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In pensione a 50 anni, il caso in Europa: “Basta, non lavoro più”

(Adnkronos) – "Mi sono stufato di lavorare, vado in pensione". In Europa c'è un Paese in cui i lavoratori possono andare in pensione dopo 'soli' 30 anni di lavoro, in media all'età di 50 anni. Succede in Romania, dove inoltre un'analisi Eurostat ha mostrato come soltanto l'1,7% degli intervistati continua a lavorare una volta raggiunta l'età pensionabile. Un dato che colloca la Romania significativamente indietro nella speciale classifica europea rispetto alla maggior parte dei paesi dell'Unione. Eurostat non si è limitata a conteggiare tutti i pensionati che lavorano, ma ha esaminato la transizione dalla vita lavorativa alla pensione. I dati includevano persone di età compresa tra i 50 e i 74 anni che percepivano per la prima volta la pensione di vecchiaia. I dati di base provengono da un'analisi specifica sulla forza lavoro europea: il 13% degli intervistati nell'Unione Europea ha continuato a lavorare dopo aver percepito la pensione di vecchiaia, mentre in Romania, come detto, la percentuale è stata solo dell'1,7%. Circa l'84% degli intervistati rumeni inoltre ha interrotto la propria attività lavorativa al raggiungimento dell'età pensionabile. Un ulteriore 14,3% era già disoccupato prima di ricevere il primo assegno pensionistico. L'emittente televisiva rumena Observator News ha inoltre raccontato la storia di Olimpia Cojocaru, 77 anni, che ha lavorato come tecnico di laboratorio nell'industria tessile: "Ho lavorato per 31 anni, e questo è sufficiente", ha dichiarato, rivelando di essere andato in pensione all'età di 50 anni. Il suo caso è rappresentativo di una generazione che è riuscita ad andare in pensione a un'età record e che, inoltre, si è subito allontanata dalla vita lavorativa.   
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Va a giocare in Arabia, cancella dai social le foto di figlia e compagna: il ‘caso’ della calciatrice Esther Gonzalez

(Adnkronos) – Fa discutere il comportamento della calciatrice spagnola Esther Gonzalez. L'attaccante della Spagna, al centro di insistenti voci di mercato nelle ultime settimane, è passata dalla squadra femminile del Gotham
all'Alqadsiah Ladies, nel campionato dell'Arabia Saudita, e il suo trasferimento dagli Stati Uniti sta dando vita a diverse polemiche in queste ore. In Spagna e non solo. Il motivo? Subito dopo la firma del contratto con il club arabo, Gonzalez ha cancellato da Instagram le foto con la sua compagna e con sua figlia.  In Arabia, le relazioni omosessuali sono illegali e punite dalla legge. La scelta di Gonzalez, diventata madre a gennaio con la sua compagna, ha scatenato così diverse discussioni sui social, in particolare tra attivisti per i diritti LGBTQ+, che non hanno visto di buon occhio la scelta della star spagnola. 
