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Incendio in A24: auto in fiamme, tratto chiuso temporaneamente e traffico in uscita da Roma

(Fonte: www.romatoday.it)
Auto in fiamme e autostrada chiusa temporaneamente. L'incendio è divampato nel pomeriggio di venerdì 15 giugno sull'A24 Strada dei Parchi. A prendere a fuoco per causa ancora in via di accertamento una vettura, subito dopo la Barriera di Roma Est, in direzione Teramo. Per consentire l'intervento dei soccorritori il tratto di autostrada dove è avvenuto l'incendio è stato chiuso temporaneamente al traffico per circa venti minuti. Sul posto per domare le fiamme è intervenuto dapprima il personale di Strada dei Parchi, l'incendio è stato poi domato dai vigili del fuoco. Sul posto per regolare la viabilità gli agenti della Polizia Stradale. Traffico in uscita da Roma, sino al termine delle operazioni di spegnimento della vettura. 
 

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Roma, Tor Bella Monaca: sgominata organizzazione che gestiva lo spaccio

FRASCATI – A seguito di serrate e complesse indagini, dalle prime ore dell’alba, i Carabinieri del Gruppo di Frascati stanno dando esecuzione a un’ordinanza che dispone misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 20 persone (tra cui 1 donna), appartenenti a un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di sostanza stupefacente del tipo cocaina, radicata nella città di Roma con base operativa e logistica nel quartiere di Tor Bella Monaca.

Le indagini, condotte dal febbraio al giugno 2016, dai Carabinieri della Stazione di Roma Tor Bella Monaca, traggono origine da un precedente segmento investigativo che aveva consentito, agli stessi militari, nel giugno del 2016, di dare esecuzione ad un’altra ordinanza che disponeva misure cautelari nei confronti di 33 persone appartenenti alla medesima associazione, atteso che lo svolgimento delle precedenti indagini, a partire dall’anno 2014, aveva dato contezza dell’esistenza di una ampia organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti di vario genere (per lo più cocaina ed hashish) davanti alle palazzine popolari ubicate tra il civico N.322 e N.338 di Via San Biagio Platani, nel quartiere romano di Tor Bella Monaca.

Le attività di prevenzione e controllo del territorio svolte dai Carabinieri avevano consentito di evidenziare una costante attività di spaccio da tempo espletata, in forma che appariva organizzata, da un numero particolarmente elevato di pusher, stabilmente presenti nei luoghi e continuativamente dediti allo spaccio, facenti capo ad un giovane 26enne del luogo, pregiudicato per armi e stupefacenti. Alla conclusione emergeva un sodalizio estremamente radicato sul territorio e gli esiti delle indagini svolte con metodi tradizionali ed attività tecniche attestavano l’elevatissimo volume d’affari dell’associazione, profitti derivanti da un’incessante attività di spaccio, tanto serrata da incrementare notevolmente il quantitativo di stupefacente immesso nel mercato romano. L’esecuzione dell’ordinanza che disponeva misure cautelari del giugno del 2016 che pur aveva portato ad un forte ridimensionamento dell’organizzazione criminale, con l’arresto dei vertici e dei più importanti esponenti, ha però rappresentato solo l’inizio di una più ampia attività di indagine condotta dai Carabinieri, sotto le direttive della locale DDA, finalizzata a contrastare in modo concreto ed efficace il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nell’intera borgata di Tor Bella Monaca.

Più in particolare, il monitoraggio della piazza di spaccio nella fase post-esecuzione ha consentito di acclarare una inesauribile e non sottovalutabile capacità evolutiva dell’associazione in grado di fronteggiare anche lo stato di detenzione dei suoi vertici ed una non parificabile duttilità e capacità di adattarsi a tali circostanze; come evidenziato dagli oltre quaranta arresti in flagranza con contestuale sequestro di migliaia di dosi di cocaina, operati dai Carabinieri, in quel luogo, anche nelle fasi successive e precedenti alle indagini del 2014.

Nonostante l’evoluzione dell’organigramma criminale dell’associazione, le indagini svolte hanno consentito di giungere all’identificazione dei nuovi sodali e di accertare i nuovi ruoli ricoperti dai soggetti, che nelle precedente indagini, avevano ricoperto un ruolo solo marginale, cui è spettato l’onere di raccogliere l’eredità dei vertici arrestati nel 2016, al fine di garantire la continuità delle illecite attività; necessaria a dimostrare la costante ed inesauribile presenza del sodalizio nel territorio e a garantire il mantenimento dei sodali reclusi e delle loro famiglie.

