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Mannion torna a casa: “Mi fido del progetto, convinto da Doncic e abbiamo grandi ambizioni”

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"Sono molto contento e felice di essere qui, innanzitutto perché è un bel progetto e poi perché finalmente torno a stare vicino alla mia famiglia". Questo l’esordio in conferenza stampa di Niccolò (Nico) Mannion, nuovo playmaker di BC Roma, che è stato presentato questa mattina presso il Cpo Giulio Onesti, dove la squadra di coach Alessandro Magro si sta allenando. “Nico”, è nato in Italia, a Siena, nel 2001, ma con Ostia ha sempre avuto un legame speciale. "Per la prima volta ho la mia famiglia qui vicino, che mi seguirà e mi supporterà. Sono molto felice anche per questo. Ostia? Tutta la mia famiglia è lì. A tre anni mi sono trasferito in America, ma, fino a quando ne ho avuti 16, venivo tutte le estati. Per me Ostia, Roma e l’Italia sono casa. Parlavo romano pensando che fosse italiano. Forse ora ho perso un po’ ’l’accento, ma spero che torni presto", ha aggiunto sorridendo l'azzurro.  
Nel 2020 è stato scelto dai Golden State Warriors in Nba e, successivamente, è tornato in Europa, vestendo le maglie della Virtus Bologna, del Baskonia e dell’Olimpia Milano. Ha inoltre scelto di rappresentare la Nazionale italiana, con cui ha disputato le Olimpiadi di Tokyo 2020. Ora l’approdo nella Capitale. "La prima chiamata, quella con Donnie Nelson e Luka Dončić, è stata lunga ed era l’unica chiamata che mi serviva. Mi fido di quello che dicono e del progetto. Abbiamo grandi ambizioni", ha sottolineato Mannion. 
Il 26 settembre, alle 19.30, contro Treviso, è invece previsto l’esordio in LBA Serie A SisalClub con la maglia di BC Roma. "Il livello del campionato si è alzato tanto, ma la nostra squadra mi piace molto. È vero, ci sono tanti nuovi giocatori che non hanno mai giocato in Europa, ma abbiamo anche molto talento che ora dovremo saper amalgamare. Il roster mi piace veramente molto". Mannion ritrova nel team giallorosso anche il suo giovane compagno di Nazionale Giovanni Emejuru. "È un bravo ragazzo e lavora sodo. Ho visto fin dal primo giorno che ha fame e vuole crescere -ha aggiunto il playmaker di BC Roma-. Ora dobbiamo solo allenarci insieme, ma con lui c’è già una buona chimica, perchè abbiamo trascorso un mese insieme. È bello che ci sia un nucleo di italiani: serve sempre, perchè saremo noi ad aiutare gli altri, a far loro capire il campionato e cosa aspettarsi". Una sola la promessa di Mannion: "Vogliamo coinvolgere la città. Giocare per una squadra è sempre un onore, così come portarne lo stemma sul petto. A maggior ragione se quello stemma è di Roma. Darò tutto me stesso dentro e fuori dal campo".
