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Cronaca

Roma. Due rapine in cinque giorni nel negozio Acqua & Sapone

Due rapine fotocopia : la prima lo scorso giovedì e la

seconda martedì. Due colpi a distanza di cinque giorni messi

a segno nello stesso esercizio commerciale.

Nel mirino di un bandito solitario Acqua & Sapone, negozio

di casalinghi e prodotti per la casa di Collefiorito di Guidonia,

in provincia di Roma.

IL MALVIVENTE ARMATO DI PISTOLA IN FUGA CON L’INCASSO

La rapina è stata messa a segno poco dopo le 18:00 del 24 gennaio all’interno dell’esercizio commerciale che si trova in via dei Mughetti. Come lo scorso 19 gennaio il malvivente, volto travisato da una mascherina chirurgica, ha minacciato i cassieri con una pistola.

Preso il denaro contenuto nelle casse – con la somma ancora in via di quantificazione – si è poi dato alla fuga.

Chiamato il 112 sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di polizia di Tivoli. Ascoltati i testimoni non si esclude che il

rapinatore possa essere lo stesso uomo che aveva ‘visitato’ lo stesso Acqua & Sapone la scorsa settimana. 

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Roma. Presa la banda dei moldavi: quattro arresti della Guardia di Finanza

Tra gli usurati erano conosciuti come la gang dei moldavi. Prestavano soldi con interessi che arrivavano fino al 240%.

In caso di insolvenze, il recupero crediti era affidato ad un pugile

che non esitava a organizzare spedizioni punitive e violenti pestaggi.

LE VITTIME PESTATE SE NON PAGAVANO

Quattro gli arresti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria

della Guardia di finanza, che hanno indagato su dieci episodi di estorsioni legati all’usura dove imprenditori e persone in difficoltà

per la crisi si erano rivolti ai moldavi per ottenere liquidità.

Il quartier generale, del gruppo di usurai, con a capo i fratelli Vitalie

e Pavel Revenco di 43 e 39 anni, entrambi moldavi, era la palestra di pugilato A.S.D. Boxing di Fiumicino, dove il 46enne Davide Moruzzi, titolare dell’associazione sportiva, fungeva da mediatore di prestiti a strozzo e da addetto al recupero crediti, in quanto pugile e persona molto temuta.

Un altro picchiatore ed estorsore, che procacciava anche clienti, era il 36enne Ionut Ene, cittadino romeno, di professione buttafuori.

ARRESTATE QUATTRO PERSONE

L’inchiesta della Procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, ha portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti per il quattro, firmata dal giudice per le indagini preliminari Paolo Scotto di Luzio: è stato accertato che in diversi casi le vittime venivano picchiate fino ad essere ridotte in stato di invalidità, come emerge da un’intercettazione dove uno degli indagati si vantava di aver pestato uno che non pagava.

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Travestiti da finanzieri rubano gioielli a un imprenditrice di Ladispoli

Travestiti da militari della Guardia di Finanza sono entrati nell’abitazione di Sabrina Fioravanti, imprenditrice e

consigliere comunale di Ladispoli, e l’hanno derubata di orologi e gioielli.

Il fatto è avvenuto la mattina del 23 gennaio: i quattro hanno convinto

la donna mostrando un finto decreto di perquisizione.

IL GRUPPO AVEVA CON SE’ DISTINTIVI, MANETTE E PISTOLE

Il gruppo aveva con se anche distintivi, manette e pistole.

La banda è poi passata alle vie di fatto portando via la refurtiva e scappando.

Fioravanti ha allertato i carabinieri, indagini sono in corso per cercare

di identificare gli autori. (ANSA).

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Capillari controlli anti Movida a Civitavecchia

Capillari controlli nelle zone della Movida di Civitavecchia degli agenti della Polizia del Commissariato locale, unitamente a personale del Reparto Prevenzione Crimine Lazio e personale dell’Ispettorato del Lavoro di Roma, nella serata di sabato scorso, hanno effettuato capillari controlli nelle zone della Movida. Durante i servizi effettuati alcuni posto di controllo durante i quali sono stati controllati 38 veicoli.