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‘Offro 5 euro perchè il Vittoriale è di tutti’: la gara di solidarietà dopo la tempesta

(Adnkronos) – "Sono povero, ma offro cinque euro della mia pensione perché questo meraviglioso parco possa tornare a splendere in tutta la sua bellezza". È un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, quello compiuto da un anziano lombardo che ha scelto di sostenere il Vittoriale degli Italiani dopo i gravi danni provocati dal maltempo. La sua donazione è arrivata in risposta all’appello lanciato dal presidente della Fondazione, Giordano Bruno Guerri, che ha invitato cittadini, privati e aziende a partecipare, attraverso il mecenatismo dell’Art Bonus, alla rinascita del complesso monumentale di Gardone Riviera, nel Bresciano, che custodisce la casa-museo di Gabriele d'Annunzio. A pochi giorni dal lancio dell’iniziativa, la risposta dei piccoli donatori ha già permesso di raccogliere oltre 7.000 euro. Una cifra ancora lontana dai 5 milioni di euro di danni stimati, ma significativa per la provenienza delle offerte: a contribuire, almeno per il momento, sono soprattutto cittadini e piccoli risparmiatori, persone che hanno scelto di destinare una parte dei propri risparmi alla tutela di un patrimonio che considerano di tutti. "Il Vittoriale è un patrimonio di tutti e oggi chiediamo a tutti di aiutarci a proteggerlo e restituirlo integro al futuro", ha sottolineato Guerri presentando l’appello. Ora, però, l’attenzione si rivolge anche alle aziende, dalle quali la Fondazione si aspetta contributi più consistenti per poter affrontare un intervento di recupero particolarmente oneroso. La violenta ondata di maltempo del 17 luglio ha infatti lasciato ferite profonde nel complesso creato da d’Annunzio. Tra i simboli più colpiti c’è la Regia Nave Puglia, dove è stato spezzato l’albero maestro. Danni sono stati registrati anche al Laghetto delle Danze, alle storiche balaustre, alle opere di scarico delle acque. Nelle Vallette sono stati sradicati 31 cipressi storici e si sono verificati smottamenti. Alberi caduti e dissesti hanno interessato anche Villa Mirabella e la viabilità storica, mentre altri movimenti del terreno hanno colpito i versanti di Casa Fraole e la zona della prua della Nave Puglia, dove sono necessari interventi urgenti di consolidamento. Il programma di recupero prevede restauri conservativi, consolidamenti statici e idrogeologici, ricostruzione degli elementi danneggiati e ripristino del patrimonio arboreo storico. Un lavoro complesso, necessario per restituire al Vittoriale la piena integrità e consentire ai visitatori di continuare a vivere uno dei luoghi più suggestivi del Garda. "In questo quadro, i cinque euro dell’anziano lombardo assumono un significato che va oltre il loro valore economico. Sono la testimonianza di come anche un piccolo gesto possa diventare parte di una mobilitazione collettiva. La sfida, ora, è trasformare quella solidarietà in una risposta sempre più ampia, capace di coinvolgere anche il mondo delle imprese", ha spiegato Guerri all'Adnkronos. Perché il mecenatismo non è soltanto un aiuto economico, ma "una forma concreta di partecipazione alla tutela della cultura". E al Vittoriale, dopo la tempesta, ogni contributo "può diventare un passo verso il ritorno alla sua bellezza", conclude Guerri. (di Paolo Martini) 
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Lo smartphone fa bene, così aiuta il cervello: le 7 azioni quotidiane ‘consigliate’

(Adnkronos) – Gli smartphone sono i grandi protagonisti del nostro tempo, e potrebbero migliorare la vita quotidiana delle persone, ma vanno utilizzati nel modo giusto. La tecnologia può fornire un aiuto fondamentale a svolgere anche la più semplice delle mansioni quotidiane, ma "può anche peggiorare l'umore, anche nelle persone sane, a seconda di ciò per cui la si utilizza", ha spiegato Jon Elhai, Distinguished University Professor alla University of Toledo, in Ohio, dove studia la psicologia digitale, al Washington Post. Secondo un sondaggio YouGov del 2025, la maggior parte degli adulti sotto i 45 anni ha affermato di voler trascorrere meno tempo davanti agli schermi. Inoltre, molte app popolari, come TikTok, sono progettate per catturare la nostra attenzione più a lungo di quanto vorremmo. E gran parte di quel tempo, alla fine, potrebbe non essere poi così piacevole. Per creare abitudini più sane utilizzando lo smartphone, "devi conoscere te stesso", ha affermato Joseph Bayer, professore associato alla School of Communication della Ohio State University, dove studia le abitudini legate agli smartphone e ai social media,"devi sapere quali sono i tuoi obiettivi come persona e quali sono i tuoi obiettivi quando utilizzi il telefono". Perché non sempre le due cose combaciano. Esistono inoltre molti modi per ridurre il tempo trascorso utilizzando lo smartphone, ma, senza bisogno di attuare misure drastiche, si può cambiare il modo in cui lo utilizza.   Il Washington Post ha quindi redatto una vera e propria lista di utilizzi 'sani' dello smartphone, che potrebbero far bene alla salute, in primis mentale, del fruitore indipendentemente dal tempo di utilizzo dello schermo: 
1. Giocare a un gioco online
 Il coinvolgimento cognitivo fa bene al cervello e alcuni videogiochi d'azione dal ritmo frenetico, come Call of Duty o Fortnite, hanno dimostrato di poter migliorare le capacità cognitive. Anche giochi come cruciverba e giochi da tavolo sono stati associati agli stessi benefici cognitivi. Il tutto si può fare attraverso lo smartphone, che in alcuni casi permette di giocare a turni asincroni, consentendo quindi di fare una mossa nei momenti liberi, senza rimanere necessariamente incollati allo schermo. 
