Categorie
Adnkronos News

Meloni festeggia record governo, dalla ‘A’ di alleati alla ‘Z’ di Zelensky: le parole chiave di 4 anni a Palazzo Chigi

(Adnkronos) – Venerdì a Bari Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia riuniscono il centrodestra per celebrare il record di longevità dell’esecutivo. Un appuntamento che guarda al passato, ma anche alla sfida del 2027. Dalla A alla Z, le parole, i protagonisti, le sfide e le partite che hanno segnato il cammino del governo Meloni e che accompagneranno l’ultimo tratto della legislatura. 
A come Alleati. La tenuta elettorale di Lega e Forza Italia è una delle incognite per Meloni in vista del 2027. I sondaggi raccontano una fase non semplice per Matteo Salvini e Antonio Tajani, mentre gli equilibri del centrodestra restano in evoluzione. Per la premier, arrivare al voto con una coalizione forte e competitiva sarà la sfida dell’ultimo miglio di una maratona iniziata nel 2022. 
B come Berlusconi. Il centrodestra nasce da un'intuizione del Cavaliere nel lontano 1994. A lui, fino a oggi, è appartenuto il record di longevità di un esecutivo: i 1.412 giorni del Berlusconi II. In un Paese che ha fatto dell'instabilità la sua cifra distintiva – 68 governi in ottant'anni di storia repubblicana – venerdì lo scettro passa nelle mani della prima donna premier d'Italia. E c'è chi giura che nel discorso di Meloni dal palco di Bari non mancheranno un pensiero e un ringraziamento al fondatore di Forza Italia. 
C come Carburanti. Di proroga in proroga, il governo è chiamato da mesi a tamponare il salasso del costo di benzina e gasolio, una vera idrovora per le tasche degli italiani e, insieme, per le casse dello Stato. Il dossier energetico, con il costo dei carburanti ma anche quello delle bollette, è e sarà uno dei più decisivi banchi di prova per l'esecutivo. 
D come Delmastro. L’ex sottosegretario alla Giustizia è uno dei volti dello scontro tra il governo e la magistratura. Dal caso Cospito alla vicenda della "Bisteccheria d’Italia" e delle chat. Una figura diventata simbolo delle tensioni tra Fdi e toghe, che hanno attraversato tutta la legislatura. 
E come Europa. È forse la parola che meglio racconta la metamorfosi di Meloni in questi quattro anni. Dalla cautela con cui Bruxelles guardava all'arrivo della destra al governo alla postura sempre più pragmatica e moderata con cui la premier ha iniziato a sedersi ai tavoli europei. Pnrr, migranti, difesa, industria: il rapporto con l'Europa, da possibile linea di frattura, è diventato uno dei terreni sui quali Meloni ha costruito la propria politica internazionale. 
F come Fisco. La promessa di una rivoluzione fiscale si è tradotta negli anni in una serie di interventi su Irpef, cuneo fiscale, flat tax e sostegno ai redditi. Il governo ha fatto del taglio delle tasse uno dei suoi cavalli di battaglia, ma il vincolo delle risorse ha imposto una strada fatta di misure progressive e interventi da rinnovare di manovra in manovra. L’elevata pressione fiscale resta uno dei grandi problemi dell’Italia. E il fisco rimane una delle partite decisive anche per il futuro della legislatura. 
G come Gaza. La posizione del governo italiano nei confronti di Israele si è fatta via via più dura con l'aggravarsi della crisi nella Striscia. Netta la condanna dei nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania, così come quella delle violenze e degli abusi attribuiti ai coloni. Un dossier che ha messo alla prova l'equilibrio di Meloni tra il rapporto con Israele e la necessità di mantenere aperto il dialogo con i partner arabi. 
H come Hormuz. Lo Stretto, crocevia dei traffici globali, è da mesi sotto i riflettori per il conflitto tra Stati Uniti e Iran e rappresenta oggi una delle grandi incognite per l'economia italiana. Energia, approvvigionamenti, trasporti e costo della benzina: una crisi lontana migliaia di chilometri che sta presentando il conto direttamente alle famiglie e alle imprese italiane. Vedi alla voce: carburanti. 
