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Uccide moglie e figlio 14enne poi si suicida a Finale Ligure, l’allarme lanciato dal datore di lavoro e il biglietto: cosa sappiamo

(Adnkronos) – Prima ha sparato alla moglie Paola Siri, 60 anni, e al figlio Mattia, di appena 15 anni, mentre dormivano. Poi con la stessa arma, legalmente detenuta, Daniele Baruzzo, 59 anni, si è tolto la vita. E' questa – secondo gli inquirenti – la ricostruzione dell'omicidio-suicidio consumatosi ieri, giovedì 3 settembre, a Finale Ligure (Savona). L'allarme è stato lanciato dal datore di lavoro dell'uomo, che non vendendolo presentarsi al mattino presso l'azienda di automotive presso cui lavorava, ha allertato i familiari. Questi si sono recati nella casa dove viveva la famiglia insieme alla polizia locale, facendo la tragica scoperta, come hanno precisato all'AdnKronos fonti investigative.  All'interno dell'abitazione è stato anche trovato un biglietto, il cui contenuto non è ancora stato reso noto e che è stato acquisito dalla Procura. Si attendono le autopsie sui corpi, i cui incarichi potrebbero essere conferiti già nella giornata di domani. Intanto, nel comune ligure dove si è consumata la tragedia, la comunità è in lutto. "Con profondo dolore per il drammatico lutto che ha colpito la comunità finalese con la scomparsa dei cari Paola, Daniele e Mattia, l'amministrazione comunale annuncia che tutte le manifestazioni organizzate, previste nei prossimi giorni e nel fine settimana sono considerate rinviate a data da destinarsi – si legge sulla pagina Facebook del sindaco Angelo Berlangieri. "Inoltre, in attesa delle comunicazioni ufficiali da parte degli organi preposti, l'amministrazione di Finale Ligure comunica che, per la data dei funerali delle vittime di questa immane tragedia, verrà proclamato il lutto cittadino", ha concluso il primo cittadino. 
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Palermo, fermento all’aeroporto: trovato piccolo serpente sul volo da Lampedusa

(Adnkronos) – Momenti di insolito fermento all'aeroporto 'Falcone e Borsellino' di Palermo dove, a bordo di un volo proveniente da Lampedusa, è stato trovato un piccolo serpente. Il ritrovamento è avvenuto durante le fasi finali del volo, quando la presenza dell'animale è stata segnalata all’equipaggio.  Il Comandante ha quindi informato le Forze dell’Ordine presenti presso lo scalo palermitano. All’atterraggio sono immediatamente intervenuti a bordo i militari della Stazione Carabinieri dell’Aeroporto di Palermo, unitamente ai Carabinieri forestali del Distaccamento Cites di Punta Raisi, che hanno provveduto a recuperare il rettile e a metterlo in sicurezza.  Dai primi accertamenti effettuati, l’esemplare è stato identificato come appartenente al genere Macroprotodon e, in particolare, riconducibile al colubro dal cappuccio (Macroprotodon cf. cucullatus), piccolo serpente caratteristico della fauna di Lampedusa. Si tratta di una presenza di particolare interesse naturalistico e biogeografico. Lampedusa costituisce infatti l’unica località europea nella quale è nota una popolazione di questo serpente.  La specie presenta una distribuzione prevalentemente nordafricana e la sua presenza sull’isola testimonia gli stretti rapporti biogeografici tra Lampedusa e il continente africano. L’isola, appartenente geologicamente alla piattaforma continentale nordafricana e posta nel Canale di Sicilia a poco più di cento chilometri dalle coste tunisine, ospita una fauna erpetologica con elementi peculiari rispetto al resto del territorio italiano. Il colubro dal cappuccio è un serpente di dimensioni contenute, legato prevalentemente ad ambienti caldi e aridi, pietrosi o rocciosi, con vegetazione erbacea xerofila e macchia mediterranea. Ha abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne e conduce una vita piuttosto elusiva, circostanza che rende non frequente la sua osservazione. La popolazione presente a Lampedusa assume quindi particolare rilevanza dal punto di vista della conservazione e della tutela della biodiversità nazionale. Sono in corso gli accertamenti dei Carabinieri finalizzati a ricostruire le circostanze del prelievo e del trasporto del rettile e a individuare l’eventuale responsabile. L’esemplare è stato affidato dai Carabinieri Forestali a un esperto erpetologo nonché docente dell’Università degli Studi di Palermo, che ne curerà temporaneamente la custodia, verificandone le condizioni di salute e garantendone l’idonea permanenza fino alla reimmissione in natura. Ultimate le necessarie valutazioni specialistiche, il serpente sarà trasferito nuovamente sull’isola di Lampedusa per essere reintrodotto nel proprio ambiente naturale secondo modalità idonee a garantirne la tutela e il benessere. 
