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Elisa Claps, uccisa e nascosta in una chiesa per 17 anni: ecco la storia

(Adnkronos) – Sono passati 30 anni dall'omicidio di Elisa Claps, l'adolescente uccisa il 12 settembre del 1993 a Potenza dall'allora ventunenne Danilo Restivo. Un vicenda carica di colpi di scena iniziata una domenica d'estate. Lei aveva solo 16 anni. Il suo corpo è stato ritrovato nel sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità del capoluogo lucano soltanto 17 anni dopo, il 17 marzo del 2010. Un periodo lunghissimo che è stato un calvario per la mamma Filomena e per i fratelli che ancora oggi lottano nelle aule di giustizia per ottenere verità e giustizia, sia sull'omicidio che sui depistaggi ed i misteri che hanno accompagnato un ventennio di indagini. La ragazza è stata uccisa in un tentativo di violenza sessuale, come ha accertato la perizia autoptica. E' stata colpita con tredici fendenti di un coltellino o di altro oggetto tagliente e appuntito come un taglierino, in un arco orario tra le 11.30 e le 13.10, dopo un tentativo di approccio sessuale rifiutato. Sin dal primo momento i sospetti sono ricaduti su Danilo Restivo, un ragazzo che frequentava la parrocchia, che conosceva Elisa e che le aveva dato un appuntamento davanti alla chiesa quella domenica mattina per darle un regalino. Una perizia dei Ris ha rilevato la presenza di dna di Restivo in un reperto biologico trovato sul maglione che la ragazza vestiva quella mattina: si tratta di una traccia di saliva frammista a sangue di Elisa.  Quel giorno Elisa Claps uscì di casa insieme ad un'amica, Eliana De Cillis. Lo stesso Restivo ha confermato di averla incontrata ma ha sempre dichiarato che rimasero dieci minuti a parlare dietro l'altare, e che poi la ragazza andò via. Tornando poi a casa, si ferì fortuitamente nel cantiere delle scale mobili procurandosi una ferita ad una mano che  Nel 1995 i giudici del Tribunale di Potenza non gli credettero completamente: nella sua ricostruzione c'era un buco di un'ora e mezza e così lo condannarono a due anni e 8 mesi di reclusione. Restivo lasciò Potenza. Il suo nome è poi tornato alla ribalta perché sospettato in Inghilterra dell'omicidio di Heather Barnett, una sarta inglese che abitava di fronte a casa sua a Bournemouth, nel Dorset, e che è stata uccisa il 12 novembre del 2002. Anche in questo caso si è sempre proclamato innocente. La svolta è arrivata proprio con il ritrovamento dei resti della studentessa potentina nella chiesa della Trinità, in parte scheletrizzati ed in parte mummificati. Elisa è stata uccisa proprio nel sottotetto, ha stabilito l'autopsia. E' morta dissanguata per le ferite. Sulla chioma sono stati riscontrati dei tagli netti di ciocche di capelli. Particolare analogo era stato rilevato sul corpo di Barnett che teneva una ciocca di capelli non suoi nelle mani. Queste analogie hanno concentrato i sospetti su Restivo ancora di più e sono ripartite le inchieste, sia quella inglese che quella italiana. Nel 2010 la polizia inglese ha deciso di arrestare Restivo che negli anni precedenti, 2004 e 2006, era già stato fermato ed interrogato ma sempre rilasciato senza alcuna incriminazione formale. Il processo inglese si è concluso in breve tempo: Restivo è stato condannato ad una pena definitiva di 40 anni. Dopo il ritrovamento dei resti, analoga evoluzione c'è stata sul fronte italiano con l'inchiesta della Procura di Salerno, fino ad arrivare alla prova del dna. Un elemento che è andato ad aggiungersi ad una serie di elementi investigativi tra cui i fatti di quella mattina ed il dettaglio delle ciocche, ritenute la firma dell'assassino. A novembre del 2011, in primo grado, è stato condannato a 30 anni di reclusione per l'omicidio di Elisa Claps dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno, l'ufficio giudiziario che nel tempo ha acquisito la competenza sulle indagini per il coinvolgimento, poi archiviato, di un magistrato di Potenza. A marzo del 2013 è iniziato il processo di appello a Salerno che si è concluso con la conferma della condanna di Restivo a 30 anni di reclusione. Novità del secondo grado è stata la presenza in aula dell'imputato con la consegna temporanea del detenuto dall'Inghilterra in Italia. Restivo è stato ritenuto colpevole di omicidio volontario aggravato. E' stata accolta la richiesta della Procura generale che ha chiesto di confermare quanto stabilito dal gup di Salerno, Elisabetta Boccassini, nel novembre 2011. Si è chiuso dopo sette udienze il secondo grado del processo a Restivo. Tutto è stato molto serrato, con momenti drammatici culminati nelle dichiarazioni spontanee di Restivo e nel botta e risposta serrato tra i legali di Restivo, l'accusa e la parte civile (famiglia Claps) sul momento della morte di Elisa Claps che la difesa collocava in altro luogo ed in un tempo diverso. La famiglia Claps è sempre stata in prima linea, senza mai arrendersi, per ottenere giustizia per Elisa, una ragazza sempre sorridente, come si vede nelle foto, impegnata negli studi a Potenza. Sin dall'inizio ha avuto dei sospetti su Restivo e nel corso del tempo ha puntato l'indice sulla conduzione delle indagini per non aver ottenuto risultati prima. La mamma Filomena Iemma Claps ha partecipato anche al processo inglese e non ha perso un'udienza di quello che si è tenuto a Salerno.  Il caso Claps ha poi negli anni continuato ad impegnare le aule della giustizia per i filoni paralleli nati per gemmazione dall'inchiesta principale sull'omicidio. In particolare, con la vicenda che riguarda il presunto ritrovamento dei resti della ragazza avvenuto prima del 17 marzo 2010.  Due donne delle pulizie della chiesa sono state accusate di aver trovato i resti di Elisa Claps nel sottotetto prima di quella data e di non averlo comunicato alle autorità. Per false dichiarazioni al pm sono state condannate nel 2015 a otto mesi di reclusione (pena sospesa), poi nel settembre 2018 il processo di appello si è chiuso con una dichiarazione di intervenuta prescrizione del reato. Arrivando ad anni recenti, i fari si sono accesi sulla riapertura al culto della chiesa della Santissima Trinità a cui la famiglia si è sempre dichiarata contraria ritenendo che in quell'edificio ci sono "ci sono ancora verità sepolte". Dopo i lavori di ristrutturazione e a distanza di 13 anni dal ritrovamento del corpo di Elisa Claps, la chiesa in via Pretoria nel centro storico di Potenza è stata restituita al culto della comunità dei fedeli il 24 agosto 2023.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Pnrr, fonti Ue: via libera a pagamento terza rata Italia

(Adnkronos) – Il Comitato Economico Finanziario del Consiglio ha dato oggi parere positivo alla richiesta di esborso della terza rata del Pnrr presentata dall'Italia, per 18,5 miliardi di euro, che aveva ricevuto il via libera dalla Commissione Europea a fine luglio. Lo si apprende da fonti Ue a Bruxelles. Oggi il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, presentando le previsioni economiche d'estate, ha sottolineato che per sostenere la crescita dell'economia europea rimane "fondamentale" attuare i piani nazionali di ripresa e di resilienza e occorre trovare un accordo sulla riforma del patto di stabilità prima di fine anno. "L’Ue ha evitato la recessione lo scorso inverno – ha affermato – un’impresa non da poco, data l’entità degli shock che abbiamo dovuto affrontare. Questa resilienza, evidente nella forza del mercato del lavoro, testimonia l’efficacia della nostra risposta politica comune. Tuttavia, i tanti ostacoli che le nostre economie si trovano ad affrontare quest’anno hanno portato ad una spinta alla crescita più debole rispetto a quanto previsto in primavera. L’inflazione sta diminuendo, ma a velocità diverse nell’Ue". "E la brutale guerra della Russia contro l’Ucraina – ha aggiunto – continua a causare non solo sofferenza umana, ma anche disagi economici. Tuttavia, dobbiamo avere fiducia nel futuro dell’economia europea: c’è molto che possiamo fare per sostenere una crescita sostenuta e sostenibile. L’efficace attuazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza rimane una priorità fondamentale. Dovrebbero essere perseguite politiche fiscali prudenti e favorevoli agli investimenti, in sintonia con gli sforzi continui delle nostre banche centrali per domare l’inflazione. Infine, dobbiamo lavorare con determinazione per concludere entro la fine dell’anno un accordo sulla riforma delle nostre regole di bilancio", ha concluso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Pinguini Tattici Nucleari live nei palazzetti, concerti e nuove date tour 2024

(Adnkronos) – Finita la prima parte del tour estivo, che si è conclusa sabato scorso, 9 settembre, alla Rcf Arena di Reggio Emilia (Campovolo) in una grande festa con 80.000 persone, i Pinguini Tattici Nucleari annunciano le nuove date che porteranno nei palazzetti ‘Fake News’, disco uscito lo scorso dicembre e già certificato Triplo Platino. Il ‘Non perdiamoci mica di vista Fake News indoor tour – palasport 2024’, organizzato e prodotto da Magellano Concerti, vedrà la band sui palchi dei più importanti palasport italiani nella primavera del 2024.  Continua così, in una versione più intima e confidenziale, il tour che quest'estate ha portato i Pinguini Tattici Nucleari incontrare fan di ogni età, da Nord a Sud fino alle isole. Al momento sono undici le tappe del nuovo tour: Jesolo (Ve) – Palazzo del Turismo (3 e 4 aprile 2024); Milano – Mediolanum Forum (8 e 9 aprile); Torino – PalaOlimpico di Torino (16 e 17 aprile); Pesaro – Vitrifrigo Arena (23 e 24 aprile); Bologna – Unipol Arena (26 e 27 aprile); Livorno – Modigliani Forum (29 e 30 aprile); Firenze – Mandela Forum (2 e 3 maggio); Roma – Palazzo dello Sport (7 e 8 maggio); Napoli – PalaPartenope (20 e 21 maggio); Bari – PalaFlorio (24 e 25 maggio); Messina – PalaRescifina (28 e 29 maggio). —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Discovery of ancient ‘Horn Chamber’ reveals ritual performed at enigmatic stone structures of north-west Arabia

(Adnkronos) – – Two recently published studies detail nature and significance of apparent ceremonial offerings in mustatils, Neolithic structures where deposits of horns and skull parts suggest a sophisticated expression of deeply rooted beliefs – Research is supported by Royal Commission for AlUla as part of globally significant fieldwork  – Inaugural AlUla World Archaeology Summit to gather a wide range of leaders starting Sept 13 ALULA, Saudi Arabia, Sept. 11, 2023 /PRNewswire/ — Results of two recent archaeological excavations supported by the Royal Commission for AlUla (RCU) demonstrate that the Neolithic inhabitants of north-west Arabia conducted "complex and sophisticated ritual practices" in the late 6th millennium BCE.     The unprecedented findings open unsuspected horizons for a broader understanding of the social, cultural and spiritual background of the ancient peoples of north-west Arabia. Researchers emphasise the probable communal character of the ritual and the possibility that people journeyed specifically to prehistoric stone structures known as mustatils to undertake the ritual, which would represent one of the earliest known pilgrimage traditions. Further, greater representation of domestic species among the animal offerings confirms the pastoral nomadic nature of the community, whose members may have built the mustatils as a form of social bonding and/or a marker of territory. Mustatils are large-scale, open-air rectangular structures with low stone walls. Through aerial surveys, researchers have identified more than 1,600 of them across north Arabia. Though the structures' function was at first unknown, excavations since 2018 have pointed to a ritual significance and provided increasing insights into the practice. Results of the two studies have been peer-reviewed and recently published. The study led by Dr Wael Abu-Azizeh of the Archéorient Laboratory and France'sLyon 2 University appears in the book "Revealing Cultural Landscapes in North-West Arabia," edited by a team of experts led by Dr Rebecca Foote, Director of Archaeology at RCU. The study led by Dr Melissa Kennedy of Australia'sUniversity of Sydney appeared in the journal PLoS One in March. Abu-Azizeh study In 2018 Dr Abu-Azizeh began an excavation on behalf of Oxford Archaeology that unearthed the "Horn Chamber" in a mustatil at site IDIHA-0000687 north-east of AlUla dating to circa 5300-5000 BCE. The chamber measures 3.25m by 0.8m and is at the western end of a mustatil measuring 40×12 metres – smaller than most mustatils. Inside the "Horn Chamber" he and his team made an exceptional discovery of horns and skull fragments, densely packed into a layer 20 to 30cm deep that covered the floor of the chamber. This, they write, is "a unique and unprecedented assemblage in the context of north Arabian Neolithic." About 95% of the horns and skull fragments were from domestic species – goat, sheep and cattle – with the rest from wild species including gazelle, Nubian ibex and aurochs (a now-extinct ancestor of domestic cattle). Beneath the assemblage was a thin bedding of twigs that in preparation for the ritual had been placed on the chamber's sandstone surface. The researchers conclude that the horns and skull fragments were probably deposited during a single ceremony. In a tentative reconstruction of the ritual, they propose that pastoral nomads gathered and bore the offerings as part of the ritual performance. To reach the solemn space of the small Horn Chamber they entered one by one through a narrow doorway and small antechamber with hearths to present this trophy on behalf of their social group. The collective hoard of enshrined offerings expressed a cohesive identity for the wider social group. The researchers write: "By the quantity of remains, the diversity of species represented, and the unusual state of preservation, this assemblage constitutes a unique and unprecedented discovery in the archaeological record of the region. This deposit is interpreted as a testimony of complex and sophisticated ritual practices…" Kennedy study In 2019, the second study, by a team led by Dr Kennedy, then of the University of Western Australia, began excavation of a mustatil deep within dense sandstone canyons east of AlUla, at site IDIHA-0008222. Like Abu-Azizeh's team, they found a chamber containing horns and skull parts that dated to circa 5200-5000 BCE, though not in as great a quantity. There are further differences: these bones appeared to have been deposited in three or four phases over a generation or two, rather than all at once. Most of the horns and skull parts were from cattle, and several from goats. The researchers write that this finding is "amongst the earliest attestation of domestic cattle and goat in northern Arabia." At the centre of the shrine is an upright stone that is believed to have served as the focal point for the ritual. Most of the horns and skull parts were deposited around this standing stone, which stood 0.8m high. The researchers interpret this stone as being a betyl, "a mediator between humankind and the divine, acting as a proxy or a manifestation of an unknown Neolithic deity/deities or religious idea, to which the faunal elements were deposited as votive offerings." This would constitute one of the earliest known betyls in the Arabian Peninsula. The researchers further note that the repeated used of the shrine over a period of years "represents one of the earliest examples of 'pilgrimage' or shrine revisiting currently identified in the Arabian Peninsula." Intriguingly, they hypothesise that the placement of the mustatils might have had an ecological basis. The Arabian climate was growing more arid in the Middle Holocene Period; varying micro-climates made mobility essential and herding viable. The ritual might have been intended to ensure fertility and the continuity of rains, with the mustatils themselves possibly located near water sources such as wadis. This, the writers say, is a key avenue for future research. Dr Rebecca Foote, Director of Archaeology and Cultural Heritage Research at RCU, said: "RCU has embarked on one of the largest archaeological research programmes worldwide. Across AlUla and Khaybar, 12 current surveys, excavations and specialist projects are deepening our understanding of the past environment, land use, and human occupation of the region. Rich cultural landscapes are being revealed, including funerary avenues, mustatils, ancient cities, inscriptions in 10 languages, rock art and complex agricultural practices. AlUla is a leading hub of archaeological activity, a standing that will be enhanced by the inaugural AlUla World Archaeology Summit." AlUla World Archaeology Summit AlUla's position as a hub of archaeological activity will continue to expand, as RCU will host the inaugural AlUla World Archaeology Summit taking place from Sept 13-15, 2023. The Summit is a platform for advancing archaeology and cultural heritage management in their interface with other disciplines. This gathering of leaders from academia, government, non-government organizations, industry, and young people representing the next generation of archaeologists will not only enrich the archaeological community and help protect shared history but also open up a larger reflection of what and how archaeology, and more broadly cultural heritage, can contribute to transformational changes in society. For more on the summit, go to https://www.worldarchaeologysummit.com. About the Royal Commission for AlUla  The Royal Commission for AlUla (RCU) was established by royal decree in July 2017 to preserve and develop AlUla, a region of outstanding natural and cultural significance in north-west Saudi Arabia. RCU's long-term plan outlines a responsible, sustainable, and sensitive approach to urban and economic development that preserves the area's natural and historic heritage while establishing AlUla as a desirable location to live, work, and visit. This encompasses a broad range of initiatives across archaeology, tourism, culture, education, and the arts, reflecting a commitment to meeting the economic diversification, local community empowerment, and heritage preservation priorities of the Kingdom of Saudi Arabia's Vision 2030 programme. Photo – https://mma.prnewswire.com/media/2206896/Royal_Commission_AlUla_1.jpgPhoto – https://mma.prnewswire.com/media/2206897/Royal_Commission_AlUla_2.jpgPhoto – https://mma.prnewswire.com/media/2206898/Royal_Commission_AlUla_3.jpgPhoto – https://mma.prnewswire.com/media/2206899/Royal_Commission_AlUla_4.jpg
         
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Sanità, Fatale (J&J): “Impegnati per migliorare auditing clinico a beneficio pazienti”

(Adnkronos) – “Da tempo siamo impegnati per migliorare l’auditing clinico a beneficio dei pazienti. Con la misurazione e il monitoraggio dei dati clinici possiamo infatti ottimizzare l’efficienza e l’efficacia della cura oltre alla sicurezza del trattamento”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Patrizio Fatale, General manager Ethicon Italia (J&J MedTech), a margine del 41esimo Congresso nazionale Acoi dal titolo 'Una sfida capitale', in corso al Centro congressi La Nuvola dell'Eur a Roma.  “Il Congresso Acoi da sempre per noi è un'occasione per incontrare e confrontarci con i clienti – spiega Fatale – e con tutta la comunità scientifica su temi prioritari per Johnson&Johnson, ma in generale per il Sistema sanitario nazionale: dalla cura dell'obesità, ai trattamenti per i tumori del colon retto e del polmone che se diagnosticati precocemente possono consentire un approccio mininvasivo e quindi un esito migliore per il paziente”. Tra i temi al centro dei lavori: recupero delle liste d'attesa, opportunità dell'innovazione tecnologica, l’età' delle strumentazioni presenti negli ospedali, formazione di futuri chirurghi e il fenomeno delle infezioni correlate all’assistenza post operazione che in Italia sono 500mila ogni anno – è emerso dai lavori – il 14% delle quali interessa il sito chirurgico, ovvero la ferita.  “Il tema della prevenzione e riduzione delle infezioni del sito chirurgico che rappresentano ancora una pandemia negli ospedali italiani – sottolinea Fatale – ci vede impegnati con Acoi. Con l’associazione chirurghi ospedalieri stiamo facendo molto, ma c'è ancora molto da fare”. “Come Ethicon supportiamo il Sistema sanitario nazionale poiché la popolazione italiana invecchia e l'esigenza di salute aumenta. Purtroppo, le risorse sono in realtà meno che in passato e quindi come azienda – chiosa – dobbiamo lavorare insieme alla comunità scientifica e al Governo mettendo il paziente al centro del sistema salute e cercando di portare un'innovazione che sia sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. Quindi per noi è fondamentale mettere a disposizione degli operatori sanitari tecnologie sempre più connesse, personalizzate e digitali che consentano di migliorare gli esiti clinici, lungo tutto il percorso di cura”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Processo Montante, incombe la prescrizione per altri imputati

(Adnkronos) – (dall'inviata Elvira Terranova) – Incombe la prescrizione su altri imputati e capi di imputazione del cosiddetto 'maxiprocesso' di Caltanissetta che vede imputati, tra gli altri, l'ex Presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, e il Presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, oltre a imprenditori e colonnelli e generali. Le prossime prescrizioni arriveranno, secondo quanto apprende l'Adnkronos, già ai primi di novembre. Ecco perché il Presidente del Tribunale di Caltanissetta Francesco D'Arrigo ha accelerato e ha convocato udienze per ogni settimana. Oggi sono stati ascoltati brevemente sei testimoni, tra cui ex dirigenti dell'Eni, un ex funzionario della Regione siciliana. per parlare degli appalti di alcuni degli imputati. Mentre sono state acquisite le dichiarazioni di altri.  Già nei mesi scorsi erano arrivate le prime prescrizioni per alcuni dei capi di imputazione del processo al 'cerchio magico' dell'ex paladino antimafia Antonello Montante, ex potente Presidente degli industriali siciliani. Tra gli imputati per i quali è subentrata la prescrizione spicca il nome dello stesso Montante, accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, per il capo di imputazione H, cioè la truffa in concorso, con l'ex assessora regionale all'Industria Linda Vancheri e con l'imprenditore Carmelo Turco. Sempre per Montante è scattata a giugno la prescrizione su altri due capi di imputazione. La prescrizione riguarda anche l'imputato Salvatore Calì per il capo J, cioè per favoreggiamento, ma anche Carlo La Rotonda e lo stesso Calì per il capo L, cioè la simulazione di reato. Inoltre, prescritto anche il capo M per Lillo Romeo, cioè il falso, ma quest'ultimo ha rinunciato alla prescrizione. Inizialmente, i processi sul 'cerchio magico' di Montante, oggi assente in aula, erano due. Un processo Montante bis e quello ordinario, che vedeva alla sbarra 17 imputati. Nel processo bis erano imputati, oltre all’ex paladino dell’antimafia Antonello Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia, l’ex presidente della Regione Rosario Crocetta, gli ex assessori Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, l’ex commissario Irsap Maria Grazia Brandara, oggi presente, gli imprenditori Giuseppe Catanzaro, Rosario Amarù e Carmelo Turco, Vincenzo Savastano vice questore aggiunto all’epoca dei fatti della Polizia presso l’ufficio di frontiera di Fiumicino, Gaetano Scillia capocentro Dia di Caltanissetta dal 2010 al 2014, Arturo De Felice, direttore della Dia dal 2012 al 2014, Giuseppe D’Agata, colonnello dei carabinieri, e Diego Di Simone Perricone, ex capo della security di Confindustria. Mentre nell'ordinario, erano imputati l'ex presidente del Senato Renato Schifani, oggi Presidente della Regione siciliana, accusato di concorso in associazione a delinquere semplice e rivelazione di notizie riservate. Sotto processo anche l’ex direttore dell’Aisi Arturo Esposito, il caporeparto dell’Aisi Andrea Cavacece, il “re dei supermercati” Massimo Romano, il tributarista Massimo Cuva, il colonnello dei carabinieri Giuseppe D’Agata, il sindacalista Maurizio Bernava, gli imprenditori del settore sicurezza Andrea e Salvatore Calì, Rosetta Cangialosi, Carmela Giardina e Vincenzo Mistretta (tre dipendenti di Montante), il poliziotto Salvatore Graceffa; il dirigente di Confindustria Carlo La Rotonda; il maggiore della Guardia di Finanza Ettore Orfanello; il luogotenente Mario Sanfilippo e il colonnello dei carabinieri Letterio Romeo. Quest'ultimo ha rinunciato alla prescrizione. L'ex paladino dell'antimafia, secondo gli inquirenti, avrebbe messo in piedi un vero e proprio 'sistema' di potere, ideato e attuato "grazie a una ramificata rete di relazioni e complicità intessuta con vari personaggi inseriti ai vertici dei vari settori delle istituzioni". Inoltre sarebbe stato al centro di una attività di dossieraggio realizzata, anche grazie a complicità eccellenti, attraverso l'accesso alla banca dati delle forze dell'ordine e finalizzata a ricattare "nemici", condizionare attività politiche e amministrative e acquisire informazioni su indagini a suo carico. Grazie ai suoi contatti e all'influenza che esercitava in alcuni ambienti istituzionali, l'imprenditore avrebbe creato una sorta di rete spionistica: in cambio di favori, esponenti delle forze dell'ordine gli avrebbero dato informazioni su inchieste a suo carico, dritte sui "nemici", consentito di avere pile di dossier su personaggi influenti. Secondo gli inquirenti Montante sarebbe stato la testa di una sorta di "governo parallelo" in Sicilia, e avrebbe "diretto" la vita politica e amministrativa dell'isola, piazzando suoi uomini in posti strategici. "E' stato accertato con sufficiente chiarezza – aveva scritto la procura nissena nella richiesta di arresto – che Montante, oltre a promettere e a far ottenere occupazioni lavorative, si prodigasse per soddisfare aspettative di carriera o trasferimenti di sede". Nel processo abbreviato, nel luglio del 2022, la Corte d'appello di Caltanissetta dopo 8 ore di Camera di consiglio aveva condannato l'ex presidente di Sicindustria, Antonello Montante, a 8 anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo al sistema informatico. La Corte d’appello di Caltanissetta presieduta da Andreina Occhipinti (a latere Giovanbattista Tona e Alessandra Giunta) aveva condannato a luglio anche i componenti del “cerchio magico”: 5 anni per Diego Di Simone, l’ex ispettore della squadra mobile di Palermo diventato il capo della security di Confindustria. In primo grado aveva avuto 6 anni e 4 mesi. Un’altra condanna anche per Marco De Angelis, sostituto commissario della questura di Palermo: 3 anni e 3 mesi anni, mentre in primo grado ne aveva avuto 4. Anche lui avrebbe avuto un ruolo determinante nell’attività di 'spionaggio'. Il processo è stato rinviato al prossimo 18 settembre per ascoltare altri due testimoni. E un consulente di parte. L'udienza successiva sarà il 25 settembre per sentire altri testimoni, tra cui il generale Enrico Ferrari.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Incendio oggi Roma, fiamme tra Pontina e campo nomadi

(Adnkronos) – Incendio oggi a Roma all'altezza della Pontina. A fuoco un tratto di macchia mediterranea alle spalle del campo nomadi di Castel Romano. L'incendio non è raggiungibile con mezzi da terra.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Malata di tumore e troppo grassa per intervento: salvata a Napoli

(Adnkronos) – Chi è obeso non ha una vita facile. Se poi si ammala di tumore, può anche succedere che i suoi problemi diventino guai serissimi. E' accaduto a un'infermiera beneventana di 47 anni e ben 172 chili di peso: troppo grassa per essere operata quando ha scoperto di avere un tumore all'endometrio. Per un anno Simona De Michele ha girato diversi ospedali tra il Molise, dove lavora insieme con il marito che è uno strumentista di sala operatoria, Roma e Milano. Poi finalmente è arrivato il sì dell'Istituto dei tumori Pascale di Napoli, dove le è stata salvata la vita.  La donna aveva un utero fortemente emorragico, diventato grosso 20 centimetri e del peso di un chilo e mezzo. E alla diagnosi di tumore e all'obesità severa, si sono aggiunte una sindrome metabolica, una pregressa trombosi venosa profonda e una embolia polmonare bilaterale massiva. Un quadro pesante per Simona, che ha dovuto fare i conti anche con una sanità impreparata ad assisterla. Nel suo giro degli ospedali di mezza Italia, dove trovava il letto non trovava la tecnologia, dove c'erano entrambi non c'era la disponibilità dei medici a correre il rischio di effettuare un intervento su un paziente tanto obeso e con tante comorbosità. L'unica porta che Simona ha trovato aperta è stata quella dell'équipe chirurgica di Vito Chiantera dell'Istituto dei tumori di Napoli.  Per operare il team del Pascale ha dovuto fare ricorso a speciali sistemi di supporto e di lavoro. C'è voluta quasi un'ora per posizionare la donna sul letto operatorio, letto ovviamente non conforme al suo peso e che ha necessitato quindi di supporti speciali. L'équipe insieme al robot da Vinci ha asportato l'utero di 20 centimetri e del peso di oltre un chilo, oltre alle ovaie, intervento ritenuto dalle altre strutture non fattibile. Come unica terapia le era stata proposta la radio, che avrebbe tenuto sotto controllo il tumore, ma non debellato. "Siamo innanzitutto felici – commenta il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi – che la paziente abbia potuto risolvere il suo problema di salute, e di aver potuto contribuire a questo, come Istituto e come équipe. Per il team di Vito Chiantera e, ovviamente, per il Pascale si tratta di un ulteriore successo".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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ENGWE Unveils the E26: The Ultimate Riding Experience at an Unbeatable Price

(Adnkronos) – WASHINGTON, Sept. 11, 2023 /PRNewswire/ — ENGWE has been at the forefront of the electric bike industry, empowering individuals to embrace a new way of commuting and exploring. With the steadfast mission of redefining short trips, ENGWE proudly introduces its latest masterpiece: the ENGWE E26. This revolutionary e-bike embodies the essence of the brand's slogan, "Explore a new way". Discover the E26 Early-Bird Promotion: Your Gateway to Savings and Surprises! ENGWE celebrates the E26 launch with an irresistible promotion designed to reward its valued customers. From September 11th to September 24th, all adventure enthusiasts can partake in the excitement by signing up for an exclusive early-bird discount of $50 off or €100 off on the purchase of the new E26. But that's not all – ENGWE is also giving away an exciting assortment of gifts, including 10 pcs brand-new E26 e-bikes, among other accessories 50 pcs totally! 
ENGWE E26: the best valued fat tire e-bike around $1000 Motor Options: Tailored to different regions, the E26 is available in 250W for the EU version and a robust 750W for the international version.Unmatched Torque: With a torque of 70Nm, the E26 effortlessly conquers varied terrains, ensuring a seamless riding experience.Extended Range: Cover distances of up to 140km (87 miles in the US) on a single charge.Variants for Everyone: Choose from step-through and step-over models, catering to diverse preferences.Precision Braking: Equipped with hydraulic brakes, the E26 guarantees reliable stopping power, enhancing safety and control.Exceptional Comfort: Dual suspension system ensures a smooth and comfortable ride even on rough surfaces.Effortless Gear Changes: A Shimano 7-speed gearbox enables effortless shifting, adapting to various riding conditions.Functional Design: A sturdy rear rack with a 55 lbs (25kg) load capacity ensures convenience and practicality.Maximized Speed: Reach speeds of up to 28mph (25km/h), making every journey a breeze.Elegance in Every Shade: Available in Onyx Black, Bumblebee Yellow, and unique Gem Blue, inspired from Tiffany Blue. Join the E-Bike Revolution Today! ENGWE invites all adventure enthusiasts, commuters, and thrill-seekers to be a part of the E26 launch event. Explore a new way with ENGWE and seize the opportunity to own the E26 at an unbeatable early-bird price while securing the chance to win exciting giveaways. For more information and to participate in this groundbreaking promotion, visit ENGWE's EU and US official website.
 Photo – https://mma.prnewswire.com/media/2206795/image.jpg
 
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Sanità, Scatizzi (chirurghi): “Cause legali un incubo ma Governo si sta muovendo”

(Adnkronos) – "La chirurgia è fra le discipline più esposte al rischio denunce e risarcimenti, un incubo. Quello del contenzioso medico legale è un tema antico, noto da tempo, sul quale il governo Meloni si sta muovendo. Questo è il primo Esecutivo che comincia a darci ascolto, ci auguriamo che prestissimo ci dia anche risposte. Noi siamo pronti, con una nostra commissione abbiamo già proposto alcune modifiche legislative. Stiamo e staremo sul pezzo. I nostri giovani chirurghi meritano di lavorare in totale tranquillità quando entrano in sala operatoria". Così all'Adnkronos Salute Marco Scatizzi, presidente dell'Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), a margine del 41esimo Congresso nazionale Acoi dal titolo 'Una sfida capitale', in corso al Centro congressi La Nuvola dell'Eur a Roma.  Tra i temi al centro dei lavori: il recupero delle liste d'attesa, le opportunità dell'innovazione tecnologica, l''età' delle strumentazioni presenti negli ospedali, la formazione dei futuri chirurghi e il fenomeno delle infezioni correlate all'assistenza post-operazione, che in Italia "sono 500mila ogni anno, il 14% delle quali interessa il sito chirurgico", ricorda Scatizzi. "Le infezioni ospedaliere sono una pandemia – rimarca il presidente dei chirurghi ospedalieri – contro questo fenomeno siamo da sempre in prima linea. Come Acoi abbiamo fatto un percorso in diverse regioni italiane attraverso campagne formative, anche con il supporto di aziende quali Johnson & Johnson. Obiettivo: controllare il numero di queste infezioni, cominciando a lavorare sulla preparazione del campo operatorio che, per esempio, deve avere la temperatura giusta, ovvero 18 gradi contro i 26 gradi che ogni tanto riscontriamo, oltre alla diffusione dei microbi che circolano in ospedale, di cui le Istituzioni dovrebbero preoccuparsi".  E sul contributo che le società scientifiche possono dare per migliorare i processi di auditing clinico, Scatizzi non ha dubbi: "Noi siamo assolutamente in linea con l'auditing, per capire cosa facciamo e cosa abbiamo fatto per migliorare. In questo senso il protocollo Eras (Enhanced Recovery After Surgery)", che ha come obiettivo informare e monitorare il paziente, "garantisce dopo un intervento chirurgico il recupero ottimale e il ritorno precoce e sicuro alle attività quotidiane", conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)