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Serbia, migliaia a Belgrado per i funerali di Mladic. Ue: “Era un criminale”

(Adnkronos) –
Migliaia di persone si sono radunate a Belgrado per i funerali di Ratko Mladic, l'ex comandante militare serbo-bosniaco morto lo scorso 27 agosto a 84 anni mentre scontava all'Aja l'ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi durante la guerra in Bosnia. Alla cerimonia nella chiesa di San Luca hanno partecipato diversi ministri serbi, l'ambasciatore russo e l'ex presidente della Republika Srpska Milorad Dodik, mentre era assente il presidente Aleksandar Vucic. "Sappiamo che il suo nome resterà profondamente impresso nella memoria e nelle preghiere della maggioranza del nostro popolo serbo-ortodosso", ha dichiarato il patriarca Porfirije. All'uscita del feretro, trasportato da soldati, migliaia di persone hanno sventolato bandiere serbe e vessilli con il volto dell'ex generale durante il corte verso il cimitero di Topcider.  La cerimonia di Belgrado è stata condannata dall'Unione Europea. "Qualsiasi glorificazione di criminali di guerra, negazione del genocidio e revisionismo contraddice i valori europei più fondamentali e non ha posto nell'Ue o nei Paesi candidati all'adesione all'Ue", dice in una nota il portavoce del Servizio europeo di azione esterna, Christian Wigand, definendo Mladic "un criminale di guerra condannato" che ha commesso "crimini di guerra, genocidio e crimini contro l'umanità" connessi al genocidio di Srebrenica. "I conflitti armati dei Balcani occidentali negli anni '90 sono stati tra i momenti più bui della storia recente d'Europa. Siamo solidali con tutte le vittime, i sopravvissuti e le loro famiglie che hanno sofferto a causa di crimini di guerra nei Paesi dell'ex Jugoslavia", sottolinea il portavoce. Inoltre, scrive, "la riconciliazione e le relazioni di buon vicinato nei Balcani occidentali rimangono centrali per costruire un futuro condiviso". La nota non specifica alcun Paese in particolare, nonostante Mladic sia stato rimpatriato in Serbia. "L'Ue è un partner per tutti i Paesi dei Balcani occidentali per sostenere i loro sforzi volti a promuovere la riconciliazione e la stabilità regionale, nonché per trovare e attuare soluzioni definitive e inclusive alle controversie regionali e bilaterali dei nostri partner e alle questioni radicate nell'eredità del passato, in linea con il diritto internazionale", conclude la nota. 
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Kessié: “Ho parlato con altre squadre ma tornando a Bergamo ho fatto una scelta di cuore’

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"Tornare a Bergamo è stata una scelta di cuore. Ringrazio la società e soprattutto a Luca Percassi: sono tornato a casa. Sono molto contento. Ero un ragazzino ai tempi in cui sono arrivato per la prima volta, oggi sono diventato molto più maturo rispetto a dieci anni fa". Così il centrocampista dell'Atalanta Franck Kessié nel corso della conferenza stampa di presentazione. "Dalla Costa d'Avorio mi hanno portato qua permettendomi di realizzare un sogno -aggiunge il 29enne ivoriano-. Per me Bergamo è stata la prima città d'Europa che ho visto da quando ho lasciato la mia patria. Qui sono diventato un grande calciatore e ora voglio ripagare tutti con i fatti, soprattutto il direttore Giuntoli per la fiducia. Sono davvero contento". Kessié è stato molto vicino a passare alla Juventus e su di lui c'era anche la Roma. "Ho parlato con altre squadre, ma come ho detto: quando l'Atalanta è entrata in gioco mi hanno dimostrato tanta fiducia. Una scelta di cuore che è andata sopra tutto". L'ex giocatore di Milan e Barcellona non fissa un obiettivo per la stagione. "A Bergamo bisogna lottare per tutto: campionato, Coppa Italia e Conference League. Vogliamo provare a giocarcela per qualsiasi obiettivo". Kessié chiude parlando delle prime impressioni su Mister Sarri. "Con lui stiamo lavorando al meglio ogni giorno. Per me non c'è problema nel giocare da mezzala o da regista. La sola priorità è dare il massimo per la squadra".  A fianco di Kessié in conferenza stampa il direttore sportivo Cristiano Giuntoli che traccia il bilancio del mercato orobico. "Siamo partiti da Sarri, convinti che sia la persona giusta per intraprendere un nuovo ciclo. Siamo partiti da un regista italiano come Gaetano, poi Kristensen dopo l'addio di Djimsiti. Dopo di che c'è stato Elmas e che è un calciatore molto duttile e coerente per il 4-3-3 di Sarri, poi è successo che De Roon ci ha chiesto di andare alla Roma e noi ci siamo fiondati su Kessié, giocatore che riteniamo fondamentale per il nostro progetto. Poi c'è Rowe, l'ultimo pezzo per darci negli ultimi 30 metri una qualità importante insieme a tutti i nostri attaccanti. Non siamo andati su un altro difensore come c'era stato invocato perché Hien sta recuperando e Obric sta crescendo molto bene".  L'ex ds del Napoli spiega i mancati arrivi di Alajbegovic e Romagnoli. Noi come Atalanta prendiamo molte informazioni, poi è chiaro che sul mercato ci sono delle opportunità. Per l'esterno abbiamo optato per un giocatore più pronto come Rowe che ci poteva dare maggiori garanzie. In difesa sta recuperando Hien e sta crescendo Obric, non volevamo appesantire il reparto".  