Quella odierna è solo l’ultima delle importanti e recenti attività investigative condotte dai Carabinieri e dalla DDA nel quartiere periferico di Tor Bella Monaca, finalizzate alla disarticolazione di consolidati sodalizi criminali che, per anni, hanno gestito il traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere, rendendolo terreno fertile, proficuo e tristemente noto per lo spaccio tra le palazzine popolari. Tali operazioni testimoniano la costante attenzione degli inquirenti sul fenomeno in atto e la capacità investigativa di monitorare, anche nelle fasi successive ad importanti indagini, le evoluzioni dei sodalizi criminali e di individuare, immediatamente, i nuovi vertici, al fine di stroncarne “sul nascere” qualsiasi tentativo di riorganizzazione.

Di comprovata importanza, le dichiarazioni testimoniali rese ai Carabinieri della Stazione di Tor Bella Monaca, nel febbraio 2016, da uno dei pusher stabilmente impegnati nelle attività di spaccio, che, oltre a fornire importanti elementi investigativi, permetteva di accertare lo stato di completa sudditanza dei consociati al volere dei vertici del gruppo criminale, pronti a reprimere, con violenza, qualsiasi tentativo di “disobbedienza” e a “punire” con aggressioni di gruppo quei sodali, ritenuti responsabili di eventuali errori nell’espletamento dei turni di lavoro loro designati (ammanchi di stupefacente, di denaro, ecc..).

Altro elemento chiave dell’odierna indagine, la testimonianza di un collaboratore di giustizia, prima ai vertici dell’associazione, le cui dichiarazioni hanno permesso di far luce sulle modalità ed i tempi di spaccio dell’organizzazione, di delineare con esattezza i  ruoli dei vari sodali, confermando una programmatica rimodulazione strutturale che ha garantito la prosecuzione delle attività di spaccio. Le dichiarazioni rese dal collaboratore e dal testimone hanno offerto, per la prima volta, la possibilità di conoscere le dinamiche dei gruppi criminali dall’interno, e, pertanto, costituiscono senza dubbio un importante viatico anche per le indagini future.

Sulla piazza si è registrata la presenza di pusher italiani di diverse età, compresi minorenni, di sesso sia maschile che femminile, e di diversa nazionalità. Tra i clienti vi erano, invece, sia uomini che donne, di diverse estrazioni sociali e età (dai 18 ai 55 anni) e non si esclude anche alcuni minorenni. Nel corso di quest’ultima parte delle indagini, sono già state arrestate in flagranza 13 persone e recuperato un significativo quantitativo di cocaina e documentati oltre duecento episodi di spaccio.

L’operazione ha interessato oltre duecento Carabinieri coadiuvati dai cinofili, da un elicottero dell’Arma e da personale dell’8° Reggimento Carabinieri “Lazio”.

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Arresti stadio Roma, Raggi infuriata: “Non scelsi io Lanzalone”

(Fonte: La Repubblica, di Lorenzo D'Albergo e Mauro Favale) – E pensare che la giornata era cominciata con una conferenza alla Stampa estera per rilanciare l'immagine della capitale al di là dei confini nazionali a due anni dal suo trionfo elettorale. Fuori trema tutta la città, dentro Virginia Raggi parla di "start-up city", di una capitale "che sappia dialogare con le altre città europee", di "un governo amico che ci permetterà di realizzare i punti del nostro programma" ma anche di una "Roma che non è più ladrona".

Quando arriva la domandasull'inchiesta che ha coinvolto Luca Lanzalone (il braccio destro inviato a Roma dal M5S dopo l'arresto di Raffaele Marra) e Paolo Ferrara (capogruppo 5S in Comune), lei risponde: "Chi ha sbagliato pagherà". Per il resto del giorno si chiude nel silenzio, nel fortino di Palazzo Senatorio dove a pomeriggio, dopo un passaggio dal neo ministro dell'Ambiente Sergio Costa, incontra la sua maggioranza. E lì, insieme ai suoi consiglieri spaesati, di nuovo colti di sorpresa come all'epoca dell'arresto di Marra, la sindaca alza la voce. Per dire che "Lanzalone non l'ho scelto io".