 
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Filming Italy Venice Award, a Venezia premiate le eccellenze del cinema italiano e internazionale

(Adnkronos) – E' andata in scena all'Hotel Excelsior del Lido di Venezia la cerimonia di premiazione dell’ottava edizione del Filming Italy Venice Award, appuntamento inserito nel programma dell’8/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. A condurre e annunciare i riconoscimenti è stata Tiziana Rocca, direttore generale e artistico del Premio, che ha celebrato talenti, produzioni e professionalità del cinema italiano e internazionale. La Sala degli Stucchi, luogo storico della manifestazione e ambiente che negli anni ha accompagnato numerosi momenti legati alla storia del cinema italiano, ha ospitato un parterre di protagonisti dell’audiovisivo. Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla Biennale di Venezia e ad Alberto Barbera, direttore Artistico della Mostra, per la vicinanza alla manifestazione. "Sono molto soddisfatta di questa ottava edizione – ha dichiarato Tiziana Rocca – che ancora una volta ci ha permesso di celebrare il talento, la creatività e le eccellenze del cinema italiano e internazionale nella splendida cornice della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia". Rocca ha sottolineato anche l'attenzione riservata alle donne che lavorano nel settore, davanti e dietro la macchina da presa. "Dedicare un premio a loro significa riconoscere il valore di un lavoro spesso silenzioso, ma fondamentale", ha spiegato, ribadendo l'impegno del Premio a sostenere il talento e la professionalità femminile. Ambasciatrice dell’edizione 2026 è stata Clara McGregor, attrice, produttrice e modella britannica, mentre il ruolo di madrina è stato affidato alla giovane Letizia Arnò, protagonista femminile di Buen Camino, il nuovo film di Checco Zalone diretto da Gennaro Nunziante. Tra i riconoscimenti internazionali, il Filming Italy Venice International Award è stato assegnato a Irina Shayk, attrice, modella e volto di numerose campagne internazionali. Shayk sarà prossimamente nel cast di The Catch, produzione Universal Pictures che la vedrà recitare accanto a Emma Stone e Chris Pine. Il medesimo riconoscimento è andato anche a Orlando Bloom, Malcom McRae e Akinola Davies Jr. Numerosi i riconoscimenti assegnati nelle diverse categorie. A Lino Banfi è andato il Filming Italy Achievement Award, mentre Alba Rohrwacher ha ricevuto il premio come Miglior attrice protagonista per Tre ciotole.  Alessandro Preziosi è stato premiato per il Miglior documentario con Aspettando Re Lear, mentre Alessio Vassallo ha ottenuto il riconoscimento come Miglior attore protagonista in una serie tv per L'altro ispettore. Premio alla Miglior attrice protagonista anche per Aurora Quattrocchi, per Gioia mia, e per Matilde Gioli, per Strike – Figli di un’era sbagliata. Tra gli altri premiati figurano Beatrice Arnera per Scuola di seduzione, Eduardo Scarpetta, Miglior attore protagonista in una serie tv per Storia della mia famiglia e Storia della mia famiglia 2, Francesca Archibugi, Premio Speciale per Illusione, Giorgio Pasotti, Premio Sport e Cinema per Rosso Volante, e Greta Scarano, per il suo esordio alla regia con La vita da grandi. Il riconoscimento come Miglior attore protagonista in un film commedia è andato a Herbert Ballerina per Cena di classe, mentre Leo Gassmann è stato premiato come Miglior attore protagonista per Fuori la verità. A Massimiliano Gallo il premio per il Miglior esordio alla regia con La salita; Monica Guerritore ha ricevuto il riconoscimento come Miglior attrice protagonista per Anna.  Premiata anche Francesca Comencini, alla quale è stato assegnato il Filming Italy Venice Women Power Award. Tra gli altri riconoscimenti, quelli a Sveva Alviti, European Award, Alanah Bloor, International Award Best Character in a Tv Series per Sandokan, e Martina Colombari, Miglior attrice non protagonista per Buen Camino. In collaborazione con il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, il premio per la Miglior regia è stato assegnato a Mario Martone per Fuori. Particolare spazio è stato riservato ai premi speciali. Pilar Fogliati ha ricevuto il Premio Frecciarossa – Filming Italy Venice Award come Miglior attrice protagonista per Breve storia d’amore, mentre Carolina Crescentini è stata premiata, in collaborazione con Festina, come Miglior attrice protagonista in un film drammatico per Le cose non dette. A Claudia Tranchese è andato il riconoscimento, in collaborazione con Elena Mirò, come