I come Immigrazione. Il tema che più di ogni altro ha accompagnato Meloni da Palazzo Chigi ai vertici internazionali. Dagli sbarchi agli accordi con Tunisia e Libia, dal Piano Mattei ai centri in Albania. E ora la sospensione di Schengen a Ceuta riporta ancora una volta la sicurezza dei confini e la gestione dei flussi al centro dell’agenda. 
L come Lavoro. È uno dei terreni sui quali il governo rivendica i risultati più significativi. A luglio gli occupati hanno raggiunto quota 24,37 milioni, 307mila in più rispetto a un anno prima, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 5,8%. Anche l'occupazione femminile è cresciuta nel confronto annuo. Ma resta sul tavolo il problema dei salari bassi, erosi dall'inflazione, e di un mercato del lavoro che continua a scontare forti divari, soprattutto per donne e giovani. 
M come Manovra. È l'appuntamento che, ogni autunno, mette alla prova la maggioranza e i conti dello Stato. Pensioni, tasse, famiglie, imprese, bonus: ogni legge di bilancio è stata uno slalom tra promesse elettorali, richieste dei partiti e vincoli europei. Ma quella che il governo si accinge a preparare avrà un significato particolare: sarà l'ultima manovra della legislatura, l'ultimo grande banco di prova economico prima del voto del 2027. 
N come Nato. La spesa per la difesa è diventata uno dei dossier più delicati per Meloni, tra gli impegni assunti in sede Nato e la necessità di trovare le risorse senza gravare ulteriormente sui conti pubblici. Con la guerra in Ucraina e i nuovi diktat di Trump, la pressione sugli alleati europei per aumentare gli investimenti nella sicurezza è destinata a crescere. 
O come Opposizione. Chi sarà il frontrunner dello schieramento che sfiderà Meloni alle prossime elezioni? La partita si gioca tutta nel campo largo. Ma il nodo della leadership resta ancora da sciogliere, così come quello della formula con cui presentarsi al voto. Elly Schlein, Giuseppe Conte, i nomi che possono arrivare dal mondo civico e le possibili candidature esterne ai partiti: il centrosinistra deve ancora trovare il suo federatore e, soprattutto, il suo candidato alla premiership. Per Meloni, la forza dell'avversario sarà una delle variabili decisive della sfida del 2027. 
P come Pnrr. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è il grande banco di prova amministrativo del governo. Centinaia di miliardi da spendere, riforme da approvare, scadenze da rispettare e un rapporto costante con Bruxelles. Meloni ne ha fatto anche una questione politica: dimostrare che l'Italia può spendere le risorse europee e trasformarle in cantieri, infrastrutture e crescita. Una partita che si gioca fino all'ultimo euro e all'ultima scadenza. 
Q come Quirinale. Il Colle è soprattutto una domanda sul futuro. I rumors che circolano nei palazzi della politica indicano Giorgia Meloni tra i possibili nomi per il Quirinale nel 2029, quando scadrà il secondo mandato di Sergio Mattarella. Uno scenario tutto da verificare, che la premier non ha mai trasformato in un progetto politico dichiarato, ma che acquista inevitabilmente un altro peso ora che Meloni si prepara a superare il record di longevità del governo Berlusconi II. Dal primato a Palazzo Chigi alla corsa per il Colle: è uno dei possibili capitoli del dopo-2027. 
R come Riforme. È il capitolo delle grandi promesse della destra che, a quattro anni dall'arrivo a Palazzo Chigi, presenta un bilancio in chiaroscuro. La riforma della giustizia, con la separazione delle carriere dei magistrati, è stata sonoramente bocciata dagli italiani nel referendum dello scorso marzo, infliggendo alla premier una delle più pesanti battute d'arresto politiche della legislatura. Il premierato, ribattezzato da Meloni la "madre di tutte le riforme", annaspa invece in Parlamento dopo il primo via libera del Senato. E l'autonomia differenziata, bandiera della Lega, vive una fase di stallo dopo gli interventi della Corte costituzionale. Tre riforme, tre partite ancora aperte: anche da qui passerà il giudizio sul governo. 
