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“Emergenza Freddo, il piano della città metropolitana”

A seguito delle condizioni climatiche previste nei prossimi giorni, la Città metropolitana di Roma Capitale ha disposto l’accensione straordinaria degli impianti di riscaldamento negli edifici scolastici di propria competenza, dalla mezzanotte alle 12.00 di lunedi 26 febbraio, e nei giorni successivi, per tutta la durata dell’emergenza freddo. Verrà così mantenuta una temperatura interna in linea con gli rispettare gli standard ambientali e climatici previsti all’apertura delle scuole (20°), prevenendo disagi a studenti e insegnanti. Non solo, gli uffici della Città metropolitana di Roma Capitale sono a lavoro per pianificare e mettere in atto tutte le misure organizzative, di monitoraggio e pronto intervento, volte a fronteggiare le possibili situazioni di emergenza che, data l’allerta meteo prevista, potrebbero verificarsi nei prossimi giorni, non solo negli edifici scolastici, ma anche su tutte le infrastrutture, a partire dalle strade. Polizia metropolitana, viabilità, edilizia scolastica, ambiente, difesa del suolo e protezione civile in ambito metropolitano, già operative in queste ore per la pianificazione delle misure di intervento, si incontreranno in un tavolo di coordinamento la mattina di lunedì.
 

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Rubava e rivendeva in proprio vaschette di gelato, fermato dalla Polizia

Già da dicembre, il proprietario di uno storico bar – gelateria situato in zona Prati  aveva iniziato a nutrire seri dubbi sulla fedeltà di un suo dipendente, avendo ripetutamente constatato la mancanza di una parte consistente della sua produzione artigianale. Perdurando tale situazione, alla fine si è deciso a rivolgersi agli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Prati, diretto da Domenico Condello, che hanno subito iniziato a svolgere le indagini. Pedinando il corriere mentre faceva le consegne a bordo del furgone dell’azienda, lo hanno visto varcare l’ingresso di un centro commerciale per poi raggiungere una gelateria all’interno. Qui, ricevuta una busta da un uomo, ha iniziato a contare i soldi. A quel punto i poliziotti sono intervenuti, trovando nel retrobottega 11 vaschette di gelato, appena consegnate. Dai successivi accertamenti è emerso che il dipendente, 45enne di nazionalità romena, oltre alle 76 vaschette regolarmente consegnate, aveva asportato dal congelatore altre 11 vaschette. Il materiale rinvenuto è stato poi riconsegnato al proprietario. Al termine dell’attività, gli agenti hanno deferito all’autorità giudiziaria sia il dipendente infedele che il proprietario della gelateria che si riforniva illecitamente.
 

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Fiumicino, ladri di profumi in manette

I Carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma, nell’ultime 24 ore, hanno denunciato quattro passeggeri per tentato furto. Si tratta precisamente di due cittadini italiani di origine campana di 24 e 25 anni, un romeno di 49 anni e un albanese di 47 anni, che sono stati sorpresi dai Carabinieri mentre stavano trafugando dei profumi e cosmetici dagli scaffali espositori dei duty-free shop ubicati all’interno dell’area internazionale dell’Aeroporto. La refurtiva, per un valore complessivo di 1.000 euro, è stata recuperata e restituita ai responsabili degli esercizi. I Carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma, nel corso dei controlli nelle aree aperte al pubblico e i viali dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, hanno identificato e controllato più di 150 passeggeri, 50 autovetture ed elevato numerose violazioni al codice della strada.