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Soave e Timperi, i ‘Sandra e Raimondo 3.0’: “La nostra forza? Una comunità che ci fa colazione accanto”

(Adnkronos) – Per molti italiani sono le prime facce che incontrano al risveglio, quando ancora stanno cercando il primo caffè della giornata. E Maria Soave e Tiberio Timperi sentono forte questa responsabilità. Da lunedì 7 settembre, alle 5.55, la coppia torna a guidare ‘1Mattina News’, il programma che con il racconto dell’attualità diretto e familiare si è trasformato in una comunità viva, fatta di messaggi, foto, storie e meme. Dopo una prima annata accolta con sempre maggiore affetto dal pubblico, i due conduttori si raccontano in questa intervista doppia all’Adnkronos, tra il dietro le quinte del loro lavoro, le abitudini, le sorprese e le aspettative per la nuova stagione. 
Da lunedì tornate a dare la sveglia agli italiani: che sensazione fa rientrare in studio alle 5.58?  
Maria: “C’è una grande energia, c’è grande voglia di ritornare e di riconnetterci al nostro pubblico, alla nostra comunità che ci segue con affetto e con un’intensità stupefacente. E soprattutto iniziamo alle 5:55: piccola novità di quest’anno, anticipiamo un po’ anche il caffè insieme a chi ci segue.” 
Tiberio: “La sensazione è che le vacanze siano belle, ma il lavoro di più.” 
Vi siete concessi un po’ di riposo prima di riprendere le sveglie alle quattro? Mare, montagna o collina?  
Maria: “Mi sono concessa tanto riposo: mare a Diamante, che è casa da tanti anni, poi Vulcano e Panarea. E chiamarlo semplicemente mare è riduttivo. E poi un viaggio bellissimo in Kenya con mio figlio e mia sorella: natura, oceano Indiano e la sensazione di sentirsi ospiti in una terra dove i veri padroni di casa sono gli animali.” 
Tiberio: “La poltrona di casa, sulla quale ho preso la residenza, e qualche puntatina in campagna.” 
Per molti spettatori siete i ‘Sandra e Raimondo 3.0’ della tv italiana: che effetto vi fa questo paragone?  
Maria: “È una grandissima responsabilità e un grande onore. Racconta la serenità con cui lavoriamo, il sorriso con cui ogni giorno ci sediamo al tavolo, l’armonia che nasce dal rispetto professionale e dalla stima reciproca.” 
Tiberio: “Avendoli conosciuti personalmente entrambi, ne sono profondamente lusingato, ma consapevole che loro siano inarrivabili.” 
Il dialogo quotidiano con il pubblico – foto, messaggi, storie – che cosa ha portato al programma?  
Maria: “Mi sorprende il senso di appartenenza: ci si sente parte di una grande famiglia. Anche le critiche sono preziose. E l’affetto spontaneo che riceviamo, anche fuori dallo schermo, è incredibile: in Kenya mi hanno detto ‘Maria, facciamo colazione insieme tutte le mattine’.” 
Tiberio: “Il dialogo quotidiano e reale ha abbattuto ogni distanza tra studio e casa. Prima era la tv che entrava in casa, adesso il contrario. Una bella scommessa vinta.” 
I meme con i vostri volti sono diventati un cult: torneranno anche quest’anno?  
Maria: “Sì, il nostro Alessandro (Venditti, il collega che se ne occupa, ndr.) che gioca con l’intelligenza artificiale ritorna anche quest’anno. Ricordo con piacere quello in cui eravamo astronauti sulla luna.” 
Tiberio: “Non poniamo limiti alla divina provvidenza e al buon Venditti, che a sua volta è un meme vivente.” 
Com’è la vostra giornata tipo durante la lunga stagione di ‘1Mattina News’?  
Maria: “Sveglia alle quattro, arrivo a Saxa Rubra, giornali, trucco, studio. Dopo la trasmissione, colazione, briefing, passeggiata, Tg1 delle 13.30, poi il vero lavoro: mio figlio Alessandro. E alle 21.30 si dorme.” 
Tiberio: “La giornata è una non-giornata. Quando finisco sono fuso. E aspetto il giorno dopo, come Bill Murray ne ‘Il giorno della marmotta’. Zero vita privata: in missione per conto della Rai.” 
