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Cronaca

Colleferro, in manette due presunte ladre seriali

Continuano senza sosta le attività di prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Colleferro.
Nei giorni scorsi infatti, i Carabinieri della Stazione di Colleferro hanno arrestato due giovani nomadi specializzate nei furti in abitazione, dopo che le stesse hanno tentato di saccheggiare un appartamento del centro cittadino. Le ladre, di 22 e 23 anni, sono entrate in un’abitazione approfittando della mancanza della proprietaria, venendo tuttavia notate da una vicina di casa che ha dato prontamente l’allarme al 112 e a un vigile urbano che stava prestando servizio proprio nei pressi del condominio. Intervenuti immediatamente, i Carabinieri hanno bloccato le malviventi. A seguito di perquisizione, le donne sono state trovate in possesso di vari cacciaviti utilizzati per l’effrazione della porta d’ingresso dell’abitazione presa di mira. Il Tribunale di Velletri ha convalidato l’arresto disponendo per la 23enne la traduzione presso il carcere di Roma Rebibbia, mentre per la 22enne di Aprilia sono scattati gli arresti domiciliari, in attesa di giudizio definitivo.

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Colosseo, operazione antidegrado dei Carabinieri

Per tutta la giornata di ieri, i Carabinieri del Comando Roma piazza Venezia hanno eseguito un’importante attività finalizzata al contrasto di eventuali forme di illegalità e degrado nella zona dei Fori Imperiali e del Colosseo. Il bilancio dell’operazione è di 14 sanzioni elevate ad altrettanti cittadini stranieri – per l’importo complessivo di oltre 62.800 euro – e un ingente sequestro di merce di vario genere (aste per selfie, Power Bank, ombrellini, foulard, bracciali in cuoio ed elastici, statue in legno etc.) trovata nella disponibilità dei venditori ambulanti abusivi “pizzicati” e di quelli che, alla vista delle divise, hanno preferito darsi alla fuga abbandonandola a terra. Delle 14 persone incappate nella rete di controlli, 11 sono cittadini del Bangladesh e 3 sono cittadini del Senegal. Nuovamente nei guai anche i conducenti dei “Segway selvaggi”: tre cittadini del Bangladesh muniti dell’immancabile mezzo elettrico a due ruote sorpresi a vendere abusivamente biglietti per Open Bus o di Daily Tour a ignari turisti o che stavano esponendo cartelli pubblicitari di attività turistiche senza la relativa autorizzazione. Nei loro confronti, oltre alla sanzione amministrativa, è scattata anche la contravvenzione per il mancato rispetto delle norme sulla circolazione stradale e dei pedoni.

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Studente Usa morto nel Tevere, rinviato a giudizio clochard per omicidio preterintenzionale

(Fonte: www.repubblica.it)

Rinvio a giudizio per Massimo Galioto, il punkabbestia accusato dalla Procura di Roma di omicidio preterintenzionale per aver determinato la morte di Beau Solomon, lo studente universitario statunitense di 19 anni caduto nel Tevere il 30 giugno del 2016 e ritrovato senza vita due giorni dopo. Lo ha deciso il gup Anna Maria Gavoni che ha accolto le richieste del pm Francesco Marinaro fissando l'inizio del processo all'8 maggio prossimo davanti alla terza corte d'assise. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, Solomon fu condotto da due stranieri sulla banchina di Ponte Garibaldi, dove c'era un ritrovo di clochard, perche' era alla ricerca del suo portafogli. Improvvisamente scoppio' una lite perche' il giovane americano accuso' i senza tetto del furto. Galioto avrebbe reagito dandogli una spinta e Solomon, che era ubriaco, perse l'equilibrio e scivolo' nel fiume, finendo per morire annegato. Un video immortalo' la scena della spinta e della caduta in acqua.

"La famiglia di Beau  parte sua, l'avvocato di parte civile Giuseppe Zanalda – ha fiducia nella giustizia affinche' sia individuato il responsabile. A noi interessa accertare la verita', abbiamo letto gli atti e siamo convinti che l'imputazione sia fondata. Non c'erano elementi per non disporre il rinvio a giudizio. Galioto forse non voleva uccidere il ragazzo, ma, dopo la lite, lo ha spinto. La morte probabilmente non era voluta ma non ha fatto nulla per salvare quel ragazzo".

