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Fiere, al Gis Focus su sicurezza lavoro e riconversione energetica

(Adnkronos) – La sicurezza sul posto di lavoro e la riconversione energetica dell’universo del terminalismo e della logistica saranno due dei temi centrali durante la 9ª edizione del GIS, le Giornate Italiane del Sollevamento e dei Trasporti Eccezionali, in programma dal 5 al 7 Ottobre 2023 nei padiglioni del Piacenza Expo. All’interno del ricco palinsesto di conferenze, convegni e workshop in programma durante la più grande manifestazione europea dedicata alle nuove proposte e alle innovazioni tecnologiche del mondo del sollevamento di materiali, lavoro in quota, movimentazione industriale e portuale e trasporti eccezionali – infatti, INAIL e le principali associazioni di categoria del terminalismo e della logistica si ritroveranno per fare il punto sullo stato dell’arte dei rispettivi comparti. In un Paese che solo da gennaio a luglio 2023 ha contato 559 vittime sul lavoro (+4,4% rispetto a luglio 2022) e 344.897 denunce di infortunio, INAIL, Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, ha organizzato per giovedì 5 ottobre (Sala A, dalle ore 14:30) il workshop “Verifica periodica e formazione: i contributi di Inail alla sicurezza sul lavoro”, moderato da Sara Anastasi, INAIL DIT. In agenda focus su “L’esperienza di Inail nelle prime verifiche periodiche: criticità e potenzialità”, “Le istruzioni operative di Inail per le prime verifiche periodiche”; “Le esperienze del soggetto privato nelle verifiche periodiche”; “La formazione per la sicurezza degli operatori: esperienze dal territorio”; “Realtà virtuale e aumentata per la formazione e addestramento degli operatori”. Tra i relatori, Luigi Monica (Inail Dit), Pierpaolo Neri (Direttore Unità Operativa Impiantistica-Antinfortunistica della Ausl della Romagna) e Sara Anastasi (Inail Dit). La riconversione energetica verso paradigmi che assicurino sostenibilità ambientale e risparmio economico nell’ottica della decarbonizzazione totale entro il 2050, sarà invece il tema del convegno organizzato da Ship2Shore in collaborazione con A&T e FAB, dal titolo “Terminalismo e logistica fra sfide energetiche e innovazioni tecnologiche”, in programma venerdì 6 al Palabancasport dalle ore 10, moderato da Angelo Scorza (Direttore Responsabile Ship2shore). Tra i panelists confermati: Luciana Ferrone ( Vicepresidente Nazionale Cna Fita); Alessandro Ferrari (Assiterminal); Sandra Forzoni (Fite Trasporti Eccezionali); Nora Rossi, (Wista); Dario Soria (Assocostieri); Giorgio Berlingieri (Adim); Fabrizio Vettosi (Confitarma); Giuseppe Tagnocchetti (Trasporto Unito), Davide Falteri (Federlogistica), Francesco Vetrò (Università di Parma), Enrico Vergani (Bonelli Erede), Alberto Rossi, (Assarmatori) e Manuel Scortegagna (Fedespedi). Al termine del convegno si terrà la cerimonia di premiazione degli Itala-Italian Terminal and Logistic Awards 2023. Ma nel palinsesto della tre giorni piacentina del GIS non mancheranno incontri dedicati anche all’evoluzione tecnica, all’aggiornamento professionale e alle ultime novità in ambito legale e normativo riguardanti il mondo del sollevamento di materiali, lavoro in quota, movimentazione industriale e portuale e trasporti eccezionali. Il programma completo delle conferenze e degli incontri è consultabile sul sito: https://gisexpo.it/. "Questa 9ª edizione del GIS si presenta con dei numeri da record sia per quantità di espositori confermati (circa 500 fra diretti e ditte rappresentate) che per numero di operatori che si sono già pre-registrati per venire a visitare la mostra piacentina. Particolarmente significativo anche l’incremento di espositori esteri rispetto alle precedenti edizioni, un fatto questo che rileva il carattere sempre più internazionale della nostra manifestazione», dichiara Fabio Potestà, Direttore di Mediapoint & Exhibitions, società organizzatrice dell’evento. "A tal riguardo" – continua Potesta’ – "ci inorgoglisce il fatto che la ESTA-European Association for the Abnormal Road Transport and Mobile Crane Rental Industry abbia deciso di organizzare al GIS un suo convegno sulla formazione degli operatori, un tema questo di estrema importanza anche per la sicurezza sul lavoro. A questo convegno – che si terrà nella mattinata del 6 Ottobre – interverranno il Presidente di Esta Fabio Belli, il Direttore di Esta Ton Klijn, il Presidente di Anna-Associazione Nazionale Noleggi Autogrù e Trasporti Eccezionali Daniela Dal Col e Christoph Behmüller Manager del Training Centre della Liebherr di Ehingen, e saranno previsti anche interventi della Direzione della Polizia stradale e del Ministero del Lavoro". Tuttavia il GIS sarà anche un’occasione di festa e di premiazioni per i partecipanti: confermate infatti anche per questa 9ª edizione, le tradizionali serate dedicate ai riconoscimenti per le eccellenze della filiera, che si terranno durante l’arco della manifestazione nei padiglioni del Piacenza Expo, come, l’Italplatform-Italian Access Platform Awards (che si terrà Giovedì 5 Ottobre e sarà dedicato alle macchine e alle attrezzature per i lavori in quota), il già citato Itala-Italian Terminal and Logistic Awards (che si svolgerà nella tarda mattinata di Venerdì 6 Ottobre e sarà dedicato al terminalismo portuale, intermodale