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Artale (Centro Padre Nostro): “Con Vulnerabili più servizi per chi non può curarsi”

(Adnkronos) – "Grazie al progetto 'Vulnerabili' abbiamo ampliato i servizi che offriamo con il nostro poliambulatorio di prossimità". Così Maurizio Artale, presidente del centro accoglienza Padre Nostro di Palermo, intervenuto alla presentazione dei risultati del progetto ‘Vulnerabili, giunto al suo secondo anno di vita. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Novo Nordisk e Fondazione Banco farmaceutico per garantire gratuitamente e con continuità insulina e dispositivi per la somministrazione alle persone con diabete che, a causa di condizioni di povertà e marginalità sociale, rischiano di rimanere escluse dai percorsi ordinari di cura.  "Con il servizio che offriamo attraverso il nostro poliambulatorio di prossimità accudiamo tanti uomini e donne che purtroppo non hanno la possibilità di curarsi. Molte persone che abbiamo incontrato al poliambulatorio, magari per degli esami di routine, nemmeno sapevano di essere diabetiche, l’hanno scoperto dopo un semplice e decisivo screening e noi abbiamo potuto sopperire ai loro bisogni di cura" conclude. 
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Diabete e povertà, Di Molfetta (Banco Farmaceutico): “Con Vulnerabili aiutiamo i più fragili”

(Adnkronos) – "La povertà sanitaria in Italia è molto diffusa e va di pari passo con l’aumento della povertà assoluta. Oggi, con questo progetto, ci troviamo nelle condizioni di poter e di voler aiutare le persone più fragili". Così Francesco Di Molfetta, consigliere di amministrazione della Fondazione Banco farmaceutico, intervenuto a Palermo alla presentazione, a un anno dal lancio, del progetto 'Vulnerabili', un’iniziativa nata dalla collaborazione tra Novo Nordisk e Fondazione Banco farmaceutico per garantire gratuitamente e con continuità insulina e dispositivi per la somministrazione alle persone con diabete che, a causa di condizioni di povertà e marginalità sociale, rischiano di rimanere escluse dai percorsi ordinari di cura.  "Il progetto Vulnerabili – spiega Di Molfetta – permette alle persone senza fissa dimora, penso agli emigrati che non sono ancora regolarizzati e che non hanno possibilità di accedere al Servizio sanitario nazionale, di avere la fornitura del farmaco, essenziale per combattere il diabete. Un’azione molto importante perché aiutarli significa anche curare malattie che sono legate al diabete. Spesso, infatti, le persone che arrivano non sono nemmeno a conoscenza della loro condizione di diabetico, per cui è importante sottoporli a uno screening e quindi aiutarli con questa donazione importantissima".  "Si tenga conto, inoltre, che questi farmaci hanno bisogno di seguire la catena del freddo perché devono essere conservati in frigorifero, per cui noi del Banco Farmaceutico, oltre alla distribuzione, curiamo anche la catena del freddo, affinché il farmaco arrivi integro al paziente", conclude. 
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Manola Moslehi si è sposata, il matrimonio ‘in segreto’ con la storica compagna Clarissa

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Manola Moslehi si è sposata. La conduttrice e speaker radiofonica ha detto "sì" alla compagna Clarissa, al suo fianco da diversi anni, in una location da sogno con vista su Roma. Le nozze si sono celebrate lo scorso 5 settembre nella suggestiva Villa Parco della Vittoria, nel cuore della Capitale, con una cerimonia romantica e riservata. A raccontare questo giorno così speciale sui social è stata la stessa Moslehi, che ha condiviso alcune immagini della giornata senza però mostrare il volto della compagna. La notizia è stata infatti svelata soltanto dopo la celebrazione delle nozze, anche attraverso le storie condivise sui social dagli invitati.   Per il giorno speciale, le due spose hanno scelto abiti raffinati ed eleganti, entrambe col bianco: Manola ha indossato un monospalla, mentre Clarissa ha optato per un abito con scollo all'americana. 
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Progetto ‘Vulnerabili’, sindaco di Palermo Lagalla: “Aiutare chi è in difficoltà è un dovere”

