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Usura, estorsione e spaccio: sodalizio in manette a Velletri

Usura, estorsione e spaccio: sodalizio in manette a Velletri. Dalle prime ore di questa mattina, in vari comuni della Provincia di Roma, i Carabinieri della Compagnia locale stanno eseguendo un’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica, che dispone l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 8 persone (quattro destinatarie di custodia cautelare in carcere e quattro ai domiciliari) ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, del delitto di associazione a delinquere finalizzata all’usura e all’estorsione nonché del delitto di spaccio di sostanze stupefacenti.

Sequestro di beni e denaro per un valore complessivo di 400.000 euro

Il dispositivo impiegato dalla Compagnia di Velletri si sta dedicando, inoltre, al sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni e denaro per un valore complessivo di oltre 400.000 euro. Le indagini condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile hanno consentito di rilevare l’esistenza di un sodalizio, attivo nel comprensorio dei “Castelli Romani”, in Ardea, Santa Marinella e Roma, gravemente indiziato di essere dedito all’attività usuraia ed all’estorsione nei confronti di 58 vittime tra commercianti, piccoli imprenditori ed operai, accertando l’applicazione di tassi d’interesse che, in alcuni casi, superavano il 900% del credito erogato.

Usura contestata anche a soggetti indagati in stato di libertà

I reati di usura sono contestati anche ad altri 3 soggetti indagati in stato di libertà, due partecipi all’associazione ed uno per un singolo episodio di usura. I Carabinieri, nel corso delle indagini, hanno, inoltre, arrestato un soggetto in flagranza di reato sequestrando 50 g di cocaina e 750 g di hashish.

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Usura e ricettazione, in manette 72enne a Pomezia

Usura e ricettazione, in manette 72enne a Pomezia. I Carabinieri della Compagnia locale, in esecuzione di un’Ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Velletri su richiesta di quella Procura della Repubblica, hanno arrestato un 72enne originario di Napoli, gravemente indiziato dei reati di usura e ricettazione.

Usura per interesse mensile richiesto alla vittima pari al 10%

Nel contesto della medesima operazione, inoltre, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Pomezia hanno dato altresì esecuzione alla misura cautelare reale del sequestro per equivalente finalizzato alla confisca di un immobile del valore di 500.000 euro sito in un comune sardo.

Indagine scattata nel 2020

Più in dettaglio, gli odierni provvedimenti cautelari scaturiscono dalle indagini originate dalla denuncia presentata nell’ottobre 2020 da un imprenditore, le quali hanno consentito di accertare come l’indagato, tra il 2018 ed il 2019, approfittando del grave stato di necessità della vittima, gli avesse erogato la somma di 250.000 euro con un tasso d’interesse usuraio del 10%, pari a 25.000 euro mensili (per un totale di 400.000 euro versati solo a titolo d’interessi). La medesima condotta delittuosa, era altresì posta in essere dall’arrestato nei confronti di un privato cittadino, destinatario di un prestito usuraio di 5.000 euro e nei riguardi di un altro imprenditore del settore alimentare, a sua volta percettore di 100.000 euro.

Per onorare debito ceduta villa in Sardegna

In particolare, quest’ultimo, per onorare una parte del debito contratto, trasferiva all’indagato la proprietà di una villa in Sardegna. La solidità del quadro indiziario ricostruito dai militari dell’Arma nel corso delle indagini e anche condiviso dall’Autorità Giudiziaria, ha consentito a quest’ultima di emettere gli odierni provvedimenti cautelari. In forza dei quali l’indagato, tratto in arresto, è stato ristretto presso il proprio domicilio in attesa di interrogatorio.

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Coppia di usurai nella rete degli investigatori

Coppia di usurai nella rete degli investigatori. Personale della Squadra Investigativa del III Distretto di P.S. Fidene – Serpentara con personale della Polizia Locale Roma Capitale – III Gruppo “Nomentano” hanno svolto un’articolata e complessa attività d’indagine di Polizia Giudiziaria, coordinata dal Pool Reati Gravi contro il Patrimonio.

Coppia formata da marito e moglie

La laboriosa indagine, ha permesso l’individuazione di due soggetti, marito e moglie, operanti nella capitale, che si erano organizzati in modo strutturato al fine di concedere i prestiti usurari. A loro carico, è stato emessa Ordinanza di Custodia cautelare, in carcere per l’uomo e agli arresti domiciliari per la donna, notificate nella mattinata odierna, poiché gravemente indiziati del reato di usura. L’attività degli indagati si estendeva in una fitta rete che copriva vari Municipi della Capitale fino ad estendersi alla zona sud della Provincia di Roma.

Indagine iniziata nel marzo del 2020

L’indagine iniziava nel mese di marzo 2020 e terminava ad agosto dello stesso anno. Nell’ambito del suddetto procedimento le operazioni tecniche di intercettazione, avviate sulle utenze, i luoghi e le pertinenze riconducibili agli indagati, hanno permesso di seguire “in diretta” l’intera vicenda usuraria perpetrata dagli indagati, in danno di 20 soggetti, con prestiti da un minimo di 500 euro ad un massimo di 22.000 euro, solitamente con un tasso usurario oltre il 52,14% annuo, fino ad un massimo, in un’occasione, del 223,46% annuo.

Attività di usura ereditata dal defunto padre del marito

Nel corso dell’attività investigativa era accertato che per uno degli indagati, il marito, l’attività di usura fosse l’unica fonte di guadagno, ereditata da una attività “di famiglia” tramandatagli dal defunto padre, tanto che alcuni dei soggetti usurati erano già stati “clienti” di quest’ultimo, mentre la moglie risulta essere titolare di reddito di cittadinanza. Grazie alle attività tecniche effettuate, trapelava anche la mancanza di scrupoli degli indagati che neanche durante il periodo di lockdown, scaturito dal Covid-19, li dissuadeva dal richiedere i pagamenti dei prestiti.