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Caro energia, Marangoni: “Gas a 80 euro livello preoccupante, Governo agisca sulle accise”

(Adnkronos) – "Il caro energia preoccupa ma non deve allarmare. In altri momenti avremmo visto livelli decisamente più alti". Così Alessandro Marangoni ad Adnkronos spiega gli effetti dei nuovi rialzi dei prezzi del gas e del petrolio. "Nell’immediato, con margini di bilancio limitati – ha proseguito il Governo può intervenire sulle accise dei carburantima sul piano strutturale, invece, la priorità deve essere accelerare la transizione energetica per ridurre la dipendenza dall’estero e dai combustibili fossili". "Il nucleare è una soluzione di medio-lungo periodo – ha aggiunto – ma non una risposta all’emergenza attuale". 
Petrolio sopra i 100 dollari e gas europeo intorno ai 78. È una fiammata legata alla geopolitica o siamo all’inizio di una nuova fase?
 “Non c’è dubbio che i fattori geopolitici siano in questo momento particolarmente rilevanti. Lo vediamo nella volatilità dei prezzi e nell’andamento di petrolio e gas negli ultimi mesi, che ha seguito le notizie sulla possibilità che si aprissero o si chiudessero i rubinetti dal Golfo. Non credo però che siamo di fronte a un momento di svolta: probabilmente è un altro degli “up and down” che abbiamo già visto in questi mesi. E non dimentichiamo che, rispetto ai picchi straordinari della crisi petrolifera degli anni Settanta, siamo ancora su prezzi relativamente contenuti”. 
Qual è il livello dei prezzi che dovrebbe iniziare a preoccuparla?
 “Siamo vicini. Cento dollari al barile non sono pochi: storicamente l’economia europea riesce a sopportare livelli nell’ordine dei 70-80 dollari. Ma per l’Italia a preoccupare soprattutto è il gas, che sta viaggiando pericolosamente di nuovo verso gli 80 euro per megawattora. È un livello veramente preoccupante per le imprese”. 
Quanto è esposta l’Italia rispetto agli altri grandi Paesi europei?
 “L’esposizione italiana è significativa. Non tanto per il petrolio, perché, salvo qualche eccezione, gran parte dei Paesi europei dipende dalle importazioni, quanto ancora una volta per il gas. Alcuni Paesi europei dispongono di maggiori risorse, mentre noi dipendiamo fortemente dal gas sia per la competitività del sistema industriale sia per le bollette dei cittadini”. 
Quali sono i settori più a rischio in questo momento?
 “Sicuramente la generazione elettrica, che nel nostro Paese dipende pesantemente dal gas. Pensiamo che circa il 70% delle ore di mercato faccia prezzo sul gas, contro poco più della metà in altri Paesi come la Spagna. Al di là dei luoghi comuni, più che alle imprese energivore, che comunque dispongono di misure specifiche, penso soprattutto alle piccole e medie imprese che operano in settori non considerati energivori in senso stretto, ma nei quali il costo dell’energia ha comunque un peso rilevante. Non dimentichiamo, inoltre, che tutto questo incide pesantemente sul costo dei trasporti e quindi, a cascata, su tutti i settori e sui prezzi dei prodotti”. 
Con risorse pubbliche limitate, dove dovrebbe concentrarsi l’intervento del Governo: sulle bollette delle famiglie, sul sostegno alle imprese o sugli investimenti per ridurre strutturalmente il costo dell’energia?
 “Il Governo italiano, purtroppo, per ragioni di equilibrio di bilancio ha spazi di manovra molto limitati. Vista la situazione dei prezzi e il quadro del mercato della raffinazione, è giusto concentrarsi sulle accise dei carburanti, anche considerando che una parte delle risorse può essere recuperata attraverso l’Iva”. 
E sul piano strutturale quale dovrebbe essere la priorità?
 “Più in generale il Governo dovrebbe dedicare non soltanto risorse, ma anche sforzi normativi e politici ad accelerare la transizione energetica. È l’unica strada per ridurre strutturalmente la dipendenza energetica dall’estero e dai combustibili fossili”. 
Questa crisi può accelerare la transizione verso le rinnovabili oppure c’è il rischio che, nell’emergenza, tornino in primo piano gas, carbone e fonti tradizionali?
 “Credo sia fondamentale accelerare sulla transizione. Risorse come il carbone sono state correttamente mantenute come backup, ma come extrema ratio rispetto a eventuali situazioni di carenza. Oggi, però, il problema non è tanto il rischio di una mancanza degli approvvigionamenti quanto il rischio legato ai prezzi. Gas e petrolio non scarseggiano in senso stretto, ma i loro costi sono sempre più elevati. Quindi bisogna accelerare sulla transizione e, nell’immediato, prevedere alcune misure tampone, come quelle sui carburanti”. 
Quale ruolo potrebbe avere il nucleare?
 “Il nucleare, se la tecnologia si svilupperà nella direzione auspicata, può rappresentare una soluzione strutturale, ma di medio-lungo periodo. Si parla di arrivare a impianti di nuova generazione allo stadio commerciale tra una decina d’anni. Da qui ad allora potremmo anche essere tornati ad avere il petrolio a 20 dollari e il gas a 20 euro: non possiamo saperlo. Può quindi essere una soluzione tecnologica interessante, ma non una risposta all’emergenza attuale”.  
