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Zverev supera Sinner? Come cambia la race verso le Atp Finals

(Adnkronos) –
Alexander Zverev supera Jannik Sinner nella race verso le Atp Finals? Lo scenario, ad oggi, è possibile. E potrebbe concretizzarsi alla fine degli Us Open 2026, in caso di successo del tennista tedesco, attuale numero 2 del ranking Atp.  Al momento, il fuoriclasse azzurro è in testa alla classifica del 2026 verso Torino, con 7950 punti accumulati. Un trionfo nello Slam americano permetterebbe però all'ultimo campione del Roland Garros di spingersi fino a quota 8650 punti, balzando in testa. Con un posto in semifinale, Zverev ha già avvicinato Sinner toccando i 7450 punti, riducendo a 500 lunghezze il distacco dal numero uno. Con la finale raggiungerebbe invece quota 7950, agguantando l'altoatesino.  Ecco la situazione attuale nella race verso le Atp Finals 2026, a cui potrebbe partecipare anche l'altro azzurro Flavio Cobolli: 
1. Jannik Sinner — 7.950 punti — già qualificato
 2. Alexander Zverev — 7.050 punti — già qualificato (e ancora in corsa agli Us Open, vincendo il torneo può arrivare a 8650 punti) 3. Carlos Alcaraz — 4.050 punti 4. Ben Shelton — 3.930 punti (ancora in corsa agli Us Open, vincendo il torneo può arrivare a 5120) 
5. Flavio Cobolli — 3.530 punti
 6. Frances Tiafoe — 3.330 punti (ancora in corsa agli Us Open, vincendo il torneo può arrivare a 4530) 7. Arthur Fils — 3.150 punti 8. Daniil Medvedev — 2.780 punti 9. Rafael Jodar— 2.509 punti 10. Taylor Fritz— 2.480 punti 
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Solidarietà, Apolito (antropologo):”Il dono crea relazioni e genera socialità positiva”

(Adnkronos) – "Tra tutti gli antropologi c'è pieno accordo sul fatto che il dono crei relazioni sociali e, quando è gratuito, la relazione sociale si fonda su un atto di generosità. La generosità è molto spesso un atto individuale, ma possiede una forza contagiosa: riesce a creare generosità anche negli interlocutori e, attraverso un vero e proprio effetto domino, la relazione che si crea genera una socialità positiva, che è probabilmente ciò di cui oggi sentiamo maggiormente la mancanza. Comportamenti come la relazione generosa tra gli esseri umani rappresentano a tutti gli effetti una cura per l'umanità". Lo ha detto l’antropologo Paolo Apolito in occasione dell’incontro dedicato a ‘la generosità che muove il mondo', promosso dal Comitato testamento solidale. "I risultati della ricerca dicono che soprattutto i giovani oggi considerano il tempo la vera base della generosità, il che fa pensare che guardino più lontano rispetto alle generazioni precedenti – aggiunge – Il tempo significa cura dell'altro, non significa liberarsi del surplus della ricchezza dando l'obolo o l'elemosina. Dedicare tempo significa dire 'ti prendo in considerazione, sono vicino a te'. La generosità è innanzitutto un'apertura verso un sentimento di umanità comune e da questo punto di vista i dati fanno ben sperare per il futuro".  Secondo i risultati dell’indagine, per la maggior parte degli italiani la generosità trova la sua espressione primaria nelle relazioni quotidiane e nella presenza. Per il 47% degli intervistati è infatti il tempo dedicato agli altri il gesto che meglio rappresenta la generosità, seguito dal supporto emotivo (44%) e dal volontariato a favore di un'organizzazione non profit (43%). Un'impostazione culturale che vede nella famiglia il luogo principale in cui questo valore si manifesta (65%), prima ancora che nei contesti della vita pubblica o sui canali digitali.  La ricerca evidenzia inoltre come questa visione relazionale del dono rappresenti il terreno fertile in cui si inserisce la conoscenza e la propensione verso il lascito solidale. Oggi quasi 8 italiani su 10 (78%) dichiarano di conoscere questo strumento e, tra gli over 50, la quota di chi prende in considerazione l'idea di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa sociale si attesta al 23%, dato raddoppiato rispetto al 2018 (12%). Una tendenza che dimostra come il concetto di dono stia evolvendo da semplice atto estemporaneo a scelta consapevole di continuità verso le future generazioni. 