S come Sangiuliano e Santanchè. Due dimissioni eccellenti hanno segnato la legislatura, quelle di Gennaro Sangiuliano e Daniela Santanchè. Ma, nonostante gli addii e le tensioni nella maggioranza, Meloni ha scelto di non procedere a un vero rimpasto di governo. Una continuità che è diventata, nel tempo, uno dei tratti distintivi dell'esecutivo e anche della sua longevità. 
T come Trump. O come Tycoon. O, per dirla all'americana, "The Donald". Resta il gelo con il presidente degli Stati Uniti: da "special relationship" a spina nel fianco, almeno in attesa che le acque tornino calme. Nessuno, Meloni in primis, si aspettava un deterioramento del rapporto con il capo della Casa Bianca, innescato dal no della premier all'utilizzo delle basi americane in Italia per gli attacchi all'Iran e culminato nelle parole al vetriolo pronunciate da Trump dopo il vertice G7 di Evian: "Meloni mi ha implorato per una foto". Le diplomazie dei due Paesi si sono messe al lavoro per appianare i dissidi e, forse, il peggio è alle spalle. Ma il rapporto con Washington, che per Meloni non è mai stato in discussione, resta per la premier italiana uno dei grandi nodi della politica estera. 
U come Urne. Il 2027 è ormai l’orizzonte verso cui guarda tutta la politica italiana. Per Meloni sarà la prova del consenso, per gli alleati quella della tenuta elettorale, per l’opposizione la sfida a costruire un’alternativa. E intanto la legge elettorale, attesa all’esame del Senato, resta un cantiere aperto. 
V come Violenza sulle donne. Un tema entrato con forza nell'agenda del governo, tra il rafforzamento delle misure contro la violenza di genere, il contrasto al femminicidio e il dibattito sulla prevenzione. Un fronte sul quale l'esecutivo ha rivendicato nuovi strumenti e maggiori tutele. 
Z come Zelensky. Il leader ucraino è stato una presenza costante nei quattro anni di governo, così come il sostegno italiano a Kiev, dagli aiuti alle sanzioni contro la Russia fino alla ricostruzione. Con Zelensky la presidente del Consiglio ha costruito un rapporto stretto, diventato anche il simbolo della scelta euro-atlantica. Una linea difesa anche di fronte alle diverse sensibilità emerse nella maggioranza e nel suo stesso elettorato. 
—politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Mostra di Venezia, da Bloom a Borghi: parata di stelle per il secondo giorno

(Adnkronos) – Dopo il glamour della serata inaugurale, la 83esima Mostra del Cinema di Venezia entra nel vivo della sua programmazione. Oggi, giovedì 3 settembre, nella seconda giornata il Lido è pronto ad accogliere tre maestri del cinema mondiale: il tedesco Werner Herzog e l'irlandese Martin McDonagh in Concorso, e l'italiano Gianni Amelio Fuori Concorso.  Una parata di stelle sfilerà sul red carpet, da Kate e Rooney Mara a John Malkovich, Sam Rockwell e Steve Buscemi, fino al grande cinema italiano rappresentato da Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea. Grande attesa per ‘Wild Horse Nine’, il nuovo film di Martin McDonagh. Il film, ambientato poco prima del colpo di Stato cileno del 1973, segue due agenti della Cia, Chris (Sam Rockwell) e Lee (John Malkovich), inviati dal loro capo MJ (Steve Buscemi) sull'Isola di Pasqua. Tra le statue Moai, i due dovranno fare i conti con il loro passato e le cospirazioni del presente. Un thriller politico che vede nel cast anche Tom Waits e Parker Posey. In lizza per il Leone d'Oro anche Werner Herzog con ‘Bucking Fastard’.  