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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Lorena Isceri, folla ai funerali a Squinzano: “Qui per prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia”

(Adnkronos) – E' gremita la chiesa Maria Regina di Squinzano (Lecce) dove alle 17 di oggi sono cominciati i funerali di Lorena Isceri, la 45enne morta dopo essere stata lanciata da un viadotto dell'A1 all'altezza di Barberino del Mugello dall'ex fidanzato Federico Vella, 36 anni, che poi si è suicidato.  Presenti circa 40 sindaci, il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino. In rappresentanza della Regione Puglia interverrà il consigliere regionale Stefano Minerva. Fuori molti cittadini seguono la cerimonia attraverso un maxischermo. 'Siamo qui, siamo in tanti. Non soltanto perché conoscevamo Lorena, perché le volevamo bene perché siamo suoi amici, parenti, conoscenti. Siamo qui anche perché vorremmo se fosse possibile prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia'', ha detto il parroco don Vanni Bisconti, durante l'omelia per i funerali di Lorena Isceri. ''Vorremmo togliere almeno una parte di quella sofferenza a mamma a papà a suo fratello – ha aggiunto – Vorremmo potervi dire non siete soli. Questo dolore non dovete portarlo tutto da soli. Lo sappiamo nessun dolore e nessuna persona può togliere a un padre o una madre il dolore per la perdita di un figlio di una figlia. Nessuno può riempire questo vuoto che non possiamo stargli accanto. Possiamo piangere insieme. Possiamo pregare insieme. e facciamo almeno nostra un poco questa vostra immensa straziante sofferenza. Questo significa essere comunità''. E poi ancora: "Quello che è accaduto non possiamo liquidarlo semplicemente come il gesto di un folle. Certamente chi uccide si assume sempre una grande responsabilità. Ma noi tutti come società come adulti, come educatori, come genitori, come scuola, come pezzi di comunicazione di chiesa. Non possiamo far finta che intorno ai nostri ragazzi che poi diventano giovani e poi diventano uomini, non stiano circolando dei messaggi che mischiano tra loro amore e possesso, gioia e gelosia, passione, controllo, interesse, dipendenza e affetto e diventato un tutt'uno. A volte diciamo anche 'ma sono ragazzi' passerà'. E quando certi messaggi diventano mentalità possono indurre sofferenze devastanti".  Infine, ha concluso: ''Lorena, è difficile parlare di te al passato. Siamo ancora increduli. Tutte queste foto, queste immagini ci parlano di vita. Ti raffigurano viva in mezzo a noi. Quando una persona è giovane, quando ha ancora davanti a sé tanti progetti, tante possibilità, tanti giorni che davamo per scontati, la morte ci sembra ancora più assurda. Crediamo che la morte non è l'ultima parola, la nostra fede ci dice che tu Lorena non sei passata nel nulla, non sei scomparsa, non diventerai semplicemente un ricordo. Noi crediamo che la tua vita così tragicamente spezzata sulla terra è custodita da Dio. Crediamo che la morte non è la fine ma un passaggio, è l'ingresso nella vita eterna. Crediamo che colui che ha detto io sono la risurrezione e la vita oggi ti accoglie tra le sue braccia. E questa è una cosa straordinaria. La violenza può aver spezzato la tua vita terrena ma non può avere l'ultima parola sulla tua vita. L'ultima parola appartiene a Dio e la parola di Dio è vita''. "In questo momento il silenzio è il modo più giusto per esprimere cordoglio, affetto e vicinanza alla famiglia. Lorena è una ferita aperta che non si rimarginerà mai nei cuori della nostra comunità e di tutta Italia", ha detto il sindaco di Squinzano, Mario Pede, parlando con i giornalisti davanti alla chiesa 'Maria Regina'. La città, addobbata con nastri, lenzuoli e palloncini rossi, sta facendo sentire la sua vicinanza alla famiglia, il padre Franco Isceri, la mamma Antonietta Argentiero e il fratello Danilo. Oltre al lutto cittadino proclamato dal sindaco per la giornata di oggi, è stata prevista una fiaccolata per venerdì sera. Verranno anche illuminati di rosso due palazzi fino alla fine di settembre: Palazzo dell'Orologio e Palazzo Cleopazzo. "È stato un un momento in cui Squinzano – ha aggiunto Pede – si è vista unita nel dolore e lo testimoniano sia gli addobbi che i momenti di vicinanza organizzati in questi giorni per la famiglia e per Lorena e anche tantissimi volontari che io ringrazio non solo della Protezione civile, ma anche di associazioni e di semplici cittadini che si sono messi a disposizione anche per dare una mano in occasione del rito funebre, perché come potete immaginare per noi andare a gestire il flusso che si prevede non è semplice. Vedere che c'è tanta buona volontà e tanto affetto da parte di tantissimi nostri concittadini in qualche modo scalda il cuore in questo momento così drammatico". ''Negli ultimi giorni aveva paura. È stato tutto veloce, negli ultimi giorni di agosto, nell'ultimo mese, nelle ultime settimane. Non c'era prima un pericolo, che noi sappiamo. Se ci fosse stato questo pericolo, avremmo fatto tutto quello che avremmo potuto''. Così ai cronisti Francesca Pasimena, cugina di Lorena Isceri con cui era molto legata, giunta nella chiesa per l'ultimo saluto. ''È successo tutto negli ultimi giorni – ha aggiunto – non stiamo parlando di una persona che ha subito per mesi e per anni violenze, questo ve lo garantisco perché mia cugina la conosco bene, è una persona che pretende rispetto e te lo dice, quindi non stiamo parlando di una persona che cova e si chiude. Ricordiamola bene Lorena, per quello che è, non diamo notizie che non la rispecchiano''. 
