Categorie
Adnkronos News

Ecclestone nei guai a 95 anni, fucile sul jet: fermato in Portogallo

(Adnkronos) – Bernie Ecclestone non smette di far parlare di sé. A 95 anni, l’ex boss della Formula 1 è finito nuovamente al centro dell’attenzione, questa volta in Portogallo. Il britannico è stato fermato all’aeroporto di Tires, nella zona di Cascais, dopo l’atterraggio del suo jet privato. Durante un controllo sarebbe stato trovato un fucile a bordo dell’aereo, facendo scattare l’intervento delle autorità. La notizia del presunto arresto ha fatto rapidamente il giro dei media, ma Ecclestone ha smentito questa ricostruzione. Secondo la sua versione, non sarebbe stato arrestato: avrebbe semplicemente dovuto consegnare l’arma, non essendo in possesso dei documenti necessari per trasportarla in Portogallo. Un episodio che ricorda quanto accaduto nel 2022 in Brasile, quando una pistola venne trovata nei suoi bagagli. Ecclestone aveva allora spiegato di non sapere che l’arma fosse nella valigia. Per quasi quarant’anni Ecclestone è stato l’uomo forte del Circus, trasformando la Formula 1 in un business planetario. Dal 2017 non ne controlla più le redini, ma il suo nome resta una delle figure simbolo della storia della categoria. 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Residenti Borgo Pio contro il parcheggio di piazza Capponi: “Giubileo finito, non è più opera indifferibile, ma scavi vanno avanti’

(Adnkronos) – "Il giubileo è finito da nove mesi, non c'è alcun appiglio per dire che il parcheggio di piazza Capponi è un'opera indifferibile. Conclusa l'indagine archeologica del primo scavo, questa mattina le ruspe hanno chiuso la fossa lasciata aperta per tutto il mese di agosto, con transenne tutt'altro che invalicabili e infatti per tre volte aperte. Noi residenti siamo stati privati della possibilità di usufruire della piazza, dove prima giocavano i bambini, e costretti a vivere con il terrore di questi scavi a nemmeno 2 metri di distanza dalle fondamenta dei nostri palazzi, vecchi e forse non tanto solidi da reggere alla lunga ruspe e vibrazioni. Tutto questo per un'opera giubilare ritenuta 'impossibile da rinviare e indifferibile' dal commissario straordinario, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha firmato la concessione. Il giubileo, però, è finito il 7 gennaio e noi siamo ancora così". Lo dice all'Adnkronos Rosita Torre, portavoce del Comitato di Base Rione Borgo, dove è in programma la realizzazione di un parcheggio interrato. "Parliamo di 140 box che saranno venduti a duecentomila euro l'uno – spiega – Non un'opera pubblica, quindi. Un parcheggio privato con nessun posto a rotazione, a esclusivo vantaggio di una piccola ditta privata alla quale è stato dato questo appalto in forma diretta senza nemmeno un bando o una gara. Nel frattempo, la Soprintendenza ha chiesto di fare i dovuti controlli perché l'area è molto interessante dal punto di vista archeologico. Uno scavo aperto il 9 marzo, lo stanno chiudendo ora, a sette metri di profondità, e nello scavo sono stati trovati una stradina medioevale, fognature di fine '800, mura di case settecentesche, ritenuti non di grande rilievo proprio perché recenti e comunque non al punto da bloccare il parcheggio. Hanno spostato quanto trovato nei depositi della Soprintendenza e questa mattina è arrivata la ruspa per chiudere la fossa in attesa di riaprirne prossimamente un'altra all'angolo tra via Properzio e via Capponi. Il 27 luglio scorso abbiamo interessato il difensore civico della Regione, nella persona di Marino Fardelli, perché il 18 dicembre scorso la ditta avrebbe dovuto presentare il progetto esecutivo, ad oggi mai presentato. Non siamo riusciti a fare un ricorso al Tar per 4 giorni di ritardo, loro non hanno presentato il progetto entro 30 giorni. Speriamo che il sindaco comprenda di togliere questa concessione a un progetto sicuramente non più indifferibile". 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Saluti romani in curva Sud durante Roma-Atalanta all’Olimpico: 14 identificati

(Adnkronos) – Quattordici identificati, nel corso delle indagini della polizia del commissariato Prati e della Digos della questura capitolina, per i saluti
romani che sono stati fatti ieri da un gruppo di supporters giallorossi, in curva Sud, nel corso della partita Roma-Atalanta, disputatasi allo stadio Olimpico. La polizia è risalita all’identità di 14 delle 17 persone ritratte nell’immagine pubblicata, mentre per altri tre protagonisti del gesto è in corso l’attività di identificazione.  Tutti i componenti del gruppo saranno sanzionati per la violazione del regolamento d’uso dell’impianto sportivo e segnalati all’autorità giudiziaria per la violazione della legge Mancino. Contestualmente, all’esito degli adempimenti di rito, sarà avviata l’istruttoria finalizzata alla valutazione dei presupposti utili all’adozione del Daspo nei confronti di tutti i soggetti coinvolti. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Loznitsa porta a Venezia l’Urss fuori dalla propaganda: “Imperium” riscrive la storia attraverso gli archivi

