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Seeweb sostiene l’Innovazione Scientifica al MaSBic Symposium di Ancona, con al centro le Ultime Scoperte nel Mondo della Proteina

(Adnkronos) – Ancona, 21 Settembre 2023 – In corso ad Ancona, presso l'Università Politecnica delle Marche e sino a domani 22 settembre, uno degli eventi più prestigiosi dell’anno nell’ambito della ricerca scientifica: il MaSBic Symposium, dove esperti e accademici provenienti da diverse discipline si confronteranno per discutere le ultime scoperte e sviluppi nel campo della struttura e della dinamica delle proteine. Questa è la terza edizione del simposio, che unirà competenze in ambito computazionale, strutturale e molecolare  Una Partnership per l'Innovazione Scientifico-Industriale In questo contesto, Seeweb, azienda leader nel settore dei servizi infrastrutturali, si unisce all'evento in qualità di sostenitore della ricerca scientifica. Seeweb offre servizi di infrastruttura avanzati che supportano il mondo del supercalcolo con un approccio etico e sostenibile, mirato a facilitare l’addestramento di modelli e il data processing con performance elevate e architetture scalabili e disegnate all’insegna dell’efficienza di utilizzo e di consumo energetico. La collaborazione tra il MaSBic Symposium e Seeweb rappresenta un passo significativo verso la collaborazione tra il mondo dell'innovazione scientifica e tecnologica. Ieri, al simposio, da remoto, l’intervento di Marco Cristofanilli, Head of AI Cloud Seeweb, che ha introdotto i benefici delle architetture cloud specifiche per l’IA e per il calcolo scientifico. MaSBiC Symposium: l'unione tra tecnologia e bioingegneria Negli ultimi decenni, il rapporto tra la struttura delle proteine e la loro funzione è stato oggetto di ampi studi, mirati a comprendere i meccanismi molecolari che sottendono processi biologici cruciali e, soprattutto, le cause di molte malattie. Tale relazione tra struttura e funzione delle proteine è anche un argomento di grande interesse nel campo della nanotecnologia, con importanti implicazioni in campo medico e industriale. Il gran numero di strutture ad alta risoluzione risolte negli ultimi anni, insieme ai progressi negli approcci sperimentali e teorici, hanno gettato nuova luce sulla dinamica e sui meccanismi di azione delle proteine, degli enzimi e dei complessi macromolecolari. Grazie all'avanzamento delle tecnologie di bioingegneria, le proteine e le loro versioni più corte – peptidi e peptidomimetici – sono diventati strumenti versatili per investigare, comprendere e invertire il meccanismo molecolare alla base delle malattie genetiche. Il 3° Simposio Annuale MaSBiC riunisce scienziati computazionali, strutturali e molecolari che indagano tutte le sfaccettature della struttura delle proteine, della dinamica, del piegamento, della nanotecnologia e molto altro. Il Marche Structural Biology Center (MaSBiC) è un laboratorio per la Produzione Proteica ad Alto Throughput (HTPP), coinvolgendo il Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente (DiSVA), il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali (D3A) e la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Politecnica delle Marche (UNIVPM). Il MaSBiC è stato istituito nel 2015 in stretta collaborazione con il laboratorio di Produzione Proteica ad Alto Throughput del New York Structural Biology Centre (NYSBC, www.nysbc.org) Nel corso del Simposio, otto relatori invitati spiegheranno come una vasta gamma di approcci di ricerca possa contribuire ad affrontare importanti e complesse problematiche nel campo della struttura e della funzione delle proteine. Allo stesso tempo, saranno riservati slot temporali ai giovani ricercatori per consentire loro di presentare le scoperte della loro ricerca in un formato di 20 minuti. Oltre alle presentazioni orali, saranno organizzate anche due sessioni poster per permettere ai partecipanti di condividere le loro scoperte e aumentare il livello delle discussioni. Il MaSBic: Eccellenza nella Ricerca Scientifica Il Marche StructuralBiology Center (MaSBic) è un laboratorio di ricerca scientifica di fama internazionale. Il centro si specializza nella High-Throughput Protein Production (HTPP) e coinvolge il Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente (DiSVA), il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali (D3A) e la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Politecnica delle Marche (UNIVPM). Creato nel 2015 grazie alla stretta collaborazione con il laboratorio di produzione di proteine ad alto rendimento del New York Structural Biology Center (NYSBC), il MaSBic svolge un ruolo fondamentale nella ricerca scientifica a livello internazionale. Dettagli dell'Evento Il MaSBic Symposium di Ancona, intitolato "Advances in Protein Science: Exploring Structure, Function, and Beyond," si terrà presso il Dipartimento delle Scienze della Vita e dell'Ambiente dell'Università Politecnica delle Marche (UNIVPM). Sarà possibile seguire l'evento sia in presenza che online tramite un canale dedicato su Zoom. Seeweb è entusiasta di sostenere questa iniziativa di prim'ordine e di essere presente. Per ulteriori informazioni sul programma e per registrarsi all'evento, si prega di visitare il sito web ufficiale del MaSBic Symposium all'indirizzo https://disvamasbic-symposium.bio-groups.com
 Seeweb è impegnata a sostenere l'innovazione scientifica e tecnologica attraverso partnership significative come quella con il MaSBic Symposium. L'evento rappresenta un'occasione imperdibile per coloro che desiderano esplorare le ultime frontiere della ricerca sulle proteine e condividere idee con esperti di tutto il mondo. Siamo ansiosi di vedere cosa emergerà da questa collaborazione e come continueremo a guidare l'innovazione in avanti nel settore della ricerca scientifica. Per ulteriori informazioni su Seeweb e le sue iniziative nel campo dell'innovazione scientifica, si prega di visitare il sito web aziendale all'indirizzo https://www.seeweb.it
 

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Intossicazioni da funghi, in Italia 10mila casi l’anno: quali i rischi e come evitarli

(Adnkronos) – Con l'inizio dell'autunno e l'arrivo delle prime piogge, parte la stagione della raccolta dei funghi. E con essa le segnalazioni di intossicazioni, da parte delle Asl, da Sud a Nord in tutta Italia: 9 casi a Catania lo scorso fine settimana, causate dal Chlorophyllum molybdites, la cosiddetta 'falsa mazza di tamburo', mentre numeri già importanti si registrano al Centro antiveleni Maugeri di Pavia, per citarne alcuni. Non a caso, nel trimestre settembre-ottobre-novembre si verifica il 90% dei casi di intossicazione da funghi, che portano in pronto soccorso circa 10mila italiani l'anno, tra casi lievi e più gravi, con sintomi che vanno da problemi gastrointestinali a complicanze neurologiche, fino alla morte. Quali precauzioni adottare per scongiurare rischi? E quali i sintomi 'spia' di un'intossicazione?  