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Anzio, ladro di reperti archeologici fermato dai Carabinieri

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Anzio e della Stazione di Lavinio Lido di Enea hanno arrestato un 57enne di Anzio, già conosciuto alle forze dell’ordine, con le accuse di furto aggravato e impossessamento illecito di beni archeologici. Poco prima dell’alba di ieri, la Centrale Operativa di Anzio ha ricevuto il segnale di allarme proveniente dai sensori di movimento installati nello scavo archeologico della villa romana ubicata nella Riserva Naturale di Tor Caldara. Arrivati sul posto, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, accompagnati dal personale della Riserva, hanno notato da lontano una piccola luce provenire dalla cima di una scogliera, proprio lungo il sentiero che porta alla villa romana. Nonostante le condizioni meteo proibitive, i Carabinieri hanno deciso di appostarsi sulla spiaggia e, dopo circa un’ora, hanno visto sopraggiungere il 57enne con in mano una torcia e una busta scura. I militari lo hanno immediatamente bloccato e sottoposto ad una perquisizione, trovandolo in possesso di numerosi attrezzi da scavo ancora sporchi e numerosi frammenti di terracotta e mosaici appena prelevati dal sito archeologico. Nel frattempo, i Carabinieri della Stazione di Lavinio Lido di Enea hanno fatto scattare la perquisizione anche nella sua abitazione, all’interno della quale hanno rinvenuto numerosi altri reperti archeologici tra cui due teste di muflone in marmo, un travertino di circa 80 cm di lunghezza, una grossa porzione di mosaico di circa 50 cm per lato, nonché vasellame vario, il tutto in ottimo stato di conservazione. Il ladro è stato ammanettato ed è stato accompagnato nella sua abitazione, dove rimane agli arresti domiciliari in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria. 

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Il “Protocollo EVA” salva donna vittima di violenza

Grazie al protocollo EVA, realizzato dalla Polizia di Stato per il contrasto alla violenza di genere, emergono ogni giorno situazioni di soprusi fisici e psicologici che, invece, sarebbero restate confinate tra le mura domestiche. Ed è stato proprio grazie a tale protocollo che gli agenti del Reparto Volanti della Questura di Roma avevano le informazioni sul caso specifico, prima ancora di intervenire per una “lite in famiglia violenta” nel quartiere Collatino, segnalazione giunta al 112 del NUE, poco prima di mezzogiorno di sabato scorso. I poliziotti hanno trovato S.M. , un 30enne italiano, scalzo, fuori la sua abitazione, mentre la moglie, piangendo, dalla finestra, richiamava l’attenzione degli agenti, urlando che era stata picchiata. L’uomo, dopo essersi rifiutato di fornire le proprie generalità, ha provato a staccare uno specchietto da uno scooter li parcheggiato ma è stato bloccato; la furia dello stesso non si è fermata neanche quando, con le manette di sicurezza ai polsi, è stato messo nell’auto di servizio ed ha spaccato con i piedi uno dei finestrini. La vittima racconterà invece che poco prima, il marito, al culmine dell’ennesima lite, l’aveva colpita con un comodino procurandole un grosso ematoma all’addome e una brutta ferita alle labbra. Ma la giornata di violenza di S.M. non è terminata; quando, negli uffici del commissariato Torpignattara, ha capito che, grazie alle informazioni del protocollo EVA, oltre ad essere arrestato per le violenze nei confronti degli agenti ed il danneggiamento dell’auto di servizio, era diretto a Regina Coeli per  le violenze nei confronti della moglie, ha cercato di auto lesionarsi e si è scagliato nuovamente contro i poliziotti che cercavano di farlo desistere da tale gesto. In ospedale sono finiti la donna ed uno degli agenti; ne avranno rispettivamente per 25 e 15 giorni.

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Allerta meteo, scuole chiuse a Roma

Pochi istanti fa il Campidoglio ha reso noto che è stata firmata l'ordinanza sindacale per la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado (compresi gli asili nido) a Roma nella giornata di domani, lunedì 26 febbraio. La decisione è stata presa in seguito all'ultimo aggiornamento delle previsioni fornite dalla Protezione Civile della Regione Lazio.

Un'altra ordinanza potrebbe essere firmata in giornata: quella che dispone la chiusura fino a cessata allerta di parchi, ville storiche e cimiteri.