(Adnkronos) – "Nell'Urss il passato non era una narrazione fissa, stabilita, ma uno strumento politico". È da questa consapevolezza maturata durante l'infanzia in Ucraina che Sergei Loznitsa parte per raccontare "Imperium", il film presentato all'83/a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e costruito interamente attraverso immagini d'archivio. Il regista ucraino torna così sull'Unione Sovietica degli inizi degli anni Settanta, nel pieno dell'epoca brezneviana, attraverso un patrimonio cinematografico italiano rimasto a lungo inedito. «Forse è per questo motivo che le immagini d'archivio occupano un posto centrale nel mio lavoro – spiega Loznitsa –: esse conservano tracce tangibili di ciò che è realmente accaduto, indipendentemente dalle interpretazioni o dalle distorsioni successive». Il progetto nasce dall'incontro con materiali conservati negli archivi italiani. Nel maggio 2024 Loznitsa ha visionato alcuni estratti delle riprese e ne è rimasto colpito, in particolare per la distanza dalla tradizionale rappresentazione propagandistica dell'Unione Sovietica. Da quel momento è iniziato un lungo lavoro di visione e montaggio, con nuovi materiali ricevuti progressivamente dal regista. «Avevo l'intuizione che dentro questa enorme mole di materiale si nascondesse il mio film, ma non avevo idea di quale film fosse», racconta. Le immagini sono diventate progressivamente episodi autonomi, fino a comporre un viaggio attraverso il territorio sovietico e le sue molteplici identità. Il film utilizza materiali girati tra il 1970 e il 1973 da una troupe di cineasti italiani guidata dall'antropologo e musicologo Diego Carpitella. Nel gruppo figuravano, a vario titolo, anche Folco Quilici, Luigi Di Gianni, Giorgio Arlorio, Giuseppe Ferrara, Rudi Assuntino e Gianni Bonicelli. Dall'Oceano Artico ai Carpazi, dal deserto del Karakum alle repubbliche caucasiche di Georgia, Armenia e Azerbaigian, fino all'Uzbekistan, al Tagikistan e al Pacifico, Imperium attraversa una geografia vastissima. Al centro ci sono soprattutto le persone: la vita quotidiana, i volti, le tradizioni, i riti, le culture e le diverse etnie che abitavano le repubbliche sovietiche. «La cosa principale di questo materiale è la diversità», osserva Loznitsa, sottolineando come lo sguardo italiano abbia intercettato la varietà culturale di popolazioni costrette a convivere sotto un unico dominio ideologico. Il percorso del film segue anche una precisa struttura geografica e simbolica. «È un film viaggio», spiega il regista. «Partendo da Mosca, il posto centrale, ci inoltriamo nell'Asia centrale, proseguendo per il Caucaso e l'Ucraina, oltre i confini di Mosca, per concludere nei Paesi baltici e ritornare di nuovo al centro». È proprio il rapporto tra centro e periferie a costituire uno degli elementi fondamentali dell'opera. Secondo Loznitsa, man mano che le immagini si avvicinano al centro del potere sovietico diventano più evidenti i segni del controllo politico, mentre nelle diverse repubbliche continuano a emergere tradizioni e identità locali. Il regista rivendica inoltre la peculiarità di un materiale realizzato da una troupe straniera in un Paese sottoposto a un rigido controllo delle immagini. «È stato un miracolo che una troupe da un altro Paese, un Paese libero, sia stata autorizzata a entrare in Unione Sovietica e a filmare in ogni angolo remoto di questo Paese», sostiene. Per Loznitsa, la relativa libertà di queste riprese permette di osservare una realtà diversa da quella consegnata dai repertori ufficiali. Nel corso dell'intervista il regista ricorda, a questo proposito, quanto fosse stringente il controllo sulla produzione documentaristica sovietica e cita il caso delle riprese del funerale della poetessa Anna Achmatova, realizzate dal regista Semyon Aranovich, che gli costarono il licenziamento. "Imperium" diventa così anche una riflessione sui meccanismi della propaganda, della censura e della costruzione della memoria. «Un approccio rigoroso alla storia è essenziale se vogliamo evitare di ripetere gli errori del passato», afferma Loznitsa, indicando questo principio come uno dei fondamenti del proprio lavoro artistico. Il progetto è stato reso possibile dalla collaborazione tra tre importanti istituzioni italiane: Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (Aamod), Archivio Luce Cinecittà e Cineteca Nazionale. Per la prima volta i tre archivi hanno lavorato insieme al recupero, al restauro e alla digitalizzazione del fondo. Il patrimonio comprende 482 rulli di pellicola 16mm a colori, per quasi 60 ore complessive di girato. Gran parte delle registrazioni sonore originali è andata perduta. Per il film Loznitsa ha quindi costruito un paesaggio sonoro interamente in post-produzione, ricreando rumori e suoni con l'obiettivo di restituire alle immagini una dimensione immersiva.  