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Il marchio di Trump alla conquista del mondo, dal Golfo d’America allo Stretto di Hormuz

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Lo Stretto di Hormuz è solo l'ultimo dei luoghi, istituzioni, navi da guerra, aeroporti o programmi governativi sui quali Donald Trump sembra intenzionato a lasciare la propria impronta, se non direttamente il proprio nome o la propria faccia. Dall'inizio del suo secondo mandato, il presidente americano ha mostrato una particolare inclinazione a ribattezzare luoghi e organismi, recuperare vecchie denominazioni o associare direttamente il proprio nome a edifici e iniziative pubbliche. L'ultimo esempio è arrivato con la proposta, lanciata su Truth Social, di cambiare il nome dello Stretto di Hormuz in "Stretto di Trump", ora che, sostiene, sarebbe "sotto il controllo degli Stati Uniti". 
Uno dei primi provvedimenti firmati dopo il ritorno alla Casa Bianca è stato quello per ribattezzare il Golfo del Messico "Golfo d'America", denominazione adottata dal governo federale ma che non ha avuto seguito a livello internazionale. Negli ultimi giorni Trump, nel pieno dello scontro commerciale con il Canada, ha ordinato di cambiare il nome del Lago Ontario in "Lake America", sostenendo che la sua amministrazione intende "riconoscere gli straordinari contributi del popolo americano e il ricco patrimonio della nostra storia, dando ai grandi monumenti naturali nomi che celebrino i nostri successi condivisi". Una scelta contestata sia in Canada che dalla governatrice democratica di New York Kathy Hochul, che ha assicurato: "New York non lo chiamerà così".
 In altri casi, il nome scelto è stato direttamente quello del presidente. Lo United States Institute of Peace è stato ribattezzato Donald J. Trump United States Institute of Peace, mentre più travagliato è stato il tentativo di aggiungere il suo nome al John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington: dopo che il nuovo board nominato da Trump aveva approvato la modifica, un giudice ne ha ordinato la rimozione e ora il consiglio punta alla dicitura "Restaurato e rinnovato dal presidente Donald J. Trump". Il suo nome accompagna anche i "Trump Accounts", i conti di risparmio per i bambini, e la piattaforma governativa per i farmaci TrumpRx. Già nel 2020 Trump aveva fatto inserire il proprio nome sugli assegni degli aiuti economici distribuiti durante la pandemia. Il presidente ha poi un occhio di riguardo per le forze armate. La Marina ha annunciato il progetto di una nuova flotta di 15 corazzate della "classe Trump", anche se secondo il Congressional Budget Office la prima richiederebbe almeno otto anni per essere costruita e il programma potrebbe costare 275 miliardi di dollari. 
L'Air Force ha invece battezzato F-47 il futuro caccia di sesta generazione, richiamando Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti. "È un numero bellissimo", aveva commentato lui. Tra le altre proposte attribuite al presidente dai media americani ci sono quella di intitolargli il nuovo stadio della squadra della Nfl dei Washington Commanders e quella di ribattezzare con il suo nome l'aeroporto internazionale di Washington-Dulles, mentre quello di Palm Beach è già stato intitolato a Trump all'inizio di luglio. Tra le altre ipotesi circolate c'è anche quella di intitolare al tycoon la nuova portaerei in costruzione che avrebbe dovuto onorare Doris Miller, il marinaio afroamericano eroe dell'attacco a Pearl Harbor. Non soltanto il nome: anche il volto di Trump sta moltiplicando le proprie apparizioni. Grandi ritratti del presidente sono comparsi sugli edifici di diversi dipartimenti federali e abbondano alla Casa Bianca. Il suo volto compare inoltre accanto a quello di George Washington sul pass annuale dei parchi nazionali e sul "Patriot Passport" realizzato per i 250 anni degli Stati Uniti. Da oggi è possibile ritrovarlo persino sulle monete: la Us Mint ha avviato la vendita di monete da un dollaro color oro con il volto di Trump, utilizzabili anche come valuta legale e coniate per celebrare i 250 anni dell'indipendenza. Una scelta controversa poiché la legge americana vieterebbe generalmente di raffigurare persone viventi sulla valuta, ma che l'amministrazione ritiene consentita da una legge del 2020 che autorizzava speciali monete commemorative per l'anniversario del 2026. Di oro, peraltro, hanno soltanto il colore: sono composte principalmente di rame. Il Tesoro ha inoltre annunciato che la firma di Trump comparirà sulle future banconote. 
Ci sono infine sogni ancora incompiuti per il presidente americano, su tutti uno di cui parlava già durante il suo primo mandato: vedere il proprio volto scolpito sul Monte Rushmore accanto a quelli di George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln. L'allora deputata del South Dakota Kristi Noem raccontò già nel 2018 che Trump le aveva confidato: "Sai che è il mio sogno avere la mia faccia sul Monte Rushmore?".  
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Us Open, finisce il sogno di Guerrieri: De Minaur liquida l’azzurro in tre set e avanza al secondo turno