(Adnkronos) – “Palermo in tante occasioni ha tenuto a battesimo iniziative importanti. Il progetto ‘Vulnerabili’ viene riconfermato e amplificato e ha trovato, sin dall’inizio, il supporto autorevole della Camera dei Deputati, operando attraverso l’impegno dei territori e degli enti locali”.  Lo dice Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, a margine della presentazione dei risultati del progetto ‘Vulnerabili, partito proprio da Palermo e giunto al suo secondo anno di vita. L’iniziativa nata dalla collaborazione tra Novo Nordisk e Fondazione Banco Farmaceutico offre gratuitamente e con continuità insulina e dispositivi per la somministrazione alle persone con diabete che, a causa di condizioni di povertà e marginalità sociale, rischiano di rimanere escluse dai percorsi ordinari di cura.  “Il progetto mette ancora una volta insieme soggetti pubblici e privati, e in questo caso del comparto farmaceutico, che rendono disponibili gratuitamente a chi ha più difficoltà i presidi farmacologici e i dispositivi per il controllo dell’insulina nei pazienti diabetici”, continua Lagalla.  “Abbiamo tutti un dovere istituzionale e anche etico, che è quello di non lasciare indietro il maggior numero di persone possibili attraverso i servizi sociali e le iniziative di assistenza ma, soprattutto, attraverso le opere di rigenerazione dei quartieri più difficili, che poniamo al centro dell’azione politica e del progetto complessivo della città”, conclude il sindaco di Palermo. 
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Povertà e marginalità sociale, Mulè (Fi): “Vulnerabili un aiuto concreto agli ultimi”

(Adnkronos) – "Questo è un progetto unico che, a un anno dal suo lancio, vede raddoppiare le regioni e le associazioni che partecipano attivamente. Qui a Palermo il centro Astalli e il centro Padrenostro hanno aderito fin dallo scorso anno e adesso l’iniziativa si allarga raggiungendo anche Floridia, Agrigento e Lampedusa". Così Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati, alla presentazione a Palermo, a un anno dal lancio, del progetto 'Vulnerabili', un’iniziativa nata dalla collaborazione tra Novo Nordisk e Fondazione Banco Farmaceutico per garantire gratuitamente e con continuità insulina e dispositivi per la somministrazione alle persone con diabete che, a causa di condizioni di povertà e marginalità sociale, rischiano di rimanere escluse dai percorsi ordinari di cura. "Grazie a questo progetto sono state distribuite migliaia di unità di insulina ai soggetti vulnerabili, cioè a coloro che si trovano in condizioni di fragilità socioeconomica. È una di quelle azioni in cui il pubblico e il privato, in maniera virtuosa, si ritrovano insieme e danno vita a qualcosa di utile per gli ultimi", conclude Mulè. 
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Trump ‘provoca’ De Niro, la foto AI e l’accusa: “Anche questo idiota sta iniziando a capire”

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Robert De Niro sostenitore di Donald Trump? A far circolare la domanda è stato lo stesso presidente degli Stati Uniti, che in un nuovo post pubblicato su 'Truth Social' ha condiviso una foto dell'attore mentre tiene tra le mani una maglia rossa con la scritta 'Trump è il mio presidente'. Ma l'immagine è stata chiaramente generata con l'intelligenza artificiale.
 L'intento del tycoon è puramente provocatorio: la finta foto è stata accompagnata, infatti, con un commento ironico rivolto all'attore. "Persino questo idiota sta iniziando a capire", ha scritto Trump, lasciando intendere, in modo sarcastico, che De Niro avrebbe cambiato idea e posizione nei suoi confronti.  La provocazione si inserisce in un rapporto caratterizzato da forti contrasti, che durano da anni. La leggenda di Hollywood è infatti uno dei più accesi critici di Trump e non lo ha mai nascosto pubblicamente. "Non posso amare un Paese guidato da Donald Trump, il tiranno razzista, misogino e xenofobo", aveva dichiarato lo scorso giugno durante un discorso pubblico. De Niro ha sempre accusato Trump di rappresentare una vera minaccia per la democrazia americana. Dal canto suo, anche il presidente ha attaccato duramente De Niro. E questa foto è solo l'ennesima provocazione, alla quale l'attore non ha ancora replicato.  
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Con una lesione completa al midollo tornano a camminare, il traguardo messo a segno da una ricerca made in Italy