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Solidarietà, Fiocchi (Notariato): “Lascito solo con testamento, notaio azzera dubbi e garantisce eredi”

(Adnkronos) – "Solo una percentuale bassissima, pari al 12% degli italiani, conosce le modalità e i mezzi con cui fare un lascito solidale, che si fa necessariamente per testamento. Il ruolo del notaio in questo contesto è fondamentale: il testamento può essere anche olografico, cioè scritto interamente di pugno, ma deve essere comunque preceduto dalla consulenza di un notaio che supera tutte le perplessità e i dubbi che ogni cittadino ha nel momento in cui decide di regolamentare la propria successione. Il notaio può fugare ogni perplessità sulla consistenza della quota disponibile, salvaguardando la quota di legittima riservata per legge ai parenti più stretti come coniuge, figli o genitori. Inoltre aiuta a individuare la forma migliore, verificando la presenza di data e sottoscrizione per la validità dell'olografo, oppure redigendo il testamento pubblico alla presenza di due testimoni per garantire volontà chiare e applicabili". Così Flavia Fiocchi, consigliere nazionale del Consiglio nazionale del notariato (Cnn) con delega al Notariato per il sociale, intervenuta a Roma durante l’evento 'Effetto domino: la generosità che muove il mondo', promosso dal Comitato testamento solidale in occasione della Giornata internazionale del lascito solidale. "Non è affatto necessario disporre di grandi patrimoni, perché ogni gesto ha valore ed è capace di fare la differenza, anche attraverso un piccolo contributo o un singolo bene: una goccia fa il mare – spiega – Il lascito solidale ha sempre un doppio beneficiario: il primo è diretto ed è l'ente del terzo settore a cui si devolve la somma o il bene; il secondo sono i familiari stessi, perché attraverso lo strumento testamentario si tramandano il concetto e i valori della solidarietà".  L’indagine realizzata da Walden lab per il Comitato testamento solidale conferma come, di fronte a un 78% di italiani che dichiara di conoscere l'esistenza del lascito solidale, persista una marcata carenza di informazioni di carattere operativo. Oltre la metà della popolazione (52%) si considera infatti poco o per nulla informata sulle procedure pratiche da seguire per disporlo, mentre solo il 12% ritiene di padroneggiare la materia. La figura del notaio si inserisce in questo contesto come elemento di garanzia e di imparzialità, in grado di guidare il testatore anche nella scelta della corretta custodia dell'atto, dal deposito fiduciario fino all'iscrizione nel Registro volontario dei testamenti istituito dal Notariato.  La ricerca evidenzia inoltre un potenziale di crescita straordinario per tutto il comparto del terzo settore. Tra gli oltre 50enni la propensione a prendere in considerazione un lascito solidale si attesta al 23%, un dato stabile rispetto allo scorso anno ma quasi raddoppiato rispetto al 2018 (12%). In termini assoluti significa che circa 705 mila over 50 hanno già disposto un lascito solidale, mentre 5,9 milioni si dicono orientati a compiere questa scelta, con un ulteriore 29% di indecisi che potrebbe avvicinarsi a questo gesto di generosità superando gli ostacoli burocratici grazie a un'adeguata informazione giuridica. 
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Solidarietà, Bartoli (Testamento solidale): “Non servono grandi patrimoni, zero rischi per eredi”

(Adnkronos) – "Tra i pregiudizi da superare c'è prima di tutto l'idea che il lascito solidale o il testamento riguardi principalmente chi possiede un grande patrimonio. Questo non è affatto vero e gli italiani lo stanno capendo, anche se c'è ancora lavoro da fare. È fondamentale sottolineare che non vengono mai lesi i diritti degli eredi legittimi, tutelati in modo assoluto dalla legge italiana. Le nostre organizzazioni sono estremamente attente dal punto di vista sociale, etico e normativo affinché le volontà di chi fa testamento vengano pienamente rispettate". Lo ha detto Rossano Bartoli, portavoce del Comitato testamento solidale e presidente della Lega del filo d’oro, intervenendo a Roma all'evento 'Effetto domino: la generosità che muove il mondo', promosso dal Comitato testamento solidale in occasione della Giornata internazionale del lascito solidale. "Un atto di generosità come il lascito solidale determina altri atti di generosità: un comportamento eticamente positivo che guarda al futuro ne genera altri e dà la possibilità di sostenere la ricerca e le diverse cause del Terzo settore – spiega – I dati della ricerca mostrano una visione positiva e una maggiore consapevolezza: molti di coloro che fanno testamento decidono di sostenere più cause contemporaneamente, un segnale significativo della volontà di dare una mano alle future generazioni".  I dati della nuova ricerca realizzata da Walden lab per il Comitato testamento solidale, composto oggi da 31 organizzazioni non profit, mostrano infatti che la conoscenza dello strumento è ormai ampiamente diffusa nel nostro Paese. Oggi quasi 8 italiani su 10 (78%) dichiarano di conoscere il lascito solidale, quota pari a circa 35,4 milioni di persone, con un incremento di quasi 12 milioni rispetto ai 23,6 milioni rilevati nel 2012. Tra gli over 50 la propensione a prendere in considerazione l'idea di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa sociale si attesta al 23% (il 2,5% lo ha già disposto, il 5% afferma che lo farebbe certamente e il 16% probabilmente), dato stabile rispetto al 2025 (22%), ma quasi raddoppiato nel confronto con il 2018 (12%). In termini assoluti, la rilevazione indica che circa 705mila over 50 hanno già disposto un lascito solidale, mentre 5,9 milioni si dicono orientati a compiere questa scelta. A questi si aggiunge un ulteriore 29% di persone ancora indecise, evidenziando un ampio potenziale di crescita che può essere sostenuto e guidato attraverso un'informazione sempre più chiara e trasparente. Resistono tuttavia ancora alcuni luoghi comuni: il 40% degli italiani ritiene infatti che il lascito solidale riguardi soprattutto chi non ha figli o altri eredi diretti, mentre oltre tre su dieci (32%) continuano ad associarlo a chi possiede grandi patrimoni. A cambiare è però la percezione complessiva di chi può compiere questo gesto: oggi il 28% degli italiani (contro il 13% del 2025) ritiene che il lascito solidale sia una scelta aperta a tutti, segnale di una progressiva ed efficace evoluzione culturale. Quando immaginano un lascito, gli italiani orientano la propria scelta soprattutto verso la ricerca medico-scientifica (42%), seguita dall'assistenza ai malati (33%), dal sostegno alle persone in difficoltà in Italia (30%) e dalle emergenze umanitarie, dall'aiuto alle persone con disabilità e dalla protezione degli animali (tutte al 23%). Nella scelta dell'organizzazione non profit cui affidarsi prevalgono l'affidabilità nella gestione delle risorse (43%), la trasparenza (34%) e la capacità di dimostrare l'efficacia concreta degli interventi realizzati sul campo (30%), a conferma di come la fiducia rappresenti il presupposto fondamentale per compiere un gesto di generosità destinato a durare nel tempo. 