Non arriva a dire, come si ironizza sui social, che "era uno dei 5.000 dipendenti di Acea", come disse del suo ex vicecapo di gabinetto arrestato nel dicembre 2016. Ma è furibonda con i big del Movimento che, proprio dopo quei fatti, le affiancarono i "tutor", Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro. I due oggi sono stati promossi al rango di ministri (Guardasigilli il primo, ai Rapporti col Parlamento il secondo) ma è con loro che Raggi se la prende. Con Bonafede, soprattutto, indicato come l'uomo che portò in Campidoglio l'avvocato genovese che, dalla gestione del dossier stadio venne poi piazzato sulla poltrona di presidente di Acea.

Ma il ministro della Giustizia non è l'unico sponsor di Lanzalone: nel corso della riunione vengono tirati in ballo anche il sindaco di Livorno Filippo Nogarin e e l'allora suo assessore Gianni Lemmetti – oggi titolare dei conti del Campidoglio – che con l'avvocato avevano lavorato ai tempi del concordato Aamps, la municipalizzata dei rifiuti. "Quando è arrivato a Roma era segnalato da quei due", dicono anche i consiglieri. Che tengono fuori dal redde rationem Beppe Grillo e Davide Casaleggio e allo stesso tempo tremano: "Lanzalone aveva messo le mani su decine di nostri dossier".

Alla riunione partecipa anche Ferrara, ex capogruppo autosospeso (l'erede sarà Giuliano Pacetti) che nega qualsiasi coinvolgimento: "Non esiste nessun progetto di riqualificazione del litorale di Ostia. Chiederò di farmi interrogare", dice lui. Ora saranno i probiviri M5S a vagliare la sua posizione. Intanto sulla graticola, però, c'è soprattutto la Raggi.

Deve uscire dalla bufera. Difficile che ci riesca puntando sulle cose fatte e da fare, citando "i bus turistici fuori dal centro", il prolungamento della Metro C o il miliardo e 250 milioni che servirebbe "per rifare tutte le strade della città". "Faccio le cose giuste, non per avere consenso", dice fiera. Ma, stavolta, per risollevarsi da questa batosta non basterà un post su Facebook.
Anche perché in vista ci sono il parere della procura su Atac e il processo per falso. Si decide tutto a giugno.

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“Suo figlio è bocciato”: il padre picchia e cerca di strozzare un giovane professore a Roma

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Corrado Zunino)Hanno convocato i genitori  a scuola per comunicare la bocciatura del figlio, 15 anni, iscritto al primo anno di un Istituto tecnico industriale di Roma. L'Itis Di Vittorio Lattanzio di via Teano, sulla Prenestina. I genitori hanno aggredito il giovane docente, 24 anni a ottobre, e l'hanno mandato all'ospedale. Con un trauma cranico e alla schiena, un principio di soffocamento. Il padre, dopo averlo riempito di calci e  pugni, ha cercato di strozzarlo.
E' accaduto ieri pomeriggio, nel corso degli scrutini aggiuntivi della scuola. Il professore di Aversa, primo anno di insegnamento, assistente tecnico del laboratorio di disegno, era nel collegio che doveva comunicare la cattiva notiiza. La scuola, racconta una coordinatrice, aveva illustrato alla famiglia l'andamento del ragazzo nel corso dell'anno. Il registro elettronico ne era stato impietoso testimone. Dopo un breve preambolo della professoressa di disegno, è arrivata la certificazione: "Vostro figlio, purtroppo, dovrà ripetere l'anno scolastico". I due genitori si sono alzati in piedi, hanno iniziato a insultare i professori presenti, il preside. Il dirigente scolastico si è allontanato: il padre ha cercato di colpirlo alle spalle. E' intervuto il giovane professore, ha spostato il preside per evitargli i colpi e ha preso un pugno in faccia. Il padre del ragazzo bocciato, fuori controllo, si è accanito sul docente: pugni, calci, e non si è fermato quando il giovane è crollato a terra. Si è lanciato sopra e gli ha portato le mani al collo: "Non riusciva a liberarsi", raccontano testimoni. Il professore di Aversa è stato trasportato in ospedale in ambulanza, quindi ricoverato sotto osservazione. "E' una famiglia problematica", dicono adesso a scuola. Nell'hinterland di Treviso, ieri mattina, una scena analoga. Un padre quando ha saputo che il figlio era stato bocciato ha preso l'auto, è andato a scuola e ha iniziato a inveire contro i docenti. Spaventati, i professori hanno chiamato i carabinieri. Il padre – si legge sulla Tribuna – sosteneva con rabbia che quest'anno per il ragazzo, seguito da centri specialistici, non c'era stato docente di sostegno. Abbandonato, il livello del rendimento sarebbe precipitosamente sceso. Il padre, successivamente, si è scusato con i docenti. Il 2018 è stato un anno molto difficile da questo punto di vista. Allo scorso 12 aprile erano state registrate ventiquattro aggressioni di docenti da parte di alunni e genitori e nei successivi due mesi gli episodi sono proseguiti. Nell'intero anno scolastico sono state trentacinque le aggressioni a scuola: diciassette da parte di genitori. Venerdì scorso a Caselle, in provincia di Padova, una madre, dopo un 4 in Inglese rimnediato dal figlio, è andata a cercare l'insegnante e l'ha spintonata per le scale facendole spaccare un labbro. Il ragazzo è stato bocciato, la mamma ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo.