La prima regola da adottare in caso di dubbio sulle varietà raccolte è separare i funghi sospetti da quelli commestibili, in modo che le spore dei primi non contaminino anche gli altri funghi. Molte specie 'buone', purtroppo, hanno dei sosia 'cattivi' che possono confondere il raccoglitore non troppo esperto. E ancora: non raccogliere mai i funghi quando sono troppo piccoli o ancora chiusi. Oltre che vietato dalla legge, è il modo migliore per incappare in specie non commestibili. In ogni caso, i funghi devono essere sottoposti a una cottura di almeno 30-45 minuti che nella maggior parte dei casi neutralizza buona parte delle tossine. Ma per essere sempre certi di quel che si porta a casa, la regola d'oro è quella di far controllare i funghi dagli ispettori del Servizio di riconoscimento micrologico attivi nell Asl italiane: il servizio è gratuito e un elenco esaustivo degli ispettorati è disponibile nel sito del ministero della Salute. Dunque, massima attenzione alle specie mortali: l'amanita falloide, ad esempio, contiene una potente sostanza in grado di danneggiare in modo irreversibile fegato e reni; nelle situazioni più gravi l'unica possibilità di sopravvivenza è legata al trapianto di fegato. Questo fungo è particolarmente insidioso perché può essere facilmente scambiato per altri funghi non tossici. Cuocerlo non riduce la pericolosità: le tossine epato-tossiche dell'amanita phalloides resistono infatti alle alte temperature, e quindi la cottura non protegge dall'intossicazione. Solo un micologo è in grado di distinguere le diverse specie, e spesso solo attraverso analisi sofisticate. Ma come si manifesta l'intossicazione da funghi? Nella quasi totalità dei casi i primi sintomi sono gastroenterici come nausea, vomito, dolori addominali, diarrea profusa, tachicardia, confusione e allucinazioni. L'intervallo di tempo tra ingestione e comparsa dei sintomi è variabile e dipende dalla specie; tempi superiori alle 6-8 ore sono particolarmente sospetti e allarmanti. Nei casi più gravi, possono verificarsi danni agli organi vitali come il fegato e il rene, mettendo a rischio la vita. In caso di intossicazione è opportuno chiamare il Centro antiveleni, riferire nei dettagli cosa è accaduto e seguire accuratamente le indicazioni che vengono date. Anche bambini e donne in gravidanza possono consumare funghi, purché vengano adottate tutte le precauzioni igieniche comuni alla maggior parte degli alimenti. Considerata la scarsa digeribilità – consigliano gli esperti – è buona norma non eccedere sia in quantità che in frequenza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Musica, De Felice (Inps): “Con nostro concerto Convitto Locchi fruibile a tutti”

(Adnkronos) – “Questo è il secondo anno che collaboriamo con l'Associazione Roma Tre Orchestra per la stagione estiva. Lo abbiamo fatto per rivitalizzare questo palazzo, un immobile dell'Inps chiuso da tanti anni, e renderlo più fruibile a favore del pubblico e favorire l’incontro con l’alta cultura”. Lo ha detto Diego De Felice, Direttore Comunicazione Inps, in occasione del concerto per pianoforte di Chopin e la sinfonia ‘italiana’ di Mendelssohn, promosso da Inps e Roma Tre Orchestra al Convitto Vittorio Locchi. L’iniziativa, conclusasi ieri, rientra nell'ambito del progetto 'IN musica Per il Sociale', calendario di appuntamenti che dallo scorso 19 giugno ha visto protagonista la musica cameristica e sinfonica.  “È importante valorizzare questo luogo che si presta dal punto di vista scenografico e acustico – chiosa De Felice – Noi pensiamo che un'organizzazione come l'Inps debba investire anche nella valorizzare del proprio patrimonio artistico, un atto di attenzione verso degli immobili tramandati negli anni al nostro Istituto”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Musica, direttore Vicari: “Concerto con Inps nel Convitto Locchi esperienza unica”

(Adnkronos) – “L'incontro tra Roma Tre Orchestra e Inps credo sia stato realizzato nella Reggia degli Dei: la grande musica in una sede così bella come il convitto Vittorio Locchi nel quartiere Garbatella risalta e rende ancora più godibili le serate per il pubblico. L'incontro è avvenuto due anni fa ed è nata questa rassegna 'IN musica Per il Sociale', che riprende l'acronimo di Inps, e offre alla cittadinanza un prodotto musicale classico. Ormai fare musica classica è sempre più difficile a Roma, gli spazi sono sempre di meno. Abbiamo creato un piccolo luogo di bellezza, l'esperienza del concerto in questo Convitto è davvero unica perché si unisce il godimento della musica all'acustica perfetta, data dalle mura di questo cortile, alla bellezza del luogo”. Lo ha detto Valerio Vicari, Direttore Artistico Roma Tre Orchestra in occasione del concerto per pianoforte di Chopin e la sinfonia ‘italiana’ di Mendelssohn, promosso da Inps e Roma Tre Orchestra al Convitto Vittorio Locchi. L’iniziativa, conclusasi ieri, rientra nell'ambito del progetto IN musica Per il Sociale, calendario di appuntamenti che dal 19 giugno ha visto protagonista la musica cameristica e sinfonica.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Spiava colleghe con telecamera in bagni Poste, ex direttore a giudizio

(Adnkronos) – Arriva nelle aule di tribunale la vicenda dell'ex direttore di un ufficio postale di Taranto che il 28 giugno è stato arrestato e sottoposto ai domiciliari con l'accusa di aver posizionato una microcamera nel bagno delle donne e di aver acquisito un numero ingente di immagini che poi sono state sequestrate. Nei suoi confronti il Tribunale ha deciso, su richiesta della Procura, di procedere con il giudizio immediato, con prima udienza stabilita il 4 dicembre. La notizia è riportata dal quotidiano 'La Gazzetta del Mezzogiorno'.  Dagli accertamenti è emerso che sono nove le donne che sono state filmate. L'indagine, condotta dalla Guardia di finanza, è iniziata dopo la segnalazione della presenza della microcamera, scoperta da una dipendente dell'ufficio. L'uomo è ancora sottoposto agli arresti domiciliari perché la richiesta del legale difensore di rimetterlo in libertà è stata respinta anche dal Tribunale del riesame. Nel corso delle indagini, nei dispositivi dell'indagato sono state ritrovate circa 120mila immagini indebitamente ottenute con la registrazione. L'accusa nei suoi confronti è l'illecita interferenza nella vita privata. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Moschetti (Inps): “Palazzo Mazzone per nostro concerto è pezzo di storia Garbatella”

(Adnkronos) – “Siamo nel cuore della Garbatella, uno dei quartieri storici più ricchi di arte visiva, grafica e architettonica della città e che quest'anno festeggia 103 anni dalla sua fondazione. La struttura dove ci troviamo è un pezzo di storia di questo quartiere. Nasce nel Ventennio, in un periodo molto particolare della storia politica del nostro Paese ma è frutto di una grandissima idea, ovvero quella di aprire l'assistenza sociale alle categorie più bisognose come erano le orfane del primo dopoguerra. Dobbiamo tutto questo ad una mente illuminata, il senatore Di Vito, che aveva deciso di accogliere in uno dei luoghi più belli della città le orfane figlie di dipendenti dell'istituzione Postelegrafonica. Doveva essere un piccolo ricovero poi Di Vito pensò di rivolgersi all'architetto Angelo Mazzone, che con la sua grande opera realizzò un fabbricato di 4.000 mq che è perfettamente conservato all'interno di un parco di 5 ettari nel cuore della Garbatella”. Lo ha detto Sergio Moschetti, Dirigente Comunicazione Inps, in occasione del concerto per pianoforte di Chopin e la sinfonia ‘italiana’ di Mendelssohn, promosso da Inps e Roma Tre Orchestra al Convitto Vittorio Locchi. L’iniziativa, conclusasi ieri, rientra nell'ambito del progetto 'IN musica Per il Sociale', calendario di appuntamenti che dallo scorso 19 giugno ha visto protagonista la musica cameristica e sinfonica.  “Il concerto è alla seconda edizione – ha poi aggiunto Moschetti – In questi anni abbiamo avuto diverse migliaia di ospiti a livello nazionale e internazionale in una cornice davvero di eccezione”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Meteo Italia, da lunedì ciclone d’autunno: previsioni fino al 1 ottobre