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Inter, Martinez si scusa dopo l’errore con il Real Madrid: “Responsabilità mia, sbagliare aiuta a crescere”

(Adnkronos) – "Non c’e nessun percorso che non venga accompagnato di cadute e di errori, tanto nel calcio come nella vita. Riprendersi in un momento di difficoltà come quello di ieri ti costruisce una personalità forte, che serve per difendere questi colori". Josep Martinez, portiere dell'Inter, affida ai social le sue scuse per il brutto errore nella partita di Champions League contro il Real Madrid, costata ai nerazzurri il momentaneo 2-0 segnato da Valverde. "Mi prendo la responsabilità del mio errore nel secondo gol – ha spiegato l'estremo difensore spagnolo – non possiamo concedere due gol in quel modo quando affronti una squadra come il Real Madrid che non perdona gli errori. Siamo tutti dispiaciuti, credo che la squadra ieri abbia fatto una grande prestazione e meritava portare qualcosa di positivo a Milano". Dopo il ko contro i Blancos per 2-1, Martinez ha concluso: "Si impara, si cresce, si cerca di migliorare e si guarda in avanti. Ma sempre insieme e uniti. Forza inter".  
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11 settembre, dai documenti sull’aria tossica ai dati dei vigili del fuoco: l’impatto sulla salute 25 anni dopo

(Adnkronos) – A 25 anni esatti dagli attentati dell'11 settembre 2001, che provocarono il crollo delle Torri Gemelle e migliaia di vittime lasciando la città di New York e il mondo intero sotto shock, uno dei temi che stanno facendo più discutere alla vigilia delle celebrazioni riguarda le gravi conseguenze sulla salute della popolazione e degli operatori che furono in prima linea nei soccorsi. Un doloroso capitolo che ha aggiunto negli anni un ulteriore carico al tributo pagato dalla Grande Mela. Le immagini del giorno degli attentati sono un efficace promemoria: diversi video immortalarono l'impressionante nube di polveri e detriti provocata dai crolli al World Trade Center che investì letteralmente l'area di Lower Manhattan. Cosa resta dell'inferno di Ground Zero lo documentano per esempio i report su 25 anni di monitoraggio medico, trattamento e ricerca, condotti nell'ambito del Programma sanitario dei vigili del fuoco di New York per inquadrare gli effetti a lungo termine sulla salute degli operatori a seguito degli eventi dell'11 settembre e delle operazioni di soccorso e recupero in quel che restava del World Trade Center.  Ma punta ad andare ancora più a fondo l''operazione verità' lanciata dal sindaco di Nyc, Zohran Kwane Mamdani, che ha varato un portale online nel quale sono state rilasciate oltre 170mila pagine di documenti (e gradualmente ne verranno aggiunte altre). Secondo quanto riferito dalle autorità cittadine – riporta la 'Cnn' – i documenti, finora mai resi noti, facevano parte di un insieme di 68 scatole custodite in un ufficio del governo cittadino, scoperte lo scorso anno. "Per anni, i newyorkesi hanno chiesto di poter accedere ai documenti della città riguardanti le conseguenze a lungo termine sulla salute causate dai terribili attacchi dell'11 settembre. Per anni, le loro richieste sono state negate e ignorate. Tutto questo finisce oggi", ha annunciato Mamdani via X. "Questi documenti dimostrano ciò che le famiglie e i soccorritori sanno da tempo: l'amministrazione comunale era a conoscenza della pericolosità delle condizioni intorno a Ground Zero, eppure ha mentito ai newyorkesi", ha attaccato il sindaco. "Sono morte più persone a causa di malattie correlate all'11 settembre di quante ne siano state uccise il giorno stesso. Mentre celebriamo il 25esimo anniversario, il nostro impegno a non dimenticare mai non vacillerà". Dai documenti, secondo i media Usa, traspare che i funzionari della Grande Mela rassicurarono i residenti e i soccorritori sulla sicurezza dell'aria, nonostante le contraddizioni emerse dai loro stessi dati interni.  
Negli anni successivi – si legge nell'introduzione al portale che raccoglie le carte – migliaia di altre persone si sono ammalate gravemente, spesso mortalmente, a causa di tossine e detriti, sebbene la vera portata dell'impatto degli attacchi non sia ancora stata pienamente compresa". Nelle pieghe dei documenti si nascondono evidenze dei rischi a cui tanti residenti potrebbero essere stati esposti. Gli scambi di comunicazioni fra soggetti diversi sembrano suggerire che i funzionari possano aver tratto in inganno il pubblico nascondendo informazioni sui livelli pericolosi di amianto nell'aria, insabbiando una grave contaminazione da piombo presso la sede del Dipartimento dei Trasporti e scoraggiando l'uso di respiratori tra i soccorritori, si legge sulla Cnn. In alcuni passaggi si citano i "gravi e persistenti problemi di salute" sviluppati da molti residenti e lavoratori, tra cui epistassi croniche, eruzioni cutanee, mal di testa, asma di recente insorgenza e tosse, a causa dell'inalazione di "polvere altamente alcalina e caustica". Si sarebbe dunque minimizzato l'impatto delle polveri. E nella carte resta traccia anche di una ricerca di scienziati dell'University of California Davis, secondo cui l'aria conteneva "concentrazioni allarmanti" di particolato ultrafine in grado di penetrare e "depositarsi in profondità nei polmoni". Secondo il Memoriale dell'11 settembre, su almeno 140mila persone provenienti da tutti i 50 stati Usa iscritte al Programma sanitario del World Trade Center, a 49mila è stato diagnosticato un tumore certificato come correlato al Wtc. Sempre su questo fronte, ci sono i dati sui vigili del fuoco che operarono a Ground Zero, per i quali uno studio mostrò tassi elevati di cancro.  Nel report sull'impatto sanitario a 25 anni dai fatti tragici del World Trade Center, diffuso nei giorni scorsi da Mamdani e dal commissario del Dipartimento dei Vigili del fuoco di New York (Fdny) Lillian Bonsignore, e prodotto dal Fdny World Trade Center Health Program (Wtchp), si illustrano i dati del monitoraggio su vigili del fuoco, paramedici, ufficiali, civili, pensionati e altri membri del Fdny intervenuti al World Trade Center e partecipanti alle operazioni di soccorso e recupero. I risultati – si spiega in una nota – sottolineano l'importanza di un monitoraggio sanitario precoce e continuo, unitamente a un'assistenza integrata per le condizioni di salute mentale e fisica correlate all'esposizione.  