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Vaticano: lite finisce nel sangue, armata di coltello e forbici ferisce due uomini

(Fonte: www.romatoday.it)
(di Lorenzo Nicolini)Prima la discussione, poi l'aggressione con due uomini feriti. E' quanto successo questa mattina, intorno alle 11, all'incrocio tra viale Vaticano e via Leone IV, alle spalle di Musei Vaticani. Una donna, per motivi ancora da appurare, ha colpito, ferendo, due uomini poi soccorsi e portati all'ospedale Santo Spirito. Ad intervenire per primi sul posto i militari dell'Esercito coordinati dal dal generale di brigata Paolo Raudino e impiegati nell'operazione Strade Sicure. La donna, secondo una ricostruzione, aveva con sè un paio di forbici e così, dopo la discussione, ha colpito il rivale al torace. Per dividerli, è intervenuto un terzo uomo successivamente ferito anche lui, questa volta con un coltello, al polso. I militari, dopo aver sequestrato le armi alla donna, hanno allertato gli agenti di Polizia che, dopo averla bloccata, l'hanno portata in Commissariato.

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Maltempo a Roma: cadono alberi e le strade si allagano in due ore, traffico in tilt

(Fonte: www.romatoday.it)

(di Lorenzo Nicolini)Sono bastate un paio d'ore di pioggia intensa a mandare in tilt Roma. Dalle 14 alle 16 tante le strade allagate tra Tor de' Schiavi, Centocelle e Prenestino ma anche nella zona nord della Capitale. Traffico congestionato nelle zone di Labaro, Prima Porta, Grottarossa, Flaminio, Cassia, Nomentana e Salaria dove le violenti piogge hanno reso le strade impraticabili. I disagi vengono riscontrati a macchia di leopardo. In via Guglielmo Sansoni, in zona Tor Sapienza, il sottopasso risulta allagato. Scene analoghe in via Alberto da Giussano, in via di Acquafredda (all'altezza di via di Boccea), e viale della Venezia Giulia. In via Gran Bretagna e via Emilio Longoni, invece, difficoltà di circolazione a causa della presenza di alberi sulla carreggiata. Tra viale Palmiro Togliatti e in via Giacomo Bresadola, a causa della troppa acqua sul lato della strada, i cassonetti si sono spostati occupando la carreggiata e costringendo Atac a deviare, per circa mezzora, il percorso dei tram 5, 14 e 19. Deviate anche altre tre linee bus. 

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Ventunenne trovata morta a San Giovanni, Chi L’Ha Visto: «Gli animali mangiavano i resti»

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

(di Silvia Natella)Il due maggio scorso il corpo di Amalia Voican, 21 anni, veniva trovato in pieno centro a Roma e in condizioni di degrado. Il cattivo odore dei suoi resti in decomposizione aveva allertato i vicini, ma nell'appartamento fatiscente spacciato per ostello nei pressi di San Giovanni lei non viveva da sola. In quel posto da due mesi c'era un viavai di persone ogni giorno. Il caso a Chi l'ha Visto: «È morta davanti a tutti, mangiata dagli animali». Di Amalia, di nazionalità romena, si erano perse le tracce dallo scorso 16 aprile. Amalia era da sola in Italia e le sue amiche, Romina e Caterina, avevano lanciato un appello alla trasmissione di Rai Tre. Un mese fa la tragica scoperta, i testimoni hanno raccontato una scena raccapricciante: «Il viso non c'era più. Gli hanno messo una coperta sopra e con tutti gli animali che si mangiavano questa ragazza la notte riuscivano a dormire». Incerte le cause del decesso. La ragazza si faceva chiamare Nena Panic. Una delle amiche su Facebook ha sfogato tutta la sua rabbia: «Pagherete, non avrò pace in questa vita per colpa vostra… La cattiveria umana non ha limite io non posso credere che tutto questo sia successo davvero.. Sono sconvolta sono senza parole sono addolorata sono sconcertata». 