La pellicola è promossa da Aamod ed è frutto di una coproduzione europea che coinvolge Germania, Italia, Francia e Lituania, con Essential Film, Kino Produzioni, Rai Cinema, Luce Cinecittà, Cineteca Nazionale, Société Parisienne de Production, Arte France e Studio Uljana. La distribuzione internazionale è affidata a Coproduction Office. Nel confronto con l'attualità, Loznitsa lega la riflessione sul passato sovietico alle dinamiche del potere contemporaneo. Secondo il regista, le tecniche di propaganda e di trasformazione della società attraverso quella che definisce «ingegneria sociale» hanno lasciato conseguenze profonde nella Russia contemporanea. «Il regime di oggi ha lo stesso compito di quello che aveva il regime di Stalin, ovvero trasformare lo spazio secondo i propri scopi», afferma, riferendosi alla Russia di oggi. Un giudizio che il regista estende al rapporto tra autoritarismo, società e responsabilità individuale. Nel corso dell'intervista affronta anche la questione degli artisti russi dissidenti e delle polemiche sulla loro presenza nei grandi festival internazionali. Loznitsa mette in guardia dal rischio di trasformare l'appartenenza nazionale in una forma di responsabilità collettiva: «Una persona è responsabile per ciò che accade solo in base all'appartenenza alla propria etnia o in base al passaporto che possiede?». Per il regista, il principio da difendere resta quello della responsabilità individuale. Le polemiche sulla cultura, sostiene, rischiano inoltre di spostare l'attenzione dalle questioni politiche ed economiche più ampie. Con "Imperium", Loznitsa affida dunque alle immagini il compito di interrogare la memoria. Non un semplice ritorno al passato, ma un viaggio attraverso un territorio nel quale la propaganda ha cercato di imporre una narrazione unica e nel quale, dietro quella narrazione, continuavano a vivere culture, lingue, tradizioni e identità differenti. «Il viaggio che offro a voi – conclude il regista – deve trasformare voi. Non sono io il demiurgo: siete voi a dover cambiare». (di Paolo Martini)  
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Narwal a Ifa 2026, Ai per una casa sempre più intelligente

(Adnkronos) – Dalla pulizia automatizzata alla capacità di comprendere gli ambienti domestici e adattarsi alle abitudini di chi li vive. È questa la direzione indicata da Narwal per il prossimo decennio della robotica domestica. L'azienda, specializzata nelle tecnologie per la pulizia intelligente, ha presentato oggi a Berlino, in occasione di IFA 2026, la nuova gamma autunnale, che comprende il flagship Flow 2, illustrando al tempo stesso la propria strategia di sviluppo dell'intelligenza artificiale applicata alla casa. (VIDEO) All'evento hanno partecipato media, partner e stakeholder provenienti da diversi mercati europei e internazionali. Per la prima volta in occasione di un evento internazionale in Europa era presente anche il fondatore e Ceo di Narwal, Junbin Zhang, che ha condiviso la propria visione sull'evoluzione della robotica domestica, ripercorrendo i dieci anni di sviluppo dell'azienda e il percorso di espansione globale. "Da dieci anni ci poniamo sempre la stessa domanda: come possiamo migliorare la vita di tutti i giorni?", ha dichiarato Zhang. "Non sviluppiamo una tecnologia per poi cercare un problema da risolvere. Partiamo dalle persone, dalle loro case, dalle loro abitudini e da quelle piccole difficoltà che incontrano ogni giorno. È da qui che nasce la nostra tecnologia: dall'osservazione della vita reale e dal desiderio di renderla più semplice. È questo approccio che ha guidato l'evoluzione di Narwal negli ultimi dieci anni e che continuerà a guidarci nel prossimo decennio".   Narwal ha ricordato il percorso iniziato nel 2019 con il primo robot lavapavimenti autopulente, sottolineando come la robotica per la pulizia sia progressivamente passata dall'automazione delle attività ripetitive al riconoscimento dei diversi tipi di sporco, dalla navigazione in ambienti complessi alla capacità di adattarsi alle caratteristiche della casa. La nuova fase punta ora sulla comprensione del contesto. Al centro c'è il sistema NarMind Pro Autonomous System 2.0, che combina doppie fotocamere RGB, un chip AI da 10 TOPS e la tecnologia TrueView 3D Mapping. L'obiettivo è andare oltre il semplice rilevamento degli ostacoli e consentire al robot di comprendere ciò che accade nell'ambiente e modificare di conseguenza il proprio comportamento. Tra gli esempi indicati da Narwal, la possibilità di aumentare la potenza di aspirazione nelle aree in cui mangia un animale domestico, ridurre il rumore quando il robot si trova vicino alla cameretta di un bambino oppure distinguere tra sporco umido e asciutto per stabilire se sia necessario aspirare o lavare il pavimento. Una prospettiva che, secondo l'azienda, segna il passaggio "dall'evitare gli ostacoli alla comprensione degli ambienti" e dal seguire routine predefinite all'adattamento al modo in cui le persone vivono realmente la propria casa.   