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Operazione antidroga di Polizia e GDF con due latitanti arresti

Operazione antidroga dei poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Roma e dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma con due latitanti arresti. Andrea Ben Maatoug, irreperibile dal 28.11.2019, dichiarato latitante il 27.01.2020 dal Tribunale di Roma e destinatario del Mandato di Arresto Europeo datato 02.04.2020, a seguito del mancato rintraccio in occasione dell’esecuzione dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa nel novembre 2019 dal G.I.P. del Tribunale di Roma.

Traffico di narcotici alla Borghesiana

In tale contesto, Ben Maatoug rispondeva di concorso continuato in associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, quale responsabile dei traffici di narcotico nel quartiere “Borghesiana” della Capitale, lesioni personali ed estorsione aggravata. All’esito del giudizio di primo grado, tenutosi con il rito abbreviato, emessa una condanna per tali reati ad anni 14 di reclusione, poi ridotti ad anni 9 in appello. Dalle indagini, eseguite dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, era emerso che Ben Maatoug era membro di uno strutturato sodalizio dedito al traffico di cocaina e hashish, capeggiato dai pregiudicati Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”, capo ultrà ucciso il 07.08.2019 e Fabrizio Fabietti, condannato per tali fatti ad anni 30 di reclusione.

Altro arresto nell’operazione

Marzio Sparapano, nato a Roma il 16.10.2003, irreperibile dal 19.05.2023 in virtù del mancato rintraccio in occasione dell’esecuzione del provvedimento con cui la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma ha disposto la carcerazione per l’espiazione della pena di anni 1 mesi 4 e giorni 24 di reclusione, a seguito di condanna per il reato di traffico di sostanze stupefacenti, all’esito di indagini svolte dalla Questura di Roma. L’odierna operazione testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica di Roma, con il supporto della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, orientato al contrasto del traffico di stupefacenti perpetrato da strutturate organizzazioni criminali.

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Operazione anti droga e prostituzione a largo raggio nella Capitale

Operazione anti droga e prostituzione a largo raggio dei Carabinieri della Compagnia di Roma Centro, con la collaborazione dei Comandi Provinciali dei Carabinieri di Roma e Prato. Dalle prime luci dell’alba i militari stanno dando esecuzione a un’ordinanza che dispone l’applicazione di misure cautelari nei confronti di 47 cittadini cinesi, filippini e italiani (19 custodie cautelari in carcere, 16 arresti domiciliari e 12 divieti di dimora), emessa dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, poiché gravemente indiziati a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico nazionale ed internazionale di sostanze stupefacenti del tipo metamfetamina ed associazione per delinquere dedita allo sfruttamento della prostituzione.

Operazione scattata dopo lunga indagine tra 2021 e 2022

Con l’emissione dell’ordinanza, il Gip ha accolto le richieste avanzate dalla D.D.A. nell’ambito di un’indagine condotta, da settembre 2021 a luglio 2022, dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Centro che hanno raccolto e sviluppato le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia di nazionalità cinese (un unicum in ambito giudiziario in virtù del forte ermetismo che permea le organizzazioni criminali cinesi) consentendo di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di una solida struttura criminale di tipo associativo, gestita da cittadini cinesi, attiva nel traffico nazionale ed internazionale di metamfetamine (shaboo, yaba, ketamina), nonché dedita allo sfruttamento della prostituzione.

Scovata “cellula madre”

Mediante l’attuazione di servizi dinamici e attività tecniche di geolocalizzazione, intercettazione telefonica e telematica, i Carabinieri sono riusciti a stimare la peculiare architettura federativa del sodalizio, composto da una “cellula madre” radicata a Prato ed un’altra “cellula satellite” presente a Roma, entrambe capeggiate da donne cinesi dotate di una forte leadership sui loro sodali e capaci di imporre loro rigide regole di comportamento. L’attività investigativa, grazie anche alla cooperazione internazionale di polizia, ha consentito di ipotizzare come il sodalizio criminale detenesse un posto privilegiato nell’orbita delle associazioni dedite al traffico di stupefacenti poiché specializzata nell’importazione e distribuzione di droghe sintetiche nel cui ambito era consapevole di non intralciare gli interessi delle organizzazioni criminali locali.