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Roma, oltre 120 posti letto abusivi per clandestini: blitz all’Esquilino

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Controlli e posti di blocco nelle strade ma non solo. Nell'ultimo mese, infatti, nel rione Esquilino i carabinieri della Compagnia Roma piazza Dante hanno anche eseguito approfonditi accertamenti alle attività ricettive, spesso ricovero di cittadini stranieri che svolgono attività irregolari o senza fissa dimora. I militari hanno passato al setaccio 43 attività, 6 alberghiere e 37 extra alberghiere (B&B, affittacamere e case vacanze). Diciotto delle strutture, su proposta dei carabinieri della Compagnia piazza Dante, che ne hanno rilevato i presupposti, sono state chiuse ai sensi dell’articolo 100 del Tulps.

Ai gestori è stato notificato il decreto emesso dal Questore di Roma. In totale le sanzioni per violazioni amministrative riscontrate ammontano a 32.500 euro. In particolare, i carabinieri hanno scoperto che all’interno di dieci appartamenti in uso a cittadini stranieri, erano ospitate oltre 120 persone. Alcuni posti letto venivano anche affittati a più persone nella stessa giornata. Identificati numerosi occupanti, molti senza fissa dimora già noti per la loro assidua presenza e bivacco in piazza Vittorio Emanuele II. 

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Roma, smog, domenica blocco delle auto

(Fonte: www.repubblica.it)

Il 25 febbraio 2018 è in programma l’ultima domenica ecologica della stagione invernale. Questi gli orari del blocco del traffico all’interno della fascia verde: veicoli fermi dalle ore 7.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Il blocco terminerà a quell’ora per permettere ai tifosi di raggiungere lo stadio Olimpico, dove è in programma la partita di calcio Roma-Milan (ore 20:45). Si fermeranno, come si può leggere nell’ordinanza del comune, anche i veicoli diesel Euro 6.

Le deroghe riguardano i veicoli a benzina Euro 6, quelli elettrici e ibridi, a gpl, a metano e i mezzi bi-fuel, così come le moto a 4 tempi Euro 3 e successive, i ciclomotori a 2 ruote a 4 tempi Euro 2 e successivi, i mezzi con contrassegno disabili, i veicoli car sharing e car pooling, che potranno tutti circolare regolarmente.

Queste iniziative, spiega il Campidoglio, sono volte a migliorare la qualità dell’aria in città e sono delle procedure standard. Qualora il livello degli inquinanti dovesse peggiorare, il Comune di Roma provvederà ad estendere i divieti anche durante la settimana, come è avvenuto già in passato.

Polemizza con la decisione di mantenere la domenica ecologica nonostante le piogge di questi giorni e quelle previste per domenica Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale del Movimento Ecologista, Ecoitaliasolidale: "In questi giorni sta piovendo e per domenica il meteo segnala ancora pioggia. Gli unici che non si sono accorti di questo sono la Sindaca Raggi e l'Assessora all'Ambiente di Roma Capitale che ad oggi confermano la quarta domenica senza automobili. Peraltro un provvedimento demagogico e lontano da soluzioni ecologiche che produce solamente un danno ai cittadini, al commercio, al turismo ed all'economia della Capitale".

"Questa amministrazione non hanno fatto nulla in materia ambientale, hanno abbandonato  i parchi, i giardini, gli alberi della città, vi è stato un incremento del traffico a causa di un servizio di trasporto pubblico sempre più impraticabile, quindi un evidente aumento dell'inquinamento.

Per non parlare del problema dei rifiuti e della pulizia delle strade eppure si continua, anche con la pioggia, con provvedimenti come quello del blocco delle auto. Lanciamo un appello all'Amministrazione di Roma Capitale – conclude Benvenuti – affinchè si sospenda il blocco delle auto questa domenica invitando ad assumere invece provvedimenti concreti  per abbattere l'inquinamento, per migliorare la qualità della vita e della salute nella Capitale".

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Roma, sos gelo e neve: pronti spargisale. Il piano Raggi

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Lorenzo D'Albergo) – Chi teme Burian, l’ondata di gelo in arrivo dalla Russia, e il suo abbraccio di ghiaccio si è mosso in anticipo: corsa al supermercato più vicino per fare scorta di cibarie, termosifoni sempre accesi per evitare che le tubature gelino e una generosa manciata di sale sui gradini che conducono al portone di casa. Perché la perturbazione che promette di paralizzare la capitale preoccupa, anche in Campidoglio. Da domani il termometro scenderà al di sotto dello zero, fino a meno tre. E le ore a cavallo tra domenica e lunedì saranno le più critiche: potrebbe anche nevicare. Come nel 2012, quando l’amministrazione Alemanno fu colta completamente alla sprovvista. Il Comune a trazione M5S, a ridosso delle elezioni, vuole evitare a ogni costo la replica.