L’esito dei capillari controlli

All’esito delle verifiche amministrative agli esercizi di somministrazione di cibi e bevande è stato sanzionato con la multa di 3.000 euro e la sospensione dell’attività, il titolare di un ristorante etnico, poiché inottemperante alla designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi sui luoghi di lavoro; sono in corso verifiche con il personale dell’Ispettorato del lavoro sulla posizione di un lavoratore del locale. Durante il servizioa eseguita inoltre un’ordinanza di aggravamento della Misura Cautelare dell’Obbligo di presentazione alla P.G., sostituita dagli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, nei confronti di un 63enne italiano, con precedenti di polizia, responsabile di atti persecutori nei confronti della ex convivente.

Zaino rubato a turiste del Kuwait ritrovato dagli agenti

Inoltre, si è conclusa positivamente ed in breve tempo, la vicenda di due turiste del Kuwait che, nella serata di domenica scorsa, appena giunte in città in attesa di imbarcarsi il giorno successivo per una crociera, avevano subìto il furto dello zaino contenente i loro documenti di viaggio, i passaporti e il denaro. Le due donne, recatesi immediatamente negli Uffici del Commissariato, molto agitate e spaventate, hanno raccontato l’accaduto all’agente impegnato nel servizio di vigilanza che immediatamente ha allertato le autoradio del Commissariato. Il tempestivo intervento dei poliziotti ha consentito, grazie anche alla descrizione fornita dalle vittime, di rintracciare i due uomini che, riconosciuti dalle turiste, per guadagnarsi la fuga, avevano abbandonato lo zaino. Gli agenti dopo averlo recuperato e restituito alle legittime proprietarie, hanno denunciato i due soggetti poiché gravemente indiziati di furto aggravato.

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Sicurezza del territorio e pianificazione: allarme dell’Ordine dei Geologi del Lazio

Sicurezza del territorio e pianificazione sono gli strumenti fondamentali per la prevenzione delle criticità. Ne è convinto l’Ordine dei Geologi del Lazio che lancia l’allarme e richiama l’attenzione sulla riforma del Codice degli Appalti che ha subìto una profonda revisione. «Il nostro territorio è soggetto ad una evoluzione geologica e morfologica dinamica e rapida – commenta Simonetta Ceraudo, Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio – ed è quindi importante che le compatibilità geologiche in generale debbano essere previste esplicitamente nel nuovo Codice Appalti.

Semplificazione riduce sicurezza

Da una prima lettura del documento prodotto dal Consiglio di Stato, la semplificazione più evidente che è stata introdotta riguarda la riduzione dei livelli di progettazione. Su questo tema dobbiamo a gran voce sottolineare la necessità e l’impellenza di integrare il nuovo Art. 41 della PARTE IV DELLA PROGETTAZIONE – Livelli e contenuti della progettazione – non solo con la lettera, già contenuta nell’art. 23 del D. Lgs. 50/2016, “i) la compatibilità geologica, geomorfologica, idrogeologica, sismica dell’opera»”, ora eliminata, e con l’esplicito richiamo alla Relazione Geologica, quale elaborato minimo da predisporre, questo nell’ottica di consolidare la qualità progettuale e la conseguente sicurezza dell’opera da realizzare.

Paradosso evidente

Oggi ci troviamo al paradosso in cui mentre tutto il paese, politica compresa, chiede di attuare azioni che possano contribuire alla messa in sicurezza dei nostri territori, vedi il Decreto Ischia, di controsono prodotte norme attraverso le quali si rischia di andare in deroga a quegli interventi che garantiscono i necessari approfondimenti di indagine propedeutici ad un corretto intervento sul territorio».

Allarme dell’Ordine dei Geologi del Lazio ai Presidenti delle Commissioni

L’Ordine dei Geologi del Lazio ha comunicato le proprie preoccupazioni e perplessità ai Presidenti delle Commissioni Ambiente della Camera dei Deputati e del Senato, chiedendo con forza che il Codice Appalti sia integrato anche in base alle osservazioni sollevate dall’OGL per garantire nei decenni futuri lavori ed interventi sul territorio compatibili con l’ambiente piuttosto fragile dal punto di vista geologico del nostro Paese, della nostra Regione.

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Metro A rallentata da un feeder rotto

Metro A rallentata da un feeder rotto. I tecnici ATAC hanno accertato che l’interferenza elettrica che ha impedito il regolare esercizio della linea nella mattinata di oggi è stata provocata dalla rottura di un feeder. Un alimentatore elettrico aggiuntivo che non fa parte della linea aerea di trazione elettrica ma contribuisce a bilanciare la resistenza elettrica della linea e l’assorbimento di corrente. Il feeder, che corre lungo la linea, si è corroso a causa di una infiltrazione d’acqua che proviene dall’esterno, sulla quale si era intervenuti in passato con un lavoro di canalizzazione che però non è stato sufficiente a impedirne il danneggiamento e lo sfilacciamento all’altezza di un giunto che unisce due gallerie.