Approvvigionamento dalla Grecia

Il gruppo, infatti, è gravemente indiziato di avere stabilito un solido canale di approvvigionamento con la Grecia potendo contare della presenza, sul territorio ellenico, di due connazionali cinesi (destinatari di Mandato d’Arresto Europeo) capaci di far giungere in Italia ingenti quantitativi di stupefacente attraverso corrieri, imbarcati su voli di linea, oppure tramite spedizioni postali internazionali: emblematico è un pacco intercettato dai Carabinieri, destinato a Roma da Atene, contenente un peluche incartato in una confezione dotata di doppio rivestimento oppure un altro, in transito in Germania, all’interno del quale le autorità tedesche hanno rinvenuto dello shaboo nascosto in alcune confezioni di alimenti.

Controllo del capo cellula a Prato

I militari hanno raccolto gravi elementi indiziari in ordine al fatto che ogni consegna avvenisse sotto il controllo della capo cellula di Prato, vertice di fatto di tutta l’organizzazione, la quale, per i carichi diretti a Roma, aveva imposto, sia alla responsabile della cellula romana che ai fornitori cinesi presenti in Grecia, il pagamento di un vero e proprio “dazio” di 1 € a testa, da versare direttamente a lei, per ogni grammo di stupefacente introdotto in Italia. La droga, una volta sul territorio nazionale, era movimentata in auto, taxi cinesi oppure in treno, e poi rivenduta “all’ingrosso” a pochi e noti acquirenti cinesi o filippini e, solo in casi eccezionali, a fidati italiani, autorizzati poi a rivendere in proprio ed “al dettaglio” lo stupefacente che finiva nelle varie piazze di spaccio della Capitale.

Spostamenti dello stupefacente

Proprio seguendo gli spostamenti dello stupefacente, i Carabinieri hanno raccolto elementi indiziari che fanno presumere che parte di esso non veniva rivenduto a terzi ma utilizzato dalla cellula romana per rifornire una discoteca situata nella periferia sud-est della Capitale all’interno della quale si ipotizza vi fosse una vera e propria “casa d’appuntamenti”, gestita dallo stesso sodalizio ed accessibile solo a clienti di nazionalità cinese ai quali le ragazze sfruttate, anch’esse connazionali, offrivano prestazioni sessuali e droghe sintetiche sotto il controllo serrato dei responsabili scelti fra gli affiliati di maggior spessore criminale così da evitare intromissioni di altre consorterie cinesi interessate al business.

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Operazione antidroga a Ladispoli dalle prime luci dell’alba

Operazione antidroga a Ladispoli dalle prime luci dell’alba, con oltre 70 Carabinieri impegnati nell’esecuzione di un’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Civitavecchia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di 9 soggetti, alcuni dei quali con precedenti specifici e già sottoposti recentemente ad altre misure cautelari sempre da parte dei militari dell’Arma, gravemente indiziati a vario titolo, dei reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti continuata in concorso, estorsione e violenza privata.

Operazione condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa di Civitavecchia

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia, è condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Civitavecchia e ha consentito di smantellare una fiorente piazza di spaccio di sostanze stupefacenti nel comune di Ladispoli. L’indagine ha preso spunto dall’arresto, avvenuto a Ladispoli nei primi giorni dello scorso mese di giugno, di un 58enne, già noto ai Carabinieri per proprie pregresse vicende giudiziarie: nella circostanza, l’uomo era stato trovato in possesso di una importante quantità di cocaina e di denaro contante.

Approfondimenti investigativi

Dagli approfondimenti investigativi di quella vicenda, i militari hanno tratto il via per ampliare la cerchia di soggetti monitorati, identificando e indagando anche coloro che sono gravemente indiziati di aver svolto la funzione di “cavallini”, vale a dire corrieri della droga. Ed ecco pertanto che la meticolosa attività d’indagine ha consentito ai Carabinieri di cristallizzare le cessioni di sostanze stupefacenti. Il market della droga vantava la sicura disponibilità di cocaina, non facendo però neanche mancare agli acquirenti marijuana, hashish e anche qualche pasticca di derivazione sintetica.

Oltre 100 episodi di cessione di droga

L’attività investigativa dei Carabinieri ha consentito di cristallizzare oltre 100 episodi di cessione di sostanze stupefacenti, sequestrati circa 10 kg di sostanze stupefacenti di varie tipologie e oltre 6.000 euro in contante.

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Operazione antidroga a Fidene: 14 arresti

Operazione antidroga su larga scala a Fidene della Polizia che ha portato all’arresto di 14 persone per numerosi reati. Gli agenti della Polizia del III Distretto di P.S. Fidene, a seguito di approfondite indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e svolte con la collaborazione della Squadra Mobile romana e di altri Uffici di polizia, hanno proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, nei confronti di 14 persone, a vario titolo gravemente indiziate di numerosi reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare oltre 80 episodi.