Protagoniste sono le sorelle Kate e Rooney Mara nei panni di Jean e Joan Holbrooke, due donne così simbioticamente unite da parlare all'unisono, amare lo stesso uomo (Orlando Bloom) e condividere persino i sogni. Herzog non esplora il mondo attraverso i loro occhi, ma sceglie di raccontarle attraverso lo sguardo che il mondo esterno posa su di loro: dai tribunali alla stampa, da chi vuole aiutarle a chi cerca di sfruttarle. A rappresentare l'Italia è Gianni Amelio, che presenta Fuori Concorso ‘Nessun dolore’. Alessandro Borghi interpreta Davide, un venditore di libri usati la cui vita viene stravolta quando gli viene ‘consegnato’ un bambino nordafricano. Un incidente e la corsa in ospedale lo porteranno a incontrare Aminah (Beidja Yahiaoui), un'adolescente incinta appena sbarcata in Italia. Per generosità o debolezza, Davide trasformerà la sua casa in un rifugio per gli "invisibili", finendo per pagare un prezzo altissimo. Un'odissea personale e sociale che riflette sulle contraddizioni del presente. Nel cast anche Valeria Golino e Valerio Mastandrea. (Dalle inviate Loredana Errico e Lucrezia Leombruni)  
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Raid Iran su basi Usa in Kuwait. Hegseth proroga missioni militari Usa in Medio Oriente fino al 2027

(Adnkronos) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta avendo colloqui privati con i suoi più stretti collaboratori sull'opportunità di dichiarare la fine della guerra con l'Iran. Lo hanno riferito funzionari americani al corrispondente del Wall Street Journal Alex Ward. Le fonti hanno indicato che Trump si è detto favorevole all'idea di dichiarare la fine della guerra e che crede che la pressione economica costringerà il regime a smantellare il suo programma nucleare, altrimenti collasserà. Nel frattempo l'Iran ha attaccato basi Usa in Kuwait e il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha esteso il dispiegamento militare Usa in Medio Oriente fino al 2027, deliberando la proroga delle missioni fino al prossimo anno. Lo scrive il Wall street journal, ricordando che quando gli Stati Uniti hanno lanciato la loro offensiva contro l'Iran sei mesi fa, aveva promesso un colpo rapido e decisivo che avrebbe evitato un lungo e protratto conflitto. Ora, invece, sta silenziosamente estendendo il dispiegamento delle truppe, un segnale che il conflitto potrebbe protrarsi fino al prossimo anno, secondo fonti a conoscenza dei fatti. Secondo quanto riferito da alcune fonti, si tratta di una strategia militare a lungo termine, concepita per offrire al presidente Trump diverse opzioni in vista della guerra. Tuttavia, il dispiegamento di 19 navi da guerra, unità di difesa aerea, squadroni di caccia e paracadutisti nella regione sta mettendo a dura prova i militari e le loro famiglie, creando un arretrato di manutenzione che potrebbe richiedere anni per essere smaltito. Intanto l'Iran ha attaccato gli interessi militari statunitensi in Kuwait, nonostante le minacce di ulteriori bombardamenti lanciate da Trump dopo diversi scambi di attacchi, rischiando una nuova escalation dopo oltre sei mesi di guerra in Medio Oriente. Dopo un'altra notte di micidiali bombardamenti statunitensi e una rappresaglia su larga scala, il presidente americano ha avvertito mercoledì che gli Stati Uniti restano pronti a colpire la Repubblica islamica, che ha promesso di "spezzare" il nemico americano,"in qualsiasi momento". Dalle prime ore di oggi, l'esercito kuwaitiano ha segnalato sui social media di essere sotto attacco con missili e droni. "In risposta ai crimini commessi dall'America contro il popolo iraniano, sono in corso attacchi missilistici e con droni contro le basi americane in Kuwait", ha confermato poco dopo la televisione di stato iraniana sulla stessa piattaforma social. "Le forze iraniane hanno colpito un'importante struttura in una base statunitense in Kuwait", ha riferito Press Tv, aggiungendo che "l'attacco ha causato lo sprigionarsi di dense colonne di fumo".  