2. Leggere e-Book o giornali online
 Rilassarsi con un buon libro, una rivista o un giornale fa bene al cervello ed è stato associato a una maggiore longevità e a un più lento declino delle capacità cognitive. Sugli smartphone esistono molteplici app, anche gratuite, che permettono di accedere a e-Book, ovvero libri digitali, audiolibri o riviste e giornali. 
3. Trovare una comunità online dedicata al tuo hobby preferito
 Gli smartphone possono regalare ogni informazioni possibile riguardo i propri hobby, e mettere in contatto persone che coltivano gli stessi attraverso vere e proprie comunità online. La ricerca scientifica ha evidenziato che gli hobby sono associati a una migliore salute mentale e che dedicarsi ad attività creative, tra cui musica, danza e arte, è collegato a un rallentamento dell'invecchiamento cerebrale. Importante quindi trovare una community online associata ai propri interessi. 
4. Provare un'app per la mindfulness
 La ricerca ha dimostrato che gli esercizi di mindfulness, una forma di meditazione, possono essere efficaci quanto i farmaci contro l'ansia nel ridurre le sensazioni di ansia e stress. Questo può avvenire anche in brevi sessioni di meditazione, che possono aiutare le persone a raggiungere uno stato di "rilassata vigilanza". E ogni smartphone offre la possibilità di trovare all'interno dei propri store app dedicate. Gli esercizi possono portare anche a un utilizzo più consapevole del telefono. Le persone che sono maggiormente consapevoli di come utilizzano lo smartphone e di quando è il momento di metterlo da parte sono più protette da un uso problematico "rispetto alle persone che continuano semplicemente a scorrere lo schermo senza pensarci, invece di farlo in modo consapevole", ha spiegato Elhai. 
5. Imparare una nuova lingua
 Imparare un'altra lingua è un ottimo modo per stimolare il cervello. Le ricerche hanno evidenziato che parlare più lingue è associato a una diagnosi più tardiva della demenza e che il cervello delle persone che parlano due o tre lingue appare circa sei anni più giovane rispetto a quello di chi ne parla soltanto una. Gli smartphone permettono di portare le lezioni di lingua praticamente ovunque. "Non è possibile trascorrere tutto il tempo parlando di persona con qualcuno nella lingua che si sta imparando", spiega Elhai, "ma se si ha del tempo a disposizione sul telefono, può essere utile". 
6. Scrivere per cosa si è grati
 Riconoscere le cose positive della propria vita fa bene e le ricerche dimostrano che una maggiore gratitudine è associata a minori livelli di solitudine. Invece di scorrere il feed dei social media, si possono utilizzare "app progettate per tenere un diario e indicare ogni giorno ciò per cui si è grati, cercando di contribuire a mantenere un atteggiamento ottimista", ha suggerito Elhai. Ma non è nemmeno necessario scaricare un'app specifica: anche la semplice applicazione per prendere appunti, le note, già presente sul telefono può diventare uno spazio in cui segnare pensieri, emozioni e ricordi della propria giornata. 