Quando non siete in onda, cosa guardate in tv?  
Maria: “Informazione, telegiornali, ma anche serie tv: le divoro.” 
Tiberio: “Quando non sono in tv ascolto la radio.” 
Avete un guilty pleasure televisivo?  
Maria: “Serie tv horror e fantasy adolescenziali. E fuori dalla tv… mangiare formaggio, tantissimo.” 
Tiberio: “Nessun piacere colpevole" 
Tra le tante foto e messaggi, ce n’è uno che vi ha colpito?  
Maria: “Paesaggi incredibili, oggetti preziosi, storie personali. E poi mi intenerisce l’attenzione nei nostri confronti, anche nei dettagli: cosa indossiamo, cosa diciamo.” 
Tiberio: “Sentirsi dire che siamo casa e famiglia è un bel balsamo. Anche la ruvida simpatia non è male.” 
Come scegliete cosa mostrare e cosa no?  
Maria: “Nessuna censura: se arriva la critica, la leggiamo. Se non c’è tempo, ne facciamo tesoro.” 
Tiberio: “A parte gli insulti, non abbiamo filtri. Mandiamo in onda anche le critiche.” 
Avete un rituale scaramantico prima della diretta?  
Maria: “Nessuno: già arrivare puntuale è una scommessa quotidiana.” 
Tiberio: “No.” 
Il vostro tono gioviale è un modo per non entrare nelle case solo con notizie difficili, tra guerre ed eventi meteo estremi?  
Maria: “Ci viene spontaneo. Siamo seri quando serve, sorridenti quando si può. E penso sempre che ci possa essere un parente di una vittima che mi ascolta: il rispetto mi guida.” 
Tiberio: “O ce l’hai o non ce l’hai. Aiuta l’esperienza e aver vissuto molte situazioni professionali.” 
Durante gli stacchi pubblicitari, cosa succede in studio?  
Maria: “Controlliamo gli argomenti, parliamo con gli ospiti, facciamo il punto con gli autori, guardiamo i messaggi.” 
Tiberio: “Dipende dalla scaletta e dalle giornate leggere o pesanti: ci si adegua al clima.” 
Il vostro augurio per la nuova stagione?  
Maria: “Che si confermi l’affetto delle persone, che cresca ancora, e che ‘1Mattina News’ diventi sempre più un appuntamento fisso per capire il mondo.” 
Tiberio: “Proseguire in armonia, accrescere sintonia e gradimento, e soprattutto non deludere mai il pubblico.” 
Cosa pensavate l’uno dell’altra prima di conoscervi? E cosa avete scoperto?  
Maria: “Ho scoperto un uomo intelligente, ironico, colto, curioso e generoso. Non potrei essere più fortunata.” 
Tiberio: “Che Maria fosse di cultura si capiva. Mi ha sorpreso per umiltà, intelligenza, sensibilità e semplicità.” 
Vi piacerebbe fare coppia in tv anche in un’altra fascia?  
Maria: “Non bisogna mettere limiti alla provvidenza, chissà.” 
Tiberio: “È una bellissima idea, la giro subito al direttore.” (di Antonella Nesi)  
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“Un saluto a Putin”, la gag social della moglie di Vannacci

(Adnkronos) – Per il Financial Times, Roberto Vannacci sarebbe il 'cavallo di Troia' della Russia in Italia. Il generale, leader di Futuro Nazionale, risponde tra interviste e social: "Di qualcosa mi devono accusare, hanno una paura terribile di me". Da 'casa Vannacci', arriva anche la risposta della moglie dell'ex militare. Camila Mihailescu, la signora Vannacci, pubblica un post su Instagram con un breve video.  "Ai miei amici russi, soprattutto a Vladimir e al Cavallo di Troia italiano", dice in versione 'babushka', mentre indossa abiti che richiamano quelli russi, seduta a tavola davanti ad una bottiglia di vodka. Quindi, si brinda prima dei saluti: "Vi saluta l'immigrata romena", dice Mihailescu chiudendo la clip.  La performance è seguita da un ampio numero di commenti. Spicca quello di Naike Rivelli, figlia di Ornella Muti, che non pare apprezzare lo show: "Le russe come mia madre sono davvero di una eleganza e un educazione impeccabile, mai volgari. Non sembri Russa per niente sai?". Ornella Muti e sua figlia Naike Rivelli, secondo le informazioni diffuse dall'agenzia Ria Novosti, recentemente hanno avviato le pratiche per richiedere la cittadinanza russa. 