Miglior attrice non protagonista per la serie La Preside. Ilenia Pastorelli ha invece ricevuto, in collaborazione con Leo Pizzo, il premio come Miglior attrice protagonista in un film commedia per Innamorarsi e altre pessime idee. Il Premio Speciale Donne del cinema italiano è stato assegnato a Irene Maiorino per Quasi grazia. A Cesare Hary il Filming Italy Venice Award Young Generation, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia. Il tema dell’industria è stato al centro anche dei Filming Italy Producer Italian Award. I riconoscimenti sono andati ad Alessandro Saba e Francesca Cualbu di Fremantle per La grazia di Paolo Sorrentino; a Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, per Le città di pianura di Francesco Sossai; a Giampaolo Letta, amministratore delegato e vicepresidente di Medusa Film, e Benedetto Habib, produttore e partner di Indiana Production, per Buen Camino di Gennaro Nunziante; e a Marta Donzelli, fondatrice di Vivo Film, ancora per Le città di pianura.  Durante la serata è stato inoltre consegnato, in collaborazione con Panalight, il premio al cortometraggio Fiori cadono di Ludovica Galletta, presentato da Women in Film, Television & Media Italia all'ultima edizione del Filming Italy Sardegna Festival. «Abbiamo particolarmente apprezzato la sensibilità della regia e la capacità del film di affrontare con grande delicatezza il tema della memoria, del passaggio generazionale e delle trasformazioni familiari», ha dichiarato Manuela Pasqualetti, Sales Manager di Panalight, sottolineando anche l'eleganza del linguaggio visivo del cortometraggio. Rinnovata inoltre la collaborazione con FareAmbiente, movimento ecologista europeo per lo sviluppo sostenibile presieduto dal filosofo Vincenzo Pepe, per le tematiche legate alla salvaguardia ambientale. Main partner dell’edizione è stata ancora una volta Intesa Sanpaolo, che ha confermato il proprio sostegno all’industria audiovisiva italiana. Dal 2009 la banca affianca gli operatori del settore attraverso il Desk Media & Cultura e strumenti finanziari dedicati. Complessivamente, secondo i dati forniti dall’istituto, sono stati erogati circa 4 miliardi di euro a sostegno delle imprese dell’audiovisivo, contribuendo alla realizzazione di oltre 750 opere tra film e serie televisive nazionali e internazionali e di 214 produzioni tra spot, factual e format televisivi. Tra gli official partner figurano anche Leo Pizzo, Festina ed Elena Mirò, protagonisti di specifiche iniziative e riconoscimenti legati rispettivamente all'alta gioielleria, al tema del tempo e alla valorizzazione di una rappresentazione inclusiva della femminilità. La serata ha visto inoltre il contributo di Campari, per l’ospitalità nella Campari Lounge, e dello chef Tino Vettorello, autore del pranzo ufficiale dedicato ai premiati.  La giuria di qualità dell’ottava edizione ha riunito numerosi esponenti dell’industria cinematografica e audiovisiva italiana: Alberto Barbera, Paolo Del Brocco, Massimiliano Orfei, Giampaolo Letta, Luigi Lonigro, Maria Pia Ammirati, Maria Giuseppina Troccoli, Guglielmo Marchetti, Federica Lucisano, Flavio Natalia, Chiara Sbarigia, Simone Gialdini, Andrea Agostini, Manuela Cacciamani e Antonio Saccone. Nato come riconoscimento dedicato ai titoli cinematografici e televisivi e ai principali talent della stagione, il Filming Italy Venice Award ha progressivamente ampliato il proprio raggio d'azione, includendo anche produttori, professionisti e rappresentanti dell'industria. Il Premio mantiene inoltre un impegno specifico nella sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e nella valorizzazione delle professioniste del settore audiovisivo. L'ottava edizione si inserisce così nel percorso di crescita di una manifestazione che, anno dopo anno, ha portato a Venezia protagonisti italiani e internazionali. Nell'albo dei premiati figurano, tra gli altri, registi come Spike Lee, David Cronenberg, Terry Gilliam, Giuseppe Tornatore, Gabriele Muccino, Gabriele Salvatores, Marco Bellocchio e Roberto Andò, insieme a interpreti internazionali e italiani come Julianne Moore, Isabelle Huppert, Ethan Hawke, Antonio Banderas, Paola Cortellesi, Margherita Buy, Monica Guerritore, Greta Scarano, Pierfrancesco Favino e Alessandro Gassmann. Un percorso che conferma l'ambizione del Filming Italy Venice Award di affiancare alla celebrazione dei protagonisti del cinema anche un'attenzione crescente verso chi, dentro e fuori dal set, contribuisce alla realizzazione delle opere e alla crescita dell'intera filiera audiovisiva. 