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Esquilino, maxi controllo da parte dei Carabinieri

Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Compagnia Roma piazza Dante hanno dato il via ad una massiccia operazione di controllo del territorio scattata, non solo nella zona di piazza Vittorio Emanuele II, in questi giorni al centro delle cronache nazionali, ma in tutto il rione Esquilino. A conclusione delle attività, a cui hanno preso parte anche i Carabinieri del N.A.S. di Roma e della Compagnia di Intervento Operativo dell’8° Reggimento “Lazio”, il bilancio riporta 9 persone arrestate – tutte risultate senza fissa dimora e con precedenti –  e una decima denunciata a piede libero. A finire in manette sono stati 4 pusher – due cittadini nigeriani e due cittadini del Gambia di età compresa tra i 19 e i 24 anni – sorpresi tra via Cappellini, via Cialdini e piazza Vittorio Emanuele II in possesso di decine di dosi di marijuana e denaro ritenuto provento della loro illecita attività. Durante il controllo di un cittadino egiziano di 24 anni è emerso che a suo carico era stata emessa un’ordinanza di aggravamento della custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è scaturito per aver violato più volte il divieto di dimora nel Comune di Roma cui era sottoposto dallo scorso mese di gennaio. Per lo stesso identico motivo è stato arrestato anche un connazionale di 27 anni. Altri 2 cittadini egiziani di 18 e 27 anni, controllati in piazza Vittorio, sono risultati gravati da un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Roma per reati inerenti gli stupefacenti. Devono scontare la pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione. Sempre nel corso di un controllo nei pressi di piazza Vittorio,  un cittadino marocchino di 39 anni, nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, è stato arrestato perché i Carabinieri hanno scoperto che su di lui pendeva un ordine di carcerazione, dovendo espiare una pena di 1 anno di reclusione sempre per reati inerenti gli stupefacenti. In via Giolitti, un cittadino nigeriano di 35 anni è stato denunciato a piede libero dopo essere stato sorpreso dai Carabinieri in possesso di una carta di credito risultata smarrita dal legittimo proprietario. Parallelamente alle attività di controllo di persone e mezzi, i Carabinieri del N.A.S. hanno ispezionato alcuni “esercizi di vicinato”: uno di questi, ubicato in via Giolitti,  per carenze igienico sanitarie e per la mancata rintracciabilità dei prodotti alimentari posti in vendita, i militari hanno contravvenzionato il proprietario elevando sanzioni per un importo complessivo di 3.500 Euro.

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Questore Marino, pronto piano di sicurezza per sabato prossimo