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Andria, preparavano ordigno in una villetta: due morti nell’esplosione

(Adnkronos) – Due persone sono state trovate morte in una villetta nei pressi di Andria a causa dell'esplosione di un ordigno che stavano preparando. Sul fatto indagano i carabinieri della Compagnia della città pugliese e del Comando provinciale della Bat. I corpi sono stati trovati dai militari intorno alle 7.30. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica e le cause dell’accaduto. Sul posto anche la sezione investigazioni scientifiche del Comando Provinciale.  
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Caso Report, Ranucci si congratula con Di Pasquale e guarda avanti: “Ora si combatte per libertà di stampa”

(Adnkronos) – "Non condurrò Report ma lotterò per un mondo migliore e meno mostruoso". Queste le parole di Sigfrido Ranucci condivise sui social dopo la nomina di
Claudia Di Pasquale a conduttrice di Report
. Il giornalista si è detto felice della nuova conduttrice che affiancherà Daniele Piervincenzi alla guida della trasmissione Rai. "Sarebbe stata la mia scelta in un normale dialogo con l'azienda", ha spiegato Ranucci, rimosso dalla conduzione la scorsa settimana. In una Instagram stories, il giornalista ha scritto: "Ora si combatte per la libertà di stampa e per la democrazia. Una battaglia contro un metodo che non riconosce il merito". Ranucci incalza: "Mi rifiuto di lasciare alle future generazioni un mondo governato da chi non tollera il giornalismo libero e i magistrati liberi". Poi conclude il suo messaggio augurando buon lavoro direttamente alla nuova co-conduttrice e alla squadra di Report che dice di portare "sempre nel mio cuore" dopo questi anni "intensi, faticosi ma pieni di soddisfazione per i successi della nostra trasmissione".  
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Omicidio-suicidio a Barberino, le ultime ore di Lorena Isce­ri: dal rapimento alle telefonate dal bagagliaio al 112

(Adnkronos) – La Procura di Firenze ha avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica della morte di Lorena Isceri, 45 anni, e del successivo suicidio di Federico Vella, 36 anni, ritenuto responsabile dell'aggressione e del rapimento della donna. L'ipotesi investigativa è quella di un femminicidio seguito dal suicidio dell'uomo.  Secondo la ricostruzione finora emersa, Vella avrebbe atteso Isceri nel garage di un edificio di via Panciatichi, a Firenze, per poi aggredirla e immobilizzarla. La donna sarebbe stata quindi chiusa nel bagagliaio dell'Audi Q3 con cui l'uomo si sarebbe diretto verso nord. Durante il tragitto Isceri sarebbe riuscita a impossessarsi del proprio telefono e a contattare il 112. La telefonata, nella quale avrebbe riferito di essere stata rapita, avrebbe consentito alla sala operativa di attivare le ricerche e di individuare il veicolo. Una pattuglia della Polizia Stradale di Pian del Voglio avrebbe quindi raggiunto la zona dell'autostrada interessata, a Barberino del Mugello. La ricostruzione degli investigatori dovrà ora stabilire con precisione quanto accaduto dopo la telefonata. Vella, secondo quanto emerso, si sarebbe accorto che la donna stava chiedendo aiuto e le avrebbe sottratto il cellulare. Successivamente avrebbe raggiunto con lei il tratto della Panoramica in prossimità del bivio con la Direttissima. Sono in corso accertamenti su tre possibili telefonate che la donna terrorizzata avrebbe fatto dal bagagliaio prima di essere uccisa da Federico Vella: "Aiuto, mi vuole uccidere", avrebbe detto.  Gli agenti della Polizia Stradale sarebbero arrivati mentre Isceri si trovava ancora sul viadotto e avrebbero assistito alla sua caduta. Vella sarebbe rimasto sul posto e, all'arrivo dei poliziotti, avrebbe pronunciato frasi sconnesse. Poco dopo si sarebbe lanciato a sua volta dal viadotto. La Procura dovrà accertare ogni passaggio della vicenda attraverso l'esame delle immagini delle telecamere, dei filmati delle bodycam degli agenti intervenuti, dei telefoni sequestrati e degli altri elementi raccolti durante i rilievi. 
Un ruolo centrale negli accertamenti sarà affidato anche agli esami medico-legali. L'autopsia dovrà stabilire le cause della morte di Isceri e fornire elementi utili a chiarire le sue condizioni al momento della caduta.  Gli investigatori stanno inoltre ricostruendo la relazione tra la vittima e Vella e le circostanze che avrebbero preceduto l'aggressione. Nei giorni precedenti alla tragedia l'uomo aveva pubblicato sui social contenuti relativi alla coppia e alla fine della relazione, compresa una storia con la frase «Addio a tutti». Il significato e la collocazione temporale di quei contenuti saranno valutati dagli investigatori insieme agli altri elementi dell'inchiesta. Al momento, secondo quanto riferito nell'ambito della prima ricostruzione, non risultano precedenti denunce o segnalazioni per violenza nei confronti di Vella. La donna, originaria di Squinzano, in provincia di Lecce, viveva da tempo a Firenze e lavorava nel settore farmaceutico veterinario. Vella, fiorentino, operava invece nel settore dell'autonoleggio e delle flotte aziendali. L'inchiesta dovrà ora accertare la sequenza esatta degli eventi e definire il quadro delle responsabilità sulla base degli elementi oggettivi raccolti dagli investigatori e degli esiti degli accertamenti disposti dalla Procura.  
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Artie 5ive protagonista del nuovo episodio ‘Red Bull 64 Bars’: tra riscatto e appartenenza

(Adnkronos) – A due anni dal debutto con '64 barre in faccia', certificato disco d’oro, Artie 5ive pubblica 'Pugno di Ferro (Red Bull 64 Bars)', un nuovo episodio prodotto da DDUSI, storico collaboratore del rapper milanese. Reduce dal successo dell'album 'La Bellavita' e ormai affermato tra le voci più riconoscibili della scena urban italiana, e in attesa del suo nuovo lavoro 'Vittoria' nel 2027, utilizza le sue 64 barre per raccontare un percorso personale fatto di ambizione, riscatto e appartenenza. Al centro di 'Pugno di Ferro' c'è il legame tra il successo raggiunto dall'artista e il territorio da cui proviene. Le case popolari e il quartiere Bicocca, a Milano Nord, diventano il punto di partenza di una narrazione che mette in relazione passato e presente. Artie 5ive racconta il cambiamento della propria vita senza rinnegare le esperienze che ne hanno costruito identità e visione. La crescita professionale viene raccontata non come una rottura con le proprie origini, ma come una loro naturale evoluzione. Il successo diventa così uno strumento per dare visibilità al contesto sociale da cui proviene. Un passaggio che sintetizza il ruolo che Artie 5ive attribuisce alla propria musica: rappresentare una realtà spesso poco raccontata nel mainstream e portarla al centro del dibattito culturale e musicale. Lo stesso concetto viene ripreso nella barra "Faccio luce sul mio quartiere / Sembro un termoreattore nucleare": l'immagine del successo diventa metafora di una luce che illumina il proprio territorio, trasformando il percorso individuale in un racconto collettivo.  Nel corso delle 64 barre convivono riferimenti al presente e alla dimensione vissuta nei quartieri popolari, al rapporto con la famiglia, agli amici e alle esperienze che hanno segnato la crescita personale dell'artista. Lusso, notorietà e risultati raggiunti non cancellano il passato, ma diventano la misura della strada percorsa. In questo equilibrio tra memoria e ambizione emerge il ritratto di un artista che guarda avanti mantenendo un forte legame con le proprie radici. La nuova performance conferma la natura di Red Bull 64 Bars, il format che negli anni è diventato uno dei punti di riferimento della scena rap italiana grazie a un approccio essenziale che valorizza esclusivamente scrittura, tecnica e identità artistica. In questo contesto, Artie 5ive costruisce una performance intensa e personale, dove il racconto autobiografico si intreccia con la rappresentazione di una generazione cresciuta tra periferie urbane, ambizione e desiderio di riscatto. Artie 5ive è inoltre tra gli artisti già annunciati per Red Bull 64 Bars Live, l'evento che il 3 ottobre 2026 porterà a Taranto alcuni dei principali protagonisti della scena rap e urban italiana. L'artista salirà sul palco insieme agli altri nomi del cast per una serata che trasferirà dal video alla dimensione live l'energia e l'identità di Red Bull 64 Bars. 
