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Via dei Gordiani, controlli all’interno del campo nomadi da parte della Polizia

Continuano i controlli straordinari predisposti dal Questore Guido Marino, con specifica ordinanza di servizio, a Torpignattara e all’interno del campo nomadi di via dei Gordiani.
Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di zona, diretto dal dr. Giuseppe Amoruso, con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, della Polizia Stradale, del Reparto Mobile, hanno identificato, nel campo, circa 100 persone di varie etnie.
Un cittadino rom è stato denunciato in stato di libertà per violazione della legge sull’immigrazione, mentre un altro è stato accompagnato negli uffici del Gabinetto della Polizia Scientifica per identificazione.
Particolare attenzione alle autovetture presenti all’interno del campo dove personale della Polizia Stradale, ultimati gli accertamenti, ha elevato 5 contravvenzioni per violazione al codice della strada e al sequestro di due autovetture presenti.
Presente sul posto personale dell’Ama che ha monitorato le condizioni igienico sanitarie dei luoghi per eventuali futuri interventi.
Durante i controlli, gli investigatori hanno arrestato,  per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, T.A., 47enne di origine albanese, poiché trovato in possesso di 140 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento – indagati in stato di libertà 3 cittadini di origine rumena per ricettazione in concorso tra loro in quanto trovati con 100 Kg. di rame.
Infine sono stati effettuati controlli amministrativi presso due attività commerciali, i c.d. “Compro Oro”, e accompagnati negli uffici competenti 3 cittadini stranieri per essere identificati.

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Roma, 8 volte no alle case offerte dal Comune: a Strasburgo il report sui rom del River

(Fonte: Corriere della Sera, di Andrea Arzilli) – I sì dei Camen e dei Filip: i primi a Craiova da qualche giorno riabbracciano i tre nipoti e l’unica figlia che era rimasta in Romania; i secondi, col sostegno economico del Campidoglio, già in affitto a Brasui Postouaro – centro urbano 120 chilometri a nord di Bucarest – e col lavoro assicurato in un cantiere edile del posto. Ma soprattutto i tantissimi no – detti in rumeno, bosniaco e kosovaro – che hanno segnato l’ultimo mese di trattative tentate dal Comune di Roma in vista dello sgombero del Camping River, il villaggio con 400 rom sulla Tiberina.

I verbali relativi a due anni di tentativi, i report quotidiani degli operatori sociali e del pool di psicologi mandati dal Comune, le video-storie e le coordinate delle famiglie che hanno detto no per continuare a vivere dentro al River nonostante l’avviso di sfratto notificato dal Comune, sono stati inviati ieri a Strasburgo alla Corte europea dei diritti dell’uomo dopo che i giudici hanno deciso per la sospensione (fino a domani) dello sgombero coatto. Giga e giga di dati a testimonianza dello sforzo dell’amministrazione nel proporre alle famiglie rom delle alternative a degrado, miseria e illegalità. Dal contributo all’affitto alle soluzioni di accoglienza presso le strutture capitoline fino al rientro volontario assistito, opzione quest’ultima sostenuta da un contributo di 3 mila euro all’anno prelevato dalle casse comunali. Tutte proposte formulate ad ogni colloquio con i nuclei familiari in questione, e quasi tutte puntualmente rispedite al mittente: alcune famiglie hanno rifiutato otto offerte del Comune.

Come nel caso della famiglia G., nucleo di sei persone rumene, che nell’ultimo mese ha detto quattro volte no al Campidoglio nonostante il primo abbocco – lo scorso 23 maggio, già si sapeva che il campo doveva essere smantellato -, avesse lasciato presagire un esito positivo della trattativa pre-sgombero. Gli operatori avevano infatti incassato dai G. la disponibilità a esaminare le soluzioni dell’amministrazione, quindi avevano fissato la data per il colloquio ufficiale. Al quale, però, alla fine nessuno si è presentato, buca in piena regola. Un «silenzio dissenso» che, secondo Arun -capofamiglia dei G. – valeva come un «non ci interessa più».