Il lavaggio dei pavimenti rimane intanto uno degli ambiti centrali della ricerca di Narwal. Il nuovo Flow 2 combina una potenza di aspirazione di 31.000 Pa con il sistema di lavaggio FlowWash, che consente al rullo di essere lavato continuamente con acqua calda durante la pulizia. Il sistema è ulteriormente potenziato dalla tecnologia CarpetFocus, per la pulizia dei tappeti, e dal DualFlow Tangle-Free System, progettato per ridurre l'avvolgimento dei capelli attorno alla spazzola. Invece di considerare il lavaggio come una funzione aggiuntiva dell'aspirapolvere robot, Narwal continua ad affrontarlo come una vera e propria sfida ingegneristica, nella quale pressione, temperatura dell'acqua, area di contatto, rimozione dello sporco e manutenzione del mop concorrono al risultato finale della pulizia. L'approccio riflette la filosofia di prodotto dell'azienda, secondo cui una pulizia profonda non dovrebbe richiedere un maggiore impegno da parte dell'utente. Accanto a Flow 2, Narwal ha presentato la nuova gamma autunnale, articolata su diverse esigenze di pulizia domestica. Freo 20 e Freo 20 Edge ampliano l'offerta di robot aspirapolvere, portando tecnologie di lavaggio di livello flagship e funzioni di pulizia intelligente a un numero maggiore di abitazioni, con prezzi più accessibili. V50 Cube è un' aspirapolvere portatile leggero progettato per la pulizia quotidiana e dotato di una stazione ultra-compatta con funzioni di manutenzione automatica. U50 amplia invece l'offerta per la cura dei materassi e la rimozione degli acari della polvere, con rilevamento intelligente e sistema sigillato per la gestione della polvere. Completa la gamma una nuova linea di lavapavimenti che combina aspirazione, pulizia ad acqua calda e tecnologie a vapore per affrontare lo sporco quotidiano.   Nel complesso, la strategia di Narwal punta a sviluppare una tecnologia capace di adattarsi alle persone, alle loro esigenze e alle loro abitudini, integrandosi nella vita quotidiana. L'azienda sottolinea in particolare l'integrazione tra tecnologia ed estetica e tra vita e persone, considerando parte dell'esperienza anche il modo in cui un robot si muove attorno ai mobili, viene mantenuto il mocio, viene riposto un'aspirapolvere portatile o l'utente interagisce fisicamente con un dispositivo. "Prestiamo grande attenzione a ogni dettaglio, perché sono spesso le piccole esigenze della vita quotidiana a fare la differenza", ha aggiunto Zhang. "Molte delle nostre innovazioni nascono dall'osservazione di situazioni reali e da una domanda fondamentale: perché questa attività richiede ancora uno sforzo da parte dell'utente? È da queste domande che ripartiamo per ripensare la tecnologia e creare soluzioni sempre più semplici, intuitive e naturali". Questo approccio ha accompagnato Narwal nel passaggio da startup pionieristica a realtà globale nel settore della tecnologia per la pulizia. Oggi l'azienda conta oltre 6 milioni di utenti in più di 30 Paesi e regioni e una squadra di oltre 700 ingegneri impegnati nella ricerca e sviluppo.   Per il prossimo decennio Narwal immagina un'evoluzione della robotica domestica articolata in tre fasi: dalla comprensione intelligente dei pavimenti, con robot sempre più autonomi ed efficaci nella pulizia, alla comprensione dello spazio domestico, con macchine capaci di interpretare e interagire con l'ambiente circostante, fino a una vera intelligenza domestica, nella quale i sistemi robotici potranno coordinare diverse attività all'interno della casa. In questa prospettiva si inserisce anche la ricerca di Narwal nel campo dell'intelligenza artificiale applicata ai robot umanoidi, attraverso tecnologie dedicate alla comprensione degli spazi, al riconoscimento e alla gestione degli oggetti. L'obiettivo di lungo periodo è sviluppare robot capaci di svolgere attività che vadano ben oltre quelle oggi affidate ai robot dedicati alla pulizia dei pavimenti. Per Narwal, tuttavia, il futuro non consiste nell'aggiungere tecnologia fine a sé stessa, ma nel rendere l'intelligenza sempre più utile, naturale e invisibile nella vita quotidiana. Una filosofia racchiusa nella visione dell'azienda per il prossimo decennio: "Inspired by Life. Innovating for Life." 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Vanoli torna sulla panchina della Fiorentina

(Adnkronos) –
Ora è ufficiale: Paolo Vanoli torna sulla panchina della Fiorentina, al posto dell'esonerato Fabio Grosso. A dare l'annuncio la società viola con un comunicato sul proprio sito web. "ACF Fiorentina comunica che è stata affidata a Mister Paolo Vanoli la guida tecnica della Prima Squadra viola. Al Mister va un grande ringraziamento per aver accettato subito con entusiasmo di tornare alla guida della Prima Squadra. Vanoli condurrà, nel pomeriggio di oggi, il suo primo allenamento". 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Benvenuto alle matricole 2026, Luiss accoglie nuovi studenti