Cosa dice il report sulle conseguenze a lungo termine di quel disastro? Segnala ad esempio che 10.562 membri del programma hanno la certificazione di almeno una patologia fisica, tra cui malattie delle basse vie respiratorie, malattie delle alte vie respiratorie e malattia da reflusso gastroesofageo; che 4.496 membri sono certificati per almeno una problematica di salute mentale. Anche se il numero di persone che segnala sintomi di disturbo da stress post-traumatico (Ptsd) e depressione è diminuito rispetto al periodo immediatamente successivo all'11 settembre. Attualmente 4.257 membri sono in possesso della certificazione per cancro. Il tumore più comune tra i membri del programma sanitario dei vigili del fuoco è il carcinoma cutaneo non melanoma, seguito dal cancro alla prostata. Il valore del programma messo in campo per gli operatori coinvolti nelle operazioni post attentati, per gli autori, è testimoniato dai dati: l'86% dei soccorritori del World Trade Center a cui è stato diagnosticato un cancro è ancora in vita 5 anni dopo la diagnosi, rispetto al 63% dei residenti dello Stato di New York che non sono stati esposti al World Trade Center e a cui è stato diagnosticato lo stesso tipo di cancro. Oltre l'84% dei soccorritori iscritti partecipa ancora al programma Fdny Wtchp. Le informazioni raccolte attraverso questa iniziativa, spiegano i promotori, sono state fondamentali per dimostrare la necessità di un sostegno federale continuo. La ricerca ha contribuito a fornire informazioni utili al Congresso quando ha autorizzato il James Zadroga 9/11 Health and Compensation Act nel 2010, e ancora quando ha riautorizzato il programma nel 2015 e ha stanziato i fondi necessari nel 2026 per garantire che il Wtchp possa continuare a prendersi cura dei soccorritori e dei sopravvissuti per il resto della vita. "Questo rapporto ci ricorda un debito che New York non potrà mai ripagare completamente. Venticinque anni fa, i membri del Fdny si sono precipitati verso il pericolo nel giorno più buio della nostra città e sono tornati a Ground Zero giorno dopo giorno per aiutare la nostra città a riprendersi – ha ricordato il sindaco Mamdani – Oggi più di 10mila membri del Fdny convivono con una malattia correlata all'11 settembre. Il nostro obbligo nei loro confronti e nei confronti delle loro famiglie non è terminato con lo spegnimento degli incendi o la rimozione delle macerie. Dobbiamo rimanere saldi nell'assicurarci che ogni persona che ha risposto alla chiamata riceva le cure e il sostegno che merita". Ognuno di questi operatori "e ogni newyorkese che si trovava a Lower Manhattan l'11 settembre 2001 e nelle settimane successive, ricorda la polvere e i detriti che circondavano il sito del World Trade Center", ha aggiunto Bonsignore. "Quando al Fdny diciamo che non dimentichiamo, lo intendiamo sul serio, e questo vale soprattutto per i nostri membri che si sono ammalati. Venticinque anni dopo, continuiamo a vedere e sentire gli effetti duraturi di quel giorno sulla salute, e sappiamo che la ricerca condotta continua ad aiutarci a comprendere meglio queste malattie e a salvare vite umane".   
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‘La legge di Lidia Poët’ si sposta su Rai3, quando vanno in onda gli ultimi episodi

(Adnkronos) –
'La legge di Lidia Poët' si sposta da Rai1 a Rai3, dopo i risultati d'ascolto della messa in onda dei primi quattro episodi, ritenuti non in linea con gli obiettivi della rete ammiraglia. Stasera, pertanto, su Rai1 non andranno in onda gli ultimi due episodi della prima stagione della serie. Al loro posto verrà trasmesso il film 'Il sesso degli angeli'.  Gli ultimi due episodi della serie (la cui prima stagione era già stata pubblicata in streaming su Netflix dal 2023) sono stati riprogrammati – apprende l'Adnkronos – per venerdì 11 settembre in prima serata su Rai3.  La messa in onda su Rai1 dei primi quattro episodi della serie, che segue le vicende della prima donna ad esercitare la professione di avvocato nella Torino a cavallo tra fine '800 e inizi '900, era stata accolta da risultati d'ascolto non esaltanti: ieri la media dei due episodi trasmessi da Rai1 era stata di 1.508.000 spettatori con il 9.9% di share. I primi due episodi, trasmessi da Rai1 il primo settembre, erano stati seguiti da 1.549.000 spettatori con l'11.2% di share.  La serie, diretta da Matteo Rovere, è costituita da altre due stagioni da 6 episodi, andate online su Netflix, rispettivamente dall'ottobre 2024 e dall'aprile 2026. Ma non ancora trasmesse in chiaro.  