In un briefing tenuto questa mattina dal Questore di Roma Guido Marino, sono stati avviati gli approfondimenti per il piano di sicurezza per il prossimo 24 febbraio in cui la capitale sarà chiamata ancora una volta a dimostrare la propria capacità di ospitare iniziative di libera espressione del pensiero. Tutte le iniziative concentrate nel pomeriggio di sabato consentiranno di limitare disagi tra le 14 e le 16, orario in cui si stima l’arrivo dei cortei nelle rispettive piazze. Tra le iniziative in calendario un corteo organizzato da ANPI e dal Comitato “MAI  PIU’ FASCISMO”, “contro razzismo, xenofobia ed i rigurgiti di fascismo in Italia ed in Europa”. Si svolgerà dalle 13.00 alle 17.00 e, all’iniziativa, è prevista la partecipazione di 20.000 persone che da piazza della Repubblica giungeranno fino a piazza del Popolo. Altro corteo è stato invece promosso dal sindacato S.I. COBAS, “allo scopo di chiedere l’abolizione del Job’s Act”; avrà luogo dalle 14.00 alle 19.00 e parteciperanno 4500 persone con partenza da piazza Esquilino ed arrivo a piazza Madonna di Loreto. In programma anche una manifestazione statica, promossa da esponenti  del “MOVIMENTO NO VAX”  contro l’obbligatorietà vaccinale,  avrà luogo in piazza di Porta San Giovanni dalle 14.00 alle 18.00 ed è prevista la partecipazione di 10.000 persone. Per ultimo, una iniziativa annunciata al CIE di Ponte Galeria e promossa da “Gruppi Antagonisti” contro la normativa vigente in materia di immigrazione. Il piano scatterà dalle prime ore del mattino con controlli rigorosi ai caselli autostradali e sulle vie consolari interessate. Duplice l’obiettivo: garantire un elevato standard di prevenzione antiterrorismo ed evitare che gruppi di facinorosi possano infiltrare i cortei con conseguenze negative per l’ordine e la sicurezza pubblica. Tra le indicazioni contenute nell’ordinanza di servizio del Questore, il divieto di partecipare agli eventi con oggetti contundenti di ogni tipo, aste rigide di bandiere, vestiario utile al travisamento ed ogni altro strumento potenzialmente utilizzabile per occultare la propria identità. Vietati anche caschi, elmetti o cappelli rigidi. Tutti i servizi previlegiano, la fase di prevenzione, secondo  un modello organizzativo consolidato e adottato anche per le circa 1800 manifestazioni del 2017, la fase di prevenzione; mirano però anche a preservare, senza tolleranza, la sicurezza pubblica, ponendo le forze dell’ordine in condizione di garantire in caso di illegalità, la punizione dei responsabili. In tal senso la Polizia di Stato romana, ha concluso nelle ultime ore le indagini per la manifestazione estemporanea presso l’ambasciata turca; sono stati infatti identificati e denunciati dalla digos all’Autorità Giudiziaria  21 dei responsabili di un tentativo di danneggiamento e invasione della sede diplomatica di via Palestro.

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Arriva Proton4Life, il polo di protonterapia contro i tumori a Roma

Al via a Roma il progetto Proton4Life per la creazione del primo polo per la cura dei tumori grazie alla protonterapia, inserita nei nuovi LEA, di cui potranno beneficiare non solo i pazienti del Lazio, ma anche del Centro e Sud Italia e destinato a diventare punto di riferimento per la cura dei tumori in tutto il bacino del Mediterraneo. Promosso e sostenuto dalla Regione Lazio, il centro Proton4Life  – innovativo e ambizioso progetto di trattamento oncologico all’avanguardia – vede l’unione di  tre eccellenze italiane in ambito scientifico e sanitario come l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) e la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli. È un primo esempio di virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, che andrà ad arricchire il mosaico della nuova sanità della Regione Lazio e che coniuga alta qualità assistenziale, innovazione tecnologica, ricerca clinica e appropriatezza delle prestazioni. Il progetto Proton4Life prevede l’affiancamento di nuovi macchinari all’apparecchiatura clinica già in fase di allestimento, che richiederà la realizzazione di 4 bunker (sale di trattamento) da realizzare in quattro anni, l’installazione di macchinari di ultima generazione per i trattamenti tumorali con protoni, sessanta milioni di investimento privato e 54 milioni di investimento pubblico, per la cura e il trattamento di un potenziale di circa 2.300 pazienti per anno a regime e il coinvolgimento di personale specializzato pari ad almeno 120 unità. Data l’effettiva richiesta di tale terapia, sottolineata anche dall’inserimento da parte del Ministero della Salute della protonterapia nei LEA, la Regione Lazio ha recepito e risponde reattivamente a tale domanda. Con Proton4life la Regione Lazio prosegue nel piano di sviluppo del proprio modello di salute pubblica, promuovendo le soluzioni altamente tecnologiche e le collaborazioni tra pubblico e privato. Seguendo questi principi la Regione si colloca tra i modelli di servizio sanitario territoriale più virtuosi e più all’avanguardia in Italia e all’estero.  