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Regione Lazio, sistema di Protezione Civile in preallerta

«L’Agenzia regionale di Protezione Civile del Lazio ha riunito questa mattina presso la Sala operativa regionale i rappresentanti dei coordinamenti delle associazioni di Protezione Civile. L’incontro è stato organizzato in considerazione della preallerta per il maltempo previsto a partire da domenica con possibili precipitazioni nevose anche in pianura, sul litorale, sulla città di Roma e su tutto il territorio regionale. Questo incontro rientra in un lavoro più ampio svolto da diversi giorni dall’Agenzia regionale di Protezione Civile. Sono già state contattate telefonicamente tutte le Prefetture per anticipare il contenuto di una nota volta a sensibilizzare gli Enti proprietari delle strade ad attuare puntualmente i Piani Neve e i Comuni, le Province del Lazio e la Città Metropolitana di Roma ad attuare le previsioni dei Piani di Emergenza. Le associazioni di Protezione Civile presenti sui vari territori stanno organizzando squadre supplementari per fronteggiare le eventuali situazioni più critiche. Le risorse disponibili, sulla base dei dati risultanti dall’Elenco territoriale delle Associazioni di Protezione civile della Regione Lazio, sono:
• 63 lame spazzaneve; • 115 Pick-Up idonei al servizio neve; • 75 mezzi polifunzionali con assetto neve; • 35 turbine a mano; • 219 mezzi spargisale.
Nella sala operativa permanente della Regione Lazio saranno inoltre presenti a partire da domenica, per coordinare al meglio gli eventuali interventi sul territorio, tecnici dell’Azienda Strade Lazio (Astral) e rappresentanti dei Vigili del Fuoco. Considerate le possibili gelate l’Agenzia regionale di Protezione Civile del Lazio, in accordo con la stessa Astral, ha disposto quantitativi di sale stoccati in diversi punti della regione. È stata prevista una specifica pianificazione operativa per i territori colpiti dal sisma dell’agosto del 2016, in conseguenza della loro fragilità.  Ai volontari di Protezione Civile già presenti sul posto si aggiungeranno altre 5 squadre provenienti dalle altre province. Nella giornata di domani, ad Amatrice, è stato convocato un punto operativo presso il COI. Sul portale web della Regione Lazio è presente in evidenza dalla giornata di ieri un decalogo utile ai cittadini in caso di nevicate e gelo, in particolare per quanto concerne gli spostamenti: www.regione.lazio.it/freddo. In caso di necessità, per interventi di assistenza alla popolazione, è attiva h24 la Sala operativa della Protezione civile della Regione Lazio al numero: 803 555. Seguiranno eventuali allertamenti ufficiali con bollettini di criticità emessi dal Centro Funzionale Regionale dell’Agenzia regionale di Protezione Civile in relazione alle previsioni formulate dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile».

 

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Rubava ai pazienti dell’ospedale Santo Spirito, fermata 50enne

Rubava telefonini dagli armadietti del reparto dell'Ospedale Santo Spirito, quando erano assenti alcune persone nel reparto. Questa la tecnica utilizzata da una 50enne romana. Ad incastrarla alcuni testimoni che, dopo aver notato la donna in azione, hanno avvisato le forze dell'ordine. Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Borgo hanno individuato e fermato la donna che è stata trovata con un portafoglio rubato e, all'interno dello zaino, quattro telefoni rubati, fra cui uno smartphone. Secondo gli accertamenti svolti dagli agenti, la donna aveva già commesso altri due furti. La donna è al momento agli arresti domiciliari. 

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Roma, stipendi gonfiati: 4 carabinieri sotto accusa

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Francesco Salvatore) – Sono accusati di essersi gonfiati gli stipendi arrivandosi ad intascare la cifra monstre di 490mila euro. Non parliamo di criminali scafati ma di quattro carabinieri in forze, tra il 2012 e il 2014, al comando Brigata granatieri di Sardegna. I militari sono stati rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Roma Giulia Proto, su richiesta del pubblico ministero Saverio Francesco Musolino, per una sfilza di reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa informatica passando per il falso e la ricettazione. Stando alle accuse il Capitano Guglielmo Romano, capo del servizio amministrativo e della gestione finanziaria, e i tre marescialli Stefano Cappella, aiuto cassiere, Fabio Di Cosimo, contabile degli assegni, e Paolo Buccheri, militare in servizio, si sarebbero messi d’accordo per aumentarsi gli stipendi a colpi di decine di migliaia di euro alla volta. I fatti risalgono al periodo fra l’agosto 2012 e il giugno 2014, mese in cui il raggiro è venuto alla luce e sono cominciati gli accertamenti.