Il secondo tentativo è del 14 giugno: ai G. viene offerta una possibilità in una struttura del Comune. Però il no viene messo a verbale quasi subito, perché al River si sa da tempo che in tante case accoglienza della Capitale alle famiglie tocca dividersi per sistemarsi – i padri da una parte, moglie e figli da un’altra – e Arun (comprensibilmente) non vuole. Così gli operatori sociali riprovano garantendo ai G. un posto nella struttura situata in via Toraldo: lì le famiglie possono restare unite, nessuna separazione, solo un trasloco. Ma il no arriva lo stesso, secco e definitivo su questa terza come sulla quarta opzione, ovvero un pacchetto di proposte messo a punto e finanziato dal Campidoglio: massimo 800 euro al mese di sostegno all’affitto, l’inserimento nel mondo del lavoro attraverso una serie di corsi di formazione oppure una fiche di 5 mila euro da investire per avviare un’attività. Ma niente da fare. A parte i 14 sì dei rom già rientrati a Craiova più le quattro famiglie che hanno trovato una casa da affittare e che quindi usufruiscono del gettone comunale, il Comune ha incassato solo dinieghi. Tutti dettagliati nel plico spedito a Strasburgo.

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Roma, accerchiano turista e gli strappano la collana: arrestati tre rapinatori

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
La scorsa notte, nell'ambito dei quotidiani servizi di controllo del territorio, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno arrestato tre persone, due cittadini iracheni, di 21 e 26 anni e un 35enne tunisino, per rapina aggravata in concorso. I tre, tutti con precedenti e irregolari sul territorio nazionale, in piazza dei Cinquecento, nei pressi del capolinea dell'autobus 60, hanno avvicinato un 23enne francese, a Roma in permesso studio e, dopo averlo accerchiato, lo hanno aggredito con calci e pugni per poi strappargli la collana d'oro dal collo. I Carabinieri, allertati da un cittadino che ha assistito alla scena, sono intervenuti dopo pochi minuti, acquisendo indicazioni utili sui tre rapinatori e in una strada vicino li hanno rintracciati e bloccati. Gli arrestati sono stati accompagnati in caserma dove saranno trattenuti in attesa di essere sottoposti al rito direttissimo. Il coltello usato per commettere la rapina è stato sequestrato.

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Roma, sgombero imminente per il Camping River: emergenza igienico sanitaria sblocca sospensiva Corte europea

(Fonte: Il Messaggero, di Lorenzo De Cicco) – E' iniziato lo sgombero dei nomadi dal Camping River. Nella baraccopoli di via Tiberina, a Roma Nord, sono arrivate decine di autopattuglie e blindati di Polizia, Carabinieri e Municipale. Da quanto apprende Il Messaggero, la sospensiva della Corte europea dei diritti dell'uomo, che scadrebbe domani, sarebbe stata sbloccata per via "dell'emergenza igenico sanitaria che è interesse preminente", spiegano fonti che stanno seguendo l'operazione.

La Corte Europea diritti dell'Uomo, cui il Campidoglio ha inviato le informazioni richieste sul tema, dopo il ricorso di 3 abitanti del campo aveva deciso la sospensione dello sgombero fino a domani. Al momento, a quanto si apprende, oltre a quelle già andate via dal campo, altre 20 persone hanno accettato l'offerta di accoglienza presso le strutture del sistema allestito dai servizi sociali di Roma Capitale.

 

 

 

 

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Dott.ssa Doriano ospite in Punto Donna: “Neo papà spesso non riescono ad esplicitare le emozioni vissute”

Ospite in Punto Donna, con Paola Guerci, la Psicologa Antonella Doriano. Nel corso della trasmissione si è parlato del post gravidanza con uno sguardo al maschile. Quali sono i pensieri e le emozioni dei neo papà? La Dott.ssa Doriano ha detto che è un tema spesso poco affrontato erroneamente. Anche l'uomo vive sentimenti molto profondi nel periodo della gravidanza e andrebbe sostenuto. L'uomo non riesce ad esplicitare tutto quello che vive, secondo la psicologa. Quest'ultima ha parlato dei disturbi di ansia e angoscia che vivono i neo papà insieme alla paura di non essere all'altezza emotivamente. Molti uomini fanno infatti fatica a prendersi le responsabilità, mentre altri sono molto responsabili. Oltre a queste sensazioni, gli uomini sopesso vivono un senso di solitudine, abbandono e in questa fase rischiono di riemergere i disturbi narcisistici perchè l'uomo non si sente più centro dell'attenzione ed ha paura di perdere l'incastro trovato della coppia. La Guerci ha chiesto alla dottoressa se ci sono servizi di supporto verso il papà e la psicoterapeuta ha parlato di corsi pre parto che coinvolgono sempre di più l'uomo però uno spazio individuale dove poter condividere questi disturbi (che spesso faticano a dire) manca sul territorio. Sarebbe opportuno creare uno spazio di condivisione per i partner che si sono trovati a diventare genitori. La donna spesso vive un legame simbiotico con il proprio bambino rischiando di tenere più isolato il proprio compagno. Questo atteggiamento, per la Doriano, può essere pericoloso perchè comunque il marito è una risorsa in quel momento, ma se non si sente più partecipe possono sorgere dei problemi. 

