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Furti in palestra, due denunce a Fidene

Furti in palestra, due denunce della Polizia a Fidene, a seguito di una intensa attività investigativa. Sono un uomo e una donna di nazionalità romena, gravemente indiziate di aver commesso una serie di furti presso diverse palestre, di una nota catena, a Roma, Milano, Torino, Brescia, Bologna e Verona.

Furti in palestre Virgin Active

Nei giorni scorsi i poliziotti del III Distretto Fidene – Serpentara hanno denunciato in stato di libertà due cittadini romeni, un uomo di 38 anni e una donna di 40, gravemente indiziati di aver commesso una serie di furti di orologi di pregio, carte di credito e somme di denaro all’interno degli spogliatoi di diverse palestre “Virgin Active” site non solo nella capitale ma anche in Milano, Torino, Brescia, Bologna e Verona. Gli investigatori, dopo un’intensa attività di osservazione e controllo effettuata all’interno di diverse palestre nella capitale, sono riusciti a intercettare i due complici all’interno della struttura di via Cina e a bloccarli.

In possesso di un badge per il circuito delle palestre Virgin Active

Sottoposti a perquisizione personale gli agenti hanno trovato l’uomo in possesso di numerosi attrezzi atti allo scasso, della somma di 415 euro di cui lo stesso non ha saputo giustificare il possesso, e di un badge di ingresso del circuito Palestre Virgin Active, oltre a due bracciali di gomma, ottenuti previa iscrizione, con i quali lo stesso poteva accedere a qualsiasi struttura sportiva della Virgin Active. All’interno della borsa della donna, invece, sono state rinvenute diverse banconote di vario taglio per un totale di 6.520 euro delle quali la stessa non è riuscita a giustificarne il possesso.

Complessa attività d’indagine

La complessa attività d’indagine ha disvelato una struttura ben organizzata, operante in tutta Italia, con la predisposizione di numerosi documenti falsi e camuffamenti per cambiare identità al fine di eludere le indagini. Gli accertamenti hanno portato alla luce uno strano comportamento dell’utilizzatore della scheda di accesso alle palestre: nel giro di 15 giorni, infatti, sono risultati 56 ingressi in varie province italiane, come se fossero sopralluoghi finalizzati al furto e non sedute di allenamento.

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Operazione antidroga a Fidene: 14 arresti

Operazione antidroga su larga scala a Fidene della Polizia che ha portato all’arresto di 14 persone per numerosi reati. Gli agenti della Polizia del III Distretto di P.S. Fidene, a seguito di approfondite indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e svolte con la collaborazione della Squadra Mobile romana e di altri Uffici di polizia, hanno proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, nei confronti di 14 persone, a vario titolo gravemente indiziate di numerosi reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare oltre 80 episodi.

Operazione in collaborazione con l’U.P.G.S.P. della Questura di Roma

Le attività esecutive sono state realizzate anche con la collaborazione dell’U.P.G.S.P. della Questura di Roma, del Reparto Prevenzione Crimine Lazio e del Distretto di P.S. Casilino. L’indagine, iniziata e condotta sia in modalità tradizionali con pedinamenti e appostamenti, sia con l’uso dei sistemi tecnici/informatici, ha permesso di evidenziare un’intensa attività di spaccio condotta da più persone, non costituite in un’organizzazione criminale, che si relazionavano tra loro. In particolare un 62enne romano e i suoi figli, di 26 e 23 anni, ciascuno con i loro complici, avrebbero posto in atto una serie continua di detenzioni e cessioni di stupefacente in plurime occasioni, frutto evidente di un medesimo disegno criminoso.

Coordinamento dei gruppi di spaccio

I gruppi avevano un determinato coordinamento, anche se poi ciascuno spacciava per proprio conto; avevano previsto una fidelizzazione di alcuni fornitori, nonché l’utilizzo della cosiddetta “retta” presso soggetti direttamente riferibili ai correi. Il procedimento è iniziato con un sequestro di cocaina effettuato dai poliziotti del Distretto Fidene. La droga era “retta” da un “insospettabile” ma, già dalle prime fasi, era emersa la figura del 62enne, tra l’altro già noto agli uomini del III Distretto. La Procura di Roma, dopo questo primo riscontro, ha disposto una serie di attività tecniche per l’operazione. Fin dall’inizio di tale attività si è palesata, nella borgata del Tufello, la presenza di un gruppo di persone in grado di rifornire i vari tossicodipendenti di zona di sostanza tipo hashish, marijuana e cocaina.