7. Mandare un messaggio, chiama requalcuno o condividere un meme divertente
 Tendiamo a essere più felici quando siamo fisicamente insieme ad altre persone e la ricerca dimostra che quasi qualsiasi attività può essere più piacevole se condivisa con gli amici. Ma socializzare attraverso il telefono, tramite messaggi, social media o anche con una semplice telefonata vecchio stile, potrebbe essere la cosa più vicina a un incontro di persona. Connettersi con gli altri, che rappresentava del resto l'obiettivo originario dei telefoni, potrebbe essere il modo più gratificante di utilizzare uno smartphone: "Quando le persone utilizzano il telefono per attività non sociali, per esempio ascoltando musica o guardando film, nel breve periodo può essere piacevole", afferma Elhai. "ma non è piacevole quanto utilizzarlo per interagire con altre persone". Le ricerche dimostrano inoltre che le persone tendono a sottovalutare quanto possa essere gratificante contattare qualcun altro, per entrambe le parti, anche quando lo si fa senza una ragione particolare. Utilizzare il telefono può quindi diventare un'opportunità per riallacciare i rapporti con qualcuno o semplicemente per coltivarli e passare del tempo in compagnia, seppur virtuale.  
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Un giocatore su 4 rischia lesioni al cervello, lo studio sul football NFL e l’allarme

(Adnkronos) –
Un giocatore di football su 4 finisce per accusare lesioni al cervello. E' il dato che, a pochi giorni dall'inizio della nuova stagione della National Football League, viene diffuso dal New York Times sulla base di nuove ricerche. I riflettori si accendono soprattutto sulla CTE, l'Encefalopatia Traumatica Cronica che da circa 20 anni viene studiata e collegata ai traumi alla testa. La malattia neurodegenerativa ha colpito centinaia di ex giocatori, come hanno evidenziato gli esami condotti dopo i decessi. La domanda che il NYT si pone ora, a 10 giorni dal kickoff della regular season, è: "Quanti giocatori NFL finiranno per avere la CTE?". Almeno un atleta su 4 è destinato a sviluppare l'Encefalopatia Traumatica Cronica, come evidenzia uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto su centinaia di casi nell'arco di 6 anni. Gli scienziati hanno esaminato la morte di ogni ex giocatore deceduto tra il 2016 e il 2021. I casi considerati sono stati 878: alcuni soggetti avevano tra i 20 e i 30 anni, alcuni erano over 80. La maggior parte si collocava nell'ampia fascia intermedia. Almeno 215 ex giocatori su 878 erano affetti da CTE: il 24,5%. Il dato potrebbe essere ancor più elevato perché 643 cervelli non sono stati esaminati post-mortem. Se lo studio venisse applicato ai giocatori attualmente in attività – 1696 nei roster delle 32 squadre – la diagnosi di CTE potrebbe riguardare in teoria almeno 400 individui, senza considerare il 'serbatoio' supplementare di 500 giocatori che si allenano nelle practice squad o che sono esclusi dai roster per infortunio. La CTE non è associata esclusivamente al football americano. Tracce della malattia sono state evidenziate anche nei cervelli di giocatori di hockey, rugby e calcio, così come in quelli di wrestler o atleti del bob. Tutte queste discipline hanno in comune i rischi, di grado diverso, legati ai colpi che gli atleti possono subire alla testa. 
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Elezioni Usa, Corte Suprema sblocca la stretta sul voto per posta voluta da Trump

(Adnkronos) – Donald Trump ha ottenuto una prima vittoria dalla Corte Suprema nella sua battaglia per limitare il voto per posta nelle prossime elezioni di midterm. La maggioranza conservatrice della Corte, con l'opposizione delle tre giudici liberal, ha infatti revocato l'ordinanza con cui un giudice federale del Massachusetts ha accolto lo scorso giugno il ricorso degli Stati a guida democratica bloccando l'entrata in vigore l'ordine esecutivo con cui è stato vietato al servizio postale Usa di inviare le schede elettorale a elettori che non figurano nelle liste di cittadini americani create dal governo federale.  
La creazione di queste liste appare in contrasto con il tradizionale controllo degli Stati del processo elettorale ma viene giustificata da Trump con le ripetute accuse, non sostenute da fatti, riguardo al fatto che immigrati senza cittadinanza avrebbero votato in massa nelle ultime elezioni, determinando la sua sconfitta elettorale nel 2020. Nella sentenza la maggioranza conservatrice non è entrata nel merito della legalità dell'ordine di Trump, limitandosi ad affermare che il giudice federale non aveva l'autorità di bloccarlo prima che venissero applicate dall'Us Post Service le nuove regole per il voto per posta.  "Se le misure finali del Postal Service recheranno danni agli Stati allora potranno fare ricorso", conclude la sentenza dei giudici conservatori che è stata definita "un incubo kafkiano" dalla giudice liberal Ketanji Brown Jackson destinato a "immettere caos non necessario" nel processo elettorale. "La decisione di oggi non affronta la questionse se i tentativi del presidente di interferire sulla gestione degli Stati delle elezioni del novembre 2026 siano legali", sottolineano le altre due giudici liberal, Sonia Sotomayor e Elena Kagan.  