Operazione in collaborazione con l’U.P.G.S.P. della Questura di Roma

Le attività esecutive sono state realizzate anche con la collaborazione dell’U.P.G.S.P. della Questura di Roma, del Reparto Prevenzione Crimine Lazio e del Distretto di P.S. Casilino. L’indagine, iniziata e condotta sia in modalità tradizionali con pedinamenti e appostamenti, sia con l’uso dei sistemi tecnici/informatici, ha permesso di evidenziare un’intensa attività di spaccio condotta da più persone, non costituite in un’organizzazione criminale, che si relazionavano tra loro. In particolare un 62enne romano e i suoi figli, di 26 e 23 anni, ciascuno con i loro complici, avrebbero posto in atto una serie continua di detenzioni e cessioni di stupefacente in plurime occasioni, frutto evidente di un medesimo disegno criminoso.

Coordinamento dei gruppi di spaccio

I gruppi avevano un determinato coordinamento, anche se poi ciascuno spacciava per proprio conto; avevano previsto una fidelizzazione di alcuni fornitori, nonché l’utilizzo della cosiddetta “retta” presso soggetti direttamente riferibili ai correi. Il procedimento è iniziato con un sequestro di cocaina effettuato dai poliziotti del Distretto Fidene. La droga era “retta” da un “insospettabile” ma, già dalle prime fasi, era emersa la figura del 62enne, tra l’altro già noto agli uomini del III Distretto. La Procura di Roma, dopo questo primo riscontro, ha disposto una serie di attività tecniche per l’operazione. Fin dall’inizio di tale attività si è palesata, nella borgata del Tufello, la presenza di un gruppo di persone in grado di rifornire i vari tossicodipendenti di zona di sostanza tipo hashish, marijuana e cocaina.

Figura già nota alle forze dell’ordine

Oltre al sopra citato 62enne è stata evidenziata la figura di un 52enne romano, anch’egli già noto alle Forze di Polizia, che avrebbe svolto il ruolo di fornitore della cocaina. Il filone di indagine apertosi “seguendo” quest’ultimo indagato ha portato all’individuazione di altri comprimari che, usando il 52enne come grossista, rifornivano varie piazze di spaccio. La droga giungeva ai consumatori con varie modalità: uno degli odierni indagati si era organizzato con un sistema tipo “pony express” con consegne a domicilio, un altro preferiva cedere lo stupefacente in luoghi diversi e stabiliti solo al momento della richiesta telefonica. In alcuni casi la droga era affidata in custodia a persone ritenute “insospettabili”.

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Maxi operazione antidroga a Monterotondo

Maxi operazione antidroga alle prime luci dell’alba di questa mattina, dei Carabinieri della Compagnia di Monterotondo che hanno dato esecuzione a un’ordinanza, emessa dal GIP del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, che dispone l’arresto per 11 persone, gravemente indiziate, a vario titolo, di far parte di una organizzazione che gestiva non solo la singola “piazza di spaccio”, ma anche il traffico di stupefacenti tra i comuni di Monterotondo, Fonte Nuova e Mentana.

Maxi operazione scattata dall’indagine partita nel gennaio del 2019

L’indagine, iniziata a gennaio 2019, in quasi 2 anni di pedinamenti, intercettazioni e riscontri ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati e in particolare nei confronti di colui che è ritenuto il vertice dell’organizzazione che si ipotizza gestisse con contatti diretti i fornitori e la distribuzione sul territorio della sostanza stupefacente ai c.d. “cavallucci” (i pusher) che, pur concentrati nella zona “167” di Fonte Nuova, fungevano da distributori sulle piazze e le strade dei centri abitati coinvolti, con clienti che riuscivano a “fidelizzare” anche con la prospettiva di “arruolarli” in caso di arresto di singoli pusher.

Compagine criminale dedita allo spaccio

Gli indagati sono gravemente indiziati di essere componenti della compagine criminale dedita al traffico di stupefacenti, in prevalenza cocaina, avente epicentro logistico, strategico e operativo presso alcuni complessi di edilizia popolare di Fonte Nuova (RM). Il soggetto, gravemente indiziato di essere il leader dell’organizzazione, al fine di sottrarsi ad un controllo durante le indagini, in data 17.12.2019 non esitò ad investire con la propria autovettura due Carabinieri per cui uno, in particolare, riportò significative lesioni per le quali pende tuttora un procedimento penale.