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“Harry e Meghan non rappresentano la famiglia reale”: il chiarimento di Re Carlo dopo il ritorno dei Sussex a Londra

(Adnkronos) – Il principe Harry e Meghan Markle restano privati cittadini anche dopo il ritorno nel Regno Unito e non rappresentano la famiglia reale inglese. E' quanto ha deciso Re Carlo III pochi giorni dopo il trasferimento a Londra del secondogenito insieme alla moglie e ai due figli. Il sovrano – come riporta Sky News – ha incaricato il Lord Ciambellano di contattare i dipartimenti governativi e le forze armate in seguito alle richieste di chiarimenti a seguito della novità riguardante il Duca e la Duchessa di Sussex, che negli ultimi sei anni avevano vissuto in California.  In una lettera indirizzata ai "principali interlocutori del Governo, delle Forze Armate e delle Lord Luogotenenze", il Re ha chiarito lo status ufficiale dei Duchi di Sussex dopo il loro rientro dagli Stati Uniti. "A seguito della decisione del Duca e della Duchessa di trasferirsi nel Regno Unito, abbiamo ricevuto diverse richieste di chiarimenti. Per evitare dubbi o confusioni, il Re ha disposto la diffusione delle seguenti informazioni. È risaputo che nel gennaio 2020 il Duca e la Duchessa si sono dimessi dagli incarichi di rappresentanza per conto del Sovrano e non sono più membri attivi della famiglia reale".  Il sovrano precisa che "questa posizione, distinta dagli incarichi di Stato e reali svolti dai membri attivi della famiglia reale, e con la libertà personale che garantisce alla coppia in termini di indipendenza finanziaria e tutela della propria privacy secondo i loro desideri, continuerà ad essere pienamente rispettata".    
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Kimi Antonelli e Jannik Sinner, la pallavolo e il nuoto: solo il calcio è rimasto senza campioni italiani

(Adnkronos) – Che il calcio italiano stia attraversando una lunga crisi lo dicono, prima di qualsiasi opinione, i numeri: la Nazionale fuori dai mondiali per tre edizioni consecutive, le squadre di club che non vincono la Champions League dal 2010. Ma c'è un dato, contestuale, che fa interrogare sulle cause e sulle prospettive di questa crisi: i successi degli italiani negli altri sport, da Kimi Antonelli a Jannik Sinner, dominanti in Formula 1 e nel tennis, passando per la pallavolo, il nuoto e l'atletica. La domanda è soprattutto una: perché il calcio italiano perde terreno mentre gli altri sport si affermano nel mondo? E a questa se ne lega un'altra: perché non crescono più campioni italiani nel calcio mentre abbondano negli altri sport? Non c'è una sola risposta ma una serie di cause che concorrono a determinare un trend consolidato.  Il primo fattore da considerare è di natura economica. Veniamo da anni di mancati investimenti, soprattutto nelle infrastrutture. Stadi vecchi, la maggior parte è stata costruita nel secolo scorso, e nuovi progetti bloccati dalla burocrazia. Minori risorse rispetto agli altri grandi campionati europei: gli incassi, il marketing, i servizi e i diritti televisivi garantiscono incassi molto più bassi rispetto agli altri campionati più competitivi, Premier League, Liga e Bundesliga. In sostanza, la serie A genera ricavi medi per club nettamente inferiori agli altri. Tutto questo si traduce in una minore capacità di attrarre talento ma anche, soprattutto, di crearlo, visti gli investimenti sempre più contenuti nei settori giovanili. Da questo punto di vista c'è una differenza sostanziale tra il calcio e gli altri sport. Le risorse necessarie a diventare un campione nel tennis e nella Formula 1, pure ingenti o ingentissime, sono da ricondurre a investimenti familiari o comunque a una dimensione individuale. E il successo negli altri sport di squadra è molto meno legato all'investimento economico.  