La Casa Bianca ha lodato la decisione della Corte in favore delle "misure di buon senso", contenute nell'ordine esecutivo: "Questa amministrazione continuerà ad applicare nel rispetto della legge l'agenda elettorale del presidente Trump che comprende la sicurezza delle nostre elezioni", ha detto la portavoce Lauren Bis. Immediata la replica degli Stati a guida democratica che promettono di continuare la battaglia legale contro il tentativo di Trump di limitare il voto per posta, tradizionalmente favorevole ai democratici. "Questa decisione è una dolorosa sconfitta, ma non sarà l'ultima parola", ha detto l'attorney general di New York, Letitia James.  "Dopo la sentenza della Corte Suprema, la California farà di nuovo causa per bloccare l'attacco di Trump al voto per posta", ha scritto su X il governatore dem Gavin Newsom, assicurando che "tutti gli elettori riceveranno la scheda per posta nel nostro Stato e noi continueremo a combattere". I giudici conservatori hanno comunque sottolineato nella loro sentenza che con questa hanno solo voluto indicato che il blocco del giudice federale era prematuro, arrivato prima ancora che il governo federale applicasse l'ordine di Trump, ed affermato che "le misure che verranno adottate per applicarlo saranno necessariamente legali, su questo punto – concludono – solo il tempo potrà dirlo".  Quindi si lascia la porta aperta per un successivo intervento, su possibili restrizioni contenute nel regolamenti con cui il servizio postale applicherà l'ordine di Trump. E professore di diritto di Ucla Richard Hasen, a capo del progetto per la salvaguardia della democrazia, si dice convinto, parlando con il Washington Post, che, dopo questa sentenza "ristretta e tecnica", la questione ritornerà presto alla Corte Suprema. A questo si sarà ancora più a ridosso delle elezioni, con il rischio che una sentenza definitiva in favore dell'ordine esecutivo di Trump possa creare ancora più incertezza sul voto.  
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Savona, coppia in difficoltà in acqua ad Andora: bagnino si tuffa per salvarli, ma muore insieme all’uomo

(Adnkronos) – Tragedia in mare oggi, martedì 25 agosto, ad Andora nel Savonese. E' sfociato nel dramma il tentativo di un bagnino di salvare una coppia che era in difficoltà. L'uomo si è tuffato per salvarli. E' riuscito a riportare a riva la donna che ora è in buone condizioni e, poi, è morto insieme all'uomo nel tentativo di salvarlo.  Sul posto la Guardia Costiera.  
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Leao resta al Milan? L’Aston Villa frena, per il portoghese spunta il Tottenham

(Adnkronos) – "Dio sta guidando tutto". Così Rafael Leao sui social. L'attaccante del Milan, da settimane al centro di insistenti voci di mercato, ha lanciato un nuovo (ed enigmatico) messaggio sul suo futuro in una storia su Instagram. Via, così, alle interpretazioni da parte dei tifosi rossoneri e non solo. Il numero 10, da settimane con la valigia pronta, è in attesa della sua nuova destinazione. Una certezza, però, c’è: entro il 1° settembre, quando si chiuderà la finestra estiva del mercato, il quadro sul futuro del portoghese dovrà essere definito.  Nelle ultime ore, l’ipotesi Aston Villa aveva iniziato a prendere corpo. La Premier League, del resto, è uno dei pochi campionati che il portoghese avrebbe davvero preso in considerazione, insieme alla Liga. Insomma, i presupposti ci sarebbero stati ma – come riporta la Gazzetta dello Sport – la situazione si è raffreddata nelle ultime ore e il nodo principale è economico. L’Aston Villa avrebbe le risorse necessarie per affrontare l’operazione, ma non sarebbe disposto a spingersi fino alla cifra richiesta dal Milan, ritenuta troppo elevata.  A pesare sulla trattativa ci sarebbe poi anche l’ingaggio del giocatore, altro elemento che rende l’operazione complessa. E così lo scenario potrebbe tornare a essere quello già delineato nei giorni scorsi: il Galatasaray rimane l’unica società pronta a soddisfare le richieste economiche di Leao, anche se il club turco dovrebbe ritoccare verso l’alto la propria offerta al Milan. Sul fronte inglese, intanto, si registra anche un primo sondaggio del Tottenham. Con la chiusura del mercato ormai vicina, ogni scenario resta ancora possibile. 