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Testamento Solidale, in Italia propensione al lascito stabile al 23%, boom dal 2018

(Adnkronos) – 'Il tempo è denaro', recita uno dei modi di dire più diffusi. Per gli italiani, però, il tempo è 'dono': quasi una persona su due (47%) considera il tempo dedicato agli altri il gesto che meglio rappresenta la generosità. Una cultura della generosità che guarda anche al futuro: oggi quasi otto italiani su dieci (78%) dichiarano di conoscere il lascito solidale e, tra gli over 50, il 23% prenderebbe in considerazione la possibilità di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa sociale, confermando una propensione sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, ma quasi raddoppiata nel confronto con il 2018 (23% vs 12%). Sono alcuni dei risultati della nuova ricerca realizzata da Walden Lab per il Comitato Testamento Solidale, presentata oggi a Roma durante l'evento 'Effetto domino: la generosità che muove il mondo', promosso in occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale (13 settembre) con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato. Sono previsti interventi di: Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’Oro; Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con Delega al Notariato per il Sociale; Paolo Anselmi, Presidente Walden Lab; Chiara Saraceno, sociologa; Stefano Tassinari, Forum Nazionale del Terzo Settore; Paolo Apolito, antropologo; e Silvia Casabianca, antropologa e divulgatrice. La ricerca si inserisce in un contesto nel quale il lascito solidale continua a consolidarsi come una risorsa sempre più importante per il Terzo Settore. L'ultima rilevazione del Comitato Testamento Solidale dedicata alle Organizzazioni non profit aveva infatti evidenziato che, tra il 2020 e il 2024, la quota di enti che hanno ricevuto almeno un lascito è passata dal 61% al 77%, mentre il peso dei lasciti sul totale della raccolta fondi è quasi raddoppiato, passando dall'8% al 14%. Un trend che trova riscontro anche a livello europeo, dove dal Regno Unito alla Francia, dalla Germania alla Spagna, fino al Belgio, ai Paesi Bassi e all'Austria, i lasciti solidali continuano a crescere, confermandosi una risorsa sempre più strategica per il Terzo Settore. La conoscenza del lascito solidale è ormai ampiamente diffusa. Oggi quasi otto italiani su dieci (78%) dichiarano di conoscerlo: una quota pari a circa 35,4 milioni di persone, quasi 12 milioni in più rispetto ai 23,6 milioni rilevati nel 2012. Alla diffusione della conoscenza non corrisponde però un'analoga familiarità con gli aspetti pratici: oltre la metà degli italiani (52%) si considera poco o per nulla informata sulle procedure per realizzarlo, mentre solo il 12% ritiene di conoscerle molto bene. Tra gli over 50, il 23% ha già previsto o prenderebbe in considerazione un lascito solidale: il 2,5% lo ha già disposto, il 5% afferma che lo farebbe certamente e il 16% probabilmente. Si tratta di una propensione stabile rispetto al 2025 (22%), ma quasi raddoppiata rispetto al 2018 (12%), a conferma di un cambiamento culturale di lungo periodo. In termini assoluti, significa che circa 705 mila over 50 hanno già disposto un lascito solidale, mentre 5,9 milioni si dichiarano orientati a compiere questa scelta. A questi si aggiunge un ulteriore 29% di persone ancora indecise, evidenziando un ampio potenziale di crescita che può essere sostenuto attraverso un'informazione chiara e corretta. Quando immaginano un lascito, gli italiani orientano la propria scelta soprattutto verso la ricerca medico-scientifica (42%), seguita dall'assistenza ai malati (33%), dal sostegno alle persone in difficoltà in Italia (30%) e dalle emergenze umanitarie, dall'aiuto alle persone con disabilità e dalla protezione degli animali (tutte al 23%). Nella scelta dell'organizzazione prevalgono l'affidabilità nella gestione delle risorse (43%), la trasparenza (34%) e la capacità di dimostrare l'efficacia concreta degli interventi (30%), confermando come la fiducia rappresenti il presupposto fondamentale anche per questo gesto di generosità. A frenare questa evoluzione restano, tuttavia, alcuni luoghi comuni. Quattro italiani su dieci (40%) ritengono ancora che il lascito solidale riguardi soprattutto chi non ha figli o altri eredi diretti, mentre oltre tre su dieci (32%) continuano ad associarlo a chi possiede grandi patrimoni. A cambiare, però, è anche la percezione di chi può scegliere un lascito solidale: oggi il 28% degli italiani (contro il 13% del 2025) ritiene che il lascito solidale sia una scelta che può riguardare tutti, segnale