Indagine delicata e rischiosa

Ciò a riprova di come sia stata delicata e rischiosa l’indagine per i Carabinieri di Monterotondo, per investigare una organizzazione criminale senza scrupoli e pronta a tutto per raggiungere i propri scopi illeciti. Allo stesso capofila, unitamente alla compagna convivente, la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma ha contestato anche il riciclaggio e l’autoriciclaggio tramite il riutilizzo e l’investimento dei proventi illeciti ottenuti col traffico di stupefacenti, per un volume di affari di circa 2.500 euro al giorno e proventi annuali stimati in circa un milione di euro.

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Casco di banane su ogni panetto di “fumo” sequestrato a Primavalle

Casco di banane disegnato su ogni panetto di “fumo” sequestrato dalla Polizia di Stato a Primavalle nell’ultima operazione antidroga: arrestati in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio 3 ventenni. L’indagine è scaturita da un controllo degli agenti del XIV Distretto Primavalle ad un ragazzo seduto in un’auto parcheggiata in zona Torrevecchia. L’odore acre e inconfondibile dell’hashish, nettamente percepito dai poliziotti, ha convinto gli stessi ad approfondire gli accertamenti. In un borsone, parzialmente nascosto sotto ai sedili, c’erano 3 kili di droga suddivisa in panetti.

Casco di banane a mo’ di etichetta

Su ogni singolo pezzo, a mo’ di etichetta, c’era un foglietto con raffigurato un casco di banane. Gli investigatori, ipotizzando che la posizione del giovane non fosse casuale, hanno atteso “in appostamento” alcuni minuti ed hanno visto arrivare due fratelli. Dopo una rapida indagine gli agenti hanno individuato un appartamento in uso ai ragazzi: perquisendo questa abitazione i poliziotti hanno trovato altri 8 kili di hashish, confezionato nella stessa maniera di quello trovato nell’auto, ed il materiale per il confezionamento delle singole dosi. Dopo gli accertamenti di rito i 3 ventenni sono stati arrestati; il GIP del Tribunale di Roma ha convalidato la misura adottata dalla Polizia Giudiziaria e, per 2 dei 3 indagati, ha disposto l’obbligo di presentazione alla PG.

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Operazione antidroga in vari Comuni della Provincia di Roma

Operazione antidroga in corso dalle prime ore del mattino, in vari Comuni della Provincia di Roma. I Carabinieri della Compagnia di Velletri, col supporto di un velivolo del Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare e unità cinofile, stanno eseguendo un’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica, che dispone l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 9 persone (8 indagati destinatari di custodia cautelare in carcere e un indagato sottoposto agli arresti domiciliari) ritenute gravemente indiziate del delitto di concorso nello spaccio di sostanze stupefacenti. Il dispositivo impiegato dalla Compagnia di Velletri si sta dedicando, inoltre, alla perquisizione delle abitazioni di ulteriori 12 persone al fine di ricercare quantitativi di sostanza stupefacente.

Operazione antidroga dopo le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile

Le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno consentito di rilevare l’esistenza di un sodalizio, attivo nel comprensorio dei Castelli Romani, dedito alla produzione e spaccio al dettaglio di cocaina e hashish. I militari, nel corso delle indagini, hanno deferito in stato di libertà 2 persone e ne hanno arrestate ulteriori 6 per i medesimi reati con contestuale sequestro di oltre 4.000 dosi di cocaina e oltre 20.000 dosi di hashish, nell’ambito di un volume d’affari stimato in circa 80.000 euro al mese.

Tra gli arrestati due figli di un noto imprenditore di Velletri

Tra i soggetti arrestati emergono, in particolare, le figure di due giovani di Velletri, figli di un noto imprenditore locale, i quali sono gravemente indiziati, attraverso lo smistamento di schede telefoniche intestate a soggetti fittizi, l’utilizzo di veicoli a noleggio, forme di comunicazione criptiche soprattutto via SMS, l’individuazione di soggetti preposti alla custodia dello stupefacente e altri dedicati allo spaccio al dettaglio, di gestire gran parte del traffico di droga della zona. Il contesto criminale che alimenta il traffico di sostanze stupefacenti è, da sempre, molto attivo nell’area di Velletri dove la piazza di spaccio è contesa da anni tra il versante albanese, indebolito da recenti attività d’indagine eseguite dall’Arma dei Carabinieri, e il versante italiano che può contare su un maggior legame con la realtà territoriale che consente di adottare un approccio criminale diverso ma ugualmente aggressivo e che desta, tra la popolazione locale, forte allarme sociale.