Con meno risorse, servirebbe una maggiore capacita di pianificare a medio-lungo termine. Quello che è stato fatto nel tennis, con le strutture federali e una progettazione dal basso che ha consentito di ricostruire una vera e propria 'scuola' italiana. Il calcio, da questo punto di vista, soffre la sua stessa popolarità. È un sistema che, per la legittima pressione delle tifoserie e gli interessi di dirigenti e procuratori, è strutturalmente orientato al brevissimo periodo. La ricerca del risultato immediato, a qualsiasi livello di competizione, finisce con l'azzerare, o quasi, le capacità di investimento sul futuro. Servirebbero idee innovative, che non ci sono, e il tempo per realizzarle, che manca. Nell'analisi della crisi del calcio italiano non può mancare un riferimento al fattore tecnico. Le carenze economiche che limitano gli investimenti nei vivai, insieme all'ansia da risultato, hanno un peso anche sull'identikit del giovane calciatore italiano. L'impoverimento del calcio italiano ha anche un'origine 'culturale'. La crescita nelle scuole calcio e nei settori giovanili delle squadre professionistiche è sempre più orientata alla costruzione di giocatori in serie, con caratteristiche funzionali agli obiettivi immediati. Sempre più attenzione al fisico, molto più facile da costruire, e sempre meno cura del bagaglio di tecnica individuale, che va insegnata e coltivata pur partendo dal talento naturale.  C'è poi, ragionando della crisi del calcio italiano un altro aspetto da tenere nella giusta considerazione. La società sta cambiando rapidamente, con conseguenze significative sulla dimensione e la qualità del bacino d'utenza potenziale. L'evidenza empirica dice che in Italia si gioca meno a calcio per strada o nei parchi ma questo avviene anche nel resto d'Europa. Pesa chiaramente il fattore demografico, perché diminuisce anno dopo anno il numero dei bambini e, di conseguenza, dei ragazzi. Ma pesa anche il diverso livello di integrazione degli immigrati di seconda generazione. Mentre in Paesi come Francia, Belgio, Olanda e Germania i calciatori di seconda generazione rappresentano una componente fondamentale e integrata nei vivai, e poi anche nelle nazionali, in Italia non è ancora così. Due sono le cause principali. Da una parte, le scuole calcio hanno costi annui elevati, un ostacolo che penalizza in modo particolare le famiglie immigrate a basso reddito. Dall'altra, la carenza di strutture adeguate a livello dilettantistico e le difficoltà burocratiche per il tesseramento frenano lo sviluppo dei talenti. (Di Fabio Insenga)  
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Secondo sul green ma primo in solidarietà, Casey dona il premio alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana

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Paul Casey ha perso il titolo dell’Omega European Masters al playoff, ma a Crans-Montana ha comunque lasciato il segno. Il 49enne inglese ha deciso di donare l’intero premio del secondo posto, 412.500 dollari, alla Fondation Beloved, a sostegno delle famiglie colpite dalla tragedia di Capodanno nella località sciistica elvetica. Casey aveva annunciato la sua intenzione già alla vigilia dell’ultimo giro, quando era in testa al torneo con tre colpi di vantaggio. La domenica il sudafricano Thriston Lawrence ha però recuperato lo svantaggio con uno straordinario giro in 62 colpi, raggiungendo Casey a quota 18 sotto il par.  Dopo 72 buche è stato necessario lo spareggio, durato quattro buche, prima del birdie decisivo di Lawrence. Il golfista da tempo residente in Svizzera considera Crans-Montana una sorta di casa sportiva. "Questo è ormai casa mia", aveva spiegato dopo il terzo giro, annunciando la volontà di destinare il premio alle vittime della tragedia. Una decisione mantenuta anche dopo la sconfitta, trasformando un assegno da oltre 400mila dollari in un aiuto concreto per chi è stato colpito dal dramma. 