Metro A interrotta a Lepanto

Al passaggio del treno, vicino alla stazione Lepanto, sono scattate le protezioni che hanno interrotto la corrente determinando la sospensione parziale della linea. Il treno, non potendo proseguire la marcia, ha dovuto essere evacuato, operazione avvenuta secondo le procedure di sicurezza. Nel contempo mobilitate le squadre di pronto intervento che hanno operato il più rapidamente possibile per ripristinare il servizio.

Bus sostitutivi

Per poter operare in piena sicurezza per ripristinare la continuità dell’alimentatore è stato necessario creare una tratta tampone, da Termini fino al capolinea di Ottaviano, determinando temporaneamente un’estensione del tratto sospeso. Le caratteristiche costruttive della linea, infatti, non presentano possibilità diverse di sezionamento per poter svolgere lavori con esercizio in corso.

Intervento durato circa un’ora

L’intervento tecnico specifico di messa in sicurezza del feeder è durato circa un’ora. Per tutta la durata dell’interruzione ATAC ha messo in campo fino a 90 bus navetta di superficie per mitigare il disagio dei passeggeri. Aggiungere altri mezzi avrebbe solo peggiorato la fluidità della mobilità di superficie già complicata dalla congestione presente. L’evento di oggi è una evidente conseguenza dell’anzianità dei tanti componenti strutturali delle linee metro più datate (linea A e linea B), mai sostituiti da quando la linea è in esercizio. Neanche si è mai provveduto, nel passato, a un intervento complessivo di sanatoria delle infiltrazioni che ancora insistono lungo la metro A.

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Topi d’appartamento sorpresi in via Baldo degli Ubaldi

Topi d’appartamento sorpresi dai Carabinieri della Stazione di Roma Madonna del Riposo, che hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 31enne georgiano con le accuse di furto in abitazione in concorso, ricettazione, possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli e porto di armi od oggetti atti ad offendere e denunciato a piede libero, con le stesse accuse, altri due connazionali di 37 e 49 anni.

Topi individuati dai Carabinieri ieri sera

Ieri sera, transitando in via Baldo degli Ubaldi, i Carabinieri hanno notato i tre, tutti senza fissa dimora e con precedenti, entrare e uscire, con fare sospetto, da alcuni condomini ubicati sulla via. I Carabinieri hanno deciso quindi di eseguire un controllo e li hanno sorpresi all’interno di uno stabile. Due erano chinati davanti a una porta di un’abitazione nel tentativo di forzare la serratura e il terzo a fare da palo.

Colti in flagranza di reato

I Carabinieri della Stazione di Roma Madonna del Riposto li hanno bloccati e li hanno trovati in possesso di chiavi alterate, grimaldelli, vari oggetti atti allo scasso e 3 coltelli. Il 31enne, trovato anche in possesso di un portafoglio che è risultato rubato nel corso di un furto in un’altra abitazione, lo scorso 25 dicembre 2022, è stato sottoposto a fermo che il Tribunale di Roma ha convalidato, disponendo la custodia cautelare in carcere. Le altre due persone denunciate a piede libero per lo stesso reato. Il proprietario dell’abitazione ha presentato regolare denuncia querela.

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Droga: spaccio a Guidonia, arrestate 6 persone

Nelle prime ore di stamattina i Carabinieri della Sezione Operativa

della Compagnia di Tivoli, hanno dato esecuzione all’ordinanza

di custodia che dispone misure cautelari a carico di sei persone, gravemente indiziate del reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’indagine, avviata nell’ottobre 2020 dopo il ferimento con colpi di arma da fuoco di un pusher nella località di Favale, ha permesso di accertare l’esistenza di un fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti tra i Comuni di Guidonia Montecelio e Tivoli.

INDAGINE PARTITA NELL’OTTOBRE 2020 DOPO FERIMENTO DI UN PUSHER

Gli indagati sono indiziati di aver operato all’interno di un’area

da loro considerata “sicura”, poiché al di fuori dei centri abitati di maggior consistenza, defilata tra alcune palazzine della frazione

di Villanova di Guidonia, dove tra l’altro, c’erano scambi di droga

anche in periodo di limitazioni alla libertà di circolazione dovuta all’emergenza Covid.