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Quattro persone con lesione midollare toracica cronica e funzionalmente completa, prive di capacità di contrarre volontariamente i muscoli degli arti inferiori, sono riuscite a mantenere la posizione eretta e a tornare a camminare con un deambulatore grazie a una nuova modalità di controllo della stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale. Si tratta di una strategia che sfrutta un gesto molto semplice: una lieve estensione volontaria del tronco. Questo movimento, spiegano gli esperti, è sufficiente a modificare la risposta alla stimolazione e a favorire il passaggio dall'estensione della gamba, necessaria per sostenere il peso corporeo, alla flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia necessaria per avanzare il passo. In questo modo è il paziente stesso, attraverso il movimento del busto, a contribuire al controllo della locomozione.  
E' l'ultimo traguardo messo a segno dalla ricerca 'made in Italy' nell'ambito del laboratorio Mine (Laboratorio congiunto sulle Neurotecnologie impiantabili modulari), nato dalla partnership tra Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e attivo all'Irccs Ospedale San Raffaele. I dettagli sono illustrati in uno studio pubblicato sulla rivista 'Med – Cell Press'. A quanto si apprende, i 4 pazienti sono 3 uomini e 1 donna e arrivano da Umbria, Marche, e due dalla Lombardia. Un partecipante ha percorso 132 metri in 42 minuti di cammino continuo e tutti sono riusciti a camminare anche affrontando curve, pendenze e superfici esterne irregolari. Il gruppo di ricerca è guidato da due pilastri del settore: Pietro Mortini, direttore dell'Unità di Neurochirurgia e Radiochirurgia Gamma Knife dell'Irccs Ospedale San Raffaele e professore ordinario di Neurochirurgia all'Università Vita-Salute San Raffaele, e Silvestro Micera, professore di Bioingegneria alla Scuola Superiore Sant'Anna. La stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale utilizzata nello studio, evidenziano gli esperti, è una delle strategie più promettenti studiate negli ultimi anni per favorire il recupero di alcune funzioni motorie nelle persone con lesione midollare. Gli approcci sperimentali più avanzati hanno ottenuto risultati importanti ricorrendo, per esempio, a interfacce cervello-midollo, algoritmi di decodifica dei segnali neurali e dispositivi sviluppati ad hoc. Questa volta però il gruppo del laboratorio Mine ha seguito una strada diversa, partendo da un'osservazione fatta durante la stimolazione: al variare dell'intensità effettivamente percepita dalle strutture nervose, la risposta degli arti inferiori cambia, passando dall'estensione del ginocchio, necessaria per sostenere il peso del corpo, alla flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia che permette di avanzare il passo.  I ricercatori hanno quindi scoperto che questo passaggio può essere innescato dal paziente stesso attraverso una lieve estensione volontaria del tronco – in media di circa 9 gradi – senza modificare le impostazioni dello stimolatore. È il principio definito dagli autori 'trunk-mediated control' (Tmc), o controllo mediato dal tronco: l'ipotesi alla base è che il movimento del busto modifichi temporaneamente i rapporti anatomici tra le strutture nervose e gli elettrodi, variando così l'effetto della stimolazione. I ricercatori sottolineano che nessuno dei 4 partecipanti ha recuperato, durante lo studio, la contrazione volontaria dei muscoli delle gambe: il movimento degli arti inferiori è stato quindi generato dalla stimolazione. E non sono stati osservati eventi avversi correlati a disautonomia. Lo studio è stato finanziato da Università Vita-Salute San Raffaele, Boston Scientific, Fondazione Cariplo, Fondazione Bertarelli, #NextGenerationEU (Ngeu), e ministero dell'Università e della Ricerca (Mur). (segue) 
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Norvegia, armi e artiglieria al confine con la Russia. Mosca minaccia “ulteriori misure”