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Meteo, il caldo non molla il Sud Italia. Le previsioni di Guidi: “Ancora picchi oltre i 40 gradi, nessuna attenuazione”

(Adnkronos) – "Prima o poi queste ondate di calore termineranno, la stagione sta progredendo e quindi è inevitabile, ma è anche vero che nell'orizzonte che noi definiamo di media scadenza, 5 o 7 giorni, in realtà tutta questa attenuazione del caldo, almeno per il Sud, non ci sarà. Dalla metà di questa settimana in poi, quindi fino alla fine della settimana andiamo incontro ancora a temperature molto alte sulle regioni meridionali: 38, 40, 41 gradi e anche picchi superiori. Le ondate di calore, quindi, permangono nel medio termine e ci potrebbe essere una parziale attenuazione, ma non una cessazione propriamente detta". Così all'Adnkronos il meteorologo colonello Guido Guidi, dell'Aeronautica militare. "Le onde di calore durante la stagione estiva sono una caratteristica dell'area Mediterranea, – spiega il col. Guidi – che nel corso degli ultimi decenni hanno aumentato di intensità e frequenza".  "Andiamo verso la fine dell'estate meteorologica che è il 31 agosto e l'estate astronomica finisce con l'Equinozio, tra il 20 e il 23 settembre, – ha spiegato ancora il colonnello – quindi con la quantità di radiazione solare che arriva, la stagione progredisce e inevitabilmente farà sempre meno caldo. Possiamo, comunque, dire che il caldo di questi giorni per le regioni meridionali e in parte per quelle centrali, ancorché con le stesse temperature, è diverso però dal caldo precedente, perché la situazione delle onde di calore che abbiamo avuto in precedenza era più generalizzata e statica. Mentre con la circolazione atmosferica di fine estate le regioni settentrionali sono fuori, e le perturbazioni arrivano a innescare il caldo particolarmente al sud".  "L'origine delle onde di calore? E' presumibilmente ascrivibile all'aumento della temperatura media globale superficiale, cioè al global warming, ma la dinamica con cui poi questo incide in modo da far aumentare la frequenza di occorrenza e l'intensità delle onde, è un pò più difficile da comprendere. – conclude l'ufficiale – Sulle cause del riscaldamento globlale è inutile intervenire sappiamo esserci una compomente, significativa di contributo antropico, può essere maggiore o minore rispetto altri aspetti, ma c'è e contribuisce all'aumento delle temperatura media superficiale del pianeta".    
