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Economia

Emergenza rette per i 300mila anziani ospitati nelle RSA

Emergenza rette per i 300mila anziani ospitati nelle residenze sanitarie di tutta Italia, messe in crisi dall’aumento dei costi per l’energia causati dalle tensioni internazionali della guerra in Ucraina, con i costi delle bollette che balzano del 166% in un anno. È l’allarme dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento all’esplosione delle spese per riscaldamento e elettricità. nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) molte dei quali gestite da cooperative sociali.

Emergenza rette per costi insostenibili

Dopo le enormi difficoltà causate dalla pandemia le RSA si ritrovano adesso a dover fronteggiare costi assolutamente insostenibili, a fronte dei rincari per l’energia e per il riscaldamento, secondo il monitoraggio di Uecoop sulle realtà del settore. I risultati sono impressionanti. Rispetto all’anno scorso i costi per il riscaldamento sono aumentati del 166% ed i costi per l’elettricità del 111,7%. Inoltre, a fronte della eccezionale situazione di crisi, i fornitori di energia stanno proponendo rinnovi contrattuali di brevissima durata, 3 mesi al massimo, con indicizzazione dei prezzi al mercato all’ingrosso e obbligo di fideiussione o deposito cauzionale, pena la cessazione immediata del servizio.

Condizioni capestro dei contratti

Si tratta di condizioni capestro che rischiano di devastare ancora di più i bilanci delle residenze per anziani. Un insieme deflagrante di elementi per un settore che non vede aggiornamenti sostanziali alle rette da oltre 10 anni, rischia di far crollare l’intero comparto dell’assistenza agli anziani nelle strutture residenziali, con conseguenze sociali, economiche e psicologiche.

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Appello di Bankitalia per il caro bollette

Bene l’appello di Bankitalia con quasi 1 impresa su 5 (18%) che attende aiuti per il caro bollette, per fare fronte all’esplosione dei costi, fra carburanti elettricità e riscaldamento. È quanto afferma l’Unione europea delle cooperative (Uecoop), in riferimento all’audizione alla Camera del capo del servizio Struttura economica della Banca d’Italia che ha sottolineato come “nella prospettiva di difficoltà prolungate sul fronte degli approvvigionamenti, i sostegni dovrebbero diventare più mirati ed essere rivolti principalmente alle famiglie in condizioni di vulnerabilità e alle imprese la cui competitività può essere compromessa dall’aumento del costo dell’energia”.

Il 19% delle imprese ha deciso di investire sul risparmio energetico

Il 19% delle imprese, spiega l’indagine di Uecoop a livello nazionale, ha deciso di investire sul risparmio energetico e su sistemi a basso impatto ambientale. Fra le soluzioni green il 27% riguarda coibentazione con isolamento termico delle sedi di lavoro in modo da ridurre il peso delle bollette di luce e gas, il 10% spazi verdi per la mitigazione dei microclimi urbani e quasi la metà (47%) punta su pannelli fotovoltaici per la produzione di elettricità, messo impianti per il risparmio idrico, attrezzature ed elettrodomestici a basso consumo energetico. Il 16% infine, riguarda l’acquisto di auto ibride per ammortizzare l’effetto del caro carburanti.

Caro benzina incubo per 4 imprese su 10

Infatti il caro benzina con il record prezzi per l’energia è l’incubo di 4 imprese su 10 (43%) per l’effetto a valanga su investimenti, piani di sviluppo e posti di lavoro, secondo l’indagine Uecoop. Una situazione che rende sempre più difficile l’attività delle quasi 80 mila cooperative che, da nord a sud dell’Italia, impiegano oltre un milione di persone dalla salute al sociale, dai servizi alla logistica, dal turismo all’alimentare, dalla scuola allo sport fino agli spettacoli. L’appello di Bankitalia va nella direzione giusta.

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SOS assistenza per gli anziani

Vero SOS assistenza per gli anziani nelle case di riposo. Con l’aumento del 12% degli anziani ospitati nelle case di riposo italiane, cresce il bisogno di assistenza alle famiglie in una situazione in cui già ora 1/3 della popolazione più vecchia ha gravi difficoltà a prepararsi da mangiare, fare la spesa, prendere le medicine, pulire la casa. Più dell’11% ha problemi a prendersi cura di se stesso: dal fare il bagno o la doccia a sdraiarsi o sedersi sul letto, fino a indossare abiti o svestirsi.

Analisi Uecoop su dati Istat

È quanto emerge dall’analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento agli ultimi dati Istat sullo scenario demografico in Italia con 382.067 persone che abitano in istituti assistenziali, ospizi, istituti di cura e altre residenze collettive.

Situazione SOS per le famiglie italiane

Una situazione da SOS che evidenzia le difficolta che pesano sulle famiglie italiane alle prese con l’assistenza ai parenti più anziani, sia a livello domiciliare che nelle strutture dedicate. Determinante il contributo fondamentale da parte delle 15mila cooperative socio assistenziali attive nel nostro Paese, che seguono ogni giorno oltre 7 milioni di persone, rappresentando di fatto la spina dorsale del welfare italiano.