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Il governo norvegese ha ufficializzato il dispiegamento di un battaglione di artiglieria in prossimità del confine con la Russia, una scelta che il Cremlino considera una minaccia alla propria sicurezza. Il portavoce Dmitry Peskov ha annunciato che Mosca valuterà "ulteriori misure" per rispondere al potenziamento militare norvegese. L'assetto operativo comprende attualmente quattro obici semoventi K9 di produzione sudcoreana, con una gittata utile fino a 40 chilometri. Il dispiegamento è stato confermato dall'ambasciatore russo a Oslo, Nikolay Korchunov, in una dichiarazione alla testata Izvestia. Secondo il diplomatico, altri 24 sistemi K9 saranno consegnati alla brigata Finnmark entro la fine del 2028. Entro il 2030, inoltre, le Forze Armate norvegesi dovrebbero ricevere 16 lanciatori del sistema lanciarazzi multiplo sudcoreano K239 Chunmoo, insieme a missili con una gittata fino a 500 chilometri. La pianificazione di Oslo prevede anche la creazione di un ulteriore battaglione di artiglieria autonomo nella contea di Troms, nel nord del Paese. Secondo Korchunov, con il potenziamento delle capacità di fuoco, "la Flotta del Nord e le strutture strategiche russe nella penisola di Kola rientreranno nel raggio d'azione". 
Da Mosca arriva quindi una dura reazione. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall'agenzia russa Tass, ha affermato che il rafforzamento militare norvegese è considerato diretto contro la Russia. "Naturalmente, un simile rafforzamento militare, che è diretto contro il nostro Paese, la Federazione Russa, non può non essere percepito come una minaccia alla sicurezza della Russia. E questo rappresenta un motivo per adottare ulteriori misure volte a garantire la nostra sicurezza. Se ne occupano il nostro ministero della Difesa e gli altri servizi competenti", ha dichiarato Peskov. 
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Serbia, migliaia a Belgrado per i funerali di Mladic. Ue: “Era un criminale”

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Migliaia di persone si sono radunate a Belgrado per i funerali di Ratko Mladic, l'ex comandante militare serbo-bosniaco morto lo scorso 27 agosto a 84 anni mentre scontava all'Aja l'ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi durante la guerra in Bosnia. Alla cerimonia nella chiesa di San Luca hanno partecipato diversi ministri serbi, l'ambasciatore russo e l'ex presidente della Republika Srpska Milorad Dodik, mentre era assente il presidente Aleksandar Vucic. "Sappiamo che il suo nome resterà profondamente impresso nella memoria e nelle preghiere della maggioranza del nostro popolo serbo-ortodosso", ha dichiarato il patriarca Porfirije. All'uscita del feretro, trasportato da soldati, migliaia di persone hanno sventolato bandiere serbe e vessilli con il volto dell'ex generale durante il corte verso il cimitero di Topcider.  La cerimonia di Belgrado è stata condannata dall'Unione Europea. "Qualsiasi glorificazione di criminali di guerra, negazione del genocidio e revisionismo contraddice i valori europei più fondamentali e non ha posto nell'Ue o nei Paesi candidati all'adesione all'Ue", dice in una nota il portavoce del Servizio europeo di azione esterna, Christian Wigand, definendo Mladic "un criminale di guerra condannato" che ha commesso "crimini di guerra, genocidio e crimini contro l'umanità" connessi al genocidio di Srebrenica. "I conflitti armati dei Balcani occidentali negli anni '90 sono stati tra i momenti più bui della storia recente d'Europa. Siamo solidali con tutte le vittime, i sopravvissuti e le loro famiglie che hanno sofferto a causa di crimini di guerra nei Paesi dell'ex Jugoslavia", sottolinea il portavoce. Inoltre, scrive, "la riconciliazione e le relazioni di buon vicinato nei Balcani occidentali rimangono centrali per costruire un futuro condiviso". La nota non specifica alcun Paese in particolare, nonostante Mladic sia stato rimpatriato in Serbia. "L'Ue è un partner per tutti i Paesi dei Balcani occidentali per sostenere i loro sforzi volti a promuovere la riconciliazione e la stabilità regionale, nonché per trovare e attuare soluzioni definitive e inclusive alle controversie regionali e bilaterali dei nostri partner e alle questioni radicate nell'eredità del passato, in linea con il diritto internazionale", conclude la nota. 
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Kessié: “Ho parlato con altre squadre ma tornando a Bergamo ho fatto una scelta di cuore’