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Trapianti, a Milano doppio di polmoni e sostituzione valvola mitralica in un unico intervento

(Adnkronos) – “Per la prima volta in Italia un unico intervento, durato oltre dieci ore, ha permesso in un paziente di 66 anni di trapiantare entrambi i polmoni e di sostituire la valvola mitralica”. Così, il Policlinico di Milano, in una nota, informa “dell’eccezionale operazione eseguita dalle équipe di Cardiochirurgia, Chirurgia toracica e Trapianti di polmone con l’Anestesia e terapia intensiva adulti. Un intervento combinato di altissima complessità su un paziente proveniente da fuori Regione, affetto da una grave patologia polmonare associata a insufficienza severa della valvola mitralica, già precedentemente trattata in altro centro”. L’équipe, per prima cosa, ha provveduto alla sostituzione chirurgica della valvola mitralica, eseguita a cuore fermo e in circolazione extracorporea e, dopo aver fatto ripartire il cuore, si è proceduto al trapianto di entrambi i polmoni. Oggi il paziente sta bene ed è stato dimesso a casa, precisa l’ospedale. “Ci siamo trovati di fronte a una situazione nella quale le due patologie si condizionavano a vicenda: il paziente non poteva essere sottoposto al trapianto senza aver prima risolto il problema della valvola mitralica, ma le sue condizioni polmonari rendevano estremamente rischioso affrontare separatamente l’intervento cardiaco”, spiega Lorenzo Rosso, che ha guidato il team durante il lungo intervento e che è specialista della Chirurgia toracica e trapianti di Polmone diretta da Mario Nosotti. “Abbiamo quindi deciso di unire le 2 procedure in un’unica operazione. È stata di eccezionale complessità ma resa possibile dalla stretta collaborazione tra cardiochirurghi, chirurghi toracici e anestesisti. Il decorso post-operatorio è stato positivo: il paziente è stato dimesso in ottime condizioni. È un risultato particolarmente importante – osserva – anche perché, per pazienti con condizioni cliniche di questo tipo, in molti centri il trapianto non rappresenta un’opzione concretamente percorribile”. “Il paziente – chiarisce Guido Gelpi, del team di Cardiochirurgia diretto da Stefano Carugo – era già stato precedentemente sottoposto in un altro centro, a correzione dell’insufficienza valvolare mitralica per via transcatetere, non potendo effettuare un intervento chirurgico. Dopo un anno, l’insufficienza della valvola mitrale era tornata severa, per questo motivo non vi era altra possibilità che l’intervento combinato su cuore e polmoni, così complesso ed eseguito con tecniche mini-invasive per l’accesso non convenzionale. La precisa pianificazione preoperatoria ha permesso una efficace gestione dei tempi chirurgici e dei ruoli delle figure professionali fondamentali al buon esito dell’intervento”. Il 66enne – ricostruisce la nota – era stato inserito in lista d’attesa per il trapianto polmonare e, al momento della disponibilità degli organi, aveva la priorità sulla base dei criteri clinici previsti. Il donatore si trovava in Lombardia e l’intervento è stato quindi organizzato coordinando in tempi molto stretti tutte le professionalità necessarie. La presenza nello stesso ospedale di competenze altamente specialistiche in ambito cardiochirurgico, toracico, trapiantologico e anestesiologico ha consentito di pianificare e portare a termine una procedura che richiedeva una gestione multidisciplinare in ogni sua fase. “Questo intervento rappresenta un risultato straordinario per il Policlinico di Milano e dimostra cosa significhi poter mettere a disposizione dei pazienti competenze diverse e di altissimo livello all’interno di un unico grande ospedale – sottolinea Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano – Di fronte a un caso per il quale le possibilità terapeutiche erano estremamente limitate, i nostri operatori hanno costruito insieme una soluzione innovativa e mai realizzata in Italia. È questa capacità di fare squadra, unendo assistenza, esperienza e altissima specializzazione, che permette a un ospedale pubblico come il nostro di affrontare le sfide cliniche più complesse e di offrire una possibilità di cura anche a pazienti provenienti da altre Regioni”. L’intervento si inserisce nella lunga tradizione del Policlinico nella trapiantologia polmonare, iniziata oltre quarant’anni fa e segnata da numerosi primati. “Proprio qui – precisa la nota – sono state sperimentate e introdotte procedure che hanno contribuito all’evoluzione di questa disciplina in Italia, fino alle più recenti tecnologie per il ricondizionamento degli organi. Un percorso che ha reso l’ospedale milanese un centro di riferimento per i trapianti polmonari e per la gestione dei casi a più elevata complessità”. L’intervento “conferma il ruolo del Policlinico di Milano come centro di riferimento per la chirurgia e la trapiantologia ad alta complessità – rimarca Stocco – Un risultato reso possibile non da una singola procedura, ma dall’integrazione di professionalità e competenze differenti, chiamate a intervenire contemporaneamente su un paziente per il quale cuore e polmoni non potevano essere trattati separatamente”. 
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