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La nave Usa non ha celle frigorifere: lasciati in mare i corpi di 12 migranti

(Fonte: Corriere della Sera) Non ci sono celle frigorifere sulla nave americana Trenton, che martedì mattina ha soccorso un gommone di migranti nel Mediterraneo mettendo in salvo 40 superstiti. E recuperando 12 corpi, che ha però dovuto lasciare in mare proprio a causa della mancanza di celle frigorigere. «Non ci sono salme a bordo della Trenton», ha confermato l’uffici della pubbliche relazioni della Us Navy al quotidiano Repubblica.

La richiesta di aiuto

Per quanto riguarda le persone soccorse, invece, «ci stiamo coordinando con i nostri partner internazionali per decidere la destinazione». La nave della Ong tedesca Sea Watch, infatti, ha dato la sua disponibilità a prendere a bordo i superstiti «solo se ci assegnano contestualmente un porto sicuro che non sia più lontano di 36 ore di navigazione». Il rischio che la nave non vuole correre è di trovarsi bloccata in una situazione come quella dell’Aquarius, costretta a dirigersi verso il porto spagnolo di Valencia dopo la chiusura dei porti italiani. Una lunga navigazione che la Sea Watch, più piccola, non potrebbe sostenere.

L’appello

Ora la Trenton, con a bordo i 40 superstiti, si trova a vagare in mare. Da Sea Watch è arrivato un nuovo appello alle autorità: «Inaccettabile che persone che sono state letteralmente raccolte dall’acqua, che hanno visto i loro amici annegare, siano bloccate in mare senza un porto pronto ad accoglierle. Questa è una condanna schiacciante della politica dell’Unione Europea».

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In via Prenestina come a Venezia: si allaga la sede del V municipio

(Fonte: www.romatoday.it)

(di G.N.)Un acquazzone lampo, tipicamente estivo, e la sede municipale di via Prenestina si allaga. Un fiume in piena che in poco tempo si è formato sulla strada, al crocevia con viale Palmiro Togliatti, ha oltrepassato il muretto di cinta di circa 80 centimetri che separa il marciapiede dallo stabile. E ha invaso in pochi minuti l'ex sala consiliare, gli uffici e il bar al piano interrato del V municipio. Sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno subito fatto salire dipendenti e cittadini ai pieni superiori per liberare le stanze da acqua e fango. Dalle finestre, scene impensabili per nemmeno un'ora di pioggia battente: cassonetti galleggianti e auto impantanate. Una pessima sorpresa per chi aveva lasciato il proprio mezzo parcheggiato sulla via e si è visto costretto a svuotarlo dall'acqua con secchi e stracci. Atac ha dovuto deviare il percorso delle linee 5,14 e 19. "Anche via dei Gordiani è in queste condizioni. E' una vergogna – dichiara Maura Lostia capogruppo del Pd in V municipio – non c'è manutenzione, non c'è pulizia. E' tutto fermo". Commenta anche il consigliere dem Antonio Pietrosanti: "Già il quadrivia con la Togliatti è critico per la strada è in discesa e l'acqua viene convogliata al centro. In più se non vengono liberati i tombini…". Ma disagi e vie allagate hanno interessato diverse altre zone di Roma. Soprattutto l'area nord, con traffico congestionato a Labaro, Prima Porta, Grottarossa, Flaminio, Cassia, Nomentana e Salaria.

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Roma, incendio in vicolo degli Amatriciani in appartamento, donna ustionata

(Fonte: La Repubblica, di Federica Angeli) – Un incendio di grandi dimensioni si è sviluppato, poco dopo le 9, nel palazzo di vicolo degli Amatriciani, a due passi da piazza Navona. Da prime informazioni il rogo si sarebbe sviluppato nell'appartamento al primo piano a causa di candele lasciate accese. Molto velocemente le fiamme si sno propagate fino ai piani superiori.

Tre le persone rimaste intrappolate fino all'arrivo dei soccorsi – polizia e vigili del fuoco – nell'abitazione interessata dalle fiamme. Una donna, in gravissime condizioni è stata salvata e portata in codice rosso, con ustioni su tutto il corpo, all'ospedale Santo Spirito.

Evacuati due stabili dai vigili. Nello stabile a fianco a quello in cui è scoppiato l'incendio abita il presidente della Camera Roberto Fico che è sceso in strada a parlare con gli inquilini sgomberati.