(Adnkronos) – Italia divisa dal meteo la prossima settimana. A partire da lunedì 25 e almeno fino a mercoledì 27, un ciclone equinoziale – afferma il sito de iLMeteo.it – terrà sotto scacco mezzo Stivale a causa di una vasta area di bassa pressione che si manterrà attiva sul bacino del Mediterraneo a partire dal weekend, provocando un'ondata di maltempo in particolare al Centro-Sud e sulla Sicilia. Da valutare attentamente nei prossimi giorni, anche il rischio di violenti temporali proprio a causa dello scontro tra masse d'aria diverse e dei contrasti particolarmente esaltati in queste settimane di passaggio tra l'Estate e l'Autunno. Al Nord, invece, (ed eccolo il primo colpo di scena) avremo tanto sole e temperature ben oltre le medie climatiche per tutta la prima parte di settimana, grazie a un'ennesima avanzata dell'alta pressione. Da segnalare, tuttavia, che di notte e al primo mattino, stante la stasi atmosferica e la calma dei venti, potrebbero formarsi le prime nebbie stagionali sulle basse pianure, con temperature che quindi risulterebbero inizialmente freddine. Ma gli effetti dell'anticiclone al Nord dureranno poco, ed ecco il secondo colpo di scena: da Giovedì 28 settembre potremmo assistere a uno sblocco atmosferico a livello europeo: prende sempre più piede, infatti, l'ipotesi di una ripresa del flusso perturbato atlantico, il cuore pulsante delle perturbazioni per il Vecchio Continente. "Porta Atlantica" ben spalancata dunque. Nel gergo meteorologico questo termine sta a significare che non vi sono ostacoli per le perturbazioni in arrivo dall'oceano affinché possano arrivare sul nostro Paese, portando di conseguenza fasi meteo decisamente piovose per molte regioni italiane. La conseguenza più diretta sarebbe quella di avere un surplus di precipitazioni, specie al Centro-Nord. In un contesto del genere non sono da escludere temporali, alternati magari a qualche pausa più soleggiata. Le temperature si manterranno leggermente sotto la media climatica, in particolare sulle regioni settentrionali, specialmente durante le giornate più instabili. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Cisco annuncia l’intenzione di acquisire Splunk, per aiutare le aziende ad essere più sicure e resilienti in un mondo potenziato dall’Intelligenza Artificiale

(Adnkronos) – •Insieme, Cisco e Splunk potranno portare le aziende dalla modalità di identificazione e risposta a quella di previsione e prevenzione delle minacce •Cisco e Splunk diventeranno una delle più grandi aziende di software al mondo e l’acquisizione accelererà la trasformazione del business di Cisco verso un modello maggiormente basato su ricavi ricorrenti  •Si prevede un flusso di cassa favorevole e un incremento del margine lordo nel primo anno fiscale successivo alla chiusura e un incremento dell'utile per azione non-GAAP nel secondo anno. L’acquisizione accelererà la crescita dei ricavi e la crescita del margine lordo •Si uniscono due aziende “Great Places to Work” con valori e culture simili e team di talento  •L’unione di queste due aziende, leader nell’innovazione, permetterà loro di guidare i mercati della sicurezza e dell’observability nell’era dell’Intelligenza Artificiale.  
San Jose and San Francisco, Calif., September 21, 2023 — Cisco (NASDAQ: CSCO) e Splunk (NASDAQ: SPLK), leader nella cybersecurity e observability, hanno annunciato oggi un accordo definitivo secondo il quale Cisco intende acquisire Splunk per un valore di $157 per azione, che rappresentano circa $28 miliardi di dollari in equity. Al completamento dell’acquisizione, Gary Steele, Presidente e CEO di Splunk entrerà nell’Executive Leadership Team di Cisco, riportando direttamente a Chuck Robbins, Chair e CEO di Cisco. L'acquisizione testimonia la capacità di Splunk di aiutare le aziende a migliorare la loro resilienza digitale e accelererà la strategia di Cisco che mira a connettere tutto in modo sicuro per rendere ogni cosa possibile. L'unione di questi due leader riconosciuti nel campo dell'intelligenza artificiale, della sicurezza e dell'osservabilità contribuirà a rendere le organizzazioni più sicure e resilienti. "Siamo entusiasti di poter unire le forze di Cisco e Splunk. La combinazione delle nostre competenze guiderà la prossima generazione di soluzioni di sicurezza e osservabilità abilitate dall'intelligenza artificiale", ha dichiarato Chuck Robbins, Chair e CEO di Cisco. "Passando dalla modalità di rilevamento e risposta a quella di previsione e prevenzione delle minacce contribuiremo a rendere le organizzazioni di tutte le dimensioni più sicure e resilienti".  “L’unione con Cisco rappresenta una nuova tappa del percorso di crescita di Splunk, ed accelera la realizzazione della nostra missione che ci vede impegnati ad aiutare le aziende a diventare più resilienti, consentendoci di produrre al contempo un grande valore per i nostri investitori”, ha dichiarato Gary Steele, Presidente e CEO di Splunk. “Insieme, le due aziende saranno leader nel mercato security e observability che utilizza la potenza dei dati e dell'intelligenza artificiale per offrire soluzioni straordinarie e trasformare l'industria. Siamo entusiasti di unire le forze con un partner di lunga data e di fiducia che condivide la nostra passione per l'innovazione e l'esperienza del cliente e ci aspettiamo che la comunità di dipendenti Splunk possa beneficiare di opportunità ancora maggiori grazie all'unione di due organizzazioni rispettate e motivate", ha aggiunto Steele. 
QUI il Link al comunicato stampa in lingua inglese. A proposito di Cisco Cisco (NASDAQ: CSCO) è il leader tecnologico mondiale che connette tutto in modo sicuro per rendere tutto possibile. Il nostro obiettivo è quello di creare un futuro inclusivo per tutti, aiutando i nostri clienti a reimmaginare le loro applicazioni, ad alimentare il lavoro ibrido, a proteggere le loro aziende, a trasformare le loro infrastrutture e a raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità. Scopri di più sulla sezione italiana di EMEA Network e seguici su Twitter @CiscoItalia. Digitaliani: l'impegno Cisco per la Digitalizzazione del Paese. Cisco e il logo Cisco sono marchi o marchi registrati di Cisco e/o delle sue affiliate negli Stati Uniti e in altri Paesi. Un elenco dei marchi Cisco è disponibile all'indirizzo www.cisco.com/go/trademarks. I marchi di terze parti citati appartengono ai rispettivi proprietari. L'uso del termine partner non implica un rapporto di partnership tra Cisco e altre aziende. Ufficio Stampa Cisco Marianna Ferrigno email: pressit@external.cisco.com
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Apre Palazzo Ripetta

(Adnkronos) –
Il nuovo hotel 5 stelle indipendente nel centro di Roma inaugura il rooftop ETERE e apre le porte di tutte le sue 78 inedite camere e suite. 