Il giro di affari consentiva lo smercio grandi quantità di hashish, marijuana e cocaina.
Durante le indagini i Carabinieri di Tivoli hanno arrestato, a riscontro dell’attività investigativa, 10 persone e denunciato in stato di libertà altre 5 per violazione della legge sugli stupefacenti, con il conseguente sequestro di complessivi 3,5 kg di droga di diversa natura. L’indagine, condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Tivoli, ha consentito alla Procura della Repubblica di Tivoli di richiedere ed ottenere dal giudice per le indagini preliminari, l’ordinanza di applicazione della misura cautelare per sei dei principali indagati, 4 dei quali sono stati associati in carcere e 2 sottoposti agli arresti domiciliari. (ANSA).

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Ladri incappucciati in villa ad Ariccia. Ricercata una banda dell’Est

Momenti di paura per una 75enne di Ariccia che sabato sera si

è trovata faccia a faccia con due ladri all’interno della sua villetta in località Monte Gentile. Poco prima dell’ora di cena, infatti, due malviventi (incappucciati e forse armati) si sono intrufolati

nel giardino della villa dove la signora vive col marito, un 70enne negoziante di Albano che in quel momento non era presente in casa. 

IN DUE MINACCIANO LA PROPRIETARIA E POI FUGGONO

Essendo l’ingresso del comprensorio (caratterizzato da numerosi residenti benestanti) presidiato spesso dalle guardie giurate, i ladri 

si sono incuneati nell’area boschiva che sta dietro ad alcune delle abitazioni e il loro percorso è finito nella villetta della 75enne che

a un certo punto è uscita in giardino e al suo ritorno in casa si è trovata di fronte i malviventi che hanno denotato un accento straniero, probabilmente dell’est Europa. «Zitta e dacci soldi e gioielli».

I due hanno intimato alla signora (ovviamente spaventata) di non

urlare e di rimanere tranquilla, indicando loro dove fossero i soldi,

ma la donna e suo marito abitualmente non ne tengono in casa. Comunque i malviventi hanno arraffato in pochi minuti un po’ di contanti, preziosi, oggetti d’oro e argenteria (per un valore complessivo, ancora da confermare, che dovrebbe aggirarsi sui 3mila euro) dimostrando di essere professionisti molto preparati.

Non contenti hanno notato un magazzino dove erano accatastate borse, vestiti, valigie e altri oggetti di bigiotteria portando via tutto e dileguandosi in pochi minuti. È probabile che all’esterno ci fosse un complice con un’auto o un furgone per agevolare la fuga.

Ancora sotto shock per la sgradita visita ricevuta, la signora ha chiamato i carabinieri della locale stazione di Ariccia che si sono immediatamente recati sul posto insieme ai colleghi del nucleo operativo radiomobile di Velletri: i militari hanno svolto tutti i rilievi del caso per cercare di verificare se erano state lasciate delle tracce e per dare un nome e un volto ai ladri. Sono in corso anche i controlli delle immagini di videosorveglianza del comprensorio di Monte Gentile e di altre zone circostanti.

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Roma, mamma neonato morto al Pertini: ho chiesto aiuto ma mi hanno detto no

La mamma del neonato di tre giorni, trovato morto a Roma

all’ospedale Pertini, nel letto in cui la donna lo teneva dopo averlo allattato ed essersi addormentata, interviene dopo il marito e sfoga

la sua disperazione: “Sto leggendo le dichiarazioni rilasciate dalla

Asl 2 dicono che hanno garantito tutta l’assistenza necessaria, che

alle puerpere viene fatta firmare un’autorizzazione a tenere i figli con loro. Bellissime parole, peccato non siano veritiere”.

“Ho chiesto aiuto e mi hanno detto no”, dice.

LE PAROLE DELLA MAMMA DEL NEONATO

 “Più volte ho chiesto in reparto di essere aiutata – precisa al Messaggero – perché non ce la facevo da sola e di portare per qualche ora il bambino al nido per permettermi di riposare, eppure mi è stato detto sempre di no”, aggiunge.

“Non è che si giustificassero in qualche modo.

Dicevano che non era possibile e basta. E io rimanevo lì a dovermi occupare di tutto. Dovevo allattare il piccolo, cambiarlo, riporlo nella culletta accanto al letto, e ho dovuto farlo anche subito dopo il parto anche se ero sfinita”.