A disporli è stata prima la procura militare. Poi il fascicolo è passato sulla scrivania del pm Laura Condemi che, dopo gli approfondimenti del nucleo di polizia tributaria della finanza, lo scorso anno ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e quattro. Secondo gli inquirenti il meccanismo era possibile proprio in virtù del ruolo che ricoprivano alcuni militari all’interno dell’ufficio, ovvero gestire le finanze del comando, in particolare le retribuzioni. Per far passare tutto sotto traccia i quattro intervenivano sia all’interno della procedura informatica di assegnazione degli stipendi, sia nei documenti cartacei. In sostanza venivano alterati, sui server, gli importi da attribuire ai destinatari dello stipendio. Ogni singolo mese, per tredici mesi nell’arco di due anni, i militari si sarebbero modificati da sé le cifre da destinarsi. Talvolta a colpi anche di 25mila euro alla volta. Importi che sarebbero stati regolarmente erogati sui loro conti correnti e poi incassati. Chi più e chi meno – Buccheri fino al marzo 2013 – avrebbero commesso un abuso in piena regola spartendosi soldi non dovuti, in barba alla stessa Arma.

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Controlli a tappeto dei Carabinieri nella zona sud-est della città

Nell’ultima settimana, i Carabinieri della Compagnia Roma Casilina hanno eseguito un servizio coordinato di controllo nei territori di competenza. L’attività, svolta nelle zone di Centocelle, Cinecittà, Torpignattara e Quadraro, ha portato all’arresto di 8 persone e alla denuncia a piede libero di altre 13. In manette è finito un 19enne romano, arrestato dai Carabinieri della Stazione Roma Tor Tre Teste con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Transitando in via Lionello Petri, i Carabinieri hanno notato il giovane aggirarsi a piedi con fare sospetto e lo hanno fermato per un controllo. Nascoste nelle tasche interne del suo giubbotto, i militari hanno rinvenuto decine di dosi di hashish. La successiva perquisizione nell’abitazione del pusher, in via del Caprifoglio a Centocelle, ha permesso ai Carabinieri di recuperare e sequestrare circa mezzo chilo della stessa sostanza stupefacente e denaro contante, ritenuto provento dell’attività illecita. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa del processo. In manette anche tre persone, un 20enne, un 21enne e un 41enne, cittadini romani con precedenti, arrestati dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Piazza Dante, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Roma per reati inerenti gli stupefacenti. Sono stati portati in carcere a Regina Coeli. Con la stessa accusa, altri due cittadini romani, un 40enne e un 47enne, già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati in esecuzione di ordinanze di applicazione agli arresti domiciliari emesse dal Tribunale di Roma. Gli stessi Carabinieri hanno arrestato anche due pusher, un 24enne del Senegal, senza fissa dimora, “pizzicato” mentre cedeva dosi di eroina ad un tossicodipendente, e un 54enne romano, sorpreso in possesso di dosi di hashish. La perquisizione nella sua abitazione ha permesso di sequestrare circa 50 g di droga e oltre 4.500 euro, ritenuti provento dello spaccio. Sempre i Carabinieri della Stazione di Roma Tor Tre Teste hanno denunciato un 20enne romano, con precedenti, fermato alla guida dell’auto, intestata alla madre, sprovvisto di patente di guida, mai conseguita. I Carabinieri della Stazione Roma Torpignattara hanno denunciato a piede libero due conviventi, una 46enne del Marocco e un 44enne della Tunisia, con l’accusa di furto di energia elettrica. I due, mediante la manomissione del contatore e un allaccio abusivo, fornivano di corrente elettrica la loro abitazione in via di Villa Santo Stefano. Deferito in stato di libertà anche un 43enne romano, sottoposto agli arresti domiciliari, trovato fuori la sua abitazione senza permesso. Stessa accusa anche per un 50enne e un 52enne romani, sono stati denunciati dai Carabinieri della Stazione Roma Quadraro, e una 25enne di origini tedesche, denunciata dai Carabinieri della Stazione Roma Alessandrina. Un 40enne romano invece è stato denunciato dai Carabinieri della Stazione Roma Cinecittà per l’inosservanza degli obblighi degli arresti domiciliari a cui era sottoposto. I Carabinieri hanno denunciato a piede libero un cittadino del Bangladesh, di 22 anni, trovato in possesso di dosi di eroina e di 9 pasticche di yaba. I Carabinieri della Stazione Roma Appia hanno denunciato per furto un 36enne della Georgia, bloccato dopo aver rubato 9 bottiglie di alcolici da un supermercato. Infine, i Carabinieri della Stazione Roma Centocelle hanno denunciato tre persone: un 25enne romano trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza di 25 cm; due 30enni, cittadini romeni senza fissa dimora, sorpresi a smontare alcune parti meccaniche da due ciclomotori in sosta.