Dopo un mese di relativa calma, le ostilità sono riprese domenica, in uno scenario che si ripete dall'inizio della guerra, iniziata a fine febbraio e tuttora senza soluzione diplomatica. L'esercito statunitense ha condotto due ondate di attacchi tra domenica e martedì sera, prendendo di mira, a loro dire, un tentativo di minare lo Stretto di Hormuz e poi installazioni delle Guardie rivoluzionarie iraniane, tra cui siti radar e di difesa aerea. Il secondo attacco ha provocato un totale di 19 morti, tra cui sette membri delle forze armate e civili, uno dei bilanci più alti degli ultimi mesi. Quattro persone sono state uccise durante un matrimonio nel distretto sud-orientale di Sirik, dove quasi altre 70 sono rimaste ferite. L'esercito statunitense non ha commentato l'attacco che ha colpito il matrimonio, ma ha dichiarato di "non prendere mai di mira i civili, a differenza delle Guardie rivoluzionarie". 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

‘Torno indietro e cambio vita’, con Bova e Memphis: stasera su Rai1

(Adnkronos) – Stasera, giovedì 3 settembre, va in onda in prima serata su Rai1 'Torno indietro e cambio vita' con protagonisti Raoul Bova e Ricky Memphis.Tra gli interpreti anche Paola Minaccioni, Giulia Michelini, Max Tortora, Michela Andreozzi, Augusto Fornari ed Emanuele Propizio. Marco Damiani è un uomo realizzato, ha 42 anni, un buon lavoro e un’unione solida. O almeno così crede. Il quadretto familiare va in frantumi quando la moglie Giulia lo lascia dopo venticinque anni trascorsi insieme. Distrutto dalla notizia, se ne va di casa e prova a mettersi in discussione, trovando conforto in Claudio, amico di lunga data. Una sera durante una passeggiata, Marco, ancora arrabbiato per il tradimento della moglie, confida a Claudio che se lui tornasse indietro farebbe tutto in modo diverso, a partire da Giulia, che non sposerebbe.  Proprio in quell’istante, vengono investiti da un’auto e al risveglio si ritrovano catapultati nel passato. Sono gli anni della scuola, delle partite con gli amici e dei primi amori. I due amici si adeguano al nuovo contesto e provano a volgere i fatti a proprio favore. Il 1990 è anche l’anno in cui Marco incontra Giulia e, per evitare di essere lasciato in futuro, decide che non si metteranno insieme. Riusciranno a cambiare il corso degli eventi o il destino è già segnato e impossibile da cambiare? 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Strisce blu e nuovo Codice della strada, cosa cambia nel 2026: le nuove regole

(Adnkronos) –
Novità per chi sfora il tempo nelle strisce blu. Il nuovo Codice della strada infatti ha introdotto una rimodulazione delle sanzioni per la sosta nei parcheggi a pagamento, facendo una differenza netta tra chi non paga il biglietto e chi supera l'orario.  Per chi ha pagato il parcheggio ma si trattiene oltre l’orario previsto, il nuovo comma 14-ter ha introdotto nel 2026 una distinzione basata sul tempo di sforamento: Se il ticket è scaduto fino al 10% del tempo sosta pagato, non si applica alcuna sanzione. Esempio: per 1 ora, ovvero 60 minuti, la tolleranza del 10% equivale a 6 minuti; se si paga per 30 minuti, la tolleranza è di 3 minuti e così via.   Se il ticket è scaduto dall'11% e fino al 50% del tempo sosta pagato si applica una sanzione ridotta del 50%. Se si supera il 50% del tempo sosta pagato, si applica la multa piena, oltre al recupero della tariffa giornaliera. Anche in questi casi, come già previsto per il mancato pagamento, si aggiunge alla sanzione l’importo della tariffa giornaliera non corrisposta. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Sparatoria a Minneapolis, 3 morti e 3 agenti feriti