Roma, 21 Settembre 2023.Il nuovo gioiello nel cuore di Roma, tra Piazza del Popolo e Piazza di Spagna, si chiama Palazzo Ripetta, hotel 5 stelle in uno storico palazzo risalente al XVI secolo, incastonato nel celebre Tridente, caratterizzato da un lusso elegante, discreto e sostenibile. Con l’inaugurazione di ETERE, meravigliosa e inedita terrazza, Palazzo Ripetta apre agli ospiti le porte dell’attesa location dell’hotel, pronto a regalare un soggiorno d’altri tempi, nel lusso contemporaneo. Un luogo dove la bellezza incontra la cultura e il design, il comfort e l’eleganza dello stile italiano, sia esso espresso nelle scelte stilistiche, nelle finiture, nell’offerta enogastronomica o nel servizio impeccabile. Nato come Conservatorio della Divina Provvidenza alla fine del ‘600, negli anni 60 Palazzo Ripetta è acquistato dalla Famiglia Ginobbi che affida il progetto di ristrutturazione al celebre architetto Luigi Moretti, una delle figure più influenti dell’architettura italiana del XX secolo. Nel 2020 ha inizio un’altra opera di restauro dell’intero immobile, affidata allo Studio Gaetani e MOI Architetture e alla designer Fausta
Gaetani per le camere e le aree comuni e a Roberto Liorni per le aree destinate all’offerta gastronomica; interventi importanti che hanno valorizzato il progetto morettiano, evidente nelle nervature arrotondate che scandiscono gli spazi del ristorante e nelle volute in stucco che smussano gli angoli dei diversi saloni del pianterreno come dell’intero immobile, incorniciando le alte finestre affacciate sulla città. Per volontà del CEO, Giacomo Crisci, collezionista di opere della prima metà del XX secolo, Palazzo Ripetta negli anni si è arricchito di pezzi d’arte e di design, come l’iconica Sfera di Pomodoro e le opere di grandi artisti come Giacomo Manzù, arrivando fino a pionieri della street art newyorkese, tra cui Angel Ortiz. “L’intento non è solo quello di offrire alla città un nuovo punto di riferimento con un edificio di grande pregio, ma anche di raccontare una nuova idea di hotellerie con al centro l’arte, la storia e cultura del nostro Paese, nonché la sostenibilità. Vogliamo offrire un’esperienza unica che sia il risultato di più fattori: oltre alla bellezza e armonia degli spazi grazie alla scelta dei migliori materiali e artigiani, fondamentali sono le nostre persone che ogni giorno, con il loro impegno costante e con l’immancabile sorriso, contribuiscono alla felicità degli ospiti. Inoltre, imprescindibile è per noi l’impegno per la tutela dell’ambiente, in ogni nostra scelta quotidiana.” Commenta Giacomo Crisci, CEO di Palazzo Ripetta. L’Hotel 
78 camere e suite, 4 sale meeting, un ristorante gourmet, un cocktail bar, un meraviglioso cortile interno e da oggi anche l’esclusivo ETERE rooftop all’ultimo piano dell'edificio, il progetto che conclude il processo di ristrutturazione dell’albergo, la quintessenza che si aggiunge ai quattro elementi che rendono Palazzo Ripetta così speciale (le ampie ed eleganti camere, il Ristorante gourmet San Baylon, la verdeggiante oasi di Piazzetta Ripetta e le evocative sale meeting & eventi). Con la sua anima green e salutare, trasmessa dagli arredi sostenibili e dal menù stagionale ricercato, ETERE punta a diventare la location di riferimento nel panorama elitario di Roma e non solo, grazie alla vista spettacolare sui tetti della Città Eterna e alla cucina del rinomato Executive Chef Marco Ciccotelli. Un luogo ricercato ed esclusivo destinato ad una clientela attenta ai nuovi trend e amante dello star bene, con un menù che armonizza le eccellenze laziali con una filosofia healthy basata sui concetti di sostenibilità, territorialità e lotta agli sprechi. L’Offerta enogastronomica La proposta enogastronomica è pensata e curata in ogni dettaglio da Alessia Meli, Direttore Food & Beverage, e rappresenta una delle principali anime di Palazzo Ripetta, nonché motivo di orgoglio per tutto il team, che ogni giorno vi dedica impegno e passione. “Credo fermamente che l’esperienza culinaria possa fare la differenza nel lasciare quel qualcosa in più nei ricordi dei clienti. Per questo abbiamo investito su tre differenti concetti di ristorazione in grado di rispondere alle esigenze dei nostri clienti italiani e internazionali, puntando ad offrire loro esperienze di piacere nuove che soddisfano ogni bisogno e al contempo sorprendano di volta in volta le loro aspettative. Oggi siamo orgogliosi di presentare ETERE, l’ultimo e atteso tassello di Palazzo Ripetta: un luogo dove piatti sani e gustosi alimentano la convivialità, dove l’atmosfera accoglie e il panorama romano abbraccia ogni momento vissuto”, afferma Alessia Meli, Direttore Food & Beverage. Oltre a ETERE, appena inaugurato, l’offerta enogastronomica si articola in: il Ristorante San Baylon: un tempio del gusto, caratterizzato dal design contemporaneo. L’arredo ricorda una casa nobiliare di inizio Novecento: con sofà in velluto, tavolini d’epoca e marmi pregiati, il San Baylon (che trae il nome da San Pasquale Baylon, santo spagnolo noto per aver inventato lo zabaione) regala un’atmosfera ricercata e intima. A completare l’esperienza, un’elegante pasticceria a vista dietro ampie vetrate attira la curiosità degli ospiti, profumando l’ambiente di dolci di ispirazione francese e dal gusto italiano. 
Piazzetta Ripetta, nel chiostro del Palazzo, un luogo da vivere in momenti diversi della giornata: che sia per un pranzo leggero, una pausa caffè accompagnata da una proposta bakery d’autore o un aperitivo in pieno stile made in Italy. Per scoprire il mondo mixology vi invitiamo a scoprire il Baylon Cocktail
Bar, dove grandi classici internazionali vengono sapientemente rivisitati e proposti in una versione inedita studiata da i barman del Baylon e quelli di Jerry Thomas Project. Arte e magia si mescolano in questo luogo sofisticato con il bancone in marmo che diventa il palcoscenico per l’esibizione dei barman più creativi, il tutto accompagnato da cicchetti personalizzati. Parlando della sua cucina, lo Chef Marco Ciccotelli afferma: “Il mio percorso è stato profondamente segnato dall’esperienza al fianco di Chef Fabio Ciervo e, più in generale, in Dorchester Collection. Nonostante il contesto favorevole e ricco di stimoli, ho avvertito durante quel percorso l’esigenza di cercare una realtà che mi rappresentasse pienamente e desse voce alle mie idee. Il contesto di Palazzo Ripetta mi ha offerto l’opportunità di esprimermi pienamente e di dar vita alle idee che negli anni avevo maturato.  Ritengo il cibo emblema dell’accoglienza del cliente, elemento chiave per creare un rapporto di fiducia e comfort che duri nel tempo. Stagionalità e rispetto della materia prima rimangono punti cardine della mia narrazione di cucina, insieme alla valorizzazione degli ingredienti e dei piatti del mio Abruzzo.  Ritengo la mia cucina equilibrata, armoniosa e coerente – caratteristiche fondamentali per far sì che i miei piatti siano facilmente accolti anche dai palati internazionali in visita a Palazzo Ripetta.  Per Etere invece la ricerca del sapore identitario dell’ingrediente è stata indagata ulteriormente: ogni proposta è caratterizzata da due soli materiali che regalano inediti sapori e interessanti esperienze culinarie, preservando intatto il gusto autentico della materia prima.” Nota stampa Palazzo Ripetta Palazzo Ripetta è un hotel 5 stelle locato tra Piazza del Popolo e Piazza di Spagna, nella centrale omonima Via di Ripetta. Ospitato all’interno di un edificio storico del XVI secolo, ristrutturato negli anni 60 dal gruppo Ginobbi su progetto dell’architetto Luigi Walter Moretti, una delle figure più eminenti dell’architettura italiana del XX secolo, l’hotel è il connubio perfetto tra storia, arte e architettura. Autentici interni anni ’60, si sposano armoniosamente con l’interior design della ristrutturazione firmato da Fausta Gaetani Design che valorizza il progetto storico dell'Architetto Moretti esaltandone i connotati, aggiungendo agli ambienti il suo inconfondibile tocco ed elementi lusso contemporaneo. 78 camere, 4 sale meeting & eventi a luce naturale, il ristorante, il cocktail bar con cortile interno e un esclusivo rooftop accolgono oggi in un lusso discreto ed elegante, sostenibile in tutte le sue definizioni e adatto a soddisfare le differenti richieste di una clientela attenta, elitaria e amante dello “star bene”. —immediapresswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Scontrini pazzi, consigli e trucchi per evitare le fregature