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Indonesia, italiano bloccato per stop voli: “Chiusi in albergo con 2 bambine, non sappiamo cosa fare”

(Adnkronos) – Vulcano Anak Krakatoa in eruzione, voli bloccati a Giacarta e 250mila persone a terra. Tra i passeggeri rimasti bloccati in Indonesia c'è anche Adriano Santorelli, chirurgo plastico italiano, fermo in un albergo vicino all'aeroporto insieme alla moglie e alle due figlie di 7 e 9 anni. La famiglia avrebbe dovuto fare rientro a Napoli, ma la cenere vulcanica ha costretto allo stop dei voli per i rischi che potrebbe provocare ai motori degli aerei. "Io sono un chirurgo plastico, ho partecipato a un convegno medico a Giacarta e domenica, quando era previsto il rientro, c'è stata l'eruzione del vulcano, che ha stoppato tutti i voli nell'area per via dei problemi che la cenere potrebbe causare ai motori degli aerei, lasciando 250mila persone a terra. Io sono qui con la mia famiglia, mia moglie Assunta Albero e le nostre due bambine di 7 e 9 anni, Nadia e Antonia, e siamo bloccati in un albergo vicino all'aeroporto di Giacarta. Dovevamo tornare a Napoli, ma a oggi non sappiamo quando si potrà tornare a volare. Altra beffa: non si può stare all'esterno per via della pericolosità delle ceneri dell'eruzione, specie per i bambini. Ci siamo comunque dotati di mascherine, e quindi siamo tornati un po' all'epoca Covid, con la differenza che non siamo a casa nostra ma in una stanza d'albergo", racconta all'Adnkronos Santorelli.  "Ho contattato l'ambasciata italiana qui a Giacarta, molto gentili, si sono sincerati che noi avessimo le possibilità di poter autosostenerci, cosa che per fortuna abbiamo. L'albergo l'ho preso io ovviamente, non abbiamo problemi di questo tipo", sottolinea.  E Santorelli sottolinea che "c'è anche un altro medico italiano che doveva tornare a Milano, sta nella nostra stessa condizione, ovvero quella di essere rimasto bloccato e non avere notizie. Perché ad oggi non sappiamo se l'aeroporto riaprirà e vivere questa situazione con la famiglia, con delle bambine è un po' la criticità maggiore.  
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Eva Grimaldi, tragedia sfiorata per Imma Battaglia in autostrada: “Ho pianto per due giorni”

(Adnkronos) – "Ho pianto per due giorni". Eva Grimaldi, ospite oggi nel salotto di Caterina Balivo a 'La volta buona', ha ricordato la paura vissuta dalla moglie Imma Battaglia, protagonista di una disavventura in autostrada che lei stessa aveva denunciato sui social.  Mentre era alla guida della sua Alfa Romeo Junior, Battaglia ha subito un blocco improvviso e totale del motore. Una situazione pericolosa, aggravata dal fatto che si trovava in autostrada. Secondo il racconto di Grimaldi, è stata una fortuna che la moglie in quel momento stesse percorrendo la corsia di destra. "Si è bloccata all'improvviso, le è arrivato un segnale 'problema al motore, fermare il veicolo'. Lei ha pregato di trovare immediatamente una piazzola di sosta per potersi fermare", ha raccontato l'attrice.  La spavento è stato enorme: "Quando me lo ha detto per telefono ho pianto per due giorni, ha evitato una strage". Fortunatamente, nonostante la paura, la storia si è conclusa bene: "È viva per miracolo", ha aggiunto.  