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Maselli: moderati di centrodestra, ecco la Piattaforma Futuro

Paola Guerci, nella sua rubrica Punto Donna, ha intervistato l’on. Massimiliano Maselli, consigliere regionale di Noi con l'Italia e presidente della commissione Sviluppo Economico. Maselli si è espresso sulle misure prese dalle istituzioni sulla parità di genere, sull'audizione di Filippo Tortoriello tenutasi qualche giorno fa e sulla riorganizzazione dell'area moderata di centrodestra.

"Nel Lazio – dice il consigliere regionale – non manca una legislazione abbastanza puntuale come, per esempio, la legge del ’99 sull’imprenditoria femminile, quella sulla definizione del contratto sullo stalking e quella sulla sicurezza domestica. Il problema è, come si sa, che le risorse non sono mai sufficienti". 

L'audizione di Filippo Tortoriello, tenutasi in comissione Sviluppo Economico, è stata importante e partecipata, elevando il grado di consapevolezza della commissione e dei consiglieri.

"Tortoriello – spiega Maselli – parlava non solo a nome dell'industria, ma anche a nome di sindacati e associazioni. Hanno avuto la sensibilità di pensare ad un progetto vero, guardando nel futuro. La bozza di progetto riguarda Roma dal 2030 al 2050. E’ un piano che necessità di una visione, cosa che è mancata negli ultimi 25 anni. Solo così è possibile stare al passo di Londra e Berlino, rispetto alle quali siamo indietro sotto molti profili. Per esempio, c'è un ritardo infrastrutturale, abbiamo bisogno di una semplificazione della burocrazia ed è necessario costruire una città ad impatto 0. Serve anche risolvere il problema delle barriere architettoniche.

Massimiliano Maselli ha anche parlato del  futuro dell'area moderata del centrodestra: "Forza Italia, Noi con l’Italia ed Energie per l’Italia (l’area più liberal-popolare del centrodestra) sta soffrendo per una carenza di ptroposta politica. Abbiamo creato la Piattaforma Futuro per creare una classe dirigente proveniente dal basso. Parteciperanno sindaci, assessori regionali e municipali. L'obiettivo è quello di ripensare modelli poletici e riorganizzare l’area".

In basso il podcast dell'intervista in Punto Donna… Non perderlo!

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Bimba nomade ferita,”ho potenziato arma”

(Fonte: www.ansa.it)

"Ho modificato la pistola per renderla più potente". E' quanto avrebbe ammesso agli inquirenti il 59enne indagato per lesioni gravi dalla Procura nell'ambito dell'inchiesta sul ferimento di una bimba nomade avvenuto a Roma nei giorni scorsi. I pm, coordinati dal procuratore aggiunto Nunzia D'Elia, hanno disposto una perizia sulle armi rinvenute in casa dell'uomo. Un'attività istruttoria volta a capire in che modo l'indagato abbia modificato la pistola e la carabina ad aria compressa, acquistate circa un anno fa a San Marino.
Secondo quanto ha raccontato agli inquirenti, il 59enne "avrebbe allentato una vite per potenziare l'arma". Nelle ultime gli inquirenti hanno ascoltato una serie di testimoni, sia familiari della piccola che abitanti della zona, per cercare di chiarire il luogo esatto dove la bimba è stata raggiunta dal piombino.
 

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Roma, sgombero a sorpresa al Camping River

(Fonte: la Repubblica) – I vigili al Camping River (ansa) Agenti della Polizia Locale e assistenti sociali del Campidoglio si trovano dalle prime ore della mattina presso il Camping River, in via della Tenuta Piccirilli, in zona Tiberina, per offrire soluzioni alloggiative alternative ai residenti del campo rom, nel quale vivono circa 150 persone, e successivamente sgomberare la struttura. Fonti parlano di operazione di "assistenza sociale" e riferiscono che finora "20 persone hanno accettato l'offerta di accoglienza presso le strutture del sistema allestito dai servizi sociali". In realtà sono state anticipate le operazioni previste per domani.

L'ordinanza di chiusura firmata la scorsa settimana dalla sindaca Raggi parla di motivi sanitari alla base della chiusura del villaggio.Lo sgombero del campo, programmato dal Campidoglio per martedi', e' slittato inizialmente per un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, inoltrato da tre residenti, con l'organismo di Strasburgo che ha chiesto al governo italiano uno stop delle operazioni fino a domani. Ieri, durante un vertice tra la sindaca Virginia Raggi e il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, il titolare del Viminale ha garantito il supporto del governo all'operazione.