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È morta Lucia Sisic, è stata Miss Austria nel 2024: aveva 22 anni

(Adnkronos) –
È morta a soli 22 anni Lucia Sisic, Miss Austria 2024. La causa esatta della morte, al momento, non è stata resa pubblica ma la giovane ha lottato per anni contro una patologia cardiaca congenita. A rendere pubblica la notizia è stata Mission Austria, l’organizzazione che gestisce i concorsi di Miss e Mister Austria, con un messaggio pubblicato sui social. "È con grande shock e profondo dolore che abbiamo appreso della scomparsa della nostra Miss Austria 2024, Lucia Sisic", si legge.   Sisic oltre ad essere stata incoronata ‘Miss Austria 2024’, conservava ancora il titolo di bellezza perché non è mai stata organizzata una nuova edizione del concorso. La giovane aveva raccontato pubblicamente della sua malattia cardiaca. Già poco dopo la sua nascita era stata sottoposta a un intervento chirurgico e questo ha influenzato di molto la sua infanzia: "È stata semplicemente diversa, ma mi ha anche resa forte", aveva raccontato Sisic ad un quotidiano austriaco. 
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Oasis a Roma nel 2027, ecco l’indizio: spunta il video con Trastevere e la Vespa

(Adnkronos) –
Gli Oasis hanno scelto una vespa e i vicoli di Trastevere per confermare che Roma sarà tra le tappe del loro tour 2027. I fan italiani tirano un ulteriore sospiro di sollievo, anche se per le date e le modalità di acquisto dei biglietti bisognerà attendere ancora. La stampa inglese e i fanclub da giorni assicurano che gli Oasis si esibiranno in Italia nel 2027 con due concerti allo Stadio Olimpico di Roma, il 24 e il 25 luglio. Le date compaiono nei calendari provvisori circolati negli ultimi giorni. Ora il video, dove appare una vespa che all'imbrunire percorre un vicolo del centro di Roma con a bordo due ragazze, rassicura ulteriormente sulla tappa romana ma non interrompe l'attesa per i dettagli.  La prima conferma del tour 2027 era arrivata direttamente da Noel Gallagher, che il 2 settembre, ospite di 'talkSport Drive', aveva lasciato intendere che la band tornerà ad esibirsi live il prossimo anno: "Non ci sono tornei di calcio l’anno prossimo, quindi dobbiamo pur fare qualcosa in estate, no?!". L'altra conferma era arrivata tre giorni dopo, il 5 settembre, da Liam Gallagher, sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, dove i due fratelli del rock hanno presentato il documentario ‘Oasis: Don’t Look Back in Anger’, accolti da una folla oceanica di fan. Il frontman della band, alla richiesta dell'Adnkronos sulla presenza di Roma nel calendario del tour 2027, aveva risposto: "Sì".  
Dopo Venezia, ad aggiungere appeal al countdown, si sono aggiunti appunto alcuni video allusivi pubblicati sui social dagli Oasis, che contengono riferimenti alle città coinvolte. Quello su Roma è il settimo. Il primo, ambientato in un fish and chips con il video di 'Little By Little' in sottofondo, ha fatto pensare a Glasgow, nello specifico a Celtic Park. Il secondo, a tema calcistico, ha alimentato le voci su un ritorno a Manchester, all’Etihad Stadium. Quindi sono arrivati i video con gli indizi su Monaco, Barcellona e Amsterdam. Ieri, poi, era arrivato il sesto, riferito a Parigi, dove gli Oasis dovrebbero suonare, secondo i rumors, allo Stade de France il 3 e 4 luglio. E il tabloid inglese ha letto nell'atteggiamento indispettito del protagonista, che morde una prugna davanti a un banco di frutta e poi la getta con rabbia e sputa il nocciolo, un chiaro riferimento alla lite che il 28 agosto 2009 mise fine alla band, avvenuta proprio alle porte della capitale francese. Quella sera, a sole tre date dalla conclusione del tour mondiale di 'Dig Out Your Soul', Noel Gallagher abbandonò il palco del festival Rock en Seine a pochi minuti dall'inizio del concerto e annunciò il suo addio, decretando di fatto lo scioglimento della band. Che solo nel 2024 si è ricostituita per tornare sul palco nel 2025 con la tournée trionfale che è raccontata anche nel film documentario presentato a Venezia.  Secondo quanto riportato dalla stampa inglese, il calendario provvisorio prevederebbe: una serie di date a Glasgow tra il 22 e il 29 maggio; un lungo blocco di concerti a Manchester tra il 4 e il 27 giugno; e infine le sei serate di Knebworth tra il 4 e il 19 settembre. Quanto alle tappe internazionali, la tournée prevederebbe diversi concerti in Europa. In Francia, gli Oasis dovrebbero suonare allo Stade de France il 3 e 4 luglio; in Germania, all’Allianz Arena di Monaco il 10 e 11 luglio; e, appunto, in Italia allo Stadio Olimpico di Roma il 24 e 25 luglio. L’Irlanda sarebbe coinvolta con una serie di concerti a Slane Castle tra il 6 e il 14 agosto. Altri appuntamenti, ancora senza date 'spoilerate', riguarderebbero Amsterdam, Barcellona, Las Vegas e Boston. 