Ieri, allora, la giornata a palazzo Senatorio (senza la sindaca Virginia Raggi, diretta in Messico per la conferenza Women4Climate e sostituita dal vice Luca Bergamo) è stata scandita da riunioni e vertici con municipi e vigili urbani. Scorte di sale, mezzi per il pronto intervento, squadre di operatori della protezione civile e di volontari. Gli ultimi hanno risposto mettendo subito a disposizione 50 spargisale e 500 pale. Anche i municipi sono stati interrogati: nel II, per esempio, ci sono 12 bancali di sale da 250 chili, 12 operai, 4 pale meccaniche e 4 autocarri pronti a entrare in azione se il preavviso dovesse trasformarsi improvvisamente in allerta. La polizia municipale nelle prossime ore potrebbe distribuire il sale anche nelle scuole.

Capitolo senzatetto. Il Comune ha chiesto a Grandi Stazioni e Atac la possibilità di tenere aperte, in caso di neve, le stazioni ferroviarie e le metro anche di notte. Mentre è scattata la ricognizione per trovare posti letto a sufficienza in ogni quartiere. Come si legge nell’ordinanza firmata dalla prima cittadina lo scorso 7 dicembre, poi, gli autobus dovranno circolare con catene o almeno montare pneumatici termici. Mentre « i conducenti di taxi » saranno autorizzati «a protrarre l’orario di lavoro anche oltre la normale pianificazione dei turni previsti dalla vigente regolamentazione».

Il provvedimento ricalca in buona parte il piano di protezione civile approvato nel 2008 e mai più aggiornato: la parte relativa alla “ formazione di ghiaccio e alle ondate di grande freddo” si apre addirittura con un atto firmato dall’ex sindaco Walter Veltroni. C’è poi il caso del capo della protezione civile comunale: ad oggi Diego Porta, comandante dei vigili urbani, ne è titolare ad interim. «Con la prossima rotazione dei dirigenti — spiegano dal Comune — potrebbe essere sostituito ». Si vedrà.
Intanto il numero uno dei caschi bianchi ieri ha dovuto stilare la lista degli incroci e delle arterie più importanti da salare preventivamente. Se una nevicata su Roma è un rischio da monitorare ora per ora, la certezza è che le strade ghiacceranno.

«La zona dei Castelli e quella del reatino — spiegano i volontari della protezione civile — sono quelle che vedremo sicuramente imbiancate. Ad Amatrice sta già nevicando da un bel pezzo». A Castel Gandolfo le scuole lunedì rimarranno chiuse. Mentre la Città Metropolitana ha disposto l’accensione straordinaria degli impianti di riscaldamento in tutti gli istituti di sua competenza per mantenere la temperatura sempre almeno a 20 gradi. Insomma, ci si prepara al peggio guardando al meteo. E, grillini in testa, incrociando le dita.

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Roma, banditi in gioielleria a Talenti: botte a due commesse, i malviventi inseguiti da altri negozianti

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Un colpo che avrebbe potuto fruttare migliaia di euro, ma che grazie all'iniziativa di due negozianti è andato in fumo. Siamo a Talenti, in viale Marx. Sono le 16,30 di giovedì pomeriggio. Un'auto si avvicina alla gioielleria Mariani dove ci sono le due commesse in attesa di qualche cliente. I banditi osservano, si guardano attorno. Attendono il momento opportuno ed entrano in azione. Due uomini, parzialmente travisati, entrano nella gioielleria. Una volta dentro strattonano violentemente e buttano a terra le due commesse, minacciandole di fare quello che dicono, senza scherzi.

Fuori dal negozio c'è il palo, un sessantenne con indosso occhiali scuri, racconteranno i testimoni. E' a bordo dell'auto pronta per la fuga. I complici all'interno del negozio fanno razzia di oro, gioielli e orologi dagli espositori e dalle vetrine. Sono fasi concitate. Le ragazze impaurite urlano per la disperazione. Tanto che fuori qualcuno le sente e si mobilita. I rapinatori escono in fretta e furia, ma appena in strada vengono affrontati e inseguiti da un paio di negozianti: volano calci, pugni e schiaffoni. Ad avere la peggio sono proprio i banditi che devono batttere in ritirata. Mollano la refurtiva e saltano al volo nell'auto del complice che intanto è passato a prendeli.

