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Termini, serrati controlli da parte dei Carabinieri

Nelle ultime 24 ore, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un’intensa attività mirata al contrasto di ogni tipo di reato e di degrado nell’area della stazione Termini e vie limitrofe. Le operazioni che sono state sviluppate in modo capillare, favorendo interventi d’iniziativa e controlli, hanno portato all’arresto di 10 persone, al sequestro di decine di dosi di droga, all’identificazione di oltre 100 persone e ad accertamenti su circa 70 veicoli. I Carabinieri del Nucleo Scalo Termini hanno arrestato un 68enne algerino e un 21enne romeno, entrambi senza fissa dimora e con precedenti, sorpresi a rubare due grosse valige da un bus- navetta fermo in via Giovanni Giolitti. I bagagli, di proprietà di due turiste, una 23enne spagnola e una 56enne russa che erano a bordo del bus in partenza per l’aeroporto di Fiumicino, contenevano documenti ed effetti personali, oltre che attrezzatura elettronica e denaro contante. I militari hanno bloccato i malviventi e hanno recuperato i bagagli che sono stati riconsegnati alle turiste, in tempo per poter ripartire. Gli stessi Carabinieri hanno arrestato un 25enne romeno, senza occupazione e con precedenti, che li ha aggrediti, spintonandoli e minacciandoli, dopo essere stato sorpreso a rubare in un negozio del Forum Termini, forzando le placche antitaccheggio a diversi capi di abbigliamento del valore di oltre 1.000 euro. In manette anche altri due ladri, un 28enne algerino e una 27enne tunisina, senza fissa dimora, “pizzicati” a rubare in una profumeria dello stesso Forum. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro hanno arrestato un 20enne egiziano, senza fissa dimora, che spacciava droga ai passanti nei “Giardini Einaudi” di via di Villa Peretti. Nelle sue tasche sono state rinvenute dosi di hashish e denaro contante. Con la stessa accusa, i Carabinieri della Stazione Roma via Vittorio Veneto hanno arrestato un pusher, all’inizio di via Cavour, trovato in possesso di dosi di marijuana che stava cedendo ad un ragazzo. Infine, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, in via Giovanni Giolitti, hanno notato tre persone, due cittadini egiziani e uno del Gambia, colpirsi violentemente con calci, pugni e a colpi di “cintura”. Intervenuti immediatamente, i militari li hanno divisi e bloccato. I tre, che si sono scontrati per futili motivi, sono stati medicati al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito – uno ha riportato la frattura nasale con 20 giorni di prognosi e altri due traumi al volto e agli zigomi con 4 giorni di prognosi-; sono poi stati portati in caserma e arrestati per rissa.

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Roma, umiliazioni e bastonate alla moglie per 20 anni: arrestato

(Fonte: www.ilmessaggero.it)

Bastonate e umiliazioni alla moglie per venti anni: arrestato. Ha avuto fine, con l'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Torpignattara, lo stato di schiavitù e le sevizie nei confronti di una 73enne, da parte del marito anche lui di 73 anni. L'uomo, con problemi gravi di alcol, da anni ingiuriava la donna e l'aggrediva con calci e pugni, soprattutto quando lei si rifiutava di avere rapporti sessuali con lui.

La vittima ha raccontato agli agenti, diretti da Giuseppe Amoruso, intervenuti a seguito delle segnalazioni dei vicini richiamati dalle urla e dai pianti dell'anziana donna, di una condizione che si protraeva ormai da circa venti anni. Il racconto della donna ha permesso di ricostruire un passato fatto di continue violenze fisiche e psicologiche: più volte presa a bastonate – anche in strada – per futili motivi o lasciata fuori casa sotto la pioggia. Eclatante l'ultimo episodio subito dalla 73enne quando, a seguito dell'ennesima aggressione da parte del marito, che l'aveva scaraventata con forza a terra procurandole la frattura del femore, l'ha lasciata così dolorante e sofferente senza richiedere i soccorsi. L'aguzzino, per nutrire la donna, immobilizzata sul divano, le lanciava qualche pezzo di pane. Al termine delle indagini da parte degli agenti, la Procura di Roma, ha emesso un'ordinanza di cautelare in carcere ed è stato portato a Regina Coeli.