"Stanno sgomberando il Camping River. Senza dire nulla alle famiglie sulle soluzioni alternative, senza un progetto. Senza nulla se non la voglia di prendere voti umiliando i deboli. Questo sono la Raggi e Salvini. Non vogliono risolvere i problemi, vogliono diffondere l'odio". Così su Twitter Matteo Orfini, presidente del Pd.

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Roma, rom sgomberati dal Camping River verso Monteverde

(Fonte: www.ilmessaggero.it)
(di Lorenzo De Cicco)A sgombero completato, il Campidoglio sta lavorando per trovare una sistemazione ai 220 rom ormai ex occupanti del Camping River a Roma. Le offerte dell'amminsitrazione Raggi fino a questo momento sembrano essere due: il posto letto nelle case famiglia del circuito comunale – destinazione proposta soprattutto a mamme e minori – e la tendopoli di via Ramazzini, a Monteverde, gestita dalla Croce Rossa. Lo spiazzo di via Ramazzini, a due passi dall'ospedale Forlanini, è stato al centro delle cronache per mesi, per avere ospitato, nel 2017, centinaia di migranti e richiedenti asilo, fino alla chiusura dell'«hub» a settembre dell'anno passato. Ora è qui che potrebbero essere alloggiati, almeno in parte, gli ex ospiti del River in prima battuta. Finora, fa sapere il Comune, «43 persone hanno accettato la presa in carico presso circuito accoglienza del Campidoglio».
Le case famiglia messe a disposizione dal Campidoglio sono a Torre Maura, sulla Cassia e sulla Pineta Sacchetti. 

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Marte, Coldiretti: al via orti spaziali con ulivi e pomodori

Dagli ulivi alle insalate, dalle patate ai pomodori, è corsa alla sperimentazione per l’agricoltura nello spazio ma anche su altri pianeti p  er le future colonie umane, mentre gli astronauti della ISS, la Stazione spaziale internazionale, hanno già assaggiato dell’insalata cresciuta in assenza di gravità. E’ quanto afferma la Coldiretti in relazione alla scoperta del grande lago di acqua salata a un chilometro e mezzo sotto i ghiacci del Polo Sud trovato grazie al radar italiano Marsis della sonda Mars Express che rappresenta un incoraggiamento per quanti sono impegnati nella ricerca sul pianeta rosso anche in campo alimentare. Adattare le coltivazioni a condizioni estreme extraterrestri richiede però una lunga serie di sperimentazioni e ricerche come quella realizzata nel deserto dell’Oman con un vero e proprio orto dove sono state coltivate quattro specie di micro verdure, tra cui il cavolo rosso e il radicchio, appositamente selezionate perché completano il loro ciclo vitale in circa 15 giorni e garantirebbero un corretto apporto nutrizionale ai membri di un ipotetico equipaggio “marziano” grazie a un sistema di coltivazione idroponica fuori suolo con riciclo dell’acqua. Mentre far crescere ulivi e altre piante legnose su Marte potrebbe diventare possibile – sottolinea la Coldiretti – grazie a un ambiente di crescita messo a punto dall'Enea, presso il Centro Ricerche di Portici (Napoli), che stavolta utilizzando la terra simula le condizioni di un campo e permette di coltivare ortaggi come patate, pomodori, lattuga e basilico, e per la prima volta in queste condizioni, persino alberi, come l'ulivo. Il tutto grazie all'uso di un sistema a due scompartimenti divisi ma collegati fra loro uno sotterraneo per le radici e l'altro esterno per il fusto e la chioma. La ricerca agricola spaziale – rileva la Coldiretti – punta però anche a studiare gli equipaggiamenti che potranno essere impiegati in future missioni su Marte, compresi dei rifugi resistenti fino a -80° gradi centigradi e a venti oltre i 100 chilometri orari e serre gonfiabili dotate di una rete di sensori per monitorare tutti i parametri indispensabili alla vita umana e vegetale. Tra i moduli “agricoli” extra terrestri in fase di sperimentazione – spiega la Coldiretti – c’è anche la serra costruita tra i ghiacci dell'Antartide, nella base di ricerca tedesca Neumayer Station III, finanziata dall'Unione Europea, mentre sulla Stazione spaziale orbitante si stanno utilizzando moduli chiusi per coltivare in assenza di gravità varietà di frumento nano, ortaggi e spezie. Intanto – conclude la Coldiretti – presso l'università olandese di Wageningen, sono stati già raccolti i primi pomodori “marziani” coltivati cioè in condizioni molto simili a quelle che i futuri coloni potrebbero incontrare sul pianeta rosso.