(Adnkronos) – La Luiss ha festeggiato oggi i suoi nuovi studenti con la tradizionale cerimonia di benvenuto alla matricole, momento culminante della Freshers’ Week, la settimana dedicata all'accoglienza e all’orientamento dei neoiscritti. L’evento ha riunito nell' Aula Magna 'Mario Arcelli' i vertici dell'Ateneo, i docenti dei diversi Dipartimenti e alcuni studenti-atleti, protagonisti del mondo sportivo italiano. Ad aprire l’evento il Rettore Paolo Boccardelli che ha illustrato le traiettorie dell'Ateneo: "La Luiss continua a rafforzare il proprio modello educativo, coniugando il rigore scientifico con una costante apertura alle dinamiche dei mercati globali e una forte spinta all’internazionalizzazione dei propri percorsi formativi. La nostra missione è fornire alle nostre studentesse e ai nostri studenti gli strumenti cognitivi più avanzati per sviluppare un pensiero analitico indispensabile per governare i grandi processi di trasformazione attuali e futuri”. Tra le principali novità presentate un’offerta formativa “di frontiera” e fortemente innovativa, caratterizzata da attività e modelli di apprendimento esperienziali all’avanguardia: dall'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nei percorsi di studio alla partnership con Google for Education, ai moduli certificati in blockchain, a cui si affiancano i due nuovi assistenti virtuali attivi dal 1° settembre: il primo per consentire agli studenti di orientarsi tra servizi, bandi e procedure amministrative dell’Ateneo, mentre il secondo consente di interrogare, approfondire e creare connessioni tra i materiali didattici messi a disposizione dai docenti. Dopo l’intervento del Direttore Generale Rita Carisano, spazio ai valori dello sport con il Presidente della Figc Giovanni Malagò e quattro Top Athletes Luiss, campioni pluripremiati quali: Eloisa Coiro (Atletica), Filippo Macchi (Scherma), Lucrezia Ruggiero (Nuoto sincronizzato) e Alice Volpi (Scherma). L’incontro – moderato dal giornalista di Rai Sport, Alessandro Antinelli – ha valorizzato il modello Dual Career, che consente di coniugare per gli studenti – atleti l’attività agonistica di alto livello con un percorso di laurea triennale e magistrale.   A seguire, la premiazione delle tesi d'eccellenza con Antonio Gullo, Dean Undergraduate School, Enzo Peruffo, Dean Graduate School, ed Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs, Intesa Sanpaolo, che ha sottolineato il ruolo dell’Education e della valorizzazione del capitale umano, richiamando l’Osservatorio sulle competenze Look4ward, sviluppato con l’Università Luiss. Nelle sue conclusioni, il presidente Luiss Giorgio Fossa ha richiamato la missione dell’Università: "Accogliere oggi i nostri giovani significa assumerci, dal primo giorno del loro arrivo in Luiss, la responsabilità di affiancarli in un percorso formativo completo, caratterizzato dalla solidità della preparazione accademica integrata da un sano patrimonio di valori. Le competenze tecniche sono, infatti, certamente fondamentali, ma servono anche valori etici, responsabilità e spirito di squadra, per diventare prima di tutto cittadini consapevoli e imprenditori di sè stessi. E’ questa sintesi che renderà i nostri studenti pronti a guidare la società di domani", ha sottolineato.  Un approccio che trova riscontro nella crescente attrattività dell'Ateneo: le ultime sessioni di selezione hanno infatti registrato un incremento delle domande d'ammissione del +21% per le Triennali e per il ciclo unico in Giurisprudenza e del +20% per le Magistrali. Si rafforza, al contempo, una vocazione sempre più globale: il 13% degli iscritti proviene da 100 Paesi diversi, oltre la metà dei corsi è erogata in lingua inglese (58%) e si contano ben 363 atenei partner in tutto il mondo. A questi dati si affianca la stretta sinergia con il mercato del lavoro, testimoniata da un tasso di occupazione del 95% a un anno dal titolo. Risultati che confermano la Luiss al 1° posto tra le grandi università non statali nel ranking Censis 2026, oltre ai significativi posizionamenti dei suoi corsi nelle classifiche mondiali. A testimoniare la crescita internazionale dell’Ateneo intitolato a Guido Carli, arrivano i risultati del Financial Times Masters in Management Ranking 2026, pubblicati oggi. La classifica del prestigioso quotidiano britannico colloca il corso di Laurea Magistrale in Management di Luiss al 30° posto a livello mondiale, con un miglioramento di due posizioni rispetto all’anno precedente. Il risultato si inserisce in un percorso di crescita già evidenziato, nei mesi scorsi, dal Financial Times Masters in Finance Pre-experience Ranking 2026, nel quale il corso di Laurea Magistrale in Corporate Finance di Luiss ha raggiunto il 18° posto a livello mondiale, guadagnando due posizioni rispetto al 2025 e conquistando il 1° posto in Italia. 
—universitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Mannion torna a casa: “Mi fido del progetto, convinto da Doncic e abbiamo grandi ambizioni”

(Adnkronos) –
"Sono molto contento e felice di essere qui, innanzitutto perché è un bel progetto e poi perché finalmente torno a stare vicino alla mia famiglia". Questo l’esordio in conferenza stampa di Niccolò (Nico) Mannion, nuovo playmaker di BC Roma, che è stato presentato questa mattina presso il Cpo Giulio Onesti, dove la squadra di coach Alessandro Magro si sta allenando. “Nico”, è nato in Italia, a Siena, nel 2001, ma con Ostia ha sempre avuto un legame speciale. "Per la prima volta ho la mia famiglia qui vicino, che mi seguirà e mi supporterà. Sono molto felice anche per questo. Ostia? Tutta la mia famiglia è lì. A tre anni mi sono trasferito in America, ma, fino a quando ne ho avuti 16, venivo tutte le estati. Per me Ostia, Roma e l’Italia sono casa. Parlavo romano pensando che fosse italiano. Forse ora ho perso un po’ ’l’accento, ma spero che torni presto", ha aggiunto sorridendo l'azzurro.  
Nel 2020 è stato scelto dai Golden State Warriors in Nba e, successivamente, è tornato in Europa, vestendo le maglie della Virtus Bologna, del Baskonia e dell’Olimpia Milano. Ha inoltre scelto di rappresentare la Nazionale italiana, con cui ha disputato le Olimpiadi di Tokyo 2020. Ora l’approdo nella Capitale. "La prima chiamata, quella con Donnie Nelson e Luka Dončić, è stata lunga ed era l’unica chiamata che mi serviva. Mi fido di quello che dicono e del progetto. Abbiamo grandi ambizioni", ha sottolineato Mannion. 
Il 26 settembre, alle 19.30, contro Treviso, è invece previsto l’esordio in LBA Serie A SisalClub con la maglia di BC Roma. "Il livello del campionato si è alzato tanto, ma la nostra squadra mi piace molto. È vero, ci sono tanti nuovi giocatori che non hanno mai giocato in Europa, ma abbiamo anche molto talento che ora dovremo saper amalgamare. Il roster mi piace veramente molto". Mannion ritrova nel team giallorosso anche il suo giovane compagno di Nazionale Giovanni Emejuru. "È un bravo ragazzo e lavora sodo. Ho visto fin dal primo giorno che ha fame e vuole crescere -ha aggiunto il playmaker di BC Roma-. Ora dobbiamo solo allenarci insieme, ma con lui c’è già una buona chimica, perchè abbiamo trascorso un mese insieme. È bello che ci sia un nucleo di italiani: serve sempre, perchè saremo noi ad aiutare gli altri, a far loro capire il campionato e cosa aspettarsi". Una sola la promessa di Mannion: "Vogliamo coinvolgere la città. Giocare per una squadra è sempre un onore, così come portarne lo stemma sul petto. A maggior ragione se quello stemma è di Roma. Darò tutto me stesso dentro e fuori dal campo".