(Adnkronos) – Finisce contro Alex De Minaur il sogno di Andrea Guerrieri agli Us Open 2026. L'azzurro, al debutto nel tabellone principale di uno Slam, è stato eliminato nel primo turno del torneo americano dal numero 8 del ranking Atp oggi, mercoledì 2 settembre. L'australiano ha dominato il match (interrotto anche per pioggia), archiviando la pratica in 3 set con il punteggio di 6-2 6-2 6-4.
 Una sfida iniziata non benissimo dal tennista di Correggio, emozionato per il grande esordio a New York e un po' impacciato soprattutto nei primi game: sicuro fin dall'inizio invece De Minaur, che accusa un solo passaggio a vuoto nel finale, con un controbreak di Guerrieri a metà del terzo parziale. L'australiano avanza così al secondo turno. 
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Fabregas, Dimarco, Malen e… Tutti i premiati del Gran Gala del calcio Aic 2026

(Adnkronos) – Il Teatro alla Scala di Milano ha ospitato la quindicesima edizione del Gran Galà del Calcio AIC, l’appuntamento dedicato alle eccellenze della stagione calcistica italiana. L’evento, che ha visto Haier nel ruolo di Title Sponsor, è stato organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori in collaborazione con Lega Calcio Serie A e con il patrocinio del Comune di Milano. La serata, aperta con un ricordo di Franco Baresi, ha riunito campioni, dirigenti, rappresentanti istituzionali, imprenditori e volti del mondo dello spettacolo nella cornice di uno dei simboli dell’eccellenza italiana, confermando il Gran Galà come uno dei momenti più prestigiosi e attesi del calendario sportivo nazionale. Accanto ad Haier, Bancomat, Net Insurance, Mulish e Panini hanno partecipato all’edizione 2026 in qualità di Main Sponsor. La serata è stata trasmessa in diretta su Sky Sport dalle ore 19.00 e in chiaro su TV8 dalle ore 21.20. Rivista Undici è stata media partner dell’evento. Sul palco del Teatro alla Scala, Federica Masolin e Fabio Caressa di Sky Sport hanno accompagnato il racconto della serata e delle premiazioni. Il riconoscimento di Migliore Assoluto è stato assegnato a Federico Dimarco. Cesc Fàbregas ha ricevuto il premio di Allenatore dell’Anno, mentre l’ FC Internazionale Milano è stata eletta Società dell’Anno. Tra gli altri riconoscimenti, Maurizio Mariani è stato premiato come Arbitro dell’Anno e Mattia Liberali come Miglior Giovane della Serie B. L’edizione 2026 ha inoltre introdotto il premio al Miglior Giovane della Serie A, assegnato da Haier a Nico Paz.  Nel corso del Galà è stata quindi svelata la Top 11 della Serie A 2025-2026, schierata con un classico 4-3-3: Mile Svilar tra i pali; Marco Palestra, Federico Dimarco, Alessandro Bastoni e Manuel Akanji in difesa; Hakan Çalhanoğlu, Scott McTominay e Luka Modrić a centrocampo; Lautaro Martínez, Nico Paz e Donyell Malen in attacco. Il premio 'Vota il Gol' è andato a Francisco Conceição. Le reti finaliste erano state selezionate dalla redazione di Rivista Undici. Uno dei momenti più significativi della serata è stato l’omaggio ai protagonisti del trionfo dell’Italia ai Mondiali del 2006, celebrato a vent’anni da una delle pagine più memorabili dello sport italiano. Sul palco Andrea Barzagli, Alessandro Del Piero, Simone Perrotta, Gianluca Zambrotta e Ciro Ferrara.  I riconoscimenti relativi alla stagione 2025-2026 sono stati assegnati sulla base del voto diretto dei calciatori, chiamati a scegliere i migliori colleghi ruolo per ruolo. Fa eccezione il premio 'Vota il Gol', assegnato dal voto dei tifosi. 
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McTominay: “Sto bene, quello al cuore non è un problema. Torno presto”