Pochi secondi e spariscono nel nulla. Da lontano si sentono le sirene della polizia. Quando gli agenti arrivano alla gioielleria vengono fornite le prime informazioni. Tipo di auto, targa, descrizione dei banditi. Parte la caccia e le indagini. Le due commesse vengono aiutate a riprendersi dallo choc. I testimoni, ascoltati. «Abbiamo avuto più di dieci rapine in meno di un mese in questa zona – dicono furibondi alcuni commercianti – e una situazione del genere non è più tollerabile». E tra la folla, c'è anche qualche gido di rabbia: «Se continua così, dovremo cominciare a farci giustizia da soli».

 

 

 

 

 

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Polizia ferma banda di ladri peruviani

L’operazione condotta dai “Falchi” della Sezione “Contrasto al Crimine diffuso” della Squadra Mobile, conclusasi nel pomeriggio del 19 scorso con l’esecuzione di un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di A. H., 35enne originaria del Perù, è solo l’ultimo atto di una lunga attività investigativa che i poliziotti romani, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno condotto negli ultimi mesi per fronteggiare il fenomeno delle centinaia di furti con destrezza commessi nella Capitale da sudamericani, dallo scorso anno. Due le tecniche più utilizzate. La prima consiste nel distrarre la vittima con la scusa delle chiavi a terra: le vittime, quasi sempre donne, vengono avvicinate da due o tre persone mentre sono in procinto di salire a bordo della propria autovettura dopo aver effettuato acquisti. Uno di loro si avvicina all’autovettura dicendo alla donna che le sono cadute le chiavi, in realtà gettate da un complice, lei si china per raccoglierle e non si accorge che un’ altra persona si è introdotta dal lato passeggero sottraendole la borsa e gli effetti personali. Un terzo complice, in attesa nei pressi a bordo di un’autovettura, preleva i due ladri per poi darsi alla fuga. L’altra tecnica consiste nel sottrarre le borse delle vittime all’interno di ristoranti o alberghi, approfittando della confusione che si genera  in luoghi animati dalla presenza di numerose persone. In questi casi, i soggetti si muovono discretamente tra i tavoli e, individuate le borse di maggior pregio appoggiate sulle sedie degli avventori, si avvicinano, di solito con una giacca in mano,  nascondendo la refurtiva sotto l’indumento. Proprio questa seconda tecnica è stata osservata nel caso di un furto commesso in danno di una turista americana alla quale, nell’agosto scorso, fu sottratta una borsa di notevole valore, contenente 100 mila dollari in preziosi, presso un hotel nella zona di Monte Mario. In quell’occasione, le immagini di video sorveglianza ripresero un uomo che, dopo aver commesso il furto, uscì tranquillamente dall’albergo, per essere prelevato da un complice a bordo di una Renault Modus, risultata, come spesso accade, intestata ad un prestanome. Le indagini subito avviate hanno permesso di risalire agli autori del clamoroso furto commesso nei primi giorni di dicembre, quando incrociando i dati ricavati da alcuni siti internet con il database in uso alle forze di polizia, i poliziotti hanno riconosciuto in G.M.W. l’autore del furto in argomento. L’immagine della fotosegnaletica, confrontata con quella ripresa dall’impianto di videosorveglianza dell’hotel, attraverso i sofisticati sistemi di comparazione antropometrica in uso al Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica della Questura, ha dipanato ogni dubbio sull’autore.
Da quel momento, analizzando le frequentazioni del medesimo, è stato possibile risalire alla A. H. ed al fratello G.M., allo stato non risultati implicati nello specifico episodio. Individuata la loro dimora ad Ostia i tre, sospettati di concorrere tra loro nei furti messi a segno nella Capitale, sono stati pedinati per giorni fino a quando, la sera del 4 novembre scorso, a bordo della stessa Renault Modus, hanno deciso di razziare i ristoranti del centro storico romano.
In uno di questi furti, tuttavia, i “Falchi” della Polizia di Stato sono riusciti ad intercettare in flagranza i tre ed a ricostruirne la serata criminale:
·alle 21:00, i tre si recavano presso un ristorante di via del Porto Fluviale e, mentre il più giovane rimaneva in macchina, la donna e l’altro uomo si insinuavano tra i tavoli sottraendo la borsa di un italiano, con tutti gli effetti personali;
·alle 22:00, colpivano un ristorante in via Properzio, dove rubavano una borsa di ingente valore ad una ragazza, contente effetti personali, cellulari e denaro;
·alle 22:08 venivano ripresi dalle telecamere di uno sportello bancomat mentre, utilizzando il bancomat appena sottratto alla ragazza, prelevavano dal conto corrente centinaia di euro.
· alle 22:15, non paghi, entravano in un ristorante di piazza San Pantaleo ed asportavano una borsa di un’altra cliente che non si avvedeva di nulla.
In quel momento, però, due pattuglie dei Falchi, che avevano assistito al furto mescolati tra i clienti, li bloccavano e traevano in arresto. Ricostruite le diverse vicende della serata, tutta la refurtiva veniva restituita alle vittime. Nel corso delle perquisizioni successive all’arresto, presso l’abitazione della donna veniva ritrovato uno zaino di una prestigiosa marca, del tutto identico a quello asportato da G.M. W.  in occasione del furto all’albergo di Monte Mario del 30 agosto. I tre, condotti l’indomani dinanzi all’Autorità Giudiziaria, venivano condannati con pene dai 6 agli 8 mesi di reclusione ma, una volta liberati,  si erano resi irreperibili fuggendo all’estero, tanto da indurre i poliziotti della Squadra Mobile, che avevano ottenuto nel frattempo dall’autorità giudiziaria una ordinanza di custodia cautelare in carcere a loro carico,  ad inoltrare una nota di ricerca anche in area Schengen. Tuttavia, monitorando costantemente il profilo social di A. H., gli investigatori notavano che la stessa, dopo mesi di silenzio, la notte del 19 c.m. postava una foto ed un commento che rivelavano il suo ritorno in Italia dopo la fuga. Nonostante questo post fosse stato rimosso dalla donna poche ore dopo, l’errore banale consentiva ai poliziotti di individuarla, catturarla e condurla presso il carcere di Regina Coeli. A seguito del considerevole numero di furti della stessa specie registrati sul territorio capitolino, è stata avviata un’intensa attività di indagine che ha consentito sinora di individuare, oltre a quella descritta, diverse “batterie” di soggetti, tutti sudamericani, che, coordinati ed in concorso tra loro, si muovevano tra i centri commerciali, alberghi e ristoranti della città con il modus operandi sopra descritto. All’esito delle indagini, tutt’ora in corso, la Polizia di Stato ha tratto in arresto 8 persone e denunciate 4, recuperato centinaia di borse rubate, parte delle quali restituite ai legittimi proprietari. Per altri soggetti, tra i quali i due peruviani complici della A.H., sono ancora in corso le ricerche finalizzate all’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere.