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"Tornare a Bergamo è stata una scelta di cuore. Ringrazio la società e soprattutto a Luca Percassi: sono tornato a casa. Sono molto contento. Ero un ragazzino ai tempi in cui sono arrivato per la prima volta, oggi sono diventato molto più maturo rispetto a dieci anni fa". Così il centrocampista dell'Atalanta Franck Kessié nel corso della conferenza stampa di presentazione. "Dalla Costa d'Avorio mi hanno portato qua permettendomi di realizzare un sogno -aggiunge il 29enne ivoriano-. Per me Bergamo è stata la prima città d'Europa che ho visto da quando ho lasciato la mia patria. Qui sono diventato un grande calciatore e ora voglio ripagare tutti con i fatti, soprattutto il direttore Giuntoli per la fiducia. Sono davvero contento". Kessié è stato molto vicino a passare alla Juventus e su di lui c'era anche la Roma. "Ho parlato con altre squadre, ma come ho detto: quando l'Atalanta è entrata in gioco mi hanno dimostrato tanta fiducia. Una scelta di cuore che è andata sopra tutto". L'ex giocatore di Milan e Barcellona non fissa un obiettivo per la stagione. "A Bergamo bisogna lottare per tutto: campionato, Coppa Italia e Conference League. Vogliamo provare a giocarcela per qualsiasi obiettivo". Kessié chiude parlando delle prime impressioni su Mister Sarri. "Con lui stiamo lavorando al meglio ogni giorno. Per me non c'è problema nel giocare da mezzala o da regista. La sola priorità è dare il massimo per la squadra".  A fianco di Kessié in conferenza stampa il direttore sportivo Cristiano Giuntoli che traccia il bilancio del mercato orobico. "Siamo partiti da Sarri, convinti che sia la persona giusta per intraprendere un nuovo ciclo. Siamo partiti da un regista italiano come Gaetano, poi Kristensen dopo l'addio di Djimsiti. Dopo di che c'è stato Elmas e che è un calciatore molto duttile e coerente per il 4-3-3 di Sarri, poi è successo che De Roon ci ha chiesto di andare alla Roma e noi ci siamo fiondati su Kessié, giocatore che riteniamo fondamentale per il nostro progetto. Poi c'è Rowe, l'ultimo pezzo per darci negli ultimi 30 metri una qualità importante insieme a tutti i nostri attaccanti. Non siamo andati su un altro difensore come c'era stato invocato perché Hien sta recuperando e Obric sta crescendo molto bene".  L'ex ds del Napoli spiega i mancati arrivi di Alajbegovic e Romagnoli. Noi come Atalanta prendiamo molte informazioni, poi è chiaro che sul mercato ci sono delle opportunità. Per l'esterno abbiamo optato per un giocatore più pronto come Rowe che ci poteva dare maggiori garanzie. In difesa sta recuperando Hien e sta crescendo Obric, non volevamo appesantire il reparto".  
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