(Adnkronos) – Due euro in più per il basilico sulla pizza, per dividere un toast o per un piattino vuoto. Dieci centesimi per una spruzzata di zenzero sul cappuccino, 50 per pagare con il pos, venti euro per un piatto rotto. Quella 2023 è stata l'estate degli 'scontini pazzi', per questo in prospettiva dell'inverno, quando non mancherà occasione di andare al bar o a cena fuori, l'Unione nazionale consumatori ha stilato una mini guida, partendo proprio dall’attualità. Ecco i principali punti: 1)Il piattino vuoto si paga? E' legittimo addebitare due euro per un piatto vuoto per la condivisione o 1,50 euro per un cucchiaino in più? No, stoviglie, piatti e tovaglioli dovrebbero essere inclusi nel coperto. Arrivati alla cassa, il mio consiglio è controllare sempre lo scontrino. Se si trovano voci del genere ci si può rifiutare di pagarle. Che dire dei due euro per tagliare a metà il toast o per il basilico sulla pizza? Dal punto di vista legale, se questi supplementi sono segnalati sul menu, sono legittimi perché il ristorante è un luogo privato in cui il ristoratore fa le sue politiche, l’importante è che il cliente sia informato. Se invece non sono segnalati da nessuna parte il cliente può rifiutarsi di pagare quelle voci. Si apre poi il capitolo del senso di opportunità di alcuni costi: un conto è se in cucina devono dividere un piatto gourmet, azione che implica un certo tempo e un certo lavoro, un conto è se si tratta di tagliare un panino. Vale anche per il basilico: non è un ingrediente aggiuntivo come il prosciutto crudo o la mozzarella di bufala sulla margherita, di solito è incluso nella pizza. Se si comincia a far pagare separatamente ciò che di norma è incluso nel piatto o nella pratica della ristorazione si prende la strada di alcune compagnie aeree low cost, che hanno di fatto scomposto il servizio. E che infatti adesso sono odiatissime.   2) Coperto, acqua e pane: il coperto è il costo che il ristoratore scarica sul cliente per tutto ciò che riguarda la tavola e il servizio: stoviglie e loro lavaggio, lavoro del cameriere, tovaglie, tovaglioli, allestimento, eccetera. Deve essere segnalato sul menu: se non è scritto nulla e ci si trova una voce nello scontrino, ci si può rifiutare di pagarla. Di recente si trovano coperti diversi nello stesso ristorante: quattro euro all’interno, sei sul pontile. Vale la solita regola: legittimo se è esplicitato sul menu. Ma rientra sempre nel discorso generale: ne vale la pena?. Capitolo a parte per il pane: La gente pensa che sia nel coperto, invece no. Se il cestino del pane è gratis nessun problema, ma se ha un costo va indicato nel menu e, se si trova già in tavola, va chiesto al cliente se lo vuole tenere o meno. Per quanto riguarda l’acqua, tutti avrebbero diritto di chiedere quella del rubinetto.   3) Mezze porzioni e ordinazione minima: non tutti servono le mezze porzioni ed è legittimo, oppure a volte non costano la metà esatta ma il 70% del piatto intero. Basta che sia indicato nel menù. Se non è scritto sul menu si può ragionevolmente ritenere che costino la metà. Molte segnalazioni arrivate all’Unione nazionale consumatori ultimamente riguardano l’obbligo imposto da alcuni ristoranti di ordinare un tot di portate o di sostenere una spesa minima. È legittimo anche questo, se opportunamente scritto. Ma mi sento di dire attenzione ai ristoratori: a forza di aggiungere costi, regole e obblighi, si rischia che andare a mangiare fuori diventi un lavoro invece che qualcosa di piacevole.   4) Stoviglie rotte: si possono chiedere 20 euro per un piatto rotto? Si apre il doppio tema della responsabilità e dell’importo. Siamo sicuri che non ci sia una responsabilità del cameriere? E chi stabilisce che l’importo è 20 euro? C’è una fattura di acquisto del piatto? Che però nel frattempo si è usurato… è tutto da discutere. Il consumatore avrebbe potuto opporsi all’addebito, e se il ristoratore non fosse stato d’accordo avrebbe dovuto intentargli una causa civile.  Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, spiega che "volendo mettere un po’ d’ordine direi che non c’è nulla di nuovo sotto al sole. Sono sempre esistiti esercenti furbacchioni, pochi per la verità, sempre pronti ad addebitare qualche stranezza al consumatore". "Certo – ammette – i rincari dell’ultimo anno avranno fatto venire la tentazione a qualcuno di arrotondare il conto e (d’altro canto) consumatori con bilanci al lumicino saranno stati più attenti anche agli spiccioli. Poi sappiamo tutti come funzionano i trend sui social e la penuria di notizie estive ha fatto il resto". "In generale – suggerisce – direi ai clienti di evitare la denuncia postuma sui social e di parlare piuttosto con il ristoratore in caso di incidenti perché si può trovare un accordo. Postare lo scontrino sui social senza aver detto niente lì per lì lo trovo vile. Dall’altra parte, ai ristoratori dico: vogliamo davvero buttare alle ortiche la reputazione di un settore per due euro del piattino vuoto?".  Si chiama 'Ristoranti, regole diritti e doveri', l'ebook made by Unione nazionale consumatori con una serie di consigli sul ristorante. "Dopo tutte le domande sui nostri diritti – sottolinea il presidente Dona – non vorrei che qualcuno dimenticasse che i consumatori hanno anche alcuni doveri da rispettare. È sempre bene infatti comportarsi secondo criteri di educazione, correttezza e buona fede. In particolare, si ricorda che i consumatori devono essere rispettosi nel comunicare eventuali ritardi o annullamenti delle prenotazioni e devono rivolgersi al personale per comunicare le proprie esigenze. E poi c’è la civile convivenza: la prima regola è il rispetto della tranquillità di chi si trova a pochi metri da noi. Quindi è bene evitare di parlare ad alta voce, intralciare gli spazi comuni per l’incolumità e la sicurezza dei camerieri e degli altri clienti".  1) E' obbligatorio esporre i prezzi del menù anche all’esterno del ristorante? Nel caso in cui il ristoratore scelga di posizionare all’ingresso del locale dei cartelli con il menù proposto deve anche obbligatoriamente indicare i prezzi relativi ad ogni pietanza, i costi del coperto/servizio, eventuali altre maggiorazioni.  2) L’esposizione dei prezzi è obbligatoria anche per locali assimilabili al ristorante? Certamente: l’obbligo di esporre i prezzi al pubblico non vale solo per i ristoranti, ma anche per le trattorie, le osterie con cucina, le tavole calde, le pizzerie, i bar e tutti i locali autorizzati a somministrare cibo e bevande.  3) Come comportarsi quando il ristoratore espone un menù esterno per attrarre i clienti con prezzi più bassi di quelli effettivamente praticati? Conviene fare la foto del menù esterno e chiedere di pagare il prezzo indicato, così come prevede la legge. Infatti, per quanto i prezzi siano liberi, devono essere sempre correttamente indicati ai consumatori e quindi in caso di difformità il consumatore ha diritto di pagare il prezzo più basso.  