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Caldo e aule roventi, Anief: “Posticipare il ritorno a scuola? 200 giorni possono essere ridotti per motivi eccezionali”

(Adnkronos) – “Nelle scuole stanno riprendendo le lezioni: poiché nel 95% delle classi italiane manca qualsiasi genere di climatizzazione, le temperature particolarmente alte renderanno molto difficile il regolare svolgimento delle attività didattiche. Ricordo che i 200 giorni minimi l’anno, previsti dalla legge, possono essere ridotti con ordinanza dei sindaci per motivi eccezionali, ad esempio per tutelare la salute di studenti e personale scolastico se il dirigente scolastico non riesce ad assicurarla in base all'aggiornamento del dvr (il documento di valutazione dei rischi)”. A ribadirlo è oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, confermando la richiesta del sindacato di posticipare l’avvio delle lezioni scolastiche e di intervenire attraverso l’adozione di disposizioni istituzionali già previste dalla normativa vigente. Il presidente nazionale Anief ricorda che “in Italia si hanno giorni di lezioni in più rispetto alla media europea e ore di lezione maggiori a carico dei docenti. Quindi, bisogna aprire una seria riflessione anche su questo, oltre che capire per quale motivo rispetto ai miliardi stanziati dal MiM, in molte scuole, specialmente al Sud, non sono stati assegnati o realizzati gli interventi programmati per capire come intervenire e climatizzare le stesse strutture scolastiche”. Infine, il sindacalista autonomo, rinnova “l'appello ai lavoratori rls-rsu, presenti in tutti gli istituti, perché procedano con una richiesta di intervento”. 
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Afd trionfa alle elezioni, Ilaria Salis: “Anche Hitler al potere in Germania con un voto”

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Anche Adolf Hitler arrivò al potere in Germania attraverso le elezioni. E' il commento che Ilaria Salis, europarlamentare di Avs, affida ai social dopo le elezioni regionali stravinte dall'AfD in Sassonia-Anwalt. Il partito di estrema destra ha ottenuto quasi il 44% dei voti nel Land orientale. "Sconcertante constatare quante persone legittimano e minimizzano il pericolo AfD solo perché è stato eletto 'democraticamente'. Se è per questo, anche H1tl3r arrivò al potere attraverso un processo elettorale…", scrive Salis in un post su X. "Ma la democrazia non si esaurisce nel principio di maggioranza: esistono diritti, libertà e principi fondamentali che nessuna maggioranza può e deve calpestare. E noi – statene certi – continueremo a combattere ogni forma di fascismo, anche se dovessimo essere minoranza", conclude. 