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Alimentazione, Programma Academy: istituzioni e pediatri fanno squadra per nutrizione dei bimbi

(Adnkronos) – “È importante fare sinergia. Per noi una realtà come Plasmon è una realtà d'eccellenza”, sia dal punto di vista industriale, perché a Latina “impiega oltre 300 dipendenti, quindi 300 famiglie della nostra città, sia perché è stata un avamposto rispetto a uno sviluppo industriale che Latina ha avuto soprattutto nel settore farmaceutico. Quindi una realtà che si consolida”. Così Annalisa Muzio, assessore all’Urbanistica del comune di Latina intervenendo al Programma Academy, evento di formazione promosso in partnership con le scuole di specializzazione in pediatria, le società scientifiche, le istituzioni e Plasmon, che ha riunito 150 pediatri in formazione, a Sabaudia. “Siamo orgogliosi e felici del fatto che ritorni a marchio italiano – aggiunge – È un fiore all'occhiello per il nostro territorio. Svilupperemo delle sinergie importanti: possiamo infatti mettere a sistema tutto quello che riguarda l'attività produttiva, ma soprattutto sviluppare dei progetti per far ripartire al 100% l'utilizzo dei tanti prodotti realizzati da Plasmon. L'amministrazione è a disposizione per ripartire insieme per questa nuova sfida”. “La nutrizione è un patrimonio”, sottolinea Gianluigi Marseglia, professore di Pediatria università degli studi di Pavia e presidente Siaip-Società italiana di immunologia e allergologia pediatrica, coordinatore del Programma Academy. Si tratta di “un progetto di carattere accademico che vede al centro la nutrizione come terapia: se nutriamo bene i nostri bambini dalla nascita durante tutta la crescita, questi saranno degli adulti sani, nel futuro. Questa iniziativa ha un titolo che è Academy, cioè un progetto di carattere accademico. Accademia vuol dire formazione, vuol dire insegnamento, vuol dire apprendimento, vuol dire condivisione di sapere. E questo è lo spirito del progetto:è trasferire ai giovani pediatri, quelli che saranno i pediatri del nostro futuro, di svolgere la loro professione al meglio. A questo evento – evidenzia – è rappresentata tutta la pediatria italiana: la Società italiana di pediatria, la Società italiana di neonatologia, la Società di nutrizione pediatrica, la Società di immunologia allergologia pediatrica, la Federazione italiana dei medici pediatri, che sono l'asse portante della pediatria nazionale, perché si capillarizza su tutto il territorio nazionale e gestisce il bambino dalla nascita fino all'adolescenza. C'è un'altra sigla che vorrei evidenziare: l'Osservatorio nazionale specializzandi in pediatria, che riunisce tutti i medici che fanno la scuola nelle diverse università italiane di pediatria, cioè quelli che diventeranno veramente i pediatri”.  All'interno del gruppo italiano NewPrinces, “Plasmon rappresenta un polo di eccellenza: è l'unico polo italiano per la produzione di nutrizione per l'infanzia – afferma Angelo Mastrolia, presidente esecutivo del gruppo NewPrinces e presidente di Plasmon – Noi oggi stiamo investendo su un grande progetto di rilancio della filiera, in particolare valorizzando tutte le filiere del latte, quelle più pregiate, per portare sulla tavola degli italiani e soprattutto dare un prodotto di eccellenza che non è possibile replicare con altre soluzioni. Noi con le istituzioni sicuramente ci confrontiamo – precisa – Per noi è fondamentale trasmettere alle istituzioni il grande valore che l'intero gruppo NewPrinces rappresenta oggi in Italia con più di 17 stabilimenti e oltre 13mila persone: possiamo e vogliamo fare molto”. 