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Caro bollette primo problema per le aziende

Il caro bollette è diventato il primo problema delle aziende, seguito dall’aumento dei costi di trasporto e dalla carenza di liquidità. È quanto emerge dall’indagine dell’Unione europea delle cooperative realizzata a livello nazionale in riferimento al Consiglio dei ministri sul decreto per le contromisure al problema, con un intervento da 5-6 miliardi, per alleviare soprattutto i costi delle imprese. Quasi 1 impresa su 5 (18%) si attende aiuti per l’aumento delle bollette, mentre una fetta equivalente (19%) ha deciso di investire sul risparmio energetico e su sistemi a basso impatto ambientale per fare fronte all’esplosione del costo dell’energia, fra carburanti elettricità e riscaldamento.

Imprese che investono su soluzioni green

Fra le imprese che investono su soluzioni green, il 27% sta puntando sulla coibentazione con isolamento termico delle sedi di lavoro in modo da ridurre il peso delle bollette di luce e gas, il 10% sta creando spazi verdi per la mitigazione dei microclimi urbani e quasi la metà (47%) ha realizzato pannelli fotovoltaici per la produzione di elettricità, messo impianti per il risparmio idrico, comprato attrezzature ed elettrodomestici a basso consumo energetico, mentre il 16% ha optato per l’acquisto di auto ibride per ammortizzare l’effetto del caro carburanti.

Caro energia sta mandando in tilt i parametri economici

Il caro energia sta mandando in tilt i parametri economici alla base dei contratti di appalto per la fornitura di beni e servizi e per la gestione di attività sociali, assistenziali ed educative. Una situazione che complicando non poco il lavoro di una larga fetta delle 80 mila cooperative italiane che a livello nazionale impiegano oltre un milione di persone dalla salute al sociale, dai servizi alla logistica, dal turismo all’alimentare, dalla scuola allo sport fino agli spettacoli. Con l’85% delle merci che viaggia su strada, conclude Uecoop, il caro prezzi minaccia anche le catene di approvvigionamento considerato che la benzina ha sfondato i 2 euro al litro con aumenti a due cifre per il pieno al distributore.

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Benzina oltre i 2 euro in autostrada

La benzina sfonda i 2 euro al litro in autostrada e, rispetto a un anno fa, per il pieno si spendono in media 16 euro in più ogni volta che ci si ferma al distributore, con una stangata record su famiglie e imprese.

Emerge dal monitoraggio dell’Unione europea delle cooperative

È quanto emerge dal monitoraggio dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento al balzo dei prezzi dei carburanti a livello nazionale. Una situazione che pesa su lavoratori e aziende, con la spesa per il pieno che ha un impatto rilevante sui costi di produzione, sui servizi e sui trasporti, visto che l’85% delle merci che viaggiano su strada, alle quali si aggiungono gli spostamenti pubblici e privati degli addetti delle imprese.

Caro prezzi squilibra parametri di costo per le forniture

Il caro prezzi sta squilibrando tutti i parametri di costo nei contratti per la fornitura di beni e servizi o per la gestione di attività sociali, assistenziali ed educative, con la rete delle 80 mila cooperative italiane che a livello nazionale impiega oltre un milione di persone: dalla salute al sociale, dai servizi alla logistica, dal turismo all’alimentare, dalla scuola allo sport fino agli spettacoli.

Frenate quasi 2 imprese su 3

La corsa dei beni energetici, dai carburanti alle bollette con il boom dei costi per trasporti, riscaldamento, illuminazione e servizi, frena il 72% delle imprese, quindi quasi 2 su 3, evidenzia l’indagine di Uecoop.

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Cultura

Uecoop: settore dello spettacolo in grave crisi

Nell’ultimo anno di pandemia Covid il settore dello spettacolo, dai cinema ai teatri, dai concerti alle discoteche, rispetto ai livelli pre pandemia ha perso oltre il 50% degli ingressi, che in alcuni casi sono stati addirittura azzerati con un impatto devastante su fatturato e occupazione. È l’allarme dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop), in riferimento al nuovo decreto di aiuti per un settore in crisi che vale oltre 320mila posti di lavoro messi a rischio dalla ripresa dei contagi per la variante Omicron, dopo un 2021 che non ha permesso di recuperare il terreno perso a causa del virus.

Settore in situazione drammatica

Una situazione drammatica per un settore dove il gruppo più numeroso è rappresentato dagli attori (25,4%), seguiti dai lavoratori degli impianti e circoli sportivi (11,2%), dagli impiegati (11%) e dai concertisti e orchestrali (9,4%), con più di 45mila giovani fra i 25 e i 29 anni e le donne che rappresentano oltre 4 addetti su 10 (42,5%). Il problema dei lavoratori dello spettacolo non riguarda ovviamente i professionisti già affermati che hanno risorse economiche per superare il blocco causato dall’emergenza, ma colpisce tutti gli altri che, magari a inizio carriera o con posizioni professionali meno qualificate, hanno una retribuzione media annua che già nel 2019, quando ancora non si era entrati nella bufera Covid, raggiungeva appena i 10.664 euro con meno di 1 giornata di lavoro su 3 da gennaio a dicembre.