(Adnkronos) – "Come sto adesso? Sto bene, quello al cuore non è un problema. Metterò tutto a posto e tornerò presto". Così il centrocampista del Napoli Scott McTominay, durante la serata del Gran Galà del calcio Aic, al Teatro alla Scala di Milano. Il centrocampista scozzese sarà sottoposto a un intervento di correzione mediante ablazione dopo l’insorgenza di una lieve aritmia benigna: "Torno dopo la sosta? Non lo so, vediamo". Il numero 8 azzurro potrebbe tornare a disposizione della squadra e del tecnico Massimiliano Allegri al termine della prossima sosta per le nazionali. McTominay dovrebbe tornare in gruppo per la sfida contro il Frosinone, in programma al Maradona nel weekend del 10 ottobre. 
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Gp Monza, Leclerc dj alla festa Ferrari: il risultato è un disastro

(Adnkronos) – Divertente siparietto durante l'evento 'Peroni Nastro Azzurro 0.0% Drive to Monza' in Piazza Duomo, a Milano. Oggi, mercoledì 2 settembre, i piloti della Ferrari Lewis Hamilton e Charles Leclerc hanno dato a migliaia di tifosi del Cavallino il primo 'abbraccio' in vista del Gran Premio di Formula 1 a Monza, in programma nel weekend.  L'inglese e il monegasco hanno salutato i sostenitori della Ferrari, regalando autografi e selfie e poi, durante la festa, un 'incidente di percorso' è diventato presto virale. Cos'è successo? Charles Leclerc, chiamato alla consolle, si improvvisa dj. Il risultato, però, è da dimenticare e piovono risate.  Il pilota monegasco prova a cimentarsi nel nuovo ruolo anche con impegno, ma quando mette mano alla consolle partono suoni poco piacevoli e anche abbastanza fastidiosi. Hamilton, sullo sfondo, se la ride. E con lui tanti tifosi, che sperano che Leclerc possa rifarsi presto in pista.  
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“Insulti e offese per le previsioni meteo”, lo sfogo di Giuliacci a E’ sempre Cartabianca

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"Mi hanno insultato per le previsioni meteo". E' lo sfogo di Mario Giuliacci, decano dei meteorologi, nell'intervento a E' sempre Cartabianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer su Rete4. Le previsioni, nell'estate rovente, sono state seguite con 'speranza' da milioni di persone soffocate da afa e umidità. "Se dico 'fine dell'ondata di caldo africano', qualcuno pensa che sia la fine dell'anticiclone. Io intendevo fine dell'ondata, poi ne è arrivata un'altra e mi sono preso insulti…", dice Giuliacci, apostrofato come 'scemo' e 'vecchio'. "C'è gente ignorante, ci sono tuttologi che ascoltano e pensano che le previsioni debbano dare certezza: guardate sul vocabolario cosa significa la parola previsioni… E' legittimo dire che ho sbagliato le previsioni, ma le offese sono un'altra cosa", dice. Quindi, spazio – ovviamente – alle previsioni: quanto durerà ancora il caldo? "A occhi e croce andremo avanti fino a metà settembre. Da domani ritorna l'ondata di caldo africano. Il riscaldamento del pianeta è un dato di fatto, le temperature sono aumentate mediamente di un grado e il mar Mediterraneo si è scaldato di 2 gradi, è una delle aree del pianeta che si è scaldata di più. Al Nord, le nostre estati si sono scaldate di 2,8 gradi al Nord, 2,5 gradi al Centro e 2,3 al Sud. Prima, le giornate con temperature di 5 gradi superiori alla media erano 5 in un'estate: ora sono 20…". 
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Report, Giulia Presutti rinuncia alla conduzione: “Lascio per amore del programma”