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Alimentazione: NewPrinces, ‘Plasmon punta su filiera italiana, ricerca e dieta mediterranea’

(Adnkronos) – Promuovere un modello di alimentazione per l’infanzia ispirato ai principi della dieta mediterranea. Così Plasmon, storico marchio italiano dell’alimentazione per l’infanzia e oggi parte del Gruppo italiano NewPrinces, rinnova il proprio impegno a sostegno della filiera agroalimentare italiana e rafforza il dialogo con il mondo scientifico, oggi a Sabaudia, nel corso del workshop istituzionale ‘La politica del fare a tutela del bambino’, dove l’azienda ha confermato il proprio impegno a valorizzare il sistema agroalimentare italiano attraverso la produzione nel Paese e il sostegno alle filiere nazionali, contribuendo così a sostenere occupazione, competenze industriali e sviluppo dei territori. L’incontro – informa una nota – ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo agroalimentare e industriale, della pediatria, della ricerca e della società civile. Al centro del confronto, il valore della filiera italiana e il suo contributo concreto alla salute e al futuro delle nuove generazioni. La collaborazione con la comunità scientifica consente di affrontare i temi dell’alimentazione infantile sulla base di competenze qualificate e di promuovere una maggiore consapevolezza sul ruolo della dieta mediterranea nei primi anni di vita. Una visione che parte dall’Italia e che guarda, con ambizione, ai mercati internazionali.  “Gli stabilimenti di Latina e Ozzano Taro (Pr) – riferisce l’azienda – costituiscono un hub industriale integrato d’eccellenza che impiega oltre 600 persone e riunisce competenze uniche nella nutrizione infantile e specializzata. Qui vengono prodotti biscotti – circa 1,8 miliardi all’anno – omogeneizzati e pouch, nonché latte liquido e in polvere per l’infanzia. Un patrimonio industriale che contribuisce a sostenere occupazione, knowhow e filiere agroalimentari italiane, garantendo elevati standard di qualità, sicurezza e tracciabilità. Plasmon rafforza il proprio impegno verso la filiera agroalimentare nazionale, privilegiando materie prime italiane selezionate nelle aree più vocate per ciascuna produzione. Oggi cereali, frutta – ad eccezione delle varietà che richiedono condizioni geografiche specifiche – e, a breve, anche il latte utilizzati nei prodotti dell’azienda, provengono da filiere italiane. Ad esempio, l’iconico Biscotto Plasmon utilizza farine ottenute da cereali 100% italiani, a conferma del legame storico dell’azienda con il territorio e con le famiglie italiane”.  Il modello produttivo Plasmon si fonda su controlli rigorosi lungo l’intera filiera, con particolare attenzione alla tracciabilità delle materie prime, dal campo o dall’allevamento fino al prodotto finito. “Da 45 anni l’azienda adotta Oasi nella Crescita® – continua la nota – un protocollo interno che garantisce tracciabilità completa, selezione delle migliori materie prime nelle aree più vocate e coinvolgimento di fornitori qualificati, assicurando standard elevati di qualità e sicurezza”. “Il ritorno di Plasmon in Italia costituisce un’importante operazione industriale, ma anche una precisa scelta di valorizzazione della filiera italiana – afferma Angelo Mastrolia, presidente di NewPrinces – La giornata di oggi rappresenta concretamente il nostro desiderio di riunire istituzioni, scienza, filiera e associazioni attorno a un obiettivo comune: la tutela del bambino. Vogliamo sostenere il valore delle produzioni nazionali e il patrimonio di competenze che le rende possibili con l'aspirazione di allargare i benefici della dieta mediterranea all'infanzia e di esportarli, domani, anche fuori dall'Italia”.  Il ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida sottolinea: "Il ritorno della proprietà di Plasmon in Italia ci inorgoglisce perché conferma una tendenza positiva: molte aziende stanno tornando a investire affermando la qualità italiana nelle filiere. Parliamo di un marchio che ha accompagnato la crescita di generazioni di bambini e che oggi può continuare a investire su qualità, innovazione. Il Governo Meloni è impegnato a sostenere le imprese che creano valore, rafforzano le filiere produttive italiane e promuovono una corretta educazione alimentare fin dall'infanzia".    “La scelta di Plasmon di rafforzare il legame con la filiera agricola italiana – evidenzia Ettore Prandini, Presidente nazionale di Coldiretti – rappresenta un segnale importante perché unisce qualità delle produzioni, sicurezza alimentare e tutela della salute delle nuove generazioni. Come Coldiretti sosteniamo da tempo che la prevenzione comincia dal cibo e che proprio nei primi anni di vita si costruisce il rapporto che accompagnerà i bambini con l’alimentazione e con la salute. Per questo servono materie prime italiane, tracciabili e garantite, una sempre maggiore trasparenza sull’origine e un modello alimentare fondato sui principi della dieta mediterranea. Mettere insieme agricoltori, industria, pediatri e ricerca scientifica – aggiunge – significa costruire una filiera che non guarda soltanto al prodotto, ma alla persona. È questa la direzione che dobbiamo seguire: valorizzare il lavoro dei nostri agricoltori e, nello stesso tempo, garantire alle famiglie il diritto di scegliere per i propri figli un cibo buono, sicuro e di qualità” Il workshop istituzionale – conclude la nota – si è svolto al termine di un importante appuntamento scientifico: un corso avanzato sulla nutrizione, dedicato ai giovani pediatri in formazione e al loro ruolo di guida delle famiglie verso corrette abitudini alimentari. Il corso ha coinvolto importanti Scuole di specializzazione in pediatria italiane, oltre alle principali società scientifiche del settore: Sip (Società italiana di pediatria), Sin (Società italiana di neonatologia), Fimp (Federazione italiana medici pediatri), Siaip (Società italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica), Sinupe (Società italiana di nutrizione pediatrica), Sipps (Società italiana di pediatria preventiva e sociale) e Onsp (Osservatorio nazionale specializzandi pediatria). Coordinatori del percorso formativo e protagonisti della tavola rotonda conclusiva dell'evento istituzionale sono stati Massimo Agosti, professore dell’Università degli Studi dell'Insubria, Giovanni Corsello, dell’Università degli Studi di Palermo, Gian Luigi Marseglia, dell’Università degli Studi di Pavia, Fabio Mosca e Gian Vincenzo Zuccotti dell’Università degli Studi di Milano. 