di una progressiva evoluzione culturale. "Il dato sulla propensione conferma che il lascito solidale sta entrando sempre più nella cultura degli italiani. Oggi sappiamo che questa opportunità è conosciuta da una larga maggioranza delle persone, ma sappiamo anche che esiste ancora un'ampia area di indecisione. È qui che si concentra il nostro impegno: offrire informazioni chiare e corrette, affinché ciascuno possa compiere una scelta libera e consapevole, superando quei luoghi comuni che ancora fanno percepire il lascito come qualcosa di riservato a pochi. Il lascito solidale è un gesto che nasce dalla stessa generosità che accompagna tante persone nel corso della vita e permette di continuare a sostenere cause, progetti e persone anche nel futuro”, dichiara Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale.  "La ricerca dimostra che cresce la conoscenza del lascito solidale, ma anche che molte persone hanno ancora bisogno di informazioni chiare sulle modalità con cui può essere realizzato. Ed è proprio qui che il notaio può fare la differenza: offrendo un'informazione imparziale e accompagnando i cittadini affinché ogni scelta sia libera, consapevole e nel pieno rispetto della legge, della volontà del testatore e dei diritti degli eredi. Promuovere una corretta cultura del lascito solidale significa aiutare le persone a conoscere uno strumento che permette di trasformare un gesto di generosità in un segno concreto e duraturo di vicinanza verso gli altri, senza rinunciare alla tutela dei propri cari. Dietro ogni lascito c'è una storia, un percorso di vita e il desiderio di continuare a prendersi cura degli altri. È una scelta profondamente personale, che nasce dalla storia e dai valori di ciascuno e che, proprio per questo, merita di essere compresa e accompagnata con competenza, sensibilità e rispetto”, dichiara Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con delega al Notariato per il Sociale. Per gli italiani la generosità nasce prima di tutto nella quotidianità. Il 51% la associa spontaneamente alla solidarietà, alla gentilezza (40%) e alla condivisione (39%), mentre il 65% riconosce nella famiglia il luogo in cui questo valore trova la sua massima espressione. Più distanti risultano invece i contesti della vita pubblica, come il quartiere, il luogo di lavoro o i social network, a conferma di come la generosità venga percepita soprattutto come un'esperienza che nasce nelle relazioni più vicine. Quando si chiede quale sia il gesto che meglio rappresenta la generosità, il tempo dedicato agli altri si colloca al primo posto (47%), seguito dal supporto emotivo (44%) e dal volontariato a favore di un'organizzazione non profit (43%). Una fotografia che restituisce l'immagine di una generosità vissuta innanzitutto come presenza, ascolto e responsabilità verso gli altri, ben prima del contributo economico. Tra i più giovani emerge una sensibilità ancora più marcata verso la dimensione relazionale della generosità, con particolare attenzione alla gentilezza, alla condivisione, alla bontà e alla cura. “La ricerca ci restituisce l'immagine di un Paese nel quale la generosità continua a essere un valore profondamente radicato e prende forma, prima di tutto, nelle relazioni: nel tempo dedicato agli altri, nell'ascolto, nella vicinanza e nella disponibilità a prendersi cura della propria comunità. Ogni gesto di attenzione verso gli altri può generare un effetto domino: un piccolo atto di generosità è capace di ispirarne altri e di produrre cambiamenti concreti nella vita delle persone. È da questa cultura del dono che nasce anche il lascito solidale, la naturale prosecuzione di un modo di vivere la solidarietà che continua a generare valore anche oltre la propria esistenza”, conclude il presidente Bartoli. Questa cultura del dono si traduce anche in comportamenti concreti. Sette italiani su dieci (70%) dichiarano di aver effettuato almeno una donazione nel corso della propria vita e, nel 2026, la donazione media raggiunge i 126 euro, il valore più elevato registrato dalla ricerca. La ricerca medico-scientifica continua a rappresentare la causa maggiormente sostenuta (43%), seguita dalle emergenze umanitarie (29%), dalla protezione degli animali (21%) e dall'assistenza ai malati (20%). A guidare la scelta dell'organizzazione cui destinare il proprio sostegno resta soprattutto la fiducia (52%), seguita dalla condivisione dei progetti (41%), dall’affinità delle cause (39%) e dalle garanzie sulla gestione delle risorse (30%). Un dato che conferma come, anche nella donazione, la fiducia continui a rappresentare il principale criterio di scelta. 
