa sua per consegnarle un computer portatile.

Presunto acquisto online della figlia

L’acquistato online lo avrebbe fatto la figlia e si doveva saldare il corrispettivo. La donna, tratta in inganno dall’interlocutore, dopo aver ritirato il pacco dalle mani del presunto corriere. Non essendo in possesso di contanti, ha consegnato una busta con tutti gli oggetti in oro che aveva in casa, per un valore di circa € 3.000. Ad aspettare fuori dall’abitazione dell’anziana signora, però, c’erano i Carabinieri. Dopo aver atteso che il falso corriere risalisse a bordo del veicolo a noleggio utilizzato per la consegna, i militari lo hanno fermato unitamente ad una donna mentre cercavano di allontanarsi.

Perquisizione eseguita dai Carabinieri

Ad esito della perquisizione eseguita nei loro confronti, i Carabinieri li hanno trovati in possesso di tre telefoni cellulari e della busta contenente tutto l’oro ricevuto poco prima dall’82enne. I militari hanno accompagnato la coppia in caserma. La vittima ha riconosciuto il 35enne come il soggetto che si era recato a casa sua spacciandosi per il corriere e che aveva ricevuto i preziosi in cambio del pacco. Gli arrestati, come disposto dal P.M. di turno della Procura della Repubblica di Velletri, sono stati condotti in Tribunale per la convalida. La donna è stata rimessa in libertà, l’uomo ai domiciliari in attesa del processo.