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Giulia Presutti ha annunciato l'intenzione di rinunciare alla co-conduzione di Report. La decisione – a quanto apprende l'Adnkronos – è stata annunciata con una mail inviata dalla giornalista questa sera al direttore degli Approfondimenti della Rai Paolo Corsini nella quale spiega che ha preso questa decisione "nella speranza di aiutare in questo modo la trasmissione che mi ha formata e alla quale ho avuto l'onore di contribuire. Una trasmissione così amata, che tanto ha dato al pubblico e alla nostra azienda, non può impantanarsi in discussioni e scambi così piccoli, né credo che il suo futuro possa essere legato a singoli nomi e singole personalità". Presutti, con Daniele Piervincenzi, era stata nominata alla conduzione della trasmissione dopo la rimozione di Sigfrido Ranucci.
  
La decisione di Presutti è maturata al termine di una giornata caratterizzata dall'incontro tra la direzione Approfondimento Rai e la redazione di Report a via Teulada, dove sono giunti anche i due conduttori. Giornalisti e dirigenza si sono confrontati in un clima tra momenti di dialogo pacato ma serrato a momenti di tensione. A quanto apprende l’Adnkronos lo scambio tra i vertici e i giornalisti si è sviluppato con "alti e bassi", tra momenti di dibattito misurato e altri più tesi. A confrontarsi con lìazienda tutta la redazione storica del programma di inchiesta, che ha minacciato di dimettersi in blocco in caso di conferma dei conduttori indicati dalla Rai. "Abbiamo aperto un canale di comunicazione con l’azienda, l’interesse di tutti è andare in onda dall’8 novembre con ‘Report’, con la consueta autonomia e indipendenza. È questo che abbiamo fatto presente all’azienda". Nel corso dell’incontro “si è aperto un canale di comunicazione, per noi è positivo, e adesso cercheremo di capire quali sono le decisioni dell’azienda", ha spiegato l'inviato Danilo Procaccianti non soffermandosi sui dettagli, che al momento restano riservati. "Non si è parlato di nomine, non abbiamo voluto farlo perché per noi è importante che Report vada in onda con la consueta autonomia indipendenza, e deve andare in onda dall’8 novembre – ha affermato il giornalista – La squadra è disponibile a questo, e su questo abbiamo dialogato positivamente con l’azienda". Con i conduttori scelti dalla Rai "non ci siamo incontrati. Questa era un’assemblea per capirci, non era una trattativa. Non si è parlato né di nomine né di modalità di conduzione, solo di autonomia e di indipendenza di Report, che penso che interessi tutti i giornalisti". 
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E’ sempre Cartabianca, Corona e l’addio a Ferruccio: “La morte porta via i miei amici”

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"E' morto Ferruccio". La notizia di un lutto condiziona la prima puntata di E' sempre Cartabianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer su Rete4. la trasmissione, da questa stagione in onda il mercoledì e non il martedì, si apre come sempre con la presenza di Mauro Corona. Lo scrittore e scultore rende omaggio a due persone care scomparse da poco. In particolare, Corona annuncia la morte dell'amico Ferruccio. "Era il suo amico del cuore, l'accompagnò a Roma quando eravamo alla Rai, a Saxa Rubra. C'era anche lui, lei non si sposta mai…. Mando un abbraccio fortissimo alla sua famiglia e in particolare a suo figlio. La morte di Feruccio lascia un vuoto enorme per noi", le parole di Bianca Berlinguer. "Il mio mosaico di amicizie è qualche spoglio, l'unghia della morte porta via le tessere. L'amicizia è un appiglio, il vero amico è un punto di riferimento nel momento del bisogno", dice Corona. 
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Europei pallavolo, è super Italia: Svezia ko e azzurre in semifinale