 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Filming Italy Venice Award, a Venezia premiate le eccellenze del cinema italiano e internazionale

(Adnkronos) – E' andata in scena all'Hotel Excelsior del Lido di Venezia la cerimonia di premiazione dell’ottava edizione del Filming Italy Venice Award, appuntamento inserito nel programma dell’8/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. A condurre e annunciare i riconoscimenti è stata Tiziana Rocca, direttore generale e artistico del Premio, che ha celebrato talenti, produzioni e professionalità del cinema italiano e internazionale. La Sala degli Stucchi, luogo storico della manifestazione e ambiente che negli anni ha accompagnato numerosi momenti legati alla storia del cinema italiano, ha ospitato un parterre di protagonisti dell’audiovisivo. Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla Biennale di Venezia e ad Alberto Barbera, direttore Artistico della Mostra, per la vicinanza alla manifestazione. "Sono molto soddisfatta di questa ottava edizione – ha dichiarato Tiziana Rocca – che ancora una volta ci ha permesso di celebrare il talento, la creatività e le eccellenze del cinema italiano e internazionale nella splendida cornice della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia". Rocca ha sottolineato anche l'attenzione riservata alle donne che lavorano nel settore, davanti e dietro la macchina da presa. "Dedicare un premio a loro significa riconoscere il valore di un lavoro spesso silenzioso, ma fondamentale", ha spiegato, ribadendo l'impegno del Premio a sostenere il talento e la professionalità femminile. Ambasciatrice dell’edizione 2026 è stata Clara McGregor, attrice, produttrice e modella britannica, mentre il ruolo di madrina è stato affidato alla giovane Letizia Arnò, protagonista femminile di Buen Camino, il nuovo film di Checco Zalone diretto da Gennaro Nunziante. Tra i riconoscimenti internazionali, il Filming Italy Venice International Award è stato assegnato a Irina Shayk, attrice, modella e volto di numerose campagne internazionali. Shayk sarà prossimamente nel cast di The Catch, produzione Universal Pictures che la vedrà recitare accanto a Emma Stone e Chris Pine. Il medesimo riconoscimento è andato anche a Orlando Bloom, Malcom McRae e Akinola Davies Jr. Numerosi i riconoscimenti assegnati nelle diverse categorie. A Lino Banfi è andato il Filming Italy Achievement Award, mentre Alba Rohrwacher ha ricevuto il premio come Miglior attrice protagonista per Tre ciotole.  Alessandro Preziosi è stato premiato per il Miglior documentario con Aspettando Re Lear, mentre Alessio Vassallo ha ottenuto il riconoscimento come Miglior attore protagonista in una serie tv per L'altro ispettore. Premio alla Miglior attrice protagonista anche per Aurora Quattrocchi, per Gioia mia, e per Matilde Gioli, per Strike – Figli di un’era sbagliata. Tra gli altri premiati figurano Beatrice Arnera per Scuola di seduzione, Eduardo Scarpetta, Miglior attore protagonista in una serie tv per Storia della mia famiglia e Storia della mia famiglia 2, Francesca Archibugi, Premio Speciale per Illusione, Giorgio Pasotti, Premio Sport e Cinema per Rosso Volante, e Greta Scarano, per il suo esordio alla regia con La vita da grandi. Il riconoscimento come Miglior attore protagonista in un film commedia è andato a Herbert Ballerina per Cena di classe, mentre Leo Gassmann è stato premiato come Miglior attore protagonista per Fuori la verità. A Massimiliano Gallo il premio per il Miglior esordio alla regia con La salita; Monica Guerritore ha ricevuto il riconoscimento come Miglior attrice protagonista per Anna.  Premiata anche Francesca Comencini, alla quale è stato assegnato il Filming Italy Venice Women Power Award. Tra gli altri riconoscimenti, quelli a Sveva Alviti, European Award, Alanah Bloor, International Award Best Character in a Tv Series per Sandokan, e Martina Colombari, Miglior attrice non protagonista per Buen Camino. In collaborazione con il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, il premio per la Miglior regia è stato assegnato a Mario Martone per Fuori. Particolare spazio è stato riservato ai premi speciali. Pilar Fogliati ha ricevuto il Premio Frecciarossa – Filming Italy Venice Award come Miglior attrice protagonista per Breve storia d’amore, mentre Carolina Crescentini è stata premiata, in collaborazione con Festina, come Miglior attrice protagonista in un film drammatico per Le cose non dette. A Claudia Tranchese è andato il riconoscimento, in collaborazione con Elena Mirò, come Miglior attrice non protagonista per la serie La Preside. Ilenia Pastorelli ha invece ricevuto, in collaborazione con Leo Pizzo, il premio come Miglior attrice protagonista in un film commedia per Innamorarsi e altre pessime idee. Il Premio Speciale Donne del cinema italiano è stato assegnato a Irene Maiorino per Quasi grazia. A Cesare Hary il Filming Italy Venice Award Young Generation, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia. Il tema dell’industria è stato al centro anche dei Filming Italy Producer Italian Award. I riconoscimenti sono andati ad Alessandro Saba e Francesca Cualbu di Fremantle per La grazia di Paolo Sorrentino; a Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, per Le città di pianura di Francesco Sossai; a Giampaolo Letta, amministratore delegato e vicepresidente di Medusa Film, e Benedetto Habib, produttore e partner di Indiana Production, per Buen Camino di Gennaro Nunziante; e a Marta Donzelli, fondatrice di Vivo Film, ancora per Le città di pianura.  