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Ostia, Carabinieri arrestano prestanome del clan Fasciani

I Carabinieri della Stazione di Roma Cinecittà hanno arrestato Davide T.,  ritenuto prestanome dei Fasciani, notificandogli l’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma, dopo la sentenza della Corte di Cassazione dell’altro ieri che ha reso esecutiva la sentenza che lo riconosce colpevole, in concorso con altri personaggi di Ostia riconducibili al clan Fasciani, dei reati previsti dall’articolo 12 quinques della legge 356/1992 (intestazione fittizia di beni); art. 7 legge 203/1991 (circostanza aggravante dall’utilizzo del metodo mafioso); agendo avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416bis cp, al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso. Avendo già scontato, per i delitti commessi, parte della pena principale a 3 anni e 3 mesi di reclusione, l’uomo dovrà espiare la pena residua di mesi 4 e giorni 7 di reclusione presso il carcere di Rebibbia dove è stato tradotto dai Carabinieri.

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G.R.A, uomo fermato con tre kili di cocaina

Tre panetti di cocaina purissima da un kilo l’uno; questo il risultato di un controllo della Polizia di Stato sul Grande Raccordo Anulare. Una pattuglia della Polizia Stradale di Roma, in servizio sul GRA, impegnata nei controlli per prevenire i furti presso le aree di servizio, ha ritenuto sospetto un uomo che, alla guida di una Nissan Micra, è entrato nella stazione di servizio Pisana; F.F. , queste le iniziali del 57enne già noto alle Forze dell’Ordine, vedendo la pattuglia, è sceso dall’auto e, alzandosi il bavero della giacca per coprirsi il volto, è entrato nel ristorante. I poliziotti hanno proceduto al controllo e, sul sedile posteriore dell’auto, in una busta di carta colorata, hanno trovato tre kili di cocaina purissima, divisa in tre panetti. F.F. è stato quindi arrestato e condotto presso il carcere romano di Regina Coeli; l’auto, così come la cocaina, è stata posto sotto sequestro.