(Adnkronos) –
Tre persone sono morte, fra cui il presunto attentatore, nella sparatoria avvenuta in un condominio nel centro di Minneapolis. Quattro altre persone sono rimaste ferite. Fra queste, tre agenti della polizia, secondo quanto riferito dalle autorità. Il sergente Garrett Parten del dipartimento di polizia di Minneapolis ha dichiarato in una conferenza stampa che non è ancora chiaro come sia morto l'autore della strage. Mercoledì, poco dopo le 16:30, gli agenti sono intervenuti in seguito a segnalazioni di una sparatoria presso un edificio. "All'interno, gli agenti hanno trovato delle vittime e udito altri spari", ha dichiarato Parten durante una conferenza stampa. "Gli agenti hanno seguito il suono degli spari fino al piano superiore dell'edificio, dove hanno incontrato una fitta nebbia che ha ridotto significativamente la loro visibilità". Una delle vittime della sparatoria è stata trovata morta sul posto, mentre una seconda è deceduta in ospedale, ha detto.  Tra gli agenti feriti, uno è stato colpito a una gamba e un altro è stato sottoposto a intervento chirurgico, ha dichiarato Parten. Un terzo agente è stato sottoposto a valutazione per una ferita apparentemente non pericolosa per la sua vita. Il sergente ha affermato che non è chiaro come sia morto il sospettato. "Si tratta di un evento tremendamente tragico e i nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alle famiglie, ai cari e a coloro che hanno perso la vita, ai feriti e agli agenti feriti e alle loro famiglie", ha affermato. Il movente della sparatoria non è ancora chiaro. 
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Us Open, Carlos Alcaraz soffre ma rimonta e batte Jaime Faria: è terzo turno

(Adnkronos) –
Carlos Alcaraz ha consolidato il proprio percorso agli US Open 2026, superando il secondo turno dopo una prestazione caratterizzata da un avvio incerto. Il tennista spagnolo, reduce da un prolungato periodo di inattività dovuto a un infortunio al polso, ha archiviato la pratica contro il portoghese Jaime Faria con il punteggio di 4-6 6-0 6-3 6-2. L'avvio del match ha evidenziato una condizione di incertezza per Alcaraz con il numero 72 del ranking ATP che ha impostato una strategia aggressiva. La dinamica dell'incontro ha subito una variazione sostanziale a partire dal secondo set. Il rendimento al servizio di Faria ha registrato un calo significativo, mentre Alcaraz ha incrementato l'intensità e la profondità dei propri colpi da fondo campo.  Nonostante lo spagnolo abbia dovuto annullare due palle break nel game d'apertura, ha assunto il controllo tattico della sfida. Faria ha subito tre break, permettendo allo spagnolo di imporsi nettamente nel parziale. Il terzo set ha confermato la supremazia di Alcaraz che affronterà ora il cinese Wu Yibing nel terzo turno.  
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Vuelta di Spagna, oggi dodicesima tappa: orario, percorso e dove vederla

(Adnkronos) – Torna la Vuelta di Spagna 2026. Oggi, giovedì 3 settembre, si corre la dodicesima frazione della corsa a tappe spagnola, con il gruppo che affronterà i 166,6 chilometri da Vera a Calar Alto: una tappa che verrà corsa tutta in Andalusia, con 4530 metri di dislivello. In maglia rossa c'è Enric Mas. Ecco orario, percorso e dove vedere la tappa 12 della Vuelta in tv e streaming. 