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Incidente mortale sulla via Aurelia

Nella tarda mattinata di oggi si è verificato uno scontro mortale lungo la via Aurelia (km 10+100). Il sinistro è avvenuto, di preciso, all'altezza dello svincolo con il Grande Raccordo Anulare, sulla corsia di sorpasso, ed ha coinvolto un autobus della linea Cotral ed uno scooter. Il conducente di quest'ultimo è deceduto sul posto. La dinamica dell'incidente è ancora da chiarire e, al momento, stanno effettuando i rilievi scientifici gli agenti del Gruppo Aurelio della Polizia Locale, presenti insieme al personale Anas e al 118. Traffico congestionato a causa del sinistro. 

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Istituto Regina Elena, nuovo studio sui tumori squamosi testa-collo

Nel mondo quasi una persona su due con un tumore presenta la mutazione del gene che produce la proteina p53. In moltissimi casi queste mutazioni trasformano p53 da “angelo buono”, soppressore dei tumori, in una delle proteine più aggressive della trasformazione maligna: in queste condizioni p53 non solo non svolge più le funzioni originarie, ma acquisisce proprietà oncogeniche che favoriscono il tumore. Ricercatori dell’Istituto Regina Elena di Roma hanno individuato un importante meccanismo d'azione di p53 mutata nei tumori squamosi della testa-collo. I pazienti colpiti dalla neoplasia e con tale mutazione hanno in genere un decorso infausto, con una bassa risposta alla radio e chemioterapia e questo spiega l'urgenza di trovare strategie per bloccare l'azione di p53 mutata. I risultati dello studio condotto da Giovanni Blandino e Silvia Di Agostino del Laboratorio di Oncogenomica ed Epigenetica IRE e pubblicati su Theranostics dimostrano che, nei tumori testa-collo, p53 mutata è in grado di agire sull’attività di specifiche molecole di RNA con importanti funzioni regolatorie. Più precisamente, nella cellula tumorale una di queste molecole, il long ncMIR205HG indotto da p53 mutata, sequestra un piccolo micro-RNA, chiamato miR-590-3p. Questo soppressore tumorale una volta sequestrato non può più limitare la proliferazione incontrollata delle cellule maligne. Spezzare il legame tra i due RNA ripristina le normali funzioni di miR-590-3p e rallenta la proliferazione e la capacità migratoria delle cellule maligne. Il meccanismo d'azione di p53 mutata può quindi essere considerato un bersaglio per terapie molecolari di precisione nei tumori aggressivi della testa-collo. L’importante scoperta è stata possibile grazie al contributo del Ministero della Salute che ha sostenuto il progetto “Genomic instability (IN) in Head&Neck cancers: Role of Gain of Function activity (GOF) of p53 mutants” di cui Silvia Di Agostino è la responsabile scientifica, e dell’Associazione per la Ricerca sul Cancro (AIRC) che sostiene la ricerca sullo studio delle attività oncogeniche di p53 mutata. I tumori testa-collo rappresentano il 4% di tutte le neoplasie, ogni anno in Italia sono diagnosticati oltre 9.500 nuovi casi. Gli uomini sono i più colpiti dalla malattia e nella fascia d’età tra 50 e 69 anni è la quinta neoplasia più frequente (dati AIRTUM). Un recente lavoro dell’Istituto Regina Elena di Roma rivela che la proteina p53 mutata induce la crescita incontrollata di tumori squamosi della testa-collo stimolando l'aberrante attività di lunghi RNA. La proteina p53, anche detta “guardiano del genoma”, è uno dei più potenti soppressori tumorali che il corpo umano ha a disposizione. «Tuttavia le forme mutate della proteina si comportano in modo diverso – spiega Giovanni Blandino – con attività molteplici: inducono o reprimono in modo aberrante vie di segnalazione costituite da enzimi, complessi molecolari e modificano l'espressione di RNA con importanti funzioni regolatorie delle cellule. Il nostro gruppo studia le attività oncogeniche di p53 mutata nei tumori squamosi della testa-collo. Tali neoplasie sono molto aggressive e con una percentuale di mutazioni del gene di p53 che arriva al 70-80%». «Negli ultimi anni – continua Silvia Di Agostino – è stata definita la cosiddetta classe di RNA non codificanti in cui sono inclusi i long non-coding RNA (long ncRNA). Nel nostro lavoro abbiamo mostrato che la p53 mutata nei tumori testa-collo è in grado di agire su long ncMIR205HG, inducendolo a comportarsi come un RNA oncogenico. In che modo? Legandosi al piccolo micro-RNA, miR-590-3p, e impedendogli di fatto di svolgere il proprio compito che consiste nel limitare la proliferazione incontrollata delle cellule. Questo meccanismo porta alla crescita del tumore e alla formazione di metastasi. Gli esperimenti hanno dimostrato che se il legame tra long ncMIR205HG e miR-590-3p si spezza, si riesce a ripristinare l'attività di soppressore tumorale di miR-590-3p». «La ricerca – conclude Gennaro Ciliberto – nasce dalla spinta a studiare quali nuove aberranti attività svolge la proteina p53 mutata. In futuro questi risultati potrebbero essere informazioni preziose per sviluppare terapie mirate a disarmare questo importante bersaglio».