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Libia: Ghribi, ‘rapporto con l’Italia strategico, grandi opportunità per le nostre imprese’

(Adnkronos) – "Italia e Libia sono unite da una relazione che affonda le proprie radici nella storia e nella geografia del Mediterraneo e che oggi può trasformarsi in una straordinaria opportunità di sviluppo condiviso. Esistono spazi importanti per una presenza sempre più qualificata delle imprese italiane, dalla sanità alle infrastrutture, dall’energia alla formazione e all’innovazione”. Lo afferma Kamel Ghribi, Chairman di Gksd e Vicepresidente di Gsd (Gruppo San Donato), a margine della sua partecipazione alla cerimonia di inaugurazione dell’Università di Bengasi. Ghribi ha preso parte all’evento su invito dell’Ingegnere Belqasim Haftar, Presidente del Fondo per la Ricostruzione e lo Sviluppo della Libia, incontrando nell’occasione anche il Generale Khalifa Haftar.   “L’inaugurazione di un grande polo universitario è un investimento sul capitale più prezioso di una nazione: le nuove generazioni. Formazione, conoscenza e ricerca sono condizioni essenziali per accompagnare la crescita economica e sociale della Libia”, sottolinea Ghribi, esprimendo apprezzamento per “la visione e la determinazione con cui l’Ingegnere Belqasim Haftar sta portando avanti il processo di ricostruzione e modernizzazione”. Secondo Ghribi, la fase di sviluppo che sta attraversando la Libia può rappresentare una significativa occasione anche per il sistema produttivo italiano. “Le nostre imprese possiedono competenze riconosciute a livello internazionale nei settori di cui la Libia ha maggiore necessità. Occorre trasformare questa complementarità in progetti, investimenti e partnership di lungo periodo, capaci di produrre valore per entrambi i Paesi”.   “Il Piano Mattei offre una cornice particolarmente importante perché interpreta il rapporto con l’Africa secondo una logica di partenariato, rispetto reciproco e crescita condivisa. La Libia, per la sua posizione, per le sue risorse e per la profondità dei rapporti con l’Italia, può assumere un ruolo centrale in questa prospettiva”, prosegue Ghribi. Il Chairman di Gksd richiama in particolare l’esperienza maturata dal gruppo nel settore sanitario in Libia: “La nostra presenza dimostra che la collaborazione tra competenze italiane e istituzioni libiche può tradursi in iniziative concrete. È un modello che può essere esteso ad altri settori strategici, coinvolgendo un numero crescente di imprese italiane”. Per Ghribi, il rafforzamento della relazione economica deve procedere parallelamente a quella istituzionale: “Italia e Libia hanno interesse a costruire una partnership sempre più solida. Una Libia stabile, prospera, capace di investire nella propria popolazione e nelle proprie infrastrutture è nell’interesse dell’intero Mediterraneo e rappresenta per l’Italia un partner naturale e strategico”. 
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Artale (Centro Padre Nostro): “Con Vulnerabili più servizi per chi non può curarsi”

(Adnkronos) – "Grazie al progetto 'Vulnerabili' abbiamo ampliato i servizi che offriamo con il nostro poliambulatorio di prossimità". Così Maurizio Artale, presidente del centro accoglienza Padre Nostro di Palermo, intervenuto alla presentazione dei risultati del progetto ‘Vulnerabili, giunto al suo secondo anno di vita. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Novo Nordisk e Fondazione Banco farmaceutico per garantire gratuitamente e con continuità insulina e dispositivi per la somministrazione alle persone con diabete che, a causa di condizioni di povertà e marginalità sociale, rischiano di rimanere escluse dai percorsi ordinari di cura.  "Con il servizio che offriamo attraverso il nostro poliambulatorio di prossimità accudiamo tanti uomini e donne che purtroppo non hanno la possibilità di curarsi. Molte persone che abbiamo incontrato al poliambulatorio, magari per degli esami di routine, nemmeno sapevano di essere diabetiche, l’hanno scoperto dopo un semplice e decisivo screening e noi abbiamo potuto sopperire ai loro bisogni di cura" conclude. 