Durante la serata è stato inoltre consegnato, in collaborazione con Panalight, il premio al cortometraggio Fiori cadono di Ludovica Galletta, presentato da Women in Film, Television & Media Italia all'ultima edizione del Filming Italy Sardegna Festival. «Abbiamo particolarmente apprezzato la sensibilità della regia e la capacità del film di affrontare con grande delicatezza il tema della memoria, del passaggio generazionale e delle trasformazioni familiari», ha dichiarato Manuela Pasqualetti, Sales Manager di Panalight, sottolineando anche l'eleganza del linguaggio visivo del cortometraggio. Rinnovata inoltre la collaborazione con FareAmbiente, movimento ecologista europeo per lo sviluppo sostenibile presieduto dal filosofo Vincenzo Pepe, per le tematiche legate alla salvaguardia ambientale. Main partner dell’edizione è stata ancora una volta Intesa Sanpaolo, che ha confermato il proprio sostegno all’industria audiovisiva italiana. Dal 2009 la banca affianca gli operatori del settore attraverso il Desk Media & Cultura e strumenti finanziari dedicati. Complessivamente, secondo i dati forniti dall’istituto, sono stati erogati circa 4 miliardi di euro a sostegno delle imprese dell’audiovisivo, contribuendo alla realizzazione di oltre 750 opere tra film e serie televisive nazionali e internazionali e di 214 produzioni tra spot, factual e format televisivi. Tra gli official partner figurano anche Leo Pizzo, Festina ed Elena Mirò, protagonisti di specifiche iniziative e riconoscimenti legati rispettivamente all'alta gioielleria, al tema del tempo e alla valorizzazione di una rappresentazione inclusiva della femminilità. La serata ha visto inoltre il contributo di Campari, per l’ospitalità nella Campari Lounge, e dello chef Tino Vettorello, autore del pranzo ufficiale dedicato ai premiati.  La giuria di qualità dell’ottava edizione ha riunito numerosi esponenti dell’industria cinematografica e audiovisiva italiana: Alberto Barbera, Paolo Del Brocco, Massimiliano Orfei, Giampaolo Letta, Luigi Lonigro, Maria Pia Ammirati, Maria Giuseppina Troccoli, Guglielmo Marchetti, Federica Lucisano, Flavio Natalia, Chiara Sbarigia, Simone Gialdini, Andrea Agostini, Manuela Cacciamani e Antonio Saccone. Nato come riconoscimento dedicato ai titoli cinematografici e televisivi e ai principali talent della stagione, il Filming Italy Venice Award ha progressivamente ampliato il proprio raggio d'azione, includendo anche produttori, professionisti e rappresentanti dell'industria. Il Premio mantiene inoltre un impegno specifico nella sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e nella valorizzazione delle professioniste del settore audiovisivo. L'ottava edizione si inserisce così nel percorso di crescita di una manifestazione che, anno dopo anno, ha portato a Venezia protagonisti italiani e internazionali. Nell'albo dei premiati figurano, tra gli altri, registi come Spike Lee, David Cronenberg, Terry Gilliam, Giuseppe Tornatore, Gabriele Muccino, Gabriele Salvatores, Marco Bellocchio e Roberto Andò, insieme a interpreti internazionali e italiani come Julianne Moore, Isabelle Huppert, Ethan Hawke, Antonio Banderas, Paola Cortellesi, Margherita Buy, Monica Guerritore, Greta Scarano, Pierfrancesco Favino e Alessandro Gassmann. Un percorso che conferma l'ambizione del Filming Italy Venice Award di affiancare alla celebrazione dei protagonisti del cinema anche un'attenzione crescente verso chi, dentro e fuori dal set, contribuisce alla realizzazione delle opere e alla crescita dell'intera filiera audiovisiva. 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

“Harry e Meghan non rappresentano la famiglia reale”: il chiarimento di Re Carlo dopo il ritorno dei Sussex a Londra

(Adnkronos) – Il principe Harry e Meghan Markle restano privati cittadini anche dopo il ritorno nel Regno Unito e non rappresentano la famiglia reale inglese. E' quanto ha deciso Re Carlo III pochi giorni dopo il trasferimento a Londra del secondogenito insieme alla moglie e ai due figli. Il sovrano – come riporta Sky News – ha incaricato il Lord Ciambellano di contattare i dipartimenti governativi e le forze armate in seguito alle richieste di chiarimenti a seguito della novità riguardante il Duca e la Duchessa di Sussex, che negli ultimi sei anni avevano vissuto in California.  In una lettera indirizzata ai "principali interlocutori del Governo, delle Forze Armate e delle Lord Luogotenenze", il Re ha chiarito lo status ufficiale dei Duchi di Sussex dopo il loro rientro dagli Stati Uniti. "A seguito della decisione del Duca e della Duchessa di trasferirsi nel Regno Unito, abbiamo ricevuto diverse richieste di chiarimenti. Per evitare dubbi o confusioni, il Re ha disposto la diffusione delle seguenti informazioni. È risaputo che nel gennaio 2020 il Duca e la Duchessa si sono dimessi dagli incarichi di rappresentanza per conto del Sovrano e non sono più membri attivi della famiglia reale".  Il sovrano precisa che "questa posizione, distinta dagli incarichi di Stato e reali svolti dai membri attivi della famiglia reale, e con la libertà personale che garantisce alla coppia in termini di indipendenza finanziaria e tutela della propria privacy secondo i loro desideri, continuerà ad essere pienamente rispettata".    
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)