e alla logistica) e l’Ilta-Italian Lifting & Transportation Awards (che si terrà nella prima serata di Venerdì 6 Ottobre e sarà dedicato al sollevamento e ai trasporti eccezionali). Eventi che costituiscono anche un importante momento di networking tra i più importanti operatori di questi comparti. Tornerà inoltre quest’anno, dalle 19,30 di Venerdì 6 Ottobre, il Gis By Night, momento di socialità che permetterà a tutti gli espositori del GIS e alla loro clientela più importante di incontrarsi all’interno del quartiere fieristico di Piacenza, dove saranno allestiti buffet a tema e intrattenimenti a sorpresa. In occasione di questa nona edizione del GIS, infine, Mediapoint & Exhibitions srl presenterà inoltre la nuovissima fiera “T3-Truck Tyre Trailer', manifestazione in programma dal 17 al 19 Ottobre 2024 (www.t3-expo.it) interamente dedicata a tutti i mezzi di trasporto comprendendo tra questi camion, furgoni, rimorchi, la loro componentistica e i relativi pneumatici. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Kata, sopralluogo a ex hotel Astor. Garofalo: “Spunti da nuove analisi”

(Adnkronos) –
Sulla scomparsa di Kata ci sarebbero "spunti interessanti per nuove analisi". E' quanto ha detto il generale Luciano Garofalo, ex comandante del Ris di Parma, consulente dei genitori della bambina peruviana di 5 anni, scomparsa a Firenze il 10 giugno scorso, al termine del sopralluogo di questa mattina nell'ex hotel Astor, in cui la piccola viveva con il padre, la madre e un fratello più grande e dove abitavano altre decine di occupanti abusivi, soprattutto sudamericani e romeni. "Si tratta di elementi che possono aiutare ma al momento non c'è una direzione nuova".  Il sopralluogo nell'ex albergo di via Maragliano, da dove Mia Kataleya Chiclo Alvarez è svanita nel nulla, autorizzato dalla Procura, è durato poco meno di due ore ed è stato effettuato con la presenza dei due genitori della bambina, la madre Katherine Alvarez Vasquez e il padre Miguel Angel Romero Chicclo, e con i legali della coppia, gli avvocati Sharon Matteoni e Filippo Zanesi. Nei prossimi giorni anche gli investigatori dell'arma, coordinati dai magistrati della Dda, torneranno nell'ex hotel per nuove e approfondite ricerche. Nell'ambito dell'inchiesta sulla scomparsa di Kata, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati per l'ipotesi di reato di sequestro di persona a scopo di estorsione, cinque persone, tra le quali due zii della bambina, uno paterno, il 19enne Marlon Edgar Chicclo, e uno materno, il 29enne Abel Alvarez Vasquez, il quale attualmente è in carcere nell'ambito dell'inchiesta su un presunto racket delle stanze nell'ex hotel Astor.  La Procura ha disposto nei confronti dei cinque indagati accertamenti tecnici irripetibili, volti ad accertare la presenza di materiale biologico o genetico e all'estrapolazione di eventuali profili del Dna (da borsoni, trolley e da rubinetti di stanze dell'hotel Astor) e alla loro successiva comparazione con quello della piccola Kata. L'incarico è stato affidato al genetista Ugo Ricci.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Il ‘censimento’ delle zanzare di città. Scienziati in campo a Milano

(Adnkronos) – Quale zanzara ha scelto di 'prendere casa' in centro città e quale in periferia? Milano presto avrà un 'censimento' anche di questi suoi abitanti invisibili seppur rumorosi, o meglio ronzanti. Ci sta pensando un gruppo di ricercatori dell'università Statale di Milano, nell'ambito di un maxi progetto – battezzato Musa (Multilayered Urban Sustainable Action) e finanziato con fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) – che coinvolge diversi atenei e studia in più dimensioni come trasformare l'area metropolitana di Milano per migliorare il benessere delle persone e la sostenibilità. In questo contesto di interventi nelle aree urbane rientrano anche modalità per evitare che le aree riqualificate, spesso periferiche, siano esposte all'invasione di specie animali e vegetali che possono avere un impatto negativo sulla qualità di vita dei cittadini.  Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), infatti, si spiega in un passaggio della presentazione di questo pezzo di progetto, "anche il fenomeno dell'urbanizzazione incide sull'invasione di animali e di nuove malattie e sull'ulteriore intensificazione di altre, soprattutto malattie virali trasmesse ad esempio dalle zanzare". Da qui la necessità di sapere di più sulla biodiversità di quelle milanesi. Perché questi insetti hanno preferenze diverse su dove stabilirsi e 'mettere su famiglia'. "Mentre la maggior parte delle specie di zanzare mostrano una preferenza per specifici tipi di habitat larvali (ad esempio stagni), altre preferiscono colonizzare siti artificiali derivanti dalle attività umane negli spazi urbani o nelle aree riqualificate", si legge nel documento. Il censimento delle zanzare metropolitane si concentrerà su diversi ambienti e quindi quartieri della città di Milano, "in particolare sulle aree rigenerate – spiega all'Adnkronos Salute Sara Epis, professore associato di Parassitologia e Malattie parassitarie, Dipartimento di Bioscienze UniMi, fra i ricercatori impegnati nel progetto – Si tratta di aree che vengono recuperate, aree che magari erano abbandonate e dove ora sono stati creati nuovi parchi, nuove aree verdi. Ambienti molto belli, dove però ovviamente si possono creare anche stagni, ambienti umidi che favoriscono la presenza di zanzare. Stiamo cercando dunque di monitorare proprio quella che è la biodiversità delle zanzare nell'area milanese, dal centro città fino a contesti periferici". Dall'Orto botanico di Brera, per citare uno dei punti target, fino al Mind (Milano Innovation District), nell'ex area Expo, "che è una zona molto ricca di zanzare".  Lo studio, continua Epis, "è partito questa primavera. Per 2 anni faremo questo tipo di attività, ma già l'anno prossimo cercheremo dare un po' di notizie sulla biodiversità" delle zanzare meneghine. "Al momento si sa veramente poco" al riguardo e "stiamo cercando di capire chi c'è, e qual è il ruolo che questi insetti possono avere anche a livello di eventuale trasmissione di patogeni all'uomo e agli animali. Abbiamo dei siti target su cui ci stiamo concentrando, perché non si può monitorare tutto ovviamente". Ma non c'è solo questo aspetto di 'sorveglianza'. "Non studiamo solo la biodiversità, ma cerchiamo anche delle strategie mirate che siano ecocompatibili per il controllo di queste zanzare in ambiente urbano", illustra l'esperta.  Le attività di questo progetto puntano al miglioramento della qualità ecologica delle aree urbane, anche promuovendo la resilienza di componenti chiave come uccelli, piccoli vertebrati, artropodi, e attraverso la previsione delle potenziali infezioni trasmesse dalle zanzare in diversi scenari cittadini, per arrivare ad avere delle vere e proprie mappe predittive del rischio sanitario per ciascuna area. Gli approcci usati per ottenere la 'carta d'identità' delle specie di artropodi presenti nei siti sono sia tradizionali che molecolari. Questi ultimi usano il Dna ambientale (ricavato analizzando e sequenziando campioni per esempio di acqua nel caso delle zanzare).  
ZANZARE TIGRE, COREANA E GIAPPONESE – Occhi puntati dunque su quelli che possono essere artropodi invasivi e patogeni emergenti. Epis e il gruppo di ricerca 'Entopar' sono coinvolti anche in un altro progetto finanziato con fondi Pnrr, "che riguarda in questo caso un contesto più nazionale, con attività di monitoraggio e studio degli artropodi, in particolare zanzare. Io mi occupo di specie invasive e soprattutto negli ultimi anni stiamo lavorando intensamente per esempio sulla Aedes koreicus", la zanzara coreana, "e sulla Aedes japonicus", la zanzara giapponese.  "Queste due specie di zanzare di recente introduzione nel nostro territorio – puntualizza Epis – occupano aree un po' diverse rispetto alla zanzara tigre, che è considerata più una zanzara urbana. Stanno più in un ambiente collinare fino ad arrivare anche a zone di montagna. E anche loro sono potenziali vettori di patogeni. Entrambe sono arrivate negli stessi anni".  "La zanzara coreana – osserva l'esperta – ha una grande capacità di adattamento e si è diffusa molto bene nel Nord Italia, perché non teme le basse temperature e soprattutto occupa degli spazi diversi rispetto alla zanzara tigre, quindi competono meno. Mentre la zanzara giapponese è più a focolai: in alcune aree è presente e magari se ne trovano molti esemplari e in altre meno. Ha una distribuzione un po' più a macchia di leopardo, ma sempre nel Nord Italia, come la coreana. Al momento infatti non ci sono segnalazioni nel Centro e nel Sud Italia di queste due specie di zanzare".  I primi avvistamenti nel nostro Paese, "per esempio per la zanzara coreana – riporta Epis – risalgono intorno al 2010-2011, ma negli ultimi anni questa specie ha avuto una particolare espansione probabilmente complici anche condizioni climatiche favorevoli". Effetto climate change? "I cambiamenti climatici sicuramente influiscono – analizza la scienziata – E infatti ci sono anni in cui ci sono meno zanzare proprio perché magari la stagione è stata più secca e quindi hanno più difficoltà a deporre le uova in ambiente acquatico. Soprattutto le zanzare tigre, che hanno bisogno di sottovasi e di presenza anche di piccoli specchi d'acqua. Quest'anno abbiamo avuto anche abbondanti piogge e umidità e sicuramente per le zanzare è stato un buon anno. Un anno prolifico".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Gianni Vattimo, funerale sabato 23 settembre a Torino

(Adnkronos) – Il funerale del professore Gianni Vattimo, tra i più noti filosofi italiani e tra i massimi esponenti della filosofia ermeneutica a livello mondiale, si terrà sabato 23 settembre alle 10 nella chiesa di San Lorenzo in piazza Castello a Torino. La camera ardente allestita nell'Aula Magna del Rettorato dell'Università sarà visitabile dalle ore 10.30 di domani, giovedì 21 settembre, fino a venerdì 22 settembre. Gli orari, per entrambi i giorni, sono: 10.30-18. La salma del professore Vattimo lascerà il Rettorato sabato mattina alle ore 9,30 per raggiungere la chiesa per il rito funebre. Il professore Gianni Vattimo, padre del "pensiero debole", a lungo docente all'Università di Torino, è morto nella serata di martedì 19 settembre all'età di 87 anni. Ha trascorso gli ultimi giorni ricoverato nel reparto di nefrologia dell'ospedale di Rivoli, dopo che le sue condizioni di salute si erano aggravate. Accanto a lui Simone Caminada, 39enne brasiliano, suo assistente e compagno dal 2010.  Allievo di Luigi Pareyson, Vattimo si laureò in Filosofia nel 1959 all'Università di Torino. Nel 1964 divenne professore incaricato e nel 1969 ordinario di estetica dell'Ateneo di Torino. Già preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, dal 1982 al 2008 è stato ordinario di filosofia teoretica. Vattimo ha, inoltre, insegnato come visiting professor in alcune università americane (Yale University of Los Angeles, New York Univerity, State University of New York) e ha tenuto seminari e conferenze in varie università di tutto il mondo. Accanto all’attività scientifica Vattimo è stato editorialista per i più importanti quotidiani italiani e anche politico, eletto per due volte eurodeputato. L'Università di Torino ha affidato il ricordo del suo illustre docente scomparso al professore Maurizio Ferraris del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione. "Le opere di Gianni Vattimo sono tuttora discusse in Italia e all'estero, in particolare per l'interpretazione originale dell'ontologia ermeneutica che il filosofo torinese ha chiamato 'pensiero debole' – scrive Ferraris – Questa impostazione teorica, che ha le sue radici nello studio di Nietzsche e Heidegger, fa di Vattimo un importante pensatore della postmodernità che suggerisce una concezione non dogmatica della verità con forti implicazioni etico-politiche. Secondo Vattimo il 'pensiero' debole è la chiave per la democratizzazione della società e la diffusione del pluralismo". "La contraddizione è il vero motore del pensiero, ed è proprio la forza della contraddizione che sta al centro della filosofia e della vita di Vattimo. Uomo delle istituzioni, professore, preside di facoltà, parlamentare, e insieme portatore di un anelito a una emancipazione quanto più grande possibile rispetto ai dogmi della società e del pensiero – continua Ferraris – Uomo umanamente lieve, scherzoso, pacificato, e insieme testimone e interprete di grandi lutti, con una vita che, soprattutto negli ultimi anni, aveva assunto la forma di un calvario". "Il motivo per cui Vattimo è stato un grande della filosofia del Novecento sta in un ultimo e decisivo paradosso. Perché proprio attraverso l'appello alla interpretazione è stato capace di elaborare un pensiero profondamente autonomo e originale – sottolinea Ferraris – Non è l'interprete di Nietzsche o Heidegger che ricordiamo in lui. È prima di tutto il pensatore che ha elaborato una filosofia della storia originale, quella che vede l'umanità impegnata in un processo di indebolimento dei fondamenti che è insieme la via per cui ognuno di noi può trovare i cammini della propria liberazione". —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Fiumicino palcoscenico dell’inclusività, in scena ‘Medea’ del Teatro Patologico

(Adnkronos) – Quando l'arte e l'inclusione si fondono, l'inaspettato diventa realtà. Questa mattina, l’aeroporto di Roma Fiumicino, luogo d’eccezione di performance artistiche e di esposizione di straordinari capolavori come il Salvator Mundi di Giovan Lorenzo Bernini, è diventato palcoscenico di un teatro della diversità e dell’inclusione, grazie all’inedita collaborazione tra l’Associazione Teatro Patologico Onlus, compagnia teatrale composta da attori e attrici con disabilità psichiche e Aeroporti di Roma. Nella suggestiva Piazza dell’area di imbarco A del Terminal 1, dieci attori del Teatro Patologico si sono esibiti nell'interpretazione di una delle scene più significative della “Medea” di Euripide, incantando e coinvolgendo i passeggeri in transito e aggiungendo un tocco di inattesa magia al loro viaggio.  È la prima volta che l’Associazione Teatro Patologico Onlus si esibisce in un aeroporto. Al centro di uno dei luoghi più iconici del Leonardo da Vinci, ha preso così vita una delle scene maggiormente evocative della tragedia greca, quando Giasone confessa a Medea che sposerà Glauce, la figlia di Creonte, scatenando così l’ira e l’atroce vendetta dell’amata. La performance, che rappresenta temi, paure e drammi ancora attuali, è terminata con una danza rituale. Lo spettacolo teatrale ha coinvolto attori professionisti e attori diversamente abili che, accompagnati al pianoforte dal Maestro Francesco Santalucia, hanno recitato in greco antico questo frammento della tragedia “Medea” di Euripide, riadattato dal direttore artistico e fondatore della Compagnia Stabile del Teatro Patologico, Dario D’Ambrosi.  Ad introdurre la performance dopo il saluto del Sindaco di Fiumicino Mario Baccini, il Presidente di Aeroporti di Roma Vincenzo Nunziata e il giornalista Rai Domenico Iannacone che, in una delle puntate del programma d’inchiesta da lui ideato “I dieci comandamenti” su Rai3, ha ospitato e raccontato il lavoro della Compagnia, dimostrando una grande sensibilità per il Teatro Sociale.  Unica nel suo genere, l’associazione Teatro Patologico Onlus si occupa da oltre 30 anni di creare un punto di incontro fra il teatro e la disabilità mentale attraverso una costante ricerca metodologica che coinvolge ragazze e ragazzi diversamente abili. Molto più di un semplice luogo di spettacolo, un universo in cui l'arte si mescola con l'inclusione, generando una magia trasformativa. Ad emergere è un potente messaggio: l'arte non conosce limiti e, attraversando le barriere, riesce ad unire mondi apparentemente distanti, creando una connessione autentica tra gli individui.  “La performance della Medea si è rivelata molto più di uno spettacolo teatrale: è stata una dimostrazione tangibile del potere dell'arte di abbattere barriere e creare, invece, collegamenti tra le persone – ha commentato il Presidente di Aeroporti di Roma, Vincenzo Nunziata –, amalgamando l'energia pulsante e frenetica dell'aeroporto con la bellezza intima della performance e modificando al tempo stesso l’idea del viaggio. In questa nuova narrazione, ogni individuo, indipendentemente dalla propria abilità, può sentirsi parte di una storia in cui l'inclusione viene messa in scena, con l’aeroporto come palcoscenico. Ancora una volta il Leonardo da Vinci diventa uno spazio di approfondimento, riflessione e inclusività, in linea con la nostra strategia di cultura e sostenibilità”.  Il Teatro Patologico in collaborazione con l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha fondato il primo corso universitario al mondo di teatro integrato dell'emozione, rivolto a disabili psichici e si è esibito in quattro continenti, a Tokyo, New York, Johannesburg e Londra. Ai presenti è stata consegnata una t-shirt con il messaggio “Io sono un po’ matto…e tu?” a lasciare intendere come sia profondamente sbagliato giudicare il prossimo, visto che in ognuno può albergare un briciolo di sana follia.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Interazione tra ISO e GDPR una priorità per i DPO

(Adnkronos) – Le norme tecniche ISO sono uno strumento fondamentale per i Data Protection Officer poiché forniscono linee guida internazionali, metodologie pratiche e un approccio sistemico per garantire la conformità di specifici processi.  Conoscendo le potenziali e reali integrazioni tra queste norme con il GDPR, i DPO possono costruire un robusto sistema di protezione dei dati, al fine di monitorare il processo di trattamento dei dati degli interessati. Il ricco universo degli standards volontari partecipa a rafforzare e a dare elementi per una maggiore interpretazione e applicazione del GDPR, ciascuno per proprio conto e ciascuno per una specifica parte del Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali. In questo contesto però i DPO devono conoscerne analiticamente i perimetri di copertura e le possibilità di azione. A tale scopo è nata la Masterclass GDPR di Inveo Academy, una serie di appuntamenti tematici formativi esclusivi per scandagliare le norme ISO e la loro efficienza o inefficienza in chiave GDPR. Si partirà il 7 novembre con un focus tra ISO 31700 (lo standard dedicato alla privacy by design) e GDPR.  "Il nostro obiettivo è quello di colmare un vuoto formativo nell’universo della data protection, creando delle vere e proprio “monografie” sulle norme tecniche impattanti sul GDPR, fornendo ai professionisti esperti un'opportunità unica di crescita e di approfondimento delle tematiche ISO. Le Masterclass di Inveo Academy consentiranno ai partecipanti di acquisire una conoscenza trasversale e all'avanguardia in una classe selezionatissima.” Afferma Riccardo Giannetti, Chairman di Inveo group e docente, nel corso del lancio della Masterclass GDPR. “L'obiettivo primario della nostra iniziativa è di colmare una lacuna esistente nel campo della protezione dei dati. Per fare ciò, erogheremo una formazione unica e irripetibile, concentrate sulle normative tecniche che influenzano il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Questo materiale fornirà ai professionisti specializzati nell'area una singolare opportunità per espandere e approfondire la loro comprensione delle normative ISO correlate. Le Masterclass offerte da Inveo Academy mirano a fornire ai partecipanti un'istruzione olistica e d'avanguardia all'interno di un ambiente esclusivo e accuratamente selezionato" ha dichiarato Riccardo Giannetti, Presidente di Inveo Group e docente, durante il lancio della Masterclass sul GDPR. La giornata sarà caratterizzata dallo studio analitico delle interazioni possibili, i punti di contatto e di distanza tra GDPR e standards ISO. “Le norme volontarie sono molto diverse tra loro, in particolare nella loro interazione con il GDPR.” Prosegue Giannetti “L’interazione tra norme tecniche e GDPR e la loro integrazione portano spesso benefici, ma nel caso di alcune norme, diversamente, non riesco ad assolvere appieno al loro compito. Valuteremo se queste interazioni sono positive o negative. Durante la nostra esperienza come centro di formazione e organismo di certificazione, a seguito di un lungo lavoro di ricerca e studio, abbiamo sviluppato negli anni l’idea di una Masterclass esclusiva che rispondesse ai bisogni dei professionisti più qualificati. Un corso di formazione “Pro” che possa dare strumenti e raccontare una visione prospettica e che possa fare davvero la differenza in sede di valutazione di azione da parte del DPO”  La Masterclass accoglie un numero limitato di partecipanti, con una platea massima di soli 5 professionisti per incontro.  Conclude Giannetti “Vogliamo che sia una vera e propria esperienza di formazione immersiva, che permetta una piena partecipazione del discente. Crediamo fortemente che non solo le tematiche trattate, come le norme e il GDPR, ma anche l’operato dei professionisti della data protection meritino la massima attenzione e il maggiore focus.” 
Tutte le info su:
 
https://www.in-veo.com/masterclass-gdpr
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Waters ZetaStar Instrument Boosts Speed and Sensitivity of Light Scattering Measurements for Biological Therapies

(Adnkronos) – News Summary:  MILFORD, Mass., Sept. 20, 2023 /PRNewswire/ — Waters Corporation (NYSE:WAT) introduces the DynaPro™ ZetaStar™ instrument from its Wyatt Technology™ portfolio for nanoparticle analysis. The new instrument simultaneously enables dynamic and static light scattering and dynamic and electrophoretic light scattering (DLS/SLS/ELS) measurements, all in one device. By combining multiple light scattering techniques and automatically assessing data quality and performing adaptive data capture, the ZetaStar instrument delivers both increased sensitivity and faster measurements to aid the precise development of complex biologics, using extremely low sample volumes. "The integration of Waters and Wyatt has reached an exciting milestone with the introduction of the ZetaStar instrument as the first new product from our combined companies," said Dr. Udit Batra, President and CEO, Waters Corporation. "Developing lipid nanoparticle-based therapies that are effective and safe hinges on light scattering technologies, like those that are built in to the ZetaStar instrument. It uniquely combines three light scattering measurement techniques into a single device to provide more data points that can give biologics developers higher confidence in drug efficacy and stability." A unique flow cell design allows the ZetaStar instrument to be configured with an autosampler, significantly increasing laboratory efficiency and productivity with dozens of unattended measurements that can be run for several hours or even overnight. The instrument's ability to measure simultaneous DLS and ELS along with the adaptive data collection functionality, improves the speed of traditional ELS measurements by up to 10xi. The simple design of the ZetaStar instrument features a walk-up touchscreen interface that allows scientists to collect five critical parameters in a single workflow: size, polydispersity, particle concentration, zeta potential, and turbidity, thus allowing extremely low sample volumes (down to 2 µL). These parameters are essential for characterizing the size and charge (zeta potential) of particles and macromolecules in a solution. The instrument implements a novel algorithm that removes potential user error and bias, leading to easier implementation and faster time to results. System uptime has also been improved with features that prevent the instrument from falling out of alignment, leading to a more efficient lab. Designed to support the expanding needs of biopharma formulation and development laboratories, the ZetaStar instrument helps scientists working in gene therapy, vaccines, mRNA, and proteins develop more stable therapies. It can also benefit R&D laboratories in material science investigating the colloidal stability of novel molecules like quantum dots or other metal nanoparticles used in semiconductor applications. Additional Resources About Waters Corporation (www.waters.com)Waters Corporation (NYSE:WAT), a global leader in analytical instruments and software, has pioneered chromatography, mass spectrometry, and thermal analysis innovations serving the life, materials, and food sciences for over 60 years. With approximately 8,000 employees worldwide, Waters operates directly in 35 countries, including 14 manufacturing facilities, and with products available in more than 100 countries. Waters, Wyatt Technology, DynaPro, and ZetaStar are trademarks of Waters Corporation.  Contact: Janice FoleySenior PR Manager, Corporate CommunicationsWaters Corporationjanice_foley@waters.comMobile: +1.617.823.5555 
i Measurements of a known stability standard can take ~80 seconds or longer and the same standard is completed in 20 seconds or shorter (up to 5x) for the same sample according to internal testing; some ZetaStar beta testers documented results of up to 10x faster. Logo – https://mma.prnewswire.com/media/2077558/Waters_Wyatt_Logo.jpg  
View original content:https://www.prnewswire.co.uk/news-releases/waters-zetastar-instrument-boosts-speed-and-sensitivity-of-light-scattering-measurements-for-biological-therapies-301932571.html
 

 —immediapress/salute-benesserewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Botox non conosce crisi, anzi: ecco quante ‘punturine’ in un anno in Italia

(Adnkronos) – Il botox non conosce crisi, anzi. Amato da star e gente comune, e sempre più diffuso tra i giovani, "dal 2004, quando è stato autorizzato in Italia qualche anno dopo gli Stati Uniti, l’utilizzo del botulino a fini estetici è in costante aumento, basti pensare che ogni anno vengono vendute un milione di fiale, per circa 500-600mila trattamenti", afferma all'Adnkronos Salute Salvatore Fundarò, presidente Aiteb, Associazione italiana terapia estetica botulino.  Una cifra monstre, sottolinea, "se si pensa che fino a 20-25 anni fa si utilizzava in prevalenza il filler a base di acido ialuronico per riempire il vuoto dei tessuti e ridurre così la profondità delle rughe o conferire un maggior volume a labbra o zigomi". Oggi, invece, “allineandoci agli altri Paesi europei – spiega Fundarò – il botulino ha raggiunto, se non superato, l’utilizzo dei filler". Così le punturine sono diventate quasi un'abitudine. L’impiego per uso estetico della tossina botulinica "è aumentato perché sempre più persone chiedono di sottoporsi a questo trattamento, in quanto hanno compreso l’efficacia e l’elevata sicurezza".  Il botulino è diventato un’arma della medicina estetica. Lo sa bene il popolo del botox, sempre più trasversale. A ricorrervi sono "in prevalenza donne, ma anche uomini in forte crescita, over40 e giovanissimi – evidenzia Fundarò – Con i venti-trentenni, però, noi medici siamo molto prudenti, valutiamo sempre il singolo caso fermo restando che, anche in questo periodo della vita, si può intervenire per prevenire l’insorgenza dell’invecchiamento, ovviamente con dosaggi e frequenza minori”.  La tossina botulinica è indicata per il trattamento delle rughe da espressione (dinamiche) della parte superiore del volto: fronte, glabella e regione perioculare. Alcune tossine in commercio hanno l’approvazione per tutte le rughe del terzo superiore del volto, mentre altre solo di alcune aree come la regione tra le due sopracciglia (definita glabella) e perioculare. “Tutte le altre indicazioni non descritte nella scheda tecnica di ogni singola tossina sono off label perché non testate negli studi approvativi”, precisa.  Tuttavia, “oltre alla fronte, contorno occhi e zona delle sopracciglia – racconta il presidente Aiteb – si osserva un’estensione del trattamento anche al terzo inferiore del volto, ovvero il 'full face'. Estendendo l’utilizzo del botulino anche nella parte bassa del volto si ottiene un’azione globale anti-invecchiamento e un lifting del contorno mandibolare. L’estensione a queste aree di trattamento fuori dalla scheda tecnica del farmaco deve essere sempre eseguita – avverte – basandosi sulla letteratura scientifica internazionale. L’introduzione sul mercato di alcune tossine contenti 100 unità per fiale (e non più le 'tradizionali' 50 unità) sicuramente contribuisce ad una progressiva estensione del trattamento". Le esigenze di chiede le punturine sono le più svariante, “ma bisogna vedere se sono realizzabili. E’ compito del medico spiegare al paziente cosa si può e cosa no, fino a che punto ci si può spingere, e offrire il trattamento più adeguato”.  In vista dei 20 anni di utilizzo in Italia, alla tossina botulinica sarà dedicata una giornata di approfondimento scientifico il 22 settembre nel Dipartimento di scienze del farmaco dell’Università di Padova, dove si terrà un vertice tra i massimi esperti scientifici della tossina e del suo uso in campo estetico e medico. Il congresso è organizzato dall’Associazione italiana terapia estetica botulino, in collaborazione con il Dipartimento scienze del farmaco dell’Ateneo di Padova, e il Vimm, Istituto veneto di medicina molecolare. "In occasione del congresso a Padova inizieremo la serie di eventi celebrativi dedicati alla ricorrenza dei 20 anni", annuncia Fundarò.  L’evento è dedicato alla memoria di Massimo Signorini, esperto di chirurgia plastica e fondatore dell’associazione, scomparso prematuramente nel 2022. Si parlerà dell’impiego della tossina botulinica nelle patologie vascolari, del trattamento delle cicatrici patologiche, del trattamento della linea mandibolare mediante tossina botulinica e filler, dell’utilità terapeutica della tossina botulinica per la mimica facciale volontaria e involontaria, ma anche della sicurezza e delle complicanze della tossina botulinica. “Verranno presentati i dati del primo studio real-world sull’utilizzo della tossina liquida”, anticipa. Ampio spazio verrà dato alla ricerca di base, “coinvolgendo molti tra i principali ricercatori italiani, per condividere gli ultimi filoni di ricerca e approfondire sempre di più la conoscenza delle molteplici peculiarità della tossina botulinica, grazie al contributo dei massimi esperti nazionali ed esteri".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Dal 5 ottobre torna la Milano Digital Week, focus sullo Sviluppo dei Limiti

(Adnkronos) – Con la sesta edizione, in calendario dal 5 al 9 ottobre torna 'Milano Digital Week, la più grande manifestazione italiana dedicata all’educazione, alle competenze digitali e all’innovazione tecnologica – promossa dal Comune di Milano e realizzata da IAB Italia, Cariplo Factory e Hublab, con il patrocinio di Fondazione Cariplo. Forte della spinta delle ultime cinque edizioni, che hanno generato nel complesso oltre un milione di partecipanti e più di 2.500 appuntamenti (tra eventi fisici e digitali), Milano Digital Week – di cui il gruppo Adnkronos è media partner – "prosegue la riflessione cominciata lo scorso anno sui cambiamenti dei modelli di sviluppo muovendo dalla consapevolezza, ormai globale, che i limiti ambientali, sociali ed economici sono sempre più cogenti in ogni ambito.  La sesta edizione ha come tema portante lo Sviluppo dei Limiti, da quelli che condizionano progettare e agire, a quelli ambientali, sociali, economici, ma anche limiti culturali, etici e generazionali. Al centro delle riflessioni la valorizzazione delle esperienze e degli approcci alle tecnologie dei cittadini, del sistema produttivo e di quello accademico, dall’intelligenza urbana alla biodiversità delle competenze che attraversano tutto lo spettro del lavoro, della formazione e delle nuove configurazioni delle comunità.  La MDW "si propone, ancora una volta, come una grande assemblea generale permanente, animata dal contributo di tutti gli attori in campo, protagonisti di una transizione digitale che parte dalla città e dai cittadini, per riflettere su visioni, prospettive e progetti che ben tengano in considerazione i limiti, anche normativi, che sovrintendono a uno sviluppo che non può più essere a discapito del pianeta e di tutti i suoi abitanti". A questo appello progettuale, rivolto alla città tramite la Call for Proposal, aperta ad aprile, hanno risposto oltre 300 realtà, pubbliche e private, grandi e piccole: un panorama di competenze che – partendo dalle visioni e dai progetti di cittadini, associazioni, fondazioni, università, centri di ricerca, realtà accademiche e imprenditoriali – appartiene alla città e al suo futuro.Oltre agli eventi provenienti dalla Call, il palinsesto è composto dagli eventi gestiti direttamente dal Comune di Milano, dalla curatela e da quelli provenienti dall’ecosistema dei partner, arrivando a offrire oltre 350 eventi, in cinque giorni di partecipazione attiva. Sono sette i poli tematici della sesta edizione, declinati in un’ideale “piattaforma” reale e virtuale, dove aziende, startup, università, istituzioni e tutti i cittadini si confrontano nell’elaborare nuove visioni, progettualità, connessioni per un futuro più sostenibile. Dal lavoro e dal futuro della formazione all’ambiente, dalla salute alla circular economy, dai servizi al cittadino a progetti e idee per la città, fino a nuove forme d’arte. Questi gli ambiti abbracciati in maniera trasversale dalla manifestazione e che trovano approfondimento negli eventi in programma (tutte le informazioni su milanodigitalweek.com). Cinque giorni di dialogo collettivo per mettere a fattor comune risposte ma anche suggerimenti e idee, partendo dal presupposto che il digitale consolida il suo essere elemento centrale di connessione sociale, economica e ambientale, nonché veicolo e acceleratore di ogni progetto e processo del cambiamento epocale in corso. Da sempre coinvolti nella Digital Week istituzioni, università̀, luoghi di informazione e di ricerca, associazioni e aziende, start up e tante realtà̀ piccole e grandi. Il partner scientifico FEEM – Fondazione Eni Enrico Mattei, i partner culturali ADI Design Museum, Chora Media, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Culturale San Fedele, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Giffoni Innovation Hub, ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, One Day Group, Open Stage, Toretei, Tortuga, Triennale Milano, Venti, Wikimedia, Wired e i partner accademici ALMED – Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, IED – Istituto Europeo di Design Milano, IULM – Università di comunicazione e lingue, METID – Metodi e Tecnologie Innovative per la Didattica del Politecnico di Milano, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Politecnico di Milano, Scuola del Design del Politecnico di Milano, Scuola Mohole, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Università degli Studi di Milano – Bicocca, Università degli Studi di Milano Statale. Tutti attori di una trasformazione necessaria e corale, non solo digitale.  “Il digitale – spiega Layla Pavone, coordinatrice del Board per l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale del Comune di Milano – ha assunto un ruolo fondamentale e trasformativo in tutti i processi e i servizi dell’Amministrazione, dandoci la possibilità di renderli più semplici, efficaci ed efficienti. Con la Milano Digital Week vogliamo condividere con cittadine e cittadini le ragioni e gli scopi, i tempi e i modi, di questi cambiamenti. A raccontarli saranno tutti gli assessori, che quest’anno per la prima volta sono promotori e organizzatori, oltre che relatori, del panel di incontri che proponiamo durante la manifestazione. È il segno di una maggiore attenzione alla Digital Week ma soprattutto della nostra volontà di portare tutti, proprio tutti, a bordo della trasformazione digitale che chiamiamo sostenibile e inclusiva”. Per Nicola Zanardi, CEO di Hublab e curatore di Milano Digital Week il focus sarà “Lavoro, non lavoro, post lavoro. Transizione ambientale ed energetica ma anche, e soprattutto, sociale. Un confronto a tutto campo con l’intelligenza artificiale. In questi tre macro-insiemi può essere riassunta (o esplosa) questa edizione, che ritorna su come ci svilupperemo nel prossimo futuro, avendo ormai vincoli ambientali, sociali ed economici che non possiamo oltrepassare. Dall’inizio, Milano Digital Week, ogni anno, cerca di mettere insieme la grande biodiversità di competenze e di saperi della città e non solo. Credo sia giusto ringraziare tutti i cittadini, le associazioni, le università e ogni soggetto che ha voluto metterci testa e cuore: gli oltre 350 appuntamenti sono il frutto della loro partecipazione, con progettualità, visioni, soluzioni. E grazie alle tecnologie che ci permettono di veicolare tutta questa ricchezza”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Altroconsumo: “Vodafone si conferma la migliore per qualità rete mobile”

(Adnkronos) – Se una connessione internet efficiente ed efficace è ormai indispensabile per i cittadini nella vita di tutti i giorni resta il dilemma su quale sia il miglior operatore sul territorio italiano. Da Altroconsumo arriva una domanda attraverso il report a cura dell'Osservatorio hi-tech, un monitoraggio degli operatori di telefonia mobile italiani dell’app CheBanda. La classifica stilata da Altroconsumo ha elaborato i risultati di quasi 83mila test effettuati su CheBanda da oltre 13mila utenti dei quattro principali operatori telefonici italiani, nel periodo di 12 mesi considerato (luglio 2022 – giugno 2023). Oltre l’82% dei test sono stati condotti con dispositivi in 4G, una piccola parte in 3G (inferiore al 2%) e un valore trascurabile in 2G (inferiore allo 1%). I test in 5G, che rappresentano oltre il 15% – valore molto superiore al 4% di un anno fa e che ne dimostra la rapida crescita – sono stati scorporati da quelli che concorrono alla classifica generale e presentati in maniera a sé stante. Vodafone si conferma al primo posto in classifica per la qualità di connessione come Migliore del Test con 36.392 punti, seguita da Tim (24.553), che con un balzo consistente scavalca Iliad (24.233) e WindTre (21.835). Il confronto con i dati di un anno fa, riferiti al periodo che va da luglio 2021 a giugno 2022, ha fatto emergere che WindTre e Iliad hanno registrato livelli di performance leggermente inferiori, mentre Tim e Vodafone hanno continuato a migliorare le loro prestazioni in maniera molto significativa, con balzi di +17% e +21%, rispettivamente. Nonostante la grande attenzione rivolta verso la nuova tecnologia 5G, Altroconsumo osserva che "si conferma l’impegno da parte degli operatori nel continuare a migliorare le performance della rete 4G, che non può certamente venire considerata vecchia o sorpassata, ma che anzi riesce a soddisfare le esigenze della maggior parte degli utenti". La rete 5G offre comunque performance nettamente superiori rispetto al 4G, e le aree raggiunte da questa nuova tecnologia sono in continua crescita sul territorio nazionale. Ma il 5G risulta non aver ancora acquisito significativi livelli di copertura: dall’analisi emerge infatti che la disponibilità della rete è ancora limitata principalmente alle maggiori città. Nel periodo in esame, circa 1.200 utenti hanno effettuato test della rete mobile 5G a livello nazionale, contro i quasi 20.000 che hanno effettuato test del 4G. I prossimi anni saranno quindi cruciali per confermare le potenzialità della tecnologia. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)