Figura già nota alle forze dell’ordine

Oltre al sopra citato 62enne è stata evidenziata la figura di un 52enne romano, anch’egli già noto alle Forze di Polizia, che avrebbe svolto il ruolo di fornitore della cocaina. Il filone di indagine apertosi “seguendo” quest’ultimo indagato ha portato all’individuazione di altri comprimari che, usando il 52enne come grossista, rifornivano varie piazze di spaccio. La droga giungeva ai consumatori con varie modalità: uno degli odierni indagati si era organizzato con un sistema tipo “pony express” con consegne a domicilio, un altro preferiva cedere lo stupefacente in luoghi diversi e stabiliti solo al momento della richiesta telefonica. In alcuni casi la droga era affidata in custodia a persone ritenute “insospettabili”.

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Hashish e marijuana in casa, 26enne in manette

Hashish e marijuana in casa per oltre 4 kg, 26enne in manette in zona Fidene. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Monte Sacro hanno arrestato un 26enne romano, senza occupazione e con precedenti, gravemente indiziato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Lo scorso pomeriggio nel corso di un servizio mirato al contrasto dei reati in materia di stupefacenti, i Carabinieri hanno notato il 26enne aggirarsi con fare sospetto lungo via Belmonte Piceno, zona Fidene, e lo hanno fermato per un controllo. Dopo aver rinvenuto in suo possesso un quantitativo di hashish e denaro contante, i Carabinieri hanno deciso di perquisire la sua abitazione, dove hanno trovato oltre 4 kg di hashish, circa mezzo chilo di marijuana e 18.200 euro in contanti.

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Coppia di usurai nella rete degli investigatori

Coppia di usurai nella rete degli investigatori. Personale della Squadra Investigativa del III Distretto di P.S. Fidene – Serpentara con personale della Polizia Locale Roma Capitale – III Gruppo “Nomentano” hanno svolto un’articolata e complessa attività d’indagine di Polizia Giudiziaria, coordinata dal Pool Reati Gravi contro il Patrimonio.

Coppia formata da marito e moglie

La laboriosa indagine, ha permesso l’individuazione di due soggetti, marito e moglie, operanti nella capitale, che si erano organizzati in modo strutturato al fine di concedere i prestiti usurari. A loro carico, è stato emessa Ordinanza di Custodia cautelare, in carcere per l’uomo e agli arresti domiciliari per la donna, notificate nella mattinata odierna, poiché gravemente indiziati del reato di usura. L’attività degli indagati si estendeva in una fitta rete che copriva vari Municipi della Capitale fino ad estendersi alla zona sud della Provincia di Roma.

Indagine iniziata nel marzo del 2020

L’indagine iniziava nel mese di marzo 2020 e terminava ad agosto dello stesso anno. Nell’ambito del suddetto procedimento le operazioni tecniche di intercettazione, avviate sulle utenze, i luoghi e le pertinenze riconducibili agli indagati, hanno permesso di seguire “in diretta” l’intera vicenda usuraria perpetrata dagli indagati, in danno di 20 soggetti, con prestiti da un minimo di 500 euro ad un massimo di 22.000 euro, solitamente con un tasso usurario oltre il 52,14% annuo, fino ad un massimo, in un’occasione, del 223,46% annuo.

Attività di usura ereditata dal defunto padre del marito

Nel corso dell’attività investigativa era accertato che per uno degli indagati, il marito, l’attività di usura fosse l’unica fonte di guadagno, ereditata da una attività “di famiglia” tramandatagli dal defunto padre, tanto che alcuni dei soggetti usurati erano già stati “clienti” di quest’ultimo, mentre la moglie risulta essere titolare di reddito di cittadinanza. Grazie alle attività tecniche effettuate, trapelava anche la mancanza di scrupoli degli indagati che neanche durante il periodo di lockdown, scaturito dal Covid-19, li dissuadeva dal richiedere i pagamenti dei prestiti.

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Controlli anti prostituzione nelle periferie della Capitale

Controlli anti prostituzione nelle periferie della Capitale degli agenti del VI Distretto Casilino, con la collaborazione del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, con anche ispezioni amministrative di alcuni esercizi commerciali. Nello specifico, presso l’area di servizio Casilina Esterna sita al km 36+810 del GRA, i poliziotti hanno identificato e debitamente allontanato 9 persone dedite a condotte sessuali occasionali.