Proton4Life in numeri

Investimento globale (Milioni di Euro)

120

Personale

120

Anni necessari per andare a pieno regime clinico

4

Pazienti trattati per anno

2300

Il programma definito in accordo con le parti interessate per la nascita di Proton4life e lo studio di fattibilità sono partiti nel gennaio 2018 e prevedono innanzitutto la discussione e condivisione di linee guida per i trattamenti con i protoni, dei protocolli di ricerca clinica e per la ricerca e sviluppo. Per primo verranno realizzati i bunker per il funzionamento delle attrezzature all’interno del Gemelli (2 Gantry), che accoglierà anche l’apparecchiatura del progetto TOP IMPLART. Questo progetto TOP IMPLART, nato per la realizzazione di un prototipo di acceleratore lineare di protoni per la cura dei tumori e finanziato dalla Regione Lazio, è frutto della collaborazione tra l’Istituto Superiore di Sanità, Enea e gli Istituti IFO Regina Elena. L’acceleratore così prodotto (già in avanzata fase prototipale ma bisognoso di una sede adeguata per la sperimentazione in vivo) verrebbe ad affiancarsi all’apparecchiatura clinica scelta, in un primo tempo per essere sottoposto alle prove sperimentali necessarie per la definitiva certificazione di operatività tecnica, per poi diventare pienamente operativo al termine della fase di certificazione. Nel corso del 2020 andrà in funzione il primo Gantry al Gemelli e il TOP IMPLART: quindi partiranno i primi trattamenti. Successivamente ai primi mesi di attività clinica e durante l’istallazione del secondo Gantry al Gemelli, è previsto uno studio epidemiologico ed una valutazione clinico/organizzativa, e l’avvio delle opere per altri due Gantry all’IRE che si concluderanno entro la fine del 2024. Il funzionamento e consolidamento degli impianti realizzati dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli porteranno non soltanto all’estensione progressiva dei trattamenti ad un sempre maggiore numero di pazienti ma anche alla formazione del personale dell’IRE. Nel 2025 Proton4life sarà completamente realizzato e operativo con una equipe integrata di specialisti. La dislocazione delle due strutture del Gemelli e dell’IRE, rispettivamente nelle zone nord e sud di Roma consentirà anche una omogenea presenza nella città. La protonterapia è una tecnica oncologica radioterapica di precisione che consente di effettuare trattamenti più efficaci e meno tossici sui tumori complessi che ad oggi non si possono trattare con le tecnologie convenzionali. Grazie alle proprietà fisiche dei protoni, la protonterapia permette, rispetto alla radioterapia convenzionale con fotoni, di rilasciare la dose con estrema precisione sul tessuto tumorale e, conseguentemente, di irradiare il tumore con dose più elevata, riducendo l’esposizione e quindi i danni radio indotti sui tessuti normali. Tali caratteristiche determinano una più elevata percentuale di sopravvivenza nel lungo periodo per i pazienti. Il trattamento radiante viene utilizzato per curare diverse patologie, in particolare è fortemente indicata per il trattamento dei tumori situati vicino ad organi vitali o in aree particolarmente sensibili alla tossicità dei raggi fotonici, come quelli del cervello o della spina dorsale, oppure tumori a geometria complessa, come quelli del distretto testa-collo, o ancora tutti i tumori che sviluppano radioresistenza, cioè non rispondono più alla radioterapia, ma soprattutto nelle neoplasie pediatriche. Tutti casi che non hanno attualmente altre opzioni di cura.  Nella protonterapia i protoni, particelle molto più pesanti dei fotoni, vengono accelerati tramite un’apparecchiatura chiamata Ciclotrone, fino ad una velocità pari a circa metà della velocità della luce. Quindi vengono concentrati in fasci, trasportati e rilasciati con estrema precisione sulla sede del tumore da una testata isocentrica rotante (chiamato Gantry). L’accelerazione dota i protoni di un’energia che raggiunge i 230 MeV (Mega Electron Volts), rispetto ai 30 MeV della fotonterapia, e che permette di colpire dall’esterno i tessuti tumorali che si trovano fino a 30 cm di profondità all’interno del corpo. E’ una terapia tecnologicamente avanzata, ma il suo utilizzo clinico è ormai consolidato ed in rapida espansione in tutto il mondo, soprattutto grazie alla realizzazione di apparecchiature sempre più precise e impianti sempre più compatti e compatibili con spazi ospedalieri e urbani. Negli ultimi decenni e in particolare negli anni ’90, la terapia protonica si è ulteriormente sviluppata facendo nascere in tutto il mondo una specializzata comunità nell’uso di fasci di protoni o di ioni carbonio. Ad oggi risultano oltre 120.000 pazienti trattati con la terapia protonica o con ioni ed i centri clinici operanti sono più di sessanta, distribuiti maggiormente tra Giappone, USA ed Europa. Altri 43 centri sono in costruzione e altri 23 centri sono in una fase di pianificazione.