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Diabete e povertà, Di Molfetta (Banco Farmaceutico): “Con Vulnerabili aiutiamo i più fragili”

(Adnkronos) – "La povertà sanitaria in Italia è molto diffusa e va di pari passo con l’aumento della povertà assoluta. Oggi, con questo progetto, ci troviamo nelle condizioni di poter e di voler aiutare le persone più fragili". Così Francesco Di Molfetta, consigliere di amministrazione della Fondazione Banco farmaceutico, intervenuto a Palermo alla presentazione, a un anno dal lancio, del progetto 'Vulnerabili', un’iniziativa nata dalla collaborazione tra Novo Nordisk e Fondazione Banco farmaceutico per garantire gratuitamente e con continuità insulina e dispositivi per la somministrazione alle persone con diabete che, a causa di condizioni di povertà e marginalità sociale, rischiano di rimanere escluse dai percorsi ordinari di cura.  "Il progetto Vulnerabili – spiega Di Molfetta – permette alle persone senza fissa dimora, penso agli emigrati che non sono ancora regolarizzati e che non hanno possibilità di accedere al Servizio sanitario nazionale, di avere la fornitura del farmaco, essenziale per combattere il diabete. Un’azione molto importante perché aiutarli significa anche curare malattie che sono legate al diabete. Spesso, infatti, le persone che arrivano non sono nemmeno a conoscenza della loro condizione di diabetico, per cui è importante sottoporli a uno screening e quindi aiutarli con questa donazione importantissima".  "Si tenga conto, inoltre, che questi farmaci hanno bisogno di seguire la catena del freddo perché devono essere conservati in frigorifero, per cui noi del Banco Farmaceutico, oltre alla distribuzione, curiamo anche la catena del freddo, affinché il farmaco arrivi integro al paziente", conclude. 
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Manola Moslehi si è sposata, il matrimonio ‘in segreto’ con la storica compagna Clarissa

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Manola Moslehi si è sposata. La conduttrice e speaker radiofonica ha detto "sì" alla compagna Clarissa, al suo fianco da diversi anni, in una location da sogno con vista su Roma. Le nozze si sono celebrate lo scorso 5 settembre nella suggestiva Villa Parco della Vittoria, nel cuore della Capitale, con una cerimonia romantica e riservata. A raccontare questo giorno così speciale sui social è stata la stessa Moslehi, che ha condiviso alcune immagini della giornata senza però mostrare il volto della compagna. La notizia è stata infatti svelata soltanto dopo la celebrazione delle nozze, anche attraverso le storie condivise sui social dagli invitati.   Per il giorno speciale, le due spose hanno scelto abiti raffinati ed eleganti, entrambe col bianco: Manola ha indossato un monospalla, mentre Clarissa ha optato per un abito con scollo all'americana. 
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Progetto ‘Vulnerabili’, sindaco di Palermo Lagalla: “Aiutare chi è in difficoltà è un dovere”

(Adnkronos) – “Palermo in tante occasioni ha tenuto a battesimo iniziative importanti. Il progetto ‘Vulnerabili’ viene riconfermato e amplificato e ha trovato, sin dall’inizio, il supporto autorevole della Camera dei Deputati, operando attraverso l’impegno dei territori e degli enti locali”.  Lo dice Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, a margine della presentazione dei risultati del progetto ‘Vulnerabili, partito proprio da Palermo e giunto al suo secondo anno di vita. L’iniziativa nata dalla collaborazione tra Novo Nordisk e Fondazione Banco Farmaceutico offre gratuitamente e con continuità insulina e dispositivi per la somministrazione alle persone con diabete che, a causa di condizioni di povertà e marginalità sociale, rischiano di rimanere escluse dai percorsi ordinari di cura.  “Il progetto mette ancora una volta insieme soggetti pubblici e privati, e in questo caso del comparto farmaceutico, che rendono disponibili gratuitamente a chi ha più difficoltà i presidi farmacologici e i dispositivi per il controllo dell’insulina nei pazienti diabetici”, continua Lagalla.  “Abbiamo tutti un dovere istituzionale e anche etico, che è quello di non lasciare indietro il maggior numero di persone possibili attraverso i servizi sociali e le iniziative di assistenza ma, soprattutto, attraverso le opere di rigenerazione dei quartieri più difficili, che poniamo al centro dell’azione politica e del progetto complessivo della città”, conclude il sindaco di Palermo. 
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