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Fondazione Fiera Milano verso completamento hotel via Scarampo

(Adnkronos) – Prosegue il percorso di rigenerazione dell'ex Polo Fieristico milanese promosso da Fondazione Fiera Milano. All’interno del quartiere Portello, a pochi passi dall'Allianz MiCo, sono in fase di completamento i lavori dell'hotel in viale Scarampo, una nuova struttura ricettiva d’avanguardia pensata per rispondere alle esigenze di congressisti e di chi sceglie Milano per turismo o per affari. La torre progettata da Amdl Circle e Michele De Lucchi, per Fondazione Fiera Milano, si innalza per 90 metri e complessivi 22 piani lungo Viale Scarampo, a pochi passi dall’Allianz MiCo e dal sistema di CityLife. Il nuovo hotel, realizzato dal general contractor Nessi & Majocchi spa, sarà affidato alla gestione di UNA Italian Hospitality, che aprirà sotto il brand upper-upscale del Gruppo con il nome: UNA Esperienze Milano CityLife. L’intervento, che ha un valore totale pari a 66 milioni di euro, sarà completato entro il prossimo gennaio, e vedrà l’apertura al pubblico nel settembre 2027. Realizzato su un’area precedentemente destinata a parcheggio, l’intervento contribuirà ad ampliare l’offerta alberghiera del quartiere, rafforzandone ulteriormente l’attrattività e la competitività come polo per il settore congressuale, il business e il turismo. “La rigenerazione di un quartiere ha valore quando crea nuove opportunità e cambia il modo in cui un’area viene vissuta e utilizzata. È questa la visione che Fondazione Fiera Milano sta portando avanti, al servizio della città, attraverso nuovi spazi e servizi a supporto delle attività fieristiche e congressuali e tramite una rifunzionalizzazione più ampia dell’intera zona che nel 2029 comprenderà il nuovo centro di produzione Rai. L’albergo Una Esperienze Milano CityLife rafforzerà la vocazione congressuale dell’area, rendendola più completa e attrattiva e contribuendo a creare un sistema più efficiente e competitivo. Una maggiore capacità di accoglienza potrà sostenere la crescita di fiere, congressi ed eventi, ma anche di turismo generando nuove opportunità di business per gli operatori e per il territorio. Per Fondazione Fiera Milano significa valorizzare un patrimonio strategico e trasformarlo in un motore di sviluppo per la città e per il suo sistema economico,” dichiara Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano.    “La torre ha un colore verde-grigio, che abbiamo chiamato 'verde minerale'. È una scelta importante, perché porta nel contesto di CityLife un'architettura dichiaratamente materica e colorata, capace di distinguersi dalle torri vetrate senza contrapporsi ad esse, ma introducendo un carattere diverso. Non volevamo fare un altro edificio di vetro. Volevamo un'architettura che avesse un colore, una consistenza, una presenza fisica. La forma, solida e compatta, è lavorata attraverso costolature verticali che danno profondità alle facciate e fanno vibrare la luce nel corso della giornata. Queste nervature assorbono e mitigano la presenza delle finestre, delle aperture e degli elementi tecnici, ricomponendoli all'interno di un disegno unitario. Tutto l’edificio è rivestito con pannelli di alluminio trattati a plissé, valorizzando e arricchendo la superficie piana delle lastre. La struttura accentua la verticalità e tutto sembra fluire verso l’alto, verso quella grande tribuna fatta di terrazze che si affacciano sul belvedere milanese. Il volume, più solido e compatto alla base, si fa verso l’alto più sottile, più esile, più elegante. È un'idea di architettura in cui la forma non è sufficiente a definire l'edificio: altrettanto importanti sono la materia, il colore, la lavorazione delle superfici e il modo in cui queste cambiano continuamente attraverso la luce," dichiara Michele De Lucchi, fondatore di Amdl Circle. “Essere General Contractor di un progetto di questa rilevanza rappresenta per Nessi & Majocchi motivo di grande orgoglio e, allo stesso tempo, una sfida che abbiamo affrontato mettendo in campo tutta la nostra esperienza e capacità tecnica. Insieme alle imprese associate Gualini S.p.A., Zaffaroni S.r.l. e Gianni Benvenuto S.p.A., abbiamo lavorato in maniera sinergica per affrontare la complessità dell’edificio, il suo sviluppo verticale e l’elevata qualità architettonica, attraverso un importante lavoro di ingegnerizzazione, coordinamento e pianificazione. L’adozione di soluzioni costruttive innovative ci ha permesso di coniugare qualità esecutiva ed efficienza, nel rispetto degli obiettivi del progetto. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra committenza, progettisti, tecnici, imprese e, soprattutto, dalle persone e dalle maestranze che ogni giorno lavorano in cantiere. Siamo orgogliosi di contribuire insieme alla realizzazione di un’opera così significativa per Milano e per la trasformazione di questa parte della città”, dichiara Angelo Maiocchi, Presidente di Nessi & Majocchi S.p.A. “Siamo orgogliosi di essere stati selezionati tra oltre 40 operatori di tutto il mondo per creare questo bellissimo hotel e di essere parte del progetto promosso da Fondazione Fiera Milano per trasformare un’area industriale in un nuovo punto di aggregazione per la città. Creare dal prato verde un hotel firmato da un grande architetto come Michele de Lucchi, insieme ad un’istituzione come Ffm che nel proprio quartiere espositivo ospita importanti fiere tra cui il Salone del Mobile.Milano, iconico punto d’incontro del design globale e in un luogo come CityLife, rappresenta una sintesi efficace della missione di UNA Italian Hospitality. Siamo una catena di hotel “quintessential Italian”, simbolo del bello italiano al servizio del Paese sia per il business che per il turismo. Con questo progetto portiamo nel quartiere CityLife la visione di ospitalità che contraddistingue il brand Una Esperienze: un’accoglienza di livello superiore, capace di coniugare design, servizi d’eccellenza, ed esperienze memorabili per gli ospiti. La nostra ambizione è creare un hub di riferimento per una clientela diversificata e internazionale, ma anche per la comunità milanese, offrendo nuove occasioni di incontro, compreso un rooftop dedicato alla convivialità” dichiara Giorgio Marchegiani, Amministratore Delegato Una Italian Hospitality.    Con i suoi 22 piani e circa 90 metri di altezza, l’hotel si inserisce nel panorama urbano milanese come nuova presenza architettonica. La torre, con pianta regolare e compatta, ospiterà 173 camere organizzate attorno a un nucleo centrale che separa i percorsi verticali dalle aree ricettive, garantendo efficienza distributiva e affacci diretti sulla città. La progressiva rastremazione del volume verso l’alto riduce la sezione della torre e genera una sequenza di terrazze ai livelli superiori. È qui che l’edificio costruisce un rapporto sempre più diretto con il paesaggio urbano, aprendosi progressivamente verso ciò che lo circonda. Alla base, un podio vetrato alto sette metri accoglie gli spazi destinati alla reception, alla hall, alle lounge e alle funzioni amministrative. Il piano terreno si apre sulla nuova piazza urbana, che estende lo spazio pubblico fino al piede della torre e crea una connessione diretta tra la dimensione urbana e quella alberghiera. Una lunga pensilina si protende verso viale Scarampo e la fermata della metropolitana, segnando un ingresso ampio e riconoscibile. La piazza è collegata alla fermata M5 Portello e si integra con il sistema degli spazi aperti dell’intero comparto. Tra il diciottesimo e il ventunesimo piano, la sommità della torre si articola come una vera e propria tribuna panoramica. Ristorante, sky lounge e belvedere occupano gli ultimi livelli, collegati da una scala e da spazi a tutta altezza. Le terrazze, per oltre 350 metri quadrati complessivi, si aprono sullo skyline milanese, sul parco di CityLife e sull’asse nord-occidentale della città. L’identità dell’edificio si esprime nella facciata, definita da una griglia regolare di montanti e sottilissimi traversi, dove le superfici trasparenti si alternano ai tamponamenti opachi in lastre di metallo plissettato, scanditi dalla sequenza di lame verticali. La loro disposizione intercetta la luce in modo diverso durante il corso della giornata, generando ombre e riflessi che modificano la percezione della superficie. Il disegno accentua la verticalità della torre: i marcapiani scompaiono e l'edificio sembra svilupparsi senza interruzioni verso l'alto. Lo stesso edificio appare così diverso al mattino, nel pomeriggio o verso sera: la luce ne trasforma la presenza, facendo emergere di volta in volta la materia delle lame e le parti vetrate. Il verde minerale dell’acciaio contribuisce a definire la torre, inserendola nel contesto di CityLife. Anche il punto di vista contribuisce a questa continua trasformazione. Muovendosi attorno all’edificio, le superfici vetrate compaiono e scompaiono dietro la sequenza delle lame: osservata frontalmente, la facciata lascia emergere la trasparenza e la profondità degli spazi; guardata lateralmente, appare invece più compatta e opaca. La trasparenza non è quindi una condizione uniforme della superficie, ma nasce dalla relazione tra la facciata e lo sguardo di chi la osserva. Le lame svolgono al tempo stesso una funzione tecnica, integrando e nascondendo gli elementi impiantistici e le componenti necessarie al funzionamento dell’edificio all’interno di un’unica pelle architettonica. L’adozione di tecniche costruttive avanzate per lo sviluppo verticale ha consentito di imprimere particolare rapidità alla realizzazione dell’edificio: è stato possibile completare strutturalmente quattro piani al mese e installare la facciata vetrata, composta da moduli prefabbricati, in soli tre mesi. La prefabbricazione fuori opera ha inoltre interessato i bagni delle camere, realizzati completi di finiture e accessori e successivamente trasferiti all’interno dell’edificio, consentendo di procedere in parallelo con l’avanzamento delle strutture. Le terrazze rappresentano uno degli elementi più significativi dell’edificio: non semplicemente spazi all’aperto in quota, ma luoghi progettati per valorizzare la posizione della torre e la ricchezza del contesto urbano che la circonda. 