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Ondata di maltempo sull’Italia: allerta meteo arancione e gialla per temporali giovedì 10 settembre

(Adnkronos) – Entra nel vivo l'ondata di
maltempo che già nelle scorse ore è arrivata sull'Italia. Anche per domani, giovedì 10 settembre, la Protezione civile ha diramato un avviso di allerta meteo arancione (moderata criticità) e gialla (ordinaria criticità) per rischio temporali su gran parte delle regioni centro-settentrionali.  Stando a quanto emerge dall'ultimo bollettino pubblicato sul sito ufficiale del Dipartimento, per domani, 10 settembre, è stata diramata allerta meteo arancione per temporali su Emilia Romagna (Costa romagnola, Alta collina romagnola, Costa ferrarese, Pianura bolognese, Pianura ferrarese, Bassa collina e pianura romagnola, Montagna emiliana centrale, Collina emiliana centrale, Montagna romagnola, Collina bolognese, Montagna bolognese), Marche (Marc-2, Marc-1, Marc-3), Toscana (Bisenzio e Ombrone Pt, Ombrone Gr-Costa, Serchio-Garfagnana-Lima, Ombrone Gr-Medio, Serchio-Costa, Ombrone Gr-Alto, Isole, Fiora e Albegna-Costa e Giglio, Fiora e Albegna, Etruria, Valdichiana, Valdelsa-Valdera, Valdarno Inf., Arno-Casentino, Arno-Valdarno Sup., Arno-Firenze, Arno-Costa, Etruria-Costa Nord, Etruria-Costa Sud, Lunigiana, Mugello-Val di Sieve, Reno, Romagna-Toscana, Serchio-Lucca, Valtiberina, Versilia), Veneto (Pianura centro meridionale e Bassa padovana – Bacini Fratta-Gorzone, Adige, Scolante in Laguna, Colli Euganei e Colli Berici – Bacini Bacchiglione Fratta-Gorzone, Costa centro meridionale – Bacini Brenta Bacchiglione, Fratta-Gorzone, Adige, Scolante in Laguna, Costa meridionale e Delta Po – Bacini Fissero Tartaro Canalbianco, Po, Adige, Pianura centro meridionale – Bacini Bacchiglione Fratta-Gorzone, Adige, Scolante in Laguna, Fissero Tartaro Canalbianco, Pianura centro-orientale – Bacini del Piave, Sile, Scolante in Laguna, Pianura tra Livenza e Piave, Pianura polesana centrale – Bacini Fissero Tartaro Canalbianco,Po, Adige, Costa centro-orientale – Bacini del Piave, Sile, Scolante in Laguna, Pianura tra Livenza e Piave, Costa orientale Bacini Livenza, Lemene, Tagliamento, Pianura tra Livenza e Piave, Pianura orientale – Bacini Livenza, Lemene, Pianura tra Livenza e Piave, Pianura centrale – Bacini Brenta Bacchiglione, Muson, Scolante in Laguna, Polesine occidentale, Bassa Veronese e Valli Grandi Veronesi – Bacini Fissero Tartaro Canalbianco, Po, Adige). Per molti di questi settori è stata dichiarata anche allerta per rischio idrogeologico.  Per quanto riguarda l'allerta gialla per temporali, le regioni interessate sono le seguenti: Emilia Romagna (Montagna piacentino-parmense, Bassa collina piacentino-parmense, Pianura reggiana di Po, Pianura piacentino-parmense, Pianura reggiana, Pianura modenese, Alta collina piacentino-parmense), Friuli Venezia Giulia (Bacino dell'Isonzo e Pianura di Udine e Gorizia, Bacino di Levante / Carso, Bacino del Livenza e del Lemene), Lazio (Bacino Medio Tevere, Bacino del Liri, Bacini Costieri Sud, Aniene, Bacini di Roma, Appennino di Rieti, Bacini Costieri Nord), Liguria (Bacini Liguri Marittimi di Centro, Bacini Liguri Marittimi di Levante, Bacini Liguri Padani di Ponente, Bacini Liguri Padani di Levante), Lombardia (Bassa pianura occidentale, Bassa pianura centro-occidentale, Bassa pianura centro-orientale, Bassa pianura orientale, Lario e Prealpi occidentali, Orobie bergamasche, Laghi e Prealpi Varesine, Appennino pavese, Laghi e Prealpi orientali, Nodo Idraulico di Milano, Pianura centrale, Alta pianura orientale), Marche (Marc-6, Marc-4, Marc-5), Sardegna (Bacini Montevecchio – Pischilappiu, Logudoro, Bacino del Tirso), Umbria (Medio Tevere, Chiascio – Topino, Alto Tevere, Trasimeno – Nestore, Nera – Corno, Chiani – Paglia), e Veneto (Alta pianura trevigiana occidentale – Bacini Piave, Sile, Scolante in Laguna, Prealpi trevigiane – Bacino Livenza, Prealpi bellunesi Valbelluna/Feltrino – Bacino Piave, Alta pianura trevigiana orientale – Bacino Livenza, Feltrino – Bacino Cismon, Prealpi trevigiane – Bacino Piave, Lessinia meridionale e alta pianura veronese – Bacino Adige, Alpago Cansiglio – Bacino Piave, Prealpi orientali, Baldo e Lessinia settentrionale – Bacino Adige, Pedemontana e alta pianura centrale – Bacini Brenta Bacchiglione Agno-Guà Alpone, Prealpi vicentine Altopiano dei Sette Comuni – Bacini Brenta Bacchiglione Agno).  Il vortice di bassa pressione in passaggio sul'Italia sta provocando oltre al maltempo anche un sensibile calo termico soprattutto sul Nord Italia. Secondo le previsioni de IlMeteo.it, domani 10 settembre nello specifico il tempo sarà molto instabile soprattutto al Nordest, in Lombardia, Liguria e sulle regioni del Centro: sono attesi frequenti acquazzoni e temporali e non è da escludere qualche episodio di grandine. Soleggiato al Sud. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)