4) E' legale stabilire prezzi diversi per pranzo o cena? Le variazioni di prezzo tra pranzo e cena sono del tutto legittime, ma devono essere comunicate chiaramente nel menù o all’ingresso del locale, in quanto il consumatore deve essere messo a conoscenza di tale condizione prima di concludere il contratto di ristorazione.  5) E' legale stabilire prezzi più alti per l’asporto? E' legale, ma il sovrapprezzo deve essere correttamente indicato. La maggiorazione può servire a coprire i costi di un ulteriore servizio offerto dal ristorante, come ad esempio i contenitori per l’asporto. Qualora il ristoratore addebiti dei costi per la consegna del cibo a domicilio, anche questi vanno chiaramente indicati.  6) Cosa si può fare se i prezzi non sono esposti al pubblico? I clienti possono fare una segnalazione alla Polizia Municipale o alla Guardia di Finanza, che provvederanno a redigere un verbale e applicare una sanzione amministrativa a carico del ristoratore che, nei casi più gravi, può consistere nella sospensione della licenza.  7) E' legale che i piatti del menù vengano descritti a voce dal cameriere? Il ristorante ha l’obbligo di esporre al pubblico i prezzi dei piatti che offre attraverso un listino prezzi ben visibile o sul menù. Questa regola vale anche per i piatti del giorno e per i cosiddetti 'fuori menù: in questo caso il cameriere ha l’obbligo di indicare a voce anche i prezzi dei piatti non scritti sul menù. In questo modo il consumatore potrà scegliere consapevolmente cosa ordinare e non incapperà in brutte sorprese alla cassa.  8) E' obbligatorio indicare nel menù il prezzo per unità di misura? Se il prezzo del piatto viene calcolato a peso, il ristoratore deve indicare nel menù l’unità di misura utilizzata e il costo per unità di misura (es. costo della carne tot euro al Kg).  9) E' obbligatorio indicare nel menù i piatti che contengono allergeni? I ristoratori devono annotare sui menù, su appositi registri, cartelli o altri sistemi tecnologici utilizzati, tutti i piatti che potrebbero contenere allergeni, in modo tale da essere ben in vista e facilmente accessibili ai clienti. Inoltre, il ristoratore deve formare adeguatamente il personale di sala e di cucina sul tema allergeni, in modo da evitare durante il servizio rischi per la clientela.  10) Il ristoratore è tenuto a indicare nel menù i prodotti surgelati? I prodotti surgelati devono essere indicati nel menù. Molti appongono asterischi accanto alle pietanze, ma troppo spesso l’indicazione è generica: “in alcuni periodi dell’anno alcuni prodotti potrebbero essere surgelati”. In questo modo però il consumatore non è in grado di scegliere consapevolmente. Meglio quindi preferire i ristoratori più trasparenti.  11) Il ristoratore può addebitare al cliente il costo del coperto? Il coperto è il costo che il ristoratore addebita al cliente per stoviglie, posate, bicchieri, tovaglia, tovaglioli e simili. Non esiste una legge nazionale che vieti il coperto, quindi la scelta di prevederlo è rimessa alla libera decisione del ristoratore, salvo che a livello locale la Regione o il Comune abbiano vietato tale sovrapprezzo (come nel Lazio per esempio). In ogni caso quando è previsto dal ristorante il costo del coperto deve essere espressamente indicato nel menù.  12) Il coperto comprende anche il pane? No, il pane deve avere un costo separato che, se presente, deve essere indicato nel menù.  13) Quando il cameriere porta il pane a tavola siamo costretti a pagarlo? Solo se siamo interessati a mangiarlo: il costo del pane va indicato sul menù. Quindi, se non si è interessati a consumarlo, si può chiedere di portarlo via e qualora ci fosse addebitato, potremo contestarlo e farlo togliere dal conto. 14) Il costo del coperto si può considerare come una mancia? Si tratta di cose diverse: il coperto serve a coprire i costi di un servizio che riguarda stoviglie e tovaglie. La mancia invece è una somma di denaro che, a discrezione del consumatore (almeno in Italia), può essere lasciata ai camerieri per premiare il loro efficiente servizio.  15) Se al ristorante si ordina solo mezza porzione si ha diritto a pagare il 50%? Non è detto che la mezza porzione costi esattamente la metà della porzione ordinaria. In molti ristoranti costa qualcosa in più ed è comprensibile perché né la materia prima né soprattutto il servizio si dimezzano per fare una mezza porzione. Ciò che conta è che anche il prezzo della mezza porzione sia correttamente indicato in menù.  16) E' legittima la maggiorazione di prezzo per la modifica di un piatto? Nel momento in cui il consumatore chiede di modificare un piatto (aggiungendo o togliendo un ingrediente) è legale prevedere delle maggiorazioni, in quanto, oltre al costo dell’ingrediente, bisogna considerare che il cliente sta chiedendo al ristoratore di cambiare la sua organizzazione. Ciò che conta però è che queste maggiorazioni siano indicate sul menù.  17) E' legittimo portare le proprie bevande al ristorante? È legittimo, ma è sempre bene informarsi preventivamente perché il ristoratore potrebbe prevedere il pagamento di un sovrapprezzo (come, ad esempio, nel caso di un vino per fare un brindisi).  18) Nel caso in cui il consumatore porti una bottiglia di vino per festeggiare, il ristoratore può chiedere un sovrapprezzo? E' legale a condizione che il consumatore sia stato preventivamente informato dell’esistenza di tale sovrapprezzo. Si tratta del cosiddetto diritto di tappo' che consiste in un costo a persona dovuto per coprire le spese del servizio (quali per esempio bicchieri, camerieri, e simili).  19) Il ristoratore può impedire al cliente di portare una torta da casa per festeggiare un evento? Sì, capita molto spesso in quanto il ristorante non è tenuto ad assumersi la responsabilità di servire alimenti portati dall’esterno, di cui non conosce la qualità e le modalità di produzione e che quindi potrebbero provocare intossicazioni o allergie. Se qualche commensale si sentisse male, infatti, potrebbero sussistere delle responsabilità per il ristoratore. Per questo motivo, quando viene consentito, solitamente viene chiesto al consumatore di fornire anche lo scontrino di acquisto della torta e in qualche caso persino la lista degli ingredienti.  20) E' legale chiedere un sovrapprezzo per il taglio della torta portata da casa? Se il ristoratore offre effettivamente un servizio ulteriore (ad esempio la conservazione della torta in frigo, il servizio, piatti da dessert, etc.) può chiedere il pagamento di un sovrapprezzo, a condizione però che di tale costo sia preventivamente informato il consumatore. Valgono le stesse regole del c.d. diritto di tappo.  21) Il ristorante può chiedere un sovrapprezzo per il servizio nei giorni di festa? Il ristoratore può prevedere delle maggiorazioni di prezzo per determinate festività (ma anche per il week end). Tuttavia, perché siano legali, queste tariffe devono essere correttamente indicate ai consumatori al momento della prenotazione, quindi prima di concludere il contratto di ristorazione (oltre che ovviamente nel menù esposto al pubblico durante quelle giornate).  22) E' legale che il ristoratore chieda un sovrapprezzo se la tavolata è numerosa? Se correttamente indicato all’ingresso del locale è legale, in quanto un tavolo molto numeroso può richiedere un maggiore sforzo organizzativo nel servizio.  