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Ascolti tv, 9 settembre: in access vince ‘La Ruota’ con 23,7%, ‘Affari Tuoi’ al 20,7%

(Adnkronos) –
'Erica – Una Detective per Caso', trasmesso ieri da Canale 5, è stato il programma più seguito del prime time con 2.300.000 telespettatori e uno share del 18,5%. Secondo gradino del podio per ‘Il sesso degli angeli’ su Rai1 che ha raggiunto 1.623.000 telespettatori pari all’11,4 % di share. Terza posizione per ‘Chicago P.D.’ su Italia1 che ha raggiunto 868.000 telespettatori (6,3% di share).  A seguire, tra gli altri ascolti del prime time: la partita di Champions League Liverpool-Atletico Madrid su Tv8 (817.000 telespettatori, 5,1% di share), 'Rino Gaetano – Sempre più blu' su Rai3 (790.000 telespettatori, 5,2% di share), 'È Sempre Cartabianca' su Rete4 (565.000 telespettatori, 5,5% di share), la partita di Basket dei Mondiali Femminili tra Italia e Australia su Rai2 (483.000 telespettatori, 2,9% di share),‘Putin – Anatomia di uno Zar’ su La7 (482.000 telespettatori, 3,2% di share), ‘Buy it Now – Mai Più Senza’ sul Nove (410.000 telespettatori, share 2,9%). In access prime time: su Canale dopo dopo 'Gira La Ruota della Fortuna' (3.431.000 telespettatori, 19,8% di share), 'La Ruota della Fortuna' ha ottenuto 4.136.000 telespettatori pari al 23,7% di share, mentre su Rai1 'Affari Tuoi' ha conquistato 3.624.000 telespettatori con uno share del 20,7%.  
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Unicorn Awards, l’Italia trionfa con Ninetynine: premiata come ‘Best Event Agency’

(Adnkronos) –
L'Italia con Ninetynine trionfa in Europa alla 15esima edizione degli Unicorn Awards, uno dei riconoscimenti internazionali più prestigiosi dedicati alla live communication, all'event industry e all'innovazione nei format esperienziali a livello europeo, a cui quest’anno hanno concorso 117 progetti realizzati in 24 Paesi.  Ninetynine si è aggiudicata il premio come 'Best Event Agency' ed è stata la realtà più premiata di questa edizione, nonché una delle realtà più premiate nella storia del concorso, con 9 riconoscimenti ottenuti sui 7 progetti candidati: tra questi il lancio mondiale di Ferrari Luce, il Ferrari Capital Markets Day 2025, il Tour Mondiale Amerigo Vespucci 2023-2025 con le tappe mediterranee e gli eventi di chiusura e i grandi eventi del Giubileo 2025. Gli Unicorn Awards celebrano da 15 anni a livello europeo progetti capaci di distinguersi per visione creativa, complessità esecutiva, sostenibilità, impatto socio-economico e capacità di trasformarsi in veri e propri punti di riferimento del settore: i cosiddetti “unicorni” dell'industria.  A decretare i vincitori di questa edizione in Slovenia, presso il suggestivo Castello di Lubiana, è stata una giuria di oltre 20 esperti globali presieduta da Ángeles Moreno Vallejo, General Manager di Jack Morton Worldwide, e composta da direttori marketing e brand experience manager di multinazionali come Mastercard, Volkswagen e Škoda Auto, affiancati da direttori di testate di settore ed esperti di eventi e comunicazione. “Partecipare in Europa agli Unicorn Awards ci ha permesso di confrontarci con Paesi e approcci molto diversi: è questo che rende il riconoscimento come Best Event Agency ancora più prezioso e ci spinge ad accogliere nuove sfide. Ciò che accomuna i nostri progetti, tanto diversi tra loro, sono la loro rilevanza e la complessità che comportano. La nostra firma è realizzare eventi unici, con soluzioni mai tentate prima e risultati straordinari: da Ferrari al Giubileo fino al Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci 2023-2025, ogni progetto è diventato un benchmark per il settore. Tutti i premi ottenuti appartengono alle nostre squadre e ai partner, pubblici e privati, che hanno creduto in progetti senza precedenti”, ha commentato Simone Mazzarelli, amministratore delegato di Ninetynine, al termine della cerimonia.   Il lancio mondiale di Ferrari Luce (Ferrari Luce World Premiere), l'attesissimo debutto globale della prima vettura 100% elettrica nella storia di Ferrari, ideato, prodotto e gestito da Ninetynine, è stato premiato come Best Press Event, Best Luxury and Lifestyle Event, Best Product or Service Launch ed salito sul podio nella categoria Crossover Event. Un evento spettacolare che ha aperto al pubblico per la prima volta, in partnership con il Demanio, l’imponente Vela di Calatrava: un racconto collettivo, capace di legare Ferrari, Roma e la comunità globale. Il Tour Mondiale Amerigo Vespucci 2023-2025 con le tappe mediterranee e gli eventi di chiusura, già insignito di numerosi premi, agli Unicorn Awards si è aggiudicato il premio come Best Institutional and Government Event. Il progetto, ideato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, sostenuto dalla Difesa e da 12 ministeri e prodotto in partenariato pubblico-privato da Difesa Servizi S.p.A. e Ninetynine, ha chiuso due anni di viaggio con tre momenti chiave: il Villaggio IN Italia itinerante in nove città italiane, il rientro a Genova con concerto dal vivo e spettacolo di droni, la conferenza stampa conclusiva a Roma al Colosseo. Il ritorno della nave scuola della Marina Militare è diventato così una narrazione nazionale attorno al brand 'Italia'. Sempre con Ferrari, Ninetynine ha ricevuto i premi come Best B2B Event e Best Congress, Conference, Convention per il Ferrari Capital Markets Day 2025 & Technology & Innovation Workshop: tre giorni a Maranello in cui Ferrari ha svelato la propria visione sull'elettrificazione e presentato il nuovo telaio elettrico davanti a investitori, media e dipendenti. Luce, architettura e tecnologie avanzate hanno costruito una narrazione multisensoriale che ha tradotto in esperienza il legame tra innovazione, prestazioni e lusso. A completare il palmarès, il secondo e il terzo posto nella categoria Crossover Event, ancora con Ferrari Luce – World Premiere e con il Tour Mondiale di Nave Amerigo Vespucci 2023-2025.  