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Campidoglio, apertura straordinaria degli uffici anagrafici per rilascio tessere elettorali

In prossimità della giornata elettorale del 4 marzo 2018 per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica l'Amministrazione capitolina ha previsto aperture straordinarie degli Uffici per il rilascio delle tessere elettorali. Da lunedì 26 febbraio a giovedì 1 marzo gli uffici anagrafici di Roma Capitale saranno aperti dalle ore 8:30 alle ore 17:30, venerdì 2 marzo dalle ore 8.30 alle ore 18.00, sabato 3 marzo dalle ore 9:00 alle ore 18:00 e domenica 4 marzo dalle ore 7:00 alle ore 23:00. Le tessere elettorali possono essere richieste presso tutti i Municipi oppure presso il Servizio Elettorale Centrale di Via Petroselli 50, a prescindere dal domicilio, senza utilizzazione del servizio di prenotazione TuPassi e con rilascio immediato, dai cittadini che l’abbiano smarrita, esaurita, deteriorata o non ritirata. La tessera elettorale può essere consegnata ad un familiare convivente dell'intestatario, purché munito di delega scritta in carta semplice accompagnata dall'originale del documento del delegante. Per essere ammessi a votare, presso la sezione elettorale di appartenenza, è necessario esibire la tessera elettorale insieme a uno tra i seguenti documenti di riconoscimento:
a) carta d’identità o altro documento d’identificazione munito di fotografia, anche se scaduto, rilasciato dalla pubblica amministrazione;
b) tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purché munita di fotografia e convalidata da un Comando militare;
c) tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, purché munita di fotografia;
d) possibilità di identificare gli elettori ai seggi mediante la ricevuta della richiesta di carta d'identità elettronica. Nel caso non si disponesse di nessuno di questi documenti di identità gli uffici dovranno fornire senza prenotazione e direttamente allo sportello la carta di identità cartacea. Ulteriori informazioni sul portale istituzionale di Roma Capitalehttp://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?contentId=INF74321

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Roma, stipendi gonfiati: 4 carabinieri sotto accusa

(Fonte: www.repubblica.it)

(di Francesco Salvatore) – Sono accusati di essersi gonfiati gli stipendi arrivandosi ad intascare la cifra monstre di 490mila euro. Non parliamo di criminali scafati ma di quattro carabinieri in forze, tra il 2012 e il 2014, al comando Brigata granatieri di Sardegna. I militari sono stati rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Roma Giulia Proto, su richiesta del pubblico ministero Saverio Francesco Musolino, per una sfilza di reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa informatica passando per il falso e la ricettazione. Stando alle accuse il Capitano Guglielmo Romano, capo del servizio amministrativo e della gestione finanziaria, e i tre marescialli Stefano Cappella, aiuto cassiere, Fabio Di Cosimo, contabile degli assegni, e Paolo Buccheri, militare in servizio, si sarebbero messi d’accordo per aumentarsi gli stipendi a colpi di decine di migliaia di euro alla volta. I fatti risalgono al periodo fra l’agosto 2012 e il giugno 2014, mese in cui il raggiro è venuto alla luce e sono cominciati gli accertamenti.

A disporli è stata prima la procura militare. Poi il fascicolo è passato sulla scrivania del pm Laura Condemi che, dopo gli approfondimenti del nucleo di polizia tributaria della finanza, lo scorso anno ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e quattro. Secondo gli inquirenti il meccanismo era possibile proprio in virtù del ruolo che ricoprivano alcuni militari all’interno dell’ufficio, ovvero gestire le finanze del comando, in particolare le retribuzioni. Per far passare tutto sotto traccia i quattro intervenivano sia all’interno della procedura informatica di assegnazione degli stipendi, sia nei documenti cartacei. In sostanza venivano alterati, sui server, gli importi da attribuire ai destinatari dello stipendio. Ogni singolo mese, per tredici mesi nell’arco di due anni, i militari si sarebbero modificati da sé le cifre da destinarsi. Talvolta a colpi anche di 25mila euro alla volta. Importi che sarebbero stati regolarmente erogati sui loro conti correnti e poi incassati. Chi più e chi meno – Buccheri fino al marzo 2013 – avrebbero commesso un abuso in piena regola spartendosi soldi non dovuti, in barba alla stessa Arma.