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Afd trionfa alle elezioni, Pantisano (Linke): “La gente è arrabbiata, Cdu e Spd provano a spegnere fuoco con benzina”

(Adnkronos) – "Da tempo ormai si era intuito che queste elezioni sarebbero state difficili. La gente è giustamente arrabbiata, e a trarne vantaggio sono le persone sbagliate". In un'intervista esclusiva all'Adnkronos Luigi Pantisano, il co leader della Linke di origine italiana, commenta l'esito delle elezioni nel land di Sassonia-Anhalt e il trionfo dell'Afd spiegando che "il risultato elettorale rappresenta un chiaro rifiuto della politica di austerità del governo federale". Pantisano punta il dito contro i conservatori e i socialdemocratici per spiegare l'ascesa del partito di estrema destro tedesco: "Cercano ormai da decenni di spegnere il fuoco con la benzina".  
Come commenta i risultati del voto?
 "Da tempo ormai si era intuito che queste elezioni sarebbero state difficili. La gente è giustamente arrabbiata, e a trarne vantaggio sono le persone sbagliate. La Linke si è presentata a queste elezioni per rappresentare l’alternativa migliore: quella che offre un aiuto concreto e propone progetti realizzabili, non solo frustrazione e politica simbolica. Questo ha convinto anche molte persone che, in tempi bui, hanno scelto la speranza insieme a noi. In tre circoscrizioni elettorali, dove abbiamo parlato direttamente molto con le persone porta a porta, siamo riusciti a conquistare i seggi diretti. Sono fari di sinistra in un mare blu. In questo spirito continueremo ad andare avanti, indipendentemente da quanto difficili diventino le condizioni". 
Come spiega il successo dell’AfD? Quali errori hanno commesso gli altri partiti?
 "I conservatori e, in parte, anche i socialdemocratici cercano ormai da decenni di spegnere il fuoco con la benzina. Le persone hanno la sensazione che il governo federale disprezzi loro e il loro lavoro, ad esempio insinuando che si mettono in malattia per pigrizia. Si rendono conto che tutto diventa sempre più costoso, che i loro posti di lavoro sono a rischio e che devono temere il declino sociale. E poi si continuano a tagliare le prestazioni sociali, non si mantengono le promesse di sgravi fiscali e si inveisce contro gli stranieri. In fondo, l’AfD non ha nemmeno bisogno di condurre una propria campagna elettorale". 
Cosa significa questa vittoria per il Paese? Quali ripercussioni potrebbe avere a livello federale?
 "Il risultato elettorale rappresenta un chiaro rifiuto della politica di austerità del governo federale. La Cdu e la Spd devono finalmente capire che sono proprio i loro tagli drastici, dettati da un fondamentalismo di mercato, a spianare la strada alla destra. Se i partiti di governo non cambieranno la loro politica, la situazione politica diventerà sempre più difficile". 
Quale ruolo può e vuole svolgere la Linke dopo il voto? Aderireste a una coalizione per salvaguardare il cordone sanitario ( Brandmauer) nel caso in cui la Cdu lo proponesse?
 "Facciamo tutto il possibile per tenere l'AfD lontana dalle leve del potere. Consentire a un partito dell'estrema destra l'accesso ai registri anagrafici, al controllo dei servizi segreti e all'apparato di polizia è molto minaccioso per chiunque la pensi diversamente. Le divergenze politiche con la Cdu sono tuttavia enormi e, nell'attuale scenario delineato dal risultato elettorale, la questione non si pone nemmeno più". 
Dopo i fatti di Lipsia, siamo di fronte a un’escalation delle tensioni con Mosca? Quale strada si dovrebbe intraprendere, secondo il suo partito?