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‘Ti auguro stessa fine Mussolini’, donna indagata per post contro consigliera Fdi Perugia

(Adnkronos) – “Auguro a Margherita Scoccia di fare la stessa fine di Benito Mussolini”. Per questo post la procura di Terni ha indagato una donna di 53 anni ritenuta responsabile di aver scritto su Facebook il messaggio che viene definito dalla consigliera comunale di Perugia “carico di odio”. Tra le altre cose l’indagata ha definito "fascista" Margherita Scoccia, di Fratelli d’Italia, commentando un articolo in cui si parlava dei figli. La denuncia era stata presentata nell’aprile 2025 agli agenti della polizia postale. Gli agenti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica hanno identificato l’autrice del commento e trasmesso gli atti alla procura. La sede giudiziaria che si occupa del caso è quella di Terni in quanto, è spiegato negli atti giudiziari, “la competenza è determinata in base al luogo di residenza e dimora dell’indagata”. Nel corso delle indagini sono stati effettuati accertamenti telefonici e telematici mediante acquisizione dei file di log. A distanza di mesi la 53enne ternana ha ricevuto il decreto di citazione a giudizio attraverso il quale il pubblico ministero Camilla Coraggio le contesta il reato di diffamazione con l’ “aggravante della commissione del fatto con il mezzo di pubblicità della pubblicazione online e attribuendo alla persona offesa fatti determinati”. L’udienza è fissata per il 3 marzo 2027 davanti al giudice Simona Tordelli del tribunale di Terni. “Sui social network una donna mi ha augurato di fare la fine di Benito Mussolini – sono le parole di Margherita Scoccia – Parole come queste non hanno nulla a che vedere con il confronto politico, la libertà di espressione non può trasformarsi in odio. Preoccupa l’ipocrisia di chi invoca la democrazia e invece vorrebbe tappare per sempre la bocca a chi ha un pensiero diverso. La violenza, anche quella verbale, non è mai accettabile e non mi fermerò davanti alle minacce. Porto avanti con determinazione le mie battaglie politiche su sicurezza, giovani, legalità, rispetto delle istituzioni, contrasto alla violenza, difesa delle donne e contrasto al bullismo. Continuo a lavorare e non mi faccio intimidire. Chi usa i social network per minacciare, insultare, istigare alla violenza e diffamare non esprime opinioni ma commette gesti gravi che, come in questo caso, portano a responsabilità penali – prosegue Scoccia – Denuncio un clima che colpisce chi si espone e partecipa alla vita pubblica. La libertà di espressione è un valore – conclude l’esponente di FdI – non può diventare odio, intimidazione o violenza”. Margherita Scoccia, attraverso il suo avvocato Nicola Di Mario, si costituirà parte civile nel processo penale. 
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Bestemmia in strada, i vigili lo sentono: multa di 102 euro a Venezia

(Adnkronos) –
Bestemmia in strada, i vigili sentono. Risultato: multa da 102 euro. E' successo al Lido di Venezia e il protagonista è un giovane alla guida dello scooter. Secondo la ricostruzione della Tribuna di Treviso, il 22enne ha dovuto frenare in extremis per evitare di investire un pedone che aveva attraversato la strada prestando poca attenzione al traffico e alle norme del codice della strada. Il ragazzo, dopo aver evitato l'impatto, ha pronunciato esclamazioni colorite in un'escalation culminata con almeno una bestemmia. Gli agenti della polizia locale presenti sul posto hanno assistito alla scena e, ovviamente, hanno sentito tutto. E' scattato un controllo dei documenti ed è arrivata la multa, come previsto dall'articolo 724 del codice penale. L'episodio è rimbalzato sui social dalla pagina Facebook 'Venezia Non è Disneyland', alla quale il ventiduenne multato si è rivolto. Nel post viene riportato un passaggio del verbale: "La persona in presenza di più persone bestemmiava con parole oltraggiose le divinità venerate dalla religione di Stato".   L'articolo 724 del Codice penale d'altra parte è chiaro: "Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità [o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato] è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti". Bestemmiare non è più un reato dal 1999, con la depenalizzazione prevista dal decreto 507. Una bestemmia in pubblico è un illecito amministrativo punito con la sanzione pecuniaria da 51 a 309 euro che può essere comminata anche a chi insulta pubblicamente i defunti. Il tema, prima dell'episodio veneziano, è tornato alla ribalta dopo la pubblicazione del programma di Futuro Nazionale, il partito fondato e guidato da Roberto Vannacci.  Nel programma c'è un capitolo dedicato ai 'Valori non negoziabili'. A pagina 83, quindi, il riferimento esplicito all'"articolo 724 del Codice penale che "dovrà essere puntualmente applicato, con la verifica da parte delle Forze dell’Ordine e la segnalazione all’autorità giudiziaria". "La mancata sanzione, per assuefazione o buonismo ideologico, delle violazioni del Codice penale in materia morale grave rappresenta un fattore di disgregazione delle virtù e, inoltre, di mancati introiti per le casse dello Stato, il quale potrebbe destinare tali proventi al sociale e ad iniziative utili per lo sviluppo del Paese", si legge nella base ideologica e programmatica di FN. 