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Controlli a tappeto dei Carabinieri nella zona sud-est della città

Nell’ultima settimana, i Carabinieri della Compagnia Roma Casilina hanno eseguito un servizio coordinato di controllo nei territori di competenza. L’attività, svolta nelle zone di Centocelle, Cinecittà, Torpignattara e Quadraro, ha portato all’arresto di 8 persone e alla denuncia a piede libero di altre 13. In manette è finito un 19enne romano, arrestato dai Carabinieri della Stazione Roma Tor Tre Teste con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Transitando in via Lionello Petri, i Carabinieri hanno notato il giovane aggirarsi a piedi con fare sospetto e lo hanno fermato per un controllo. Nascoste nelle tasche interne del suo giubbotto, i militari hanno rinvenuto decine di dosi di hashish. La successiva perquisizione nell’abitazione del pusher, in via del Caprifoglio a Centocelle, ha permesso ai Carabinieri di recuperare e sequestrare circa mezzo chilo della stessa sostanza stupefacente e denaro contante, ritenuto provento dell’attività illecita. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa del processo. In manette anche tre persone, un 20enne, un 21enne e un 41enne, cittadini romani con precedenti, arrestati dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Piazza Dante, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Roma per reati inerenti gli stupefacenti. Sono stati portati in carcere a Regina Coeli. Con la stessa accusa, altri due cittadini romani, un 40enne e un 47enne, già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati in esecuzione di ordinanze di applicazione agli arresti domiciliari emesse dal Tribunale di Roma. Gli stessi Carabinieri hanno arrestato anche due pusher, un 24enne del Senegal, senza fissa dimora, “pizzicato” mentre cedeva dosi di eroina ad un tossicodipendente, e un 54enne romano, sorpreso in possesso di dosi di hashish. La perquisizione nella sua abitazione ha permesso di sequestrare circa 50 g di droga e oltre 4.500 euro, ritenuti provento dello spaccio. Sempre i Carabinieri della Stazione di Roma Tor Tre Teste hanno denunciato un 20enne romano, con precedenti, fermato alla guida dell’auto, intestata alla madre, sprovvisto di patente di guida, mai conseguita. I Carabinieri della Stazione Roma Torpignattara hanno denunciato a piede libero due conviventi, una 46enne del Marocco e un 44enne della Tunisia, con l’accusa di furto di energia elettrica. I due, mediante la manomissione del contatore e un allaccio abusivo, fornivano di corrente elettrica la loro abitazione in via di Villa Santo Stefano. Deferito in stato di libertà anche un 43enne romano, sottoposto agli arresti domiciliari, trovato fuori la sua abitazione senza permesso. Stessa accusa anche per un 50enne e un 52enne romani, sono stati denunciati dai Carabinieri della Stazione Roma Quadraro, e una 25enne di origini tedesche, denunciata dai Carabinieri della Stazione Roma Alessandrina. Un 40enne romano invece è stato denunciato dai Carabinieri della Stazione Roma Cinecittà per l’inosservanza degli obblighi degli arresti domiciliari a cui era sottoposto. I Carabinieri hanno denunciato a piede libero un cittadino del Bangladesh, di 22 anni, trovato in possesso di dosi di eroina e di 9 pasticche di yaba. I Carabinieri della Stazione Roma Appia hanno denunciato per furto un 36enne della Georgia, bloccato dopo aver rubato 9 bottiglie di alcolici da un supermercato. Infine, i Carabinieri della Stazione Roma Centocelle hanno denunciato tre persone: un 25enne romano trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza di 25 cm; due 30enni, cittadini romeni senza fissa dimora, sorpresi a smontare alcune parti meccaniche da due ciclomotori in sosta.