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Regione Lazio, pubblicato online studio sulle infiltrazioni criminali nell’economia

Lunedi 19 febbraio è stato pubblicato su http://www.regione.lazio.it/rl_osservatorio_legalita_sicurezza/ lo studio “Le in­ltrazioni della Criminalità organizzata nell’Economia del Lazio” realizzato in collaborazione a Crime&tech, spin-off del centro di ricerca Transcrime dell’Università Cattolica di Milano. L’analisi mostra un panorama dell’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale vasto e articolato. L’infiltrazione è intensa nel Lazio, e particolarmente concentrata nella provincia e nella città di Roma. La Capitale di sicuro attrae gli investimenti delle mafie tradizionali e di organizzazioni criminali autoctone. Camorra, ‘Ndrangheta, Cosa Nostra gruppi locali. Nel Lazio vengono confiscate più aziende (5,1 ogni 10.000 registrate) rispetto alla media nazionale (2,4 ogni 10.000).  L’infiltrazione si concentra nelle province di Roma e di Latina (e, in misura minore, di Frosinone). Ma in quali settori investono le organizzazioni criminali? Nell’economia della Capitale turismo, commercio e immobiliare giocano un ruolo di primo piano. E sono proprio questi gli ambiti in cui è più forte l’infiltrazione della criminalità organizzata. Bar e ristoranti, commercio all’ingrosso e al dettaglio, costruzioni e intermediazione immobiliare risultano infatti i settori più inquinati, che coprono circa tre quarti del totale delle aziende confiscate nel Lazio negli ultimi dieci anni. Le organizzazioni criminali non risparmiano però neanche trasporti, scommesse, stabilimenti balneari e, ovviamente, appalti pubblici. Ogni gruppo ha le sue “preferenze”. La Camorra si è specializzata nella ristorazione e nel commercio di prodotti alimentari, attività che svolge rispettivamente nelle zone centrali della Capitale e nel basso Lazio. La ‘Ndrangheta diversifica di più: costruzioni, immobiliare, ortofrutticolo, florovivaismo. E i suoi investimenti sono più diffusi sul territorio: Roma Centro, ma anche nelle aree periferiche nei comuni a Sud della Capitale, nel basso Lazio. I gruppi locali hanno infine il ventaglio di investimenti più vasto, toccando di fatto tutti i settori soprattutto nelle aree territoriali in cui sono presenti. Le fonti utilizzate per lo studio realizzato sono stati  i dati dell’ ANBSC, della Dia, delle inchieste giudiziarie e del registro delle imprese. Nella ricerca è riportata inoltre una cartina del Lazio con l’indice di presenza mafiosa nei comuni e i grafici che riportano la geolocalizzazione delle aziende confiscate per settore e per organizzazione criminale. «La mafia si combatte con l’impegno delle forze di polizia e della magistratura ma anche con la realizzazione di un sistema di alleanze tra Istituzioni e Forze Sociali che possa scardinare meccanismi di inquinamento della nostra economia” Ha affermato Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Legalità della Regione Lazio che continua “La legalità garantisce  la libertà degli operatori economici, il regolare svolgimento delle dinamiche imprenditoriali, la trasparenza del mercato, la sana concorrenza. Di questo sono consapevoli la stragrande maggioranza degli imprenditori nel Lazio che attraverso le loro associazioni di rappresentanza hanno condiviso con noi  in questi anni le robuste politiche di sostegno all’impresa, all’artigianato e al piccolo commercio messe in campo dalla Regione Lazio, misure  che hanno rappresentato un argine all'inquinamento mafioso della nostra economia». 

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Parioli, tenta di incassare assegno di 143mila euro, arrestato presunto truffatore

Sperava di festeggiare il suo compleanno con un “corposo” regalo e così, munito di documenti falsi, ha tentato di incassare un assegno del valore di 143.700 euro presso un ufficio postale ai Parioli. A far saltare il suo piano ci hanno pensato i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Parioli che lo hanno arrestato poco prima che riuscisse ad intascare illecitamente l’ingente somma di denaro. In manette, con le accuse di tentata truffa aggravata, sostituzione di persona, possesso di documenti di identificazione falsi e falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulla identità, è finito un 46enne della provincia di Frosinone, senza occupazione e con precedenti. Sabato mattina, l’uomo si è presentato all’ufficio postale di via Yser, dove ha  presentato l’assegno e un documento d’identità al fine di incassarne l’importo. I dipendenti dell’ufficio, immediatamente insospettiti dall’atteggiamento nervoso e frenetico dell’uomo, hanno contattato il 112 e richiesto l’intervento dei Carabinieri. Giunti immediatamente sul posto, i Carabinieri hanno fermato il 46enne e hanno approfondito gli accertamenti sul suo conto e sui titoli presentati. Il documento è risultato palesemente contraffatto. I Carabinieri hanno anche scoperto che l’arrestato aveva già aperto un conto corrente sempre con il documento d’identità falso, dove aveva intenzione di depositare illegalmente il denaro che stava già valutando come investirlo. Dopo aver identificato il “truffatore”, i militari sono risaliti al vero titolare dell’assegno, un 56enne della provincia di Firenze, che da tempo attendeva quel denaro, quale risarcimento assicurativo di un gravissimo incidente che lo aveva visto coinvolto qualche anno fa. A tal proposito, i Carabinieri della Compagnia Roma Parioli si stanno adoperando per farglielo recapitare al più presto. Ieri mattina, l’arresto è stato convalidato e in attesa del processo l’uomo è stato sottoposto alla misura dell’obbligo di presentazione in caserma.

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Ostia, continuano i controlli antidroga dei Carabinieri

Continua l’attività antidroga dei Carabinieri del Gruppo di Ostia con la predisposizione di molteplici servizi di controllo anche sull’entroterra. Ieri pomeriggio, i Carabinieri della Stazione di Roma Acilia, supportati da personale dei reparti mobili e specializzati dell’Arma, hanno arrestato un 40enne romano, incensurato, con l’accusa di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. L’arresto è frutto di mirati servizi di appostamento e osservazione attuati dai Carabinieri ai quali non era sfuggito uno strano andirivieni di giovani in un palazzo. I militari hanno proceduto alla perquisizione dell’appartamento dell’uomo, rinvenendo circa un chilo e mezzo di hashish, suddiviso in 15 “panetti”, nonché denaro contante, provento dell’attività illecita. L’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale di “Regina Coeli”, ed ulteriori 13 soggetti sono stati segnalati all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma quali assuntori di sostanze stupefacenti. Nel corso della medesima giornata, i numerosi controlli effettuati, hanno consentito di  identificate e arrestare un italiano 45enne, senza fissa dimora, nei cui confronti era stato emesso, dal Tribunale di Civitavecchia, un ordine di carcerazione per violazione degli obblighi di assistenza familiare.

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Ritrovato a Trieste il 90enne scomparso dalla Capitale

Un anziano di 90 anni, che si era allontanato la scorsa settimana da Roma, è stato ritrovato la sera di venerdì scorso presso la stazione Centrale di Trieste. Ad intercattere il signore, che vagava da solo e al freddo, sono stati gli agenti della Polfer che erano in servizio alla stazione. Dopo aver rifocillato e tranquillizzato il signore, i militari hanno avvisato la figlia dell'anziano che, il giorno dopo, è arrivata da Roma in macchina per riabbracciare il genitore. Il 90 enne, secondo i controlli effettuati, si era già allontanato da casa, per poi esser stato rintracciato anche quella volta, nel 2014.