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Bologna Fiere, utile a 19,3 milioni, ricavi +4% a 200,8 milioni nel primo semestre

(Adnkronos) –  Nel primo semestre dell’esercizio il Gruppo BolognaFiere ha conseguito ricavi consolidati pari a 200,8 milioni di euro, in crescita del 4% rispetto al corrispondente periodo del 2025, pur in presenza di un calendario fieristico meno favorevole. La semestrale 2025 aveva infatti beneficiato dello svolgimento di importanti manifestazioni biennali, tra cui Zoomark International e Autopromotec, non presenti nel calendario 2026, rendendo il primo semestre 2026 di fatto omogeneo con il primo semestre 2024 per stagionalità fieristica. Il Consiglio di Amministrazione di BolognaFiere S.p.A., società quotata sul Segmento Professionale del mercato Euronext Growth Milan, organizzato e gestito da Borsa Italiana, ha approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2026, volontariamente sottoposta a revisione contabile limitata. La crescita è stata sostenuta in particolare dal comparto Allestimenti & Architecture, che ha raggiunto ricavi verso terzi pari a 76,8 milioni di euro, in aumento di 9,8 milioni rispetto al primo semestre 2025 (+14,6%). I ricavi dell’Organizzazione fieristica si sono attestati a 96,6 milioni di euro, rappresentando il 48% del totale, mentre la Gestione venue ha confermato un andamento sostanzialmente stabile, con ricavi pari a 27,4 milioni di euro.  La diversa composizione del portafoglio eventi e il maggiore contributo delle attività di allestimento, caratterizzate da una marginalità differente rispetto all’organizzazione fieristica, hanno inciso sui risultati operativi. L’Ebitda si è pertanto attestato a 40,0 milioni di euro, rispetto a 51,0 milioni del primo semestre 2025, mantenendo una significativa incidenza del 20% sui ricavi. L’Ebit è risultato pari a 28,1 milioni di euro, rispetto a 40,8 milioni nel medesimo semestre dell’anno precedente. Il risultato ante imposte si è attestato a 26,7 milioni di euro, mentre l’utile netto consolidato ha raggiunto 19,3 milioni di euro, a fronte rispettivamente di 37,6 milioni e di 25,9 milioni nel primo semestre 2025. I risultati 2026 mostrano un netto miglioramento se confrontati con il primo semestre 2024, ultimo periodo omogeneo in termini di calendario fieristico. Antonio Bruzzone, Amministratore Delegato del Gruppo BolognaFiere, ha sottolineato che “I risultati del semestre confermano la capacità del Gruppo di crescere facendo leva su un modello industriale sempre più integrato e diversificato. L’incremento dei ricavi e la forte crescita del comparto Allestimenti & architecture dimostrano la solidità del percorso intrapreso. Stiamo portando avanti contemporaneamente investimenti rilevanti sul quartiere fieristico di Bologna, a partire dalla nuova Unipol Hall, operazioni di crescita per linee esterne e un ulteriore rafforzamento della nostra presenza internazionale. L’obiettivo è continuare ad aumentare scala, competitività e capacità di generare valore, mantenendo al tempo stesso una rigorosa attenzione all’efficienza operativa e alla sostenibilità finanziaria”.  Per Gianpiero Calzolari, Presidente del Gruppo BolognaFiere: “Questi risultati ci consentono di guardare con fiducia alla prossima fase di sviluppo di BolognaFiere. Il nostro obiettivo è consolidare il ruolo del Gruppo come grande piattaforma internazionale capace di generare relazioni, opportunità di business e attrattività per il territorio. In questa prospettiva si inserisce anche la trasformazione del quartiere fieristico di Bologna, che con la nuova Unipol Hall amplia la propria vocazione aprendosi sempre di più, accanto alle fiere e ai congressi, ai grandi eventi sportivi e di entertainment. Stiamo costruendo un’infrastruttura e un’offerta capaci di competere con le principali venue europee e di rafforzare ulteriormente il posizionamento di Bologna come destinazione internazionale per eventi, imprese e persone”.    Nel semestre le società del Gruppo hanno partecipato all’organizzazione di oltre 50 eventi, più del 40% dei quali all’estero, consolidando la presenza di BolognaFiere sui principali mercati internazionali. La 57ª edizione di Cosmoprof Worldwide Bologna ha accolto oltre 255.000 operatori professionali provenienti da più di 150 paesi e oltre 3.100 aziende espositrici di quasi 70 nazioni, in rappresentanza di più di 10.000 brand. Risultati positivi sono stati registrati anche da Marca e Bologna Children’s Book Fair, che hanno ulteriormente rafforzato la propria leadership nei rispettivi mercati. Le strutture del Gruppo hanno ospitato circa 30 manifestazioni fieristiche organizzate da terzi, oltre a numerosi eventi di dimensione e carattere vario. Nel Palazzo della Cultura e dei Congressi e nelle strutture adiacenti si sono tenuti quasi 70 appuntamenti tra convegni, congressi e spettacoli, per circa 120 giornate complessive di occupazione. Tra gli eventi di maggiore richiamo figura il World Dog Show 2026, che ha registrato circa 14.000 iscrizioni e la presenza di oltre 400 razze canine, confermando la capacità del quartiere fieristico di Bologna di accogliere manifestazioni internazionali ad alta attrattività.  