Qual è il percorso della tappa 12? In Andalusia tornano a essere protagonisti gli uomini di classifica. Nella prima parte della tappa potrebbe prendere forma una fuga numerosa, favorita dai tre Gpm concentrati nei primi 90 chilometri. La corsa, però, dovrebbe decidersi nel finale, sulle due salite che caratterizzano la giornata: l’Alto de Velefique, 13 km al 7,2%, e soprattutto il Calar Alto, salita di prima categoria lunga 17 km e con una pendenza media del 6%. La diretta integrale della Vuelta di Spagna è su Eurosport 1 e in streaming su discovery+ e HBO Max, oltre che sui pacchetti che includono i canali Eurosport (Dazn, Timvision e Prime Video Channels). La dodicesima tappa partirà alle 13.07 per finire alle 17.17. 
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Russia e guerra ibrida, Tajani: “Italia non è al riparo dalle minacce”. L’allarme sulle elezioni: “Rischio condizionamenti”

(Adnkronos) – Frenata sugli asset russi. Allarme per il rischio influenze russe sul voto. Da Wicklow, Antonio Tajani traccia la linea mentre cresce la preoccupazione nelle cancellerie europee per l'escalation attribuita a Mosca dopo l'attacco all'aeroporto di Lipsia. Sotto un tipico acquazzone irlandese, il vice premier ha riconosciuto come neanche l'Italia sia completamente al riparo dalle minacce ibride russe o da sabotaggi. Non si può escludere nulla in questa fase, è il senso del suo ragionamento condiviso con i giornalisti. "Quando c'è un pericolo bisogna alzare la guardia per evitare che diventi concreto", ha detto, rimarcando che "attacchi cibernetici ce ne sono stati e continuano ad esserci quotidianamente da parte di hacker russi" e che "l'Italia può essere oggetto" di iniziative di guerra ibrida.
 Ma è sul rischio ingerenze straniere sul voto che risuonano i campanelli d'allarme più forti. La Russia potrebbe tentare di condizionare anche le politiche italiane, in un'Europa dove la minaccia di Mosca viene ritenuta sempre più aggressiva e "sconsiderata" – per usare le parole del segretario generale della Nato, Mark Rutte. E con diversi appuntamenti elettorali all'orizzonte – il prossimo anno si vota in Francia, Italia, Spagna, Polonia – il voto può diventare un nuovo terreno di confronto. "Bisogna stare molto attenti per quello che i paesi extra europei non alleati dell'Europa possono fare anche per condizionare le elezioni nei nostri paesi. Certamente i cittadini italiani non si faranno condizionare, però il tentativo ci sarà perché è noto, basta leggere qualche libro di storia per capire che cos'è la 'disinformatia' ", ha scandito il vice premier. 
L'Europa, dunque, alza il livello di allerta di fronte alla Russia. Ursula von der Leyen e Mark Rutte hanno assicurato che Ue e Nato aumenteranno la pressione su Mosca, mentre l'Alta rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas – che a Wicklow ha aperto i lavori della ministeriale Ue in formato Gymnich – ha parlato di un'azione con le caratteristiche del terrorismo "sponsorizzato" dallo Stato.    Il caso nelle ore sembra lambire anche l'Italia. Un visto italiano, infatti, sarebbe stato rilasciato a uno dei due presunti autori del tentato attacco a Lipsia, un cittadino bielorusso. Dalla località a sud di Dublino, Tajani ha assicurato che saranno effettuati "tutti i controlli necessari, verificheremo se è così", sottolineando che per il rilascio dei visti esiste una procedura e che, in assenza di specifici alert sulla persona interessata e in presenza dei requisiti previsti, il visto viene concesso. "Accerteremo per quale motivo sia stato concesso questo visto", ha aggiunto. Sul fronte degli asset russi congelati – dossier rilanciato da una lettera inviata da Svezia, Polonia, Olanda e Spagna nei giorni scorsi a Kallas – Tajani ha ribadito che l'Italia non è contraria in linea di principio al loro utilizzo per finanziare l'Ucraina, ma chiede garanzie. "Bisogna vedere se ci sono le condizioni giuridiche per farlo", ha avvertito, perché senza una valutazione certa da parte dei giuristi della Commissione europea e della Banca centrale europea il rischio è che l'operazione si trasformi in un "boomerang" e si finisca per fare il gioco di Vladimir Putin. La 'padrona di casa', la ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee, ha chiarito che tra i capi delle diplomazie europee al momento si registra un "impasse" sulla questione.  