 "Il drone all’aeroporto di Lipsia è stato un tentativo di attentato. Ossia un atto criminale. Ciò comporta un’azione penale, anche nei confronti di attori statali. Gli attentati rappresentano una minaccia reale ed è positivo che la situazione venga valutata in modo realistico e che vengano adottate misure di protezione. È chiaro però che alimentare una spirale di escalation verso una guerra su vasta scala è insensato ed estremamente pericoloso. Chiudere la Casa Russia a Berlino, un luogo di scambio culturale, non è, ad esempio, una reazione adeguata". 
Come valuta la gestione del fenomeno migratorio in Germania e in Europa? Quali misure dovrebbero essere adottate?
 "Il governo conservatore in Germania sta facendo tutto il possibile per impedire l'effettivo esercizio del diritto di asilo, senza abolirlo ufficialmente. Ci si muove in questo senso anche a livello dell'Unione Europea. Ciò è in parte illegittimo e, nel complesso, semplicemente disumano. Naturalmente, dovremmo prima di tutto contribuire a combattere le cause che spingono alla fuga, questa è sempre la soluzione migliore. Ma quando le persone sono costrette a fuggire, allora è nostro dovere aiutarle". 
Lei ha vissuto in prima persona l’esperienza dell’immigrazione. Quali ricordi conserva e in che modo ciò ha influenzato le sue decisioni?
 "I miei genitori sono lavoratori ospiti (Gastarbeiter, migranti) italiani. Hanno lavorato duramente e hanno contribuito a ricostruire la Germania, ma non hanno mai ricevuto il meritato riconoscimento per questo. E questa è la realtà di tantissime persone con una storia di migrazione alle spalle. È stato un periodo davvero duro. Naturalmente ho vissuto anch'io il razzismo. Ma non ho mai voluto rassegnarmi a queste ingiustizie. Non si tratta di casi isolati: è qualcosa di sistemico, e io voglio superare questo sistema, affinché siano possibili buone condizioni di lavoro e una vita dignitosa per tutti". 
Come vede la situazione e le prospettive dell'opposizione politica in Italia?
 "Ho un grande rispetto per le persone che tengono testa a Meloni. So che è difficile. Ma anche Berlusconi è stato considerato a lungo onnipotente. Auguro forza all'opposizione. Non arrendetevi. Questo è qualcosa che noi, in tutta Europa, non possiamo permetterci. Le persone in Italia hanno il diritto di vivere in una democrazia in cui siano garantite la tutela delle minoranze e la sicurezza sociale". 
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Caso Pierina, Dassilva per la prima volta in tv dall’assoluzione: “Una liberazione. Mia moglie Valeria? Tutto è tornato come prima”

(Adnkronos) – "Ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto. Quel giorno non avevo neanche capito cosa era successo. Avevo paura, ansia, poi subito dopo è stata una liberazione". A parlare è Louis Dassilva, il 35enne assolto in primo grado nei mesi scorsi per l'omicidio di Pierina Paganelli, l'anziana trovata morta nel garage del comprensorio di via del Ciclamino a Rimini nell'ottobre del 2023. Nel corso di una intervista rilasciata a Ore 14, Dassilva – accompagnato dai suoi avvocati – si racconta, dal rapporto con la moglie Valeria Bartolucci al ricordo del carcere e del processo: è la prima volta che parla in uno studio televisivo dalla sentenza.  "Avevo fiducia ma la paura c'era. Mi sono messo a piangere perché ho pregato tanto e la gente mi ha aiutato. Quando quel giorno sono uscito dal carcere per andare a scoprire la sentenza, mi sono affidato al Signore e poi ho visto il risultato", dice Dassilva che poi aggiunge: "Una delle prime cose che ho fatto dopo l'assoluzione è stato fare colazione con i miei avvocati. Finora non ho parlato perché dovevo avere il tempo di riprendermi la mia vita, non è facile soprattutto per poter stare davanti alla gente a parlare".  Quando Salvo Sottile gli chiede il momento più difficile vissuto durante i 694 giorni di carcere, il 35enne non ha dubbi: "E' stato quando ho fatto lo sciopero della fame. Gli altri detenuti mi hanno aiutato con la vicinanza. Lì ho imparato a essere umile, rispettoso, cordiale e soprattutto ho imparato ad avere pazienza". Sul rapporto con la moglie Valeria: "Mia moglie sa che sono innocente, con il nostro amore non poteva fare diversamente. Oggi siamo in pace, è tutto tornato come prima. Stiamo ancora insieme e la amo".  Infine, alla domanda su Manuela Bianchi, la nuora della vittima con la quale lo stesso Dassilva aveva avuto una relazione extraconiugale, risponde: "Se una persona va ad accusare un'altra di una cosa così terribile, c’'è qualcosa da nascondere oppure sta proteggendo qualcuno. Con lei è stato un rapporto fisico, un rapporto fisico e basta".  