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L'Italvolley c'è e continua a sognare. Oggi, mercoledì 2 settembre, la nazionale femminile guidata dal ct Julio Velasco batte la Svezia in rimonta nei quarti degli Europei e stacca il pass per la semifinale del torneo. Grande prova delle azzurre, che a Brno superano le svedesi 3-1 (21-25, 26-24, 25-21, 25-23 i parziali), già battute nella fase a gironi ma stavolta spinte da una super Haak. Settima vittoria consecutiva in altrettante gare per l'Italia, trascinate dalle solite Egonu (27 punti), Antropova (22) e Sylla (14): un successo che vale l’accesso alle Final Four di Istanbul, dove sabato ci sarà da affrontare la vincente della sfida tra Polonia e Olanda. La vittoria delle azzurre è stata analizzata dal ct Velasco ai microfoni di Rai Sport: "Molte volte – ha spiegato – si parla di pazienza, ma è una parola che non mi dice niente. Conta la lucidità, non siamo state lucide. Per esempio, su Haak dovevamo difendere meglio. Quando siamo state lucide l’abbiamo fatto e abbiamo anche attaccato meglio. Noi non ci dobbiamo innervosire quando ci fanno i punti, dobbiamo essere più lucide". Il commissario tecnico ha poi parlato delle singole prove: "Orro? Non è stata molto precisa, tra la difesa e l’alzata deve esserci una piccola pausa. Sennò si gioca di fretta. Sylla? Lei è stata molto lucida in difesa". 
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Mostra di Venezia, Clooney riceve il Leone d’oro alla carriera: “L’arte non ferma le guerre ma è antidoto contro la paura”

(Adnkronos) – "Quando ti dicono che riceverai un premio alla carriera, pensi due cose. La prima: che onore incredibile. La seconda è: forse sanno qualcosa che io non so? Magari hanno parlato con i miei medici?". Così ha esordito George Clooney nel suo discorso nella serata di apertura della 83esima edizione della Mostra di Venezia dove ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera. L'attore hollywoodiano, accolto sul palco da una standing ovation, ha quindi riflettuto sui suoi 45 anni di carriera. "Quando inizi a riflettere su questi anni, ti rendi conto che non hai avuto una carriera ma una serie di fortunati casi fortuiti", ha detto. E col tempo, "inizi a renderti conto che nessuno arriva lontano da solo. C’è qualcosa di straordinario in questo posto: per novant’anni, sono arrivate persone provenienti da Paesi che non andavano d’accordo sulla politica, non andavano d’accordo sulla religione e certamente non su quale lingua parlare". Ecco, dunque, "cosa ho imparato in tutti questi anni: nessuno ride in una lingua diversa, nessuno piange in una lingua diversa, i genitori hanno le stesse preoccupazioni, i bambini hanno gli stessi sogni". Ma anche che "l’amore è straordinariamente simile in ogni lingua, il che rende difficile credere che siamo così diversi come ci viene costantemente ripetuto".  Per Clooney "stiamo vivendo un momento in cui chi detiene il potere ci dice di temerci l’un l’altro, ma noi sappiamo che non è così. Perché la storia ci insegna qualcosa: le prime persone che gli autoritari cercano di mettere a tacere non sono i politici", ma "i giornalisti che fanno domande, gli artisti che rifiutano le risposte semplici, i registi, gli scrittori, gli attori e i musicisti che insistono sul fatto che qualcuno che non hai mai incontrato potrebbe semplicemente meritare la tua empatia". Le storie, ha sottolineato l'attore, "sono sempre pericolose per chi specula sulla paura. Chi ha paura dei libri, della musica e delle storie non è mai l’eroe della storia. Quindi, sì, i film non fermano le guerre. Non riducono l’inflazione. Non risolvono le elezioni, ma fanno qualcosa di straordinario. Ci ricordano che uno sconosciuto non è mai uno sconosciuto, e che potrebbe semplicemente essere l’eroe della storia di qualcun altro. E se riusciamo ancora a sederci insieme al buio e a preoccuparci per persone che non abbiamo mai incontrato, allora penso che ce la caveremo".  Ecco perché "questo festival è importante. È uno dei pochi luoghi rimasti in cui persone provenienti da ogni Paese si siedono nella stessa sala e trascorrono due ore guardando il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro". Infine, un tenero e ironico ringraziamento alla famiglia: "Non trovo le parole per esprimere il mio amore per la mia straordinaria moglie e i nostri due figli, che sono le uniche persone al mondo a pensare che io sia stato un buon Batman". 
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