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Incidente mortale sulla via Aurelia

Nella tarda mattinata di oggi si è verificato uno scontro mortale lungo la via Aurelia (km 10+100). Il sinistro è avvenuto, di preciso, all'altezza dello svincolo con il Grande Raccordo Anulare, sulla corsia di sorpasso, ed ha coinvolto un autobus della linea Cotral ed uno scooter. Il conducente di quest'ultimo è deceduto sul posto. La dinamica dell'incidente è ancora da chiarire e, al momento, stanno effettuando i rilievi scientifici gli agenti del Gruppo Aurelio della Polizia Locale, presenti insieme al personale Anas e al 118. Traffico congestionato a causa del sinistro. 

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Istituto Regina Elena, nuovo studio sui tumori squamosi testa-collo

Nel mondo quasi una persona su due con un tumore presenta la mutazione del gene che produce la proteina p53. In moltissimi casi queste mutazioni trasformano p53 da “angelo buono”, soppressore dei tumori, in una delle proteine più aggressive della trasformazione maligna: in queste condizioni p53 non solo non svolge più le funzioni originarie, ma acquisisce proprietà oncogeniche che favoriscono il tumore. Ricercatori dell’Istituto Regina Elena di Roma hanno individuato un importante meccanismo d'azione di p53 mutata nei tumori squamosi della testa-collo. I pazienti colpiti dalla neoplasia e con tale mutazione hanno in genere un decorso infausto, con una bassa risposta alla radio e chemioterapia e questo spiega l'urgenza di trovare strategie per bloccare l'azione di p53 mutata. I risultati dello studio condotto da Giovanni Blandino e Silvia Di Agostino del Laboratorio di Oncogenomica ed Epigenetica IRE e pubblicati su Theranostics dimostrano che, nei tumori testa-collo, p53 mutata è in grado di agire sull’attività di specifiche molecole di RNA con importanti funzioni regolatorie. Più precisamente, nella cellula tumorale una di queste molecole, il long ncMIR205HG indotto da p53 mutata, sequestra un piccolo micro-RNA, chiamato miR-590-3p. Questo soppressore tumorale una volta sequestrato non può più limitare la proliferazione incontrollata delle cellule maligne. Spezzare il legame tra i due RNA ripristina le normali funzioni di miR-590-3p e rallenta la proliferazione e la capacità migratoria delle cellule maligne. Il meccanismo d'azione di p53 mutata può quindi essere considerato un bersaglio per terapie molecolari di precisione nei tumori aggressivi della testa-collo. L’importante scoperta è stata possibile grazie al contributo del Ministero della Salute che ha sostenuto il progetto “Genomic instability (IN) in Head&Neck cancers: Role of Gain of Function activity (GOF) of p53 mutants” di cui Silvia Di Agostino è la responsabile scientifica, e dell’Associazione per la Ricerca sul Cancro (AIRC) che sostiene la ricerca sullo studio delle attività oncogeniche di p53 mutata. I tumori testa-collo rappresentano il 4% di tutte le neoplasie, ogni anno in Italia sono diagnosticati oltre 9.500 nuovi casi. Gli uomini sono i più colpiti dalla malattia e nella fascia d’età tra 50 e 69 anni è la quinta neoplasia più frequente (dati AIRTUM). Un recente lavoro dell’Istituto Regina Elena di Roma rivela che la proteina p53 mutata induce la crescita incontrollata di tumori squamosi della testa-collo stimolando l'aberrante attività di lunghi RNA. La proteina p53, anche detta “guardiano del genoma”, è uno dei più potenti soppressori tumorali che il corpo umano ha a disposizione. «Tuttavia le forme mutate della proteina si comportano in modo diverso – spiega Giovanni Blandino – con attività molteplici: inducono o reprimono in modo aberrante vie di segnalazione costituite da enzimi, complessi molecolari e modificano l'espressione di RNA con importanti funzioni regolatorie delle cellule. Il nostro gruppo studia le attività oncogeniche di p53 mutata nei tumori squamosi della testa-collo. Tali neoplasie sono molto aggressive e con una percentuale di mutazioni del gene di p53 che arriva al 70-80%». «Negli ultimi anni – continua Silvia Di Agostino – è stata definita la cosiddetta classe di RNA non codificanti in cui sono inclusi i long non-coding RNA (long ncRNA). Nel nostro lavoro abbiamo mostrato che la p53 mutata nei tumori testa-collo è in grado di agire su long ncMIR205HG, inducendolo a comportarsi come un RNA oncogenico. In che modo? Legandosi al piccolo micro-RNA, miR-590-3p, e impedendogli di fatto di svolgere il proprio compito che consiste nel limitare la proliferazione incontrollata delle cellule. Questo meccanismo porta alla crescita del tumore e alla formazione di metastasi. Gli esperimenti hanno dimostrato che se il legame tra long ncMIR205HG e miR-590-3p si spezza, si riesce a ripristinare l'attività di soppressore tumorale di miR-590-3p». «La ricerca – conclude Gennaro Ciliberto – nasce dalla spinta a studiare quali nuove aberranti attività svolge la proteina p53 mutata. In futuro questi risultati potrebbero essere informazioni preziose per sviluppare terapie mirate a disarmare questo importante bersaglio».