Sul piano europeo la risposta all'attacco di Lipsia è quella di una maggiore compattezza. Von der Leyen ha parlato di un'azione condotta "con materiale di livello materiale da agenti russi sul territorio dell'Unione europea", assicurando che Bruxelles non intende tollerarlo. Se l'obiettivo di Mosca era intimidire i Paesi europei e indebolire il sostegno a Kiev, ha sottolineato la presidente della Commissione, l'effetto è stato opposto: "Ha solo rafforzato la nostra determinazione", ha scandito, precisando che Ue e Nato "aumenteranno" la pressione sulla Russia e non si fermeranno finché Mosca non metterà fine alla guerra contro l'Ucraina.  Il segretario generale della Nato ha rilanciato lo stesso messaggio, avvertendo il Cremlino che sbaglierebbe a pensare di poter dividere gli alleati. "La nostra unità resta incrollabile", ha assicurato Rutte, ricordando come negli ultimi mesi siano aumentate le "attività ostili" russe sul territorio europeo, "dagli incendi appiccati in fabbriche che producono equipaggiamenti di difesa per l'Ucraina" fino all'attacco ibrido in Germania. Un'escalation che, secondo Rutte, rende ancora più evidente la necessità di lavorare "senza sosta" per proteggere la popolazione europea. Sulla stessa linea Kallas, che ha annunciato la convocazione del rappresentante russo presso l'Ue e ha esortato gli Stati membri a coordinarsi sulle prossime mosse. I fatti di Lipsia, ha spiegato, rappresentano un segnale ulteriore della crescente aggressività do Mosca. La priorità per l'Alta rappresentante dell'Ue è esercitare una pressione ancora maggiore sulla Russia. "Vedendo questi attacchi ibridi in tutta Europa, penso che siano anche un campanello d'allarme per i Paesi che forse non sono stati così decisi" sul tema delle sanzioni a Mosca, ha pronunciato nel doorstep, pungolando gli Stati finora troppo morbidi con la Russia a mettere da parte la cautela. "Colpito" dalla reazione ferma dell'Europa, si è detto invece il ministro tedesco Johann Wadephul, che in Irlanda – al pari del suo omologo britannico Ed Miliband – ha incassato la solidarietà dei suoi colleghi. Il capo della diplomazia di Berlino ha insistito sulla necessità di dimostrare a Mosca che la strategia basata sulla forza non sta producendo l'effetto sperato. L'approccio russo, fatto di pressione militare e mezzi ibridi, "è fallito", ha rimarcato. Il nodo resta però quello della protezione dell'Ucraina. Wadephul ha richiamato la necessità di mettere a disposizione di Kiev le riserve di armamenti ancora presenti negli arsenali di alcuni Paesi europei, soprattutto per rafforzare la difesa aerea e impedire che gli attacchi con droni e missili balistici possano raggiungere i loro obiettivi. Un messaggio colto al volo dal ministro ucraino, Andrii Sybiha, che ha lanciato un appello affinché Kiev disponga finalmente di un numero di intercettori in grado di "chiudere i cieli ucraini".  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Meteo, afa allenta la presa: venerdì zero bollini rossi e 12 città in giallo

(Adnkronos) –
L'afa allenta ancora la sua presa sull'Italia. Oggi, giovedì 3 settembre, solo Bari sarà in allerta massima, mentre domani, venerdì 4 settembre, i bollini rossi raggiungeranno quota zero, e resteranno 12 città in pre-allerta (bollino giallo).  Secondo l'ultimo bollettino diffuso dal ministero della Salute le 12 città con bollino giallo sono: Ancona, Bari, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Latina, Napoli, Palermo, Perugia, Rieti e Roma. Completano il quadro di venerdì le restanti 15 città, tutte con bollino verde, ossia condizioni meteo che non comportano un rischio per la salute). 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)