Il comparto ha registrato una significativa crescita sia in Italia sia sui mercati internazionali. Henoto, società di riferimento dell’ambito, ha allestito oltre 270.000 metri quadrati in occasione di più di 150 manifestazioni, raggiungendo un fatturato superiore a 65 milioni di euro nel semestre. Il Gruppo ha inoltre proseguito il percorso di integrazione ed efficientamento delle società del comparto, rafforzando parallelamente la diversificazione verso mostre, showroom, negozi, eventi di intrattenimento e progettazione di spazi e arredi. Nel semestre sono proseguiti i lavori per il nuovo padiglione polifunzionale del quartiere fieristico di Bologna. La struttura, sviluppata su circa 12.000 metri quadrati, avrà una capacità superiore a 10.000 posti e sarà caratterizzata da elevata modularità ed efficienza energetica. I lavori, iniziati a luglio 2025, termineranno entro l’autunno 2026. Il 29 giugno 2026 BolognaFiere ha inoltre sottoscritto con il Gruppo Unipol un accordo di title sponsorship di lungo periodo: la nuova struttura assumerà la denominazione “Unipol Hall” fino al dicembre 2036. Gli investimenti sostenuti per la nuova infrastruttura hanno determinato un incremento della posizione finanziaria netta monetaria, risultata pari a 80,4 milioni di euro al 30 giugno 2026, rispetto a 55,2 milioni al 31 dicembre 2025.    Nel periodo BolognaFiere ha anche sottoscritto un nuovo contratto di finanziamento per un importo massimo di 134,5 milioni di euro, articolato in tre linee e destinato alla riqualificazione di gran parte dell’indebitamento esistente, al finanziamento del nuovo padiglione e alla gestione dell’IVA connessa a quest’ultimo investimento. Nel primo semestre 2026 il Gruppo ha proseguito il percorso di razionalizzazione societaria e di crescita per linee esterne attraverso: la fusione per incorporazione di ModenaFiere in BolognaFiere; l’acquisizione del 51% di Ecod Extra, società organizzatrice dell’evento iMeat dedicato alla filiera delle carni; l’acquisizione del restante 49% di Henoto USA, che ha portato il Gruppo a detenerne il 100%; l’acquisizione del 70% di Beauty To Business Summit; l’acquisizione del restante 49% di Editrice Il Campo; la costituzione di Henoto Vietnam Corporation, finalizzata allo sviluppo dell’ambito Allestimenti e architecture nel Sud-Est asiatico; la riorganizzazione delle attività di Backspace all’interno di Henoto.  Nel primo semestre 2026 il Gruppo BolognaFiere ha confermato il proprio percorso di crescita, con risultati economici e finanziari positivi e un andamento delle attività in linea con gli obiettivi del Business plan. Pur in un contesto internazionale caratterizzato da persistenti incertezze geopolitiche e macroeconomiche, la diversificazione delle attività, la solidità del portafoglio fieristico e congressuale e l’attenzione all’efficienza operativa hanno sostenuto ricavi e generazione di cassa. Le prospettive per la restante parte dell’esercizio si mantengono positive, supportate dal calendario delle manifestazioni e dalle iniziative di sviluppo in corso. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di sottoporre all’Assemblea degli Azionisti, convocata per il 29 settembre 2026, un’operazione di rafforzamento patrimoniale articolata in: un aumento di capitale in denaro fino a un massimo di 20 milioni di euro, da offrire in opzione agli azionisti e, per l’eventuale quota inoptata, a terzi; un aumento di capitale mediante conferimento in natura fino a un massimo di 4 milioni di euro, riservato al Comune di Bologna. L’operazione è finalizzata a sostenere il programma di crescita del Gruppo e gli investimenti strategici destinati allo sviluppo e all’ampliamento delle attività. Il 1° agosto 2026 BolognaFiere e Bologna FC hanno inoltre presentato al Comune di Bologna una lettera di intenti per avviare le verifiche di fattibilità relative alla possibile realizzazione di un nuovo impianto sportivo polivalente in un’area di proprietà di BolognaFiere.   
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