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Campidoglio, riaperti bagni pubblici nei luoghi più turistici

Colosseo, Pincio, Castel Sant’Angelo, piazza Risorgimento, via di Ripetta, piazza Garibaldi e Basilica di San Paolo. In questi luoghi strategici e centrali per la città di Roma sono stati riaperti i bagni pubblici a seguito di un’opera di manutenzione del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana (SIMU), realizzata con 47 mila euro del Dipartimento Tutela Ambientale. Le strutture saranno presidiate dalla ditta aggiudicatrice del bando per la gestione, per un valore complessivo di circa 256 mila euro, sempre messi a disposizione dal Dipartimento Tutela Ambientale. ll pagamento per usufruire dei bagni pubblici è di un euro. «Un risultato importante che farà sicuramente piacere a tanti romani e turisti in visita nella nostra città. Roma merita servizi igienici all’altezza della Capitale d’Italia, per questo abbiamo pensato anche a qualcosa di originale. Nel bagno pubblico del Colosseo abbiamo posizionato un’installazione dello scrittore, performer e poeta visivo, Paolo Albani, che ha consentito di esporre gratuitamente un suo originalissimo quadro d’arte contemporanea. La nostra idea è quella di costruire una galleria d’arte diffusa (GAD) in luoghi inaspettati e da riqualificare. Stiamo lavorando anche per la riapertura dei bagni nelle ville storiche e di quelli cosiddetti ‘autopulenti’», afferma Pinuccia Montanari, assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale. «Dopo oltre un anno di chiusura si riaprono 7 bagni pubblici che grazie all’opera di manutenzione da parte del SIMU saranno disponibili per turisti e cittadini. Ci stiamo impegnando su ogni fronte per restituire ai cittadini i giusti servizi e il decoro necessario» dichiara l’assessora alle Infrastrutture Margherita Gatta.