23) Il ristoratore può prevedere delle maggiorazioni di prezzo se il locale è prenotato per un evento particolare? Il consumatore non è tenuto ad indicare il motivo per il quale decide di prenotare un ristorante, che può rimanere personale e non assume rilevanza giuridica. Tuttavia, qualora il consumatore decida di comunicare il motivo della prenotazione al fine di chiedere particolari servizi aggiuntivi, il ristoratore potrebbe prevedere delle maggiorazioni che però devono essere preventivamente comunicate prima della conclusione del contratto.  24) Se non si consuma tutto il cibo si possono portare a casa gli avanzi? Certo, si può chiedere la cosiddetta 'doggy bag' o 'safe bag' ossia un contenitore in cui raccogliere il cibo avanzato. È una soluzione utile per le tasche e per l’ambiente; quindi, oltre ad essere legale è consigliata.  25) Si può chiedere la doggy bag anche nei ristoranti all you can eat? Per i ristoranti con formula 'all you can eat' valgono regole diverse rispetto alla possibilità di portare il cibo avanzato a casa: in questo caso l’esercente non è obbligato ad accettare, in quanto la consumazione avviene attraverso una modalità particolare che consente al cliente di mangiare letteralmente 'tutto quel che riesce a mangiare', a patto però che lo faccia mentre si trova sul posto.  26) Nei ristoranti con formula all you can eat è giusto far pagare ai clienti quello che non è stato consumato? Dal momento che si tratta di una soluzione pensata per contenere gli sprechi, potrebbe essere corretta, a patto però che tale condizione sia chiaramente indicata nel menù, in modo tale che il cliente possa esserne a conoscenza prima di ordinare e possa di conseguenza limitarsi nella scelta del cibo.  27) Se non si consumano tutte le bevande ordinate si possono portare a casa? Certo la stessa regola vale anche per le bevande. Come ha affermato la stessa Cassazione in una sentenza del 2014 'riempire la borraccia con l'acqua servita a tavola e non consumata durante il pasto è un vero e proprio diritto, che ormai fa parte di regole comunemente accettate dalla civile convivenza'. Questa regola è applicabile per qualunque tipo di bevanda anche se contenuta in bottiglie di vetro, in quanto pure un eventuale obbligo di 'vuoto a rendere' in capo al ristoratore, non deve inficiare il diritto del consumatore a portare con sé ciò che ha pagato, ma non consumato.  28) Si può chiedere al cameriere l’acqua del rubinetto? Sì, il consumatore può richiedere l’acqua del rubinetto, anche perché, considerando gli obblighi di legge imposti al ristoratore, si presume che sia sempre potabile e quindi ugualmente sicura per la salute. 29) Cosa fare se sul menù la bottiglia d’acqua è indicata da 1 litro, ma poi al tavolo viene servita da 75 ml? Bisogna segnalare immediatamente il problema al ristoratore e chiedere di portare il prodotto che è stato ordinato (oppure di stornare la differenza dal conto).  30) E' corretto servire le bevande a tavola in bottiglie già aperte o nelle brocche? Non esiste una legge che vieti di portare a tavola bevande già aperte e versate in altri contenitori come la brocca, però il consumatore può chiedere al cameriere di farsi portare l’acqua in una bottiglia chiusa.  31) Per l'acqua di rubinetto trattata o microfiltrata è legittimo che il ristoratore richieda un costo? È legittimo a condizione che sia correttamente indicato nel menù. Il filtraggio dell’acqua, infatti, richiede l’utilizzo di strumenti appositi che possono avere un costo per il ristoratore.  32) Se il piatto non è di gradimento dopo l’assaggio si può rifiutare di pagarlo? Bisogna distinguere se è un problema di gusto personale o di difetto oggettivo del piatto, solo in quest’ultimo caso si può non pagare (per esempio: un ingrediente sbagliato, una carne tutta bruciata, un pesce che emana cattivo odore…).  33) Se il vino ordinato al momento dell’assaggio non è buono si può rimandare indietro senza pagarlo? Se il vino non ha particolari difetti, ma ha solamente deluso le aspettative di gusto non si può rifiutare, se invece presenta un difetto oggettivo si può chiedere la sostituzione della bottiglia.  34) Se disdico una prenotazione al ristorante devo pagare una penale? La prenotazione non può ritenersi vincolante perché il contratto vero e proprio tra il ristoratore e il cliente si perfeziona solo nel momento dell’ordinazione. Per questo motivo il servizio di prenotazione è totalmente gratuito, salvo che sia previsto un diverso espresso accordo tra le parti. 35) E' legale che il ristoratore chieda una caparra per la prenotazione? Il ristoratore può chiedere al consumatore il versamento di una caparra a garanzia della prenotazione, ma tale condizione deve essere adeguatamente indicata. In questo caso si applicano le regole previste dal Codice civile: se è il cliente a non presentarsi all’appuntamento la caparra verrà incassata dal gestore, ma se invece è il locale a non rispettare la prenotazione, sarà il ristoratore a dover rimborsare al consumatore il doppio della caparra.  36) Cosa accade se si prenota un tavolo al ristorante ma poi non ci si presenta? Nel caso del cosiddetto no-show, ovverosia di mancata presentazione al ristorante nel giorno e nell’ora stabilita, il consumatore non è tenuto a pagare nessuna penale, salvo che sia stata espressamente prevista al momento della prenotazione. In ogni caso è sempre buona regola avvertire il ristoratore.  37) Se prima di ordinare l’attesa è troppo lunga il consumatore può andarsene? Il contratto di ristorazione inizia nel momento in cui viene annotata l’ordinazione del cliente sulla comanda. Quindi fino a questo momento il contratto non è concluso e il consumatore può lasciare il locale senza pagare alcunché, neppure il coperto.  38) Se dopo aver ordinato l’attesa è troppo lunga il consumatore può andarsene? Se l’ordine è già stato effettuato il contratto di ristorazione si è perfezionato. Quindi si deve fare riferimento alle norme del Codice civile in materia di esecuzione del contratto che prevedono che, se a causa del ritardo nella fornitura di un servizio, una parte perde l’interesse alla prestazione, questa può recedere dal contratto. Quindi il consumatore che, a causa di un’eccessiva attesa, non sia più interessato a consumare, può decidere di andare via senza pagare per quello che non ha consumato.  39) Come si fa a stabilire quando l’attesa al ristorante diventa eccessiva? Ovviamente non esistono criteri oggettivi attraverso i quali stabilire quando un’attesa è intollerabile e quindi è sempre bene essere ragionevoli e considerare anche le circostanze concrete. Ad esempio, se il gestore sin dall’ingresso nel locale ha avvertito il consumatore delle condizioni di affollamento del ristorante, il ritardo nelle ordinazioni dovrà considerarsi prevedibile e quindi il cliente dovrà accettare l’eventualità di una certa attesa.  40) Quanto tempo posso rimanere al tavolo dopo aver finito di mangiare? Non esistono delle norme di legge che indichino un tempo massimo entro cui il cliente deve alzarsi da tavola per lasciare il posto libero.E' bene fare sempre riferimento anche al buon senso e agli usi commerciali. Chi consuma infatti dovrebbe occupare un tavolo per un tempo considerato congruo per consumare la propria ordinazione, tenendo anche conto delle condizioni di affollamento del locale. Si tratta di rispettare reciprocamente un generale principio di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto.  41) Il ristoratore può prevedere un sistema di prenotazione a turni? Dal momento che il ristorante è un esercizio privato, seppur aperto al pubblico, il titolare può stabilire il modo in cui mettere a disposizione gli spazi del proprio locale, e quindi può decidere di prevedere delle fasce orarie o dei turni di prenotazione, purché tale condizione sia correttamente indicata ai consumatori.  42) In caso di ritardo del cliente per quanto tempo il tavolo rimane prenotato? Non esiste un tempo esatto previsto dalla legge, di solito il ristoratore aspetta circa trenta minuti prima di considerare 'assente' il consumatore! Per questo motivo è buona regola avvertire sempre il ristorante in caso di ritardo e chiedere se c’è la possibilità di mantenere il tavolo prenotato.  43) Si può subordinare la prenotazione a una consumazione minima obbligatoria? Per essere legale la consumazione obbligatoria deve essere comunicata al cliente prima di entrare nel locale con un cartello che riporti il messaggio in maniera chiara anche in relazione agli oneri previsti a carico del consumatore che magari, all’interno di un gruppo, non voglia (o non possa) consumare bevande alcoliche.  44) E' possibile acquistare un menù che comprende primo, secondo e dolce per dividerlo con un amico? Certamente: non può essere negato a due persone sedute al tavolo l’acquisto di un solo menù, salvo che non sia espressamente prevista una sorta di consumazione obbligatoria: ma (naturalmente) tale indicazione dovrebbe essere fornita ai consumatori prima di entrare nel locale altrimenti questi hanno tutto il diritto di ordinare un unico menù e di suddividerlo tra più commensali. 45) Il ristoratore può rifiutarsi di fare conti separati? Il divieto di conti separati è del tutto illegittimo e questo perché l’obbligazione di somministrazione che si stipula al ristorante è 'divisibile' e ciò vuol dire che, anche se si prende parte ad una grande tavolata, ogni commensale ha il dovere di pagare esclusivamente per le pietanze che egli stesso ha ordinato. Insomma, ogni cliente è responsabile solo per la sua ordinazione.  46) Il cartello 'non si accettano conti separati ha valore legale? Il cartello affisso dal ristoratore non ha valore di legge e quindi non è vincolante. L’esercente non può imporre unilateralmente delle regole che siano espressamente contrarie alla legge, salvo diverso accordo tra le parti: unica eccezione, infatti, vale se il ristoratore, al momento della comanda, si accorda con i commensali per un pagamento cumulativo.  47) Quando si paga con conti separati ogni commensale può scegliere il mezzo di pagamento che preferisce? Certo, ogni commensale può scegliere il mezzo di pagamento che preferisce tra contanti, carte, app di pagamento accettate dal ristoratore.  48) E' legale per l'esercente rifiutare pagamenti con carta bancomat? L’esercente ha l’obbligo di mettere a disposizione del consumatore almeno un circuito di carte di credito e di debito (bancomat), ma a seguito delle recenti riforme, sotto un certo importo, non è possibile sanzionare il rifiuto di pagamenti elettronici da parte del commerciante.  49) Come comportarsi se viene rifiutato il pos? Se il cliente non ha contanti, qualora non sia stato avvisato della indisponibilità di pagamenti elettronici prima di consumare, potrà impegnarsi a pagare in un secondo momento (insomma non può essere costretto a recarsi al bancomat per un prelievo né può essere richiesto di lasciare un documento in garanzia).  50) E' legale rifiutare il pagamento in contanti? È illegale, il contante infatti è uno strumento di pagamento avente corso legale in Italia e può essere liberamente preferito dal consumatore rispetto ad altre soluzioni.  51) E' legale portare al tavolo il pre-conto invece dello scontrino fiscale? Il cosiddetto pre-conto serve al cliente per verificare gli importi e decidere se pagare in contanti o con carta. E' legale, ma poi deve essere rilasciato anche lo scontrino fiscale, senza che sia necessaria l’espressa richiesta del consumatore. In caso contrario si può fare una segnalazione alla Guardia di Finanza.  52) Il cameriere può invitare il cliente a pagare il conto subito dopo l’ordinazione (prima di aver consumato)? È una pratica non espressamente vietata dalla legge e rimessa al buon senso dell’esercente.  53) Il ristorante può fare selezione all’ingresso? A termini di legge no. Il bar è soggetto alla disciplina degli esercizi pubblici, che vieta agli esercenti di “rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo”. In pratica, un bar non può proibire l’ingresso a nessuno! La selezione all’ingresso è quindi una pratica, di fatto, illegale. 54) Si può portare il cane al ristorante? I cani possono accedere con guinzaglio e museruola, tranne nei casi in cui l’esercente faccia una richiesta all’Amministrazione locale perché questo non accada. Solo se il Comune accoglie questa domanda, allora si può vietare l’ingresso e apporre all’entrata il cartello con la comunicazione, ma si deve collocare obbligatoriamente all’esterno la placca con i ganci a cui appendere il guinzaglio. Questa è la regola generale, ma conviene informarsi perché le normative locali possono variare. I cani addestrati che accompagnano persone con esigenze particolari possono accedere liberamente.  55) E' possibile fumare in un ristorante all’aperto? Fumare all’aperto è legale e quindi è consentito anche nella zona ristorante, tuttavia, dal momento che talvolta i Comuni possono prevedere delle restrizioni, è sempre bene informarsi. Naturalmente è buona regola utilizzare tutte le misure necessarie per cercare di non infastidire gli altri clienti non fumatori.  56) Il ristoratore può vietare l’uso del bagno? Il Testo unico delle leggi sulla pubblica sicurezza prevede che il gestore di un pubblico esercizio di somministrazione non possa rifiutarsi di mettere la toilette a disposizione di un cliente pagante. Per la clientela non pagante invece il discorso è diverso e il ristoratore può vietare l’accesso. Il consiglio è però quello di verificare che non ci siano norme comunali che prevedano l’applicazione di regole diverse.  57) Il ristoratore può chiedere un sovraprezzo per l’utilizzo del bagno? Il gestore non può mai chiedere al consumatore di pagare l’accesso ai servizi igienici imponendo costi specifici diversi dalla consumazione.  58) Il ristorante può prevedere un servizio di guardaroba a pagamento? Il guardaroba è un servizio accessorio che può essere gratuito o previsto a fronte di un corrispettivo aggiuntivo rispetto al costo del pasto. Tuttavia, è necessario che sia correttamente indicato ai consumatori.  59) Il ristoratore può chiedere di pagare un sovrapprezzo per la ricarica elettrica di un dispositivo elettronico (smartphone)? Non è una prassi molto frequente, ma, trattandosi di un servizio aggiuntivo, il ristoratore potrebbe chiedere il pagamento di un sovrapprezzo per la corrente utilizzata. 60) Il ristoratore può negare l’accesso a famiglie con bambini? Trattandosi di 'pubblico esercizio di somministrazione di cibo e bevande', il ristoratore non può rifiutare di fornire la prestazione a una famiglia con bambini: i 'giustificati motivi' previsti dalle leggi di pubblica sicurezza per il divieto d’accesso non possono riguardare l’età dei minori.  61) E' possibile che un consumatore arrivato dopo sia servito per primo? Il decreto legislativo n. 114 del 1998, prevede che il titolare gestore di un’attività commerciale debba seguire l’ordine temporale delle richieste che riceve. In linea generale questa regola vale anche per gli esercenti dei ristoranti e quindi, sia chi prende le comande che colui che le riceve in cucina, deve seguire l’ordine di arrivo dei clienti. Tuttavia, talvolta l’organizzazione nella preparazione delle pietanze può richiedere tempistiche di realizzazione diverse e quindi potrebbe capitare di cambiare l’ordine, ma è buona regola comunicare al cliente le motivazioni.    —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)