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“Pizza, caffè e… Nazionale di calcio”: Antonelli e il casco speciale per Monza (ispirato a Valentino Rossi)

(Adnkronos) –
Kimi Antonelli a Monza come… Valentino Rossi al Mugello. Il pilota della Mercedes, leader del Mondiale, indosserà nel Gran Premio d’Italia di domenica 6 settembre un casco speciale, con il tricolore, per celebrare l’Italia e la leggenda della MotoGp, nove volte campione del mondo. “A casa corriamo con colori speciali – racconta il bolognese sui social, presentando il casco con la figura stilizzata del ‘Dottore’ direttamente dal quartier generale della Mercedes all'Autodromo -. Era un mio desiderio correre con un casco ispirato a quelli di Vale. Quando mi hanno proposto il casco del Mugello 2002 ho capito che era quello giusto”.  L’elmetto è impreziosito da 22 vignette rappresentanti ‘l’italiano vero’ e raccontate in un video da Antonelli. Dagli usi ai costumi, passando per vizi e… virtù. Le più simpatiche? Pizza, baffi, spaghetti, la Nazionale di calcio e il caffè. E poi, l’iconica moto di Valentino Rossi e il numero 12 a cui Antonelli è molto legato. “Un casco speciale, per una gara speciale”. Parola di Kimi. 
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Fra William e Harry per ora regna il silenzio, riconciliazione sarà lenta 

(Adnkronos) – Il principe William e Kate Middleton stanno gestendo con discrezione il ritorno del principe Harry e di Meghan Markle nel Regno Unito, dove rimarranno per un "periodo prolungato", dopo oltre sei anni trascorsi in California. I loro figli, Archie e Lilibet, inizieranno la scuola in Gran Bretagna questo mese. La famiglia è arrivata nel Regno Unito la scorsa settimana, ma i dettagli sulla loro casa e sulla scuola rimangono riservati. Mentre una fonte ha recentemente dichiarato a People che il ritorno a casa offre a Harry la "migliore opportunità" per ricucire lo strappo di lunga data con il fratello maggiore, un'altra fonte vicina al principe e alla principessa di Galles ha affermato che la coppia sta adottando un approccio cauto.  William e Kate stanno evitando qualsiasi "reazione impulsiva" alla notizia, ha rivelato al tabloid americano la fonte vicina alla coppia. "Stanno tenendo la situazione sotto controllo. È una questione privata, non sentono il bisogno di dire nulla o di manifestare alcunché pubblicamente". La fonte aggiunge che qualsiasi riconciliazione "sarà un processo lento. Avvertono ancora un profondo senso di tradimento".  Da parte loro, anche Harry e Meghan sono rimasti in gran parte lontani dai riflettori da quando sono arrivati nel Regno Unito, il 26 agosto. Che se ne sappia, finora il loro ritorno non ha determinato alcuna riunione con il resto della famiglia reale. Il principe Harry aveva già espresso in passato il desiderio di ristabilire i rapporti con la sua famiglia, dichiarando alla Bbc, nel maggio 2025: "Mi piacerebbe molto riconciliarmi con la mia famiglia. Non ha senso continuare a litigare". Tuttavia, dopo anni di rancori tra i due fratelli, probabilmente ci vorrà più della semplice vicinanza geografica per farli riavvicinare. Harry ha fatto dei passi avanti per ricucire il rapporto con suo padre, Re Carlo. Assieme alla sua famiglia, ha incontrato il monarca e la Regina Camilla a Highgrove House a luglio, segnando la prima volta in quattro anni che il Re ha visto Meghan, Archie e Lilibet. Una fonte ha dichiarato a People che Re Carlo "vorrebbe, prima o poi, vedere i suoi figli insieme. Questa è la migliore opportunità che abbiamo avuto negli ultimi anni". Ma la situazione tra William e Harry è rimasta in una fase di stallo, a quanto pare, senza contatti da anni. Una fonte che conosce entrambi i fratelli ha aggiunto: "A dire il vero, pensavo che la situazione si sarebbe un po' calmata. Ma non c'è stato alcun progresso, soprattutto da parte di William. Non c'è alcun contatto". Lunedì scorso ricorreva l'anniversario della morte della principessa Diana, avvenuta il 31 agosto 1997, e, come negli anni passati, gli esperti di questioni reali hanno riflettuto su come l'assenza della madre abbia influito sulla frattura tra William e Harry nei quasi 30 anni trascorsi dalla sua scomparsa. Il biografo della principessa, Andrew Morton, lo scorso anno dichiarò a People che "Diana diceva sempre di aver avuto due figli maschi per un motivo: il più giovane avrebbe sostenuto il maggiore nel compito solitario di futuro re. Non c'è dubbio che Diana avrebbe cercato di fare da paciere tra di loro. Se fosse stata ancora in vita, avrebbero risolto le cose in modo diverso". 
—internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)