Un lavoratore dello spettacolo su 5 ha lasciato il mestiere fra 2019 e 2020

In questi due anni, il mondo dello spettacolo è stato uno dei settori maggiormente colpiti dagli effetti delle misure legate al Covid-19. Tanto che fra il 2019 e il 2020 più di 1 lavoratore dello spettacolo su 5 (21%) ha lasciato il mestiere, secondo l’Osservatorio Gestione Lavoratori dello spettacolo e sportivi professionisti dell’INPS. Oltre alle limitazioni per la sicurezza sanitaria, sulla ripresa del settore pesa anche l’effetto psicologico dei timori generati dall’impennata dei contagi che riduce ancora di più la quota di ingressi in teatri, cinema o anche solo nei locali in cui prima della pandemia si organizzavano spettacoli o laboratori in collaborazione con le scuole o con i Comuni. Siamo di fronte a una crisi senza precedenti che non potrà essere riassorbita in tempi brevi per questo servono aiuti strutturali a lavoratori e aziende.

Assegno disoccupazione Alas

In questo senso è importante il via all’assegno di disoccupazione Alas destinato ai lavoratori autonomi dello spettacolo rimasti senza occupazione a causa della crisi del settore, provocata dalla pandemia per la disoccupazione involontaria nei casi di interruzione del rapporto a decorrere dal 1 gennaio 2022.

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Uecoop: costo energia frena le imprese

La corsa dei beni energetici, dai carburanti alle bollette, frena quasi 2 imprese su 3 (72%) con il boom dei costi per trasporti, riscaldamento, illuminazione e servizi che pesa sulla ripresa economica del sistema produttivo nazionale. E’ quanto emerge dall’indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) in riferimento agli ultimi dati Istat sulla risalita dell’inflazione nel 2021 trainata dall’andamento dei prezzi dell’energia (+14,1%).

Stangata sui prezzi alla pompa

Un balzo al quale ha contribuito anche la stangata sul pieno di famiglie e imprese con il diesel che è aumentato del 20,6% nell’ultimo anno registrando il record dei prezzi dal 2019, con uno shock al rialzo che coinvolge anche la benzina (+18,6%) e il GPL aumentato addirittura del 30%, con i prezzi alla pompa che in alcuni casi, sulla rete autostradale, sfiorano anche i due euro al litro per la benzina. Si tratta di un impatto rilevante sui costi di produzione, sui servizi e sui trasporti visto che l’85% delle merci che viaggiano su strada, alle quali si aggiungono gli spostamenti pubblici e privati degli addetti delle imprese.

Caro energia squilibra i conti

Una situazione che pesa su un comparto ad alto impiego di lavoro come la rete delle 80 mila cooperative italiane con oltre un milione di occupati distribuiti più settori produttivi: dai servizi alla logistica, dal turismo all’alimentare, dalla sanità alla scuola, dallo sport agli spettacoli. Il caro energia sta squilibrando tutti i parametri di costo fin qui considerati nei contratti già stipulati per la fornitura di beni e servizi o per la gestione di attività sociali, assistenziali ed educative con enti pubblici e privati con la necessità di adeguare la spesa alla situazione eccezionale che si è venuta a creare.

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Uecoop: “Occupazione in crescita nel 2022 per il 63% delle imprese”

Per il 63% delle imprese nel 2022 l’occupazione crescerà sulla spinta della ripresa del Pil e della situazione economica generale anche se pesa l’incognita Covid con l’avanzare della variante Omicron. E’ quanto emerge dall’indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop), su un campione di imprese a livello nazionale in riferimento agli ultimi dati Istat con gli occupati a novembre 2021 che, per la prima volta dall’inizio della pandemia, tornano sopra quota 23 milioni. Un segnale importante dopo che l’emergenza Covid ha stravolto non solo la salute degli italiani ma anche il sistema economico, con un taglio di 65 miliardi di euro degli investimenti da parte delle imprese nel 2021 rileva Uecoop su dati Cerved. Una situazione alla quale ha fatto argine la tradizionale resilienza del sistema delle imprese cooperative italiane che può contare su quasi 80mila realtà con oltre un milione di occupati e una presenza trasversale su più settori produttivi e servizi, dalla logistica al turismo, dall’alimentare alla sanità, dalla scuola agli spettacoli. In questo scenario è strategico l’avanzare della campagna vaccinale in grado di scongiurare qualsiasi ipotesi di nuove chiusure e ripercussioni sul lavoro. Una situazione ancora incerta che si riflette sull’orientamento di una parte delle imprese, il 37%, che ancora per quest’anno non prevede una crescita dell’occupazione.