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Colosseo, operazione antidegrado dei Carabinieri

Per tutta la giornata di ieri, i Carabinieri del Comando Roma piazza Venezia hanno eseguito un’importante attività finalizzata al contrasto di eventuali forme di illegalità e degrado nella zona dei Fori Imperiali e del Colosseo. Il bilancio dell’operazione è di 14 sanzioni elevate ad altrettanti cittadini stranieri – per l’importo complessivo di oltre 62.800 euro – e un ingente sequestro di merce di vario genere (aste per selfie, Power Bank, ombrellini, foulard, bracciali in cuoio ed elastici, statue in legno etc.) trovata nella disponibilità dei venditori ambulanti abusivi “pizzicati” e di quelli che, alla vista delle divise, hanno preferito darsi alla fuga abbandonandola a terra. Delle 14 persone incappate nella rete di controlli, 11 sono cittadini del Bangladesh e 3 sono cittadini del Senegal. Nuovamente nei guai anche i conducenti dei “Segway selvaggi”: tre cittadini del Bangladesh muniti dell’immancabile mezzo elettrico a due ruote sorpresi a vendere abusivamente biglietti per Open Bus o di Daily Tour a ignari turisti o che stavano esponendo cartelli pubblicitari di attività turistiche senza la relativa autorizzazione. Nei loro confronti, oltre alla sanzione amministrativa, è scattata anche la contravvenzione per il mancato rispetto delle norme sulla circolazione stradale e dei pedoni.

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Vandalizzata la lapide commemorativa di Aldo Moro

«Condanno questo ignobile atto vandalico. La nostra memoria e la nostra città non possono accettare azioni tanto allucinanti, scritte così offensive e lesive della nostra storia collettiva. Roma tra pochi giorni renderà omaggio agli uomini delle forze dell’ordine che furono trucidati nella strage di via Fani durante la quale fu sequestrato Aldo Moro. Questa è la città che conosco e che voglio riconoscere. Esprimo solidarietà ai parenti delle vittime e alle forze dell’ordine quotidianamente così impegnate per la nostra città. Mi auguro che i responsabili vengano individuati e puniti nel più breve tempo possibile. Ringrazio come sempre la Sovrintendenza Capitolina che prontamente è intervenuta». Così in una nota il Vicesindaco con delega alla Crescita Culturale Luca Bergamo in merito al grave atto vandalico perpetrato nella notte in via Fani.

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Parco Virgiliano, presunti ladri minorenni in manette

Due adolescenti romani di 16 e 17 anni sono stati arrestati dai Carabinieri della Stazione Roma Viale Libia, subito dopo aver commesso una rapina ai danni di uno studente romano di 15 anni, all’interno del parco Virgiliano di via Nemorense. Il quindicenne stava passeggiando all’interno del parco, dove è stato pedinato e una volta giunto in una zona più isolata è stato avvicinato dai due malviventi, strattonato per rubargli il portafoglio e strappargli la collana d’oro che portava al collo. La pattuglia dei Carabinieri, allertata dal 15enne, è intervenuta dopo pochi instanti ed ha bloccato i due rapinatori all’esterno del parco, grazie alle descrizioni dettagliate. I due arrestati sono stati accompagnati presso le loro abitazioni e sottoposti alla misura della permanenza in casa, così come disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni. Dovranno rispondere di rapina aggravata in concorso. La refurtiva  recuperata dai militari è stata restituita alla vittima.