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Migranti, Lowles (Hope not Hate): “Dietro a proteste in Gb l’estrema destra di Patriot Platform, crea clima paura”

(Adnkronos) – “Dietro la retorica della difesa dei confini si nasconde una realtà allarmante che i recenti fatti di Dover e Portsmouth hanno messo a nudo. I gruppi che scendono in piazza, sostenendo di voler salvare il Paese dai migranti illegali, sono a tutti gli effetti formazioni di estrema destra”. Ad Adnkronos Nick Lowles, direttore esecutivo di Hope Not Hate, organizzazione inglese tra le più note del Paese impegnata nel monitoraggio delle derive estremiste, analizza le recenti mobilitazioni che hanno scosso il sud dell’Inghilterra, in quei luoghi dove normalmente approdano i migranti giunti dalle coste della Francia o del Belgio attraverso la Manica. Una tensione sociale che prende spunto dagli sbarchi registrati nel corso degli ultimi giorni i quali, stando ai dati dell’Ons, Office for National Statistics, raccontano di 16.513 persone giunte dall’inizio dell’anno al primo settembre. Nonostante il flusso sia inferiore rispetto ai passati anni, 41.000 gli sbarchi registrati a fine 2025, il dato rimane il pretesto per chi cerca di organizzare vere e proprie ronde urbane. "Vedere trecento o quattrocento persone con il passamontagna marciare per le strade bloccando il traffico è inaccettabile. Perché la galassia di queste proteste ruota attorno alla Patriot Platform, un’organizzazione che riunisce in una singola entità decine di gruppi locali come i Kent Patriots, i South London Patriots e diverse altre fazioni sparse sul territorio", spiega Lowles. "Si descrivono come un esercito cristiano pronto a riprendere il controllo delle frontiere e, come spesso accade per i vigilanti anti-migranti, affermano di voler proteggere donne e bambini. Ma il loro modo di operare non ha nulla a che fare con la normale dialettica democratica".  Secondo il direttore di Hope Not Hate, quanto visto in questi giorni a Dover e Portsmouth è solo un proseguo di quanto già accaduto in altre parti del Paese da inizio anno, in cui le protesta anti-migranti si sono trasformate in scontri con le forze dell’ordine, con auto, cassonetti e case date alle fiamme. "Nonostante il fondatore di Patriot Platform, Daniel Thomas, cerchi di presentare la sua iniziativa come basata su valori cristiani che rifugge l’uso di criminali, le sue stesse dichiarazioni smentiscono questa facciata di rispettabilità. Thomas ha infatti affermato pubblicamente di voler prendere il controllo del Regno Unito, arrivando ad accostare la Patriot Platform alla vecchia English Defense League. È di fatto impossibile credere a un intento pacifico quando intere città vengono prese in ostaggio da centinaia di individui a volto coperto per una pura e semplice esibizione di forza. Inoltre, le indagini di agosto hanno svelato una realtà opposta alla narrativa della protezione, documentando un passato di aggressioni e precedenti penali, anche contro le donne, per molti membri di spicco del movimento".  Il costo sociale di queste parate mascherate, al di là dell'inconveniente legato al traffico bloccato, è profondamente dannoso per l'intero tessuto comunitario, come sottolinea Lowles tracciando un bilancio delle violenze: "Cosa ancora più importante, le immagini che abbiamo visto nel fine settimana stanno creando un clima di paura tra i migranti regolari e più in generale tra le persone di pelle nera".  Da qui nasce il suo appello finale alle istituzioni: "Credo che il governo debba essere molto più robusto e fermo nell'opporsi a tutto questo. Quelle andate in scena a Dover e Portsmouth non erano affatto le ronde di una comunità preoccupata per la sicurezza cittadina, ma unicamente l'intimidatoria operazione di propaganda di una rete estremista". (di Alessandro Allocca) 
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