Diffidate e allontanate alcune camminatrici che adescavano clienti

Parallelamente, condotte attività di polizia volte al contrasto del fenomeno della prostituzione nei quartieri di Colle Prenestino, Colle Monfortani e Rocca Cencia, dove gli agenti hanno diffidato e allontanato alcune “camminatrici” nell’atto di adescare i clienti. Nel corso dell’attività della Polizia amministrativa gli agenti hanno sottoposto ad ispezione un esercizio di rivendita alimentare in via di Torrenova, sequestrando 50 kg di prodotti ittici privi della certificazione di origine. Notificata al titolare una sanzione pecuniaria di 1.500 euro.

Controlli anche in esercizi commerciali

Un ulteriore controllo gli agenti lo hanno effettuato presso un esercizio commerciale di somministrazione di prodotti alimentari posto in via di Rocca Cencia, all’interno del quale hanno identificato numerosi avventori, alcuni con precedenti di polizia. In particolare, durante l’ispezione, gli agenti hanno sequestrato penalmente, a carico di ignoti, circa 15 grammi di sostanza stupefacente tipo marijuana, nascosti all’interno di una fioriera all’esterno dell’esercizio suddetto. Complessivamente al termine del servizio sono state controllate 75 persone, tra queste una è stata accompagnata presso l’ufficio immigrazione poiché privo di documenti, 25 veicoli e due esercizi commerciali.

Analogo servizio espletato a Fidene

Anche a Fidene, gli agenti hanno espletato un analogo servizio, con l’ausilio della Polizia Stradale, Reparto Prevenzione Crimine e agenti della Divisione Polizia Amministrativa della Questura. 69 le persone identificate e 38 i veicoli controllati. 12 gli esercizi commerciali controllati. Durante le verifiche rilevate alcune violazioni amministrative. Nel primo, un minimarket in Viale Tirreno, gli agenti hanno sequestrato 7 kg. di carne per mancata tracciabilità e provenienza oltre ad accessori per tabacchi e fumo, venduti senza la prescritta autorizzazione. Nel secondo invece, in piazzale Jonio, i poliziotti hanno accertato la presenza di fumatori in una sala sprovvista di autorizzazione.

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Rapinatore arrestato a Montesacro dalla Polizia

La Polizia di Stato, al termine di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito nei giorni scorsi un’ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti domiciliari un giovane, gravemente indiziato per aver rapinato un anziano in strada.

Fatto risalente al luglio scorso

Nel luglio scorso, nella zona di Montesacro: un ragazzo arrivava alle spalle della vittima e, con violenza, gli strappava la borsa. Gli investigatori del III Distretto di PS Fidene, che stavano già indagando sul altri episodi simili avvenuti a distanza di pochi giorni, grazie al tempestivo intervento della pattuglia del controllo del territorio e la solerte collaborazione di alcuni cittadini, sono arrivati all’identificazione di un 23enne, fortemente sospettato di essere il rapinatore, autore dello scippo di cui sopra e di un altro reato simile.

Rapinatore agli arresti domiciliari

Grazie agli elementi raccolti, la Procura di Roma ha chiesto ed ottenuto dal GIP del Tribunale un’Ordinanza di misura cautelare. Gli stessi agenti del Distretto Fidene hanno eseguito l’ordinanza e, dopo aver notificato l’atto all’indagato, lo hanno accompagnato nel luogo dove rimarrà agli arresti domiciliari.

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Daje de Alberi a Parco Labia

Venerdì 11 febbraio alle ore 9 a Parco Labia (Fidene) si svolgerà la cerimonia di messa a dimora di cinque alberi di ulivo donati dai sostenitori dell’associazione Daje de Alberi, tramite raccolta fondi al quartiere di Fidene. L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Lazio e dal Municipio III di Roma Capitale e sarà realizzata in collaborazione con il Comitato di Quartiere Fidene, il Centro Sociale Anziani S. Felicita e il Circolo Laudato sì Don Giustino. Nei mesi a seguire l’associazione Daje de Alberi, in collaborazione con le altre realtà associative sopra citate proporrà degli incontri e iniziative rivolti a bambini e agli adulti sulla cura del territorio. Per ogni albero messo a dimora l’associazione agisce con la consulenza del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale.