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Guardian incorona Giorgia Meloni: “Uno dei politici più potenti d’Europa”

(Adnkronos) – ''Una volta era difficile trovare un italiano che ammettesse di amare Giorgia Meloni'', ma ora è riconosciuta ''come uno dei politici più potenti d'Europa''. Lo scrive il Guardian in un lungo articolo sulla presidente del Consiglio che ora, ''dopo quasi un anno al potere, ha ottenuto consensi anche a sinistra''. Con il trionfo di Fratelli d'Italia, nel Paese è salito al potere ''il governo più di destra dalla seconda guerra mondiale'', si legge nell'articolo, secondo cui però la presidente del Consiglio italiano ''ha assunto un tono rassicurante e pragmatico nel resto d’Europa e non solo''. Viene ricordato il suo ''incrollabile sostegno all''Ucraina'' e la sua posizione favorevole a ''grandi accordi in Africa, siano essi sull'energia o, in modo più controverso, sull'immigrazione''.  Quanto alle alleanze internazionali, il Guardian scrive che ''un tempo fan di Donald Trump e Vladimir Putin, Meloni ha trovato nuovi amici in Joe Biden e Volodymyr Zelensky. Ha stretto un legame con Rishi Sunak, ha un rapporto più cordiale con Emmanuel Macron e la si vede spesso lavorare al fianco di Ursula von der Leyen'', l'ultima volta domenica a Lampedusa. ''Meloni ha stretto rapporti più profondi con i suoi alleati di estrema destra in Europa'', scrive il Guardian citando l'intervento a favore di Vox prima delle elezioni spagnole di luglio e l'incontro, la settimana scorsa a Budapest, con il suo omologo ungherese Viktor Orban con il quale ha parlato della difesa della famiglia ''tradizionale''.  Il quotidiano ricorda anche che Meloni è stata anche elogiata da un rivale di sinistra, Enrico Letta, ex primo ministro ed ex leader del Partito Democratico, che l'ha definita ''migliore del previsto", e che Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna, è stato criticato dai membri del Pd per aver definito Meloni ''capace''. Tuttavia, si sottolinea nell'articolo, il governo non esita a esercitare ''la sua influenza sulla Rai'', dove vorrebbe ''prendere il controllo'' e ''cambiare la narrazione secondo il suo modo di pensare''.  Per quanto riguarda la lotta all'immigrazione clandestina, il Guardian scrive che il numero di persone che arrivano in Italia è più che raddoppiato tra gennaio e settembre rispetto allo stesso periodo del 2022.  ''La patina di stabilità del governo italiano è dovuta in parte – sostiene il quotidiano britannico – al fatto che ha un'ampia maggioranza in parlamento e anche al fatto che l'opposizione è debole''.  Ma, ritiene il Guardian, ''finora è stato ottenuto ben poco'' perché ''il governo sta venendo meno ai suoi impegni sull’immigrazione'' e ''l'economia sta rallentando'' mentre ''non ha una strategia chiara per affrontare la crisi climatica''. E in vista delle elezioni europee del prossimo anno il Guardian prevede ''un ritorno di una retorica intransigente e nazionalista''. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Tim, cessione rete possibile senza assemblea: lo scenario

(Adnkronos) – Se i mercati guardano al futuro incontro tra Vivendi e il Mef sul dossier della rete di Tim come a una mossa che potrebbe 'facilitare' la cessione dell'asset alla cordata guidata da Kkr, superando le perplessità dell'azionista francese sul prezzo ritenuto non adeguato, a breve un'altra indicazione forte sull'iter dell'operazione dovrebbe giungere sul tavolo del cda. Si tratta di alcuni pareri legali di alto profilo che, secondo quanto apprende l'Adnkronos, indicherebbero che per il via libera alla cessione della rete non ci sarebbe bisogno di alcuna assemblea (né ordinaria né straordinaria). La stessa Vivendi aveva ipotizzato la necessità di una assemblea straordinaria chiamando in causa la motivazione di un cambio dell'oggetto sociale che, in una società di capitali, richiede appunto il via libera di una assemblea di questo tipo. Forte di una minoranza di blocco in tal caso Vivendi, se in disaccordo, potrebbe fermare l'operazione.  Tuttavia a giudizio degli esperti cui il gruppo telefonico ha chiesto un parere, il passaggio assembleare per la decisione su NetCo non sarebbe necessario tout court. Lo stesso board (che peraltro ha votato all'unanimità per il negoziato in esclusiva con Kkr) assumerebbe la decisione in autonomia. La decisione sulla separazione della rete è comunque di grande impatto e per questo si era parlato di un passaggio in assemblea. Di fatto l'azienda aveva fatto capire che una decisione su questo tema sarebbe stata presa dopo l'arrivo dell'offerta vincolante. In questo senso, lo scorso 11 maggio in una conference call con gli analisti, si era pronunciato rispondendo a una domanda il general counsel di Tim Agostino Nuzzolo: "stiamo studiando le cose e per la posizione definitiva bisognerà aspettare l'offerta vincolante per capire quale sarà l'impatto sul perimetro aziendale". Per l'offerta binding il cda del 22 giugno aveva indicato come termine il 30 settembre ma sembra che si vada verso la richiesta di una breve proroga, forse di un paio di settimane. Ad esaminare la richiesta di uno slittamento sarà con tutta probabilità il board di Tim già convocato il 27 settembre.  La richiesta di disporre di qualche giorno in più per l'invio dell'offerta vincolante si sarebbe resa necessaria affinchè il Mef, che lo scorso 10 agosto ha siglato un mou con Kkr per l'ingresso con una quota fino al 20%, possa meglio mettere a punto l'operazione che porterebbe nell'orbita pubblica la quota equivalente della rete e di Sparkle, che in futuro potrebbe essere acquisita per intero. La possibilità a tale riguardo è contemplata nel decreto del governo che autorizza il Mef a partecipare all'operazione con risorse pari a 2,2 miliardi.  Intanto Vivendi, che detiene una partecipazione in Telecom Italia pari a quasi il 24%, ha chiesto un incontro al Ministero dell'economia. Sul tavolo il futuro della NetCo la cui cessione ha sempre visto contrario l'azionista francese, secondo il quale le valutazioni circolate per l'asset (quella di Kkr sarebbe superiore ai 20 miliardi più 2 di earn out al verificarsi di certe condizioni) non erano adeguate. La media company che fa capo alla famiglia Bollorè ha sempre indicato una cifra vicina ai 30 miliardi.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Migranti Ventimiglia, respingimenti Francia anche oggi

(Adnkronos) – Ancora respingimenti di migranti anche oggi a Ventimiglia, al confine con la Francia. Secondo le stime della Caritas ogni giorno si aggira tra i 180 e i 190 il numero di migranti che affolla il centro di accoglienza della cittadina ligure in cerca di un pasto caldo, di bagni, di scarpe e abiti. Tra i nuovi arrivi anche molte famiglie con bambini piccoli, provenienti soprattutto da Costa d’Avorio e Nuova Guinea, mentre gli adulti, per lo più uomini, provengono da Sudan, Eritrea, Mali. Per la maggioranza di loro Ventimiglia non è la tappa finale del viaggio migratorio: da Lampedusa, da dove in questi giorni proviene la maggioranza dei migranti, arrivano al confine italiano diretti in altri paesi europei, non solo Francia, ma anche Inghilterra, Germania e Svezia. Di giorno qualcuno lo si vede in giro per le vie della città, i più però cercano un posto lungo il fiume Roya, dove sono talvolta vengono assistiti da qualche associazione no border che fornisce loro soprattutto acqua, e attendono la sera prima di incamminarsi lungo la strada che porta al confine per provare, magari attraverso i sentieri della collina, a passare oltralpe.  Intanto, proprio su sentieri e tra i boschi, nei pressi del comune di Sospel che dista una dozzina di chilometri da Mentone e lungo il 'passo della morte', la Francia avrebbe schierato una cinquantina di militari dell’esercito francese dell’operazione ‘Sentinelle’ con l’obiettivo di vigilare sui passaggi e dissuadere i migranti dall’oltrepassare la frontiera. Accanto agli uomini, di tanto in tanto, sul territorio francese, un drone si alza per monitorare la situazione. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Confindustria Nautica, nel 2022 fatturato settore di 7,3 mld (+20%)

(Adnkronos) – "Seguendo la scia del 2021, l’anno con il migliore incremento di fatturato di sempre, il mercato nel corso del 2022 si è infatti dimostrato solido e reattivo, raggiungendo un fatturato globale di 7,33 miliardi di euro, in crescita del 20%". Ad affermarlo è Stefano Pagani Isnardi, Direttore dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica in occasione della presentazione al 63°Salone Nautico Internazionale di Genova, nell’ambito della conferenza Boating Economic Forecast, della nuova edizione di Nautica in Cifre – Log, l’annuario statistico realizzato dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica in partnership con Fondazione Edison, che si fregia del patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’appuntamento è stato aperto dai saluti di Saverio Cecchi, Presidente di Confindustria Nautica: “Come anticipato questa mattina nel corso del convegno inaugurale alle autorità e agli ospiti presenti, le stime di inizio anno del nostro Ufficio Studi sull’andamento dell’industria nautica nel 2022 si sono rivelate corrette: il comparto ha addirittura superato la soglia dei 7 miliardi di euro di fatturato, un valore mai toccato prima. Confindustria Nautica guarda con orgoglio ai successi delle proprie aziende, guidate da imprenditori appassionati e fieri di appartenere a un comparto industriale proiettato verso il futuro, che ha dimostrato l’autorevolezza e la forza di condurre la propria produzione di eccellenza in tutti i mari del mondo”. Il perdurare dell’incertezza globale a livello economico e politico, che potrà portare in futuro ad una normalizzazione dei tassi di crescita del settore, non ha quindi smorzato il vento favorevole alla produzione cantieristica nautica tricolore, che ha continuato a soffiare anche nell’anno nautico appena concluso, specialmente nel comparto dei superyacht, di cui i cantieri italiani rappresentano il 50% degli ordini mondiali. Gli addetti effettivi sono saliti a 28.660 confermando il trend occupazionale positivo (+8,8% rispetto al precedente anno) che ha caratterizzato trasversalmente tutti i comparti del settore, riverberandosi inoltre sulla filiera a valle del turismo nautico. Il contributo del settore della nautica al pil nazionale è stato superiore ai 6,1 miliardi di euro nel 2022, con un incremento del 20% circa rispetto allo scorso anno. Anche il peso del contributo della nautica al pil in rapporto al pil nazionale è cresciuto, passando dal 2,89‰ del 2021 al 3,23‰ nel 2022, in aumento costante dal 2013 e in forte aumento negli ultimi due anni, mostrando una crescita maggiore del settore rispetto all’economia nazionale. Come evidenziato dal prof. Marco Fortis, Direttore e Vicepresidente di Fondazione Edison, il motore trainante del comparto si è ancora una volta dimostrato l’export, sempre più forte: "L'Italia, primo Paese esportatore mondiale di imbarcazioni e yacht, ha toccato, per l’anno scorrevole terminato a giugno 2023, il massimo storico di 3,74 miliardi di euro. Da ricordare che nel 2022 l’export italiano di unità da diporto ha raggiunto una quota del 18,3% del dato globale e che l’88% della produzione cantieristica nazionale è diretta all’estero", sottolinea Fortis. In questa fase espansiva i mercati tradizionali sono sicuramente quelli che hanno registrato i più interessanti tassi di crescita nel 2022 rispetto all’anno precedente: fra le nazioni extra-UE gli USA consolidano il loro primato di principale importare di unità da diporto prodotte in Italia, con un incremento del 57%; il Regno Unito passa al secondo posto con un raddoppio dell’import (+108%). In chiusura Riccardo Honorati Bianchi, Cassa Depositi e Prestiti SpA ha presentato la nuova piattaforma di Business Matching per l’internazionalizzazione realizzata da CDP Cassa Depositi e Prestiti rivolta alle medie e piccole imprese per indirizzarle e sostenere nelle loro attività di promozione verso l’estero. Il nuovo tool è basato su un algoritmo espressamente centrato sul settore della nautica. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Ucraina, Zelensky agli Usa: “Se non riceviamo aiuti perderemo guerra”

(Adnkronos) – "Se non riceviamo gli aiuti, perderemo la guerra" contro la Russia. Questo è il messaggio che il presidente Volodymyr Zelensky ha rivolto al Congresso Usa. A riferirlo ai media è stato il leader della maggioranza al Senato, il democratico Chuck Schumer, dopo l'incontro del Senato con il presidente ucraino.  Zelensky ha detto di aver avuto ''un grande dialogo'' con i senatori statunitensi a Capitol Hill. ''Vi siamo grati, giornalisti, senatori e tutti coloro che ci hanno aiutato", ha affermato al termine dell'incontro, come riporta la Cnn. Zelensky ha spiegato che durante l'incontro si è "parlato di tanti dettagli", anche se non ha precisato quali. Da parte sua Kevin McCharty ha definito "buono" e "produttivo" l'incontro di oggi con Zelensky, ma, rispondendo alle domande dei giornalisti, lo Speaker repubblicano non si è impegnato a calendarizzare il voto per i nuovi 24 miliardi di dollari di aiuti per l'Ucraina chiesti da Joe Biden, insistendo nel dire che la priorità va data alle spese interne degli Stati Uniti, ed ai problemi interni come l'immigrazione.  "Guardate abbiamo il nostro bilancio interno di cui occuparci qui in America e sono più che disposto a farlo. Se il presidente è concentrato solo su questo – ha detto riferendosi all'Ucraina – abbiamo avuto 10mila persone che hanno appena attraversato il confine e lui vuole ignorare questo". Il repubblicano si riferisce ad una stima degli ingressi giornalieri di migranti dal confine meridionale degli Stati Uniti.  Nel frattempo una ventina di repubblicani hanno inviato una lettera alla Casa Bianca chiedendo lo stop degli aiuti all'Ucraina, sollevando dubbi sull'utilizzo dei fondi e sul fatto che Kiev stia facendo progressi contro la Russia. "Il popolo americano si merita di sapere dove sono andati i loro soldi. Come sta andando la controffensiva? Gli ucraini sono più vicini alla vittoria di quanto lo fossero 6 mesi fa? Qual'è la nostra strategia e qual'è l'exit plan del presidente? Che cosa l'amministrazione definisce come vittoria", così si legge nella lettera firmata, tra gli altri, dai senatori J.D. Vance , Tommy Tuberville e Rand Paul. Secondo i firmatari sarebbe "un'assurda rinuncia alla responsabilità del Congresso", continuare ad accogliere le richieste di aiuto a Kiev della Casa Bianca senza porre queste domande: "per queste ragioni, e certamente fino a quando non riceveremo risposta a queste ed altre domande, ci opponiamo a altre spese per la guerra in Ucraina". Il presidente Biden ha chiesto 24 miliardi di altri fondi per l'Ucraina.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Zoppas: “Eccellenza italiana, export settore da diporto +20% fino a giugno 2023”

(Adnkronos) – “Soprattutto negli ultimi tre anni gli imprenditori sono stati molto responsabili, capaci di rispondere alle difficoltà e adattarsi ai cambiamenti e infatti grazie al loro sforzo sono stati raggiunti dei risultati importanti dal punto di vista delle esportazioni, che nel 2022 hanno raggiunto i 620 miliardi di euro, vale a dire un 20% in più rispetto all’anno precedente". Lo ha dichiarato il presidente dell'Ice Matteo Zoppas intervenendo all’inaugurazione del Salone Nautico di Genova.  "Dopo due anni di crescita, quest’anno siamo partiti molto bene con circa il 15% di esportazioni in più rispetto al 2022, ma nel corso dei mesi abbiamo perso terreno", prosegue Zoppas. "Fino a giugno la crescita era di 4,2 punti percentuali, mentre a luglio si è verificato un calo del 7,7% delle esportazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che ha portato la media annuale al 2,3%. Per quanto in parte possa essere l’effetto conseguente al calo delle energie e della logistica, il numero denota che il consolidamento inizia a rallentare. Nella nautica, fiore all’occhiello dell’export italiano, è soprattutto quella da diporto che sta ancora crescendo. A giugno le esportazioni sono state del 20% in più rispetto all’anno precedente e nel 2022, in totale di 3,3 miliardi, sono cresciute di un 13,3% in più rispetto al 2021 e del 47,9% rispetto al 2019.  "Numeri positivi che non devono farci però dimenticare che l’Italia non esporta solo quantità, ma anche qualità", sottolinea il presidente Ice."Il made in Italy è un’icona di stile e lusso apprezzata in tutto il mondo. Ice offre un grosso contributo al settore della nautica, anche attraverso il sostegno di eventi internazionali come il Salone Nautico di Genova. Qui portiamo più di 150 tra buyer e operatori, sosteniamo l’ente fieristico per accrescere la comunicazione del made in Italy e spingiamo le nuove realtà che vogliono crescere. Quest’anno al Salone partecipano 10 start-up affini al settore che presentano i loro prodotti innovativi”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Roma, scarcerato 74enne che seminò panico alla stazione Tiburtina

(Adnkronos) – Scarcerato oggi il 74enne che il 24 agosto scorso aveva seminato il panico in un bar nella galleria commerciale della stazione Tiburtina, tentando di rapinare la cassiera, sparando in aria con una pistola lanciarazzi. Il tribunale del Riesame di Roma ha accolto, infatti, il ricorso della difesa. Nel suo zaino aveva un'ascia, coltelli, balestre, dardi e cartucce.  L'uomo, cittadino ceco, era stato bloccato e poi arrestato dalla Polfer, arresto convalidato il giorno dopo a piazzale Clodio, dove però non fu possibile procedere all'interrogatorio di garanzia per mancanza di un interprete. All'udienza in rito abbreviato, che si è svolta il 29 agosto, il 74enne ha detto che era in Italia in vacanza e che era stato derubato dei suoi soldi, circa 1500 euro, e documenti. Per lui il giudice aveva deciso una condanna a 3 anni. Il difensore, annunciando ricorso, aveva chiesto anche di prendere contatti con l'ambasciata della Repubblica Ceca.  La difesa tra l'altro ha fatto notare che il suo assistito, non avendo la traduzione dell'ordinanza di convalida e in assenza di un interprete in pratica non sapeva di cosa fosse accusato e non poteva comunicare con lui. Ora i giudici del Riesame hanno dato ragione al difensore d'ufficio del 74enne, l'avvocato Luciano Guidarelli, scarcerando il 74enne. "Abbiamo dimostrato che anche con la difesa d'ufficio è possibile tutelare il cittadino straniero" afferma all’Adnkronos il penalista. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Bronchiolite, pediatra Bambino Gesù: “Preoccupa, picco anticipato”

(Adnkronos) – "Il virus respiratorio sinciziale preoccupa se preso nei primi mesi di vita perché può dare bronchioli importanti". Lo sottolinea all'Adnkronos Salute, Anna Chiara Vittucci, specialista della Pediatria generale dell'ospedale Bambino Gesù di Roma.  Il virus respiratorio sinciziale (Rsv) "ha sempre preoccupato – chiarisce il medico – e con l'arrivo di Sars-CoV-2 ha modificato la stagionalità a cui eravamo abituati. In Italia di solito l'Rsv arrivava nella fascia novembre-marzo con picchi a gennaio, mentre abbiamo avuto recentemente picchi anticipati e questo ha modificato quello a cui eravamo abituati. Oggi con una risalita dei casi Covid dobbiamo ancora capire come andrà la stagione che vede anche la presenza dell'influenza. Prevenzione? La mascherina può aiutare, soprattutto se con figli sotto i 6 mesi può essere utile se indossata dai genitori, i nonni e la tata".  "La pandemia Covid ha fatto capire ai genitori l'importanza del lavaggio delle mani – prosegue Vittucci -. Se un adulto è raffreddato o ha dei sintomi influenzali è bene che stia lontano dal piccolo oppure che si protegga con una mascherina". Sul fronte terapie? "Al momento non ci sono terapie di supporto, ma non c'è un farmaco specifico. Aspettiamo – conclude – i vaccini che dovrebbero arrivare".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Bonomi: “Nautica rappresenta l’eccellenza italiana”

(Adnkronos) – “È per me sempre un’emozione essere qui a Genova all’inaugurazione del Salone Nautico, quest’anno giunto alla 63ª edizione. Devo dire che ci hanno di nuovo stupiti tutti, come ogni anno. Arrivare al salone è un colpo d’occhio incredibile, un insieme di emozioni, un’emozione che rappresenta l’eccellenza dell’industria italiana”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi dal palco della cerimonia di inaugurazione della 63ª edizione del Salone nautico di Genova, in svolgimento dal 21 al 26 settembre 2023. “Oggi qui celebreremo una serie di grandi risultati raggiunti in questo settore – ha aggiunto – un settore che, a differenza di altri che stanno purtroppo rallentando, sta andando, come diceva il sindaco Bucci, a gonfie vele. Questo ci fa molto piacere perché quella della nautica da diporto è un’industria che sa coniugare bellezza, innovazione, design, ricerca e soluzioni avveniristiche di sostenibilità dal punto di vista ambientale ed energetico. Questi risultati non sono frutto del caso – ha sottolineato Bonomi – ma sono merito della tenacia e della determinazione dell’imprenditoria di questo settore. Nel 2020, quando tutto il mondo chiudeva, il Salone di Genova apriva”.  “I risultati di oggi credo siano il frutto di tenacia e determinazione, le classiche caratteristiche dei marinai – ha spiegato il presidente di Confindustria – non a caso il motto della nave più bella del mondo, l’italiana Amerigo Vespucci, è ‘Non chi comincia, ma quel che persevera’. In quella frase è contenuto lo spirito indomito dell’industria dell’eccellenza italiana”.  Bonomi ha quindi continuato spiegando che Confindustria ha sempre riposto molta fiducia nell’economia del mare, tanto che “quando sono diventato presidente, ho voluto dedicare una vicepresidenza alla nautica, convinto che fosse uno dei settori e delle filiere più importanti del nostro settore. Come Confindustria abbiamo accolto con grande gioia la decisione del governo di puntare sull'economia del mare con il ministro Musumeci – ha aggiunto – L’economia del mare tiene insieme il Paese, da Nord a Sud. Pensate che il 45% delle imprese del mare e un terzo dei lavoratori del settore opera nel mezzogiorno, dove invece altri settori soffrono. Questi dati ci danno la dimensione di quanto sia importante puntare su questo settore”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Bollette, mercato libero per tutti: si va verso un rinvio? Cosa cambia

(Adnkronos) – Era previsto che la fine del mercato tutelato per le bollette, anche per i privati, arrivasse dal 10 gennaio 2024 per il gas e da aprile 2024 per la luce. Il passaggio al mercato libero per tutti non sembra in discussione ma sui tempi, invece, si apre nuova incertezza: "Sono in corso valutazioni da parte del governo sul meccanismo di traghettamento al di fuori del mercato tutelato dei clienti domestici, ed in particolar modo dei vulnerabili, tenendo conto dell’instabilità dei prezzi dell’energia in questa fase storica. Si stanno valutando tempi e modalità del trasferimento", ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, in aula al Senato in risposta ad una interrogazione sul tema. Sono parole che possono preludere a una proroga dell'attuale regime, con una parte dei contratti ancora legati all'aggiornamento periodico delle tariffe da parte dell'Arera, l'Autorità per l'energia. Il passaggio al mercato libero sarà accompagnato gradualmente con una fase di transizione. Alle famiglie che non avranno scelto un fornitore del libero mercato verrà assegnato il 'servizio a tutele graduali', con una fornitura a tariffe calmierate erogata da venditori selezionati dall’Arera sulla base di aste condotte su base territoriale. Pichetto Fratin ha annunciato che "saranno svolte campagne di comunicazione istituzionale su larga scala, attraverso una pluralità di canali divulgativi e sui principali media a diffusione nazionale, in coordinamento con Arera e con il supporto di Acquirente Unico". Questo, ha spiegato, "al fine di veicolare le corrette informazioni sulla normativa vigente in materia di apertura del mercato, sulle caratteristiche del servizio a tutele graduali, sulle relative tempistiche, sugli obblighi e sui diritti dei clienti finali, nonché sulle opportunità del mercato in termini di potenziali vantaggi derivanti da una pluralità di offerte, trasparenti e confrontabili. Gli utenti dovranno inoltre essere informati degli strumenti a loro disposizione per una scelta consapevole dei fornitori e delle offerte nonché degli strumenti di tutela".  Per le microimprese la transizione è già partita il 1 aprile 2023, con le comunicazioni arrivate direttamente dai nuovi gestori incaricati. La lettera inviata ai titolari di microimprese spiega il passaggio: "Il servizio a tutele graduali è stato introdotto dall'Autorità di regolazione (Arera) per accompagnare il passaggio al mercato libero delle forniture non domestiche dopo la rimozione del servizio di maggior tutela. Il servizio viene erogato, in ogni area del territorio nazionale, da fornitori individuati in seguito ad apposite procedure concorsuali e la società XXX risulta aggiudicataria per il suo Comune. Per tali motivi non vi è la necessità di sottoscrivere un nuovo contratto". Sul piano dei vantaggi, ci sono tutti gli aspetti positivi della concorrenza. Se il mercato funziona, la libera determinazione del prezzo porta a un vantaggio per il consumatore finale che viene messo nelle condizioni di poter, e dover, scegliersi l'operatore più conveniente. I rischi ci sono quando il mercato funziona male. Tra modifiche unilaterali dei contratti, promozioni poco chiare e previsioni incerte, gli italiani finiscono sempre più spesso a dover fare i conti con call center aggressivi, agenzie che spingono un fornitore piuttosto che un altro e le difficoltà con cui anche l'Antitrust è costretta a muoversi. Il risultato è che si possa finire troppo spesso con il pagare bollette più alte di quanto sarebbe giusto, soprattutto quando le condizioni di mercato sono rese difficili dagli choc esterni, come è stato con le conseguenze della guerra in Ucraina. Il Consiglio di Stato, a dicembre 2022, ha sospeso i provvedimenti dell'Antitrust contro gli incrementi, considerati eccessivi dall'Autorità. Poi, il decreto Milleproroghe ha dato il via libera agli adeguamenti, purché alla scadenza delle condizioni economiche previste dal contratto. Per questo, gli italiani hanno iniziato a ricevere le comunicazioni con i relativi aumenti. Nel 2022 chi aveva un contratto di libero mercato ha risparmiato, e molto, rispetto a chi era ancora nel mercato tutelato. Hanno speso in media quasi la metà, grazie soprattutto agli accordi a prezzo fisso. Ora, però, con le condizioni economiche che stanno andando a scadenza, devono fronteggiare aumenti fino a 3 o 4 volte superiori. E questo vuol dire inevitabilmente bollette improvvisamente triplicate. L'altalena di interventi sul piano delle regole, prima il decreto aiuti bis e l'Antitrust, sostanzialmente contro le modifiche unilaterali, poi la decisione del Consiglio di Stato e il decreto Milleproroghe, sostanzialmente in direzione opposta, ora nuova incertezza sui tempi effettivi per il passaggio definitivo al mercato libero, ha suggerito alle aziende di muoversi finora con grande cautela, limitando al massimo o addirittura sospendendo la ricerca nuovi clienti. E dato che il mercato libero si fonda sulla possibilità di trovare alternative, l'assenza di concorrenza sul prezzo è un problema cruciale. (Di Fabio Insenga) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)